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Creato da nemamiah62 il 02/10/2009
Scrittura e teatro vocale. Blog di un bipolare
 

 

Leggo Antonio Nazzaro, "Lei"

Post n°347 pubblicato il 21 Agosto 2013 da nemamiah62


Vision book: Lei, brano tratto dal libro Odore a(Torino/Caracas senza ritorno) Testo e Video di Antonio Nazzaro, Voce di EzioFalcomer, Edizioni Arcoiris Salerno

Il taxi in lontananza accompagna il vento caldo. Sono distesi. Intreccio delledita, come qualsiasi incrocio, da respiro all'andare. Le mani sono passidanzanti nei vicoli. Gli occhi riaccendono le luci di una stanza sulla città.Guardano le stelle finestre. Curva di lampione lei. La trattiene per i capellidi luce, si avvicina e allontana senza passare. La strada urla mentre una manodolce le tappa la bocca, si fa sorriso ansante. Sbuffano felici i tram.
Caracas per ogni stella ha una donna. L'Avila si pavoneggia alla luna.
Sono istanti trattenuti e discese a perdifiato. Groviglio amoroso di strade. Lelabbra di lei come la metro mordono dolcemente le rotaie. Le mani sono tacchiche stringono il petto d'asfalto. Sale lentamente e la fermata fremenell'attesa. La finestra inghiotte le ombre dei corpi. Assetata è la notte. Untram ubriaco ondeggia. Loro tengono il ritmo. Lui afferra un lembo di strada eil dondolare dei capelli. Lontano l'eco della pioggia. 
Caracas balla un'ultima salsa. Le strade dondolano tra spalle e fianchi dipassanti. L'Avila è una carezza.

(Editor versione in italiano: Ezio Falcomer (Italia)
ilustraciones/illustrazione,Portadas/Cop­ertine de Mariana De Marchi Fb:MarianaDeMarchiArt)

 

El taxi en lejanía acompaña el viento caliente. Estántendidos. Entrelazo de los dedos, como cualquier cruce, da respiro al andar. Lasmanos son pasos danzantes en los callejones. Los ojos reencienden las luces deuna habitación sobre la ciudad. Miran las estrellas ventanas. Curva de farolella. La sujeta por los cabellos de luz, se acerca y se aleja sin pasar. Lacalle grita mientras una mano dulce le tapa la boca, se hace sonrisa jadeante.Resoplan felices los tranvías.
Caracas por cada estrella tiene una mujer. El Ávila se pavonea ante la luna.
Son instantes retenidos y bajadas a perder el aliento. Maraña amorosa decalles. Los labios de ella, como el metro muerden dulcemente los raíles. Lasmanos son tacones que aprietan el pecho de asfalto. Sube lentamente y la paradapalpita en la espera. La ventana engulle las sombras de los cuerpos. Sedientaes la noche. Un tranvía borracho bambolea. Ellos mantienen el ritmo. Él agarraun limbo de calle y el balacear de los cabellos. Lejano el eco de la lluvia.
Caracas baila una última salsa. Las calles se columpian entre hombros y caderasde transeúntes. El Ávila es una caricia. (...)

Editor versión en español: María Julia de la Cruz Guerra (España)

 
 
 

Ti respiro mia onda

Post n°345 pubblicato il 03 Luglio 2013 da nemamiah62
 

 

 

Ti respiro, mia onda,
ai liquori del denso plenilunio.
Alla festa della madida pelle
andiamo, equanimi i petti o esaltati.
Ti penso, sponda del mio infrangermi
saturo di mari d’amore,
d’oceani d’aspri tremori,
di silenzi dove ulula il solo sentire,
dove giocan gli sguardi
complici assassini,
avidi di preda.


Ezio Falcomer (da "Rottami d'oro", Rosso Venexiano - Ilmiolibro.it, 2012)

Video: Antonio Nazzaro

 



 
 
 

Un governo

Post n°344 pubblicato il 26 Marzo 2013 da nemamiah62
 



Un governo di larghe intese,

di transizione,
di decantazione,
balneare,
che ci porti a nuove elezioni,
a o nuove rivelazioni.
Che ci porti a spasso,
che sia uno spasso,
che rispecchi la volontà della nazione,
la volontà di rappresentazione.
Un governo che governi
su tutti gli inferni,
dal Nord fino a Terni;
e su tutti i paradisi,
da Roma a Tunìsi.
Che sia un piacere,
se non è buono che piacere è?
Che salvi il paese,
che assicuri il Bel Paese,
che diffonda il Gran Biscotto,
che non sia un terno al lotto,
che protegga tutti i piccoli Balilla, 
i Barilla, i Mozilla.
Un Gozilla, un Leviatano, un deltaplano
che ascolti Fo e Celentano.
Che ci prenda per mano
e ci porti fono a Cipro, poi in India e alle Maldive,
a alle porte del cosmo
che stanno su in Germania.






 
 
 

Bersani for Mahatma

Post n°343 pubblicato il 06 Marzo 2013 da nemamiah62
 

 

 

Triumvirato ufficioso. A Bersani la presidenza del consiglio. A Berlusconi l'immunità. A Grillo il tribunato della plebe. Fino a quando Grillo controlla i suoi senatori e deputati. Sarà uno spettacolo imperdibile.

 

Io non sono un buon Partito, solo un discreto Movimento.

 

Rosa, o me o si va al voto… di castità.

 

Camera e Senato si chiuderanno in Conclave per trovare la maggioranza. Togliamogli il pane e l'acqua, solo lo Spirito Santo li nutrirà.

 

Alla fine Napolitano magicamente tirò fuori il coniglio dal cappello a cilindro. Un governo guidato da Monti e sostenuto da una larga maggioranza: Grunen, Spd, Cdu, Csu. Grosse Koalition...

 

Bisognerebbe far rifare le Primarie, ma non solo al Pd, alla maggioranza degli italiani, dieci anni dopo il diploma o la laurea.

