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Creato da fernanda.zanier il 23/01/2008

BORDERLINE

IL DOLORE INCOMPRESO

 

Messaggi di Maggio 2012

Il declino dell’Europa

Post n°274 pubblicato il 13 Maggio 2012 da fernanda.zanier
 

Sebbene abbia sempre trattato di tematiche psicologiche, mi pare opportuno - pur sapendo non essere la mia materia - fare ancora qualche breve cenno alla attuale crisi economica che sta armando la mano di molte persone, le più fragili, sia che si tratti di lotta armata o di suicidi. Gli estremismi sono sempre un segno di fragilità, perchè nell'estremismo si cercano risoluzioni certe, mentre è solo un enorme abbaglio.

La sensazione che sia in atto un cambiamento sociale epocale è tangibile. Mi pare illusorio continuare a perseverare in false speranze per una futura ripresa economica. Cosa ci aspetterà … ci sarà davvero una rivoluzione sociale alimentata dalla rabbia di milioni di disoccupati?

La svolta potrebbe essere un nuovo punto di partenza, se solo si riuscisse ad accettare che non è una crisi passeggera ma una svolta definitiva.

I consumatori hanno consumato anche loro stessi o forse il sistema ha consumato i consumatori. Non lo so.

Una nuova alba sta per iniziare e tra il lento tramonto e l’arrivo dell’ alba c’è sempre la notte.

Sarà allora importante che uomini illuminati accendano i loro fuochi di saggezza e conoscenze per rassicurare, guidando e proponendo un nuovo modo di vedere la vita, non più basata sull’iniqua diseguaglianza sociale, sulla mancanza di qualsiasi solidarietà, sull’involgarimento dei costumi, ma un nuovo vivere dove le cose necessarie sono davvero poche, dove conta la cultura, l’arte e la capacità di inventare e valorizzare risorse genuine, come l’agricoltura ed i manufatti, differenziati per Regione.

Ci si interroghi allora sulle risorse non valorizzate di questo paese, prima di pensare ad aderire ai diktat europei.

Se io penso al futuro dell’Italia, vedo tante piccole attività artigiane, capaci di valorizzare in ogni senso l’unicità di quel luogo, con la creazione di prodotti inimitabili a livello mondiale; la moda italiana ne è un esempio.

Sino ad ora abbiamo solo copiato, era facile, si apriva una fabbrica e si facevano bulloni e per venderli, siccome li fabbricavano in tutto il mondo, si trattava sul prezzo, ma per fare questo il costo del lavoro doveva diminuire e di nascosto doveva diminuire anche la qualità del prodotto, e così via in un ripetersi infinito di assestamenti verso il basso, sino ad arrivare a non competere più; si è iniziato a licenziare, poi a chiudere o a dislocare in nazioni dove il costo del lavoro è bassissimo.  Il sistema, vorace,  ha trovato nuovi consumatori da consumare, per altri 50 anni.

Differenziarsi è la chiave di svolta.

 

 
 
 

1° maggio: festa del lavoro

Post n°273 pubblicato il 01 Maggio 2012 da fernanda.zanier
 

Oggi 1 maggio, ricorre come ogni anno la festa del Lavoro.

Il termine festa è certamente paradossale, così come lo è il termine crisi economica. Personalmente nutro grande rispetto per l’ignoranza, perché figlia di altre necessità, prima fra tutte quella di dover lavorare per mangiare, occupando tempo e risorse utili allo scopo.

L’ignoranza ha una sorella minore, la buona fede, che significa delegare ad altri, presupposti come più istruiti e capaci (dando per scontata onestà ed etica sociale), la gestione delle politiche economiche della Nazione nella quale si vive.

In Italia c’era quindi un tacito accordo, tu governi ed io lavoro e ti verso dei soldi per far si che tu li possa utilizzare, per progettare e realizzare un paese migliore.

In questo paese si è ingannata la buona fede di tante persone oneste, permettendo una continua evasione fiscale che faceva comodo sia ai partiti che ricevevano tangenti che ai ricchi, che li foraggiavano, recuperando poi il dovuto facendo pagare più tasse ai tanti poveri.

Del resto uno ricco non andrà mai negli ambulatori dei poveri per farsi curare, ma in cliniche private; quindi perchè e per chi pagare le tasse? Adesso che si raschia il barile, si "scopre" che in Italia l'evasione è divenuta la norma ed è trasversale.

Chi ha governato dal dopoguerra ad oggi non è mai stato troppo lungimirante, pare abbia sempre pensato che le pezze, messe sempre per tappare emergenze, fossero sufficienti per un paese così alla buona.

Il fondo dei fondi lo si è toccato con il penultimo governo, nel quale si buttava proprio in faccia agli italiani la loro ingenuità e l’italiano medio, abituato sempre a delegare - non per niente è passato attraverso un regime - di fronte a mignotte e ladri  dichiarati, capitati al governo del proprio paese, chiudeva occhi, bocca e orecchie. Mai si è arrivati così in basso.

Tutto taceva e di fronte a scandali e truffe di ogni tipo, l’importante era non toccare le loro tasche. Ora che le tasche di tanti sono state semi svuotate, molti sono oggi in piazza a dichiarare la loro rabbia, ma facendo parlare come al solito dei delegati, che parlano di finanza e non sanno neanche loro che cosa significhi realmente, come non lo so io e milioni di italiani come me. Delegati che sanno benissimo di non avere alcun potere in mano, perché manca la moneta con la quale si contrattavano gli accordi: il lavoro.

Cosa succede realmente a livello economico in Europa, come funzionano le Borse, chi ci guadagna, a cosa realmente servono e perchè.. Sarebbe magari opportuno, invece di far vedere tante puttanate nelle tre reti di stato, invece di parlare di spread come se si trattasse della nostra nonna malata,  invece di continuare a manipolare la brava e buona gente italiana con mezze verità televisive, fare programmi per istruire realmente le persone su che cosa stia succedendo.

Farci capire come mai siamo diventati i bancomat dello Stato, ma soprattutto partire da come e perché si è creato, in 60 anni di pseudo democrazia, il fantomatico debito pubblico.

Ma l’ignoranza fa comodo a chi ha brama di potere sul mondo - e non parlo di politici - perchè le politiche stesse ora vengono usate abilmente, tramite appunto questa crisi economica, allo scopo di garantire introiti economici apicali.

Le politiche di tutto il mondo vengono ora gestite dal dio denaro. Potrei anche continuare e parlare, pur essendo ignorante in merito, del perché questa non sia una crisi economica, ma un declino gestito da movimenti finanziari occulti. L’Europa così come gli USA con i suoi 700 - 800 milioni di abitanti complessivi non è più appetibile come mercato rispetto alla Cina,  India o America Latina; gli interessi delle multinazionali sono ora rivolti ad altre vacche da mungere e le banche italiane ed europee lo hanno capito bene.

Buona festa del Lavoro.

 

 
 
 

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