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Creato da folleperlavita il 20/03/2012

diarioprivato

segreti

 

 

scoprirmi viva

Post n°8 pubblicato il 04 Aprile 2012 da folleperlavita

 

 

Era una sensazione così strana provare interesse per un altro uomo che mi sentivo quasi una ladra. E dentro me cresceva quella eccitazione di testa quando mi scoprivo a pensare a lui , a ripensare agli incontri durante il corso, a come osservavo le sue mani, a come lo scrutavo se non si accorgeva. E mi nutrivo di quegli istanti della sua inconsapevolezza perchè mi solleticava da impazzire. Guardarlo era come assumere una sostanza che mi faceva stare bene. In mezzo agli altri mi sentivo bene, mi sentivo forte, mi sentivo serena ed equilibrata . MI sentivo viva , piena di  mille cose da poter regalare e mi sentivo in grado di ricominciare anche emotivamente. Non capivo se fosse solo una cotta, una infatuazione, uno spicchio di irreale esistenza in cui mi stavo buttando , e in fin dei conti non mi importava . Sapevo che  quando stava per arrivare il momento del corso ero pervasa da scosse di strana energia e non sapevo che indossare o come truccarmi. Non volevo apparire diversa, ma in realtà stavo cambiando. Non poteva essere tutto così vero e un così bel regao solo per me. Il suo sorriso che cercava il mio durante la lezione quando si capitava seduti distanti era come un nodo in gola che mi toglieva il fiato. Il solo fatto che mi cercasse con gli occhi e che non mi lasciasse andare era un turbinio incredibile di emozioni. Tornavo a casa così leggera e felice, e tutto mi pareva più facile da affrontare. I ragazzi erano contenti di vedermi piu sorridente e ogni volta mi chiedevano di cosa mi avevano parlato al corso . Arrivò anche il momento di organizzare una gita tra noi allievi per un ponte festivo. Ero titubante , ma lo desideravo perchè sapevo che avrei avuto modo di stagli piu vicina , di parlare con lui, di godermi la sua presenza. E cosi decisi di andare. Ne parlai a casa. Lui non si dimostrò meravigliato , tanto meno dubbioso o altro. Mi disse di stare tranquilla per i ragazzi in quanto voleva portali in gita fuori porta insieme ai suoi nipoti. Un nuovo parco divertimento era stato inaugurato qualche giorno prima e pensava di dedicare quel giorno ai figli mentre io ero fuori.

" Ottima idea " pensai ...

e mentre lui me lo proponeva io già immaginavo me durante un giorno diverso , fuori da un contesto ormai sterile , circondata da tutti gli allievi con cui avevo raggiunto un bel feeling, e poi ....avrei avuto lui .

E all ' improvviso ricominciavo a respirare...di nuovo.

 

 


 
 
 

riprendermi la vita

Post n°7 pubblicato il 01 Aprile 2012 da folleperlavita

 

Per tornare a vivere un pò , visto che passavo così tanto tempo in ufficio tra riunioni e clienti che all 'aria aperta,  decisi di iscrivermi ad un corso di fotografia . Era sempre stata una mia grande passione, poco coltivata per motivi vari e che però restava in me molto forte .

Avevo una macchina digitale discreta ma non adatta alle cose che volevo fare e così mi dilettavo a immortalare qualunque cosa mi colpisse per un motivo qualunque. In genere non fotogravo quasi mai persone o comunque non in viso direttamente, semmai intente nelle loro occupazioni , come quando scattavo qualche foto ai pescatori sul molo, alle signore anziane sedute al sole, e preferivo di gran lunga dedicarmi ad altri soggetti come  il mare, un fiore, gli alberi, le nuvole, una strada, una vecchia ringhiera.

Gli iscritti al corso avevano età diverse e provenienza molto assortita per professione e cultura. Il gruppo era formato da 10 persone e si teneva una volta a settimana per la durata di 2 ore . All' inizio era più teorico e poi man mano si arricchiva di uscite per mettersi alla prova " in campo ". Ero molto contenta di aver deciso di parteciparvi e mi rilassava moltissimo visto che aveva come scopo quello di lasciarsi avvolgere dalle emozioni e dal mondo reale nelle più svariate forme...e di concentrarsi sulla propria dimensione emotiva che portava a scegliere un soggetto piuttosto che un altro.

L' insegnante era un uomo sui 55 / 60 anni, un fotografo di ottimo livello che gestiva due forum e un gran numero di siti e inoltre faceva alcune mostre annuali per eventi nella mia città o per feste particolari. All' inizio ero un pò preoccupata di non sapermi integrare molto perchè la mia situazione sentimentale era cosi pesante che non ero me stessa e non mi sentivo mai del tutto serena. Pian piano invece mi accorsi che stava diventando un modo per ritrovare una bella dimensione personale e intima e di conoscere gente nuova. C'erano signore simpatiche, due ragazze appena laureate , alcuni professionisti , e qualche giovane uomo. Ottimo incrocio di esperienze e quindi un bel tessuto umano da assaporare e condividere.

Fu lì che conobbi lui.

 


 
 
 

e pian piano....