 

Propongo a Bersani tre schemi d'azione eleggibili in base alle circostanze per ottenere la Presidenza del Consiglio e una maggioranza sicura.
A - Formare un Consiglio di Commissari del Popolo. Far Dichiarare decaduto almeno il Senato, perché non realmente rappresentativo della volontà popolare. Mettere fuori legge tutti partiti tranne che il Pd. Istituire un'Armata Rossa, arruolando chiunque si riconosca nella definizione di "classe operaia, antagonista, oppressa" o qualcosa di altrettanto glamour, cercando di dare uno straccio di educazione militare e dedizione alla causa ai volenterosi.
B - Rompere col Pd. Chiamare attorno a sé l'Italia di Vittorio Veneto, le forze unite dei produttori e dei combattenti, ingaggiare una battaglia fisica nelle piazze contro il pericolo bolscevico (dal Pd a Vendola, a Ingroia, a Lotta Comunista, no tav, leoncavallini strafatti, centri sociali, anarchici vari insurrezionali o meno). Cercare finanziamenti nella Confindustria, Confartigianato, Confcommercio, Rotary, naturalmente Berlusconi... ecc. Con i combattenti volenterosi istituire una marcia su Roma e contrattare coi creativi del Vaticano una qualche dichiarazione marketing a favore, tipo "uomo della provvidenza" o simili. Riandare al voto con Listone Nazionale di liberazione dal Pd e farsi consegnare dalle camere i pieni poteri.
C - Diventare jainista, praticare l'ahimsa, la non violenza, farsi riconoscere Mahatma dalle masse, dimigrire vistosamente, apparire vestito discinto ma non sexy e imparare a stare seduto nella corretta posizione del loto negli interventi pubblici

 

E se ritornassimo alla monarchia?

Far votare alle Camere riunite la decadenza della Repubblica. Offrire la corona a un rampollo della famiglia Saud. Chiedere l'ammissione dell'Italia nella Lega Araba, in cambio dell'estinzione totale del nostro debito pubblico da parte da un Fondo di Solidarietà "Civiltà del Mediterraneo e della Mezzaluna Fertile" finanziato da: Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait. Sostituire l’Imu con una Umma degli infedeli.

(Nota. In caso di sospetta conversione di massa all’Islam ai fini di elusione fiscale della Umma, introdurre il Testatico medievale o la Taglia d’Ancien Régime basata su ogni codice fiscale in essere)

 

 
 
 

Pachidermiade

Post n°342 pubblicato il 06 Febbraio 2013 da nemamiah62
 

 

E lefantesca

 

Nelle lingue africane centro-settentrionali, fino al bacino mediterraneo meridionale (XVI-VII secc. a. C., circa), forma vocalica simile alla nostra E, ma pronunciata con apertura dei gangli mandibolari estremamente accentuata e prolungata, roca e giugulare. Detta anche E tarzanica.

 

Ele fantesca

 

Elena Koriatsismàkis, celebre personaggio femminile, balia ed educatrice insieme dei figli della famiglia Skanargoulis, nel romanzo gotico noir di Anastasios Samotràkis, “Il ratto di Elena” (“Ton arpaghé te Eléne”, 1865). Romanzo dal tratto, invero, alquanto scabroso, stante la passione zoofiliaca della protagonista per Panteganòstasis, mefistofelico demone che assume la forma di un mostruoso ma conturbante topo.

 

Ele fan TesCa

 

Elena, Ele per gli amici, truzza, metallara e fanatica appassionata dei TesCa, gruppo new heavy metal postgrunge dublinese, che ebbe una certa fortuna tra fine anni Novanta e prima metà degli anni Duemila.

 

Elefant esca

 

Forma idiomatica, esorcistica e apotropaica, con la quale gli sciamani guaritori animisti Smanubra, dell’Africa centro-orientale, si rivolgevano allo spirito-demone Lokiaka Lo Numi, poi tradotto in Elefant nel patois franco-boscimane di età coloniale. Lokiaka Lo Numi assumeva, nella maggior parte dell’arte iconografica dei feticci in legno, la forma di un elefante.

 

Elefant esca.

 

Da non confondersi con la voce precedente. Fra i pigmei della regione dello Zambesi Dhigallinah, era pratica comune, invece di fare come tutti i cristiani di questo mondo, e cioè catturare l’elefante avvicinandoglisi completamente ricoperti e spalmati di escrementi (di elefante); era pratica comune, si diceva, catturare la povera bestia con una semplice e ingegnosissima esca, la Tamò Piohèl Ephà, consistente in una comune cicala viva innestata su una lenza da strascico. Beh la cicala non era tanto una comune cicala. Era la cicala Hecarnè, tipica del Dhigallinah. Il suo nome scientifico è “Rhyncho Rhynco Heteroptera Anchenobis Rrhynchamus Tecum”. La Hecarné emetteva uno stridio fortemente ipnotico che paralizzava l’elefante nei suoi movimenti. Famoso il canto tribale dei pigmei del Dhigallinah che celebrava la Hecarné: "Hecarné Vale / Chikà Lechikà  / Chikà Lechikà / Lechi Kàle”

 

 

Elefante ska

 

Pachiderma tipico della savana afro-giamaicana, dai barriti simili a una “mescolanza tra strumentazioni elettriche ed i fiati solitamente usati nella musica jazz, ovvero il sassofono, la tromba, e il trombone…..”, come bene descrive il naturalista Sir Charles Weeky Darwin.




 

 
 
 

Quartetto per archibugi

Post n°341 pubblicato il 21 Gennaio 2013 da nemamiah62
 


 

 

 

Tacchino Maiakovskij

 

Non sembra, ma sotto l'ubertosa e frondosa foresta tropicale di colori apparentemente vegani, nella calma argentea di un raffinato vassoio d’alluminio Kuki da forno, giaceva un tacchino, morto. Sotto peperoni, pomodori, limoni, relative scorze, ginepro, maggiorana, papavero, coriandolo, prezzemolo, cipolla, aglio, e chissà quali altre frattaglie di ussari e cosacchi. Lo facevo, dicendomi: "Non sono stato Mai a Kovskij, cittadina sulle alture pressi Gorkij. Vi avrei dovuto incontrare Spasskij e Bulgakov (o Spaskij e Hutch? Ora non ricordo bene). Ma un improvviso vento dalla taiga aveva bloccato per due giorni le nostre slitte ad Arkangelsk.

