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Creato da nemamiah62 il 02/10/2009
Scrittura e teatro vocale. Blog di un bipolare
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di transizione, di decantazione, balneare, che ci porti a nuove elezioni, a o nuove rivelazioni. Che ci porti a spasso, che sia uno spasso, che rispecchi la volontà della nazione, la volontà di rappresentazione. Un governo che governi su tutti gli inferni, dal Nord fino a Terni; e su tutti i paradisi, da Roma a Tunìsi. Che sia un piacere, se non è buono che piacere è? Che salvi il paese, che assicuri il Bel Paese, che diffonda il Gran Biscotto, che non sia un terno al lotto, che protegga tutti i piccoli Balilla, i Barilla, i Mozilla. Un Gozilla, un Leviatano, un deltaplano che ascolti Fo e Celentano. Che ci prenda per mano e ci porti fono a Cipro, poi in India e alle Maldive, a alle porte del cosmo che stanno su in Germania. |
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Triumvirato ufficioso. A Bersani la presidenza del consiglio. A Berlusconi l'immunità. A Grillo il tribunato della plebe. Fino a quando Grillo controlla i suoi senatori e deputati. Sarà uno spettacolo imperdibile.
Io non sono un buon Partito, solo un discreto Movimento.
Rosa, o me o si va al voto… di castità.
Camera e Senato si chiuderanno in Conclave per trovare la maggioranza. Togliamogli il pane e l'acqua, solo lo Spirito Santo li nutrirà.
Alla fine Napolitano magicamente tirò fuori il coniglio dal cappello a cilindro. Un governo guidato da Monti e sostenuto da una larga maggioranza: Grunen, Spd, Cdu, Csu. Grosse Koalition...
Bisognerebbe far rifare le Primarie, ma non solo al Pd, alla maggioranza degli italiani, dieci anni dopo il diploma o la laurea.
Propongo a Bersani tre schemi d'azione eleggibili in base alle circostanze per ottenere la Presidenza del Consiglio e una maggioranza sicura.
E se ritornassimo alla monarchia? Far votare alle Camere riunite la decadenza della Repubblica. Offrire la corona a un rampollo della famiglia Saud. Chiedere l'ammissione dell'Italia nella Lega Araba, in cambio dell'estinzione totale del nostro debito pubblico da parte da un Fondo di Solidarietà "Civiltà del Mediterraneo e della Mezzaluna Fertile" finanziato da: Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait. Sostituire l’Imu con una Umma degli infedeli. (Nota. In caso di sospetta conversione di massa all’Islam ai fini di elusione fiscale della Umma, introdurre il Testatico medievale o la Taglia d’Ancien Régime basata su ogni codice fiscale in essere)
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E lefantesca
Nelle lingue africane centro-settentrionali, fino al bacino mediterraneo meridionale (XVI-VII secc. a. C., circa), forma vocalica simile alla nostra E, ma pronunciata con apertura dei gangli mandibolari estremamente accentuata e prolungata, roca e giugulare. Detta anche E tarzanica.
Ele fantesca
Elena Koriatsismàkis, celebre personaggio femminile, balia ed educatrice insieme dei figli della famiglia Skanargoulis, nel romanzo gotico noir di Anastasios Samotràkis, “Il ratto di Elena” (“Ton arpaghé te Eléne”, 1865). Romanzo dal tratto, invero, alquanto scabroso, stante la passione zoofiliaca della protagonista per Panteganòstasis, mefistofelico demone che assume la forma di un mostruoso ma conturbante topo.
Ele fan TesCa
Elena, Ele per gli amici, truzza, metallara e fanatica appassionata dei TesCa, gruppo new heavy metal postgrunge dublinese, che ebbe una certa fortuna tra fine anni Novanta e prima metà degli anni Duemila.
Elefant esca
Forma idiomatica, esorcistica e apotropaica, con la quale gli sciamani guaritori animisti Smanubra, dell’Africa centro-orientale, si rivolgevano allo spirito-demone Lokiaka Lo Numi, poi tradotto in Elefant nel patois franco-boscimane di età coloniale. Lokiaka Lo Numi assumeva, nella maggior parte dell’arte iconografica dei feticci in legno, la forma di un elefante.
Elefant esca.