Post n°6 pubblicato il 30 Marzo 2012 da folleperlavita

 

 

Si parlava sempre meno e ogni volta era un solco piu profondo nella comunicazione , seppure cercassimo di non far pesare molto la situazione ai figli. Il lavoro mi prendeva molto ma riuscivo a tenere tutto sotto controllo , a fare sport, a seguire i ragazzi nello svolgimento delle loro attività e ad esserci per tutto il resto. Diminuiva la nostra complicità, e l ' intimità diveniva quasi un peso, perchè senza amore anche il sesso perde profumo e colore. Per qualche mese continuai ad essere la moglie che ero stata ma il cambiamento lentamente avveniva e non c'era modo di nasconderlo. Lui non prese più il discorso e non gli importava molto di come passavano i giorni. Le ricorrenze e le festività erano un peso , le visite ai familiari e le occasioni di ritrovarsi con amici si svuotavano di allegria e divertimento. Propose lui stesso di uscire qualche volta con i rispettivi amici perchè forse avevamo bisogno di ritrovare una parte ormai dimenticata, sepolta sotto la vita in comune dei tanti anni passati insieme.Non lo trovai poi così strano, e anche se lo facevamo già per qualche occasione ora era giunto il momento di intensificare le nostre " fughe " dalla routine.

E pensare che fino a qualche anno prima non facevamo altro che cercare occasioni per stare da soli , per fare l 'amore, per prenderci e viverci in modo nuovo, per arricchire le nostre fantasie di nuovi orizzonti. Quando i figli uscivano ci chiudevamo in camera e tutto il mondo fuori scompariva. Era come piombare in  una realtà del tutto sconosciuta e ci vedevamo sempre nuovi, e più interessanti e scoprivamo altri aspetti del nostro rapporto. Così era cresciuta la nostra affinità fino a diventare la coppia ideale per tutti i nostri amici, quelli che invece erano nella classica fase del grigio.

Le mie amiche avevano capito già dai miei silenzi a cui non erano abituate, dalla mia poca allegria e non chiedevano nulla perchè sapevano che avrei trovato il modo di aprirmi a loro se ne avevo bisogno.

Una sera che uscimmo insieme per mangiare in un nuovo ristorante una di loro mi fece una battuta che era un chiaro tentativo di sapere qualcosa , ed io accennai a un malessere che stavo vivendo. Non mi chiesero altro e apprezzai molto il rispetto e il pudore che dimostravano per il mio matrimonio.

Non avrei potuto nasconderlo ancora a lungo ed era evidente che dovevo affrontare la decisione che sapevo già e caricarmi tutte le conseguenze. Quella sera non tornai a casa tardi , il giorno dopo si lavorava e inoltre non ero in vena di parlare e scherzare.Arrivata a casa ebbi la sorpresa. Al contrario di come si era detto lui non era rimasto con i ragazzi ed era uscito dopo cena...a detta dei miei figli che erano ancora svegli nella loro camera. La femmina leggeva e il maschio guardava la tv. Andai a fare una doccia e indossai il pigiama. In cucina misi sul fuoco un pò d'acqua per una tisana e presi il mio libro. Mi distesi sul divano intenzionata ad aspettarlo.Erano le due. Non potevo credere al fatto che fosse uscito cosi.

Sentii la chiave girare e i suoi passi in corridoio. Pensando che io non fossi ancora tornata lui andò subito in bagno. Il rumore dell'acqua confermò il mio pensiero che si stesse facendo anche lui la doccia. Ma quando entrò in salotto il suo stupore riempì la stanza e la sua voce imbarazzata arrivò alle mie orecchie ridicola e fuori luogo:
" Sei già qui ? " fu tutto quello che riuscì a dire

" A quanto pare si " risposi secca.

" Mi ha chiamato Piero , era rimasto a piedi con la sua auto e sono andato a prenderlo, e  al ritorno ci siamo fermati a bere qualcosa "

Non mi arrabbiai per il tempo passato con il suo amico, ma per il tono della frase che suonava di bugia e per il fatto che aveva lasciato soli i ragazzi senza dirmelo.

" Potevi avvisarmi, sarei rincasata prima "

" Non pensavo di far tardi " pronto ribattè

" Io vado a letto dissi, se non hai altro da dirmi " gli dissi senza far trapelare la mia delusione.

" Non c'è molto da dire, e poi se fossi stato io fuori tu mi avresti disturbato per una sciocchezza del genere? "

A quel punto senza senza aggiungere  altro accese la tv e  si versò da bere. Non riuscivo più a guardarlo . Meglio far calmare un pò le acque o avremmo litigato.

Il mio matrimonio stava inesorabilmente naufragando...e mi sentivo morire dentro.

 

 

 
 
 

lui...forse ha un segreto

Post n°5 pubblicato il 27 Marzo 2012 da folleperlavita

 

 

 


Alla prima occasione in cui riuscimmo a restare soli gli parlai. Non sapevo bene come avrei portato avanti il discorso, se come una constatazione del suo essersi allontanato o con una mia ammissione di essere forse meno presente anche senza averlo fatto di proposito. Non ero intenzionata a prendermi dell colpe che non avevo , ma ad aprirgli il mio cuore e dire solo le cose che sentivo importanti.

