L'equazione
portale del tempoA distanza di molto tempo riprendo a scrivere di Elisa.
E' passato oltre un anno dal ritrovamento dei suoi resti (io resto convinto che siano stati rinvenuti tempo prima e addirittura manipolati e, chissà per quale motivo, volutamente ignorati ). Danilo Restivo è stato condannato dalla giustizia inglese all'ergastolo, il processo in Italia inizierà l'8 novembre del 2011, ma dubito fortemente che lo stesso Restivo sarà in aula. Non credo che la giustizia italiana abbia la credibilità e la forza di farsi restituire Restivo per il tempo necessario allo svolgimento del processo.
Penso alla povera madre di Elisa.
Altre perizie hanno svelato nuovi segreti. Il corpo di Elisa parla ancora e forse rivelerà anche i nomi di coloro che "sapevano", quelli che hanno visto e taciuto.
Ma di tutto questo ho già scritto abbastanza. Adesso voglio parlare di Mamma Filomena e del fratello di Elisa, Gildo, di cui ho letto recentemente il libro.
Entrambi per 18 anni hanno girovagato per uffici vari, polizia, procura, carabinieri, comune, curia, sbattendo contro il muro dell'indifferenza, dell'ignoranza, dell'arroganza, e forse anche della perfidia, del menefreghismo e, peggio ancora, della connivenza e dell'omertà. Eppure costoro non si sono fatti intimidire dai "potenti", da coloro che invece di considerarsi quello che sono nella realtà, cioè persone al servizio di altre "persone" (che tra l'altro pagano i loro profumati stipendi), si sentono invece intoccabili detentori di un "potere" che andrebbe esercitato esclusivamente nell'ambito della Carta Costituzionale e delle leggi ordinarie.
Si è mai visto un magistrato pagare per la sua ignavia? Si è mai visto punire un Questore per aver scaraventato fuori dal suo ufficio una madre angosciata per la sorte della figlia? Si è mai visto un funzionario di Polizia punito per la propria incompetenza o peggio ancora per essersi lasciato corrompere con denaro o altro?
Al massimo un trasferimento. Con relativa promozione.
Ma nel loro girovagare, molto stressante e molto costoso, i Claps hanno incontrato anche persone perbene, che hanno compreso, si sono mosse e hanno fatto quanto era nelle loro possibilità, anche se poco, ma utile a smuovere le acque stagnanti. Hanno fatto qualcosa perchè la storia non venisse dimenticata.
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Potenza.
Una città di provincia, di cui non si parla quasi mai. Benestante, burocrate, chiusa, come viene definita da qualche giornale, "gente difficile", come afferma un ex rettore di quella Università.
Fino al 2008, anno in cui partecipai al premio letterario, non avrei nemmeno saputo collocarla correttamente sulla cartina geografica. Per raggiungerla dovrei arrivare in aereo a Napoli e prendere un autobus o un treno che mi porti a Potenza. Rinuncio e per qualche tempo la dimentico. Mi torna in memoria (e insieme ad essa Elisa Claps) soltanto perchè da qualche parte ne sento parlare a proposito delle sue lunghissime scale mobili. Pare che siano le più lunghe d'Europa e che tra qualche anno potrebbero diventare le più lunghe del mondo. Quelle stesse scale mobili in cui Danilo Restivo, l'uomo sospettato dai Claps e attualemnte in galera a Bournemouth accusato dell'omicidio di Heather Barnett, afferma di essere caduto e di essersi ferito ad una mano.
(segue)
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Due anni dopo, la sera del 17 marzo 2010, apprendo la notizia del ritrovamento di miseri resti umani nel sottotetto di una chiesa potentina, lo stesso luogo in cui fu accertata la presenza di Elisa il giorno della sua scomparsa. Si tratta proprio di lei.
Nel sottotetto?
Nessuno è mai entrato nel sottotetto in diciassette anni? E se qualcuno l'ha fatto (com'è ragionevole pensare), possibile che non si sia accorto della presenza di quei poveri resti scheletriti e in parte mummificati?
