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G. Falcone

Post n°45 pubblicato il 23 Maggio 2012 da oronzostr

 

"Non c’è stato uomo in Italia che abbia accumulato più sconfitte di Falcone: bocciato come consigliere istruttore; bocciato come procuratore di Palermo; bocciato come candidato al CSM e sarebbe stato bocciato anche come procuratore nazionale antimafia se non fosse stato ucciso.

Eppure ogni anno, si celebra l’esistenza di Giovanni come se fosse stata premiata da pubblici riconoscimenti o apprezzata nella sua eccellenza.

Un altro paradosso: non c’è stato uomo la cui fiducia e amicizia sia stata tradita con più determinazione e malignità."

Ilda Boccassini

 

 
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Alcuni tra i motivi di una disfatta

Post n°44 pubblicato il 22 Maggio 2012 da oronzostr

La destra sta scomparendo dal panorama politico italiano e questo non è affatto un bene, non solo per il venire meno della pluralità delle idee ma anche, per l’impossibilità di un confronto serio sulla gestione della cosa pubblica, in un paese disastrato come il nostro che avrebbe bisogno di una seria alternanza d’ idee. Il problema, se ancora non fosse chiaro, è dato dalla mancanza di una base ideologica e filosofica della destra che , da vent’anni a questa parte, professando il becero liberismo sfrenato, ha governato il nostro paese badando solo al proprio interesse immediato e a quello di talune specifiche categorie. Quando alla fine del secolo scorso ci fu la crisi delle ideologie, la sinistra riuscì a, seppure a fatica, a trovare un percorso alternativo fondato sulla solidarietà e sui valori umani, idee non sempre trasferite in fatti concreti questo è certo ma, fondamento di buoni propositi che aprirono un varco nelle coscienze comuni, la destra invece, si irrigidì ed abbracciò idee vecchie di chiusura, sfruttando per contro, la situazione difficile della nostra società in trasformazione e rigirando il coltello nella piaga del malcontento comune, limitandosi a sottolineare quanto gli Italiani stessero soffrendo a causa dell’invasione degli stranieri (chi non ricorda le campagne fondate sul panico riguardo alla sicurezza nelle città?) invece che proporre un percorso alternativo d’integrazione e convivenza. Il rifiuto dello straniero, la casa di diritto agli Italiani, il lavoro e la sanità ai nati nel territorio, furono argomenti sui quali si basò l’incipit etico di una destra in crisi d’idee e di spinte morali, argomenti che alla fine non hanno saputo ripagare in termini di voti, facendo anche morire nel nulla un idea fondamentalmente valida come il federalismo che nel principio, non ha nulla a che vedere col rifiuto degli stranieri. La gente ha capito che non esiste programma politico che si possa basare sulla fumosità dei propositi, ha capito che il partito azienda non è stato capace di arricchire il paese ma al contrario, l’ha sfruttato delegittimando a più riprese la giustizia rea di indagare il boss, la destra al governo si è limitata a curare solo i propri interessi e, alla luce dei vari scandali giudiziari per Berlusconi e di gestione del patrimonio dei rimborsi elettorali per quanto riguarda la Lega, gli elettori hanno punito la destra nella sua completezza (terzo polo compreso). Qual è dunque la lezione che se ne ricava? Considerando anche il risultato elettorale del Movimento Cinque Stelle che ha saputo tradurre in voti la protesta, ma che alla prova dei fatti deve ora saper dare la giusta risposta politica ad un consenso così ampio, è stato dimostrato che l’elettorato ha bisogno di concretezza e di idee, ha bisogno di positività vera, non gli basta la negazione di una crisi, l’acquisto di un nuovo attaccante o il modello pappone del uomo che non deve chiedere mai, la gente vuole realtà e serenità politica, vuole le certezze di uno stato fondato su valori positivi, la gente non vuole uno stato ridicolo e dei rappresentanti farsa, c’è ancora bisogno di tanta pulizia. È il momento che la destra pulita, si liberi dei suoi vecchi rappresentanti e sappia proporre un offerta politica seria, dopo la Milano da bere siamo arrivati all’Italia da deridere. Quella che alcuni giornalisti hanno chiamato “anti-politica” è solo la risposta alla politica come è stata intesa fino ad ora.