Lui era rientrato da poco  , un saluto veloce e subito la doccia. I nostri figli non erano in casa, tutti e due a fare sport e quindi per un ' ora circa avrei potuto sperare nella sua attenzione e disponibilità .Mio marito non era mai stato quel che si può definire un uomo di tante parole, e cosi ora a maggior ragione era più difficile per me sperare in un dialogo a due, probabilmente avrei dovuto ingoiare anche i suoi silenzi che fanno piu male delle parole.

" Vedi anche tu che tra noi si sta creando un distacco sempre più profondo? Non penso sia solo una mia impressione ma i silenzi stanno crescendo e la bella sintonia che avevamo non torna piu tra noi protagonista dei nostri giorni " me ne uscii con queste frasi che sgorgavano spontanee senza alcun ragionamento preparato.

Lui mi guardo per un attimo e poi tornò a guardare la tv proprio di fronte al divano dove eravamo seduti. Poi senza distogliere lo sguardo dai programmi che continumente saltellavano con un frenetico zapping mi disse : " Si , l' ho notato anche io , ma non penso sia colpa di nessuno. Hai questo nuovo lavoro, corri sempre di qua e di là ed anche se fai tutto per lasciare casa in ordine e per seguire i ragazzi e preparare la cena e tutto il resto ....io sento che mi sta sfuggendo di mano la nostra vita.Io rivoglio mia moglie, quella di prima "

Mi gelò con questa frase finale , perchè suonava come un' accusa precisa e premeditata. Mi dava il dolcino parlando della mia devozione come madre e moglie e donna di casa, ma era chiaro che tutto stava esplodendo nella quiete di una vita forse troppo apparentemente perfetta.

" Io sono tua moglie, quella di prima. Non ho cambiato nulla , se non il lavoro. Torno sempre a casa, e non trascuro nulla....nemmeno te, che però mi respingi o mi tratti con freddezza "

" Si , è vero ...ma ....c'è qualcosa che non va come dovrebbe. Forse c'era già qualcosa che non filava liscio tra noi ed ora che ti vedo evolvere, cambiare , crescere ...non posso piu negare l 'evidenza"

" Tu mi ami ancora ? " chiesi di colpo senza che mi accorgessi di quel che avevo detto.

Un silenzio tra noi, come edera che mi avvolgeva ....non faceva male ma rivestiva tutto di me...

" Non lo so più " mi disse senza degnarmi di uno sguardo

A quel punto squillò il suo cellulare, era il suo capo che chiedeva di alcune cose di lavoro. Andò in camera a rispondere e tornò dopo quasi mezz' ora . A quel punto non sapevo più come riprendere il discorso. Arrivarono i ragazzi ed era ora di cena....

cena che non consumai .

 

 

 
 
 

i cambiamenti nel mio mondo

Post n°4 pubblicato il 26 Marzo 2012 da folleperlavita


Le giornate cominciarono a diventare sempre più piene e stressanti, tra il corso formazione che spesso si teneva fuori provincia e a volte anche fuori regione, tra i doveri familiari che si accumulavano, per non parlare del pensiero sempre più impetuoso di voler riuscire a dimostrare la mia voglia di farcela e la mia capacità di mettermi in gioco. Iniziai a mangiare di meno, male e in modo frettoloso, spesso da sola in modo di avere più tempo per pulire casa, fare la spesa e lasciare tutto in ordine per i figli che non dovevano risentire di questa situazione più di tanto.

Non uscivo più con le amiche , perchè quando tornavo a casa la sera dopo un giorno di lavoro e magari dopo un pranzo con il capo e i colleghi dove si parlava solo di strategie di mercato e di clienti, volevo solo vivere la mia casa e i silenzi di cui avevo bisogno. Molto spesso mi intrattenevo con i figli poco prima di dormire, quando tutto attorno taceva e sembrava conciliare al dialogo. Tutti e due mi incoraggiavano e mi ripetevano che erano orgogliosi di me e che potevo farcela , regalandomi cosi spicchi di gioia che valevano più di ogni altra lode del capo .

E' proprio vero che quando tutto si complica e si amplifica è il mondo degli affetti a ridare equlibrio e serenità, anche se a me mancava il sostegno dell ' uomo che amavo, sempre più distante da me , quasi geloso di questo mio nuovo lavoro, quasi offeso che non lo ponessi al centro dei miei pensieri come facevo prima , quasi distaccato dalla nuova donna che vedeva evolversi sotto i suoi occhi. Eppure lo tenevo sempre aggiornato sulle novità, gli raccontavo del gruppo di lavoro, dei colleghi, del capo, delle riunioni, delle cene e dei tanti tentativi di acquisire clienti importanti e poi la delusione per non esserci riusciti.

Nonostante tutto non vedevo un segno da parte sua , se non il minimo quando mi chiedeva se ero stanca e se il giorno dopo avrei fatto " ancora " tardi. Cominciò a farsi chiara in me l' idea che non potevo lasciar correre e che dovevo parlare con lui noi due  da soli ....

 

 

 
 
 
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