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Creato da ferrarazzo il 15/09/2008
Si tratta di riflessioni su avvenimenti e fatti che accadono quotidianamente su cui ritengo valga la pena di soffermarsi
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Da vaticaninsider.Lastampa.it:
Esce il nuovo libro del decano degli esorcisti italiani, padre Gabriele Amorth. Con racconti inediti e impressionanti.
GABRIELE AMORTH*
ROma
Arriva in libreria L’ultimo esorcista. La mia battaglia contro Satana, il libro che don Amorth ha scritto con il vaticanista Paolo Rodari (Edizioni Piemme, pp. 263). Ecco l’estratto di un capitolo dedicato a Papa Ratzinger.
È una mattina di maggio dell’anno 2009. Joseph Ratzinger è Papa già da quattro anni. Nel corso del suo pontifi cato ha parlato più volte di Satana. Capisco che per lui il demonio è uno spirito esistente, che lotta e agisce contro la Chiesa. E contro di lui. Altrimenti non si spiegherebbero frasi del genere: «Per quanti continuano a peccare senza mostrare nessuna forma di pentimento, la prospettiva è la dannazione eterna, l’inferno, perché l’attaccamento al peccato può condurci al fallimento della nostra esistenza. È il tragico destino che spetta a chi vive nel peccato senza invocare Dio. Solo il perdono divino ci dà la forza di resistere al male e non peccare più. Gesù è venuto per dirci che ci vuole tutti in paradiso e che l’inferno, del quale poco si parla in questo nostro tempo, esiste ed è eterno per quanti chiudono il cuore al suo amore».
E ancora: «Oggi constatiamo con dolore nuovamente che a Satana è stato concesso di vagliare i discepoli visibilmente davanti a tutto il mondo. E sappiamo che Gesù prega per la fede di Pietro e dei suoi successori. Sappiamo che Pietro, attraverso le acque agitate della storia, va incontro al Signore ed è in pericolo di affondare, ma viene sempre di nuovo sorretto dalla mano del Signore e guidato sulle acque».
Fa caldo in piazza San Pietro. La primavera è oramai inoltrata. Il sole picchia sulla piazza dove una folla di fedeli aspetta il Papa. È mercoledì, il giorno dell’udienza generale. I fedeli sono arrivati da tutto il mondo. Dal fondo della piazza entra un gruppetto di quattro persone. Due donne e due giovani uomini. Le donne sono due mie assistenti. Mi aiutano durante gli esorcismi, pregano per me e per i posseduti e assistono per quanto è loro possibile i posseduti nel loro lungo e difficile percorso di liberazione. I due giovani uomini sono due posseduti. Nessuno lo sa. Lo sanno soltanto loro e le due donne che li “scortano”.
Quel mercoledì le donne decidono di portare i due all’udienza del Papa perché pensano che potrebbero trarne giovamento. Non è un mistero che molti gesti e parole del Papa facciano imbestialire Satana. Non è un mistero che anche la sola presenza del Papa inquieti e in qualche modo aiuti i posseduti nella loro battaglia contro colui che li possiede. I quattro si avvicinano verso le transenne in prossimità del “palco” da dove Benedetto XVI di lì a poco è chiamato a parlare. Le guardie svizzere li fermano. Non hanno i biglietti per proseguire oltre. Le due donne insistono. È importante per loro riuscire a portare i due posseduti il più possibile vicino al Papa. Le guardie svizzere non ammettono deroghe e intimano loro di allontanarsi. Così una delle due donne fa finta di sentirsi male. La sceneggiata ottiene un risultato.
I quattro vengono fatti accomodare oltre le transenne, nei posti riservati ai disabili.
«Avete visto, Giovanni e Marco?» chiedono le due donne ai due posseduti. «Ce l’abbiamo fatta. Tra poco arriverà il Papa e noi siamo qui vicini a lui.» I due non parlano. Sono stranamente silenziosi. È come se coloro che li possiedono (si tratta di due demoni diversi) stiano cominciando a capire chi di lì a poco arriverà in piazza.
Suonano le dieci. Dall’arco delle campane, il portone a fianco della basilica vaticana, esce una jeep bianca. Sopra tre uomini. Un guidatore, il Papa in piedi e, seduto al suo fianco, il suo segretario particolare monsignor Georg Gänswein.
Le due donne si girano verso Giovanni e Marco. Istintivamente li sorreggono con le braccia. I due, infatti, iniziano ad avere comportamenti strani. Giovanni trema e batte i denti. Le due donne capiscono che qualcuno sta cominciando ad agire nel corpo di Giovanni e di Marco. Qualcuno che col passare dei minuti si mostra sempre più agitato. «Giovanni, mantieni il controllo di te stesso» dice una delle due donne.
«Mantieni il controllo, Giovanni. Non farti sopraffare. Reagisci. Mantieni il controllo.» L’altra donna dice le stesse parole a Marco. Giovanni non sembra ascoltare le parole della donna. Salvo, d’improvviso, girarsi e dirle con voce lenta e che sembra venire da non si sa quale mondo: «Io non sono Giovanni».