Da non confondersi con la voce precedente. Fra i pigmei della regione dello Zambesi Dhigallinah, era pratica comune, invece di fare come tutti i cristiani di questo mondo, e cioè catturare l’elefante avvicinandoglisi completamente ricoperti e spalmati di escrementi (di elefante); era pratica comune, si diceva, catturare la povera bestia con una semplice e ingegnosissima esca, la Tamò Piohèl Ephà, consistente in una comune cicala viva innestata su una lenza da strascico. Beh la cicala non era tanto una comune cicala. Era la cicala Hecarnè, tipica del Dhigallinah. Il suo nome scientifico è “Rhyncho Rhynco Heteroptera Anchenobis Rrhynchamus Tecum”. La Hecarné emetteva uno stridio fortemente ipnotico che paralizzava l’elefante nei suoi movimenti. Famoso il canto tribale dei pigmei del Dhigallinah che celebrava la Hecarné: "Hecarné Vale / Chikà Lechikà / Chikà Lechikà / Lechi Kàle”
Elefante ska
Pachiderma tipico della savana afro-giamaicana, dai barriti simili a una “mescolanza tra strumentazioni elettriche ed i fiati solitamente usati nella musica jazz, ovvero il sassofono, la tromba, e il trombone…..”, come bene descrive il naturalista Sir Charles Weeky Darwin.
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Tacchino Maiakovskij
Non sembra, ma sotto l'ubertosa e frondosa foresta tropicale di colori apparentemente vegani, nella calma argentea di un raffinato vassoio d’alluminio Kuki da forno, giaceva un tacchino, morto. Sotto peperoni, pomodori, limoni, relative scorze, ginepro, maggiorana, papavero, coriandolo, prezzemolo, cipolla, aglio, e chissà quali altre frattaglie di ussari e cosacchi. Lo facevo, dicendomi: "Non sono stato Mai a Kovskij, cittadina sulle alture pressi Gorkij. Vi avrei dovuto incontrare Spasskij e Bulgakov (o Spaskij e Hutch? Ora non ricordo bene). Ma un improvviso vento dalla taiga aveva bloccato per due giorni le nostre slitte ad Arkangelsk.
Due archetipi
Li avevo intravisti dal mio archeopaleoantroarchetipologo, il cui monologo era tipico del sottobosco mongolo-altaico, fatto di singulti inaramaico, bosniaco e protosumerico. Era un antro chimerico, tipico degli sciamani di Ulan Bator, tendopoli flatulenta, piena di pisquani, brava gente e bravi dagli archibugi minacciosi. Un mondo dubbio, rubicondo, facondo; formicolante di sogni, di oniromanti, di tardoromantici e onirici mantici di lussuria, di libido rimossa, libido sublimata, libido irredenta.
Padmasambavacitta
Padma Sambava Citta da lontano. Sambava solamente! Ma, da vicino, era Maha, era Sànghika: una Saraswati da urlo, una Deva gnocca, con l'ariadi apparente Benarespensante Mahayanica. Di sicuro, non te le Deva facilmente, soprattutto a gente come me che ero un Paria venù dall'Aria. Era inquieta, Padma, si riempiva di pastiglie di QuieTamil, di Bombay di oppio e coca. Era pure lotofaga. Pareva una Deva Kalimerica, Visnuntuosa e molto, molto laShiva! Mi sGganeshavo dalle risate, a parlarci assieme. Krishna santo, quanto misGaneshavo! Ma mi disse: "E’ ora che Theravada via, mio padre Brhama vedermi prima di mezzanotte. Facciamoci questa ultima Perhala e poi tornatene a Gandahara".
