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L'uomo illustrato

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L'uomo illustrato (ovvero omaggio a Ray Bradbury)

Post n°106 pubblicato il 08 Maggio 2007 da il_presidente77
 

immagine"Era un caldo pomeriggio all'inizio di settembre quando mi imbattei nell'Uomo Illustrato. Camminavo lungo una strada asfaltata, ultima tappa di una escursione a piedi di due settimane attraverso…" (Ray Bradbury - L'uomo illustrato)

Sono io l'Uomo Illustrato. Sono coperto di illustrazioni, di ricordi. Tutto il mio corpo è illustrato. Nessuna sua parte è stata dimenticata. É stata una strega che veniva dal futuro. È stata la vita. Ogni lembo di pelle è intriso di inchiostro. Non semplici disegni, non tatuaggi, sono illustrazioni. Sono storie vive che ancora oggi si stanno realizzando. Ogni volta che mi guardo, che le osservo mi ritrovo a dire: "Ci sono ancora".
Il collo della camicia è alto, sempre chiuso, nonostante il caldo, il sudore. Non lascia trasparire nulla. Non lascia vedere, osservare le illustrazioni. Non mi vergogno di loro. Sono, infatti,  orgoglioso delle mie illustrazioni, dei miei ricordi. Le nascondo agli altri, le nascondo per gli altri. Non voglio che provino paura. Le illustrazioni si muovono. Si muovono anche se i miei muscoli sono immobili. Non è un'illusione. É un movimento, il loro movimento, la loro vita, che racconta ogni cosa. Raccontano la mia storia, la storia di tanti altri.
É un narrare sincero e crudele, perchè non tralascia nulla. Le illustrazioni, infatti, sanno tutto di me. Mi ricoprono e vivono con me. Sentono i miei respiri. Si bagnano con il mio sudore. Ricoprono le mie cicatrici. Bevono se capita le mie lacrime e il mio sangue. Per questo motivo conoscono a pieno la mia anima.  Conoscono me molto meglio di quanto sono riuscito a fare in tutta la mia vita.
Non guardarli. Loro non staranno fermi per te. Si muoveranno e racconteranno la loro storia. Non guardarli. Non riuscirai più a staccare gli occhi, a distogliere lo sguardo. Loro non mentiranno mai, anche se questo vuol dire far soffrire me, ma soprattutto gli altri.

 
 
 
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