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Il_Raffa
   
 
Creato da Il_Raffa il 05/03/2006

STORIE DI STRADA

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Al bivio...

Post n°234 pubblicato il 13 Gennaio 2012 da Il_Raffa
Foto di Il_Raffa

Me lo immagino il giovane Robert, in una notte sbiadita dalla nebbia intento a girovagare senza meta per una strada deserta di campagna dopo essere uscito da un piccolo paese fantasma.
Chissà cosa gli passava per la testa, era alla ricerca di un bar malfamato e sudicio, pieno di neri ubriachi e rissaioli, dove guadagnarsi un pasto la sera dopo? Oppure vagava pensieroso, afflitto e affranto perché non riusciva ad emergere. Forse la sua capacità non era al pari di quella dei grandi che lo avevano influenzato..Leroy Carr, Kokomo Arnold.
Era scoccata la mezzanotte in quella strada sul Delta del Mississipi.

Un incrocio.

Dove andare non importa, un altro particolare ruba l’attenzione del giovane Robert.
Trova un nero, come lui. Abiti scuri, fuma un sigaro, a terra una bottiglia di Whiskey di buona marca e due bicchieri.

“Cosa fai qui?”

“Ti aspettavo, Robert.”

“Chi sei, vuoi assumermi per una sera?”

“Chi assumerebbe uno come te, con quelle mani, che non riescono nemmeno a strimpellare una chitarra? Sono qui per offrirti molto di più.”

“…”

“Ti offro un talento che mai nessuno possiederà. La tua musica condizionerà tutti coloro che verranno dopo di te. Ti dono il blues. Tutto questo a un piccolo prezzo.”

“Quale?”

“Non fare lo stupido Robert, lo sai…”


Pochi attimi dopo l’uomo in abito scuro raccolse i bicchieri, versò il whiskey e fece un brindisi con la sua nuova preda. Un’altra persona rubata al nemico. Si volta, alza il braccio in segno di saluto e si perde nella nebbia.

Era un 16 Agosto, Robert era a Greenwood, nel Mississipi che tanto amava. Una donna di troppo forse, un marito incazzato, fatto sta che il veleno versato nella sua mezza pinta di whiskey non perdona.
Due giorni dopo nacque una leggenda.

Qualcuno, il giorno della sepoltura, ricorda di aver intravisto nel cimitero un uomo in abiti scuri che fumava un sigaro, appoggiato ad un grande albero.


“I got to keep movin', blues falling down like hail. And the day keeps on worryin' me... there's a hell hound on my trail.”

 
 
 

Una Freccia ciclica

Post n°233 pubblicato il 11 Gennaio 2012 da Il_Raffa
Foto di Il_Raffa

Déjà –vù.
Il  déjà -vù consiste nella “sensazione erronea di aver già visto un'immagine o di aver già vissuto precedentemente un avvenimento o una situazione che si sta verificando”.

I miei déjà -vù consistono nel rivivere avvenimenti già accaduti, con particolare attenzione per quelli fastidiosi, tragici no, ma fastidiosi… quelli di cui farei volentieri a meno.


Durante déjà-vu di solito si è consapevoli che l’esperienza o l’immagine che ci si trova davanti non corrisponde davvero a qualcosa di vissuto.


Ne sono consapevole, cioè non toglie il fastidio del déjà vu, tanto banale, inutile e scontato quanto non richiesto.


Cinque secondi di disturbo nervoso.


Finisco quasi subito, ma come sempre, per ignorare stizzito il déjà vu, non merita attenzione. Né sbattimenti.


Fino al prossimo.

 
 
 

You Know Where you Are? You're In The Jungle

Post n°232 pubblicato il 28 Dicembre 2011 da Il_Raffa
Foto di Il_Raffa

E’ assodato da diversi studi che l’ascolto della musica aiuta la formazione del pensiero e l’apprendimento di lingue e matematica da parte delle persone.
La musica influisce sullo sviluppo emotivo, influenza l’organismo a livello fisico e mentale.
Questo fenomeno è chiamato “effetto Mozart”.
Perché da ulteriori studi è appurato che la musica del compositore provoca un effetto curativo sul corpo umano.
Uno dei più grandi studiosi di questo effetto sostiene che: “L ‘effetto Mozart’ riesce ad agire essenzialmente come tecnica psicologica nella modificazione di problemi emotivi.”