 

 

 

Due archetipi

 

Li avevo intravisti dal mio archeopaleoantroarchetipologo, il cui monologo era tipico del sottobosco mongolo-altaico, fatto di singulti inaramaico, bosniaco e protosumerico. Era un antro chimerico, tipico degli sciamani di Ulan Bator, tendopoli flatulenta, piena di pisquani, brava gente e bravi dagli archibugi minacciosi. Un mondo dubbio, rubicondo, facondo; formicolante di sogni, di oniromanti, di tardoromantici e onirici mantici di lussuria, di libido rimossa, libido sublimata, libido irredenta.
Due archetipi annoiati, posti lì, sul limite dove la luce flirta col nulla, con l'alluce e con l'alluce spenta. Spazio in cui si stenta a farsi un'idea di quale panacea possano offrire questi oniromanti nomadi, bipedi e artropodi a un tempo.
Ma ero contento di esserci. Di starci, con le mie tasche vuote e i miei abiti marci.

 

 

 

Padmasambavacitta

 

Padma Sambava Citta da lontano. Sambava solamente! Ma, da vicino, era Maha, era Sànghika: una Saraswati da urlo, una Deva gnocca, con l'ariadi apparente Benarespensante Mahayanica. Di sicuro, non te le Deva facilmente, soprattutto a gente come me che ero un Paria venù dall'Aria. Era inquieta, Padma, si riempiva di pastiglie di QuieTamil, di Bombay di oppio e coca. Era pure lotofaga. Pareva una Deva Kalimerica, Visnuntuosa e molto, molto laShiva! Mi sGganeshavo dalle risate, a parlarci assieme. Krishna santo, quanto misGaneshavo! Ma mi disse: "E’ ora che Theravada via, mio padre Brhama vedermi prima di mezzanotte. Facciamoci questa ultima Perhala e poi tornatene a Gandahara".

 


 

 

L’età cortese

 

Alla Corte Cortese di Cortès, veniva servito un Cortese con ghiaccio. C'era pure Corto Maltese e proiettavano un Corto di sei ore, di Kieslowski. I giorni erano foschi, Montezuma era di Corte vedute, politicamente parlando. Corto era anche il modo di giocare delle squadre di calcio. Tanto pressing, tanto forcing, fuori gioco sulla trequarti, discese sulle fasce e fulminee ripartenze, probabilmente in direzione di Yuma, che Montezuma non aveva mai veduto, pur abitandoci a uno sputo. Corte erano le ore con Cortès. Cortès, che tipo bizzarro! Come suo cugino Pizarro, da non confondersi coll’imbianchino Pissarro, che pissava pissava come un ramarro. Corto era il pomeriggio e Azzurro; il pomeriggio era troppo Azzurro, e lungo, per me. Quasi quasi prendevo il treno, il treno dei miei pensieri, dei desideri, che all'incontrario va (da Yuma a qua). Anche alle Azzorre era così. Che palle! "Azz", esclamavo. 'Sto Azzurro ‘Azz..., ‘Azz..., Azteco, Corto e Bizzarro, Maltese, senza neanche uno Scotch Doppio Malto, Zio Tolteco, Porco di quel Maya! Non c'erano i Bourbon sul trono, Madonna rotaia! Dominavano gli Asburgo. Non c'era neanche un chirurgo. Mancava pure ilDemiurgo, il Deus ex Machina. Anche il Mexico era più Corto del Messsico di adesss. In fondo era tutto uno stresss stare alla Corte,  alla Corte con Montezuma e Cortèsss.




 
 
 

Rotola la vita

Post n°340 pubblicato il 20 Gennaio 2013 da nemamiah62
 




Con un colpo da manuale vorrei virare a prua. 
Comunque 
amo la vita che se ne va. 
La morte è la nostra unica vera nostra compagna 
(Castaneda, “Viaggio a Ixtlàn”). 
Apro le mie mani, rotola la vita. 
Salgo cento piani, arrivo fino al K2. 
I’m a Rolling Stone. 
Il libro più geniale della Bibbia 
è l’Ecclesiaste-Qoelet. Ma si', roviniamoci, 
anche il Cantico dei Cantici. 
E poi il Dharma: dolore, impermanenza… 
Sono queste le buone notizie. 
Al mattino apro le mie mani 
e do un bacio alla mia Regina 
che fan ron ron contro il mio cuore 
stanco. 
Dal dolore invento il Carnevale. 
E sono principiante ogni giorno, 
nel paradosso dell’estinguersi di minuto in minuto, 
da quando si nasce, 
fino al tramonto, 
fino all’ultimo rintocco. 


http://www.youtube.com/watch?v=mHDy073QyRk








 
 
 

Quote latte, emergenza liste e apocalissi varie

Post n°339 pubblicato il 18 Gennaio 2013 da nemamiah62
 

 

17 gennaio 2013

 

"Non avrai altra patatina all'infuori di me"
(La mia ragazza durante l'escursione sul Sinai - vacanza Sharm El Sheik)

 

"Non sappia la tua Destra quel che fa la tua Sinistra"
(da Ezio Falcomer, "Etica e prassi neodorotea nel cosmo del Porcellum e del Bosone di Higgs ", Oxford University Press, 2013)

 

Vengo da un mondo in cui le madri non pagavano le multe all'UE per eccesso di produzione latte. Ci svezzavano in fretta a forza di Merlot, fegato e sanguinaccio con cipolla.

 

Turatevi il naso e votate CDU (Christlich Demokratische Union)

 

(Casta. Il tramonto degli déi).
Mi hanno escluso dalle liste del Pd, del Pdl, del 5S, di Sel...
Ho solo qualche speranza nella lista a 6 mesi dell'Asl 3: prostata e transaminasi.

