faiky's land

la vita è una scalata, ma la vista è grandiosa

Creato da faiky il 02/01/2006

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trent'anni

[...] sono stupendi i trent'anni, ed anche i trentuno,i trentadue, i trentatrè, i trentaquattro, i trentacinque!
Sono stupendi perché sono liberi, ribelli, fuorilegge, perché è finita l'angoscia dell'attesa, non è cominciata la malinconia del declino, perchè siamo lucidi, finalmente, a trent'anni!
Se siamo religiosi, siamo religiosi convinti; se siamo atei siamo atei convinti.
Se siamo dubbiosi, siamo dubbiosi senza vergogna.
E non temiamo le beffe dei ragazzi perché anche noi siamo giovani, non temiamo i rimproveri degli adulti perché anche noi siamo adulti.
Non temiamo il peccato perchè abbiamo capito che il peccato è un punto di vista, non temiamo la disubbidienza perché abbiamo scoperto che la disubbidienza è nobile.
Non temiamo la punizione perché abbiamo concluso che non c'è nulla di male ad amarci se c'incontriamo, ad abbandonarci se ci perdiamo: i conti non dobbiamo più farli con la maestra di scuola e non dobbiamo ancora farli col prete dell'olio santo.
Li facciamo con noi stessi e basta, col nostro dolore da grandi.
Siamo un campo di grano maturo a trent'anni,non più acerbi e non ancora secchi: la linfa scorre in noi con la pressione giusta, gonfia di vita. é viva ogni nostra gioia, è viva ogni nostra pena, si ride e si piange come non ci riuscirà mai più.
Abbiamo raggiunto la cima della montagna e tutto è chiaro là in cima: la strada per cui scenderemo.
Un po' ansimanti e tuttavia freschi, non succederà più di sederci nel mezzo a guardare indietro e avanti e meditare sulla nostra fortuna.
(Oriana Fallaci)
 

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AVRAI

 (C.Baglioni)

  

Avrai sorrisi sul tuo viso come ad agosto grilli e stelle,storie fotografate dentro un album rilegato in pelle
tuoni d'aerei supersonici che fanno alzar la testa e il buio all'alba che si fa d'argento alla finestra
avrai un telefono vicino che vuol dire già aspettare, schiuma di cavalloni pazzi che si inseguono nel mare
e pantaloni bianchi da tirare fuori che è già estate, un treno per l'America senza fermate.

Avrai due lacrime più dolci da seccare, un sole che si uccide e pescatori di telline
e neve di montagne e pioggia di colline, avrai un legnetto di cremino da succhiare
avrai una donna acerba e un giovane dolore, viali di foglie in fiamme ad incendiarti il cuore
avrai una sedia per posarti e ore vuote come uova di cioccolato ed un amico che ti avrà deluso tradito e ingannato...

Avrai, avrai, avrai il tuo tempo per andar lontano,
camminerai dimenticando, ti fermerai sognando...
Avrai, avrai, avrai la stessa mia triste speranza
e sentirai di non avere amato mai abbastanza
se amore, amore avrai...

Avrai parole nuove da cercare quando viene sera e cento ponti da passare e far suonare la ringhiera
la prima sigaretta che ti fuma in gola un po' di tosse, Natale di agrifoglio e candeline rosse
avrai un lavoro da sudare, mattini fradici di brividi e rugiada
giochi elettronici e sassi per la strada, avrai ricordi ombrelli e chiavi da scordare

Avrai carezze per parlare con i cani e sarà sempre di domenica domani
e avrai discorsi chiusi dentro e mani che frugano le tasche della vita
ed una radio per sentire che la guerra è finita...

Avrai, avrai, avrai il tuo tempo per andar lontano,
camminerai dimenticando, ti fermerai sognando...
Avrai, avrai, avrai la stessa mia triste speranza
e sentirai di non avere amato mai abbastanza
se amore, amore, amore, amore avrai...

