Community
 
estasiconti...
Profilo
Blog
Sito
Foto
   
 

Continuamente

QUESTO BLOG CONTIENE IMMAGINI E TESTI NON ADATTI ALLA VISIONE DI MINORI; IL BLOG CONDANNA E RIFIUTA LA PROSTITUZIONE E LA PEDOFILIA.

 

AREA PERSONALE

 

TAG

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Maggio 2012 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31      
 
 

FACEBOOK

 
 

I MIEI BLOG AMICI

Citazioni nei Blog Amici: 11
 

 

QUE BONITO CULO TIENES venti strofe d'amore e una passione disperata

Post n°157 pubblicato il 02 Ottobre 2010 da pensiero_stupendo00
Foto di estasicontinua1

QUE BONITO CULO TIENES

(venti strofe d'amore e una passione disperata)

Que bonito culo tienes
j que dos piezos de tetas,
j bajo en la mutandera,
ai..que linda fichera...

Si,jo te quiero escobar,
pero tambien voy tu alma
que solo levanta my palma
ver tus ojos parpadear.

I tuoi profondi occhi neri,
carboni nella candida neve,
il fuoco dei tuoi pensieri,
l'anima mia che ti beve.

Non posso fare l'amore
e nemmeno scoparti un poco,
chè in questo magnifico gioco,
non puoi fare l'impostore,

senza avere inventato un canto
per farti volare nel cielo,
senza avere levato il velo
che nasconde il tuo riso e il tuo pianto.

Devi sapere il mio dolore
e la gioia nella mia mente,
che se per te non sono niente,
non posso fare l'amore.

Se non è dolce il tuo sguardo
e non vuoi la vita mia,
dimmi almeno una bugia,
prova un inganno maliardo.

Ma attenta ,mia bella guahira,
perchè mi sorveglia un folletto
che non apre il rubinetto
si me des una mentìra.

Puoi tentare d'irretirmi
con il discorso più fino,
ma non possono mentirmi
le tue ghiandole del Bartolino.

Devi giocare a scacchi
e risolvere un'equazione,
o inventare una canzone
prima che io t'abbracci.

Devi scrivere una poesia
tutta piena di passioni
se vuoi che l'anima mia
venga a te dai miei cogli...

Se vuoi che l'anima mia
scivoli sulla tua faccia,
stringimi fra le braccia,
stringimi con frenesìa.

Si liquefa il mio cuore,
si scioglie la mia testa,
affonda nella foresta,
nella corolla del tuo fiore.

Risolvi il mio indovinello
e ponimi quelli di Turandot,
che al princìpe li domandò
per provare il suo cervello.

Se non amo il tuo cervello,
se non adoro il tuo cuore,
è più facile che un cammello...
non posso fare l'amore.

E' più facile che un cammello
passi la cruna di un ago,
piuttosto che un pisello
senza l'amore sia pago.

E' più facile che un cammello
non sia più gobbo,ma piatto,
che mi si drizzi l'uccello
se non t'amo come un matto.

Non si può fare l'amore.
E' più facile ingannare il cuore,
tirar miei fili come un pupazzo.

Semplice è illudere la mente.
Ma se per te non sono niente,
non si può ingannare il c...!

http://blog.libero.it.asandabubia
http://asandabubia.blogspot.com
http://asandabubia8.blogspot.com
http://mdu1.blogspot.com
http://mdu2.blogspot.com
http://mdu3.blogspot.com
http://deutschelazzaronen.blogspot.com

 

 

 

 
 
 

bigoletto

Post n°156 pubblicato il 26 Settembre 2010 da pensiero_stupendo00
Foto di estasicontinua1

BIGOLETTO
 
Personaggi:
Il Duca di Mantova (tenore)
Bigoletto, suo buffone di Corte (baritono)
Buca di Mantova sorella del duca (contralto)
Suca di Mantova sorella del duca (mezzosoprano)
Tuca di Mantova sorella del duca (contralto)
Fuca di Mantova sorella del duca (soprano)
Nuca di Mantova psichiatra del duca (baritono)
Luca di Mantova fratellastro del duca (tenore)
Gilda, figlia di Bigoletto (soprano)
Sparaseghe, sicario (basso)
Telomena, sorella di Sparaseghe (contralto)
Mezzanna, custode di Gilda (mezzosoprano)
Magrullo, cavaliere (baritono)
Indice MIB, cortigiano (tenore)
Cavalieri, dame, paggi, alabardieri (coro)
 


Al Palazzo Ducale di Mantova, durante una festa

duca:
Caro il mio Indice,non mi diverto.
Par che stasera questo concerto
di gentiluomini e bella fi..
nulla mi dica.

Indice:
Quante beltàdi: mirate giusto
voi che per solito mostrate gusto
inossidabile,sia questa o quella,
per la gonnella.

duca:
Si,però al tempio vidi una bella
accompagnata dalla sua ancella
che il cor mi prese con il suo crine
siccome Frine.

Tanto gentile e tanto onesta pare
che sùbito vien voglia di scopare
davanti a lei la polvere di strada
e sparger fiori in tutta la contrada.

E' dolce e casto in volto il suo sorriso
e illumina di tanta luce il viso
che pare il faro d'Alessandria antica:
perdio che f...!

Per lei rinuncio all'altre dame a mazzi
M'ha preso il core e,caro MIB,son ca...!


Intanto a corte,le sorelle del duca ,lamentano invidiose,il comportamento
libertino di lui e la loro non così libera sorte.

Più famoso del prode Fanfulla
è davvero di Mantova il duca
chè se a Lodi frequente và in buca
e la femmina facile ciulla,

e cavalca,ma prude l'uccello,
di Barletta all'eroico guerrier,
qui sul Mincio l'astuto fratello
tutte quante le sc... davver.

Per lui pari son questa oppur quella,
purchè gli abbian sapore gradito;
tra marito e moglier mette il dito
e dà caccia alla giovin donzella.

Con l'anello nunzial non s'annoia.
Ogni cor femminile alla pugna,
con astute lusinghe l'espugna
come Ulisse all'assedio di Troia.

Noi meschine il portone chiudiamo
che l'onore a patire non abbia;
come uccelle frementi alla gabbia,
tutte insieme di rabbia cantiamo.

Per fortuna il palazzo di paggi
e soldati è fornito alla iosa,
ed allor,come tope ai formaggi,
anche noi rosicchiamo qualcosa.


Intanto il cortigiano Magrullo racconta ai suoi amici che Bigoletto, sebbene notoriamente di pene piccolissimo, avrebbe un'amante.

Magrullo:
Figlio di panettiera  e d'un mugnaio
Bigoletto per culla ebbe uno staio.
Per farlo crescer muscoloso e forte
i suoi gli dieder triste questa sorte

che il suo babbo di lievito l'asperse
e la mamma nel lievito l'immerse
ma lo tenne la sciocca per l'uccello,
sicchè questo rimase miserello.

Se Teti prese Achille pel tallone,
Bigoletto fu preso pel bastone
e per colpa di donna incompetente,
rimase quello il punto più dolente.

E tuttavia da gente fida pare
che Bigoletto si sia visto entrare
di straforo,guardingo e malandrino
in un certo nascosto quartierino

dove ,chiusa siccome in una rocca,
tiene il buffone una gran bella gnocca.

Error di sorte: al gobbo maledetto
forse è accaduto,come al buon Geppetto,
che per la sua virtù gli fu donata
la buona intercession di qualche fata.

O forse,come di Pinocchio il caso,
a lui s'allungò il ca... ,all'altro il naso.


Tornato a casa,Bigoletto riabbraccia Gilda e si raccomanda a Mezzanna (Veglia, o donna,questo fiore); ma il duca si è già introdotto nella casa e osserva di nascosto la scena.Bigoletto se ne va e Gilda viene avvicinata dal duca che,spacciandosi per uno studente povero della Bocconi,Gualtier Maldèdent,le dichiara il suo amore.
 
Gilda:
Chi siete voi ,signore?

duca:
Io sono il vostro amore

Gilda:
(invero è proprio bello:
speriamo che il pisello
come il babbo non abbia
sennò mi prende rabbia)
Ma ricco o poveretto?

duca:
Quasi mi manca il tetto
Vivo con  poco pane
e non mangiai stamane.

Gilda:
Prendete la patata
ed io vi sarò grata.
Conditela col burro.

duca:
Ma del Principe Azzurro
a voi proprio non cale?

Gilda:
Un principe? E' banale.
Me l'insegnò mammà
che l'omo a da puzzà
Di sudore e di pizza
sa l'omo che m'attizza.
(è davvero avvenente!)
Ma per viver che fate?

duca:
io sono uno studente

Gilda:
e che cosa studiate?

duca:
Io studio la maniera
d'arrivare alla sera.
Prendo lezion di lena
per cucir pranzo e cena
e,se tempo m'avanzi,
come tirare innanzi.
(una vita modesta
preferisce codesta
agli sfarzi di corte!
Sarà la mia consorte
ch'ella non vuol la luna
ma merita fortuna)

Gilda:
Ch'io lo ripeta ardente,
ditemi il nome allora.

duca:
Gualtiero Maldidente
è il nome mio,signora.

Gilda:
Caro nome,chè il dentista
ti farà pagar salato
ogni dente che ha curato
quasi fosse un grande artista:
Michelangelo , Cellini,
chi amministra i condomìni.

duca:
(è realista e coraggiosa.
Si,vo'farne la mia sposa
e tenerla sempre a lato;
grande acquisto pel ducato!)

 

Intanto Bigoletto,ritornando a corte,viene avvicinato da Sparaseghe,un sicario,che gli offre i suoi servigi.

 

Sparaseghe mi nomino...

Straniero?

Borgognone ,
ed il borgogna mesco
là nella mia locanda
dove senza mutanda,
nel pergolato al fresco
siccome ragno in tela,
attende la clientela
la mia sorella amena,
di nome Telomena.


Se mio servigio vale
per far fuori un rivale,
ogni sera son qui
eccetto il lunedì
che vado all'oratorio
pel nostro repertorio
chè quattro volte al mese
io canto nelle chiese.

Bigoletto:
E...come avviene il fatto?
Alle spalle vai ratto,
oppur,lo stocco in mano,
tu perfori il villano
e ,mirandol di fronte,
tu mi vendichi l'onte?
Su,dimmi e sii sincero.