 

E non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal Mali, amen.

 

Mali. Ad Hollande solo droni e munizioni. Niente uomini. Le mamme italiane votano e dobbiamo far ripartire il pil bresciano con mineantiuomo ad Al Qaida e Talebani, e con le Beretta per i narcos sul Rio Grande e per il mercato Usa.

 

MO. Ma è più sicuro per Israele confinare con Hamas, Hezbollah e Assad o con Hamas, Hezbollah e Al Qaida?

 

I Maya mi hanno deluso. Ritorno a Giovanni di Patmos.
"Io sono l'Alfa e l'Omega,
il Primo e l'Ultimo,
il principio e la fine.
Beati coloro che lavano le loro vesti:
avranno parte all'albero della vita
e potranno entrare per le porte della città.
Fuori i cani, i fattucchieri, gli immorali, gli omicidi, gli idolatri echiunque ama e pratica la menzogna,
[compresi quei verminai di vanità, sepolcri imbiancati, senescenti, narcisisti ed egoinflazionati scrittori eternamente emergenti sul web]"
(Apocalisse, 22, 13-15 [+ variante 15bis, Qumran] )

 
 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

Se potessi far l'amore con te ogni notte

Post n°338 pubblicato il 14 Gennaio 2013 da nemamiah62
 

"Se potessi fare l’amore con te ogni notte,
riuscirei ad affrontare qualsiasi domani".

(Lara Zelinskij, "Cuori rossi")

Se potessi far l’amore con te ogni notte,
nella steppa mi sentirei,
gonfio d’acre aria,
di melme e carni, paleolitiche,
sepolte e cucinate al fuoco, sottoterra.

Se potessi sbatterti ogni giorno,
vecchio satiro, giovane virgulto,
sentire i tuoi guaiti,
le loro complesse partiture,
che graffiano di fauci le lenzuola…

Se potessi, piuma, torturare
il tuo velluto,
crudele Mandarino, preposto al tuo supplizio,
egoista nel prepuzio;
curarti e farti male,
con unguenti di mirto, amara scorza,
sale,
ambra cedro sandalo celeste,
con inferi di scuoterti…

Se potessi scavarti,
indecente gnomo,
come a dea che sa
le sorde nenie delle vacche
che rintoccano le sue tempie
di Signora,
con bestiale gentilezza….

E cancellare così il Tempo,
la Morte,
le domande e le ossessioni della mente;
come una civile e antica polis,
corrotta e bizantina,
assediata da Germani,
sudati e puzzolenti,
gonfi di rapina e foia accumulata…

Ma mortale io sono.

Ti dono, svuotate ed esauste,
metafore di attesa e malata albagia,
apatica e satolla ubriachezza di me,
perso nel mio mondo:
donchisciottesca e argentina,
bibliomane e delirante 
enciclopedia.

Allora,
i tuoi sonni pomeridiani cospargo
di svuotate metafore di attesa,
di malattia, con suoni e allusioni,
lingua abrasiva,
che titilla i tuoi dormiveglia
astuti.

Protettivi abbracci e indecenti ironie ti dono,
molli cure di casa e di perdono.
Con mania di vecchio,
lunatico sacripante,
tutte le tue dèe enumero, nell’amarti:

le ninfe, lè dèmoni,
le Ipazie e le Pasìfae,
le Semiramidi e le Beate,
le casalinghe disperate…,
le monache e le puttane,

in questo harem quotidiano
(mio o tuo?)
di prosaiche contraddizioni,
di violenti e sanguinosi alterchi,
di comiche alternanze:
amore, odio, noia, eccitazione.

E dire un…
“Se potessi…”

E attendere, sempre nuova,
la stagione delle messi,
fino al giorno della Fine.

Tutto questo è il viverti ogni giorno.
Lo stupore di esisterti,
pastore ebreo misogino,
ossessionato e ipnotizzato
da sontuosa cananea,
che riassume
le Aspasie, le Beatrici e le Cortigiane,
le compulsive compratrici di feticci 
negli empori…

Lo stupore di esisterti,
infinita battaglia di posizione,
paci calde, guerre fredde,
equilibri e geniali soluzioni,

quell’essere unicamente Noi,

mai raggiunto,

mai perduto.








 
 
 

Liste civetta

Post n°337 pubblicato il 13 Gennaio 2013 da nemamiah62
 

 

 


Per Mari e per Monti. Per Monti e per Mari. Per Monte Mario. Per Monti e per Vallate. Per Monti e Gallarate. Per Strade e per Contrade Di Qua e di Là si Sente la Voce Allegramente dello Spazzacamin. Per l’Europa Senza Monti. Per la Mitropa Cup. BerBer – Bersani Berlusconi Un Domani da Leoni. BerBer – Bersani e Berlusconi Senza Monti Né Ricchioni. BerBer – Ber Sani e Ber Lusconi Bevi e Canta con Peroni. BerBer I Love - The Con Tuareg a Casa Tua. BerBer I Love – The Con Tuareg Nel Deserto. Sterza Repubblica. Orgasmo con l’Ingroia. Rivoluzione Virile. Rivoluzione Vinile. Rivoluzione Fienile. Rivoluzione Triviale. Bosoni e Busoni Uniti per la Foia. Movimento Cinque Stalle. Movimento Cinque Stille. Movimento Cinque Stigmate. Movimento a Medjugorie. Fratelli di Taglia – Centro Rasta Nazionale. Fratelli di Taglia - Centravanti da Finale. Pd Meno Elle Coi Trans le Camporelle. Pd Meno Trans Sol Con Elle più le Sorelle. Grande Sud Con Maroni. Grande Nord Senza Terroni. Grande Centro con Profumo. Grande Puzza ad Arluno. Micciché Santanché le Sorelle Coccodé. Ridateci i Casini. Rideteci Sopra con Albertini. L’ Uomo Qualunque. La Femmina Comunque. Le Escort Ubicumque. No Tav. Sì Tav. Sì e No Tav. Zumb Zumb Tav Tav. L’Utri è mio e lo gestisco io. Lima Dell’Utri, Cosa Nostra Tu Mi Sfruti. Tuttiifrutti Honolulu E Dell’Utri dagli Zulu. Borboni e Borghezio La ‘Ndrangheta a Busto Arsezio. Yes We Camion. Mi VendoLa. Ti VendoLa. Ti VendoLa Grinta che non hai, in cambio dell’Interno ti do il Senato sai. Seggio Bollente. Il Politico non Rubi. Il Politico con Ruby. Ne Samorì Né Samorà Ma l’Olivina Saclà. Reggio alla Gente. Correggio al mio Cliente. Scorreggio al Quirinale. Mani, Pulite Di Pietro! Mani, Lavategli il Di Dietro! ManiPulate Di Pietro! Mani Pudiche Senza Di Pietro. Renzi Arbore e Boncompagni. Fa’ che Renzi Non Me Magni. Leopolda con Renzi. Renzi con Lucia. Renzi e Giulietta. Renzi e Romeo. Renzi Giulietta e Romeo. Renzi in Alfa Romeo. Renzi il Caymano. Salute Pubblica Sanità Privata. Evacuazione Nazionale. Esodo Generale. Pentateuco Federale. Levitico Regionale. Grande Marcia su Pechino – Sol Più le Nonne a Fiumicino.