 

 

 

 

 

 

Mamma a tempo ridotto

Post n°1332 pubblicato il 28 Ottobre 2012 da faiky

Ho sempre pensato che una mamma debba seguire i propri figli.
Soprattutto quando sono molto piccoli e hanno tanto bisogno di lei.
Non capisco le “donne in carriera” che lasciano i figli la nido, alla baby sitter, ore e ore e ore. Io non ne sarei mai stata capace, tutto qui.
E non parlo di chi è costretto a lavorare per pagarsi il mutuo o l'affitto, parlo proprio di chi lo fa per scelta e ne potrebbe fare a meno!
Come dico spesso, io non avrei nessun problema a fare la casalinga se lo stipendio di mio marito me lo permettesse!
Detto questo, per cause di forza maggiore da un paio di mesi lavoro full-time. A me andava bene tirare tutti i mesi per far quadrare i conti col mio misero part-time a 4 ore, ma qualcuno ha deciso per me, quindi ho dovuto prendere quel che ho trovato.
La mattina preparo la colazione ai bimbi, li sveglio, si preparano prendono il pulmino e vanno a scuola, io sistemo quello che posso in mezz'ora e parto.
Se mi va bene alle 17 ho finito, se il capo deve far quadrare conti di anni di casini, magari anche no.
Comunque qualcuno deve preparare loro il pranzo e in questo caso ho la fortuna di avere mia madre al piano di sotto che li prende dal pulmino e si occupa di questo.
Sono fortunata anche perché sono molto autonomi coi compiti e difficilmente quando arrivo a casa è rimasto qualcosa indietro da fare, tutt'al più c'è da ripete storia, scienze o geografia.
E poi ci sono gli impegni sportivi. Io (o il marito) riesco a passare a riprenderli, ma per portarli ho sempre bisogno di un appoggio. E pure qui abbiamo messo su un'organizzazione che neanche un esperto di logistica poteva fare meglio!
E poi si arriva a casa la sera con tutto da fare, la casa lasciata un po' come capita (ma in questo devo dire che stiamo facendo progressi), io che sono stanca e un po' mi arrabbio.
Ho due bambini grandicelli, ma mi mancano.
Anche se i pomeriggi urlavo per i compiti, anche se mi sentivo più tassista che mamma, anche se adesso guadagno qualcosina in più che ci fa arrivare tranquilli a fine mese.
Com'è fare la mamma che lavora?
Non lo so, mi ci devo ancora abituare sul serio. Fino a qualche mese fa ero io ad ascoltare i loro racconti (e le loro litigate) quando pranzavano, ora io non ci sono e al massimo posso concedermi 10 minuti di telefonata!

Forse è solo questione di abitudine, una volta stavo fuori le stesse ore e sono sopravvissuta.
Avevo 10 anni e due figli in meno, forse questo un po' di differenza la fa!
Ci sono giorni che mi sento terribilmente in colpa per non esserci. Ma non ho molte alternative quindi me ne faccio una ragione!

E poi, ovviamente, quel poco di tempo per me che avevo faticosamente guadagnato negli ultimi dieci anni, in un batter d'occhio è sparito... … …
Non so se sono una mamma migliore o peggiore lavorando, sono un mamma molto più stanca di prima, sicuramente.
Ma sono una mamma che prepara ancora la torta per la colazione della sua Principessa, che va a a vedere il suo Ometto giocare il sabato pomeriggio, che la domenica porta i bambini a Messa e catechismo, che lava e asciuga le divise in tempo per l'allenamento,  che si è presa il permesso per la riunione a scuola e si è candidata comunque per il posto di rappresentante,  insomma ... che cerca di fare comunque del suo meglio...
Non ho ancora perdonato chi mi ha messo in questa situazione, difficilmente lo farò, ma, se non altro, ho ricominciato a sorridere e cantare

 
 
 