Sparaseghe:
Beh..dunque..a dire il vero
l'attiro all'osteria
e la sorella mia
ch'è invero una bellezza,
in veste un po'discinta
e in volto bene pinta,
l'attira con dolcezza...
Inizia con lentezza
ma quando il tizio è stanco
ella,di punto in bianco,
tratta fuor la bassezza,
lo mena con asprezza.
Io scivolo alle spalle..
Lo tengo per le palle
e lei,fatta bestiale,
seduta sulla panza,
proseguendo ad oltranza,
la sua linfa vitale
sugge come una matta
finchè l'amico schiatta!


Bigoletto:
Che orror tale omicidio!

Amico,a dire il vero...
anche se il fatto è nero,
qualche volta li invidio,
che sono si ammazzati,
ma crepano beati.
Pur se il fiato gli è tolto,
hanno il sorriso in volto.
La mia sorella cara
è una gran pomp.....!

NOTA EDITORIALE:
 
E' Francesco Maria Piave
librettista ben soave
ma con Verdi,gli ricordo,
deve mettersi d'accordo.
Qesto Duca è un marzapane
o un gran figlio di putt...?

Par felice, par beato,
par di Gilda innamorato.
Ma poi canta d'ignobile tono,
"qesta o quella per me pari sono"

E quell'altra bella scena,
quando canta a Telomena.......

Bella figlia dell'amore,
chiavo solo i vezzi tuoi;
con un detto, un detto sol tu puoi
le gran pene, del mio pene consolar.

Telomena:
Oh mio nobile signore,
poco prezzo è sol per voi;
con un soldo un soldetto puoi
le gran pene del tuo pene consolar.


Per beccarsi pari e patta
ci vorrebbe che la gatta
gli cantasse "ma fatti un po'fotte..
tutti i gatti son bigi di notte".

Per finir questa canzone
prendo io la decisione.


Per beffeggiare Bigoletto i cortigiani decidono di introdursi nottetempo in casa di Gilda.Bèndano con un pretesto Bigoletto e gli fanno reggere la scala che li condurrà di sopra.

cortigiani:
Vado di sopra lesto.
Mannaggia è buio pesto.

Codesta è cosa strana,
buio all'Amatriciana.

Inesorabili noi procediamo,
secondo gli ordini ce la rapiamo.

Fiuto e di balsamo sento l'aroma...
Si l'ho acchiappata.Ecco la chioma.
Dammi le forbici,se non m'abbaglio,
adesso taglio.

Grida la femmina ma in un momento
cadon le ciocche sul pavimento.

Ce l'abbiam fatta!Codesta fiata
ella gli fu rapata!

I cortigiani si dileguano contenti.Alle grida della donna,si accorre con baluginanti lumi.Ma la rapata non è Gilda....è Mezzanna.


All'oscuro di tutto, il duca di Mantova, tornato a cercare Gilda, si dispera per il suo rapamento (Ella mi fu rapata). Quando i suoi lo informano di aver rapato l'amante di Bigoletto, egli sale da Gilda (Possente amor mi chiama) che lo accoglie felice e con le chiome intatte.

duca:
Io sono nobile
son rispettoso
ma sono abile
con questo coso;

il duca sono
di questo regno,
offrirti il trono
è il mio disegno,

a me d'accanto di giorno ,onesta,
e con me sopra ,la notte resta.
Come una gatta a me d'intorno
accanto al trono,stammi di giorno,
ma nella stanza quando sia chiusa,
come una gatta,fammi le fusa.

Gilda:
Dolce Gualtiero ,povero ieri,
felice accolsi ben volentieri.
Oggi t'accolgo ancor,perdinci..
forse che ho preso il gatta e vinci!

 

Bigoletto,felice,rinuncia ai suoi molteplici progetti di vendetta, e si dirige allegro verso una certa osteria dove si mesce vino di borgogna....


l'autore:
Ormai lo dico fuori dai denti,
e tutti vissero,felici e contenti.

 

 
 
 

IL RITRATTO DI DORIAN GAY

Post n°155 pubblicato il 30 Giugno 2010 da pensiero_stupendo00

IL RITRATTO DI DORIAN GAY

Era un magico ritratto
che al suo posto s'invecchiava
mentre Dorian,come un matto,
sempre giovane,scopava.

Il romanzo m'ha colpito,
dall'idea resto invaghito.
e mi metto ratto in via
per l'emporio di magia.

Ma frugare nei bidoni
tre vecchietti da pensioni,
vedo triste e son colpito,
da quei poveri basito.

Prendo il tram e sui binari
son legati due precari
che ,delusi dalla sorte,
ora cercano la morte.

Scendo tosto alla fermata
ma ti vedo,disgraziata
una vecchia che va in banca
disperata e molto stanca.

Mi risponde rassegnata
ch'ella paga ancor la rata
del mutuaccio ,desolata,
che facette lieta,sposa,
bella,giovane,formosa,
col marito ,ch'è oramai morto,
e non trova ,ahilei, conforto.

Piango la sua gioventù
ma per poco un'auto blu
mascalzona non m'arrota
e mi sbatte nella mota.

Forse dentro ci si sfizia
chi ha l'idee sulla giustizia,
e considera buon fare
non voler intercettare

i rumori della strada
nè vedere dove vada
quella gente che sta lì:
tutto per la privacì.

Oppur anche un magistrato
nelle orecchie ben tappato,
che da soli,guardacaso,
già dobbiam tapparci il naso.

Giungo al mago ed ordinare
gli vo' un quadro da fatare
Dunque espongo la questione
e sentite che propone.

"Ti fo' un quadro popolato
anche più del quarto stato
con le vecchie,i pensionati
e i precari disgraziati,

con le scuole e con le banche
che non hanno più palanche,
coi supplenti non pagati
e coi giudici castrati,

coi cinesi giù in cantina
e l'industrie che va in Cina.
e con tutti i chierichetti
che si parano i culetti.

Con il nonno pensionando
che non esce  pensionato
così compra le vivande
pel nipote inoccupato.

Col nipote che non sposa
chè non ha da lavorare
e suo figlio no non nasce
(ma siam pieni di bagasce
che per quelle c'è da fare
e denari ve n'è a iosa)..."

"Trpoppo grande,-dico al mago-
questo quadro non lo pago,
ma tu dimmi per tua fè'
l'incantesimo qual'è?"

"Ti fo' il quadro a basso costo
e ogni cosa andrà al suo posto.
Tutte quante 'ste persone
da doman staran benone.

Come a Dorian giovinezza
e al ritratto la vecchiezza,
sia la gente sulla tela
(ogni cosa si disvela)
con l'incanto mio perfetto,
a pigliarlo nel c.......!!".

 
 
 

QUE BONITO CULO TIENES

Post n°154 pubblicato il 17 Giugno 2010 da pensiero_stupendo00

QUE BONITO CULO TIENES

(venti strofe d'amore e una passione disperata)

Que bonito culo tienes
j que dos piezos de tetas,
j bajo en la mutandera,
ai..que linda fichera...

Si,jo te quiero escobar,
pero tambien voy tu alma
que solo levanta my palma
ver tus ojos parpadear.

I tuoi profondi occhi neri,
carboni nella candida neve,
il fuoco dei tuoi pensieri,
l'anima mia che ti beve.

Non posso fare l'amore
e nemmeno scoparti un poco,
chè in questo magnifico gioco,
non puoi fare l'impostore,

senza avere inventato un canto
per farti volare nel cielo,
senza avere levato il velo
che nasconde il tuo riso e il tuo pianto.

Devi sapere il mio dolore
e la gioia nella mia mente,
che se per te non sono niente,
non posso fare l'amore.

Se non è dolce il tuo sguardo
e non vuoi la vita mia,
dimmi almeno una bugia,
prova un inganno maliardo.

Ma attenta ,mia bella guahira,
perchè mi sorveglia un folletto
che non apre il rubinetto
si me des una mentìra.

Devi giocare a scacchi
e risolvere un'equazione,
o inventare una canzone
prima che io t'abbracci.

Devi scrivere una poesia
tutta piena di passioni
se vuoi che l'anima mia
venga a te dai miei cogli...

Se vuoi che l'anima mia
scivoli sulla tua faccia,
stringimi fra le braccia,
stringimi con frenesìa.

Si liquefa il mio cuore,
si scioglie la mia testa,
affonda nella foresta,
nella corolla del tuo fiore.

Risolvi il mio indovinello
e ponimi quelli di Turandot,
che al princìpe li domandò
per provare il suo cervello.

Se non amo il tuo cervello,
se non adoro il tuo cuore,
è più facile che un cammello...
non posso fare l'amore.

E' più facile che un cammello
non sia più gobbo,ma piatto,
che mi si drizzi l'uccello
se non t'amo come un matto.

Ma se per te non sono niente,
è più facile ingannare il cuore,
e far di me stesso un pupazzo;
semplice è illudere la mente,
ma non si può ingannare il c...!

http://blog.libero.it.asandabubia
http://asandabubia.blogspot.com
http://asandabubia8.blogspot.com
http://mdu1.blogspot.com
http://mdu2.blogspot.com
http://mdu3.blogspot.com
http://deutschelazzaronen.blogspot.com

 

 
 
 

LA FONTANA DELLA GIOVINEZZA

Post n°153 pubblicato il 30 Maggio 2010 da pensiero_stupendo00
Foto di estasicontinua1

La Fonte della giovinezza è una leggendaria sorgente simbolo d'immortalità e di eterna gioventù che appare nella mitologia medievale e classica di molte culture.
Una testimonianza parla di uomini anziani recanti i
segni di una lunga vita, che per quanto malandati, tornavano giovani,forti e fertili,una volta bagnatisi con l'acqua della fonte.Alcune storie riportate da esploratori spagnoli e portoghesi raccontano di sorgenti mitiche situate nel cuore dell'Amazzonia o dell'Etiopia.Le versioni cinesi e giapponesi parlano del giardino dell'Eden nascosto nell'asia centrale.


LA FONTANA DELLA GIOVINEZZA

Già cantammo di Fausto che col diavolo
firmò di sangue un patto ad impegnare
sor belzebù che nol facesse andare
dentro l'inferno a chiacchierar con l'avolo,

ma sempre verde il ramo,e la partita
d'amor vincere con la bella Margherita.