L’età cortese
Alla Corte Cortese di Cortès, veniva servito un Cortese con ghiaccio. C'era pure Corto Maltese e proiettavano un Corto di sei ore, di Kieslowski. I giorni erano foschi, Montezuma era di Corte vedute, politicamente parlando. Corto era anche il modo di giocare delle squadre di calcio. Tanto pressing, tanto forcing, fuori gioco sulla trequarti, discese sulle fasce e fulminee ripartenze, probabilmente in direzione di Yuma, che Montezuma non aveva mai veduto, pur abitandoci a uno sputo. Corte erano le ore con Cortès. Cortès, che tipo bizzarro! Come suo cugino Pizarro, da non confondersi coll’imbianchino Pissarro, che pissava pissava come un ramarro. Corto era il pomeriggio e Azzurro; il pomeriggio era troppo Azzurro, e lungo, per me. Quasi quasi prendevo il treno, il treno dei miei pensieri, dei desideri, che all'incontrario va (da Yuma a qua). Anche alle Azzorre era così. Che palle! "Azz", esclamavo. 'Sto Azzurro ‘Azz..., ‘Azz..., Azteco, Corto e Bizzarro, Maltese, senza neanche uno Scotch Doppio Malto, Zio Tolteco, Porco di quel Maya! Non c'erano i Bourbon sul trono, Madonna rotaia! Dominavano gli Asburgo. Non c'era neanche un chirurgo. Mancava pure ilDemiurgo, il Deus ex Machina. Anche il Mexico era più Corto del Messsico di adesss. In fondo era tutto uno stresss stare alla Corte, alla Corte con Montezuma e Cortèsss. |
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Con un colpo da manuale vorrei virare a prua. Comunque amo la vita che se ne va. La morte è la nostra unica vera nostra compagna (Castaneda, “Viaggio a Ixtlàn”). Apro le mie mani, rotola la vita. Salgo cento piani, arrivo fino al K2. I’m a Rolling Stone. Il libro più geniale della Bibbia è l’Ecclesiaste-Qoelet. Ma si', roviniamoci, anche il Cantico dei Cantici. E poi il Dharma: dolore, impermanenza… Sono queste le buone notizie. Al mattino apro le mie mani e do un bacio alla mia Regina che fan ron ron contro il mio cuore stanco. Dal dolore invento il Carnevale. E sono principiante ogni giorno, nel paradosso dell’estinguersi di minuto in minuto, da quando si nasce, fino al tramonto, fino all’ultimo rintocco. http://www.youtube.com/watch?v=mHDy073QyRk |
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17 gennaio 2013
"Non avrai altra patatina all'infuori di me"
"Non sappia la tua Destra quel che fa la tua Sinistra"
Vengo da un mondo in cui le madri non pagavano le multe all'UE per eccesso di produzione latte. Ci svezzavano in fretta a forza di Merlot, fegato e sanguinaccio con cipolla.
Turatevi il naso e votate CDU (Christlich Demokratische Union)
(Casta. Il tramonto degli déi).
E non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal Mali, amen.
Mali. Ad Hollande solo droni e munizioni. Niente uomini. Le mamme italiane votano e dobbiamo far ripartire il pil bresciano con mineantiuomo ad Al Qaida e Talebani, e con le Beretta per i narcos sul Rio Grande e per il mercato Usa.
MO. Ma è più sicuro per Israele confinare con Hamas, Hezbollah e Assad o con Hamas, Hezbollah e Al Qaida?
I Maya mi hanno deluso. Ritorno a Giovanni di Patmos.
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"Se potessi fare l’amore con te ogni notte, riuscirei ad affrontare qualsiasi domani". (Lara Zelinskij, "Cuori rossi") Se potessi far l’amore con te ogni notte, nella steppa mi sentirei, gonfio d’acre aria, di melme e carni, paleolitiche, sepolte e cucinate al fuoco, sottoterra. Se potessi sbatterti ogni giorno, vecchio satiro, giovane virgulto, sentire i tuoi guaiti, le loro complesse partiture, che graffiano di fauci le lenzuola… Se potessi, piuma, torturare il tuo velluto, crudele Mandarino, preposto al tuo supplizio, egoista nel prepuzio; curarti e farti male, con unguenti di mirto, amara scorza, sale, ambra cedro sandalo celeste, con inferi di scuoterti… Se potessi scavarti, indecente gnomo, come a dea che sa le sorde nenie delle vacche