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Post n°77 pubblicato il 27 Maggio 2012 da ZITTI_EXE


Bomba Margherita
Lusi, tutte le prove che sputtanano il Pd

Due conti sbugiardano le giustificazioni sui rimborsi dati dall'ex tesoriere di Rutelli. E anche Cicciobello si contraddice

 

Poche ore prima che scoppiasse lo scandalo sui bilanci della Margherita, ancora poche settimane fa, sul tavolo di Luigi Lusi sono arrivate fatture e scontrini che si riferivano a spese di Francesco Rutelli e di altri suoi collaboratori che con lui erano confluiti nell’Api, fra cui il deputato torinese Gianni Vernetti. Tutte spese relative ai mesi di dicembre 2011 e gennaio 2012. Cioè a cinque anni di distanza dalla decisione della Margherita di terminare la propria attività politica e confluire nel Pd, cosa che avevano fatto sia Rutelli che Vernetti. E a oltre due anni di distanza da quando entrambi avevano fatto un nuovo salto, lasciando il Pd e fondando Api. Evidentemente nella politica italiana chi lascia un partito per un altro fa un affare economico straordinario, perché ogni volta che cambia si porta dietro la cassa del vecchio che si aggiunge a quella del nuovo. Per altro quando un paio di mesi orsono venne fuori che dalla cassa di Lusi erano partiti bonifici verso associazioni e circoli presieduti da Rutelli, il diretto interessato si infuriò e minacciò querele a mezzo mondo. Incauto aggiunse: «Non un centesimo della Margherita è finito all’Api».

Quando l’altro giorno la segretaria di Lusi ha portato in procura la sua chiavetta Usb dove erano certificate tutte le uscite dalla Margherita a uno sparuto gruppetto di politici beneficiari, compresi Rutelli e Vernetti, i due si sono messi a strillare insieme ad altri boss del Pd: «Non confondeteci con tutti gli altri! Quelle non sono ruberie, ma spese per attività politica». Certo, non saranno ruberie. Ma fanno rima con quelle anche le bugie. E qui qualche bella bugia sembra girare vorticosamente. Prendiamo Rutelli. Impossibile che siano vere tutte e due le sue affermazioni: «Dalla Margherita all’Api nemmeno un euro», e «sono rimborsi spesa per attività politica», ammissione fatta nelle ultime ore quando sono saltati fuori 926 mila euro pagati nel 2010 e 27.500 euro pagati nel 2012 per Rutelli e pochi altri dei suoi. Siccome tutti loro facevano politica nell’Api, o i soldi della Margherita sono andati a finanziare il nuovo partito, e la bugia era la prima, o Lusi ha pagato loro spese personali, e la bugia sarebbe la seconda (assai più grave). È solo una delle piccole cose che non quadrano in quei rendiconti. Prendiamo le bollette del telefonino di Vernetti relative al bimestre dicembre 2011-gennaio 2012.

Ammontano a 7.845 euro. Vale a dire 130 euro al giorno. L’offerta tutto-compreso illimitato dei maggiori gestori telefonici costa 129 euro al mese, comprende 3mila minuti di telefonate in Italia e 200 all’estero. Traffico internet abbondante e compreso. Anche avesse avuto più linee Vernetti, per spendere quella cifra avrebbe dovuto stare al telefono 20 ore al giorno tutti i giorni. La fattura riferita a Rutelli era almeno la metà: 4.191 euro. Più 5.140 euro di telefonate del suo ufficio stampa (personale? dell’Api?) e 4.862 euro per avere la rassegna stampa (su cosa, sugli articoli che riguardavano la Margherita pagante, ma morta da due anni?).  Pare che scendano dal cielo bugie a fiocchi da quando quella collaboratrice di Lusi ha portato in procura le note spese di chi fino a un minuto prima aveva negato di avere mai preso un soldo da Lusi. Otto milioni di euro per altro, non proprio noccioline, tutti divisi fra pochissimi notabili del vecchio partito, mentre dalla spartizione sono stati esclusi dirigenti di primissimo piano che solo in queste ore hanno appreso della munificenza che altri si concedevano strizzando l’occhietto all’ex tesoriere ora divenuto mostro. Il caso delle bollette  telefoniche è di scuola: chi ne ha beneficiato da Lusi poche settimane fa, aveva telefonate in gran parte rimborsate dai contribuenti, perché era parlamentare. E faceva parte di un terzo partito - dopo essere transitato in un secondo - che con la Margherita non c’entrava proprio più nulla e che ha in carico le loro note spese. 