Piangemmo di Leonida che a fura,
guidò trecento greci sessantenni
a lasciare la vita forti e indenni
che non vecchiaia i metta alla tortura

di cader lenti a pezzi,l'armi guaste
e soprattutto non più dure l'aste.

Molti cercò il rimedio e di fontana
d'eterna giovinezza si parlava;
che fosse a dritta o a manca si ciarlava,
che ritto fà il baccel,piena la fava.

Dice la bibbia:dalla lunga vita
pare l'Etìope e allor si va a vedere
se la regina a Saba ben c'invita,
bella e longeva, con le carni nere,

che a provare il suo fior color di viola,
d'ora in poi si vorrà di quella sola.

E pur l'hidalghi là nell'Amazzonia
dimenticar lo sfavillìo dell'oro
andando avidi in traccia,pure loro
di questa celeberrima fandonia

che però forse li attendeva,onesta,
celata fra i calor della foresta.

Oh magnifica fonte,oh dolce bagno,
o santo iddio,che splendide bevute.
In te s'annegherà d'ognuno il lagno
e vita eterna e amor,gioia e salute;

un'esistenza piana,ricca e liscia
il gran premio sarà per chi ti piscia.

L'eterna giovinezza oh mio lettore,
non è così distante ,a ben vedere,
che la si può trovare a tutte l'ore
a non molto dal buco del s.....

Da provvida natura o ricco iddio,
magico sacco avemmo di semini
che quando senti quel formicolìo
tu pianti il seme e nascono bambini

ed ecco scaturir quella ricchezza
che sentimmo chiamare,giovinezza.

Tu pianti il seme ,come il buon bifolco,
con poca pena ch'è già fatto il solco
e cheto se ne sta nella foresta
che andarvi è certamente una gran festa.

Tu vai nella foresta e trovi ,amica,
magica polla,e vi sta scritto"f...",
la fonte che ti fà tornar ragazzo
e lo zampillo viene fuor dal c....

Non serve andare dunque a strani liti,
ma cercare d'amor dolci conviti.

E tuttavia se,udito un giorno un lagno,
trovaste vostro nonno in pannolini
che gioca con degli avoli piccini,
fatevi dir dove abbia fatto il bagno!

Scrollatelo,toglietegli il saluto,

ma fategli sputar  cos'ha bevuto!


http://blog.libero.it.asandabubia
http://asandabubia.blogspot.com
http://asandabubia8.blogspot.com
http://mdu1.blogspot.com
http://mdu2.blogspot.com
http://mdu3.blogspot.com
http://deutschelazzaronen.blogspot.com

 
 
 

IL PRINCIPE RANOCCHIO

Post n°152 pubblicato il 02 Maggio 2010 da pensiero_stupendo00

Chétati e non piangere, - rispose il ranocchio, - ci penso io; ma che cosa mi darai, se ti ripesco il tuo balocco?
- Quello che vuoi, caro ranocchio, - diss'ella, - i miei vestiti, le mie perle e i miei gioielli, magari la mia corona d'oro.
Il ranocchio rispose: - Le tue vesti, le perle e i gioielli e la tua corona d'oro io non li voglio: ma se mi vorrai bene, se potrò essere il tuo amico e compagno di giochi, seder con te alla tua tavolina, mangiare dal tuo piattino d'oro, bere dal tuo bicchierino, dormire nel tuo lettino: se mi prometti questo; mi tufferò e ti riporterò la palla d'oro.

et voilà . per Coralie

IL PRINCIPE RANOCCHIO


Disse la principessa :"mannaggia,la mia palla,
la palla tanto amata,dorata e tutta gialla,
dentro l'acqua è caduta della fonte in giardino
Io mi sento perduta,priva del mio giochino.

E triste singhiozzava finchè s'udì un cra-cra
e lui si presentava : Ser Ranocchio! son qua.
Per difendere i deboli e consolar le belle
m'han fatto cavaliere di fonti e di cannelle.

Oh dolce ser Ranocchio-pregò la Principessa-
trovatemi le palle e vi faccio promessa
ori ,perle e gioielli ,di darvi in guiderdone
anzi,vo' rovinarmi,pure le mie corone.

Non bramo le ricchezze oh mia cara fanciulla.
I dollari e gli yen per me non sono nulla;
Amor vorrei che fosse, e in core la passione,
tal che si desiasse il mio color verdone.

Ma sol ,come Goffredo il bardo innamorato,
un bacio inver ti chiedo e morirò beato.
Promette la birbetta ed egli inver s'immerge
poi con la palla in bocca,dal fango dritto s'erge.

Prende il gioco la bella e un bacio gli disfiora
ed a quel punto un brivido le volge le interiora.
E pouf...in una nuvola di fumo ,un'esplosione
e qualcuno trasmutasi,col botto d'un cannone.

Una strega gelosa,al party trascurata,
il dì della sua nascita s'era molto arrabbiata
e la bella ranocchia,figlia del Re del Lago
in scialba Principessa ti mutò per divago.

Prevedea l'incantesimo di questa sciagurata,
che sol bacio d'amore l'avria ritrasformata,
ed or di fronte al Principe Ranocchio,il più figone,
sta una Rana Reale d'un bel color verdone.

Lieti d'Amore portano la nuova a babbo e mamma
tuffandosi nell'onde d'un tramonto di fiamma.
E , come il salmo , in gloria finisce la novella.
Di tremila girini nei fossi si favella.

Se state mal da singoli,recatevi a pescare.
Sulla riva d'un fosso provate a lacrimare.
Le vostre belle palle ,d'aver perduto,dite
Senza smorfie baciate le Rane d'Afrodìte.

 

 

 
 
 

DOVE SEI AMORE MIO ?

Post n°151 pubblicato il 07 Gennaio 2010 da pensiero_stupendo00
Foto di estasicontinua1

DOVE SEI AMORE MIO ?

Vorrei tenerti stretta a me,
il tuo volto contro il mio.
Vorrei respirarti sulla pelle
e confortarci al calore
di lievi carezze.

Vorrei essere per te
il cuscino del tuo letto,
il prato fiorito,
silente dei mille rumori
tenui del silenzio,
dove posi il tuo spirito,
nella pace e nel sogno.

Il porto dopo la tempesta,
l'oasi fresca,dopo il viaggio nel deserto.

Vorrei giacere con te mille anni,
mille anni ,prima del primo bacio,
mentre le nostre anime
si fondono in una sola,
in un lungo abbraccio,
a lungo cercato.

Vorrei sapere tutto di te.
Fino al più remoto ricordo,
al sentimento più celato...

Non vorrei sapere nulla.
Solo vedere i tuoi occhi
che si perdono nei miei.

Che mi raccontano l'assoluto,
in un linguaggio noto solo al cuore.

 
 
 

LA POPA SE NE VA

Post n°150 pubblicato il 19 Dicembre 2009 da pensiero_stupendo00
Foto di estasicontinua1

LA POPA SE NE VA


Non allarmatevi,per carità.
Controllate l'emozione
La popa credetemi,per chi non lo sa
non è una bimba;è una dolce canzone.

La cantavo al mio bambino
già dentro la pancia della sua mamma.
La sussurravo vicino al lettino
perchè gli facesse da ninna nanna.

E la lasciavo vibrare leggera
sul letto grande di lucido pino.
Nella penombra della sera
s'addormentavano mamma e piccino.

Quando il dolore bagnava la faccia
e non poteva lo sguardo parlare
solo la popa lì tra le mie braccia
sapeva ascoltarlo e le nubi scacciare.

"Papà stasera con te vorrei
-dice-dormire" e mi scivola accanto
ed io che in core ho quel tempo felice
intono ancora quel dolce canto.

"Papà,ti prego,dormiamo presto"
prega e si stringe a me piu vicino.
Io la canzone interrompo un po' mesto
ma quardo crscere il mio bambino.

Con tanti gnomi,con fate e folletti
anche la popa cosi se ne va.
La cara amica ora cerca altri letti
a cui donare tranquillità.

Ma cavalierte dalla barba bianca
teneramente la tengo al mio braccio
e quando l'anima si sente stanca,
la canto ancòra e...la nanna mi faccio.

http://blog.libero.it/asandabubia/
http://asandabubia.blogspot.com
http://asandabubia8.blogspot.com
http://mdu1.blogspot.com
http://mdu2.blogspot.com
http://mdu3.blogspot.com
http://deutschelazzaronen.blogspot.com

 
 
 

AL LUME DELLA LUNA

Post n°149 pubblicato il 14 Dicembre 2009 da pensiero_stupendo00
Foto di estasicontinua1

AL LUME DELLA LUNA

Io vorrei ,come suole,
al lume della luna,
avere questa fortuna:
romantiche parole

trovar,che come nubi,
il desiderio e il core
possano far ch'io rubi
alle dolci signore.

Oppur creare immagini
di ninfe avvolte in veli
che vaghino nei cieli
e trepide vertigini

possano far provare
a chi le sa guardare.

Tolte dalla cucina
o dalla scrivania,
rompan la litanìa
d'una vita in sordina.

Vorrei saper coi versi
all'isole di palme
al sole,all'acque calme,
recarle,a cieli tersi

e fiori di passione
averne in guiderdone.

Ma certo son diverso
dall'altri rimatori,
chè poi tutt'altro verso
dal labbro m'esce fuori,

e quando sto per dire:
"Finalmente m'intriga
il dolce dio d'amore",
penso invece "La f...
viene a salvarmi il core"

E "..se deve morire
oggi la mia persona",
di già mi par di dire:
"Speriamo che sia in mo.."

"Quale maestà nei cieli
tappezzati di stelle.."
diviene : "o santi anèli
a cieli di mammelle".

Per te mia dolce speme,
assalterei la rocca..
Vorrei venire insieme
con te,mia dolce gn....!

Forse pel mio battesimo
non invitar la strega
e,come per Malefica,
che al dito se la lega,
maledizion terrifica
fu data a me medesimo.

E,come Rosaspina,
mi devo risvegliare
da quest'ingrovigliare
la trina con latrina.

Sicchè nessun conosce,
nè il verso mio riflette,
dell'amor mio le angosce,
poichè canto le cosce
e piango sulle te...

