Creato da Fajr il 30/10/2007

FAJR

... come fiordalisi in un un campo di grano. (D. Bonhoeffer)

Messaggi di Febbraio 2009

ri-ciclare gli inerti

Ieri notte a Parla con me un appassionato don Ciotti raccontava com'è possibile trasformare un pezzo d'Italia mafiosa in un luogo di speranza e di riscatto per i cittadini. Raccontava di come la sinergia (accidenti, a 'sta parola così abusata in passato, oggi praticamente ignorata!) tra rappresentanti delle Istituzioni, Forze dell'ordine, volontariato, semplici cittadini possa restituire dignità alle persone e ad un territorio. Tutto, in nome della GIUSTIZIA.

Stamane nella mia casella postale leggo la newsletter di lavoce.info e trovo questo.

E mi sovviene un altro pezzo dell'intervento di don Ciotti: "Non basta più l'indignazione, pur necessaria. Occorre provare un vero disgusto."

 
 
 

cogli l'attimo

C'è un'Italia che non esiste.

O meglio ci sono italiani che esistono ma non sono riconosciuti come tali. Un figlio di immigrati, nato e cresciuto in Italia, può ottenere la cittadinanza se fa la richiesta tra il compimento dopo aver compiuto 18 anni ma prima del compimento del 19o anno di età. Dopo non la potrà più ottenere. Una cittadinanza con la scadenza "da consumare prima del...". Così chi si è informato può ottenere la cittadinanza, chi non lo sa perde un suo diritto fondamentale. Insomma, cogli l'attimo.

Fotoromanzo G2

leggi su Limes >>>

secondegenerazioni.it >>>

 

 
 
 

manifesto ideale del neo futurismo

Post n°347 pubblicato il 20 Febbraio 2009 da Fajr
 

Per il centenario della pubblicazione del manifesto del futurismo su Le Figaro, gli studenti della Facoltà di Lettere di Verona, Stefano Soardo, Sara Meneghetti e Elena Zilotti, pubblicano il seguente manifesto ideale.

20/02/1909 - 20/02/2009

Avevamo vegliato tutta la notte, noi, tra i vicoli, le vie, le colline della città, sotto il drappo di un freddo e sincero cielo invernale, stellato come le nostre anime.
I nostri cuori, pulsanti di vita, battevano soli nella città dormiente, cadenzavano un ritmo dispari, selvaggio che nemmeno i cuori più giovani riuscivano a seguire.
Ci ergevamo unici, come fari sui promontori, svettanti nel nostro sacro fuoco alimentato da venti primavere; in piedi, tra i giovani seduti in poltrona, assuefatti dagli incanti dei Costanzo, delle De Filippi, dei grandi fratelli e delle isole degli omuncoli famosi, drogati di noia e di You-Tube, di videogames e di calciatori e modelle da imitare.
E noi, punti da un vento gelido, ai piedi di un vecchio forte, con Verona languente in basso, luminosa e sensuale nella sua provinciale sicurezza, al vento gridammo il nostro giovane urlo, che lo disperdesse, o lo portasse a tutti gli uomini vivi della terra:

1. Noi vogliamo cantare l’amore, l’abitudine al pensiero, all’energia, alla lungimiranza, alla vitalità, alla conoscenza profonda, all’intelligenza umile ma non sottomessa.

2. Il coraggio, l’audacia, la ribellione, il distruggere per costruire meglio, saranno elementi essenziali della nostra poesia e della vita che la travalica.

3. La televisione esaltò fino ad oggi l’immobilità in poltrona, il rincoglionimento, l’ignoranza. Noi vogliamo esaltare il movimento, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, l’aria aperta e il verde, la lettura, le belle idee per cui si muore, e senza le quali non si potrebbe vivere. Ribaltiamo gli scranni dei tronisti, mandiamo le marionette dei reality, i loro ideatori, i conduttori dei tg a lavorare in fabbrica, a scoprire cosa è, veramente, la realtà.

4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo è da sempre arricchita di una bellezza sempre nuova: la bellezza dell’umanità. La varietà della società multietnica, la libertà e molteplicità sessuale, di pensiero e d'opinione, ampliano l’orizzonte delle individualità: sono un’enorme ricchezza, non un pericolo da abbattere. La solidarietà, la riscoperta della gratuità del sorriso sono l’unico modo per abbattere il muro di diffidenza che separa l’uomo dall’uomo, per vincere la solitudine di ogni essere umano chiuso dietro alla sua crosta di egoismo, per ridere della paura del diverso che porta all’odio, che porta all’autodistruzione dell’uomo.