E' già passato un anno... eh già

Post n°1331 pubblicato il 04 Ottobre 2012 da faiky

Ricordo ancora le lunghe e calde ore di quel martedì…
Ricordo ancora la telefonata di mio suocero in cui mi chiedeva di cercare qualcosa da metterle, perché gli avevano detto che era questione di ore… e a me che sembrava una cosa così assurda dover portare i vestiti prima…
Ricordo ancora lo strazio di frugare nel suo armadio con mia madre (perché da sola non potevo farcela)…
Ricordo ancora la telefonata a mio marito per dirgli di tornare a casa tua madre sta morendo che un conto è aspettarselo e pensarlo, un conto è dirlo ad alta voce...
Ricordo ancora la litigata con lui del giorno prima, perché era voluto andare da lei,  io volevo andarci domenica, ma aveva detto di no e poi il lunedì a volerci portare i bambini a tutti i costi… e i bambini per l’ultima volta l’hanno vista così e la mia rabbia gliela riversai tutta nel viaggio di ritorno che sembrava non finire mai... ormai eravamo tesi, nervosi, arrabiati col mondo e non ne potevamo davvero più... chissà, forse lei lo sapeva...
Ricordo ancora che la telefonata mi arrivò mentre stavo aiutando Principessa a infilarsi le scarpe per gli allenamenti “è morta, ha aspettato che uscissi dalla stanza per morire”... e considerando che non aveva aperto gli occhi dal giorno prima, sembra davvero strano, ma se ne andò nel momento esatto in cui il figlio aveva voltato l'angolo per andare a prendere un po' d'aria...
Ricordo che Principessa capì senza bisogno che le dicessi niente, come facevo a nasconderglielo avendola lì… il suo cosa è successo? era solo una domanda retorica… alla mia risposta scoppiò in lacrime, un quarto d’ora di lacrime, le uniche versate da lei.  Ometto era già in campo…
Ricordo quando mi toccò dirglielo dopo la doccia, non volevo interrompere i suoi allenamenti, volevo lasciargli godere quell’ora di pace, prima di tutto quello che ci sarebbe toccato affrontare…
Ricordo quelle due ore seduta sulla panchina ad aspettarlo a mandare messaggi e fare telefonate per dire che era finita…
Ricordo i singhiozzi sordi di Ometto in macchina...
Ricordo il non aver voglia di mangiare a cena…
Ricordo la foto che scelsi io, quella dov’era coi bimbi per la loro prima Comunione, solo un anno prima…
Ricordo la visita a mio suocero dopo cena, lo ricordo sorridente a parlare di quando lei c’era e stava bene, in lacrime parlando degli ultimi tempi e di ancora prima quando lei quasi se lo sentiva, frastornato dalle telefonate, le visite e la stanchezza…

E’ passato un anno, ma se chiudo gli occhi riesco ancora a respirare l’aria di quel giorno.
E’ già passato un anno e ancora faccio fatica a passare al cimitero e a guardare la tua foto sorridente sul comodino di Ometto.
E’ già passato un anno, ma ho ancora un brivido per la schiena quando penso a tutta quella gente che era lì solo per te…
E’ già passato un anno e fa ancora male pensare al mio Ometto che singhiozza di fianco alla tua bara…
E’ passato un anno e ancora non ho cancellato il tuo numero dal cellulare nonostante la sim sia scaduta…
E’ passato un anno e mi manchi ancora tanto...

 
 
 