 
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Il rischio elevato di perdere una bella testa

Post n°43 pubblicato il 17 Maggio 2012 da oronzostr

Io stimo molto Saviano, per il sacrificio quotidiano che richiede la sua vita, lo stimo per la serenità dei suoi  giudizi, per l’intelligenza attenta e la passione profusa nella stesura di Gomorra, lo stimo per il suo spirito libero e per il coraggio della denuncia. Saviano secondo me ha fatto tutto quello che ha fatto in assoluta onestà, convinto di compiere un atto di denuncia e di giustizia prima ancora che una operazione politica o peggio, puramente commerciale. “Vieni via con me” è stata la celebrazione di tanta sapienza, era uno di quei programmi che coinvolgono, informano, rischiarano la mente, puliscono il cervello dalle incrostazioni, danno forza e coraggio, era stato fatto in un momento storico ben preciso, alla presenza di un governo saldamente inchiodato al suo marcio potere dei soldi e al culo delle olgettine, c’era una profonda decadenza morale che andava smossa e c’era bisogno di un bicchiere d’acqua fresca e di un’autobotte di acido muriatico per pulire via il sudiciume. Le tre puntate del vecchio programma erano sembrate addirittura poche, avevano fortemente messo in difficoltà i papponi politici della TV di stato, avevano imbarazzato l‘allora ministro dell’interno che si era precipitato a dire “Voglio poter fare una replica anch’io!” senza rendersi conto che per parlare occorre avere qualcosa da dire di sensato (e, col senno del poi,  occorre avere la coscienza pulita e non avere ora un “capo” indagato per frode ai danni dello stato), ma il ministro aveva parlato ugualmente e i giornali di governo avevano cercato di parargli il culo dalla reazione dovuta alla pochezza delle sue stesse parole stitiche e inutili. “Vieni via con me” era stato un programma giusto, trasmesso nel momento giusto.

 Ora basta, non è più tempo di ripetere una cosa fatta bene la prima volta, le repliche sono sempre inesorabilmente le brutte coppie di una buona idea, Saviano non è come  “Lo Squalo” non occorre replicare con la versione 1, poi la 2, la 3, la 4 e così via, le cose da dire sono state dette la prima volta e il seguito è solo l’eco che si disperde nell’aria, la prosopopea e lo stucchevole perbenismo etico di “Quello che (non) ho” lasciano perplessi e anche un po’ (tanto) annoiati. Saviano non può e non deve trasformarsi in un business, Saviano non è  “Lo Squalo”, non è un affare economico da consumare, non è la bandiera di alcun partito, le cose giuste sono giuste e basta. Ora Fazio la deve smettere, ha fatto il suo tempo e sinceramente non se ne può più del suo moralismo da oratorio, delle sue finte prese di distanza imbarazzate, del  suo finto restare nelle righe, i suoi interventi sviliscono la sagacia della Litizzetto e screditano Saviano. La Litizzetto sa reggersi in piedi da sola senza alcun bisogno di un puntello, la sua ironia ricorda molto il miglior Grillo e come lui, potrebbe intrattenere la folla di una piazza politica; Saviano è un uomo che aveva da dire molto e ancora non ha detto tutto, ma non va rappresentato come se fosse una vergine o un angelo con le ali e l' aureola, Saviano è figlio del mondo sul quale vive e nel quale deve stare, senza la mediazione di programmi pesanti, cupi, ai quali manca solo un altare per sembrare una funzione religiosa di plastica. Se Saviano non vuole cadere nella trappola del telecomando e disperdersi tra un detersivo e una puntata di CSI, deve fare ciò che gli riesce bene: scrivere. Basta TV, o Saviano arriverà ad annullarsi e il rischio di perdere una bella testa e un miglior cervello è troppo alto e, di questi tempi, non ce lo possiamo permettere.

 
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No alle condanne a morte mascherate da aiuti