 

 

 



 

 
 
 

Quattro poli

Post n°336 pubblicato il 12 Gennaio 2013 da nemamiah62
 

Quattro poli it's megl' che two.
Quattro Poli sono meglio che otto Facoltà di Lettere.
Quattro polli sono meglio che i tre galli di Renzo. 
Quattro poli, quando si scongelano, fanno un disastro planetario doppio.
Quattro poli vuol dire che si può andare a fare slitta estrema anche a Città del Messico e a Taiwan.
La Quattròpoli era una civiltà più avanzata della Pentapoli, e aveva tentacoli dappertutto, perché si faceva in quattro per estendere il suo impero.
Tripoli è molto meno ricca di Quattròpoli.

 
 
 

Bonne Année les Churròs

Post n°335 pubblicato il 01 Gennaio 2013 da nemamiah62
 

Bonne Année les Churros - Orbi e Turbis

(Composizioni natalizie orbis e turbis, per archi, trave, o boe, o salvagenti)

 

Bonne Année á tout le monde cochon et/ou platonique, all'ecumene quaresimale, cicisbea, digitale, pitale, pitona, fondamentalista, liberal comunista, sinotibetana, uraaloaltaica, romana, laziale, caucasica, causidica, crostacea o mollusca, australopiteca o virtuale, bizantina, ispana, ispanoazteca, ispanocastigliana, ispanocatalana, ispanobrasiliana, ispanoyankee, ispanoitaloargentina, ispanoscandinava, ispanomozarabica, urda, iranica, globale o parziale, intera o affettata, isolata o connessa, creditizia o indebitata!

 

 

Churros, churros, churros! 
Per i casi non gastrointestinali, 
per i lavoratori non gastrointerinali,
Churros de Navidade,
Burros de Facultade.
No te abburren los churros, niño!
Los mulos adoran los churros,
los guarros empièzan de churros,
los guarros termìnan su vida de churros,
gordos puercos del gregge di Epicurros.
Con los churros aprendes el flamenco,
como dice Mario Marenco.
Los Churros de la Pampa,
los churros de Cuenca
a scuola de los churros,
sin dildos, ni drudos, ni duros.
Churros chulos de l'alma golondrina,
amanecer de dulcez e de insulina,
tarde guapa de chicos maniacales,
de tìas y primos guerreros
ni si fuera la batalla
de Gaudalcanale.
Ma io che sono un hombre
da tisana alla salvia,
psichedelico ibuprofeno,
divenni Santo dicendo:
"Vade retrom Santana,
non di solo churros vive l'uomo,
ma anche di ogni parola che esce dalla bocca
del suo wikki dietista,
del suo hippy dentista,
del suo guru sannyasi,
vegano e fascista.

Joder!
 

 

(Nota. “Churros”, dolci tipici natalizi spagnoli. Lo scritto risente di un certo rientimento a causa di intervenuti disturbi influenzali)

 
 
 

Rottami d'oro

Post n°334 pubblicato il 11 Dicembre 2012 da nemamiah62
 
Foto di nemamiah62

 

E'uscita la mia raccolta di poesie

Ezio Flcomer

Rottami d'oro

(poesie 2010-12)

Venezia, Rosso Venexiano, 2012


acquistabile su:

 

http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=905886

 

 

 

"Rottami d'oro le nostre vite" è un verso di una poesia della raccolta, Onda di cantico.

Rottami nella vita di un uomo e di una donna. Rottami che diventano materiale per la rinascita del senso del vivere, talismani terapeutici. Rottami nella storia collettiva, nell'immaginario della tradizione e della letteratura, del mito; oggetti e archetipi riesumati nel gioco della scrittura. La parola come rottame - d'oro, quando si fa ludus, metafora, espressione di piacere, dolore, indagine.

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

La classe politica va in paradiso...

Post n°333 pubblicato il 21 Ottobre 2012 da nemamiah62
 



Le isole Cayman sono di sinistra, Antigua è berlusconiana, Montecarlo è finiana, Bangkokh e L'Avana forniscono Casini, Grillo a Via del Campo, la Tanzania per la Lega, se ce l'ha ancora duro.

 

Ho fondato un'associazione di volontariato per aiutare igiovani italiani brillanti a cercare un futuro all'estero. Si chiamerà ONG KONG.

 

Eh, il grave problema italiano della fuga dai cervelli!

 

Da grande voglio studiare Asset Management dei rimborsi elettorali.

 








 
 
 

Ecco, adesso

Post n°332 pubblicato il 16 Ottobre 2012 da nemamiah62
 



Ecco, adesso sono più leggero.

