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Qualche anno fa vidi una mostra presso uno storico artistico sodalizio.
Dipinti di maniera, acquerelli (proprio acquerelli, non acquarelli) perfettini, rare, rarissime grafiche.
Un presentatore d'eccezione (di quelli best in town anche se li conoscono solo nei circuiti degli storici dell'arte, mercanti, collezionisti, e pochi altri), di quelli che parlano aulico e ti sorprendono non tanto e non solo per quello che dicono, ma come lo dicono. Forse per fare il critico d'arte di successo occorre (anche) fare un po' di scuola di dizione o di teatro a tutto tondo.
Ah, l'artista, già!. Trattavasi di non più giovanissima pittrice, che in gioventù deve aver fatto la sessantottina con una ventina di anni di anticipo, preferendo frequentare gli studi degli artisti, piuttosto che i licei. Quando la chiamano a dir qualcosa di se stessa (maledetti - pensò lei - ma non ho incaricato voi per non rompermi le palle io!!!!) parlò poco o niente di tele, tubetti, cromatismo, acquerelli, acrilici et alia, mentre molto e a lungo riferì circa la sua infanzia difficile (anche se viveva nel lusso, ma si sa, ricchezza e sofferenza non necessariamente sono inversamente proporzionali), con due genitori severissimi che, appunto, volevano a tutti i costi distrarla dalla pittura.
Si commosse, forse fece finta; macchè si commosse davvero!
Il giorno della vernice non fu propriamente vernice ma quasi uno psicodramma.
Chissà mai cosa fu oggettto di spostamento e/o di rimozioni.
Ah saperlo! Un arzillo anzianotto (con tanto di capelli tinti), che doveva essere il capo o il vice capo dell'associazione di riferimento sdrammatizzò, fece battute, invitò a bere, mangiare e brindare nella stanza accanto.
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Osservazione originale fatta nel 2005 (anno più anno meno) e nel 2011 riproposta con minime variazioni.
Ho visto una session (non era proprio una session, e neanche un seminario; non so cosa fosse) di computer-art. Ma cos'è la computer art? Forse, semplicemente, ciò che è computer art per qualcuno. Ogni abitante del pianetà ha quindi una sua personalissima, possibile, plausibile e sostenibile definizione di computer art. Se mettiamo come variabili l'età del praticante (dell'artista in genere), il contesto, l'applicazione, la diffusione e quant'altro, ecco che possiamo avere opere che un ragazzo di 14 anni riterrebbe banali, ma straordinarie e stupefacenti per un sessantenne tardivamente approdato all'alfabetizzazione informatica. Lo stesso potrebbesi dire per il fotoritocco che ad alcuni può apparire semplice complemento all'immagine (post scatto), mentre ad altri può far vivere (soggettivamente) una esperienza straordinaria simile (se non di più) a quella vissuta da chi negli anni 60 (senza computer) sperimentava la pop-art. E chissà se il computer si fosse largamente diffuso 20 o 30 anni prima, come sarebbe stata la pop art (sempre che ci fosse stata)...
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I curiosi rapporti tra pittura, fotografia e altre arti figurative.
Tanti anni fa si diceva che per far belle foto ci voleva un ingranditore, una stanza con la luce rossa e un rubinetto d'acqua a portata di mano. Si diceva anche che per far foto belle ci voleva un buon contrasto e un filtro rosso.
Si diceva ciò e si sviluppava a mano, artigianalmente, con tanta passione.
Dopo un tirocinio presso un amico più esperto, che presto si trasformava in qualcosa che oggi chiameremmo autoformazione, si passava agli effetti, dalla separazione dei toni al viraggio a seppia, al"tiraggio a 1600 del 25 ASA" e ad altro ancora.
Nessuno (o comunque pochissimi) avrebbe immaginato che di lì a un paio di decine di anni si passasse alla digitale, alla'abolizione dei rotolini, alla visione dell'immagine in diretta appena stampata (vi ricordate dei provini!).
Dove va la fotografia? Dove va la pittura (che, inutile dirlo ultimamente pare davvero essere aiutata molto dalla fotografia)? Quali connubi legano le immagini fotografiche stampate su tela e pitturate (colorate) alle immagini dipinte malamente, con la prospettiva sbagliata, ma sicuramente più vere?
Mi accorgo che sto andando a ruota libera e metto troppa carne al fuoco, Non so se queste parole in libertà siano oggetto di interesse o di semplice curiosità.
Se qualcuno vuol dire qualcosa sarò lieto di leggerlo!
Buona serata a tutti.
PS Mi scuso di eventuali errori grammaticali o di battuta, ma ho scelto di scrivere di getto e di getto pubblicare!