5. Noi vogliamo inneggiare all’uomo che ama, il cui sentimento e la cui ragione attraversano i continenti e rimbalzano sofferenti per questa terra ancora insanguinata da guerre folli di adulti disillusi.

6. Bisogna che il poeta si prodighi, con ardore, sfarzo e munificenza, per aumentare l’entusiastico fervore degli elementi primordiali, per urlare al mondo che donna e uomo sono profondamente uguali e immensamente diversi. Bisogna che urli per risvegliare la donna del civile Occidente che, paga di specchi di libertà riflessa, non reagisce più di fronte all’insulto dei modelli a cui fin da bambina è costretta ad aspirare, e vinta da vile ambizione si fa essa stessa oggetto di consumo, per poi indignarsi se non riceve rispetto. Che provi invece a portare al mondo la diversità preziosa che palpita e freme impaziente nel fondo del suo cuore.

7. Non v’è più bellezza, se non nel diverso. Nessuna opera che non sappia confrontarsi con la varietà delle individualità può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un attacco all’ignoranza e al piattume, come un grido che il vento può portare dall’Europa all’Africa, dall’Africa all’Europa, da e per tutti i continenti, e veloce il pensiero correre per il globo come un aliscafo sulle acque di Internet.

8. Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!... dobbiamo guardarci alle spalle, dobbiamo imparare il Vero dalla storia per spalancare le misteriose porte dell’Impossibile. Noi non siamo nell’assoluto, noi vogliamo sapere onestamente del passato, senza strumentalizzarlo e sottometterlo all’ideologia di moda, non per ricrearlo, ma per imparare, noi figli dei nostri padri, non ripeterne gli errori, ma farne di nuovi.

9. Noi vogliamo glorificare la bicicletta -igiene del mondo-, le auto elettriche, a metano e a gpl, creare una tecnologia per l’uomo e non creare un uomo dai bisogni indotti che ne sia dipendente. Vogliamo camminare tra gli alberi, vivere l’aria delle città. Noi vogliamo fermare i demiurghi sputa-cemento e capannoni, che riplasmano il pianeta soffocando Gaia nel grigio. Vogliamo distruggere i SUV, simbolo della flaccida impotenza e insicurezza dell’uomo di poltrona.

10. Noi vogliamo fondare musei, biblioteche, scuole d’ogni specie, in cui professori, non più frustrati ma febbricitanti di passione per il Sapere, svelino ai giovani la possibilità di scegliere coraggiosamente un sentiero non ancora tracciato dal solco della massa; che li inizino alla responsabilità, al senso civico, alla giustizia. Vogliamo abbattere la violenza pugnalandola al suo cuore d’ignoranza, portare l’istruzione fino all’ultimo essere umano. Vomitiamo sulle scarpe verniciate di chi ha riportato in vita e reso legale la schiavitù subdola delle menti, svuotate di ogni senso critico e farcite di slogan e modelli svilenti. Vogliamo combattere contro il moralismo e le sue istituzioni, contro chi crede di possedere la verità, contro la politica interessata e corrotta, contro ogni viltà opportunistica e utilitaria.

11. Noi canteremo l’umanità affrancata grazie alla ragione e al sentimento, che rompe con la forza della conoscenza le catene della sua schiavitù; uomini e donne che dai libri e dagli altri uomini imparano la bontà, uomini che disprezzano l’apatia e che alzano la loro voce, anche soli nel silenzio degli indifferenti, uomini che sanno ridere un riso intelligente, che sanno rispettare un’idea che non condividono, che uomini che fiutano gli orizzonti di un’esistenza senza più recinti e serrature, uomini che non temono la prossima alba, uomini che non temono la diversità, uomini che non hanno motivo di temere.

E’ da Verona leghista borghese indifferente e intollerante, dall’Italia berlusconiana, vaticanista, antidemocratica e bugiarda, dall’Europa che stenta a riconoscersi, da un pianeta ancora zuppo e imbevuto di ingiustizia, che lanciamo, soli, questo nostro manifesto ideale.
Cari padri e madri, la vostra figlia gioventù alza la testa per cercare di capire dove finisce la terra e dove inizia il cielo, in cerca di un futuro. Noi scuotiamo violentemente la porta della profondità, per comprendere se i cardini sono abbastanza forti da fermarci.
Vogliamo essere liberi.
Un nuovo umanesimo per il futuro. Un futurismo umanista, e la bontà e l’amore come generali per condurci a passo di carica per campi verdi, perché siamo saturi di campi di battaglia, e la terra anche è satura del sangue dei suoi figli, è ora di nuove messi.
Noi vogliamo imparare dai vostri errori, vogliamo costruire, vogliamo scuoterci di dosso il giogo della noia e del già pronto.
Vogliamo ritrovare la dignità di essere uomini, di essere donne.
Vogliamo essere liberi.