Post n°42 pubblicato il 07 Maggio 2012 da oronzostr

L’esasperazione porta inevitabilmente alla rottura, si tratta solo di capire quando arriva la rottura. In Grecia, la rottura è arrivata con le elezioni e ora, in un paese europeo l’estrema destra filo-nazi siede in parlamento forte di un 7% di voti. Beh, diciamo subito che in certi paesi un po’ al limite, dove la definizione di democrazia va un po’ stretta, certe spinte estremiste sono sempre presenti, ma la situazione di forte costrizione a cui sono stati sottoposti i Greci, di certo non ha giovato. Non sto dicendo che il governo europeo, ovvero la BCE (diciamolo senza remore che sono le banche a governare gli stati e togliamoci subito dall’equivoco di voler credere che non sia così) siano responsabili dei risultati elettorali della Grecia, però la BCE ha imposto delle misure onestamente troppo severe, non tanto perché i conti della Grecia meritassero qualcosa in più, semplicemente perché non si può credere che un paese possa essere salvato affamandolo. Ora i conti della Grecia non sono a posto e il paese è letteralmente ingovernabile, sfido qualunque coalizione a saper assolvere al problema con un minimo di durata nel tempo che possa garantire la stabilità ad un paese con una così forte spinta estremista. Siamo alla follia. Lo standard economico imposto dall’Europa è quello tedesco e la cosa non è negativa, ma se un paese trova i propri equilibri attraverso numeri e proporzioni diverse, queste proporzioni andrebbero rispettate. I casi che si prospettano ora sono due secondo me: o si lavora affinchè l’Europa diventi una federazione con un governo centrale vero, capace di coinvolgere emotivamente la popolazione attraverso un senso di appartenenza e di unità multiculturale, sul genere della federazione degli Stati Uniti, o l’Europa della BCE crolla, perché così com'è non serve a nulla, non fa parte dello spirito dei popoli, sembra solo una sorta di mega speculazione finanziaria nella quale guadagnano solo i grossi centri di potere economico. In un caso come quello della Grecia, non c’è nessuna forma di fallimento guidato che possa far risorgere un paese in preda alla crisi, non c’è nessun azzeramento dei conti che possa ridarle dignità e fiducia ripartendo da zero, perchè è il suo popolo non ha fiducia nell' Europa di oggi, gli errori fatti dal governo ellenico e la condotta economica pazzesca di quel paese sono tali che non consentono all’Europa di imporre dei sacrifici proporzionati al debito, perché tali provvedimenti appaiono ai Greci, più come un nodo scorsoio alla gola, piuttosto che un salvagente, quindi, o si danno dei nuovi parametri sopportabili e ammortizzabili nel bilancio dei paesi più ricchi, o la Grecia potrebbe essere sull’orlo di una rivoluzione che potrebbe interesare l'intero sistema europeo. Noi Italiani faremmo meglio a non credere di essere molto lontani dai problemi ellenici, noi che valutiamo le vicende di quel paese come se non ci riguardassero, perchè di questo passo, continuando a impoverire la capacità d'acquisto delle famiglie italiane, ci troveremo a vivere in un paese con un'economia ridicola. E' vero, i debiti devono essere pagati, questo è fuori di dubbio, ma i piani di rientro devono essere proporzionati alle capacità produttive del paese interessato, neppure la Germania sarebbe in grado di sopportare i provvedimenti che sono stati adottati per la Grecia senza subire delle forti ripercussioni sul fronte della stabilità politica, la cattiva gestione delle finanze elleniche non può essere riversata totalmente sulle spalle della popolazione, altrimenti i provvedimenti adottati apparirebbero più come una condanna a morte che come un aiuto. E questo significherebbe la catastrofe per tutti, per tutti i paesi e per le banche che speculano sulla nostra pelle!

 
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Non è una questione di magliette

Post n°41 pubblicato il 23 Aprile 2012 da oronzostr

Le magliette cedute ai tifosi la dicono lunga sullo stato del calcio in Italia. I tifosi, dispongono, pretendono, ricattano, ottengono e se non ci riescono, fanno casino e sfasciano tutto. Se capita feriscono e uccidono. Senza problemi di sorta, come in un territorio di nessuno, un territorio solamente loro. Ieri i tifosi hanno invocato la restituzione delle magliette, perché non ritenevano i giocatori degni del simbolo indossato, come in una sorta di resa dei conti di chissà quale valore morale. Invece no, era solo una misera partita di calcio che non cambia nulla nel panorama della città interessata, figurarsi cosa ce ne frega a noi che non viviamo là. La società sportiva ha ceduto nonostante la polizia presente, nonostante si potesse tranquillamente (o forse non così tranquillamente) tenere testa ai tifosi fessi, agli idioti, agli imbecilli, ai coglioni che vanno allo stadio per sfogare la frustrazione di esistere solo perché al mondo c’è spazio. Tutti i casini che creano questi emeriti rincoglioniti, sono sopportati con l’investimento di ingenti somme di denaro pubblico,  mentre la maggior parte del guadagno è, come ovvio, guadagno privato. I cretini hanno voluto le magliette dai giocatori e i giocatori, gliele hanno consegnate. Punto e basta. Siamo alla follia, siamo alla resa incondizionata della ragione, il calcio è in mano ai coglioni. E i coglioni non si distinguono, sono tutti responsabili, se siano quelli sugli spalti oppure no poi, non è molto importante stabilirlo.

 
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