che rintoccano le sue tempie di Signora, con bestiale gentilezza…. E cancellare così il Tempo, la Morte, le domande e le ossessioni della mente; come una civile e antica polis, corrotta e bizantina, assediata da Germani, sudati e puzzolenti, gonfi di rapina e foia accumulata… Ma mortale io sono. Ti dono, svuotate ed esauste, metafore di attesa e malata albagia, apatica e satolla ubriachezza di me, perso nel mio mondo: donchisciottesca e argentina, bibliomane e delirante enciclopedia. Allora, i tuoi sonni pomeridiani cospargo di svuotate metafore di attesa, di malattia, con suoni e allusioni, lingua abrasiva, che titilla i tuoi dormiveglia astuti. Protettivi abbracci e indecenti ironie ti dono, molli cure di casa e di perdono. Con mania di vecchio, lunatico sacripante, tutte le tue dèe enumero, nell’amarti: le ninfe, lè dèmoni, le Ipazie e le Pasìfae, le Semiramidi e le Beate, le casalinghe disperate…, le monache e le puttane, in questo harem quotidiano (mio o tuo?) di prosaiche contraddizioni, di violenti e sanguinosi alterchi, di comiche alternanze: amore, odio, noia, eccitazione. E dire un… “Se potessi…” E attendere, sempre nuova, la stagione delle messi, fino al giorno della Fine. Tutto questo è il viverti ogni giorno. Lo stupore di esisterti, pastore ebreo misogino, ossessionato e ipnotizzato da sontuosa cananea, che riassume le Aspasie, le Beatrici e le Cortigiane, le compulsive compratrici di feticci negli empori… Lo stupore di esisterti, infinita battaglia di posizione, paci calde, guerre fredde, equilibri e geniali soluzioni, quell’essere unicamente Noi, mai raggiunto, mai perduto. |
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Post n°337 pubblicato il 13 Gennaio 2013 da nemamiah62
Per Mari e per Monti. Per Monti e per Mari. Per Monte Mario. Per Monti e per Vallate. Per Monti e Gallarate. Per Strade e per Contrade Di Qua e di Là si Sente la Voce Allegramente dello Spazzacamin. Per l’Europa Senza Monti. Per la Mitropa Cup. BerBer – Bersani Berlusconi Un Domani da Leoni. BerBer – Bersani e Berlusconi Senza Monti Né Ricchioni. BerBer – Ber Sani e Ber Lusconi Bevi e Canta con Peroni. BerBer I Love - The Con Tuareg a Casa Tua. BerBer I Love – The Con Tuareg Nel Deserto. Sterza Repubblica. Orgasmo con l’Ingroia. Rivoluzione Virile. Rivoluzione Vinile. Rivoluzione Fienile. Rivoluzione Triviale. Bosoni e Busoni Uniti per la Foia. Movimento Cinque Stalle. Movimento Cinque Stille. Movimento Cinque Stigmate. Movimento a Medjugorie. Fratelli di Taglia – Centro Rasta Nazionale. Fratelli di Taglia - Centravanti da Finale. Pd Meno Elle Coi Trans le Camporelle. Pd Meno Trans Sol Con Elle più le Sorelle. Grande Sud Con Maroni. Grande Nord Senza Terroni. Grande Centro con Profumo. Grande Puzza ad Arluno. Micciché Santanché le Sorelle Coccodé. Ridateci i Casini. Rideteci Sopra con Albertini. L’ Uomo Qualunque. La Femmina Comunque. Le Escort Ubicumque. No Tav. Sì Tav. Sì e No Tav. Zumb Zumb Tav Tav. L’Utri è mio e lo gestisco io. Lima Dell’Utri, Cosa Nostra Tu Mi Sfruti. Tuttiifrutti Honolulu E Dell’Utri dagli Zulu. Borboni e Borghezio La ‘Ndrangheta a Busto Arsezio. Yes We Camion. Mi VendoLa. Ti VendoLa. Ti VendoLa Grinta che non hai, in cambio dell’Interno ti do il Senato sai. Seggio Bollente. Il Politico non Rubi. Il Politico con Ruby. Ne Samorì Né Samorà Ma l’Olivina Saclà. Reggio alla Gente. Correggio al mio Cliente. Scorreggio al Quirinale. Mani, Pulite Di Pietro! Mani, Lavategli il Di Dietro! ManiPulate Di Pietro! Mani Pudiche Senza Di Pietro. Renzi Arbore e Boncompagni. Fa’ che Renzi Non Me Magni. Leopolda con Renzi. Renzi con Lucia. Renzi e Giulietta. Renzi e Romeo. Renzi Giulietta e Romeo. Renzi in Alfa Romeo. Renzi il Caymano. Salute Pubblica Sanità Privata. Evacuazione Nazionale. Esodo Generale. Pentateuco Federale. Levitico Regionale. Grande Marcia su Pechino – Sol Più le Nonne a Fiumicino.
