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FBC UNIONE VENEZIA

ripartire con il piede giusto

 

 

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Unione venezia - belluno 2 - 1

Post n°159 pubblicato il 18 Marzo 2010 da venezia0910

VENEZIA: 2   -   BELLUNO: 1 

VENEZIA (4-1-3-2): Cavarzan; Bigoni, Modolo, Tricoli, Gargano (12’ s.t. Cardin); Nichele; Collauto (45’ s.t. Rigoni), Segato, Di Prisco (1’ s.t. Volpato); Corazza, Correzzola.
A disposizione: Lotti, Vianello, Tessaro, Malagò.
Allenatore: Paolo Favaretto.

BELLUNO
(4-4-2): Rosellini; M. Miniati, S. Brustolon, Piscopo, Lahti; Antoniol, Armenise, Migliozzi (34’ s.t. Mucci), Mosca; Luppi (14’ s.t. Mele), Brotto (29’ s.t. E. Brustolon).
A disposizione: A. Miniati, Dori, Onescu, Urbani.
Allenatore: Renzo Groppello.

ARBITRO:
Valerio Colarossi di Roma
(assistenti Rizzato di Rovigo e Lazzarotto di Bassano)

RETI:
p.t. 15’ Antoniol; s.t. 25’ Collauto, 43’ Segato (rigore)

NOTE:
espulso M. Miniati al 25’ s.t. per doppia ammonizione; ammoniti Migliozzi, Tricoli, Brotto, Armenise e Antoniol. Al 17’ p.t. Rosellini ha parato un rigore di Correzzola.
terreno in precarie condizioni, spettatori circa un migliaio. Calci d’angolo 4-2 per il Belluno. Recupero: 2’ e 4’.

Bene o male, sempre più Venezia

Settima vittoria consecutiva, ma il Belluno paga un conto troppo caro

Un gol su punizione e uno su rigore a due minuti dalla fine. Il derby veneto mari e monti finisce così, con un Venezia che soffre per tutta la partita e chiude i conti centrando (2-1) la settima vittoria consecutiva. E un Belluno che se ne torna a casa beffato e bastonato, sicuramente castigato più del dovuto. Ma che deve ripensare anche alle sue troppe ingenuità.
 Meriti. Il Venezia cerca i tre punti per tutta la partita, questo è vero. Ma lo fa con idee abbastanza confuse e una forza d’urto dimezzata. Non cadremo nella trappola della beatificazione degli assenti, ma senza Volpato l’attacco arancioneroverde è
un’altra cosa, molto più leggera. Il bomber sta in panchina tutto il primo tempo, risultato 0-1 con due tiri in porta di cui uno è un rigore sbagliato. Entra nella ripresa, e si capisce che qualcosa succederà: i gialloblù fanno fatica a contenerlo, si caricano di falli, perdono Miniati (espulso) e all’88’ scelgono le brutte maniere in piena area (Brustolon su Volpato, fallo evitabile). Così il destino della partita si rovescia, 2-1. E poi nel recupero altra cavalcata solitaria, il “Volpe” centra in pieno il palo e pareggia lo score personale: 12 gol e 12 legni finora.
 Miracolo. Celebrato l’uomo che ha cambiato la partita, pur senza fare gol, segnatevi il nome di chi va ringraziato: Cavarzan. Un pomeriggio di semiriposo e una strepitosa parata al 41’ della ripresa (dunque sull’1-1) su una palla di Piscopo messa sotto la traversa. Gli altri, presi individualmente, galleggiano sulla linea del sei politico.
 Solito avvio. Partita più rognosa del previsto. Sta diventando una consuetudine per il Venezia dover andar sotto e subire prima di svegliarsi. Il Belluno si fa vivo al 14’ con un rasoterra di Luppi e passa dopo un minuto: mischia in area, rasoterra di Antoniol, la palla è nettamente deviata da Modolo e Cavarzan resta ingannato, a guardarla rotolare dentro piano piano. Ma sì, faremo come domenica scorsa, si dice in trubuna. Tanto più che dopo due minuti arriva il rigore: fallo di Brustolon su Correzzola, sul dischetto lo stesso Correzzola e gran parata di Rosellini, la respinta è buona ma su Correzzola irrompe Segato, i due si ostacolano e il Belluno ringrazia.
 Problemi. Il Belluno è tutt’altra cosa rispetto alla squadra dell’andata, Groppello ha fatto un ottimo lavoro. Ordine, uscite palla-a-terra, il primo tempo è tinto di gialloblù, magari poco peso in attacco, ma di Volpato in questo girone ce ne è uno solo. Favaretto deve fare i conti col turnover, l’impegno non manca, ma è difficile arrivare in porta. Ci riesce Collauto su punizione (25’) nel momento in cui il Belluno resta in dieci. Poi il secondo rigore, unica strada per concretizzare un predominio notevole ma poco graffiante. Botta sicura quella di Segato.
 Avanti così. Bene o male il Venezia vince e la classifica conta più di tutto il resto, critiche comprese. Adesso il Venezia è terzo, ad un punto dall’Este che è in fase calante. Il secondo posto è ad un passo, il primo ad una eternità. Perso quando il Venezia giocava meglio e, nei minuti finali, i punti li regalava agli avversari.

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