La donna non dice più nulla. Sa che con il diavolo solo un esorcista può parlare. Se lei lo facesse sarebbe molto rischioso. Così rimane in silenzio e si limita a sostenere il corpo di Giovanni ora completamente in mano al demonio. La jeep gira per tutta la piazza. I due posseduti si piegano per terra. Battono la testa per terra. Le guardie svizzere li osservano ma non intervengono. Sono forse abituate a scene del genere? Forse sì. Forse altre volte hanno assistito alle reazioni dei posseduti innanzi al Papa.
La jeep compie un lungo percorso. Poi arriva in cima alla piazza, a pochi metri dal portone della basilica vaticana. Il Papa scende dall’auto e saluta le persone poste nelle prime file.
Giovanni e Marco, insieme, iniziano a ululare. Sdraiati per terra ululano. Ululano fortissimo. «Santità, santità, siamo qui!» urla al Papa una delle due donne cercando di attirare la sua attenzione. Benedetto XVI si gira ma non si avvicina. Vede le due donne e vede i due giovani uomini per terra che urlano, sbavano, tremano, danno in escandescenze. Vede lo sguardo d’odio dei due uomini. Uno sguardo diretto contro di lui. Il Papa non si scompone. Guarda da lontano. Alza un braccio e benedice i quattro. Per i due posseduti è una scossa furente. Una frustata assestata su tutto il corpo. Tanto che cadono tre metri indietro, sbattuti per terra. Adesso non urlano più. Ma piangono, piangono, piangono. Gemono per tutta l’udienza. Quando poi il Papa se ne va, rientrano in se stessi. Tornano se stessi. E non ricordano nulla.
Benedetto XVI è temutissimo da Satana. Le sue messe, le sue benedizioni, le sue parole sono come dei potenti esorcismi. Non credo che Benedetto XVI compia esorcismi. O almeno la cosa non mi risulta. Credo tuttavia che tutto il suo pontificato sia un grande esorcismo contro Satana. Efficace. Potente. Un grande esorcismo che molto dovrebbe insegnare ai vescovi e ai cardinali che non credono: costoro comunque dovranno rispondere della loro incredulità. Non credere e soprattutto non nominare esorcisti laddove ce ne è esplicito bisogno è, a mio avviso, un peccato grave, un peccato mortale.
Il modo con cui Benedetto XVI vive la liturgia. Il suo rispetto delle regole. Il suo rigore. La sua postura sono efficacissimi contro Satana. La liturgia celebrata dal Pontefice è potente. Satana è ferito ogni volta che il Papa celebra l’eucaristia.
Satana molto ha temuto l’elezione di Ratzinger al soglio di Pietro. Perché vedeva in lui la continuazione della grande battaglia che contro di lui ha fatto per ventisei anni e mezzo il suo predecessore, Giovanni Paolo II.
* (con Paolo Rodari)
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Truffa con l'acqua di Lourdes e Fatima
Denunciate 39 persone, 500 le vittime

La grotta di Lourdes
Sotto accusa una biologa
e quattro falsi medici: promettevano guarigioni
con cure provenienti dai santuari
Promettevano cure mediche "miracolose" a base di acque dei santuari di Lourdes e Fatima a pazienti affetti da patologie anche gravi. Vittime circa 500 pazienti, di tutte le regioni d’Italia, che si sono rivolti alle "terapie" con "Le acque a Luce bianca" messe a punto dalla biologa e dai suoi 38 collaboratori, denunciati dal Nas di Ancona per esercizio abusivo della professione medica, associazione per delinquere finalizzata alla truffa, e lesioni. Persone di ogni fascia d’età e classe sociale, in alcuni casi anche molto facoltose, che pagavano dai 100 ai 200 euro e oltre per dei flaconcini con acque asseritamente provenienti dai santuari mariani di Lourdes, Fatima, Medjugorje. Fra i malati, anche persone affette da cancro o altre gravi malattie, disposte a lunghi viaggi per farsi visitare negli ’studì della biologa e dei suoi collaboratori.
I 38 collaboratori della biologa- astrologadicevano di avere portentosi liquidi ognuno dei quali aveva una particolare funzione per la cura di specifiche malattie. Spesso spingevano i malati ad abbandonare le terapie tradizionali per affidarsi alle acque delle fonti dei due principali santuari mariani, e di quelli di Medjugorie, San Damiano, Montichiari.
Con pubblicità on line e un fitto passaparola, il gruppo si presentava come un team qualificato di biologi e fisici che aveva messo a punto una tecnica innovativa per "riarmonizzare la materia" attraverso le presunte "frequenze" sprigionate dalle acque benedette. Mescolando religione, superstizione e astrologia, i terapeuti approfittavano dello stato di prostrazione dei malati per
reclutarli attraverso dei corsi a pagamento come adepti della nuova medicina. L’accusa ipotizza anche il reato di immissione in commercio di sostanze vantanti proprietà terapeutiche ma senza autorizzazione ministeriale.