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Con amici e con parenti ho girovagato per le Cascine, autentico polmone verde e gioiello di Firenze. Troppo facile sarebbe inneggiare alle delizie legate al verde, alla possibilità di legger libri distesi sull'erba, alle partite di palla a volo con la rete improvvisata ora tra compagni di scuola, ora tra scapoli e ammogliati.
Voglio invece sottolineare la spettacolarità della nuova tramvia che attraversa le cascine el'Arno: hanno creato un nuovo ponte all'uopo. Lo scenario è straordinario. Girando lo sguardo a 360 gradi è possibile godere della vista degli alberi e dei prati delle cascine, ma anche della Cupola, dei binari e delle carrozze (in qualche modo ancora avveniristiche), del traffico urbano e degli svincoli sottostanti al ponte. Un bel mixer, un affascinante scenario metropolitano.
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In PIAZZA SAVONAROLA, sulla facciata di Palazzo Carnielo è possibile vedere una LAPIDE e leggere un messaggio sempre valido, il seguente:
ONORATE L'ARTE CHE E' LA VITA DELLA VITA
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"Le stagioni non sono più quelle di una volta (e nemmeno i centri cittadini)
Ci ricorda Pascoli che ""Dov'era l'ombra, or sé la quercia spande morta, né più coi turbini tenzona""Girando per Firenze vedo che invece dov'era l'artigiano or ""s'è levato""; dov'era una bottega storica or ""s'è scomparsa""; dove c'era un civaiolo or ""s'è fuggito""... etc etc
PS Gli strafalcioni debbono essere intesi come licenze poetiche (anche se di poesia non trattasi)
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"È senza dubbio stimolante il parallelismo che si instaura tra l’affermazione in matematica del concetto di funzione e il riconoscimento in psicologia di quello di relazione"
Da Paul Watzlawick, Janet Helmick Beavin, Don D. Jackson: "Pragmatica della comunicazione umana. Studio dei modelli interattivi, delle patologie e dei paradossi", pagina 18
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A proposito di Computer-Art. Tutto (o quasi) è relativo.
Testo "datato" Dicembre 2005
Ho visto una session (non era proprio una session, e neanche un seminario; non so cosa fosse) di computer-art. Ma cos'è la computer art? Forse, semplicemente, ciò che è computer art per qualcuno. Ogni abitante del pianetà ha quindi una sua personalissima, possibile, plausibile e sostenibile definizione di computer art. Se mettiamo come variabili l'età del praticante (dell'artista in genere), il contesto, l'applicazione, la diffusione e quant'altro, ecco che possiamo avere opere che un ragazzo di 14 anni riterrebbe banali, ma straordinarie e stupefacenti per un sessantenne tardivamente approdato all'alfabetizzazione informatica. Lo stesso potrebbesi dire per il fotoritocco che ad alcuni può apparire semplice complemento all'immagine (post scatto), mentre ad altri può far vivere (soggettivamente) una esperienza straordinaria simile (se non di più) a quella vissuta da chi negli anni 60 (senza computer) sperimentava la pop-art. E chissà se il computer si fosse largamente diffuso 20 o 30 anni prima, come sarebbe stata la pop art (sempre che ci fosse stata)...
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4 Novembre 1966, Firenze
4 Novembre 1966. L'alluvione. Sono passati 45 anni (e poi discono che ""come passa il tempo"" è una frase fatta...). Ero un bambino, e adesso mi sono lasciato alle spalle la boa del mezzo secolo!
Quel giorno, di tanto tempo fa, era un giorno festivo, la festa delle Forze Armate. Probabilmente se fosse stato un giorno lavorativo (come poi il 4 novembre è effettivamente diventato), il bilancio sarebbe stato assai più pesante.
Ma un bilancio preciso delle vittime non c'è mai stato. I più parlano di poche, pochissime vittime. Non ho mai capito se è vero, o se è stata operata una sorta di censura. Fatto è che in tanti anni, qui a Firenze non ho mai conoscito qualcuno che raccontasse di avere un parente tra le vittime dell'alluvione.
Se è così, meglio così.
I danni agli edifici no, quelli sono durati tanto, tantissimo. Nella zona di via Faenza ci sono stati i ""puntelli"" per tanto tempo.
Ricordo il 4 novembre 1976, ten years after, io ero più grandicello e l'Arno, quel giorno, minaccioso. Come altre volte, spesso proprio di novembre è stato.
Ma quella volta (e per ora tutte le altre fino ad adesso) non è successo nulla.
Meglio così
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Inviato da: fulviomonti531959
il 15/05/2011 alle 07:34
Inviato da: filemonefilemone
il 20/01/2011 alle 13:03
Inviato da: filemonefilemone
il 20/01/2011 alle 13:03
Inviato da: filemonefilemone
il 20/01/2011 alle 13:02
Inviato da: antox.ac
il 20/01/2011 alle 00:22