POETRIA - MOVIMENTO CLANDESTINO DI RESISTENZA (su Facebook) >>>

 
 
 

il grande equivoco

 

Si può uccidere in tanti modi, si può ri-uccidere quando nulla viene fatto per cercare la verità, quando se ne ostacola palesemente la ricerca: intimidendo? minacciando? assolvendo? Non importa come, ma che succeda.

Anna Politkovskaja

Francamente, ciò che mi preoccupa - gravemente - per il presente (non solo per il futuro) del nostro Paese è proprio il vantarsi di quegli amici che hanno in dispregio la verità, è questo continuo fare gaffe (gaffe???!!!) a tutto spiano, è l'assoluta assenza di misura. E' la tracotanza dei miserabili che, per vie oscure, diventano degli arricchiti.

E mi chiedo anche, come può, uno che fino a ieri è stato leader di un partito nuovo e innovatore della politica italiana (almeno, per sua ammissione), decidere di starsene a casa sabato prossimo invece di partecipare ad un'assemblea così difficile e importante per il futuro della democrazia nel nostro Paese e motivare la sua assenza dicendo: 'Ora attenzione su scelte del partito e non su me'.
Caz, sei?!

Sì, è vero: 1 nano può battere 8 nani

 

 
 
 

osare la decrescita

Tutti pensano di cambiare il mondo, nessuno di cambiare se stesso.

Lev Tolstoj

Mercedes-Benz C63 AMG

Diciamo che sono ancora sotto l'influenza della puntata di "Presa diretta" dedicata al lavoro che non c'è. Un'occhiata anche alla conferenza (a cui non ho partecipato, ma l'argomento non mi è nuovo) di Serge Latouche a Bari. Poi mi è capitata sotto tiro questa photo gallery... insomma forse la questione la dobbiamo proprio vedere da un altro punto di vista.

L'immagine l'ho presa qui

 
 
 

in attesa di francesco I

Ricevo per e-mail e mi appunto qui, a futura memoria.

Continuo a pensare che Benedetto XVI sia molto intelligente, molto più di me, e che sappia tutto. Perciò non ho dubbi che abbia scelto appositamente il momento della revoca della scomunica dei lefevriani (un giorno prima del 50^ anniversario dell'indizione del Concilio Vaticano II e tre giorni prima della Giornata della memoria), con piena consapevolezza delle posizioni negazioniste del vescovo Williamson (i dossier del Vaticano sono più accurati di quelli del Kgb). Così come non ho dubbi che veda meglio di tutti noi lo strapotere della tecnoscienza specie in campo medico. Il Papa sa che l'alimentazione e l'idratazione forzate sono a tutti gli effetti terapie mediche e che quindi poteva valere anche per Eluana quanto previsto dal catechismo della Chiesa: "l'interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima." Soprattutto il Papa crede al Paradiso e quindi alla necessità, arrivati a un certo punto della resistenza alla malattia, di accettare la resa, di lasciarsi andare in pace, di tornare nelle braccia del Padre.

E allora perché ha rivoluto i tradizionalisti anticonciliari e ha bacchettato a sangue il papà di Eluana (e indirettamente tutti quelli come me che l' hanno difeso)?

Tento una risposta.
Benedetto XVI ha come primo, ossessivo obiettivo del suo pontificato il ripristino del principio di Autorità. L'uomo moderno deve tornare a obbedire alla Chiesa. Per questo vanno bene i lefevriani: sono sì fratelli che sbagliano ma sono orientati nel senso giusto, credono prima di tutto nell'Autorità come dimensione essenziale della vita religiosa organizzata. Per questo non va bene Peppino Englaro: non è ammissibile che siano degli uomini, dei semplici uomini - un papà, una mamma, dei giudici - a decidere autonomamente sui confini della vita e della morte. Prima viene la sottomissione all'Autorità e poi dopo, solo dopo, possono seguire il riconoscimento della verità (i forni di Auschwitz) e la pratica della carità (l'interruzione dell'accanimento terapeutico).

