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Un blog creato da fossing il 29/08/2012

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L'aforisma

Post n°30 pubblicato il 23 Maggio 2013 da fossing
 

"L'ESSERE UMANO HA SOLO DUE MODI PER AVVICINARSI ALLA VERITA' :CON IL SOGNO O CON LA MORTE".

 
 
 

Il pensiero

Post n°29 pubblicato il 27 Aprile 2013 da fossing
 

APPUNTI PER UNA SOCIETA' VERAMENTE LIBERA E DEMOCRATICA


IL LAVORO

 


(Terza parte)


Un esercito di volontari



Faccio il panettiere da molti anni e devo dire che sono stato molto fortunato a trovare questo lavoro, perchè mi piace. Perchè nonostante sia piuttosto faticoso, più che altro per gli orari impossibili, non mi pesa. In passato però ho tentato altre strade: ho fatto il tipografo e poi il pastaio. So benissimo cosa vuol dire alzarsi la mattina e affrontare una giornata facendo qualcosa che ti da l'impressione di avere sprecato del tempo. Fare un lavoro che non piace può essere molto distruttivo! Ma non sempre è così facile trovare la propria strada: bisogna tentare e ritentare fino a che non si riesce a cogliere l'occasione giusta, che si adatti alla propria personalità.
Io capisco quelle persone che non hanno nessuna voglia di lavorare. Hanno ragione: gli esseri umani non sono nati per faticare. E' qualcosa di anomalo. Purtroppo, l'uomo si è caricato di molte esigenze e più queste aumentano, più c'è bisogno di denaro. E il denaro si guadagna solamente con il sudore. Certo, ci sono anche altri metodi meno onesti per guadagnare: rapinare banche o fare il politico (detto con dolce ironia), ma questa è un'altra storia. 
Dicevo, nella prima parte del discorso sul lavoro, come sia possibile e facilmente attuabile accontentare chi ha voglia di lavorare e chi non ne ha, dando a tutte e due le categorie, una vita dignitosa. Per prima cosa sarebbe necessario garantire un vitalizio di 1000 euro al mese a tutti i cittadini che abbiano compiuto 18 anni di età. Dico tutti! Compreso chi ora guadagna cifre astronomiche. E' chiaro che per un nucleo famigliare ci sarà solo un vitalizio: altrimenti una famiglia di 5 persone, che hanno tutte la maggiore età,  dovrebbe ricevere 5000 euro al mese! In questo modo il sistema salterebbe e non ci sarebbero soldi per tutti. 
Questa sarebbe la base che io chiamerei: "base dell'uguaglianza".  Una giusta ripartizione di denaro che eliminerebbe nel nostro paese la povertà e anche la ricchezza. Ma qualcuno potrebbe dire: "Se tu regali mille euro a ciascun cittadino, chi avrà voglia ancora di lavorare"? La mia risposta è: "Ma quanti si accontenterebbero di quella cifra base"? Per qualcuno sarebbe troppo poco, perchè come si dice..."Vogliamo il pane, ma anche le rose". E per permettersi anche le rose (il superfluo) ci vuole qualche soldino in più. Qui entrerebbero in campo i lavoratori volontari e non farebbero molta fatica a trovare un impiego perchè i posti che prima erano occupati dai fannulloni (che ora hanno il loro vitalizio) sono liberi. In questo modo abbiamo risolto anche il problema dell'occupazione e non ci sarebbero nemmeno più sussidi di disoccupazione da pagare. Sarebbe un grande risparmio per lo Stato.
 Il volontario, prima di iniziare l'attività, è necessario che firmi un contratto con il datore di lavoro, per stabilire quanti anni è disposto a lavorare nell'azienda. Durante questi anni, deve garantire la propria presenza sul posto. Scaduto il contratto, potrebbe decidere di smettere di lavorare e ritornare a vivere con il suo vitalizio. Lo stipendio dovrebbe essere adeguato alle ore di lavoro eseguito in una giornata. E questo riguarda tutti i tipi di professione: che uno sia spazzino, agricoltore, manager o politico...Più ore di lavoro fai, più guadagni. 
E per le pensioni di vecchiaia? Nessun problema! I 1000 euro di vitalizio sono già una pensione, quindi questo è un altro risparmio per lo Stato. Il lavoratore volontario avrà qualcosa di più dopo avere versato (facoltativamente) contributi ad una assicurazione a scelta.
Un'idea irrealizzabile? No, non credo. Ci vorrebbe un altro modo di pensare e una voglia di sperimentare nuovi metodi per gestire un paese. La nostra società, come è gestita ora, non funziona. C'e' troppo da una parte e poco dall'altra: la bilancia non è mai equilibrata. E un po' di felicità per tutti non guasterebbe.

