.......il nostro stupore esiste per se stesso e non deriva da alcun paragone con alcunché e poi perché il mondo, qualunque cosa noi ne pensiamo, spaventati dalla sua immensità e dalla nostra impotenza di fronte ad esso, amareggiati dalla sua indifferenza alle sofferenze individuali, qualunque cosa noi pensiamo dei suoi spazi trapassati dalle radiazioni delle stelle, qualunque cosa pensiamo di questo smisurato teatro, per cui abbiamo il biglietto d'ingresso, ma con una validità ridicolamente breve, limitata da due date categoriche, qualunque cosa noi pensassimo di questo mondo - esso é stupefacente. (dal discorso pronunciato in occasione del conferimento del premio Nobel dalla poetessa polacca WISLAWA SZYMBORSKA)

INVERNO NEL BOSCO


Mi piace la vita perché non finisce mai di
stupirmi e mi piaci tu perché SEI IL MIO
STUPORE (dal web)





N O S T A L G I A


......se col pensiero volete misurare il tempo in stagioni, fate che ogni stagione racchiuda tutte le altre. E CHE IL PRESENTE ABBRACCI IL PASSATO COL RICORDO, E IL FUTURO CON L'ATTESA. (K.Gibran)
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Post n°272 pubblicato il 23 Maggio 2013 da eugenia1820
Il nome Tango, deriva probabilmente dall'isola africana Sao Tomé. Importato dall'America Latina dagli schiavi negri nel corso del secolo XVIII, subì svariate influenze spagnole che ne alterarono i caratteri originali. Nei primi anni del XX secolo dai sobborghi di Buenos Aires si propagò rapidamente nelle sale da ballo americane ed europee, suscitando l'opposizione delle autorità religiose che ne deprecavano i presunti stimoli erotici. ENRIQUE DISCEPOLO, uno dei massimi creatori di tango: definì il ballo " UN TRISTE PENSIERO CHE SI BALLA " E questo è anche il mio pensiero, le note di un tango riescono sempre a regalarmi una struggente malinconia. Vederlo ballare, poi, dai famosi danzatori argentini, mi suscita una nostalgia, come se anch'io sapessi ballarlo. Mentre, a malapena, conosco i passi più semplici, non certo quelli figurati. Comunque, non aver mai ballato è , insieme al mancato viaggiare, uno dei miei rimpianti. |
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Post n°271 pubblicato il 19 Maggio 2013 da eugenia1820
Sei arrivato quando il mio giorno
Dopo l'inverno quando il tempo
Finché incapaci di ragione o di follia
* T. S. Eliot
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Post n°270 pubblicato il 15 Maggio 2013 da eugenia1820
Nell'universo ormai sterminato dei programmi dedicati alla cucina, arrivano di continuo nuovi format per aspiranti chef. Non se ne può più. Finché si tratta di suggerimenti inerenti alle varie fasi di lavorazione di un piatto della nostra tradizione, od anche innovativo, ma costituito da ingredienti tra loro compatibili, può anche essere interessante (sebbene ripetitivo) ma quando ci vengono propinate ricette improbabili, si può solo cambiare canale ( ovviamente dove non si parli di politica) Eccone una che vi consiglio vivamente PASTA E FIORI , SEPPIE E COLATURA DI POMODORO Stendete 200gr di pasta fresca. Ricavatene dei quadrati, farciteli con 120gr di formaggio di capra, scorze di limone e chiudete a raviolo. Pulite 200 gr di seppie, tagliatele a striscioline e conditele con 12 gr di bottarga di muggine, 1 cucchiaio di olio e del limone. Affettate due pomodori cuore di bue e 10 datterini, 2 cipollotti, 2 spicchi d'aglio. salate e condite co olio, fate riposare per 12 ore. Filtrate il succo. Servite la colatura di pomodoro coi ravioli sbollentati e le seppie. Guarnite con petali di fiori! Ora dovrei dire . BUON APPETITO, invece ho una leggera nausea, ma può essere che a voi piaccia questo piatto dagli accostamenti arditi. Oh come mi mangerei un bel piatto di gnocchi di patate al pesto o al ragù!!!!
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Post n°268 pubblicato il 10 Maggio 2013 da eugenia1820
Durante la mia carriera scolastica sono stata a contatto di molte madri ed ho potuto constatare come, molte di loro avessero nei confronti dei figli, delle aspettative esagerate. Il tempo mi ha dato ragione. Le mamme italiane sono una variante antropologica inimitabile. Per questo ricordo sempre il film " BELLISSIMA" con una superba Anna Magnani che interpreta una popolana povera ed ambiziosa che compie ogni sorta di sacrifici perché la figlioletta venga scritturata dal regista Blasetti per un film a Cinecittà, ma quando la vede dileggiata dai cinematografari la ritira dal concorso e rinuncia al sogno di gloria.
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Post n°267 pubblicato il 06 Maggio 2013 da eugenia1820
Da pochi giorni è iniziato il giro d'Italia e la carovana dei ciclisti sta attraversando il nostro Paese. Un tempo il ciclismo era lo sport più seguito e intorno ad esso ruotavano personaggi e leggende. In Italia la bicicletta godette di cinquanta anni straordinari, dal primo Giro nel 1910 alla morte di Coppi nel 1960. Coppi morì esattamente all’inizio del boom economico, quando l’Italia cambiò irrimediabilmente. In quegli anni il ciclismo era uno sport di massa, mentre l’Italia era ancora un paese povero e rurale. Tutti i campioni della bicicletta venivano dagli strati più bassi della società, nessuno dalla classe media. Ci sono a proposito dei cantautori che hanno straordinariamente dato voce e musica a canzoni straordinarie come Francesco De Gregori in Il bandito e il campione Due ragazzi del borgo cresciuti troppo in fretta Ma come è cominciato tutto questo? Come si faceva, nella piccola Novi Ligure di allora, a diventare grandissimi ciclisti o pericolosi banditi? Un motivo c’era, ed era molto semplice: la fame. Miseria vera, dell’Italia del primo Novecento, di lavoro duro e mal retribuito, in fabbrica o nei campi; di famiglie numerose e di troppe bocche da sfamare. Se qualche via d’uscita c’era, era stretta e non c’era spazio per tutti. Chi poteva, ci si buttava disperatamente, ma il prezzo da pagare, in ogni caso, era duro. Si capisce di cosa stiamo parlando: qualcuno aveva l’incoscienza, il pelo sullo stomaco, o anche il coraggio di darsi alla malavita. Chi invece era così fortunato da avere fiato e forza a sufficienza, cercava di salire sul carrozzone del (relativamente) nuovo sport che appassionava gli italiani: il ciclismo. ALTRI TEMPI........ALTRI CAMPIONI........... Non ho inserito la canzone perchè, dopo quasi quattro anni di permanenza in Libero, non sono capace Che imbranata! |

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