Se mi dici che ti lavo via tutto il sale,

se mi dici che con me sprofondi

in un sonno di pace,

se mi dici che leggi il nostro futuro

ogni giorno,

se mi dici che i fantasmi non hanno potere.

Ecco, sono più vero,

se il mio cuore si apre,

se il sapere è identico all’amare,

se con te sono pirata e bambino,

libero di mostrami stupido.

 

La sera è una conquista,

il silenzio del sussurro

nei petali di complicità,

nelle note che il tuo corpo rimanda

se toccato nell’immenso ascolto

del dimenticarmi di me.

 

Voglio viverli questi flutti

del dolore e del piacere

degli occhi tristi e luminosi

del variare delle stagioni.

 

Siamo tutto quello che viviamo

e abbiamo vissuto

tutto quello che non sappiamo

tutto quello che mangiamo insieme.


Ecco, adesso sono leggero.







 
 
 

Attinia

Post n°331 pubblicato il 04 Ottobre 2012 da nemamiah62
 



Intravvedo la notte e la rabbia
nella lucentezza delle cose.
Desidero una pace che cavalchi
l'oceano d'esistere,
dall'alto delle cime.
Capra di montagna,
attinia protesa al reef,
silenzio assordante,
sangue che fa rumore.

 

Insistere
alle radure di boscaglie,
di macchie inesplorate,
all'ascolto del paradosso
inesprimibile,
dove un refolo
si racconta in mille pagine,
dove un chicco replica
epopee indaffarate;
dove un seme coglie
la chiave dell'estinguersi
di galassie e di fiammelle
di fornelli difettosi.

 
 
 

Sul limitar di Dite

Post n°330 pubblicato il 21 Settembre 2012 da nemamiah62
 

Le dita della mano sono al femminile, al plurale,  anche se appartengono a un rude carpentiere calabrese o nordafricano. Perché al singolare mi diventano maschili? Quale tabe psichica, quale virus senza cure ha serpeggiato fra gli indoeuropei per creare simili devianze? E le dita dei piedi? Stesso busillis. Le dita dei piedi. Il più importante, l’alluce, lo alluce, Herr Alluce. Proprio quello che era così bello mettersi in bocca a tre anni quando si era dei felici e liberi contorsionisti. Le dita dei piedi e il alluce, illo alluce, proprio iddu. E se ho gli alluci smaltati, sono alluci rossi? Perché non dovrebbero essere alluci rosse? In fondo ho una componente femminile molto forte.
Da piccolo non ho giocato con la Barbie, voglio dire, la bambola, intesa in senso letterale. Ma mi sarebbe piaciuto tanto. Niente Barbie, perché ero un rude Barbaro, un re barbaro, un Ra barbaro, un Ka Chevrolet. Ero Alfo ed Omego, talvolta a luci rosse, e senza smaltarmi gli alluci, o le alluci, comunque i diti delle mani o dei piedi. Però mi dipingevo il volto con la vernice di papà, che era un rude carpentiere veneto, e scendevo sul sentiero di guerra con urla agghiaccianti. E mia nonna, che faceva il sonnellino pomeridiano, mi mandava a cagare, bestemmiando in turco, anche se era di stretta osservanza cattolica. E votava democristiano.
Nella mia famiglia, le nonne votavano democristiano. I nonni, il papà e gli zii votavano comunista. Togliatti e Papa Giovanni, Longo e Paolo VI. Le nonne mi facevano bere l’acqua della Vergine di Loreto, sì, quella statuetta tutta di plastica, vuota dentro, baciare il crocifisso e dire le preghiere: si ottenevano magiche protezioni e assicurazioni future, tipo, non so, otto Padre Nostro, dieci Ave Maria, sette Requiem in aeternam per chiedere a Dio di non farmi fare il militare da grande o perché il Milan vincesse il campionato, o comunque la Juve lo perdesse. Gli zii e il papà mi insegnavano a dire le bestemmie, a bere vino rosso,  a cantare Bandiera Rossa e ad adorare l’Urss. Però erano dei comunisti liberali, erano aperti alla cultura americana, soprattuta nella pornografia. Così,  a undici anni leggevo il Vangelo, il Manifesto del Parito Comunista e Le Ore della Settimana. ma anche Tex e Capitan America e i Fantastici Quattro e Thor. E Diabolik, Kriminal, il gruppo Tnt e Jacula, Messalina, Isabella, Jolanda.
Poi, Jacula che ti Ejacula, divenni felicemente laico liberal, negli anni di Craxi, di Moana, del Drive In e di Quelli della Notte. Ma con la crisi finanziaria del 92’, misi la testa a posto, anche se andava sempre più fuori posto. Che adýnaton! Che éskaton! Che whashington!
Dove ero rimasto? Ah, sì, ai diti e alle dita. E Ditare, Umi Dità, UmiDitad Popular, A Dire, Esau Dita, Giacobbe Dita, Infra Dita, Sud Dita..
Ormai sono sul limitar di Dite, vecchio e catarroso mi accingo a discendere agli inferi accompagnato dal dio Hermes Psicopompo. Ma intanto, anche se un po’ Psycho, Pompo ancora un po’. Pompo con l’alluce o anche alluce spenta.
U Dite U dite, U Ditu miu punciutu, spacchiuso, matelico, frastorna i tasti alla ricerca di un lieto fine a questa storia bislacca, gratuita, a quasta favola morale, zoomorfica, esopica ed esoterica, a queta favola ditale! Ma no, non esageriamo, solo un po’ ditalina.
Quale il messaggio fra le righe, o le riga? (Ormai non sono più certo di nulla). Succhiatevi il dito, finché siete ancora giovani e contorsionisti. O succhiateglielo ad altri per condividere la gioia. Usate i gioielli che avete, i vostri cristalli magici.
Diceva il mio parroco al catechismo, un messicano, se mi ricordo bene, un certo.. Don... Juan Matus: “A che servirebbe avere cristalli meravigliosamente levigati se non si riesce mai a trovare lo spirito che dà potere? D’altra parte, se non si hanno i cristalli ma si trova lo spirito, si può mettere sul suo cammino qualsiasi cosa perché la tocchi. Se non riuscite a trovare nient’altro potete metterci i coglioni” *. E noi, piccoli seminaristi yaqui, ci sganasciavamo.
-------------------
* Carlos Castaneda, Viaggio a Ixtlàn. Le lezioni di Don Juan, Roma, Astrolabio, 1991, p. 190.