Non mi trattate male
se il verso è un po' triviale
e senza educazione,
ma canto di passione.

E se vi sembro un mulo,
con il mio canto nuovo,

ben cerco amor servire.
Nido non ha il cucùlo
ma deve pur far l'uovo
se non vuole morire.

http://asandabubia8.blogspot.com
http://asandabubia.blogspot.com
http://mdu2.blogspot.com
http://blog.libero.it/asandabubia/
http://deutschelazzaronen.blogspot.com
http://mdu3.blogspot.com

 

 

 
 
 

ELISIR D'AMORE

Post n°148 pubblicato il 13 Dicembre 2009 da pensiero_stupendo00
 
Foto di estasicontinua1

Mi piacerebbe che i miei lettori riuscissero a travalicare l'apparente volgarità del lessico,la quale ha tre scopi: dare forza quando occorre(chi di noi non ha mai usato parole forti in amore o in guerra?)
accrescere l'interesse (è provato) e divertire (accostando stili classici a modi da canti goliardici).
Riflettendo sull'opera presente,a me piace soprattutto l'elogio finale all'Elisir (Ei guarisce ogni difetto,ogni vizio di natura...);da vero protagonista,rappresenta una grande virtù,un dono degli dei all'umanità,e cioè il desiderio di migliorarsi ed insieme,la Speranza per il futuro.(rinverdite,rifiorite...)

L'ELISIR D'AMORE

personaggi:

VAGINA, ricca e capricciosa possidente
BELMORINO, coltivatore; giovine semplice, innamorato di Vagina 
SPARAPALLE, sergente reclutatore.
IL DOTTOR VULVACARA, ciarlatano 
TOELETTA, villanella

Cori e comparse di villani e villanelle, soldati

del reggimento, un notaio, due servitori .

http://opera.stanford.edu/Donizetti/Elisir/act1.html

 
Scena prima:

coro:
Fortunati i mietitori
ma più ancòra i mietivacche
che del pene i caldi ardori
san placar nelle baldracche,
ma d'amor la vampa ardente
brucia,brucia innamorati,
poveretti,disgraziati,
perchè lei ,non molla niente.

Belmorino:
(osservando Vagina, che legge):
Quanto è bella, quanto è bona!
sì leggiadra e così vaga,
ma mi gabba e mi canzona
e il mio amor manco ripaga.
Chi m'insegna a farmi amare
da quest'alma capricciosa?
Fia dolcissimo sco....
tale dea meravigliosa.

Vagina legge ad alta voce per Toeletta e
per i contadini:
D'Anotriste e d'Isotta la storia qui si narra
ch'egli era pien d'amore ma senza scimitarra.
La perfida natura,fato beffardo e tetro,
l'aveva fabbricato solo per il didietro.
Ma un saggio incantatore di nome Endocrinòlogo,
un elisir gli diede che svergognò l'astròlogo.
Isotta innamorata,d'amore fu saziata
e re degli spadoni tosti,lo proclamò
ed egli da quel giorno,Penlieto si chiamò.


Tutti :
Elisir che fà sì dura,
carne come baccalà,
ne sapessi la mistura,
conoscessi chi ti fa!


Suono di tamburo:  Giunge Sparapalle guidando un

drappello di soldati.Si volge a Vagina:

Come Paride vezzoso
porse il pomo alla più bella,
io ben voglio ,oh Vaginella,
il tuo fiore disfiorar.

Come scrisse Platone,
lesta prendi il mio pomo
che il tempo ,non mai domo,
fugge; non indugiar.
Sono il più bel bastone,
da me non puoi scappar.

Vagina:
Parli con troppa boria,se credi di sco...,
Non è, non è sì facile Vagina conquistar.


Belmorino:
http://opera.stanford.edu/Donizetti/Elisir/act1.html

 

Quanto vorrei sapere come colei parlar..
Davver vorrei conoscere la lingua come usar.


Toeletta:
Ben godrei se quel sergente
fosse giunto a far vendetta
degli amor di troppa gente
per l'ignobile civetta.
Ma Vagina  è furba assai
e levarsi sà dai guai,
e pigliarsi il suo sollazzo
senza pagar dazio al c....!


Vagina:
(a Belmorino)
Odimi fessacchiotto;
di certo sopra e sotto
ti credo un buon figliuolo
e pure un sempliciotto
dall'aria tropo buona,
cosicchè la mia m...
d'avere mai,dispera
ch'io sono una pantèra
e di te,torsolone,
farei solo un boccone.
La donna è mobile qual puma,attento!
La brama ,instabile, muta col vento.
Or ti gratifica schiaffoni in viso,
Doman t'imbambola con un sorriso.
 

Belmorino :
Oh, Vagina!... e perché mai?...

Vagina:

Chiedi pure alla farfalla
perché vola senza posa
or sul giglio, or sulla rosa,
or sul pene or sulla palla.
Ti dirà che l'è natura
e gradevole sollazzo
di non esser duratura
ma saltar di c... in c....!
Deh,rinunzia all'amor mio.
Lascia stare e va con dio.

Belmorino :
Oh Vagina!... Non poss'io.
Chiedi al cor perché gemente,
la vagina che l'invita
vuole amar tutta la vita 
anche a costo di morir.
Ti dirà che lo trascina
un poter che non sa dir,
e del quale non sa niente
tranne che lo fà soffrir.

Vagina :
Per guarir da tal pazzia,
ché amor stabile è da pazzo,
dèi seguir la panza mia,
che ogni dì cambia di c....
Come chiodo scaccia chiodo,
così amor discaccia amor.
In tal guisa io rido e godo,
e mi fotto ogni tesor.

Belmorino :
Ah! che solo io vedo, io sento
il tuo caro pertugetto:
d'obliare invano io tento,
il tuo viso ,il culo e il petto...
col cambiarsi qual tu fai,
può rischiarsi l'aidies.
Resta attenta o sono guai,
non cambiare troppo spes.


Suono di tromba ancor lontana:
Coro:
Chi sta per giungere al nostro villaggio ?
Di certo tràttasi d'un gran personaggio.
Su,scappellatevi: le vostre capocce
al sole brìllino quai lucide rocce.
Le vaste fronti per terra poggiate
e i culi in aria,con grande umiltate.

Trionfalmente il Dottor Vulvacara fà il suo

ingresso nella piazza:


Vulvacara:
Udite, udite, o rustici
attenti non fiatate.
che intrugli terapeutici
e bombe v'ho portate.

Io già suppongo e immagino
che un cavolo sappiate
di come i mal si curano,
ma solo d'insalate
e di prodotti agricoli
davvero v'intendiate.
E dunque a me lasciate
l'arduo,gravoso còmpito
di fare risanate
le vostre malattìe,
angùstie ed anemìe.

Mostrando una bottiglia ai villani:

È questo l'odontalgico
mirabil distillato
che fà pur un cadàvere
ben presto risanato.
Ei le rughe dispiana
alla vecchia putt...
L'uomo che se lo spruzza,
manco una paroluzza
più dir sarà costretto
per ritrovarsi il letto
pien di donne graziose
e per di più vogliose.
Non dovrà chieder mai
e non avrà più guai.
La donna sarà soda
e pur, sempre alla moda.
Se poi v'intinge il dito
ben presto avrà marito.
Il vecchio troverà
nuova virilità.

E poichè resta palese
ch'io son nato nel paese,
il contratto qui concludo;
ve lo dò per uno scudo.

Coro :

Siate dunque benedetto!
L'elisire è da comprar.
Ah! di patria il dolce affetto
gran miracoli può far.

Belmorino :

Oh Dottore vi domando
di guarire anche il mio core,
Disperato  vo' cercando
l'elisir che desta amore.

Vulvacara:

Ah! sì sì, di quando in quando
io ne son distillatore.
e cortese,lo vo' dando
quale buon benefattore.
Uno scudo sol vorrei
per comprare il material.
Uo scambio anche farei
di natura un poco an..!

Belmorino :

Presto!Presto Ecco lo scudo,
un attrezzo che ripara.
Uso  improprio inver lo escludo,
quella porta ho troppo cara.

Vulvacara:
(cava di tasca una fiala)
Ecco qua.Questa mistura
ricca è di testosteroni.
Sonvi aggiunti feromoni
per seguire la natura
e colpire alle radici
dilettando le narici.

 

Va, mortale fortunato;
un tesoro t'ho donato:
tutto il volgo,il tuo belino
te domani invidierà.
(Ma doman di buon mattino
ben lontan sarò di qua.)


Belmorino :

Caro elisir! Sei mio!
Ma perché mai l'effetto
vederne non poss'io
prima che un giorno intier
non sia passato?

Vagina si avvicina allegramente,conscia del
potere che ha su di lui:

(Esulti pur la barbara
fra un giorno avrà il mio pene:
domani quella cèrbera
d'amar mi chiederà)

Vagina:
(Scopar vorria lo stolido,
pormi le sue catene,
ma gravi sul suo pene
pesare sentirà.)


Belmorino :

Tralla lalla llero
ancora un giorno intero
ma poi...tutte mi chiedono,
ma poi tutte mi vogliono
e domandare sògliono
fin dal primo mattino:
"ehi..Belmorino.."
"son qua"
"La vuole? Me lo dà?"
Io la bottega aperta ho già.
Su faccia presto per carità.
Ho la parrucca,
se non le stucca.
Mi dia la barba
se ben le garba.
Forse il biglietto
le dà diletto.
Ahimè ahimè che furie,ahimè che folla,
il pen si sgretola e poi mi crolla,
Per tutte quante no non ve n'ha...
Ah che bel vivere,che bel gioire
d'un elisire
di qualità.


Sparapalle sopraggiunge invadente:

Vagina ascoltami.Io devo andare
con i miei militi a guerreggiare.
Ma se dentr'oggi tu vuoi sposarmi
sarò tuo sempre,deposte l'armi.

Vagina:
(Vo' di quel Belmorino averla vinta;
di sposare il sergente farò finta.
Con questi trabocchetti,
io vo' che mi si getti
ai piedi umile e prono
e chieda il mio perdono.
Per questa indifferenza
mi fà perder pazienza;
farà la penitenza
per la mia sofferenza.
Se ancor fà resistenza
lo porto all'impotenza.
Sarà la conseguenza
di sua disappetenza:
questa è la mia sentenza ).

al sergente:
A 'si bel core
non può negarsi amore.
Certo ti sposerò,
con te mi giacerò.
Signorsì Sparapalle,
tua sarò.

