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eugenia1820
   
 
Creato da eugenia1820 il 04/01/2010

Stupore

Parlare tra amici

 

T A N G O

Post n°272 pubblicato il 23 Maggio 2013 da eugenia1820

Il nome Tango, deriva probabilmente dall'isola africana Sao Tomé.

Importato dall'America Latina dagli schiavi negri nel corso del secolo XVIII, subì svariate influenze spagnole che ne alterarono i caratteri originali.

Nei primi anni del XX secolo dai sobborghi di Buenos Aires si propagò rapidamente nelle sale da ballo americane ed europee, suscitando l'opposizione delle autorità religiose che ne deprecavano i presunti stimoli erotici.

ENRIQUE DISCEPOLO, uno dei massimi creatori di tango: definì il ballo

" UN TRISTE  PENSIERO   CHE  SI  BALLA "

E questo è anche il mio pensiero, le note di un tango riescono sempre a regalarmi una struggente malinconia.

Vederlo ballare, poi, dai famosi danzatori argentini, mi suscita una nostalgia, come se anch'io sapessi ballarlo.

Mentre, a malapena, conosco i passi più semplici, non certo quelli figurati.

Comunque, non aver mai ballato è , insieme al mancato viaggiare, uno dei miei rimpianti.

 
 
 

Poesia di Eliot

Post n°271 pubblicato il 19 Maggio 2013 da eugenia1820

 

E'  L'ERBA  SECCA  CHE  CANTA

Sei arrivato quando il mio giorno
allungava il passo
e io cercavo ombre sui miei talloni.
Mi inseguivano le ombre
e non le potevo calpestare
né ignorare, né uccidere.
Mi inseguivano e basta.
In silenzio. Come le colpe.

 

Dopo l'inverno quando il tempo
sosta, nel bosco dove volano le civette
anche l'aria odorava d'attesa.
Confusa di ricordi e desideri,
ridevo strane lacrime
invasa dai muschi oscuri
dell'inganno
e dal complotto dei pensieri.

 

Finché incapaci di ragione o di follia
abbiamo dato il respiro alle parole
(la parola è solo un'illusione)
e al buio il nostro fuoco.

 

* T. S. Eliot

 

 

 
 
 

TUTTI C H E F

Post n°270 pubblicato il 15 Maggio 2013 da eugenia1820

Nell'universo ormai sterminato  dei programmi dedicati alla cucina, arrivano di continuo nuovi format per aspiranti chef.

Non se ne può più. Finché si tratta di suggerimenti inerenti alle varie fasi di lavorazione di un piatto della nostra tradizione, od anche innovativo, ma costituito da ingredienti tra loro  compatibili, può anche essere interessante (sebbene ripetitivo) ma quando ci vengono propinate ricette improbabili, si può solo cambiare canale ( ovviamente dove non si parli di politica)

Eccone una che vi consiglio vivamente

PASTA  E  FIORI ,  SEPPIE E  COLATURA DI POMODORO

Stendete 200gr di pasta fresca. Ricavatene dei quadrati, farciteli con 120gr di formaggio di capra, scorze di limone e chiudete a raviolo.

Pulite 200 gr di seppie, tagliatele a striscioline e conditele con 12 gr di bottarga di muggine, 1 cucchiaio di olio e del limone.  Affettate due pomodori cuore di bue e 10 datterini, 2 cipollotti, 2 spicchi d'aglio. salate e condite co olio, fate riposare per 12 ore. Filtrate il succo. Servite la colatura di pomodoro coi ravioli sbollentati e le seppie. Guarnite con petali di fiori!

Ora dovrei dire . BUON APPETITO, invece ho una leggera nausea, ma può essere che a voi piaccia questo piatto dagli accostamenti arditi.

Oh come mi mangerei un bel piatto di gnocchi di patate al pesto o al ragù!!!!

 
 
 

B E L L I S S I M A

Post n°268 pubblicato il 10 Maggio 2013 da eugenia1820

bellissima

Durante la mia carriera scolastica sono stata a contatto di molte madri ed ho potuto constatare come, molte di loro avessero nei confronti dei figli, delle aspettative esagerate.

Il tempo mi ha dato ragione.

Le mamme italiane sono una variante antropologica inimitabile.