 
 
 

L'aforisma

Post n°28 pubblicato il 20 Gennaio 2013 da fossing
 

 


"NON CERCO CONFERME ALLE MIE IDEE, MA QUALCOSA DI TALMENTE CONVINCENTE CHE RIESCA A FARMELE CAMBIARE".
 
 
 

Il pensiero

Post n°27 pubblicato il 14 Gennaio 2013 da fossing
 

 APPUNTI PER UNA SOCIETA' VERAMENTE LIBERA E DEMOCRATICA

IL LAVORO

(Seconda parte)

Una vita da moscone





C'è stato un tempo (più di 3 milioni di anni fa) in cui l'uomo viveva solo per se stesso. Se andava a caccia, raccoglieva un frutto o costruiva qualcosa con le proprie mani, lo faceva solo per uno scopo personale, seguendo il proprio istinto. 
Era un periodo in cui lo sfruttamento non esisteva ancora, in cui gli esseri umani erano totalmente liberi da qualsiasi forma di legame con i loro simili. Ognuno viveva la propria esistenza singolarmente senza bisogno di produrre per altri, ma solo per le proprie esigenze: un individuo completamente autarchico e libero.
La schiavitù dell'uomo, comincia quando il singolo diventa "animale sociale". La mente umana a questo punto comincia a  ragionare come gruppo e non più come "mente individuale". Se diventi parte di un gruppo, di una società, devi stare a delle regole. Devi obbedire a qualcuno, devi lavorare anche per gli altri e non solo per te stesso: da qui cominciano a nascere i problemi, le preoccupazioni, le ansie. 
Quello che prima era un essere felice, nel suo ambiente naturale e primitivo, senza pensieri, a cui bastava alzare una mano per raccogliere un frutto per nutrirsi e poi riposare tutto il giorno sotto un albero, ora è un essere infelice intrappolato nella gabbia della società. 
Giorgio Gaber, in una canzone diceva: "La libertà non è star sopra un albero...non è neanche il volo di un moscone". Io credo invece che un moscone sia molto più libero di qualsiasi uomo oggi viva sulla terra. E' uno degli esseri più semplici che esistano e non ha bisogno di nulla. La sua vita dura circa due o tre settimane, ma se ne frega pure della morte. Dovremmo imparare molto dai mosconi. 
L'uomo può vivere anche fino a 90 anni, ma non ha più il tempo di viverne l'essenza! Quanto tempo sprechiamo da bambini andando a scuola? Minimo undici anni. E poi al lavoro fino a più di 60 anni; e se non troviamo lavoro viviamo nella povertà e nella disperazione. Che vita è questa? 
Meglio vivere due settimane da moscone o cento anni da uomo? A voi la scelta... 
Quando dico che dai mosconi c'e' tanto da imparare, intendo che dovremmo recuperare un po' della semplicità che abbiamo perduto: stiamo assomigliando sempre di più a degli ingranaggi e non ce ne rendiamo conto.

 
 
 

Il pensiero

Post n°26 pubblicato il 09 Gennaio 2013 da fossing
 

 APPUNTI PER UNA SOCIETA' VERAMENTE LIBERA E DEMOCRATICA

IL LAVORO

(Prima parte)




