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America e Italia, modelli lontani

Post n°37 pubblicato il 15 Novembre 2009 da fotospara
 

Si spiegano così le profonde differen­ze tra gli Usa che provano ad applicare le severe regole del mercato anche in un settore economico «anomalo» come quello della salute e un continente euro­peo che, pur con modelli diversi (sistemi pubblici, sistemi misti, casi in cui è il go­verno garantisce le cure ma lo fa attraver­so assicurazioni private), tende ad offri­re a tutti i cittadini un certo livello di co­pertura statale.

Un mondo nel qua­le convivono tre classi di cittadini: quelli con un'assicurazione pagata dal datore di lavoro (oltre 160 milioni di america­ni) o acquistata individualmente (circa 23 milioni di polizze); i circa 75 milioni di americani con l'«ombrello» pubblico di uno Stato che paga le loro spese medi­che attraverso le agenzie federali per i po­veri (Medicaid), gli anziani (Medicare) e l'amministrazione dei veterani; i 47 mi­lioni di cittadini, circa il 16% della popo­lazione, totalmente privi di copertura.

La riforma approvata l'altra notte dal­la Camera (che sicuramente sarà ridi­mensionata dal Senato) modifica in mo­do significativo questa situazione, ma, dal punto di vista di un europeo, non giu­stifica l'enfasi retorica di Obama («oggi si fa la storia») né il linguaggio estremo usato dal capo dei repubblicani alla Ca­mera, John Boehner («questa riforma è la più grande minaccia alle libertà degli americani che ho visto nei miei 19 anni di lavoro a Washington»).

Tre le prin­cipali novità: a) non potrà più essere ri­fiutata una polizza a persone in precarie condizioni di salute; b) l'«opzione pubbli­ca », cioè l'introduzione di una formula assicurativa offerta dallo Stato da mette­re in concorrenza con quelle private con l'obiettivo di «calmierare» il prezzo delle polizze; c) obbligo, per cittadini e impre­se, di sottoscrivere una polizza sanitaria, con agevolazioni e sussidi per i cittadini meno abbienti e un limite agli impegni richiesti alle aziende più fragili.

 Fonte:
 http://www.corriere.it/esteri/09_novembre_09/sanita-vittoria-di-obama-massimo-gaggi_c793ccb6-ccfb-11de-b7a9-00144f02aabc.shtml

 
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