GIORNO DOPO GIORNOnotizie ... curiosità ... e altro ... tutto con ironia!!! |
Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere. (Dalai Lama)



F. DE ANDRE' - CARO AMORE
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Nickname: vittorio.35
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Post n°157 pubblicato il 28 Maggio 2012 da vittorio.35
Mangiar sano è cosa buona e giusta, ma guai a farne una malattia, si rischia la "ortoressia": dal greco "orthos", che vuol dire corretto e "ressia", ovvero appetito. E' la più recente delle patologie alimentari di un Occidente che non teme più la fame e al cibo non chiede più sazietà ma salvezza. Gli ortoressici sono ossessionati dalla nocività di ciò che si mangia, si comincia con no ai pesticidi, e fin qui niente da dire, segue a ruota la criminalizzazione del burro, poi arriva la demonizzazione dello zucchero, dopo di che i tabù si moltiplicano in maniera proporzionale alle nostre paure. Così la tavola diventa un luogo di battaglia tra bene e male, mascherati da salute e malattia, un conflitto in cui l'etica si traveste da dietetica per controllare il nostro corpo. Esasperando il culto salutista del benessere fino a farne una forma di penitenza laica, di rigorismo ascetico. Un po' come le antiche sette ereticali, che professavano insieme temperanza rigorosa e castità assoluta, per sentirsi puri, eletti, esenti dal peccato. E quel che facciano facendo ricorso al tofu (una ricotta di soia) come esorcissmo e al riso bollito come mantra. Col risultato di vivere da malati e morire sani! |
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Post n°156 pubblicato il 27 Maggio 2012 da vittorio.35
Se per voi Facebook è diventata quasi una droga, è forse arrivato il momento di misurare la vostra "Facebook addiction", ovvero, la vostra dipendenza da Facebook, per capire se siete davvero a rischio oppure no. Lo studio "Bergen Facebook Addiction Scale", ideato dalla psicologa Cecilie Schou Andreassen dell’Università di Bergen in Norvegia, e condotto nel gennaio scorso su 423 studenti (227 femmine e 196 maschi), è caratterizzato da sei domande premonitrici, le stesse fra l’altro usate dai medici per scoprire se uno è dipendente da alcool o droghe che, attraverso cinque modalità di risposta graduale: molto raramente - raramente - talvolta - spesso e molto spesso, permettono di stabilire il tipo di rapporto che un individuo instaura con il social network, valutandone così l’eventuale rischio dipendenza. Un allarme che, secondo la dottoressa, scatterebbe già dopo che a 4 domande su 6 si è risposto "spesso" o "molto spesso". Ma c’è di più, i risultati della ricerca evidenziano infatti come, stante la natura "social" di Facebook che evita il faccia-a-faccia con "l'amico online" con cui siamo in contatto, la dipendenza dal social network sia assai più comune fra gli utenti giovani, quelli più ansiosi e socialmente insicuri e le donne, mentre gli adulti, le persone più ambiziose e quelle maggiormente organizzate sono in grado di gestire meglio il loro rapporto con Facebook, senza quindi farsi sopraffare. E a spiegato la Andreassen: "L’uso di Facebook è aumentato rapidamente e questo ci ha portato a scontrarci con una serie di dipendenze collegate ai social media che possono essere assimilate alle droghe". E per chi volesse sottoporsi al test per misurare il proprio grado di "dipendenza da Facebook", ecco qui le 6 domande-spia alle quali rispondere usando la scala di valutazione in cinque punti di cui sopra, ovvero: 1- molto raramente, 2 - raramente, 3 - talvolta, 4 -spesso, 5 - molto spesso e sommando poi i punteggi ottenuti: 1 – passi molto tempo pensando a Facebook e a collegarti online per usarlo? 2 – senti il bisogno di usare Facebook spesso e per lungo tempo? 3 – usi Facebook nel tentativo di dimenticare i tuoi problemi personali? 4 – hai cercato di ridurre l’uso di Facebook ma senza riuscirci? 5 – ti agiti o diventi irrequieto se ti proibiscono di usare Facebook? 6 – l’uso di Facebook ha avuto ripercussioni negative sul tuo studio o sul tuo lavoro? |
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Post n°155 pubblicato il 25 Maggio 2012 da vittorio.35
"La canzone di Marinella" narra una storia che Fabrizio De Andrè ha immaginato, dopo aver letto su un giornale la notizia del ritrovamento del cadavere di una ragazza di 16anni (se non sbaglio di una prostituta) in un torrente. Lo stesso autore precisò: "Ho immaginato una favola per poter raccontare, in modo sublime e fatato, la vita di quel povero corpo ritrovato in acqua. Ho cercato di reinventarle la vita ed addolcirle la morte". La canzone è stata incisa per la prima volta, in un disco 45 giri, nel 1964 da Mina e il successo è stato straordinario al punto da convincere lo stesso De Andrè ad abbandonare gli studi in legge, come da tradizione familiare, e dedicarsi a tempo pieno alla canzone e tutti sappiamo con quali esiti. Se la prima incisione di Mina è stata straordinaria, non meno straordinario è questo duetto che vi propogno: |
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Post n°154 pubblicato il 24 Maggio 2012 da vittorio.35
Sessanta illustri accademici di tutto il mondo si sono riuniti nei giorni scorsi in Scozia, alla University of St. Andrews, per sviscerare il significato e il valore letterario, psicologico, sociologico e chi più ne ha più ne metta dei libri su Harry Potter di Joanne Kathleen Rowling. Il convegno include più di 50 dibattiti e seminari su questioni come il paganesimo, la magia e l’influenza di autori quali C.S. Lewis (Le cronache di Narnia), J.R.R. Tolkien (Il signore degli anelli) e Shakespeare su J.K. Rowling. Titolo di una discussione: "Lo sviluppo morale attraverso Harry Potter in un mondo post 11 settembre". Un altro: "Harry Potter e la disobbedienza civile di Locke”. Esagerato? Sì, secondo alcuni, come John Mullan, docente di letteratura inglese allo University College London: "Non ho niente contro Harry Potter, anche i miei figli lo adorano, ma sono libri per bambini, non per adulti. il problema è che oggi qualsiasi cosa ottenga un grande successo consumistico, e Harry Potter, con 450 milioni di copie vendute in tutto il mondo, lo ha certamente ottenuto, diventa argomento per uno studio accademico, e questo non mi sta bene". L’organizzatore del convegno scozzese, John Pazdziora, docente di letteratura della St. Andrews University, difende così l’iniziativa: "Si può scommettere che fra 100 o 200 anni, quando gli accademici del futuro vorranno capire l’inizio del 21esimo secolo, l’etica e la cultura del nostro tempo, studieranno Harry Potter". Ma a parte le dotte dissertazioni degli eminenti docenti, secondo voi si tratta di romanzi di "alta" letteratura, o semplicemente libri per bambini?
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Scambiare esperienza e consigli sulla cura dei nostri gatti non ha più confini. E' appena nato "Griddix Cat", il primo network interamente dedicato a proprietari e amanti dei felini. La novità è mettere la passione, e non le persone, al centro del Social. Ogni gatto ha il suo profilo personale: età, razza, carattere, gusti, praticamente una vera e propria scheda per farsi conoscere e conoscere nuovi amici. Attraverso una griglia, infatti, si possono contattare gli altri utenti in base alla razza del gatto o della vicinanza geografica. Si possono organizzare incontri di gruppo tra appassionati, o perchè no, di coppia, se si trova il compagno giusto per il nostro micio. Inoltre, grazie all'utilizzo di QR-code, il network diventa un mezzo utilissimo per attivare una rete di aiuto in caso di scomparsa dell'amico a quattro zampe. |
INFO
Una smentita è una notizia data due volte - M. Missiroli