Sparapalle:
Ho già pronto il notaro
ch'è di là
a stender l'atto di mia felicità.
(ella ha terreni,case ,e beni in quantità
E qualche soldo in più,non guasterà).


Belmorino:

Qua fotte il sergente
la dolce Vagina
che ancora non sente
la mia medicina.
L'oppresso mio core
 si deve sbrigà.
Dottore! Dottore!
Soccorso! Pietà.


Tutti vanno a banchetto per festeggiare
il fidanzamento:

Coro :
Cantiamo, facciam brindisi
ad organi 'sì amabili.
Sian sempre lunghi ed abili
strumenti del piacer.

Sparapalle:
Per Bacco e poi per Pan
beviamo e ribeviam
Che l'un face allegria
e l'altro il flauto suona
dilettando la m...


Vulvacara:


Poiché cantar vi va,
uditemi, signori:
ho qua canzon graziosa,
di grande attualità,
se poi la bella sposa
con me la canterà.

(Leva di tasca alcuni spartiti, e ne dà uno a

Vagina.)
«Vagina gondoliera,
e il senator Tridenti,
barcaruola a due voci.» Attenti.
Attenti.
(prima canzone)
Vulvacara:
Io son ricco, e tu sei bona,
io denari, e vezzi hai tu:
Mi daresti la tua m...?
Ina mia! Che vuoi di più?

Vagina:
Quale onore,un uom 'si fiero
me d'amore supplicar....
Se mi doni un ministero
te la voglio proprio dar.

(seconda canzone)
Vulvacara:
M'hanno fatto presidente
qui nel nuovo continente
e perciò senza indugiar
presto andiamo a festeggiar!

Vagina:
Starò attenta l'abitino
del tuo liquido a sporcar.
Nel tuo studio un bel pompino
credi a me lo si può far.
Per ricordo del tuo anelo,
dentro il frigo lo surgelo
ed al giudice lo porgo
che denuncia certo sporgo.
Io mi succhio il re del mondo
poi d'un soffio,lo sprofondo
Non mi devo vergognar
se lo vado a raccontar,
che pel dollaro sovrano,
lo sputtano e mi sputtano.
Ho gran fede nel sistema,
sono dritta,mica scema.

Coro:
Ah Dottor siete un cannone,
siete un genio musical.
Alla prossima edizione
vi mandiamo al festivàl.

CONTINUA


Belmorino:
Dottore,Dottore,soccorso,pietà.
Se pria del tramonto Vagina si sposa
il farmaco inutil del tutto sarà.

Vulvacara:
Tu bèvine ancòra,tu trincane a iosa
e tosto l'effetto veloce farà.

Belmorino:
Ma come potrò se denaro non ho?

Vulvacara:
A credito ,oh caro,non posso ,no no....
(lo lascia ed entra nell'osteria.In quella sopraggiunge Sparapalle)

Belmorino:
(torcendosi le mani)
Chi non ha soldi ,l'amore non fà
Non solo lo lascia
la trista bagascia,
ma pure la bella,l'onesta pulzella,
delusa,sen' va.

Sparapalle:
Oh sciagurato
se denari tu vuoi fatti soldato
ed in missione all'estero qual volontario và.
T'anticipo un accredito che ricco ti farà.

Belmorino accetta il denaro e corre all'osteria da Vulvacara.
Intanto......

Toeletta:
Ragazze sentite la gran novità.
Giurate però di non farne alcun motto
che meno fra tutte la cosa si sa,
e più fra di noi v'è probabilità
d'acchiappare il più ricco giovanotto
di questo eccellentissimo paesotto.

Coro delle fanciulle:
Sentiamo,sentiamo su parla di già.


Toeletta:

Sappiate dunque che il parrucchier
ben confidommi che l'altro ier
di Belmorino ,giocando al lotto,
la zia vincette tutto d'un botto
una quaterna stramiliardaria.
Per l'emozione mancolle l'aria
e in breve volgere ella schiattò
ed il biglietto a lui lasciò
in una busta ben sigillata
che deve giungere o è già arrivata.

Coro delle fanciulle:

Io vado a mettermi di corsa un tanga.
E gli stivali col tacco fino.
Il mio didietro non v'ha chi tenga
e chi lo guardi,sicuro svenga.
Il reggiseno a balconcino
saprà convincere il Belmorino.
Vedrai che il bìschero non gli s'ammoscia
quando discòrgere potrà mia coscia.
Io con la mamma  vo a consigliare.
Io la mia pìllola vo ad ingoiare.
Io sicurissimo che per davver
m'infilo il culo nella guepier.
Io son sincera,la giarrettiera,
la calza a riga
mi fà più f...
Io per effetto
muovo il culetto
e non mi stanca
menare l'anca.
C'è chi scommette
sopra le tette.

Ma l'arma antica,
la dolce amica,
sì la più erotica
e la più ipnotica,
e la più estetica,
un po' nevrotica,
bella e romantica
e negromantica,
gotica,
esotica,
eppur domestica,
anche turistica,
sssst.....
naturalistica
eppure mistica,
quasi ecclesiastica,
la più fantastica
inesauribile,
incomprensibile,
irresistibile,
l'arma invisibile,
insostituibile
e più terribile che al mondo c'è.......

Si. Prepariamola! Tutte al bidè!!!!!!!!

I saponati
più delicati.
Presto,belletti
e reggipetti,
viva i rossetti
e giarrettiere.
Sodi i culetti,
sodo il sedere,
molti gli effetti
pel cavaliere.
Oh che piacere,
dal parrucchiere
sarem più vere.
Lisciare il pelo,
codesto anèlo.
Cordiali o altère,
semplici o fiere,

l'Amor conquìdere,
che bel mestiere!


Più tardi Belmorino,che ha bevuta un'altra dose
di Elisir,esce dall'osteria della Pernice:

 

Toeletta e Coro :

Caro quel Belmorino!
Davvero ch'egli è bello,
anzi ,pare divino.
Magnifico ha l'uccello
o almen,così mi pare
che dal gonfior traspare.

Belmorino :
Cos'han codeste giovani
che tutte fan la ruota?
Oh numi,quale idiota:
bevuto ho l'Elisir
e tutte fo' impazzir.

Vagina:
Credea trovarlo triste
e schizza gioia e festa.
Chissà cos'avrà in testa
che pieno è di conquiste
e adesso mi resiste.


Vulvacara:
Oh dolce Vaginella
non fare quel musone:
bevi la mia pozione
e t'amerà con quella.


Vagina:

Ah! dottor, sarà perfetta,
ma per me virtù non ha.
Un'occhiata birichina
un sospiro ed un sorriso
una giovane vagina
un gentile e dolce viso.
Per piegar l'umanità
la ricetta è questa qua.


Vagina:
(a Belmorino)
Vuoi tu partir pel libano
in guerra tutto armato?
A che vuoi far soldato,
rischiare di morir?

Belmorino:
Poichè non sono amato,
voglio morir soldato:
saltando su una mina
io griderò "Vagina".


Vagina:

Questo è l'ingaggio perfido
che t'affibbiò il sergente.
Lo riscattai repente
con il mio sguardo languido.
Sappilo alfine, ah! sappilo:
tu mi sei caro, e t'amo:
di discoparti io bramo,
deh fammi concepir.

Belmorino:
Io t'amo da morir.

Vulvacara:
(rivolto a tutti)

Per me. Sappiate
che Belmorino, il nostro ragazzotto,
è il più ricco castaldo del villaggio...
poiché morta è la zia che vinse al lotto
e divenir l'ha fatto un personaggio
che a carrette gli scudi può contare
e presidente almen,può diventare.

E dunque il mio Elisir può rimediare
non solo al mal d'amore
ma,quai potenti effetti!,
arricca i poveretti.

Coro :
Oh! il gran liquore!


Vulvacara :

Ei corregge ogni difetto
ogni vizio di natura.
Ei l'amore e pur l'affetto
subitissimo procura.
Valicando anche i dottori,
fà guarire dai tumori.
Camminar fà i paralitici
respirare anche gli asfitici.
Gli epuloni rende ascetici
e risana anche i diabetici.
Rende i làzzari pasciuti
Fà sparire anche i rifiuti.
San parlare i sordomuti.
Casti sono i dissoluti.
Ei redime i detenuti,
dà lavoro ai mantenuti.
Con due pesci e pochi pani
fà mangiare gli italiani.
I marrani saran santi
e non scherzeranno i fanti.
Fà passare il mal di panza,
rinverdire la speranza.
Rende saldi gli esitanti,
dà canotti agli emigranti.
Alle brutte dà belletti,
rende i guappi,chierichetti.
Dagli schermi là per là
leva la pubblicità.
Rende sante e rende sane
finalmente le pu.....
e costringe le gradasse
a pagare anche le tasse.
Poi fà casti pure i froci,
rende i giudici veloci.
Senti questa,è sconvolgente:
rende il vigile indulgente.
Del petrolio i gran profitti
ripartisce ai derelitti,
gli sceicchi ed i visir
fà pentire e intenerir.
Rende gli avidi più buoni,
ammonisce i mascalzoni.
Finalmente anche le banche
d'inventare saran stanche
artifizi strapotenti
che rovinino i clienti,
e alla fin della kermesse
pur falliscano esse stesse.
I politici,e son tanti,
li ravvede e li fà santi.
Dispruzzarlo è sufficiente
per difendere l'ambiente.
Nella gola di Olduvai
le tonsille troverai.
L'acqua poi l'avremo a flutti
e potremo pisciar tutti,
la vescica disvuotare
senza tasse da pagare.
E se l'acqua non contenta,
farà l'Artide alla menta.
Non sappiamo come mai
ma protegge anche i ghiacciai.
Tutti cessano le guerre
e spartiscono le terre.
Per gli dei ,tutto lo stuolo,
ben farassi un tempio solo
e verranno divietate
le jihad e le crociate
e saranno tutti amici
senza tanti sacrifici
che più sangue non vorrano;
le discordie aboliranno,
metteran le genti in riga
predicando anche la ....
chè,diciamolo fra noi,
siamo tutti figli suoi.