Una domanda che mi pongo spesso è questa: "E' possibile vivere dignitosamente, in una società dove sia abolito il lavoro"? Qualcuno direbbe che è una cosa assurda. Invece io penso che con una mentalità diversa e più evoluta da quella dell'uomo odierno, si possa costruire un mondo dove non ci siano obblighi e dove la libertà dell'individuo sia messa al primo posto.
Il primo articolo della costituzione italiana, è il più squallido di tutte le costituzioni degli Stati del mondo: "L'Italia è una repubblica fondata sul lavoro"! Ma vi rendete conto quanti danni può provocare, o per meglio dire, ha già provocato questa frase? Di quanti suicidi è responsabile? E' entrata nella psiche degli italiani come un macigno: "Se non trovo un lavoro, per lo Stato sono una nullità"! A me, sinceramente, ha sempre fatto venire l'ansia. E non parliamo poi della disoccupazione, che rende questo articolo ridicolo e falso.
La mia società ideale dovrebbe essere fondata sulla "Libertà individuale"! Cioè la libertà di decidere come comportarmi e come agire, ascoltando solo la mia coscienza: senza politici o censori che mettano una sbarra sulla mia strada. E in tutto questo esigo anche la libertà di decidere di non lavorare ed essere mantenuto con un vitalizio dallo Stato!
Più avanti spiegherò come sia possibile e facilmente attuabile.

 
 
 

L'aforisma

Post n°24 pubblicato il 27 Ottobre 2012 da fossing
 

"UNA DELLE GRAVI MALATTIE DEL NOSTRO TEMPO, LA PIU' CONTAGIOSA E DIFFICILE DA DEBELLARE, E' LA NORMALITA'".

 
 
 

Il sogno

Post n°23 pubblicato il 27 Ottobre 2012 da fossing
 


SOGNI

(Terza parte)






IO ED IL MONACO

Sono in riva ad un fiume con altre due persone: un ragazzo, di cui non riesco bene a visualizzare il viso ed un vecchio monaco buddhista. 
Dobbiamo caricare dei misteriosi pacchetti avvolti uno ad uno con un nastro adesivo nero, su una barca ancorata al bordo del fiume. Finito il lavoro io ed il monaco saliamo sull’imbarcazione, mentre l’altro ragazzo resta a terra. Il vecchio prende due remi e comincia a remare stando in piedi; sembra molto esperto. Il nostro compito e’ di arrivare dall’altra parte del fiume, dove c’e’ una grande isola...Il fiume è molto calmo.
Arriviamo sull’isola e scendiamo dalla barca, lasciando incustoditi i pacchetti caricati in precedenza. 
Seguo l'anziano mistico, che sta prendendo un sentiero molto ripido che porta sulla cima di una collina. La strada da percorrere è tanta e tutta in salita. 
A metà strada ci fermiamo per riposarci e ci sediamo su uno spazio erboso. Siamo tutti e due a testa bassa e in silenzio, come se stessimo meditando.
Il monaco alza la testa e mi sussurra una frase: “Sono sceso cento volte e cento volte mi avete ucciso”. Lo guardo stupito, perchè non ho idea di cosa stia parlando.
All’improvviso, dietro di noi, sull'altura da raggiungere, si è accesa una luce fortissima ed accecante. Ci voltiamo di colpo per capire che cosa stia succedendo; dietro questa luce c’e’ qualcosa: una croce con un uomo inchiodato su di essa. Mi giro verso il monaco, ma intanto è sparito. Cerco di arrivare da solo sul luogo del mistero, per capirci qualcosa.
Giunto alla meta, ritrovo il mio vecchio compagno di viaggio crocifisso come un Gesù Cristo.
Preso dallo sgomento, corro velocemente giù per la collina.
La corsa è accompagnata da una musica. Una colonna sonora finale nello stile dei film Kolossal degli anni '50 e '60. Una musica maestosa, solenne.

 
 
 

Il pensiero

Post n°22 pubblicato il 14 Ottobre 2012 da fossing
 

TERZO PENSIERO





Cos'è lo Stato? Lo Stato siamo noi cittadini, però è gestito da un governo formato da politici, che eleggiamo ogni 5 anni.
Diciamo le cose come stanno: in Italia, ce ne siamo sempre fregati della politica. E' da 60 anni che votiamo sempre gli stessi partiti e le stesse persone: pensando che siano i garanti di una democrazia, che in Italia in realtà non c'e' mai stata. E' come se ci sentissimo al sicuro con questa gente. Ma poi sono sempre i primi ad essere beccati con le mani nel sacco. E solo a quel punto cominciamo ad indignarci; quando sentiamo che qualche furbo, che noi abbiamo votato, si è intascato illegalmente qualche milione di euro. Perché questo signore ha avuto la possibilità di rubare? Siamo noi che gli abbiamo dato questa possibilità! Ma poi si sa, che l'italiano medio perdona sempre; e il nostro caro furbo politico ritornerà ad essere eletto, magari infilato in qualche altro partito a scelta.
Finché avremo sempre la testa girata dall'altra parte, ci sarà sempre qualcuno nei posti alti del potere, che ne approfitterà per fare i propri comodi, trovando campo libero.
Questa è anche una delle tante conseguenze della crisi.