Ha ammesso con sincerità di avere preso soldi da Lusi Beppe Fioroni. La somma a lui riferita ora ammonta a 130 mila euro, ma è solo l’ultima tranche delle spese rimborsate. Anche lui dice che si tratta di attività politica, e mica lo possiamo mettere in dubbio: si vede che il Pd non gli rimborsa nemmeno un centesimo e non gli dà un soldo per un solo manifesto. Nei 130 mila euro ci sono però 17 mila euro di telefonate, gli 11 mila euro ormai famosi per le multe prese e ben 16 mila euro di pieni di benzina nel 2010. Fioroni ha spiegato: «Si tratta di attività politica. Tutti sanno che giro in auto in continuazione, e ho fatto 150 mila km quell’anno».  Lo sapranno tutti, ma 150 mila km sono 410 km al giorno per 365 giorni all’anno, comprese domeniche, Natale, Capodanno, Pasqua e ferragosto. Se non è una bugia, si avvicina di molto. Abbiamo controllato le votazioni alla Camera di quell’anno: Fioroni era lì almeno 94 giorni.

Visti appuntamenti vari, è stato sicuramente a Roma 114 giorni quell’anno, ed è probabile che sbagliamo per difetto. Significa che tutti gli altri giorni ha percorso in auto 600 km medi. Lui guidava 20 ore al giorno, Vernetti telefonava 20 ore al giorno. Che strani parlamentari, eh? Le fatture di Lusi fanno saltare fuori anche altre incongruenze, se non vere e proprie bugie (che sono ormai il metro con cui rispondono a ogni rivelazione tutti gli ex leader della Margherita pizzicati). Prendiamo Dario Franceschini. Si era ipotizzato un finanziamento della sua sua corsa alle primarie del Pd nel 2010. A febbraio lui e il suo coordinatore hanno negato con sdegno: «Abbiamo speso in tutto 249 mila euro, con entrate tutte derivanti da contributi volontari di singoli parlamentari e cittadini». 

Nel libro mastro di Lusi saltano fuori quell’anno 162.230 euro per Franceschini. Naturalmente per attività politica. Difficile capire quale: per buona parte dell’anno Franceschini è stato il segretario del Pd, poi in autunno ci sono state le primarie contro Bersani. Quindi delle due l’una: o Lusi ha pagato il segretario del Pd, o ha finanziato il candidato alle primarie per sfavorire Bersani. Un po’ in imbarazzo Franceschini ha trovato la sua terza via, che sembra una barzelletta raccontata assai male: «I soldi di Lusi erano per le primarie. Ma non per pagare le spese mie. Servivano a pagare le spese dei miei che mi appoggiavano». Quindi la bugia erano i 249 mila euro spesi, perché se erano mille in tutta Italia a spendere quella cifra appoggiando Franceschini, il costo delle primarie Pd deve essere ben diverso da come è stato raccontato.
(By LiberoQuotidiano) pubblicato da***wolf***

 
 
 

DA LIBERO QUOTIDIANO

Post n°76 pubblicato il 17 Aprile 2012 da ZITTI_EXE


Hotel, cene, dopofestival: le spese pazze del Pd.

 

Ecco come la sinistra usa i finanziamenti pubblici: 2 milioni di euro per alberghi, viaggi e ristoranti. Soldi per Sanremo. 3 mln per la sede di Roma.

I leader dei principali partiti, in coro, hanno spiegato che abolire i finanziamenti pubblici sarebbe "un dramma". Così, unanimi, Angelino Alfano, Pier Luigi Bersani e Pierferdindando Casini. E a rincarare la dose la dichiarazione rilasciata al Fatto Quotidiano dal tesoriere del Partito Democratico, Antonio Misani, che ha spiegato come senza la rata di luglio i partiti sarebbero destinati a soccombere.

Viaggi, ristoranti, alberghi - E sempre il Fatto Quotidiano, riprendendo una analisi di MicroMega, mette in evidenza come il Pd abbia utilizzato questi fondi pubblici senza i quali, parola di tesoriere, il partito "morirebbe". Il Pd ha 43 milioni di euro di disavanzo, anche se dal 2008 al 2011 ha ricevuto completamente 200 milioni di euro di rimborsi elettorali. Ed ecco, dunque, quali sono le voci del bilancio democratico 2010 che più saltano all'occhio. Per primo il capitolo viaggi, ristoranti, alberghi: le spese di rappresentanza scollinano i 2 milioni di euro (2.165.138 euro).