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Quattro poli it's megl' che two. Quattro Poli sono meglio che otto Facoltà di Lettere. Quattro polli sono meglio che i tre galli di Renzo. Quattro poli, quando si scongelano, fanno un disastro planetario doppio. Quattro poli vuol dire che si può andare a fare slitta estrema anche a Città del Messico e a Taiwan. La Quattròpoli era una civiltà più avanzata della Pentapoli, e aveva tentacoli dappertutto, perché si faceva in quattro per estendere il suo impero. Tripoli è molto meno ricca di Quattròpoli. |
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Bonne Année les Churros - Orbi e Turbis (Composizioni natalizie orbis e turbis, per archi, trave, o boe, o salvagenti)
Bonne Année á tout le monde cochon et/ou platonique, all'ecumene quaresimale, cicisbea, digitale, pitale, pitona, fondamentalista, liberal comunista, sinotibetana, uraaloaltaica, romana, laziale, caucasica, causidica, crostacea o mollusca, australopiteca o virtuale, bizantina, ispana, ispanoazteca, ispanocastigliana, ispanocatalana, ispanobrasiliana, ispanoyankee, ispanoitaloargentina, ispanoscandinava, ispanomozarabica, urda, iranica, globale o parziale, intera o affettata, isolata o connessa, creditizia o indebitata!
Churros, churros, churros! Joder!
(Nota. “Churros”, dolci tipici natalizi spagnoli. Lo scritto risente di un certo rientimento a causa di intervenuti disturbi influenzali) |
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E'uscita la mia raccolta di poesie Ezio Flcomer Rottami d'oro (poesie 2010-12) Venezia, Rosso Venexiano, 2012 acquistabile su:
http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=905886
"Rottami d'oro le nostre vite" è un verso di una poesia della raccolta, Onda di cantico. Rottami nella vita di un uomo e di una donna. Rottami che diventano materiale per la rinascita del senso del vivere, talismani terapeutici. Rottami nella storia collettiva, nell'immaginario della tradizione e della letteratura, del mito; oggetti e archetipi riesumati nel gioco della scrittura. La parola come rottame - d'oro, quando si fa ludus, metafora, espressione di piacere, dolore, indagine.
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Le isole Cayman sono di sinistra, Antigua è berlusconiana, Montecarlo è finiana, Bangkokh e L'Avana forniscono Casini, Grillo a Via del Campo, la Tanzania per la Lega, se ce l'ha ancora duro.
Ho fondato un'associazione di volontariato per aiutare igiovani italiani brillanti a cercare un futuro all'estero. Si chiamerà ONG KONG.
Eh, il grave problema italiano della fuga dai cervelli!
Da grande voglio studiare Asset Management dei rimborsi elettorali. |
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Se mi dici che ti lavo via tutto il sale, se mi dici che con me sprofondi in un sonno di pace, se mi dici che leggi il nostro futuro ogni giorno, se mi dici che i fantasmi non hanno potere. Ecco, sono più vero, se il mio cuore si apre, se il sapere è identico all’amare, se con te sono pirata e bambino, libero di mostrami stupido.
La sera è una conquista, il silenzio del sussurro nei petali di complicità, nelle note che il tuo corpo rimanda se toccato nell’immenso ascolto del dimenticarmi di me.
Voglio viverli questi flutti del dolore e del piacere degli occhi tristi e luminosi del variare delle stagioni.
Siamo tutto quello che viviamo e abbiamo vissuto tutto quello che non sappiamo tutto quello che mangiamo insieme. Ecco, adesso sono leggero. |
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Intravvedo la notte e la rabbia
Insistere |
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Post n°330 pubblicato il 21 Settembre 2012 da nemamiah62
