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Post n°5 pubblicato il 12 Agosto 2009 da musicadicontorno
Ultimamente il comitato, nato dopo la presentazione del progetto di parcheggio del Cantinone, si è incontrato con la nuova amministrazione comunale. debbo dire che la delusione è stata abbastanza evidente non solo da parte mia ma anche degli altri componenti presenti. al di la delle promesse fatte in campagna elettorale, (sono sempre promesse elettorali) la situazione non sembra aver avuto modifiche rispetto alla posizione della precedente giunta. LO SCEMPIO DEL CANTINONE SA DA FARE , inutilmente mi sono arrabbiato, ripetendo nuovamente tutte le contraddizioni di questo progetto, sordi come campane, procedono nel loro intento. Ma la cosa più fastidiosa è che pretendono di giustificarsi dicendoci che i tecnici non si smuovono dalle loro posizioni. ma allora a cosa serve andare alle elezioni se una giunta non può modificare un progetto che la maggior parte dei cittadini reputa insensato. CHI COMANDA IN COMUNE I TECNICI O GLI AMMINISTRATORI. Ho nuovamente richiesto che venga portato in consiglio Comunale il progetto esecutivo, dato che non ci è mai andato, chiedendo conforto all'assemblea su modifiche da apportare, e forti di questo agire per dare ai tecnici direttive precise per rivedere il progetto. A mio avviso si darebbe così nuovamente al Consiglio Comunale quelle prerogative che la bassanini, legge pessima che ha esautorato l'assemblea da ogni potere, ha decisampente stravolto. in fin dei conti cosa chiede il Comitato, riassumo in poche righe. sistemazione generale dell'area CANTINONE, compresa la piazzetta dei manenti. con l'allargamento dell'attuale sede adibita a posteggio, togliere le due piattaforme sopraelevate che deturpano l'area, studio approfondito dei percorsi sotterranei trovati e loro valorizzazione come caminamenti, i soldi risparmiati spostarli nel rifacimento di Borgo Nuovo, compreso i servizi primari, fogne scarichi acqua luce, fonia, istituzione di una ztl concordata con i cittadini, che privilegi chi vi risiede, a partire da porta rivellini. immediata progettazione del posteggio di Porta S. Giovanni, con risalita verso il centro storico, dopdichè ridare alla piazzolina dei soldati l'aspetto originario, cioè togliere le macchine. un piccolo conto porta S-giovanni potrebbe ospitare circa una 50 di macchine, con ovviamente possibilità di scambio, e penso di essere stato stretto, piazzolina dei soldati ne conta circa 13/15 aseconda delle dimensioni delle macchine,ci sarebbe quindi un guadagno netto di circa 35 posti auto. SONO TALMENTE AMAREGGIATO E DALLA INCULTURA' DEI PRECEDENTI E ATTUALI AMMINISTRATORI CHE MI VERREBBE VOGLIA DI EMIGRARE IN QUALCHE ALTRO LUOGO DOVE PERLOMENO I CITTADINI VENGONO ASCOLTATI, E NON TRATTATI COME INUTILI IDIOTI PRONTI AD ACCETTARE OGNI COSA VENGA DETTA DA CHI TEMPORANEAMENTE OCCUPA POSIZIONI DI POTERE.