Spese pazze per la sede - Per la sede nazionale in via del Nazareno a Roma il Pd sborsa una cifra esorbitante: 3 milioni di euro, dei quali 1.783.000 per la regolazione di "poste pregresse". Poi, nemmeno si trattasse della segretissima Area 51 in Nevada, per vigilanza, assicurazioni e pulizia della sede del partito vengono spesi ben 1.862.000 euro. Quindi gli stipendi: 12 milioni di euro per 173 dipendenti, 17 giornalisti e 12 collaboratori, ai quali si devono aggiungere 1.460.000 euro per collaborazioni e consulenze.

Il dopofestival - Per la campagna elettorale se ne sono andati altri 20 milioni di euro. Quindi le spese 'comiche', racchiuse in due paginette, ossia iniziative quali "1000 piazze" o il "dopofestival a Sanremo". Ma le 'chicche' non sono certo finite: dal bilancio 2010 del Pd emerge che 5 milioni di euro sono stati accantonati per le "iniziative volte ad accrescere la partecipazione delle donne". Come questi 5 milioni siano stati poi utilizzati è un mistero.

 
 
 

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Post n°74 pubblicato il 23 Marzo 2012 da ZITTI_EXE

Altro che "Padania libera" Secessione la fanno i sardi

Il Consiglio regionale approva un odg del Partito d'azione che chiede la verifica delle ragioni della permanenza dell'isola in Italia

Sono vent'anni che in Padania la Lega Nord blatera di indipendenza e di secessione. Ma nemmeno sul federalismo ha cavato un ragno dal buco. E mentre Bossi e i suoi urlano a "Roma ladrona", dove per giunta ora risiede l'odiato Monti, in Sardegna passano dal dire al fare: il Consiglio regionale isolano ha infatti approvato un ordine del giorno del Partito sardo d'azione nel quale, sostanzialmente, si chiede di avviare una discussione sulle ragioni dell'appartenenza allo Stato italiano. Una cosa che non si è mai fatta prima in nessun angolo d'Italia, Sudtirolo compreso. "Vogliamo discutere e verificare con le altre forze politiche e con i rappresentanti della società civile sarda le ragioni dello stare in Italia" spiega il capogruppo del Partito sardo d'azione, Giacomo Sanna. La mozione è stata approvata con 31 voti favorevoli e 25 contrari. hanno detto sì, oltre al Psdaz, Sel, Idv, udc, Fli, Api e una parte del Pdl. Contrari, invece, Pd e i Riformatori.
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... per me non è una novità, in quelle condizioni, la Sardegna è messa peggio del Sud Italia, hanno perfettamente ragione di discutere sull'appartenenza allo Stato Italiano.
Insomma, l'Italia è in fermento, il Sud, la Sardegna, la reinventata "padania" il Sudtirolo...
150 anni di bugie, saccheggi, epurazioni etniche, emigrazioni, l'asso economico spostato al Nord, in pratica una politica coloniale... e questi hanno anche festeggiato i centocinquant'anni dell'Unità nazionale... si ma di quale nazione italiana?
Bisogna rivedere la storia... degli ultimi 150 anni ed eliminare dai libri di storia tutti i falsi patrioti, i nazifascisti dell''800, ricordati come eroi e nelle toponomastiche di oggi...responsabili di orrendi genocidi. IN CULO ALLA BALENA!!!

EWWIWA L'ITALIA UNITA, MA CONFEDERATA.
marco/alias

 
 
 

FOIBE - un degno commento del mio amico m. ONORE alle vittime del comunismo

Post n°68 pubblicato il 22 Marzo 2012 da ZITTI_EXE

Utente non iscritto alla Community di Liberom il 11/03/12 alle 13:48 via WEB

ciao marco,anni fa'in molti libri si leggeva senza dare spiegazioni dettagliate, che le foibe era stato un crimine di stampo nazifascista,pensa un po'chi aveva scritto tale bufala!!!gli stessi che ancora oggi "inquinano"questo paese,paese ormai alla berlina di tutti,d'altra parte con simili mostri al timone..invidio altri stati,hanno gente piu'"importante",piu'"di sostanza",anche meno ridicoli!!!!da noi si parla ancora se il "pulcioso"era gay o no...figurati!!!!ahaah quando mori'lucio che dignita' e che compostezza!!!!saluti e belle cose per te!!!
(Rispondi)