Le dita della mano sono al femminile, al plurale, anche se appartengono a un rude carpentiere calabrese o nordafricano. Perché al singolare mi diventano maschili? Quale tabe psichica, quale virus senza cure ha serpeggiato fra gli indoeuropei per creare simili devianze? E le dita dei piedi? Stesso busillis. Le dita dei piedi. Il più importante, l’alluce, lo alluce, Herr Alluce. Proprio quello che era così bello mettersi in bocca a tre anni quando si era dei felici e liberi contorsionisti. Le dita dei piedi e il alluce, illo alluce, proprio iddu. E se ho gli alluci smaltati, sono alluci rossi? Perché non dovrebbero essere alluci rosse? In fondo ho una componente femminile molto forte. Da piccolo non ho giocato con la Barbie, voglio dire, la bambola, intesa in senso letterale. Ma mi sarebbe piaciuto tanto. Niente Barbie, perché ero un rude Barbaro, un re barbaro, un Ra barbaro, un Ka Chevrolet. Ero Alfo ed Omego, talvolta a luci rosse, e senza smaltarmi gli alluci, o le alluci, comunque i diti delle mani o dei piedi. Però mi dipingevo il volto con la vernice di papà, che era un rude carpentiere veneto, e scendevo sul sentiero di guerra con urla agghiaccianti. E mia nonna, che faceva il sonnellino pomeridiano, mi mandava a cagare, bestemmiando in turco, anche se era di stretta osservanza cattolica. E votava democristiano. Nella mia famiglia, le nonne votavano democristiano. I nonni, il papà e gli zii votavano comunista. Togliatti e Papa Giovanni, Longo e Paolo VI. Le nonne mi facevano bere l’acqua della Vergine di Loreto, sì, quella statuetta tutta di plastica, vuota dentro, baciare il crocifisso e dire le preghiere: si ottenevano magiche protezioni e assicurazioni future, tipo, non so, otto Padre Nostro, dieci Ave Maria, sette Requiem in aeternam per chiedere a Dio di non farmi fare il militare da grande o perché il Milan vincesse il campionato, o comunque la Juve lo perdesse. Gli zii e il papà mi insegnavano a dire le bestemmie, a bere vino rosso, a cantare Bandiera Rossa e ad adorare l’Urss. Però erano dei comunisti liberali, erano aperti alla cultura americana, soprattuta nella pornografia. Così, a undici anni leggevo il Vangelo, il Manifesto del Parito Comunista e Le Ore della Settimana. ma anche Tex e Capitan America e i Fantastici Quattro e Thor. E Diabolik, Kriminal, il gruppo Tnt e Jacula, Messalina, Isabella, Jolanda. Poi, Jacula che ti Ejacula, divenni felicemente laico liberal, negli anni di Craxi, di Moana, del Drive In e di Quelli della Notte. Ma con la crisi finanziaria del 92’, misi la testa a posto, anche se andava sempre più fuori posto. Che adýnaton! Che éskaton! Che whashington! Dove ero rimasto? Ah, sì, ai diti e alle dita. E Ditare, Umi Dità, UmiDitad Popular, A Dire, Esau Dita, Giacobbe Dita, Infra Dita, Sud Dita.. Ormai sono sul limitar di Dite, vecchio e catarroso mi accingo a discendere agli inferi accompagnato dal dio Hermes Psicopompo. Ma intanto, anche se un po’ Psycho, Pompo ancora un po’. Pompo con l’alluce o anche alluce spenta. U Dite U dite, U Ditu miu punciutu, spacchiuso, matelico, frastorna i tasti alla ricerca di un lieto fine a questa storia bislacca, gratuita, a quasta favola morale, zoomorfica, esopica ed esoterica, a queta favola ditale! Ma no, non esageriamo, solo un po’ ditalina. Quale il messaggio fra le righe, o le riga? (Ormai non sono più certo di nulla). Succhiatevi il dito, finché siete ancora giovani e contorsionisti. O succhiateglielo ad altri per condividere la gioia. Usate i gioielli che avete, i vostri cristalli magici. Diceva il mio parroco al catechismo, un messicano, se mi ricordo bene, un certo.. Don... Juan Matus: “A che servirebbe avere cristalli meravigliosamente levigati se non si riesce mai a trovare lo spirito che dà potere? D’altra parte, se non si hanno i cristalli ma si trova lo spirito, si può mettere sul suo cammino qualsiasi cosa perché la tocchi. Se non riuscite a trovare nient’altro potete metterci i coglioni” *. E noi, piccoli seminaristi yaqui, ci sganasciavamo. ------------------- * Carlos Castaneda, Viaggio a Ixtlàn. Le lezioni di Don Juan, Roma, Astrolabio, 1991, p. 190. |
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Post n°329 pubblicato il 16 Settembre 2012 da nemamiah62
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Post n°328 pubblicato il 07 Settembre 2012 da nemamiah62
Think Tank 002/636 - Il punto della situazione.
Servirebbe un grande leader che sappia parlare alle masse strizzando l'occhio alle élites.
Berlusconi sa parlare alle masse. ... D'Alema, il king maker, sa strizzare l'occhio alle élites.
Bersani, il king maked, ha l'aria sciupata e disorientata.
Renzi è un bravo ragazzo. De Gasperi e gli U2. Più Twitter che Facebook.
Montezemolo, il turbo-liberista, ha l'aria troppo fighetta e poco testosteronica.