Fra Ancona, Milano, Venezia a Bari sono stati posti sotto sequestro quattro locali adibiti a studi medici e un laboratorio in cui venivano preparate le "medicine". Il valore degli immobili è di circa 3 milioni di euro. Sequestrati anche 4 mila flaconi e fiale di acque, un pc, e varia documentazione.
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Qualcuno chiese :" Che cosa pensi del detto "ricambiare l'odio con la benevolenza"?"
Confucio disse: "Con che cosa ricambieresti allora la benevolenza?
Ripaga l'odio con la rettitudine, e con la benevolenza ricambia la benevolenza".
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Stavo cercando un video musicale ma a differenza di altre volte ho fatto fatica a trovarne uno aderente al mio sentire e dunque ho preferito scrivere qualche cosa, un paio di righe per salutare....così, semplicemente.Alla fine ho optato per questo brano musicale rilassante.
Buona serata e domenica:-)
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Questo video è dedicato alla persona che amo sul serio, ma non dico di chi si tratti.
Certamente non riguarda chi crede di poter imporre un amore unilaterale, già più volte respinto a chiare lettere da me.
Costui,utilizzando moltissimi nick qui su Libero per manifestare un proprio convincimento, una folle certezza che si basa sul niente si è prestato al gioco crudele di esseri che si divertono alle sue spalle e lui nemmeno se ne accorge. La cosa che mi spiace è che costui per essere assecondato nel suo fallace convincimento si è fatto circondare da esseri negativi che approfittando della sua debolezza ne hanno carpito la mente, l'anima e il pensiero. Vendersi al diavolo o divenire un piccolo diavolo non produce effetti se non la perdita del senno e di sè stessi ma non può cambiare le cose e gli accadimenti.
Grazie al cielo esiste il libero arbitrio e in nome di esso ho fatto le mie scelte con consapevolezza.
Prego Dio che la persona così infelice possa trovare dentro di sè una ragione, almeno una per scovare un poco di pace... e allontanare il pensiero e la cattiveria d'animo da chi pensa di amare ma che invece odia,inconsciamente ma profondamente...
Che costui possa ritrovare il senno e la pace interiore a dispetto dei suoi falsi amici...
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Era da novembre che cercavo in casa un orecchino, di scarso valore, a dire la verità, ma che rappresentava per me una sorta di completamento unendo due piccoli frammenti di ricordi e simpatia per chi me li aveva regalati, una anziana commerciante che conoscevo da anni e che prima di chiudere il suo negozio, aveva deciso di donarmeli .
Li avevo riposti in una scatolina, come sempre, almeno credevo e invece...uno si era volatilizzato e il giorno dopo ci ero rimasta molto male nel non trovarlo. Dove era andato a finire?Possibile che avesse messo le gambe?
Da quel giorno avevo deciso di fare a meno degli orecchini in generale, una sorta di sciopero e di assenza e a dirla tutta ero veramente sciocca in quanto non era la prima volta che perdevo una clip. Non avendo fori ai lobi sai quante volte ti capita di vedere che sei mono-orecchino a dispetto del tuo cercare di pareggiare i conti ?! Lo scotto, ovviamente è a carico di chi, come me, debba usare solo questo tipo di chiusura.
Ogni tanto andavo a rimestare in quella scatolina ma niente, dell'orecchino nessuna traccia mentre si disegnava sul mio volto un bel disappunto ad inarcarmi le sopracciglia con tanto di sottile fastidio interno...
Ero indispettita anche perchè sapevo che si sarebbe trovato in casa, ma dove?
Avevo rovistato per casa sollevando un mare di scartoffie, annaspando ben bene nel cassetto dove era riposta la scatolina ma nulla, la clip era sparita, volatilizzata.
Oggi, in vena di subbugli casalinghi e cercando di rimettere un poco di ordine in un vero campo di battaglia rappresentato da una casa che dire a soqquadro equivale a sminuire di gran lunga il kaos primordiale, mi sono riproposta di portare all'ecovan di una piazza vicina
( un conferimento a titolo gratuito di rifiuti ingombranti), alcuni pezzi di un divano letto che alcuni giorni fa avevo fatto a pezzi per ridurne le dimensioni. Dopo la bellezza di 4 viaggi a piedi perchè in macchina il volume di quel divano non entrava, avevo deciso di portare anche un paio di sedie che agognavano la pensione.Sarebbe stato l'ultimo sforzo prima di una rilassante serata...
Prese le sedie e portate fuori dall'uscio nel girarne una ho sentito un lieve tic tic a cui non ho fatto caso più di tanto. Visto che comunque mi trovavo nel pianerottolo, per non lasciare in giro cose e disordine sparso mi sono chinata per raccogliere quella che mi sembrava una puntina grigia da eliminare prima che qualcuno se la potesse piantare in una suola.
E invece, sopresa! Era l'orecchino. Non ci potevo credere anche perchè ai tempi avevo rovistato e rigirato le sedie per verificare che la clip non fosse andata a finire lì ma non avevo avuto alcun risultato.
Così è la vita, ti sorprende anche piacevolmente e riesce a strapparti un sorriso di soddisfazione per le piccole cose che si rimettono a posto e che ti rasserenano.
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