Hey Cla,
sì, sai benissimo che quando sono in imbarazzo mi scappa un "hey", chino il capo sulla spalla destra e mi nascondo dietro un ghigno a metà tra una gattamorta e una micia spaurita.
Ho deciso di scriverti. Sì, qua. Dove probabilmente non potrai mai leggermi. Forse, eh. Perchè, più o meno inconsciamente, ho lasciato delle briciole, magari proprio per te o forse no, semplicemente per mancanza di fantasia.
L'altro giorno scendendo le scale ho scontrato il postino, non quello che leggeva tutte le mie cartoline per poi strillare "Marianna, ti scrive tizio da Cuba, baci baci sòla. Ma ccchi dici??", questo nuovo a malapena mi ha concesso uno sgrunf. E' che sentendo il cigolìo della marmitta del suo scooter mentre mi affrettavo a scendere la rampa di scale mi sono chiesta se prima o poi avrò tra le mani un' altra tua lettera.
Stupida, lo so.
Quasi certamente è ancora puù stupido stare qui, al buio, col portatile in pancia a scrivere una lettera che non leggerai mai, alle due di notte. Le due di notte. Ti rendi conto? Sono rientrata da poco, non mi sono nemmeno struccata, il mascara brucia sugli occhi, ma voglio scriverti. E' un' esigenza.
Ci pensavo da giorni, mi son detta "quasi quasi trovo uno spazio per noi,anche se quel noi ha cessato di esistere da un pezzo". E' che a te ho sempre detto tutto, senza remore, senza barriere, senza il timore di essere giudicata. E ora che non posso più farlo sul serio mi aggrappo alla genialata del surrogato di te che mai leggerà. Sì, sono decisamente invecchiata, Cla e malissimo.
Qualche giorno fa ho visto il finale di un film con la Streisand (Barbra Streisand tuturutu Barbra Streisand tuturutu- idiota ero, idiota sono, idiota morirò), vabbè, mi ero ripromessa di non gugulare per mantenere vivo il dubbio, invece l'ho fatto, il film è "il principe delle maree". Beh, ho visto solo la fine, da quel poco che ho intuito lui -sposato- s' innamora della nasona ma torna dalla moglie rimpiangendo la nasona per il resto della sua vita. E' molto più melenso di così, ma fammi dissacrare altrimenti sbotto in piena notte. Quasi ai titoli di coda, in un soliloquio, lui confessa che ogni giorno, al termine della giornata, attraversa un ponte e automaticamente, volente o nolente, le sue labbra si schiudono in un "Lowenstein, Lowenstein"- il cognome di lei. Lo dice come una preghiera, come un rimpianto, come una lode.
Boom, e a quel punto sono morta.
Perchè, ovvio, mi sono rivista.
Non puoi nemmeno immaginare quante volte ho stretto tra i denti il tuo nome, nelle situazioni più disparate, da un pensiero venuto su così per caso alle mani che stringevano il cuscino in certe notti che non volevano spegnersi mai.
Ma non sei un rimpianto. No. Non lo sei perchè tu ancora sei. Sei parte di me. Lo sarai sempre. La parte migliore.
Non sono stata capace di amarti quanto mi amavi tu. E credo che nessuno al mondo mi ricoprirà ancora di tutto quel bene. Insomma, la fortuna di trovare l' incastro perfetto ti sfiora una sola volta e non accade a tutti e se molli il colpo perchè troppo immatura, troppo vogliosa di altro, troppo impaurita, confusa, insomma troppo te, devi anche arrenderti all' idea che il treno è andato. ha anche cambiato destinazione.
Chissà com'è questa destinazione, chissà se mi somiglia un po', chissà se ami i suoi difetti e li mistifichi in pregi, proprio come facevi con me. Me lo chiedo spesso, chissà se avete già un figlio, chissà se ha i tuoi occhi entusiasti, le tue labbra carnose.
Ho qui con me la tua ultima lettera, risale a settembre 2009.
E' inchiostro blu su foglio bianco, bianchissimo.
Apre con un ciao freddo, distaccato, un tono che non ti appartiene, non ci appartiene. Ma avevamo rotto i ponti da un pezzo.
Prosegue con un ti scrivo e non so il perchè e dai la colpa alla radio che passa Leali con "Mi manchi" o al nero d'avola che ti fa compagnia.
Mi dici che ti manco, ma sai che è giusto così.
Concludi con un "volevo dirti che è bello pensarti e sorridere. Sei ancora la nuova magia per me.Sempre (un po') tuo Claudio."
Avrei voluto dirti quanto ho stretto tra i pugni quel foglio leggendo, scandendo lentamente ogni parola per non giungere mai alla fine di quella lettera. Avrei voluto dirti che avevo fatto una cazzata, che eri tu l'amore della mia vita, che senza te nulla ha lo stesso valore, invece mi sono semplicemente riavvicinata con la codardia e il menefreghismo di sempre, perdendoti definitivamente.
Ho bisogno di questo Cla, ho bisogno dell' idea di scriverti qualcosa che mai leggerai per combattere meglio contro i miei mulini a vento. Ho bisogno di immaginarti lì a sorridere con i denti larghi mentre ti racconto una mia gaffe, o mentre mi cazzii urlando quando mi faccio prendere dall' insofferenza.
Ora passo il latte detergente sul viso e sugli occhi e dormo un po'.
Mi manchi anche tu, Cla. Più di quello che immaginavo.
Ah, ma comunque volevo rassicurarti. C'è una persona nella mia vita, speciale. E' buono come e quanto te. Il cuore è lo stesso, lo sento. Sono al sicuro, sta sereno. E' anche uno gnocco, mannaggia. Mannaggia lo dico a me stessa, perchè mi tocca tenere a bada la passion perchè a lui tengo, non sopporterei di perderlo. Legge pure il mio blog quindi sa cosa significhi, ma sa anche cos'è lui. per me.
Buonanotte va, che ho parlato troppo.
sempre (un po') tua
marianna
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il 28/05/2012 alle 12:15
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il 25/05/2012 alle 18:11