Grillo incarna bene l'archetipo del Grande Pulitore (operatore ecologico) e ha il testosterone – per la decrescita (?) –; ma:: -non ha il professionismo di Lenin; -non ha la velocità tattica e il fiuto opportunista di Mussolini (invalidare minchiate Severgnini per la haûte londinese) -è genovese, ci ha solo il risparmio in testa, impallidirebbero anche la Merkel e i finlandesi...
Bindi non vuole il testosterone, e non è il Mahatma né il Dalai Lama.
Santanché è satura di testosterone, ma non è Golda Meyr.
Io… non iniziate a guardare me, sono solo un docente inidoneo, un topo di biblioteca, declassato ad assistente amministrativo dalle recenti Purghe, e ho paura persino della mia Ombra, dal Profumo incerto, dal sentore di gulag.
Proposta: astenersi temporaneamente dal sollevare veto Consiglio di Sicurezza.
(Rapporto consegnato Pentagono, 17.56, 07/09/2012, Dipartimento analisi e studi geostrategici – teoria dei giochi - scenari evolutivi – Italia – prot. 06B56A12CSS2390000000000000000000315)
(http://ospitiweb.indire.it/adi/BottaniSocio/InterBot/sindrome%20burnout.pdf Vittorio Lodolo D’Oria et all., “La Sindrome Burn Out – Studio Getsemani – Quale correlazione tra fenomeno del burnout e patologia psichiatrica negli insegnanti?”) |
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Post n°327 pubblicato il 06 Settembre 2012 da nemamiah62
“Trickster. Guastafeste e imbroglioni divini”
Conduce Ezio Falcomer, con Ipazia, Piera e Manlio Lo Presti, mercoledì 12 settembre, h 21.30, su Radio Accademia dei Sensi
“Trickster. “[…] il lato giocoso e trasgressivo della immaginazione umana così come è impersonato nella mitologia del trickster o “briccone”, secondo la traduzione italiana in uso del termine. Il quale in antropologia e negli studi culturali si riferisce rigorosamente a un certo tipo di eroi culturali, accomunati dal fatto di essere irregolari: mentitore, ingannatore, ladro, il trickster viola i confini, supera le barriere, oltrepassa i limiti in tutti i sensi. Ma è anche la figura che in società ordinate ma immobili (ordinate perché immobili) introduce l’innovazione, modifica la situazione esistente, porta la cultura e, se proprio si vuole, il progresso.
Nell’America settentrionale il Coyote insegnò alla razza umana come vestirsi, cantare e tirare con l’arco. Nell’Africa occidentale Eshu scoprì la divinazione. In Grecia Ermes il ladro inventò l’arte del sacrificio, il modo di fare il fuoco e persino il linguaggio. Tre varianti della figura del “briccone” che hanno in comune il ruolo di creatore proprio in virtù della natura trasgressiva del loro essere e del loro agire. Una caratteristica che, secondo Hyde, li accomuna ad artisiti contemporanei come Picasso, Marcel Duchamp, John Cage, Allen Ginsberg e altri, i quali possosno bene essere considerati l’ultima reincarnazione del trickster. Gli antici miti dicono che il trickster fece il mondo così com’è; altri dèi cercarono di plasmarne uno migliore – perfetto e ideale – ma questo mondo, con la sua complessità e ambiguità, la sua bellezza e i suoi orrori, fu creato dal briccone, e l’opera non è ancora finita”.
(Dalla seconda di copertina di Lewis Hyde, “Il briccone fa il mondo. Malizia, mito e arte”, Torino, Bollati Boringhieri, 2001, ed. or. 1998)
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(immagine sopra, Huehuecoyotl, tratta da: http://hti.math.uh.edu/curriculum/units/2007/02/07.02.11.php ) La trasmissione sarà ascoltabile e scaricabile in mp3 da: http://en.1000mikes.com/show/accademia_dei_sensi |
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Chi sono
Chi sono
Mi chiamo Ezio Falcomer. Sono nato a Concordia Sagittaria (VE) nel 1962, vivo a Torino. Lavoro come insegnante bibliotecario.
Ho una esperienza di attore di prosa professionista, dapprima presso Il Teatro delle Dieci col regista Massimo Scaglione e con collaborazioni in Rai (1980-81); ho poi lavorato per varie compagnie e gruppi e ho partecipato a rappresentazioni e letture pubbliche di testi.