Il servo di Vulvacara suona la tromba. La carrozza si muove. Tutti ,agitando il cappello,lo salutano.
 
Come un dio benefico,egli si allontana sempre più,lasciando in dono mille sogni e mille speranze che si fondono in una sola ,grande quanto tutti noi.
E svanisce,quasi che risalisse ad un olimpo dove tutto è già ,eterno e perfetto.

 

http://blog.libero.it/asandabubia/
http://asandabubia.blogspot.com
http://asandabubia8.blogspot.com
http://mdu1.blogspot.com
http://mdu2.blogspot.com
http://mdu3.blogspot.com
http://deutschelazzaronen.blogspot.com

 
 
 

gli enigmi di durandot

Post n°147 pubblicato il 19 Novembre 2009 da pensiero_stupendo00

Uno studio[3] effettuato nella State University of New York sembrerebbe indicare che il liquido seminale, se assorbito regolarmente attraverso la vagina, avrebbe un'influenza positiva sull'umore, aiutando a prevenire la depressione. Anche per questo infatti, sempre secondo il detto studio, le donne non sposate che non hanno un'attività sessuale regolare, dopo i 40 anni tendono ad avere comportamenti irascibili e fasi di alternanza continua tra euforia e depressione.

Nessun dorma! Nessun dorma! Tu pure, o Principessa,
nella tua fredda stanza
guardi le stelle
che tremano d'amore e di speranza...
Ma il mio mistero è chiuso in me,
il nome mio nessun saprà!
No, no, sulla tua bocca lo dirò,
quando la luce splenderà!
Ed il mio bacio scioglierà il silenzio
che ti fa mia.
Voci di donne
Il nome suo nessun saprà...
E noi dovrem, ahimè, morir, morir!
Il principe ignoto
Dilegua, o notte! Tramontate, stelle!
Tramontate, stelle! All'alba vincerò!
 
DURANDOT

molti anni prima il regno era caduto nelle mani dei tartari e, in seguito a ciò, sua nonna era divenuta loro preda. Durandot aveva giurato che non si sarebbe mai lasciata possedere da un uomo: per questo, aveva inventato il rito degli enigmi, convinta che nessuno li avrebbe mai risolti.

Durandot:
(siede in trono sulla scalinata del palazzo reale.Nella piazza,il popolo in silenzio osserva un condannato
salire sul palco dove lo attende il boia)

Non sono facile,son dispettosa.
D'Amor fremente,son schifiltosa,
e se mi toccano dov'è il clitòride
sarò una vipera,sarò...
ed i miei ovuli prima di cedere,
in cento trappoli
farò cascar,
che te li spappoli,
dovetel credere,
questi testicoli
saprò giocar.

In cento grappoli
prima di cedere
questi testicoli
farò cascar.

Da poi che l'ava mi fu oltraggiata,
e senza  voglia fu schiavazzata,
chiunque brami da me sollazzo,
che rischi il cazzo.

Tre indovinelli io m'inventai.
O li risolvi o saran guai
chè se il cervello ,ahitè, ti falla,
perdi una palla.
Se non t'aiuta poi la ragione,
nel sangue càdesi l'altro coglione.
Al terzo cànchero,
sentite questa,
infine il bischero
perde la testa.

Mandarino:

Il Principe di Persia
ha detto tre cazzate:
le succitate membra
sian subito amputate.
La bella Durandot,da vera gentildonna,
or vendica sua nonna.
Leviamoci 'sta noia.
S'avanzi il boia!

Bellino:

(Principe in incognito si mescola alla folla per ammirare Durandot.)

Povera piccola principessina,
sacrificare così la vagina,
inaridire il suo nobile core,
morire all'amore.


Leporello:(servitore di Bellino)

Principino il pericolo è questo:
che ti vedo di già innamorato
e che il membro ti venga tagliato,
devo dire che proprio detesto.


gli spermatozoi del
Principe Bellino :

Guarda che sventola questa ragazza!
Ell'è una bambola di pura razza.
Mira il diametro bitrocantèrico,
simile ad Elena nel canto omèrico...
nemmanco Pàride le resistette,
guarda che tette!
Armiamo il bìschero che mai s'affloscia
per questa sventola,lunga di coscia.
Su , convinciamolo a possedere,
il gran miracolo di tal sedere.

Via presto andiamo;
se ben giochiamo,
nostra è la cocca
di questa gnocca.


Le ovaie di Durandot:

Oh principessa di princisbecco,
questa fanciulla ci lascia a secco.
Noi facciam ovuli di giorno e notte,
ma lei non fotte.

Lei sogna un angelo che possa amare,
che sopra i nuvoli sappia portare
in dolci vortici la bella donna,
ma si ricorda della sua nonna
e si sovviene
delle sue pene.
Si fà una sega
ma il pen si nega.

Contro l'evento psicopatògeno,
spariamo estrogeno!

Come stregone
nel calderone,
facciam l'ormone
della passione.

E pure aggiungasi a far da sprone,
progesterone.

Così facciamo.
Se ben giochiamo,
fia paparino
il principino.

Bellino,Leporello,poi Durandot:

Da mezzo al popolino,
il Principe Bellino,
già sentendolo long,
al veder Durandot,bella da abbaglio,
dà di piglio al battaglio
e suona il gong.

"No!",Leporello grida.
Ma lui lancia la sfida.

E acetta la rovina,
lasciando che i taglioni
gli spianino i calzoni
se lui non indovina.

Come  a Edìpo,la Sfinge
la bella Durandot il prence invita.
Il primo enigma pinge
e inizia la partita:

Durandot:

"Dai mali ti sollevo
e ti salvo la vita
e insieme te la levo,
pure se non son duro.
Medicina impazzita,
io ti nego il futuro"


Bellino:

"D'ingegno non son privo:
questo è il preservativo.
Mi salva dai vermini,
ma mi nega i bambini".


Durandot trema visibilmente ma prosegue.


Durandot:

"Allor sii lesto a dirci:
tu t'àuguri di vìverci
e insieme di morirci"


Bellino:

"Io mi vorrei morire
tranquillo nel mio letto
ma pria ci voglio vìvere
un amore perfetto".


Durandot fatica a controllarsi:
paura e strane,inaspettate emozioni,
la sconvolgono.


Durandot:

"Caduta nelle mani del Tartaro crudele
che con le mani luride le sollevò la gonna,
e con la grossa sciabola le fe'sputare fiele,
come avrebbe potuto salvarsi la mia nonna?".


Bellino:

"La povera fanciulla, nulla sapea di igiene.
Col filo interdentale,il tartaro non viene!".


Leporello:

Ha risoltogli enigmi.La sventura è schivata.
Ora gli si prospetta una bella c.......!".


Durandot:

"Padre mio ,padre mio
non mi date a questo rio..."

Imperatore:

"L'Imperator rispetta
la sua parola data.
A questa ragazzetta
una bella scop...".


Durandot:

"Principe non vogliate
forzar l'animo mio.
Non vale aver patate
se non vi sia desio".


Bellino:

"Crudele Durandot invocate pietate?
Per la vostra durezza Amor non meritate.
Per brama di vendetta,in modo sciagurato,
quanti nobili cuori avete capponato !

Dunque la mia vittoria
io ve la getto in viso
e l'acido sorriso
di zitella insecchita
sarà la vostra storia,
sarà la vostra vita.

Ben tetro monopolio,
vi sia consolazione
la vostra collezione
di coglioni sott'olio.

All'alba di domani
invero partirò.
A casa tornerò:
me ne lavo le mani".


Durante la notte.......

La bella principessa
al balcone sedea:
dormire non potea,
si dava della fessa.

Nemmeno il buon Bellino
poteva inver dormire
e sotto,nel giardino,
si stava a illanguidire.

I suoi spermatozoi
fervevan nei coglioni.
Deciser quegli eroi
di mandar feromoni
al naso della bella
crudele damigella.

E le ovaie ,deluse
d'essere ancor recluse,
l'estrogeno benigno
nel circolo sanguigno
riversavano a fiotti
pensando a dolci notti.


"Sei tu Romeo ?" diss'ella
con voce birichina.
"O mia dolce pulzella,
se udirlo non ti tedia,
hai sbagliato commedia
e tu non sei Giulietta
ma cala la scaletta
sennò facciam mattina".


Scavalca il parapetto
il nobile guerriero
e tosto dentro il letto
le svela ogni mistero.


coro degli spermatozoi:

Morremo tutti da grandi eroi,
ma uno di noi,
ma uno di noi...
un'ecatombe di spermatozoi,
ma uno di noi
all'alba vincerà!

Signori e Signore
il nostro nome è....
Amore.

 

 
 
 

LA PRINCIPESSA SUL PISELLO

Post n°146 pubblicato il 06 Agosto 2009 da pensiero_stupendo00
Foto di estasicontinua1

LA PRINCIPESSA SUL PISELLO

...eppure lei sosteneva di essere una vera principessa...la vecchia regina...andò in camera, tolse il materasso dal letto e mise sul fondo un pisello; poi prese venti materassi e li mise sul pisello. La mattina dopo le chiesero come avesse dormito. "Malissimo!",  "non ho praticamente chiuso occhio Chissà cosa c'era in quel letto! " Così capirono che era una principessa vera, perché aveva trovato il pisello attraverso venti materassi e venti cuscini di piume.


Questo principe pazzo
avevasi il progetto
d'arricchire il palazzo
e pure il proprio letto,
sol d'una principessa
(quand'anche fosse fessa?)

Alla vecchia regina
ch'era la sua mammina,
disse "La scoverò
e nostra la farò"

Cercando la fanciulla
in maniera un po' grulla
andò a ficcare il naso,
ma si muoveva a caso
e non trovava nulla.

Ma d'una sera al culmine,
tra il temporale e il fulmine,
una pulzella è qua!
Chiede ospitalità.
ch'era tutta bagnata...
che sera sfortunata.

"Mi sento zuppa e lessa,
sono una principessa "
Mamma la mette a letto
col ben noto trucchetto.

Come vada la storia
è cosa ormai notoria
ma il fatto principale
è trarne la morale.