Giornate storte

Post n°1330 pubblicato il 20 Settembre 2012 da faiky

Oggi è una di quelle giornate in cui mi è presa male.
Sarà perché i panni non hanno ancora imparato a fare le scale da soli…
Anche loro potrebbero darsi una svegliata, sapendo che qualcuno che dorme c’è sempre e che io non posso ricordarmi sempre tutto, no?!
Sarà perché a calcio mi stanno facendo girare le scatole, perché cambiano le cose a loro piacimento dimenticando che c’ero pure io alle 9 di mattina quella  domenica di luglio alla riunione in cui si era detto tutt’altro. Io a queste condizioni non ce la posso fare, io ho bisogno che mia figlia possa lavarsi in tranquillità per appoggiarmi agli altri (e per altri intendo anche solo MonoNeurone), se no devo esserci sempre io… e l’anno scorso che ero a casa il pomeriggio e riuscivo a organizzare la cena alle 2 ci stava, quest’anno no. Chi glielo spiega ora a Principessa?
Sarà perché quella str… che mi ha contattato per un lavoretto di pulizie alla fine di giugno dicendo che mi avrebbe richiamato a breve mi ha telefonato stamattina…
Ho visto la chiamata poco fa, ma mi rifiuto di sentire cosa vuole… adesso! E che cavolo, ne avevo bisogno, anche solo per sollevarmi il morale quest’estate e non s’è fatta viva… ora che non ho il tempo neanche per respirare mi chiama???
Sarà perché il mio attuale capo, che ancora non ho capito se è lui o no, ancora non si vede praticamente da inizio mese e avrei giusto un libro di cose da chiedergli (che tanto quando poi ci sarà avrà altre mille cose da fare e tanti saluti alla mia lista!)….
Sarà che ho dormito poco, ma in compenso mi sono messa avanti con la torta che avrei dovuto fare stasera!
Torta pronta alle 7,25… cinque minuti prima e potevamo farci colazione… a saperlo non guardavo Scrubs fino alle 6!
Sarà che oggi vorrei preparare io il pranzo ai miei bambini e sentire i loro racconti di scuola e non dovermi accontentare di una telefonata di 5 minuti…
Sarà che non vedo i risultati di quello che sto facendo e ho bisogno di qualche motivazione in più per andare avanti con questo ritmo… sì, sto parlando di soldi, scusate se sono così venale!

 
 
 

Io tollero, tu tolleri, egli tollera...

Post n°1329 pubblicato il 06 Settembre 2012 da faiky

Tolleranza: 1 Capacità di resistere a condizioni sfavorevoli o potenzialmente dannose SIN sopportazione: t. ai farmaci 2 Disposizione a comprendere e a rispettare idee e comportamenti diversi dai propri: t. culturale, religiosa; atteggiamento comprensivo SIN indulgenza: mostrare t. per i difetti altrui || casa di t., in cui veniva esercitata la prostituzione legalizzata | t. zero, nel l. giornalistico, politica di assoluta severità contro criminalità, illegalità ecc. 3 Lo scarto ammesso rispetto a un valore stabilito SIN margine: si inizia alle otto, con una t. massima di cinque minuti.

Come dicevo, dalla seconda metà d'agosto siamo in piena attività di preparazione calcistica (neanche dovessimo giocare in serie A). I tre calciatori si allenano, io macino gradini tra lavanderia e mansarda (o se va bene il balcone).
Come dicevo, dopo 7 anni di part-time ho iniziato a lavorare full-time (quel che ho trovato, non che avessi molta scelta).
Come dicevo, mi tocca un po' improvvisare e  capita che le 8 ore, diventino 9 e oltre, devo organizzarmi, poi conto di rimanere nelle 8 ore. Sta di fatto che prima delle 6 non sono a casa.

Premesso tutto ciò, ieri sono un po' sbottata con MonoNeurone, perché, splendido splendente, se ne parlava con un amico di andare a funghi visto che è piovuto e si suppone comincino a spuntare.
MonoNeurone, non so se l'ho detto, ha fatto 4 allenamenti a settimana la penultima di agosto, 3 la scorsa e questa sta andando tutte le sere.