Resto allibito, sento la rabbia montarmi dentro.
Nei giorni successivi seguo ansiosamente gli sviluppi di questa storia incredibile e ogni giorno che passa la rabbia aumenta.
Poi vedo Filomena, la mamma di Elisa in TV. Sembra invecchiata, ma mostra un carattere forte e fermo. Sullo schermo vedo anche una foto di Elisa, la stessa riprodotta nel ritaglio di giornale che mi ha inviato quasi due anni prima la FIDAS di Potenza.
Anche Filomena è arrabbiata ed ha ragione di esserlo, non ha perso una figlia in un banale incidente all'uscita di una discoteca come può accadere, purtroppo, a qualsiasi genitore. ELISA E' SCOMPARSA NEL NULLA E DOPO BEN 17 ANNI SI SCOPRE CHE E' STATA ASSASSINATA E PER TUTTO QUEL TEMPO E' RIMASTA NEL SOTTOTETTO DI UNA CHIESA.
La madre di Elisa è addolorata, oltre che, naturalmente, per la perdita della figlia, per gli oltraggi ricevuti da una gisutizia che non funziona, da indagini condotte con molta superficialità, dai comportamenti omertosi della gente, dalle istituzioni che dovrebbero difendere i diritti della gente, e, fatto che intristisce ancora di più, dal comportamento della chiesa cattolica e, in particolare, di alcuni suoi rappresentanti.
Filomena e suo figlio Gildo sono andati a sbattere contro i bastioni eretti a difesa di un ambiente quanto meno strano, chiuso, impermeabile, che cerca con tutti i mezzi di impedire intrusioni dall'esterno. Non sarebbe tuttavia giusto, come si dice, fare di tutta l'erba un fascio. Sparare nel mucchio significa rischiare seriamente di colpire persone innocenti.
Sono sicuro che la gran parte è onesta e non merita di essere marchiata indiscriminatamente, come si fa col bestiame.
Ma, come afferma la Bibbia, le mura di Gerico sono destinate a crollare.(segue)
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Dedicato a ELISA CLAPS
Nel 2008, preso dalle mie insane voglie letterarie, partecipai alla terza edizione del "Concorso Nazionale Poesia e Narrativa Città di Potenza - Per non dimenticare Elisa Claps" , con il racconto "La ragazza dagli occhi viola" . Vinsi il concorso e ricevetti anche un premio in denaro, ma non partecipai alla cerimonia di premiazione, malgrado ne avessi l'intenzione: raggiungere Potenza risultò essere piuttosto complicato.
In quella circostanza mi ero chiesto chi fosse Elisa Claps. Ho scoperto che probabilmente nessuno avrebbe mai parlato di lei se non fosse che alcuni anni prima, per l'esattezza nel 1993, era scomparsa nel pieno centro di Potenza, senza lasciare traccia. Ho anche avuto modo di leggere quanto era stato scritto sulla rete e sulla stampa locale e nazionale subito dopo questo terribile fatto.
Nel 1993 Elisa aveva appena sedici anni.
Nella comunicazione della FIDAS, che aveva organizzato l'evento, oltre all'assegno ho trovato le copie di una pagina de "Il Controsenso" del 7 giugno 2008 e de "La Nuova" dell'1 giugno 2008, due giornali locali che aveva riportato la notizia del concorso, pubblicando, rispettivamente, una foto della povera Elisa ed una che ritrae la mamma della ragazza durante la premiazione del concorso letterario.
La foto di Elisa l'avevo già vista su Internet. Una bellezza meridionale dai grandi occhi, capelli lunghi e un luminoso e grandissimo sorriso. Portava gli occhiali da vista.
La mamma invece non l'avevo mai vista.
(segue)
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Nickname: giacomo1940
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Età: 71 Prov: CT |


Inviato da: giacomo1940
il 28/04/2010 alle 19:17
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il 21/04/2010 alle 14:50
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