Dottore di Ricerca in Italianistica, ho pubblicato Carlo Vidua. Un giovane letterato subalpino in età napoleonica (Alessandria, Dall’Orso 1991) e altri lavori di critica letteraria su Camillo Sbarbaro, Eugenio Montale, Giacomo Leopardi, Carlo Goldoni, Voltaire, Piero Gobetti, Ippolito Pindemonte.
Nel 2008 ho pubblicato un volume di versi sotto lo pseudonimo di Isidhermes Siviglia, Brezze di brace (Castellana Grotte BA, CSA Editrice).
Nel febbraio del 2010 ho ottenuto il primo posto nella sezione “Silloge” del Premio internazionale di poesia “Città di Torvaianica” 2009 (poesie pubblicate nell’Antologia della manifestazione dalle Edizioni Stravagario di Irene Sparagna).
Nell'aprile del 2010, l'editore Nerosubianco di Cuneo ha pubblicato il mio Vorrei vincere il nobel per la Fisica come Frank Einstein. Post comici, demenziali, ludicomaniacali. Sempre nello stesso anno e' uscita la mia raccolta poetica La vita picara, presso l'editore NarrativaePoesia di Lanuvio RM.
Nel 2009 ho partecipato anche a due spettacoli del regista torinese Alan Mauto Vai. Faccio anche teatro online presso “Accademia dei Sensi”, Compagnia di Teatro Web e col regista e scrittore Leonardo Franchini.
Nel luglio 2010 il mio Diario del Che in Sicilia è stato letto all'interno della manifestazione "Decameron Pop", a Milano.
Sono scrittore, redattore e audiolettore di testi per il sito “Rosso Venexiano”.
Collaboro col Centro Cultural Tina Modotti, di Caracas, e col suo principale animatore, Antonio Nazzaro, insegnante e mediatore di cultura italiana, critico e produttore di videoteatro didattico, per cui leggo audiofiles sia in italiano che in spagnolo.
Croce e delizia, il disturbo bipolare ha caratterizzato tutta la mia vita e condiziona in vario modo anche la mia attività creativa.
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Rottami d'oro
Ezio Falcomer
Rottami d'oro
(poesie 2010-12)
(Venezia, Rosso Venexiano - ilmiolibro.it, 2012)
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e dal sito
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Frank Einstein
E' uscito il mio
Vorrei vincere un nobel per la Fisica come Frank Einstein. Post comici, demenziali, ludicomaniacali,
Cuneo, Nerosubianco, 2010
Per l'acquisto online
"Un blog iniziato per caso senza sapere cosa fosse esattamente un blog. Un autore che scrive per gioco, per autoterapia, per istrionismo, per fragilità, per ironia, per delirio affabulatorio, per amore. Usa in internet come pseudonimo l’improbabilissimo “Isidhermes Siviglia” (volendo rompere le scatole al dio Hermes e a Santo Isidoro di Siviglia, nientepopodimeno; per non parlare di Iside) e per un periodo finisce fra i primi trecento blog “rilevanti” di Libero. Sono qui raccolte le prose più surreali, comiche, ludiche e carnevalesche partorite in due anni e mezzo di un blog che l’autore ha chiuso per poi scrivere ormai col suo vero nome".
Diario del Che in Sicilia
La vita picara
Ezio Falcomer
La vita picara
Poesie
(mia raccolta edita presso
Lanuvio RM, Narrativaepoesia, 2010)
Versione pdf liberamente scaricabile
Rischio, tensione espressiva, vitalistica; rabbia, risata ed ebbrezza. Diario dello scacco e della perdita, diario di bordo nel naufragio di fronte al nihil e alla malattia. Canto dell’amore e dell’eros: selvaggio, pagano, orfano biblico o, più semplicemente, alla fine della tradizione. La Vita Picara raccoglie tre anni di percorso creativo ed esistenziale sviluppato attraverso il blog e nel dialogo e confronto con il lettore-commentatore.
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Disturbo bipolare. Cosa sapere.
Manuale psicoeducativo per pazienti e familiari,
Roma, Edizione a cura di "Chi - Onlus. Cultural Human Improvement Onlus", patrocinio: Società Italiana di Psicologia e Psichiatria, bibliografia e sitografia aggiornata 2007,94 pagine,
edizione pdf gratuitamente scaricabile da:
http://www.disturbobipolarecosasapere.it/DBcosasapere.pdf
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