Che tu sia principessa,
borghese o cittadina
contessa,baronessa,
villana o contadina,

matura o giovinetta,
vergine o libertina,
a cercare ti affretta:

che voglia lunga pratica,
od arte naturale
è trovare il pisello
cosa fondamentale.


http://asandabubia.blogspot.com
http://mdu2.blogspot.com
http://blog.libero.it/asandabubia/
http://deutschelazzaronen.blogspot.com
http://asandabubia8.blogspot.com

 

 
 
 

LASCIATEMI CANTARE

Post n°144 pubblicato il 13 Luglio 2009 da pensiero_stupendo00
Foto di estasicontinua1

LASCIATEMI CANTARE

E lasciatemi verseggiare!
Voglio rimare,
cantare,
gridare.

Mi voglio incazzare,
urlare,sfogare
la rabbia umana.
Ma porca p......

dov'è la passione
che come un tizzone
brucia l'anima mia?
Perchè non si trova per via?

in treno,al bar,al ristorante,
sulle montagne del mondo,
sul Dente del Gigante,
nel mare profondo,

anzi,no,sulla spiaggia
battuta,carezzata dall'onda,
Oh sguardo sublime che affonda,
che cerca sull'acqua se v'aggia,

bramato,cercato,voluto,
il superlativo assoluto !

Che forse non è manco amore..
ma non ostante il raffreddore,
il caldo,il gelo ,l'odore
del fumo,l'umano fetore,

le nostre imperfezioni amare,
l'antico retaggio del bruto,
sotto la nostra anima in cènere,
primavera di gemme tènere,
v'è la scintilla,la voglia di volare,
di danzare anche l'ultimo tango,
di liberarci del fango,

il desiderio cocciuto,
il potente bisogno,
di respirare
un sogno.

Lasciatemi gridare,
o mi sciolgo nel pianto,
dovessi forse cantare
il mio ultimo canto.

Potessi catturare,
come un re mendicante,
il grande sogno perso,
anche solo per un istante...
con il mio ultimo verso.

 

http://asandabubia.blogspot.com
http://mdu2.blogspot.com
http://blog.libero.it/asandabubia/
http://deutschelazzaronen.blogspot.com
http://asandabubia8.blogspot.com

 
 
 

L'ANIMA E LA CARNE

Post n°143 pubblicato il 13 Luglio 2009 da pensiero_stupendo00
Foto di estasicontinua1

L'ANIMA E LA CARNE

Qui narro il fatto d'una scommessa
di dio col diavolo che fà promessa
del dottor Faust di prender l'anima,
lui che per scienza e fede spasima.

Vecchio era Faust e possiam presumere
che se vissuto in oggi egli fosse,
parecchio Viagra dovebbe assumere
per ritrovare sue viril posse.

Ruffiano il diavolo,il dotto invita
a far l'amore con Margherita
ed astutissimo,gli fà sentire
odor di giovane da far languire.

Si sa che un pelo di quell'oggetto
più di due bovi tira il carretto
e Fausto,povero,non fà eccezione
chè vende l'anima al mascalzone

e nel contratto l'impegno sta
d'avere certa immortalità
e forze giovani,e lombi e fianchi
a men che Fausto poi non si stanchi:

che se si stufa lui di saltare
il diavol tosto lo può abbrancare
e nell'inferno poi te lo fotte,
vince la posta e buonanotte.

Ma il dottor pèntesi e si riscatta
com'è abitudine della sua schiatta,
si che pel rotto della cuffietta
così ben termina la novelletta,

e Fausto ascende al paradiso
lasciando il diavolo scorno e deriso.

Passano ,scorrono i giorni miei
e dell'etade già sento il pondo
che del mio vivere saper vorrei
ma conto il tempo da stare al mondo.

Se avessi l'anima la cederei 
senza pensarci manco un secondo.
Ed io col cavolo mi stuferei,
che se son sodo
di viver godo,
e al mio contratto
non vo' riscatto.

due paroline dirti vorrei....
buon Mefistofele....ma dove sei?!


http://asandabubia8.blogspot.com
http://mdu2.blogspot.com
http://blog.libero.it/asandabubia/
http://deutschelazzaronen.blogspot.com
http://asandabubia.blogspot.com

 

 
 
 

EPICURO

Post n°142 pubblicato il 13 Luglio 2009 da pensiero_stupendo00
Foto di estasicontinua1

 Epicuro paragona la vita ad un banchetto, dal quale si può essere scacciati all'improvviso. Il convitato saggio non si abbuffa, non attende le portate più raffinate, ma sa accontentarsi di quello che ha avuto ed è pronto ad andarsene appena sarà il momento, senza alcun rimorso.

« Il male, dunque, che più ci spaventa, la morte, non è nulla per noi, perché quando ci siamo noi non c'è lei, e quando c'è lei non ci siamo più noi. »

EPICURO

I saggi son 'sì abili
che perfin della morte,
con sofismi mirabili,
esorcizzan la sorte,

ma senza esagerare,
della vita il menù
c'invitano a gustare,
e non voler di più.

Nè val cercar pietade,
che quando vuol falciare
il contadin dell'Ade,
dobbiamo pur lasciare

la forchetta ed il piatto,
ma il savio non s'abbuffa,
che solamente il matto
mangia da dire "uffa!"

Consiglio vuol si dica
che l'attendere troppo,
che giunga la strafica
o il prìncipe al galoppo,

sono error da evitare
chè non ti fan pranzare.

E cercar troppo il meglio,
lasciando andare il bene,
non è da tipo sveglio:
davvero non conviene.

Anzi dicea Platone
a una dolce fanciulla
"Se brami il mio bastone,
d'amore ti trastulla.
 
Se invece resti incerta,
prendi ugualmente orsù.
Un dì farai scoperta
ch'è corta gioventù ".

(..se di cuore mi ami,
prendi il mio pomo.
Se invece ci pensi...prendilo
ugualmente e considera quanto
sia breve la giovinezza.)
(Platone..frammento poetico)

Il masticare troppo
per macinar ricchezze,
pure può fare intoppo
al goder le bellezze

più facili e più sante
che gli dei ci han donato.
Godiamoci il creato;
godiamoci il creante!

Del fior nella corolla
il naso introduciamo,
il tramonto guardiamo,
che l'anima satolla;

e poscia la visione
della stellata notte,
ci sia d'ispirazione
le nostre amate a f....

Se poi troppo ci costa
mangiare l'aragosta,
la fame anche discaccia
il pane e la focaccia.

Diceva un gran sapiente
"gode con voluttà,
trova l'acqua eccellente,
chi tanta sete ha".

Invece chi s'affanna
a cumulàr ricchezza,
qual fosse una condanna,
perde la giovinezza

e poi fattosi vecchio
non può più ricomprare
un giorno per amare,
e buonanotte al secchio.

Buon concetto ha descritto
e proprio ben dicea
colui che lasciò scritto
spes est ultima dea.

La speranza c'ingrassa:
par la merce men cara,
ma mentre vita passa,
questa si fà più rara

che il bimbo può sperare
della sua vita tutta,
ma il vecchio ha da pensare
ch'egli è giunto alla frutta.

Di dir dunque mi picco,
come voleva Sòcrate,
che il giovane è più ricco
del più ricco plutocrate.

Da qui si può comprendere
che la miglior moneta
che noi possiamo spendere,
è il tempo che ci allieta.

Speriamo senza affanni
godere i giorni nostri:
dolce il destin si mostri,
e di campar mill'anni.

Di grazia e di saggezza
godiate i buoni frutti.
Sia questa la ricchezza.
Faccio gli auguri a tutti.


http://asandabubia.blogspot.com
http://mdu2.blogspot.com
http://blog.libero.it/asandabubia/
http://deutschelazzaronen.blogspot.com
http://asandabubia8.blogspot.com

 

 
 
 

LA PIOGGIA SUL PIANETA

Post n°141 pubblicato il 19 Aprile 2009 da pensiero_stupendo00

LA PIOGGIA SUL PIANETA

Taci!Dal colmo di questa montagna
non odo la solita lagna
nè il tono uguale
del telegiornale
che annuncia inumano
in cattivo italiano
il conto dei morti
nell'ultima tragedia,
poi subito tedia
l'ascoltatore
con le vicende d'amore
della diva guliva
e ti forza a passare
dal pianto più pietoso
al volto ilare
dello sposo
alternando la pietà
più pia
alla sfrenata allegria
Ma come si fà ?
Ascolta.Piove
dalle nuvole scende, direi,
un canto di frasi più nuove
come se gli dei
del nostro schiamazzo
volessero sbattersi il.....
Come se a Giove
non importasse un ette
del prezzo del petrolio
o dei generi di monopolio
comprese le sigarette.
Piove sulle tamerici
piove sulle varici
e sulle rughe arse
e sulle creme sparse
per farle tornare distese:
piove sulle obese.
La pioggia cade patetica
sulle operazioni
di chirurgia estetica
e sulle trasfigurazioni
del volto qual'era,
che pare or di cera,
senza espressioni.
Piove sull'ipnosi
provocata dall'isola dei famosi.
E gocciola in pianto dal tralcio
del campionato di calcio
che ieri ci illuse,
che oggi vi illude
o babbioni.
Piove sulle pensioni
che poco le bagna,
ma ascolta
il croscio che varia
secondo la cifra
più folta,men folta
pensioni da dirigente
o per la gente
qualunque.
Comunque
piove sul gioco del lotto
che a prezzo di complotto,
vende un po' di speranza
e vuota un poco la panza
a chi non ha pratica
con la matematica,
a chi non ci sta
col calcolo delle
probabilità.
Piove sulle ciglia nere
di tutte le Ermioni
precarie.
Piove su Berlusconi
e sulle  varie
soluzioni
dei nostri problemi.
Piove sui patemi
che l'anima chiudon novella
e sulla favola bella
che gli ultimi saranno i primi.
Svègliati.
I primi già l'han divorati
i pesci più grossi
che dopo la pastasciutta
ormai sono giunti alla frutta.
Nei fossi
or giace speranza e certezza
della giovinezza,
e mentre con sconsideratezza
si discute se mandare
il nonno in pensione
o farlo sudare
fino al dì delle bare,
s'illude il nipote per farlo studiare
che dopo la scuola,portà ritrovare
lavoro a bizzeffe.
Son beffe
da stolti che stanno a frustare
il vecchio ciuco che poco può dare
e sbarran la strada
a chi sta a scalpitare
per lavorare.
Oh tempo che il mutuo accollavo
e diventavo uno schiavo...
Ascolta,ascolta la pioggia:
che cade sulle banche
più stanche,men stanche,
attendon che il tempo ricucia
quella svanita fiducia
che loro stesse han distrutto:
qual lutto.
I denti,negli alveoli fitti,
stanno aspettando i profitti,
ma piovono sulle loro mani
tese,le lagrime degli italiani.
Ascolta ancora,attenti,
piove sui parlamenti
e sui parlamentini
che vogliono far bene ai cittadini:
Oh quante brave persone.
A Roma,alla regione,
alla provincia e al comune
nessuno è immune,
nessuno può scampare
da questa voglia di governare.
Di questo passo saranno tanti
i governanti
che non rimarrà un disgraziato
che voglia essere governato.
E piove,piove sul bagnato
piove sulla gente,
e sull'anima mia silente
piove e sarà per quello
che sento il disio d'un ombrello.
Sarò zuccone
o Ermione ?