Sabato ho appuntamento dalla parrucchiera, che ormai non so più cosa fare della mia frangia (e pure di quei peletti grigi qua e là) e devo pure andare a chiudere la disoccupazione prima che mi tocchi dare dei soldi all'Inps.
Sabato, per cause di forza maggiore, è l'unico giorno in cui si riesce a dare una pulita seria a casa (durante la settimana riesco a mettere qualche pezza qua e là-svegliandomi un po' prima tra parentesi).
C'è pure la piscina da vuotare e ripulire perché chissà mai quando ricapita un altro week end col sole andando avanti.
Sabato pomeriggio c'è un'amichevole dei bambini.
Insomma... sabato mattina qualcuno (a caso) bisognerà che si renda utile... E HA IL CORAGGIO DI -anche solo-NOMINARE I FUNGHI???
Quindi, in seguito alla sbottata di cui sopra, MariaPentita(VittimaSacrificale)MonoNeurone stamattina mi manda un sms in cui mi chiede se preferisco che stia a casa dagli allenamenti questa sera o domani.
Ora... MA CHI TE L'HA CHIESTO???
Poi, dopo due temi di sms che a me 180 caratteri mi fanno un baffo, in cui gli dico che se mi fa pure la vittima mi incavolo ancora di più (in sintesi era quello il concetto), gli faccio presente che giusto un paio di volte gli avevo chiesto di aspettare 10 minuti i bambini (con suo conseguente ritardo di ben 10 minuti all'inizio degli allenamenti) in maniera che io potessi andare a casa (perché serviva solo dare una mano a Principessa, poi il trasporto a casa ce l'avevano) e mi aveva risposto scocciato, neanche gli avessi chiesto la luna!
Ora, io sono tollerante, ma alla telefonata di oggi, in cui mi ripeteva che assolutamente non intendeva fare la vittima e la storia dei funghi era tanto per dire (beh, se la tiri fuori una volta ok, quando cominciano a essere tre o quattro, tanto per dire te lo so dire!) gli ho fatto presente che se (tanto per dire eh!) ci vuole andare, ci vada domenica pomeriggio (quando deve andare a fare l'accompagnatore per la partita della terza categoria) e che quando gli chiedo 10 minuti del suo preziosissimo tempo di allenamento, non si scocci e faccia quella faccia tira-badilate perché la tolleranza sta scadendo e non è da consumare preferibilmente, quindi nuoce alla salute.
Che poi ora la butto anche sull'ironico, ma stamattina mi era salito un nervoso che ancora un po' mi metto a piangere e l'ultimo messaggio che gli ho scritto diceva più o meno "a un certo punto bisogna fare delle scelte e te lo dice una che non ha molta scelta ultimamente mi sembra"... embè...

 
 
 

