Suggestioni effimereConsacrata all'istante come tutti i sani di mente. |
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Quando Italo Calvino era poco più che trentenne e poco meno di un bohémien incontrò, nella Roma degli anni cinquanta, Elsa de' Giorgi; innamorato e gelosissimo un giorno le scrisse: "...il meraviglioso tuo corpo in bikini che però mi piacerebbe essere io solo a vedere, perciò andremo solo in posti molto solitari. Un'eremita bionda e bellissima in bikini, con signore nero e secco: ecco la perfetta incarnazione delle nostre vacanze future". La loro storia, mondana e turbolenta, si concluse ingloriosamente per volere di Calvino, devoto alla leggerezza oltre che alla scrittura. ... L'amore è spesso ingeneroso e mentre l'osservi muoversi disinvoltamente con l'animo sazio di segreti incanti, qualcosa interviene a ridurlo a brandelli; può essere a causa della gelosia, può trattarsi della volontà di riappropriarsi dei propri spazi, quel che è certo è che la stanca felicità delle notti, tentata dai dubbi o dalla paura, lascia il posto ad una disincantata solitudine. Io ne ricordo ancora la sofferenza anestetizzante e la caparbietà a sondare l'insondabile. |
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Post n°722 pubblicato il 16 Maggio 2013 da Odile_Genet
"Sono stato affascinato dalla moralità di Gatsby che andava oltre ogni compromesso, dalla sua illusione di poter sconfiggere insoddisfazioni e fallimenti con la riconquista di Daisy, l'ereditiera della quale si era perdutamente innamorato prima di diventare ricco". Così Leonardo DiCaprio in un'intervista rilasciata qualche giorno prima di partire per Cannes per l'uscita del suo ultimo film Il Grande Gatsby di cui è protagonista; questa terza trasposizione cinematografica attinge a piene mani al capolavoro di Fitzgerald il quale, attraverso l'analisi della fragilità umana, offrì un ritratto fedele dell'America dell'età del jazz. Io non andrò a vedere il film per due motivi: il primo è che i film non sono mai all'altezza del libro che li ha ispirati; il secondo è che ho nel cuore la versione che di Gatsby offrì il regista Jack Clayton nel '74 con protagonista Robert Redford. Intanto la star hollywoodiana ha già sfilato sulla montée des marches, in perfetto stile anni trenta senza sapere nulla, ma queste sono mie illazioni, della vera bellezza del sogno di Gatsby che sfumò come nebbia tradendo il sogno americano. A seguire alcune immagini tratte dal libro di Alfred Cheney Johnston, Jazz Age Beauties.
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È l'umore a rendere il paesaggio folgorante nella sua maestosità o all'opposto granuloso; se ad abitarmi sono stati pregressi di agitazione, esso m'appare ostile e produco righe come meri tributi alla finitudine, ma quando è mia ospite la serenità, eccola tradursi in felicità verbali affatto intimorite dalla sorgente di tanta beatitudine, in genere il cielo o il mare.
La poesia e la letteratura offrono innumerevoli esempi in cui il paesaggio partecipa dello stato d'animo di chi scrive. Eccone alcuni:
"In cielo il sole è diventato un polmone secco; convive con la luna e con il buio che comincia a cadere rarefatto immergendosi nelle spaccature della carreggiata, nelle macchie d'olio colato dai motori, negli scarabocchi delle frenate, negli alberelli dai tronchi tenuti su con i bastoni delle scope". Giorgio Vasta, Il tempo materiale
"Quando il sole fa rosseggiare i nuvoli dell'orizzonte, le cose che per la distanza si vestivano d'azzurro saranno partecipanti di tal rossore, onde si farà una mistione infra azzurro e rosso, la quale renderà la campagna molto allegra e gioconda; e tutte le cose che saranno illuminate da tal rossore, che sono dense, saranno molto evidenti, e rosseggieranno; e l'aria per esser trasparente avrà in sé per tutto infuso tal rosseggiamento, onde si dimostrerà del color del fiore de' gigli". Leonardo, Trattato della pittura
"I wandered lonely as a cloud That floats on high o'er vales and hills, When at once I saw a croud, A host, of golden daffodils: Beside the lake, beneath the trees, Fluttering and dancing in the breeze. W. Wordsworth, Daffodils
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Tutto e il contrario di tutto su Giulio Andreotti in questi giorni ma quando si legge, non importa l'argomento, bisogna essere coraggiosi e lasciare che tutte le porte si aprano e si chiudano senza pregiudizi. Il compito del bravo lettore è poi quello di trovare i nessi tra le cose che sembrano incompatibili o contaddittorie; a distanza di una settimana dalla morte dello statista tengo per me questa lettera di Aldo Moro scritta quando era prigioniero delle Brigate Rosse e dedicata proprio ad Andreotti. Correva l'anno 1978. "...Tornando poi a Lei, on. Andreotti, per nostra disgrazia e per disgrazia del Paese a capo del governo, non è mia intenzione rievocare la grigia carriera. Non è questa una colpa. Si può essere grigi ma onesti; grigi ma buoni; grigi ma pieni di fervore. Ebbene, on. Andreotti, è proprio questo che Le manca. Lei ha potuto disinvoltamente navigare tra Zaccagnini e Fanfani, imitando un De Gasperi inimitabile che è a milioni di anni lontano da Lei. Ma Le manca proprio il fervore umano. Le manca quell'insieme di bontà, saggezza, flessibilità, limpidità che fanno, senza riserve, i pochi democratici cristiani che ci sono al mondo. Lei non è di questi. Durerà un po' più, un po' meno, ma passerà senza lasciare traccia". |
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Post n°719 pubblicato il 14 Maggio 2013 da Odile_Genet
Si può immaginare qualcosa di più poetico di un uomo che pianta alberi? Yacouba Savadogo lo fa da quarant'anni nel deserto del Sahel, un tempo regno del nulla. |







Inviato da: MG_The_blogger
il 18/05/2013 alle 22:43
Inviato da: hommelibre10
il 18/05/2013 alle 22:25
Inviato da: MG_The_blogger
il 18/05/2013 alle 22:10
Inviato da: Der.Golem
il 18/05/2013 alle 18:56
Inviato da: Odile_Genet
il 18/05/2013 alle 18:17