Il Papa, con le sue scelte, sta irrigidendo sempre più il corpo della Chiesa, e quindi ne prepara lo schianto. Anche questo Lui lo sa: ogni sistema rigido precipita. Lo sa ma è come se il lato (positivo) del suo inconscio accelerasse il processo. Prima si cade, prima ci si rialza. Prima crolla questo sistema ecclesiastico, prima si riforma l'esperienza cristiana. Perciò proseguiranno nei prossimi tempi ulteriori interventi di contrasto all'intelligenza moderna (tipo la riconferma dell'Humanae vitae, il no ai preservativi nella lotta all'Aids, l'esclusione delle donne). I seminari e le chiese continueranno a svuotarsi e presto finirà definitivamente il mondo cattolico (già oggi ridotto a tre locali più servizi). Ma proprio in quel momento, in un luogo ancora imprecisato, si risentirà la voce che annuncia liberazione e comunione. Qualcuno tornerà a pronunciare parole belle come la rugiada mattutina, come il primo rossore dell'alba: "Laudato si', mi Signore, per sora nostra madre Terra... Laudato si' , mi Signore, per sora nostra morte corporale...". Costui sarà eletto Papa. Si chiamerà, finalmente, Francesco I.

Saluti semplici come il poverello di Assisi
Giovanni
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Giovanni Colombo
libero pensatore - consigliere comunale di Milano - PD
già presidente della Rosa Bianca italiana (quella vera)

 
 
 

le tre italie

"Come italiano", scrive Roberto Saviano sul País, "credo che il mio paese dovrebbe chiedere scusa a Beppino Englaro.
Che gli debba chiedere perdono perché ha dimostrato di essere un paese crudele, incapace di capire la sofferenza di un uomo. Beppino Englaro ha chiesto aiuto alle istituzioni e ha combattuto contro di essere perché fosse rispettata una sentenza".

da leggere, stampare, distribuire, conservare... "El Pais" >>>

 

Le due anime dell'Italia che si sono scontrate negli ultimi giorni sul caso di Eluana Englaro hanno scoperto con orrore l'esistenza di una terza anima: quella dell'indifferenza più totale. La sera del 9 febbraio, quando si è saputo della morte di Eluana e le televisioni si sono affrettate a trasmettere dei programmi d'attualità, Canale 5 – del gruppo Mediaset di Silvio Berlusconi – ha mandato in onda tranquillamente il Grande Fratello. E, con il suo audience da otto milioni di spettatori, ha battuto tutti gli speciali su Eluana.

come gli altri ci vedono e ci giudicano "La Vanguardia" >>>

 

 
 
 

Lindsey Vonn operata al pollice

Post n°342 pubblicato il 11 Febbraio 2009 da Fajr
 
Tag: reset

 

(ANSA) - VAL D'ISERE (FRANCIA), 10 FEB - Lindsey Vonn e' stata operata al tendine del pollice destro nel pomeriggio nella clinica di Hochrum, vicino Innsbruck. La sciatrice americana si era infortunata ieri cercando di aprire una bottiglia di champagne con uno sci. Il taglio era stato ricucito con quattro punti, ma era rimasto leso il tendine. La Vonn, due medaglie d'oro appena conquistate ai Mondiali in Val d'Isere, domani non sara' in pista nella gara a squadre, mentre giovedi' partecipera' allo slalom gigante.

>>>

368 articoli correlati (ovvio!)

tutto sommato meglio per lei sia stato il pollice e non il medio


 
 
 

...

Post n°341 pubblicato il 10 Febbraio 2009 da Fajr
 

 

 
 
 

dom helder camara

Post n°340 pubblicato il 07 Febbraio 2009 da Fajr
 

Oggi, 7 febbraio, ricorre il centenario della nascita di dom Helder Camara.

Dom Helder Camara

E' stato uno dei miei maestri. Ho avuto il privilegio di conoscerlo.
Nel novembre/dicembre 1986 organizzai per Mani Tese una serie di appuntamenti in Italia. Ho così vivo il ricordo dell'incontro con gli operai dell'Italsider di Taranto. Il suo parlare schietto, il suo guardare in avanti...

Sua la celebre frase:

"Se un uomo sogna da solo il suo resta solo un sogno,
ma se molti uomini sognano la stessa cosa, il sogno diventa realtà"

E' stato uno dei protagonisti del Concilio Vaticano II e del rinnovamento della Chiesa cattolica.

Per non dimenticare e per continuare a sperare nonostante questi giorni tristi.


Roma, due del mattino (introduzione) >>>

Convegno "La forza delle idee", Milano 14 febbraio 2009 >>>

 
 
 

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