ciao amico m..., l'ho sempre detto che l'unico popolo nazione italiano è quello che ancora risiede nei confini dell'ex Stato del Regno delle due Sicilie ed il basso Lazio, Popoli che per un millennio non hanno mai modificato i loro confini...QUESTA E' LA VERA ITALIA DEGLI ITALIANI...con immigrazione pari a zero... tutto il resto (senza offesa) non è altro che un miscuglio di popoli pseudo italici inquinati da migrazioni di gitanes, rom, francesi svizzeri, austriaci, sloveni , croati e bosniaci.
La vendetta o il crimine delle foibe, non è altro che l'epilogo di  una rivalsa per il possesso territoriale conteso da almeno mezzo millennio tra le popolazioni pseudo italiche orientali con i popoli confinanti...
Non a caso, la Brigata Garibaldi, una formazione di venduti era composta prevalentemente da romagnoli e veneti, popoli questi che per ragioni diverse erano e sono legati da parziali fusioni etniche con gli austriaci, tirolesi, sloveni, croati, rom e bosniaci.
Evidentemente, per le ragioni che ho esposto, i venduti, non si considerarono degli italiani, come al pari dei loro avi... Anzi appoggiarono delle formazioni partigiani nemiche, considerati più straccioni che combattenti, male equipaggiati, armati di soli fucili e coltelli.

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WIKIPEDIA: Il 20 settembre 1944 il Comando generale dell'EPL sloveno abolì unilateralmente gli accordi col CLN dell'aprile dello stesso anno, che prevedevano un "Comando paritetico" sloveno-italiano su questi reparti. Quest'atto determinò "il passaggio delle unità italiane alle dirette dipendenze, non solo operative, dell'EPL della Slovenia. Così la "Trieste", da 14ª brigata della Resistenza italiana, diventerà 20ª Brigata d'assalto Garibaldi-Trieste dell'Esercito sloveno, entrando a far parte degli effettivi della 30ª divisione slovena e cessando quindi di essere una formazione del Corpo Volontari della Libertà d'Italia". Comandante e commissario politico aderirono alla soluzione politica e nazionale jugoslava e l'ufficio politico del PCI sostenne questa scelta che impegnò peraltro solo i militanti comunisti”
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Si vendettero al nemico, questo è certo  amico m...., per contro, possiamo dimostrare che a Napoli come a Matera e a Nola, affrontammo il migliore esercito del mondo, tecnologicamente avanzato ed armato con le migliori armi del momento...li cacciammo anche con i forconi e messi in fuga con la coda in mezzo alle gambe.
Quando arrivarono gli americani entrarono nelle città già  liberate dai veri ITALIANI, quelli DOC!!!
Tanto per loro stare da questa parte o dall'altra è la stessa cosa... Ma ti rendi conto che NESSUNO reagì?... non è annoverato alcun episodio di ribellione contro gli slavi... solo di qualche isolato “coraggioso”, purtroppo una rondine non fa “primavera” ...VERGOGNA!
Stessa cosa dicasi per la liberazione nazista del Nord... Hanno imbracciato le armi e fatto qualche imboscata solo quando sono arrivati gli americani e le truppe italiche dal Sud... Non riuscirono a liberare le loro città: Firenze, Pisa, Bologna, Ferrara e tante altre ancora...
Visto come stanno le cose, è stato un grave errore liberare l'Italia del Nord con il  contributo di sangue dei giovani del Sud...fu un grave errore, loro sono italiani metà/metà e poi  erano governati da popoli del tempo molto più evoluti, ma chi ce lo ha fatto fare?
...meglio la confederazione...meglio non rovinare ulteriormente il povero e nobile SUD.
Inutile continuare a stravolgere la realtà storica, i crimini delle FOIBE, ricadono sulla coscienza di ogni rosso residente in italia, in quanto ne eredita le gesta, esso non è e non può essere un vero italiano...ciao amico m....
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WINSTON CHURCHILL
Se fossi stato un italiano, sono sicuro che avrei dato la mia entusiastica adesione alla Vostra vittoriosa lotta contro gli appetiti e le passione bestiali del leninismo... L'Italia ci ha offerto l'antidoto necessario al veleno russo. D'ora in poi nessuna grande nazione sarà priva dei mezzi decisivi per proteggersi contro la crescita del cancro bolscevico.
marco/alias

 
 
 

Io non festeggio l'ipocrisia!