 
 
 

10 ottobre 2009

Post n°329 pubblicato il 16 Settembre 2012 da nemamiah62



Il mio corpo dialoga col tuo corpo
lo penetra
ne dilago indiandomi
tu sconosciuta
venuta da un cielo d’autunno inatteso
congiura di dei
l’odore della tua pelle
trappola mortale
che m’incatena per sempre
a un paradiso
fatto di disordine di lenzuola,
cicche e birra da congelare
sei piccolina, mi dici al telefono
e ti sollevo
ti monto, un angelo
preso al volo perché non scappi
le tue cosce mi attirano spontanee
in una follia di nenie
e ritmi arcani
da sentirmi feroce alla fine
e glorioso nel darti
balsami di brividi e liquore
farti infrangere
maree una dopo l’altra
misteri di piacere
morte araba
mora d’amore
biondo di guerra
e sapore di chanel
tremi
tremo
suoniamo folate
e ti scopro
radioso lapislazzulo
inquieto
suda il tuo vecchio sporcaccione
a sbatterti
marinaio stalliere camionista
e osceni ditirambi sussurandoti all’orecchio
come un gioco di gabbiani
che si scoprono mammiferi
anima di sangue
cerbiatta divorata
straniero cielo
follia da decifrare
dentro cui morire in due
per una vita.



 
 
 

Che fare? Italia. Teoria dei giochi e scenari evolutivi alla luce della nuova variabile #docenti #inidonei

Post n°328 pubblicato il 07 Settembre 2012 da nemamiah62
 

 Think Tank 002/636 - Il punto della situazione.

 

Servirebbe un grande leader che sappia parlare alle masse strizzando l'occhio alle élites.

 

Berlusconi sa parlare alle masse.

...

D'Alema, il king maker, sa strizzare l'occhio alle élites.

 

Bersani, il king maked, ha l'aria sciupata e disorientata.

 

Renzi è un bravo ragazzo. De Gasperi e gli U2. Più Twitter che Facebook.

 

Montezemolo, il turbo-liberista, ha l'aria troppo fighetta e poco testosteronica.

 

Grillo incarna bene l'archetipo del Grande Pulitore (operatore ecologico) e ha il testosterone – per la decrescita (?) –;

ma::

-non ha il professionismo di Lenin;

-non ha la velocità tattica e il fiuto opportunista di Mussolini (invalidare minchiate Severgnini per la haûte londinese)

-è genovese, ci ha solo il risparmio in testa, impallidirebbero anche la Merkel e i finlandesi...

 

Bindi non vuole il testosterone, e non è il Mahatma né il Dalai Lama.

 

Santanché è satura di testosterone, ma non è Golda Meyr.

 

Io…

non iniziate a guardare me,

sono solo un docente inidoneo, un topo di biblioteca,

declassato ad assistente amministrativo dalle recenti Purghe,

e ho paura persino della mia Ombra, dal Profumo incerto, dal sentore di gulag.

 

Proposta: astenersi temporaneamente dal sollevare veto Consiglio di Sicurezza.

 

(Rapporto consegnato Pentagono, 17.56, 07/09/2012, Dipartimento analisi e studi geostrategici – teoria dei giochi - scenari evolutivi – Italia – prot. 06B56A12CSS2390000000000000000000315)

 

 

(http://ospitiweb.indire.it/adi/BottaniSocio/InterBot/sindrome%20burnout.pdf

Vittorio Lodolo D’Oria et all., “La Sindrome Burn Out – Studio Getsemani – Quale correlazione tra fenomeno del burnout e patologia psichiatrica negli insegnanti?”)




 
 
 

“Trickster. Guastafeste e imbroglioni divini”, con Ezio Falcomer su Radio Accademia dei Sensi

Post n°327 pubblicato il 06 Settembre 2012 da nemamiah62
 

“Trickster. Guastafeste e imbroglioni divini”

 

Conduce Ezio Falcomer,

con Ipazia, Piera e Manlio Lo Presti,

mercoledì 12 settembre, h 21.30,

su Radio Accademia dei Sensi

 

 

“Trickster. “[…] il lato giocoso e trasgressivo della immaginazione umana così come è impersonato nella mitologia del trickster o “briccone”, secondo la traduzione italiana in uso del termine. Il quale in antropologia e negli studi culturali si riferisce rigorosamente a un certo tipo di eroi culturali, accomunati dal fatto di essere irregolari: mentitore, ingannatore, ladro, il trickster viola i confini, supera le barriere, oltrepassa i limiti in tutti i sensi. Ma è anche la figura che in società ordinate ma immobili (ordinate perché immobili) introduce l’innovazione, modifica la situazione esistente, porta la cultura e, se proprio si vuole, il progresso.

 

Nell’America settentrionale il Coyote insegnò alla razza umana come vestirsi, cantare e tirare con l’arco. Nell’Africa occidentale Eshu scoprì la divinazione. In Grecia Ermes il ladro inventò l’arte del sacrificio, il modo di fare il fuoco e persino il linguaggio. Tre varianti della figura del “briccone” che hanno in comune il ruolo di creatore proprio in virtù della natura trasgressiva del loro essere e del loro agire. Una caratteristica che, secondo Hyde, li accomuna ad artisiti contemporanei come Picasso, Marcel Duchamp, John Cage, Allen Ginsberg e altri, i quali possosno bene essere considerati l’ultima reincarnazione del trickster. Gli antici miti dicono che il trickster fece il mondo così com’è; altri dèi cercarono di plasmarne uno migliore – perfetto e ideale – ma questo mondo, con la sua complessità e ambiguità, la sua bellezza e i suoi orrori, fu creato dal briccone, e l’opera non è ancora finita”.