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<!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } --> sono anni che dico che i parchi teermali vanno riuniti superando l'attuale assetto ed eliminando la strada che li divide. Certo un 'opera costosa ma necessaria secondo me per rilaciare le terme. Chiaramente la strada adrebbe fatta passare al di sotto del parco fucoli partendo dall'alberghiero ed arrivano all'imbocco del ponte. All'inizio ed alla fine del ponte fare due rotonde, la prima davanti all'attuale sede della cassa rurale servirebbe a creare un senso unico in salita verso piazza italia, liberando cosi spazi per marciapiedi più grandi o creando piccole aree di sostalungo la carreggiata. La viabilità dovrebbe proseguire verso le terme utilizzando una sola corsia centrale eliminando fino all'ex bristol i pini ed allargando così i due marciapiedi laterali che diventano di fatto una prosecuzione della piazza. L'attramversamento di essa con i mezzi pubblici va impedita. Chi vuole andere al sillene o alle piane passa per via s. agnese opportunamente modificata all'altezza dell'ingresso dellexcelsior con una diramazione verso via della pineta. L'ingresso delle terme va spostato all'altezza della direzione sanitaria, utilizzando via delle rose a senso unico per riallacciarsi al ponte. Progetto difficile ma realizzabile, pensiamo a montecarlo quello che hanno fa tto. La rotatoria dalla parte delle terme servirebbe a tornare indietro verso la rinascente senza intaccare piazza martiri perugini che va riconsegnata a l parco senza posteggi che vanno creati nell'attuale pineta o recuperando a più piani quello incassato. Da considerare che c'è gia un posteggio fatto ma non ancora aperto che è nei pressi dell' ex britol. Altra rotonda farla all'inizio di via della valle, eliminando il semaforo. Mentre in viale della libertà dal palazzo a s.elena fare un senso unico, recuperare via amiata a viabilità ordinaria costruendo maricapiedi venendo dalle terme riallacciarla anche qui con una rotonda al palazzo. Questo garantireebbe uno scorrimento veloce delle due strade senza intoppi a causa dei negozi presenti, problema che tutti conosciamo. Il centro storico va chiuso al traffico, consentendolo solo ai residenti. E applicando una normativa restrittiva nei confornti dei SUV. Il disgraziato progetto di sopraelevazione del cantinone, andrebbe fermato e ripensato. L'ho spiegato più volte ma con scarso successo e non ci torno sopra. Mentre andrebbe costruito il posteggio di porta s giovanni. |
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mi sembra che la situazione non sia delle migliori, il buco di circa 900mila eruo(voci di corridoio)di quest'anno da l'indice di come la sitruazione si sia deteriorata. Innanzitutto con scelte inappropriate vedi bruco e terme sensoriali. Il primo ha distrutto un parco ed azzerato una situazione consolidata da decenni, accettata e mai messa in discussione. Il secondo, una intuizione formidabile, da togliersi il cappello per chi l'ha pensata, ma la collocazione quantomai errata. Diversi anni fa dissi che si doveva cambiare il rapporto tra terme ed alberghi e pensavo che, e anche qui si dovrebbe rompere qualche tabù, le terme potessero vendere l'acqua termale ad alcuni alberghi, con protocolli precisi, verificabili e ritirabili se non rispettati. Io credo che questa cosa possa essere ancora gestita. Le spinte che vengono e ne abbiamo avuta la riprova l'estate scorsa con richieste private di sfruttamento delle acque, ci dicono che la questione deve essere affrontata senza spargimenti di sangue ma ragionando sulla sua effettiva necessità o abbandonandola. La necessità viene dal fatto che ormai tutti parlano di benessere e cercano alberghi con dentro centri benessere. Noi abbiamo quel qualche cosa in più che sono le terme, altrimenti basta un qualsiasi centro in qualsiasi luogo di qualsiasi città o paese. Poi non si vuole dare l'acqua agli alberghi, bene ..ma creiamo le condizioni affinche gli operatori possano crearsi i propri centri benessere all'interno. Sarà una conseguenza inevitabile se 10 o 20 alberghi seguono questa strada, ragionare con le terme cercando di sviluppare le proprie potenzialità. A me va bene anche così. Noi per 40 anni abbiamo dato, sintetizzando, una fila ed un bicchiere d'acqua. Certo curativa che fa bene e che tutt'ora ha una sua validità. Ma quel periodo storico economico è terminato, il ciclo si è concluso, o ne prendiamo atto ed apportiamo modifiche o inevitabilmente precipiteremo ancora di più nel non senso. Allora quali azioni fare, secondo me una prima cosa è uscire dalle mutue. Non dico dal ministero della salute lì ci dobbiamo rimanere e combattere per avere diciamo l'attestato di sana e robusta costituzione, cioè le acque termali sono una medicina naturale. Ma le mutue a mio avviso impoveriscono la credibilità e non portano quel rinnovamento di clientela che tutti dicono di volere. È ovvio che a questo vanno accompagnate azioni di riqualificazione del parco acquasanta. Primo eliminare le file,creare dei luoghi di incontro all'interno del parco dove chi ci va è non solo perchè crede nelle proprietà dell'acqua ma anche perchè ridiventa un luogo dove si fanno incontri, galanti o di affari non interessa. Quindi hostess che portano l'acqua santa ai tavoli, magari gazebo con all'interno strumenti di varia natura che vanno da connessioni internet wirelss, giornali gratuiti, colazioni comprese nel prezzo magari da affittare i gazebo per periodi più o meno brevi. Cioè io penso ad un parco acquasanta non statico e fermo come lo è da 100 anni ma dinamico in movimento, con opportunità di relax. Creare un ristorante all'interno che vada dal macrobiotico al vegetariano o al promuovere i prodotti locali, pub per i giovani aperto fino a trardi dove si faccia musica altrimenti come celi portiamo i giovani dentro un parco. Con la fila dell'acquasanta? Sale di incontro con autori sceneggiatori registi …altre ideee che vengano fuori.
