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19 MARZO: FESTIVITA' DI SAN GIUSEPPE.
Post n°307 pubblicato il 19 Marzo 2010 da ossurerotte
Vita di San Giuseppe Giuseppe nacque probabilmente a Betlemme, il padre si chiamava Giacobbe (Mt 1,16) e pare che fosse il terzo di sei fratelli. La tradizione ci tramanda la figura del giovane Giuseppe come un ragazzo di molto talento e un temperamento umile, mite e devoto. Il dubbio dinanzi alla gravidanza di Maria La vicenda di Maria e Giuseppe ha inizio nei Vangeli con l'episodio dell'Annunciazione: Nel sesto mese l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe, la vergine si chiamava Maria[5] . Maria, all’età di 14 anni, fu data in sposa a Giuseppe, tuttavia ella continuò a dimorare nella casa di famiglia a Nazareth di Galilea per la durata di un anno, che era il tempo richiesto presso gli Ebrei, tra lo sposalizio e l’entrata nella casa dello sposo. Fu proprio in questo luogo che ricevette l’annuncio dell’Angelo e accettò: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto" (Lc 1,38). GIUSEPPE PADRE TERRENO Giuseppe fu il padre terreno di Gesù e come tale dovette provvedere alle necessità della famiglia, tutelare e allevare il suo figliolo adottivo, sempre pronto a soddisfare i desideri di Dio conoscendo, in parte, alcuni suoi disegni. Tornato a Nazaret, Gesù cresceva giovane e forte, sottomesso ai genitori. Quando iniziò la sua vita pubblica, molto probabilmente Giuseppe era già morto. Infatti non è mai più menzionato dai Vangeli dopo il passo di Luca sopra citato (talvolta Gesù è chiamato "figlio di Giuseppe", ma questo non implica che fosse ancora vivente), e quando Gesù è in croce, affida Maria al suo discepolo Giovanni, il quale "da quel momento la prese nella sua casa", il che non sarebbe stato necessario se Giuseppe fosse stato in vita. Secondo l'apocrifo "Storia di Giuseppe il falegname" che descrive dettagliatamente il trapasso del santo, Giuseppe aveva ben centoundici anni quando morì, godendo sempre d'un'ottima salute e lavorando fino al suo ultimo giorno. Avvertito da un angelo della prossima morte si recò a Gerusalemme e al suo ritorno venne colpito dalla malattia che l'avrebbe consumato. Stremato nel suo letto, sconvolto dai tormenti, è travagliato nella mente e solo la consolazione di Gesù riesce a calmarlo. Circondato dalla sposa e dai figli del primo matrimonio, viene liberato dalla visione della morte e dell'Oltretomba, scacciate subito da Gesù stesso. L'anima del santo viene quindi raccolta dagli arcangeli e condotta in paradiso. Il suo corpo viene poi sepolto con tutti gli onori alla presenza dell'intera Nazaret. Ancora oggi non sappiamo dove si trovi la tomba del santo, nelle cronache dei pellegrini che visitarono la Palestina si trovano alcune indicazioni circa il sepolcro di San Giuseppe. Due riguardano Nazaret e altre due Gerusalemme, nella valle del Cedron. Non esistono, tuttavia, argomenti consistenti a riguardo. Alcuni santi presumevano che egli fosse stato assunto in cielo in anima e corpo al tempo della resurrezione di Cristo. Culto Il culto di san Giuseppe, padre putativo di Gesù e simbolo di umiltà e dedizione, nella Chiesa d’Oriente era praticato già attorno al IV secolo: intorno al VII secolo la chiesa Copta ricordava la sua morte il 20 luglio. In Occidente il culto ha avuto una marcata risonanza solo attorno all'anno Mille. TRADIZIONI: LE TAVOLE DI SAN GIUSEPPE - Talvolta è un intero quartiere a provvedere e allestire le tavole all’aperto. Alimento tradizionale di questa festa è la frittura, nota con il nome di “frittelle” a Firenze e a Roma, “zeppole” a Napoli e in Puglia, “sfincie” a Palermo. In alcune parti la festa è associata all’accensione di falò. In Canton Ticino sono tradizionali i "tortelli di San Giuseppe". O MEIN PAPA' E' PRASSI ORMAI CHE AD OGNI FESTA RELIGIOSA VENGA ABBINATA, SPESSO PER SCOPI SPECULATIVI, UNA RICORRENZA LAICA. SERVIVA UNA RICORRENZA CHE DOVEVA FARE DA CONTRALTARE ALLA FESTA DELLA MAMMA ED ECCO NASCERE NEL 1910 " LA FESTA DEL PAPA' " E COME SPESSO CAPITA E' UN PRODOTTO DELLA CONSUMISTICA NAZIONE DEGLI STATI UNITI D' AMERICA. BEN VENGANO COMUNQUE QUESTE FORME DI RICORDO, VISTO CHE SPESSO, STRESSATI DALLA FRENESIA DELLA VITA, CI DIMENTICHIAMO DEI NOSTRI CARI E PERTANTO: Per chi ce l'ha al fianco e per chi ce l'ha in cielo, ad ogni papà un augurio sincero... TERMINO, NON PRIMA DI AVER FORMULATO I MIEI PERSONALI AUGURI A TUTTI I PAPA' DI QUESTO MONDO ( SOLO IN ITALIA 20 MILIONI DI PAPA'), MA ANCHE A TUTTE LE MAMME, CHE SPESSO COPRONO IL DOPPIO RUOLO, CON QUESTA FRASE TRATTA DALLA ESPRESSIONE DIALETTALE NAPOLETANA ( scusatemi: sono PARTENOPEO ): " |

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