Post n°67 pubblicato il 18 Marzo 2012 da ZITTI_EXE

            IO NON HO FESTEGGIATO IL 17 MARZO 2012
Sono trascorsi 150 anni dall'unità fittizia d'Italia, finalmente è terminato un tormentone che è durato 366 giorni, volendo far credere ai popoli italici che sono uniti, ma dietro tutto ciò c'è una verità che è stata sempre omessa e nascosta.
Non si parla mai e si fa finta di non sapere delle centinaia di migliaia di vittime innocenti in quali modi barbari furono massacrate e/o assassinate, il tutto per non creare scandalo agli occhi del mondo.
Tutto questo sangue per un ideale: l'unificazione d'Italia.
Difatti la verità storica è molto diversa da quella raccontata dai testi scolastici...(un po' come le “foibe”).
Ma la verità è tutt'altro: il Regno delle due Sicilie stava ben messo economicamente, il solo pil era superiore a quello di tutti gli stati e staterelli italici messi insieme e quindi rappresentava un ottimo bottino di guerra per ripianare i debiti della dinastia guerrafondaia dei Savoia...lasciando nel ricco Sud: fame morte, emigrazione e miseria.
17 marzo 1861...una data che ricorda un'occupazione militare a mezzo di una guerra mai dichiarata ad una pacifica e millenaria Nazione Stato.
Io non festeggio una colonizzazione persistente ancora oggi, con altri metodi e mezzi non dissimili dai precedenti.
Io non festeggio questo tipo d'Unità d'Italia, fino a quando:
- avremo ferrovie ad un solo binario;
-fino a quando la rete ferroviaria non sarà definitivamente elettrificata;
-fino a quando non sarà ultimata l'Autostrada Salerno/Reggio Calabria iniziata negli '60;
-fino a quando saremo costretti ad usare ancora strade e ponti dell'era borbonica oggi divenute insufficienti.
Io non festeggio i savojardi che hanno trattato i meridionali come “briganti” ...fatto deportare all'estero e nei lager italiani (Fenestrelle) migliaia di soldati meridionali.
Io non festeggio quei nazisti del 1860 che hanno fucilato senza addebiti, senza processo i civili di ogni età come rivalsa, distrutto ed incendiato decine e decine di paesi, migliaia di arsi vivi, donne vecchi e bambini, per il sacrosanto diritto di “rappresaglia” del generale Cialdini (oggi venerato come un eroe e ricordato nella toponomastica)...
Io non festeggio chi ha razziato le ricchezze del Sud per ripianare i debiti nei confronti degli inglesi, di altre potenze e massonerie del tempo, per le guerre personali; chi ha impoverito un ricco e prospero Stato millenario, dando inizio ad una delle più grandi epurazioni etniche a mezzo dell'emigrazione.
Io non festeggio questa triste unione come collante di vari popoli in una sola nazione, pur sapendo che esiste un'altra ben più chiara verità storica...
Io non festeggio una festa che non esiste...una ricorrenza di massacri ai danni di un popolo, per mano dei barbari discesi dal Nord ...
IO NON FESTEGGIO i miei avi che persero la loro vita per riconquistare la loro DIGNITA' e la loro LORO LIBERTA'.
Io non festeggio questa falsa “Unità”:
-fino a quando faranno pagare di più, rispetto al nord, carburanti, assicurazioni ed interessi bancari;
-fino a quando non adegueranno le infrastrutture alla pari del Nord;
-fino a quando, le possibilità di trovare un lavoro dignitoso saranno al pari del Nord;
Io non festeggio fino a quando esisterà questo divario economico tra Nord e Sud.
Io non festeggio fino a quando ci saranno insulti bipartizan tra Nord e Sud...
Solo l'istituzione di un giorno della memoria, l'assunzione ufficiale di colpa da parte dello Stato ed il ripianamento di quanto sopra potrà ufficializzare una ricorrenza dell'Unità Nazionale di questo tipo.
Scusate tanto,
… MA cosa ci sarebbe da festeggiare?
W l'Italia unica ed indivisibile, ma confederata.
marcoaliaslosciccoso

 
 
 
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MORII PER LA BELLEZZA
Morii per la Bellezza, e non appena
mi ebbero accomodata nella tomba
un uomo morto per la Verità
venne deposto nella stanza attigua.

Mi chiese piano perché fossi morta.
"Per la Bellezza", gli risposi pronta.
"Io per la Verità", soggiunse lui.
"Siamo una cosa sola, siam fratelli".

Come parenti incontratisi una notte,
conversammo da una stanza all'altra,
finchè il muschio ci raggiunse le labbra,
ricoprendo per sempre i nostri nomi.

(Emily Dickinson)
 

NON AVEVO IL TMPO DI ODIARE

Non avevo tempo per Odiare -
Perché
La Tomba me l'avrebbe impedito -
E la Vita non era così
Ampia che io
Potessi concluderla - con l'Inimicizia -
Né avevo tempo per Amare -
Ma visto che
Una qualche Operosità ci dev'essere -
La lieve Fatica dell'Amore -
Pensai
Fosse grande abbastanza per Me -

(E. Dickinson)