Mozart o meno, la musica mi da sempre una mano nel momento di rimettere ordine nel cranio.
Due cuffie, il giusto volume, poca luce e l’autostrada della mente si libera di tutti i viaggiatori, tranne uno. Il mio veicolo.

Senza scomodare Mozart, il Benvenuto Nella Giungla, come un Energy Drink, rigenera pensieri,  scaccia elucubrazioni e rimette in sesto. Come un tagliando. Per i prossimi 20.000 Km.

Che poi in realtà non c’era niente di guasto, che non andava. Dovevo solo realizzarlo.

 
 
 

are you talkin' to me?

Post n°231 pubblicato il 14 Dicembre 2011 da Il_Raffa
Foto di Il_Raffa

 “Hey dove credi di andare?”



Volevo semplicemente chiudere una luna frase tra parentesi. Meglio, mettere un punto e a capo.
Perchè quando un diario finisce i giorni, o più semplicemente gli argomenti, si chiude, lo si mette nel cassetto delle cianfrusaglie, per poi tirarlo fuori dopo anni e sfogliarlo con un misto di allegria e malinconia. Come se non bastasse, oltre al diario, è finito l’inchiostro della mia fida penna. Meglio, non devo più sforzarmi di scrivere tanto per colorare una pagina bianca, ma senza reale voglia di raccontare.

Che te ne frega dove me ne vado? Sei un’ombra che transita di passaggio, alla prima nuvola sparirai. Perderei tempo se ti rispondessi. Odio perdere tempo quando:

1.     A me non interessa dialogare

2.     A te che hai chiesto, non interessa quello che ho da dirti

La crisi dello scrittore, capita anche ai migliori, figurati a me. Il mio quinto senso e mezzo pizzica (eppure non sono né Peter né Dylan). Sarebbe il caso di aprire una fessura dalla finestra, vediamo come butta la fuori. Tanto fa freddo, domani la chiudo.

Domani.
Tanto freddo non fa, le nuvole non si fanno vedere. L’ombra sì, pare che, appena appena, in modo impercettibile, si sia allargata. Scostare l’anta? Allargare la fessura per vedere meglio. Curiosa questa strana ombra.

Mi ricorda le ombre riflesse in camera di notte. Disegnano oggetti, sagome, forme curiose, a volte terrificanti. Per fortuna basta accendere la luce per farle sparire.
Stronza quest’ombra, continua a parlarmi. Acida e stronza. A volte vuole sfogarsi. A volte vuole che sia io a sfogarmi. Mi racconta…anche lei vede altre ombre in mezzo a spiragli di luce.

Chi ha aperto la mia finestra? Non ho dato il permesso a nessuno. Il vento?

Però, quest’ombra ha preso forma, concreta, e dentro nasconde un prisma luminoso, che mette curiosità, perchè riflette tutti i colori dell’arcobaleno. Quelli freddi. blu, verde, indaco. A volte sono proprio freddi e cinici. It’s Easy?
Quelli caldi sono uno spettacolo, rosso, arancio, giallo splendente, solare. Colori che non si trovano molto facilmente. E’ un piacere vederli riflettere sui vetri della mia finestra.






Ogni mattina apro la finestra. Di nuvole nessuna traccia,non mi pare nemmeno di vivere nella nebbiosa Pianura Padana, dove l’inverno non ti permette di vedere ad un palmo dal naso.
Attendo un raggio, di qualsiasi colore, un SempliceTocco su una piccola pagina bianca. Chissà come canta…

Nell’ attesa, diamo un’occhiata al diario, ah ho comprato l’inchiostro per la mia penna.…Nell’attesa non credo di andare da nessuna parte.

Per ora.

 
 
 

CONTO ALLA ROVESCIA

Post n°230 pubblicato il 19 Luglio 2011 da Il_Raffa

 

Questo Blog sta per essere cancellato, un po' a malincuore, ma in qualche modo ricomincerà da zero.

Ossequi.

Il_Raffa

 
 
 
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