http://asandabubia8.blogspot.com
http://mdu2.blogspot.com
http://blog.libero.it/asandabubia/
http://deutschelazzaronen.blogspot.com
http://asandabubia.blogspot.com

 

 

 

 

 

 

 
 
 

LESBO

Post n°139 pubblicato il 19 Aprile 2009 da pensiero_stupendo00

LESBO

Lesbo era un'isola nel mare azzurro
dove il sospiro,il verso ,il sussurro
della poetessa Saffo si udiva,
come dell'onda che frange in riva.

Però era un frangere sì delicato
sì carezzevole,giusto sfiorato,
che sulla sponda spesso sedevano
le lesbie femmine che là godevano.

Lungi dai maschi rozzi e violenti
che sol cercavano l'appagamenti
dei loro turgidi duri bastoni
e sol volevano le fregagioni,

esse bramavano,non già le palle
ma il tocco magico delle farfalle,
che in volo altissimo su,su le porti
e un dolce brivido che le conforti.

Un giorno Pègaso recò alla costa
non un guerriero di spada tosta,
ma un malinconico,fiero cantore,
d'Orfeo dolcissimo, gran seguitore.

Egli nostalgico gettava al vento
della bell'isola,triste un lamento:
la sacra passera,sempre sognava
lui d'incontrare ,ma mai trovava.

Le Parche filano i giorni suoi
ma delle forbici già sente il taglio
gli pare ch'Ercole inver lo scuoi
sì dolor sente , sì gran travaglio.

Tratta dal canto della sua lira
la dolce Saffo che l'arte ammira,
sopra la spiaggia inver si porta
e poi trovatolo,ben lo conforta,

ch'era svenuto lui dall'angoscia,
ponegli il capo sopra una coscia.
Forse il profumo della salsedine,
o della femmina la santa acredine,

risveglia il bardo,lingua d'argento,
arma dolcissima di turbamento,
ed il suo canto,come a una festa,
pian piano addentrasi nella foresta.

Ella abbandonasi,lui l'accarezza
con quella vena della dolcezza
che vien lodata da Sherazade
e l'usa l'arabo più delle spade.

Ed ora termina il racconto bello
dove la passera trova il suo uccello.
Senza più pianti,senza lamenti
adesso vivono felici e contenti.

E se il poeta gioia v'ha dato
forse un augurio l'ha meritato.
Così mi parto da voi signore,
vo a cercar l'isola del vero amore.

 

http://asandabubia8.blogspot.com
http://mdu2.blogspot.com
http://blog.libero.it/asandabubia/
http://deutschelazzaronen.blogspot.com
http://asandabubia.blogspot.com

 

 

 

 
 
 

PAR CONDICIO

Post n°138 pubblicato il 19 Aprile 2009 da pensiero_stupendo00

PAR CONDICIO

La nobile Cornelia,figliola di Scipione
distruttor di Cartagine,all'amiche matrone
che davansi del tono
mostrando i lor gioielli
nel suo salotto buono,
fatti chiamare i figli,due splendidi monelli,
replicò"non mi cale ne' d'or nè di cammei
nè di perle o pendenti.Ecco i gioielli miei !"

A moderno iuicio,
che paritate loda,
pare la par condicio,
la sola e vera moda.
Dunque in salotto o in piazza,
giusti tali modelli,
anch'io vorrei,per venere,
mostrare i miei gioielli!
E in mezzo all'agorà
farmi pubblicità.

http://asandabubia8.blogspot.com
http://mdu2.blogspot.com
http://blog.libero.it/asandabubia/
http://deutschelazzaronen.blogspot.com
http://asandabubia.blogspot.com

 
 
 

SEGNALI DI FUMO

Post n°137 pubblicato il 19 Aprile 2009 da pensiero_stupendo00

SEGNALI DI FUMO

Erano loro gli americani
gli incas magnifici,i fieri indiani,
ma come è noto,furon fottuti
dai potentissimi nuovi venuti

che comportandosi da veri duri
battero i record presenti e futuri,
e in due ,tre secoli di vessazioni
ne sistemarono novanta milioni.

Nulla poterono l'archi e le frecce,
gli scotennavano pure le trecce
che un tanto a scalpo ben riceveva
chi ad un indiano la festa faceva.

E non contenti di tali affronti
pur li lasciavano senza bisonti
che li accoppava quell' incivil
lo sparafulmini,Buffalo Bill.

Il loro numero a ben ridurre
altro non pensano le Giacche Azzurre.
E quando fallano financo quelli,
a finir servono i Lunghi Coltelli.

Battuti in campo,ma che disdetta,
però pensarono alla vendetta.
L'indiano vinto che triste giace,
finge col bianco di far la pace,

ed ogni dubbio di lui dissipa,
sigla il trattato con la sua pipa.
Ma quei massacri vuol vendicare
che al suo nemico insegna a fumare.

Gli sarà ,pensa, la sorte ria
quando gli venga un'ischemia.
Oh cancro,amico delle mie genti,
accoppa,accoppa 'sti prepotenti.

Di nicotina dolce veleno,
se non mi salvi,fregalo,almeno,
che con codesto furbo intrallazzo
fia vendicato Cavallo Pazzo.

Solo col fumo vi butti giù
il Grande Spirito di Manitoù.
Lo pregheremo di ciò tutti insiem
con lo stregone e il Grande Sakem.

Del prode indiano sia la riscossa,
offerta all'anima di Nuvola Rossa.
Paghi il suo fio il bianco sgherro,
Sia pace al capo Camicia di Ferro.

Se non  pubblicizzano,ma che disdetta,
nessuna marca di sigaretta,
sarete uccisi in modo anonimo:
vola la freccia del buon Geronimo.

Il bianco lurido giammai non vinca,
vi fotte pure l'amico Inca.
Da noi tabacco,da lui la coca,
la vostra fiaccola vacilla fioca.

Molto non manca chè crollerà
codesta orribile inciviltà.
Avvenga il nostro fiero ritorn:
voi ricordatevi di Little Big Horn.

Ne ammazzeremo a cento a cento
fino a raggiungere l'annientamento,
Incauti posteri questo è il saluto,
è la vendetta di Toro Seduto.

 

http://asandabubia.blogspot.com
http://mdu2.blogspot.com
http://blog.libero.it/asandabubia/
http://deutschelazzaronen.blogspot.com
http://asandabubia8.blogspot.com

 

 

 

 

 
 
 

IL CITRATO DI SILDENAFIL

Post n°136 pubblicato il 29 Marzo 2009 da pensiero_stupendo00
Foto di estasicontinua1

IL CITRATO DI SILDENAFIL

Nel mezzo del cammin di nostra vita
avvien ch'etade  ancor ci rassicuri.
Se il dio d'amore a tavola c'invita
ogni cosa ci par che eterna duri.

Ma quando il verno poi di prima neve
ammanta i campi della terra avita,
il nostro andar diviene un po' più greve
e la diritta via si fà smarrita.

Allora è triste gir per le contrade,
ed il duro baston del pellegrino
mal serve ad aiutarci nel cammino
se cade come corpo morto cade.

Il rimedio per ciò non va cercato
tra pannicelli e pappe della nonna
che prendea per lo stomaco il citrato.
Ma per fortuna d'ogni uomo e donna

un farmaco che invero fu studiato
per curare i dolor del nostro core
ma a ciò si dimostrò poco pregiato,
fu invece panacea pel mal d'amore,

e pel mal del baston , risultò all'uopo,
e ogni ramo che,ahimè, sta per morire
là per là te lo face rinverdire,
e tornar più che dritto per lo scopo.

Se padre Dante ci avesse pensato
ed a Paolo l'avesse consigliato,
all'inferno avria fatto opre novelle
ed a Francesca,riveder le stelle.


http://asandabubia8.blogspot.com
http://mdu2.blogspot.com
http://blog.libero.it/asandabubia/
http://deutschelazzaronen.blogspot.com
http://asandabubia.blogspot.com

 

 

 

 

 
 
 
Successivi »
 
 
 

INFO


Un blog di: estasicontinua1
Data di creazione: 29/10/2007
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ULTIME VISITE AL BLOG

bypinnadiegomom.lauriola1974pensiero_stupendo00ninaciminelliantonella.magariellolamu6776vivimi_in_un_sognomilly.livecrazymoony81maxi1947alba673eisynereomanfrinffreefool
 

ULTIMI COMMENTI

23994 29/10/2011
Inviato da: pensiero_stupendo00
il 29/10/2011 alle 23:49
 
secondo.gli internauti
Inviato da: pensiero_stupendo00
il 02/07/2010 alle 16:36
 
penultimp psicol for.Ultimo dolce incanto
Inviato da: pensiero_stupendo00
il 30/06/2010 alle 14:27
 
MA CHE PECCATO...UN BLOG ABBANDONATO...
Inviato da: pensiero_stupendo00
il 06/08/2009 alle 00:02
 
buona pasqua ...questa e' la festa che preferisco...
Inviato da: ninaciminelli
il 23/03/2008 alle 08:35
 
 

CHI PUò SCRIVERE SUL BLOG

Tutti gli utenti registrati possono pubblicare messaggi e commenti in questo Blog.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom