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        <title>BORDERLINE (BPD)</title>
        <description>IL DOLORE INCOMPRESO - Indagine teorica</description>
        <link>http://blog.libero.it/fernandazanier/</link>
        <lastBuildDate>Wed, 01 Feb 2012 22:07:41 +0100</lastBuildDate>
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        <category>Salute e Benessere</category>
        <category>Psicologia</category>
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            <title>Operaio fiat in lacrime (vere!)</title>
            <link>http://blog.libero.it/fernandazanier/11006669.html</link>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/_VGPMPFSNVDM/TSyBM_jGUtI/AAAAAAAAC6s/d1HzxLrnbHE/s1600/operaio%2Bfiat.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;447&quot; height=&quot;517&quot; /&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 24 Jan 2012 23:04:53 +0100</pubDate>
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            <title>Senza parole</title>
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            <description>&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.notiziepazze.it/wp-content/uploads/2011/12/suicidio_lavoro.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;453&quot; height=&quot;604&quot; /&gt;&lt;/p&gt;</description>
        <category>senza parole</category>
            <pubDate>Tue, 24 Jan 2012 22:41:16 +0100</pubDate>
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            <title>La vita che uccide</title>
            <link>http://blog.libero.it/fernandazanier/11006540.html</link>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Non passa giorno senza che sui giornali si legga di un disoccupato suicidato; si stima che in Italia, in questo biennio di crisi, &amp;nbsp;ci sia un suicidio al giorno. Ma nessuno ne parla. I giornali danno la notizia, ma altro non possono fare.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Si, &amp;nbsp;forse non sono grandi numeri, sono solo 356 persone suicidate a causa della perdita del lavoro in anno. La notizia non fa notizia, se non fosse che dietro ad ognuna di queste morti bianche, perch&amp;egrave; tali sono, c'&amp;egrave; il vero volto dell'Italia in crisi. Quella che da sempre si sporca le mani, quella pi&amp;ugrave; debole socialmente, la cui unica prospettiva di riscatto sociale &amp;nbsp;e di futuro era il lavoro manuale nelle fabbriche. Un lavoro che dava un ruolo, un identit&amp;agrave;, un motivo di contentezza, anche se duro e sporco, spesso malpagato. Ma era una certezza. L'unica.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ora, tante, troppe persone over 45, la maggior parte dei suicidi non a caso sono maschi, &amp;nbsp;si trovano fuori dall'unico contesto che le identificava, e che le rendeva degne di rispetto agli occhi dei loro figli. Senza alcuna prospettiva di reintegro, senza alcun futuro. E' questa percezione di mancanza di un solo punto di riferimento ad armare la mano, a far si che quella persona decida di risolvere radicalmente il problema, visto che nessuno pu&amp;ograve; porvi rimedio.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Non si deve accettare che questo accada.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Bisogna iniziare subito a creare una rete di solidariet&amp;agrave;, che ancora manca, perch&amp;egrave; la situazione peggiorer&amp;agrave;: i Comuni con i vari assessorati devono pensare ad organizzare dei centri di supporto psicologico ed informativo, dedicati a questa tipologia di lavoratori, assieme alle politiche sociali delle Provincie ed anche con il coinvolgimento delle parrocchie; non basta un centro per l'impiego qua e l&amp;agrave;, per contenere il disagio profondo di tanta gente; bisogna che quanti hanno ancora un posto di lavoro sicuro non girino la testa di fronte a questa disperazione. Ma la vedano. Un disoccupato disperato ha bisogno come prima cosa della solidariet&amp;agrave; vera e sentita dei suoi simili, non del vociare sommesso che commenta la sua morte. Ha bisogno di non essere lasciato da solo.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il lavoro manca, &amp;nbsp;ma alla indifferenza umana si pu&amp;ograve; porre rimedio, con l'impegno di tutti.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
        <category>La vita che uccide</category>
            <pubDate>Tue, 24 Jan 2012 22:26:58 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/fernandazanier/11006540.html</guid>
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            <title>Quando la mamma non sa amare</title>
            <link>http://blog.libero.it/fernandazanier/10979987.html</link>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&amp;rsquo;attaccamento alla &amp;ldquo;madre&amp;rdquo; secondo Bowlby (1969) &amp;egrave; dato da meccanismi cerebrali innati, che spingono in bimbo a cercare la sua vicinanza per sentirsi protetto.I comportamenti di attaccamento sono prefigurati geneticamente perch&amp;eacute; permettono al neonato di garantirsi la sopravvivenza.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;All&amp;rsquo;inizio il bimbo cercher&amp;agrave; con la comunicazione preverbale e poi con quella verbale, &lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;di instaurare una relazione significativamente accudente e protettiva.. ma si avr&amp;agrave; un attaccamento sicuro solo quando l&amp;rsquo;adulto sar&amp;agrave; in grado di reagire prontamente ed in maniera adeguata ai bisogni del bimbo, fornendogli delle risposte in grado di produrre in lui stati emotivi positivi e al contempo di diminuire l&amp;rsquo;impatto di stati spiacevoli.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le prime relazioni di attaccamento iniziano a svilupparsi attorno ai sette mesi di vita. Generalmente si definiscono due tipi di attaccamento: sicuro ed insicuro.&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le esperienze di accudimento (attaccamento sicuro o insicuro) ripetute nel tempo, vengono memorizzate dal bimbo, generando poi aspettative positive o negative nei confronti dell&amp;rsquo;adulto, regolando di conseguenza il suo modo di porsi verso gli altri. &lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il bambino ricerca protezione nei confronti del mondo, che percepisce instabile. La relazione di attaccamento, qualsiasi essa sia, influenza lo sviluppo dei circuiti neurali e quindi &amp;egrave; alla base della costruzione della mente, cio&amp;egrave; del nostro modo di piegarci le cose che ci accadono. Da adulti continueremo a manifestare nei confronti di persone significative, lo stesso stile di attaccamento appreso durante la relazione primaria con la madre.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&amp;rsquo;attaccamento insicuro &amp;egrave; uno dei fattori di rischio per future manifestazioni psicopatologiche, mentre quello sicuro permette lo sviluppo di forme di autoregolazione emotive adattive, con una efficace capacit&amp;agrave; di gestione della frustrazione.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Gli stili di attaccamento insicuro si caratterizzano per un aspetto depressivo di base, pi&amp;ugrave; o meno accentuato, dovuto al senso di non valere le attenzioni del genitore, &lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;interiorizzato poi in uno schema mentale, il cui &lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;tema &amp;egrave; il disvalore di s&amp;eacute; e la perdita dell&amp;rsquo;amore. L&amp;rsquo;attaccamento insicuro si caratterizza per due varianti, quello rassicurante e quello abbandonico.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Lo stile di attaccamento insicuro rassicurante, tende a proteggere sempre la relazione significativa, la giustifica e si adatta sempre sue esigenze (essere una banderuola, sono come tu mi vuoi ecc..); quando da adulto viene di nuovo disconfermato, come potrebbe capitare in una relazione amorosa, si attacca ancora di pi&amp;ugrave; all&amp;rsquo;altro, quasi in modo ossessivo, cercando in ogni modo di soddisfare le sue esigenze a discapito delle proprie, alla ricerca di un segno di affetto e di stima, anche minima. Questo &amp;egrave; ben evidente nelle donne che si lasciano maltrattare dai loro uomini, giustificandoli sempre.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Lo stile di attaccamento insicuro abbandonico &amp;egrave; caratterizzato dalla fuga dalle relazioni che potrebbero essere significative, non prima per&amp;ograve; di aver ben bene svalutato l&amp;rsquo;altro. Si tratta di persone che tendono ad avere relazioni sentimentali o amicali ambivalenti, spesso con persone molto diverse da loro, che non possono amarli, spesso sposate/i, interrompendo poi la relazione a causa di ci&amp;ograve;. Lo scopo &amp;egrave; soffrire ed avere tramite la percezione della sofferenza, conferma che nessuno potr&amp;agrave; comunque mai amarli per quanto loro valgono. In questo caso si ha una ipervalutazione del S&amp;eacute;, allo scopo di proteggersi e di reggere alla solitudine.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span&gt;Se la relazione non presenta problematiche concrete, faranno in modo di crearle con comportamenti volutamente conflittuali e provocatori, procurandosi l&amp;rsquo;agognato abbandono e la messa in sicurezza del fragile io dal confronto con l'altro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
        <category>Quando la mamma non sa amare</category>
            <pubDate>Sun, 15 Jan 2012 19:47:29 +0100</pubDate>
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            <title>Le fate ignoranti..</title>
            <link>http://blog.libero.it/fernandazanier/10972201.html</link>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;object width=&quot;200&quot; height=&quot;166&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/pQPD4hd-vVE?version=3&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;rel=0&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;wmode&quot; value=&quot;transparent&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;http://www.youtube.com/v/pQPD4hd-vVE?version=3&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;rel=0&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; wmode=&quot;transparent&quot; width=&quot;200&quot; height=&quot;166&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Thu, 12 Jan 2012 23:28:39 +0100</pubDate>
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