Per questo ricordo sempre il film  " BELLISSIMA"  con una superba Anna Magnani che interpreta  una popolana povera ed ambiziosa che compie ogni sorta di sacrifici perché la figlioletta venga scritturata dal regista Blasetti per un film a Cinecittà, ma quando la vede dileggiata dai cinematografari la ritira dal concorso e rinuncia al sogno di gloria.

 

 
 
 

Un Tempo........il CICLISMO......

Post n°267 pubblicato il 06 Maggio 2013 da eugenia1820

ciclismoCOSTANTE GIRARDENGO

Da pochi giorni è iniziato il giro d'Italia e la carovana dei ciclisti sta attraversando il nostro Paese.   Un tempo il ciclismo era lo sport più seguito e intorno ad esso ruotavano personaggi e leggende.

In Italia la bicicletta godette di cinquanta anni straordinari, dal primo Giro nel 1910 alla morte di Coppi nel 1960. Coppi morì esattamente all’inizio del boom economico, quando l’Italia cambiò irrimediabilmente. In quegli anni il ciclismo era uno sport di massa, mentre l’Italia era ancora un paese povero e rurale. Tutti i campioni della bicicletta venivano dagli strati più bassi della società, nessuno dalla classe media.

Ci sono a proposito dei cantautori che hanno straordinariamente dato voce e musica a canzoni straordinarie come Francesco De Gregori in

Il bandito e il campione

 

Due ragazzi del borgo cresciuti troppo in fretta
Un'unica passione per la bicicletta
Un incrocio di destini in una strana storia
Di cui nei giorni nostri si è persa la memoria
Una storia d'altri tempi, di prima del motore
Quando si correva per rabbia o per amore
Ma fra rabbia ed amore il distacco già cresce
E chi sarà il campione già si capisce.
Vai Girardengo, vai grande campione !
Nessuno ti segue su quello stradone.
Vai Girardengo ! Non si vede più Sante
È dietro a quella curva, è sempre più distante
E dietro alla curva del tempo che vola
C'è Sante in bicicletta e in mano ha una pistola
Se di notte è inseguito spara
E centra ogni fanale
Sante il bandito ha una mira eccezionale
E lo sanno le banche e lo sa la Questura
Sante il bandito mette proprio paura
E non servono le taglie e non basta il coraggio
Sante il bandito ha troppo vantaggio
Fu antica miseria od un torto subito
A fare del ragazzo un feroce bandito
Ma al proprio destino nessuno gli sfugge
Cercavi giustizia ma trovasti la Legge
Ma un bravo poliziotto
Che conosce il suo mestiere
Sa che ogni uomo ha un vizio
Che lo farà cadere
E ti fece cadere la tua grande passione
Di aspettare l'arrivo dell'amico campione
Quel traguardo volante ti vide in manette
Brillavano al sole come due biciclette
Sante Pollastri il tuo Giro è finito
E già si racconta che qualcuno ha tradito
Vai Girardengo, vai grande campione !
Nessuno ti segue su quello stradone
Vai Girardengo ! Non si vede più Sante
È sempre più lontano, sempre più distante
Sempre più lontano, sempre più distante..."

 

Il Campione: Costante Girardengo in fuga dagli avversari, il Bandito: Sante  Pollastri in fuga dalla legge, questa fu la loro vita, la leggenda li vuole amici come fratelli, ma divisi dal destino.

Ma come è cominciato tutto questo? Come si faceva, nella piccola Novi Ligure di allora, a diventare grandissimi ciclisti o pericolosi banditi? Un motivo c’era, ed era molto semplice: la fame. Miseria vera, dell’Italia del primo Novecento, di lavoro duro e mal retribuito, in fabbrica o nei campi; di famiglie numerose e di troppe bocche da sfamare. Se qualche via d’uscita c’era, era stretta e non c’era spazio per tutti. Chi poteva, ci si buttava disperatamente, ma il prezzo da pagare, in ogni caso, era duro. Si capisce di cosa stiamo parlando: qualcuno aveva l’incoscienza, il pelo sullo stomaco, o anche il coraggio di darsi alla malavita. Chi invece era così fortunato da avere fiato e forza a sufficienza, cercava di salire sul carrozzone del (relativamente) nuovo sport che appassionava gli italiani: il ciclismo.

ALTRI  TEMPI........ALTRI   CAMPIONI...........

Non ho inserito la canzone perchè, dopo quasi quattro anni di permanenza in Libero, non sono capace

Che imbranata!

 
 
 
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