Sillene.
Secondo me va demolito e ricostruito, io ci sono stato ultimamente, a me sembra più una batteria per polli che un centro dove si fa benessere. Ovvio pensato e costruito negli anni 70, non era pensabile altro. Ma oggi presentarci on un casermone del genere mi sembra guori tempo e fuori luogo. Bene le piscine anche se con 20 anni di ritardo, e chissà quando apriranno se apriranno,. Quindi invece di investire soldi in nuovi palazzetti dei congressi, che portano si della clientela ma che personalmente a quel tipo di clientela preferisco dare priorità ad altro. Appunto ad una ristrutturazione generale del sillene che sia più in linea con le moderne tecniche di ricerca del benessere, senza tralasciare fanghi, ma con un ambiente accogliente e confortevole per tutto l'anno.
Abbiamo una direzione sanitaria che data 1960 mai rifatta laboratori che non esistono più o quasi. Anche qui che senso ha avuto fare le inalazioni li, non lo capisco, non è il luogo adatto. Serve recuperare quei tratti che hanno costraddistinto chianciano negli anni 50 60 70 -...cioè accoglienza disponibilità innovazione co n un piano industriale, degno di tale nome, e che ancora manca, nonostante siano circa 10 anni che c'è una società di gestione. Che stabilisca precisamente gli obbiettivi, le priorità e i finanziamenti necessari. Un piano di ristrutturazione generale che parta dal personale, fino alla foglia dell'abero di viale baccelli. In questo senso la politica dovrebbe fare la sua parte...una discussione generale che coinvolga non solo le terme di chianciano, ma le terme ex eagat per darsi dei principi precisi, poi ogni luogo termale libero di svilupparli secondo le proprie tendenze. A questo punto con piani precisi e supportati da progetti qualificati, andare dal governo, dalla reione, in europa, e dire noi vogliamo fare questo. Rilanciare il termalismo.
A livello societario, farei due cose, penso ad una fonsdazione che gestisca le proprietà e penso ad una società con due diramazioni precise, una parchi termali l'altra centro bnessere sillene. Non entrano in contraddizione ma possono sviluppare autonomamente proprie azioni di politica industriale e commerciale.
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Chianciano e il suo territorio Per iniziare non partirò dal solito problema delle terme, che affronterò in altra parte, ma dal suo territorio, che come si sa è il più piccolo della provincia di Siena. Ne consegue che oltre alle terme e ad una notevole capacità ricettiva, ha,al contrario di comuni limitrofi, una scarsa attività artigianale di pregio, ed una limitatissima attività di piccol aindustri.a Questo per le ragioni che conosciamo e che non stò qui a ripetere, le sintetizzo in due parole, monocultura economica. Negli ultimi anni però si sono venute a creare alcune attività interessanti ed alla quale un'amministrazione che si dice attenta ai problemi dovrebbe valorizzare e sviluppare. Parlo dell'attività di viticoltura. Sono presenti, ed hanno ormai una buona penetrazione nel mercato italiano ed europeo,alcune cantine importanti: Scopetello, Palazzo Bandino, la Cignozza, Gavioli, Rosati e dentro il centro storico. Io credo che gli vada data la credibilità che meritano e che non debbano essere lasciati soli, quindi propongo che l'amministrazione faccia sua l'esigenza di creare un consorzio tra loro per migliorare sia la produzione e la possibilità di avere un prodotto tipico, recuperando le vecchie tipologie di vite che erano presenti nel territorio (mammolo, etc..). Potrebbe secondo me, con l'utilizzo delle proprietà del comune (caggiolo) nascere una linea di sperimentazione sulla vite che potrebbe migliorare la produzione rendendola particolare. Ho gia in mente il nome del prodotto. Simoneschi, in omaggio alla villa ed al granaio/cantina di proprietà di questa famiglia e che il comune ha rilevato in anni precedenti dandogli destinazioni culturali. Ovviamente il tutto va accompagnato da un livello di promozione, con partecipazione attiva dell'APT, che dia forza a questo prodotto ed a questa nuova industria che si sta lentamente sviluppando dentro il nostro territorio.
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