Stampando una notizia in grandi lettere, la gente pensa che sia indiscutibilmente vera - J. L. Borges

Nessuno ama colui che porta cattive notizie - Sofocle

I buoni giornalisti scrivono ciò che pensano; i migliori quello che dovrebbero pensare i loro lettori - Georges Elgozy

Per essere un buon giornalista basta saper dire di no al direttore e al redattore capo.
M. Pannunzio

Sento un profondo disgusto per i giornali, ossia per l'effimero, per il transitorio, per quanto oggi è importante ma domani non lo sarà più - G. Flaubert
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Il giornalismo è il luogo ove uno passa la vita a parlare di cose che ignora e a tacere quelle che conosce - K. Kraus

Non avere un pensiero e saperlo esprimere : è questo che fa di qualcuno un giornalista - K. Kraus

Se la stampa non esistesse, bisognerebbe non inventarla, ma ormai c' è e noi ne viviamo - Honoré de Balzac

Se la libertà di stampa significa qualcosa, significa il diritto di dire alla gente ciò che non vuol sentirsi dire - G. Orwell

La libertà di un popolo si misura principalmente dal grado di libertà degli scrittori - C. Malaparte

OPERE DI EMANUELE LUZZATI














Inviato da: AZOLMEN
il 28/05/2012 alle 14:33
Inviato da: VOLVER7
il 28/05/2012 alle 14:31
Inviato da: vittorio.35
il 28/05/2012 alle 14:15
Inviato da: vittorio.35
il 28/05/2012 alle 14:13
Inviato da: vittorio.35
il 28/05/2012 alle 14:12