 

(Dalla seconda di copertina di Lewis Hyde, “Il briccone fa il mondo. Malizia, mito e arte”, Torino, Bollati Boringhieri, 2001, ed. or. 1998)

 

.

 

 

 

(immagine sopra, Huehuecoyotl, tratta da: http://hti.math.uh.edu/curriculum/units/2007/02/07.02.11.php   )





La trasmissione sarà ascoltabile e scaricabile in  mp3 da:

http://en.1000mikes.com/show/accademia_dei_sensi









 
 
 
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Chi sono


Chi sono



 Mi chiamo Ezio Falcomer.  Sono nato a Concordia Sagittaria (VE) nel 1962, vivo a Torino. Lavoro come insegnante bibliotecario.

Ho una esperienza di attore di prosa professionista, dapprima presso Il Teatro delle Dieci col regista Massimo Scaglione e con collaborazioni in Rai (1980-81); ho poi lavorato per varie compagnie e gruppi e ho partecipato a rappresentazioni e letture pubbliche di testi.

Dottore di Ricerca in Italianistica, ho pubblicato Carlo Vidua. Un giovane letterato subalpino in età napoleonica  (Alessandria, Dall’Orso 1991) e altri lavori di critica letteraria su Camillo Sbarbaro, Eugenio Montale, Giacomo Leopardi, Carlo Goldoni, Voltaire, Piero Gobetti, Ippolito Pindemonte.

Nel 2008 ho pubblicato un volume di versi sotto lo pseudonimo di Isidhermes Siviglia, Brezze di brace (Castellana Grotte BA, CSA Editrice).
Nel febbraio del 2010 ho ottenuto il primo posto nella sezione “Silloge” del Premio internazionale di poesia “Città di Torvaianica” 2009 (poesie pubblicate nell’Antologia della manifestazione dalle Edizioni Stravagario di Irene Sparagna).
Nell'aprile del 2010, l'editore Nerosubianco di Cuneo ha pubblicato il mio Vorrei vincere il nobel per la Fisica come Frank Einstein. Post comici, demenziali, ludicomaniacali. Sempre nello stesso anno e' uscita la mia raccolta poetica La vita picara, presso l'editore NarrativaePoesia di Lanuvio RM.

Nel 2009 ho partecipato anche a due spettacoli del regista torinese Alan Mauto Vai. Faccio anche teatro online presso “Accademia dei Sensi”, Compagnia di Teatro Web e col regista e scrittore Leonardo Franchini. 
Nel luglio 2010 il mio Diario del Che in Sicilia è stato letto all'interno della manifestazione "Decameron Pop", a Milano.
Sono scrittore, redattore e audiolettore di testi per il sito “Rosso Venexiano”.
Collaboro col Centro Cultural Tina Modotti, di Caracas,  e col suo principale animatore, Antonio Nazzaro, insegnante e mediatore di cultura italiana, critico e produttore di videoteatro didattico, per cui leggo audiofiles sia in italiano che in spagnolo.

      
Croce e delizia, il disturbo bipolare ha caratterizzato tutta la mia vita e condiziona in vario modo anche la mia attività creativa.

 Pagina Facebook

 

Blog di recitazione


 

 

Rottami d'oro

Ezio  Falcomer

Rottami d'oro

(poesie 2010-12)

(Venezia, Rosso Venexiano - ilmiolibro.it, 2012)

 

acquistabile presso:

Librerie Feltrinelli

e dal sito

http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=905886

 

 

 

Frank Einstein


E' uscito il mio

Vorrei vincere un nobel per la Fisica come Frank Einstein. Post comici, demenziali, ludicomaniacali,
Cuneo, Nerosubianco, 2010




Per l'acquisto online

 

"Un blog iniziato per caso senza sapere cosa fosse esattamente un blog. Un autore che scrive per gioco, per autoterapia, per istrionismo, per fragilità, per ironia, per delirio affabulatorio, per amore. Usa in internet come pseudonimo l’improbabilissimo “Isidhermes Siviglia” (volendo rompere le scatole al dio Hermes e a Santo Isidoro di Siviglia, nientepopodimeno; per non parlare di Iside) e per un periodo finisce fra i primi trecento blog “rilevanti” di Libero. Sono qui raccolte le prose più surreali, comiche, ludiche e carnevalesche partorite in due anni e mezzo di un blog che l’autore ha chiuso per poi scrivere ormai col suo vero nome".









 

La vita picara








Ezio Falcomer
La vita picara
Poesie

(mia raccolta edita presso
Lanuvio RM, Narrativaepoesia, 2010)

Versione pdf liberamente scaricabile


 Rischio, tensione espressiva, vitalistica; rabbia, risata ed ebbrezza. Diario dello scacco e della perdita, diario di bordo nel naufragio di fronte al nihil e alla malattia. Canto dell’amore e dell’eros: selvaggio, pagano, orfano biblico o, più semplicemente, alla fine della tradizione. La Vita Picara raccoglie tre anni di percorso creativo ed esistenziale sviluppato attraverso il blog e nel dialogo e confronto con il lettore-commentatore.

 

Noi bipolari 2


 Disturbo bipolare
Gruppo facebook
di Marco Zeviani e
Claudio De Palo



Creativity and Bipolar Disorder
di Nicole Megatulski


Quando è vera depressione bipolare
di Daniela Natali
 Corriere Della Sera, 14 nov 2010



Aiuto Disturbo Bipolare
Sito



----


Aristotele Hadjichristos e Ilaria Bandini,
 
Disturbo bipolare. Cosa sapere.
Manuale psicoeducativo per pazienti e familiari
,

Roma, Edizione a cura di "Chi - Onlus. Cultural Human Improvement Onlus", patrocinio: Società Italiana di Psicologia e Psichiatria, bibliografia e sitografia aggiornata 2007,94 pagine,
edizione  pdf gratuitamente scaricabile da:

http://www.disturbobipolarecosasapere.it/DBcosasapere.pdf









 

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