Quella che si lamenta sempre

Post n°1328 pubblicato il 04 Settembre 2012 da faiky

Sto per entrare nella terza settimana del mio nuovo lavoro.
Venerdì si è parlato di contratto, non so di quanti mesi, ma se n'è parlato... magari un giorno lo firmerò pure, per ora non ho ancora visto niente (e le parole, si sa, volano, mentre gli scritti restano).
E' appena passato lunedì e sono già esausta. Sarà che ho donato il sangue e la cosa mi demolisce, ma non è che posso dopo due settimane prendermi il giorno che mi spetterebbe di diritto per la donazione, no? In fin dei conti  posso anche fare a meno di donare e andare un'altra volta. Ci tenevo ad andare perché è la prima volta, dopo la nascita di mia figlia, che mi chiamano per la seconda volta in un anno senza che la ferritina abbia da ridire... quindi mi dispiaceva, quindi è stata una mia scelta, quindi cavoli miei se ora sono stanca (ma alle 7,20 le 8 persone che avevo già davanti, quando l'orario di donazione inizia alle 7,30, non avevano proprio altro da fare???)
I miei coinquilini sono alle prese con la preparazione calcistica. Quello vecchio tutte le sere fa le 10-10,30. I piccoli a giorni alterni fanno le 8,30 (che sarebbe gioco anticipare almeno di un'ora, dal momento che caldo non c'è più, ma evidentemente non si può...). Quindi prima di partire o, in alternativa, quando arrivo, ho la mia lavatrice barra panni da stendere fissi.
Certo, mi ci mancava pure il calcio a cui pensare... ma va beh...
E poi, la cosa migliore, è che io ho passato un anno a cercare di far capire delle cose a una che non ne sapeva mezza e forse deve ancora capirle adesso nonostante i miei sforzi. Io che imparo abbastanza in fretta e mi basta vederle una volta per capire (e non è perché sono più intelligente di lei, semplicemente questo è il mio lavoro e non il suo), fatico a trovare qualcuno che mi affianchi e mi spieghi quello che devo fare.
Le informazioni arrivano col contagocce e spesso devo improvvisare. Fino ad ora ci ho preso, ma avete idea del casino?!
Il titolare quando c'è, spesso sparisce nel nulla e va beh... quando non sparisce è al telefono e quei 4 secondi tra una telefonata e l'altra devo essere pronta a chiedere quello che mi serve al volo e poi, come minimo, in quel momento è il mio di telefono che suona!
Non è per niente facile...
E che dire, al terzo giorno di lavoro, della visita del mio ex-capo???
Ma ce ne saranno di aziende in cui andare per bancali??? Ma proprio lì???
La mattina sono riuscita a schivarlo perché stavo arrivando e ci siamo solo incrociati nel piazzale, il pomeriggio me lo sono trovato in ufficio.
L'ho visto un po' spiazzato, non mi ha chiesto niente, sapete quelle affermazioni tipo "ah, ma dai lavori qui adesso???è da molto???", o anche un solo "come stai?" dopo il "ciao". Nulla. Forse non si aspettava proprio di trovarmi lì?! Io, almeno, ho avuto il tempo dal videocitofono del cancello all'ufficio di prepararmi al suo ingresso!
Ssarei proprio curiosa di vedere quel che accade nel suo di ufficio. Nessuno mi ha più chiamato, ci devo credere davvero che riesce a far tutto o non mi chiama solo per reputazione?!?!
Comunque,  per finire con la serie di lamentele...
Quei due a casa, da bambini quali sono, dimostrano che se non gli sto dietro a ripetere le cose duemila volte, le cose non le fanno e spesso arrivo a casa e trovo una serie di cose che mi fa girare le scatole e mi innervosisco parecchio.
E a quel cretino di mio cugino (per cui servirebbe un post a parte  viste le uscite degli ultimi tempi) che mi viene a dire "che culo" quando gli ho detto che iniziavo a lavorare vorrei piantare una badilata in fronte, primo perché culo sarebbe stato trovare un lavoro al primo colloquio, non dopo un anno e passa di colloqui... e secondo perché trovare un lavoro a 30 km da casa, a tempo pieno e con tutti i nessi e connessi di cui sopra, non lo chiamo esattamente culo...
Beh, forse visti i tempi è culo davvero, d'altra parte ho staccato un assegno per l'acconto al dentista  sabato e, pensandoci bene,  avevo il cuore più leggero dell'altra volta quando ho firmato il preventivo per l'apparecchio di Principessa pur non sapendo dove sarei andata a prenderli quei soldi lì!
Eh sì, è culo davvero... e io mi lamento sono proprio ingrata!
In fin dei conti sono passati solo 15 giorni, poco alla volta mi sembrerà di averlo sempre fatto questo lavoro, con o senza affiancamento... non è che sette anni fa fosse andata in modo diverso in fin dei conti! L'unica piccola differenza è che la mole di lavoro era leggermente inferiore...
A parte tutto, non è così male, però a me il caos non piace e rimettere a posto dove son passate diverse persone (alcune direi anche non proprio competenti a occhio)  negli ultimi mesi, senza capire esattamente cosa sto facendo, mi richiede un certo sforzo mentale...
Beh, se non sclero ci sentiamo alla prossima, dai!

 
 
 
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TENENDOMI
(Max Pezzali)

Quell'apatia di chi si è già
buttato via nell’anima
gettandosi in storie sterili
l’hai spinta via
mi hai detto credici

Solo tenendomi.

La forza che hai fatto crescere
quando io ormai stavo per cedere
la volontà di non arrendersi
la dignità e il rispetto che sai rendermi

Tenendomi.

E non capiterà mai, non capiterà a noi
se mi vorrai accanto a te.
La passione brucia presto però tu lo sai
che la stima tra noi, lei può resistere.

Le paranoie che a volte ho
che accanto a te poi passano,
la tua allegria, come sai ridere
la tua lealtà, il tuo non chiedere
e non pretendere.

La forza che hai fatto crescere
quando io ormai stavo per cedere
la volontà di non arrendersi
la dignità il rispetto che sai rendermi


Tenendomi
Tenendoci.

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il mio angioletto personale

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