Caro Diario,
mi sono preso una piccola pausa...
In questo periodo però non è successo molto. O meglio è successo di tutto. Procediamo per gradi:
- ho cominciato a vivere "fisso" nella nuova casa;
- ho messo alla prova E. e come pensavo si è data alla macchia;
- sono rientrato a lavoro (menomale...);
- P. ha avuto uno sprazzo di esternazione "femminile" e...;
- ho fatto la prima cenetta a 4 a casa nuova;
- ho fatto il bravo;
- sono andato in toscana a fare un corso che non ha nulla a che vedere con il mio lavoro, ma chi se ne frega. Tutto spesato.
Per il momento può bastare come riassunto delle puntate precedenti.
Analizzando punto per punto, puoi vedere che sono andato a vivere a casa. In borgata certo, ma in una tranquillità assoluta. Sto ancora valutando i colori delle pareti. Ma per il momento credo che il lilla su una parete e bianco sulle altri sia la scelta che più si avvicina al mio attuale gusto.
In un crescendo di messaggi smielati, da parte di E. sono arrivato a pensare che fosse una di quelle persone che si lasciano andare solo con il pollice e la tastiera del cellulare. Così ho fatto la "prova del 9" e ho cominciato a scrivere messaggi un pizzico più sopra le righe rispetto ai suoi. Fino ad arrivare a rispondere ad un suo "ciao tesoro, che dolce che sei, ti stritolerei di abbracci" con un mio "spero di non spaventarti, ma in una giornata come questa con un tempaccio così, ti terrei stretta sotto un piumone e..." la sua risposta è stata più pacata "un pochino si mi sono spaventata, ma sei dolce come sempre." Risultato: é stato il suo ultimo sms!
Venerdì scorso sono rientrato a lavoro e finalmente, anche se leggermente claudicante ho ricominciato a produrre (poco ma meglio di niente).
Qualche giorno fa, P. mi aveva chiesto di passare da casa che forse lei non sarebbe riuscita a dare da mangiare al gatto e siccome mi tovavo a passare per quella zona, ho acconsentito. Arrivato con un certo anticipo, non pensavo di trovare P. a casa. Mi aspettava e completamente sperso nel suo sguardo mi sono ritrovato abbracciato al suo corpo combaciante con il mio. Tutto è stato così naturale, da farmi pensare che sarebbe potuto essere facilissimo restare a vivere con lei anziché tutto lo sbattimento che sto sopportando. Come ragiona la mente maschile. Prevedibile anche nei momenti meno lineari e imprevedibili.
In realtà, ci siamo ritrovati e ci siamo amati con il sorriso sulle labbra. Non ci siamo fatti promesse strane, ma finalmente guardandoci negli occhi ci siamo resi conto che ci stavamo guardando veramente. Alla fine però continueremo questo progetto di vivere separati e ci concederemo qualche notte in cui dormiremo insieme. La mia unica riflessione a riguardo è che adoro la sua femminilità e anche se odio il suo effetto spiazzante su di me, non posso negare il suo fascino nei miei confronti.
Dopo la parentesi P. (meravigliosamente vitale, rivitalizzante e superfrizzante), ho organizzato la prima cenetta, con il futuro coinquilino e due amiche comuni. Età media al di sotto dei 30; le due ragazze, molto carine, come solo le ragazze sotto i trenta sanno essere, ma anche molto lontane dalla realtà, come appunto solo le ragazze sotto i trenta sanno essere, sono state una compagnia molto stimolante. Le 4 bottiglie di vino vario non hanno attenuato il mio umore picaresco e il mio amico I. ha dato il suo meglio. Il cous cous con verdure e carne era leggero e la conversazione anche, battute e dialoghi surreali hanno condito il tutto. Nel dopocena, I. e la ragazza con la quale aveva già intavolato altrove conversazioni private si sono appartati nella stanza di I. mentre io e la seconda ragazza ci siamo messi a fare quattro chiacchiere in cucina. Alla fine senza dovere insistere molto, ho preparato il letto per lei e siamo andati a dormire, nonostante la gradevole fanciulla mi avesse fatto intendere che non aveva tutta questa voglia di dormire. Ma avevo intenzione di fare il bravo e soprattutto avevo P. nella testa. La domenica appena passata invece sono andato a fare un corso di marketing in toscana. Divertente e soprattutto mi ha distolto dalla routine di inattività che aveva caratterizzato il periodo di guarigione post-operatoria.
Il resto caro Diario, te lo racconto in un altro momento, perché ora mi vado a mettere a nanna, nel mio letto giapponese. Da solo, ma piuttosto sereno.
Inviato da: fosseperme
il 24/02/2010 alle 20:53
Inviato da: cannella03
il 20/02/2010 alle 18:58
Inviato da: fosseperme
il 20/02/2010 alle 12:59
Inviato da: cannella03
il 19/02/2010 alle 11:24
Inviato da: fosseperme
il 08/02/2010 alle 13:10