 
 
 

L'aforisma

Post n°21 pubblicato il 09 Ottobre 2012 da fossing
 

"L'ETERNO ERRORE DEL SUICIDA, STA NELL'IGNORARE L'INARRESTABILE EVOLVERSI DELLE VICENDE DELLA VITA".

 
 
 

Il quadro

Post n°20 pubblicato il 07 Ottobre 2012 da fossing
 



AUTORITRATTO - 1991


Uno dei miei primi tentativi di autoritratto, dipinto nel 1991. In quegli anni dipingevo esclusivamente in bianco e nero, usando l'inchiostro di china su dei cartoncini lucidi rettangolari. Non posso dire che l'assenza di colore fosse stata una scelta; era una cosa naturale per me, in quel periodo. Non ci pensavo minimamente. E se avessi usato il colore sarei stato un bugiardo: avrei dipinto qualcosa di non vero, che non sentivo interiormente.  

 
 
 

Il disco

Post n°19 pubblicato il 27 Settembre 2012 da fossing
 







Nel 1960, in Italia, da Gino Paoli, Umberto Bindi, Sergio Endrigo, Luigi Tenco, Bruno Lauzi (influenzati dalla canzone francese di Jacques Brel, Georges Brassens e Leo Ferrè) nasce una "Nouvelle Vogue" della canzone italiana: vengono chiamati "cantautori". I testi delle loro canzoni, non parlano di "pinne, fucili ed occhiali" , di "colline in fiore" o "del blu dipinto di blu", ma prendono spunto dalla realtà, dalla loro vita vissuta, dai fallimenti quotidiani . Così come Gino Paoli riesce a rendere poetica la sua esperienza in un bordello, in "Il cielo in una stanza", Luigi Tenco (uomo di sinistra) prima di tutti, entra nel tono della protesta: "Io vorrei essere la, dove i soldati muoiono, senza sapere dove, senza sapere perchè". Sono canzoni spesso censurate, perchè non in linea con la morale pubblica; o sottovalutate perchè troppo tristi, intrise di esistenzialismo e non certo ballabili. 
Dalla censura, passa anche un certo Piero Litaliano (veniva chiamato così durante il suo soggiorno in Francia, verso la fine degli anni '50) pseudonimo di Piero Ciampi agli inizi della sua sfortunata carriera. Già nel 1960, nel suo primo 45 giri, il cantautore livornese ha il coraggio di scrivere una canzone come "Conphiteor", sfogando tutta la sua sfacciataggine e i suoi conflitti: "Mia madre dice che sono un buon figlio, i miei fratelli dicono che sono un buon fratello...Ma essi non sanno che uccido le formiche, che do pedate ai cani, che ho tante tentazioni...Che tengo nel mio pugno, gli insetti dell'inferno...Che gioco sui cavalli, il soldo che mi resta". Versi di questo tipo, facevano saltare dalle sedie i moralisti dell'epoca; e lui lo sapeva. 
Il 1963 è l'anno del suo primo 33 giri, dal titolo "Piero litaliano", (fu il primo cantautore italiano a incidere un intero LP) che dovrebbe sancire la sua consacrazione tra le nuove leve della musica italiana. Purtroppo, sarà solo il primo di una serie di album (ingiustamente) ignorati dal pubblico. La copertina lo ritrae di profilo in Piazza del Duomo, a Milano. L'espressione è quella di un uomo immerso in ricordi remoti; ricordi di un tempo felice, che oramai e' finito per sempre. 
"Ho scritto queste dodici canzoni per una donna, che ho amato e che ho perduto...". Così inizia la poesia stampata sulla copertina del disco. Questa donna è Moira; la moglie irlandese, con cui si separò dopo un anno di matrimonio.
"Gira la ruota, e la fune del tempo ci fa far l'altalena...e un bel giorno si spezza". Con questi bellissimi versi si apre la prima canzone dell'album, dal titolo "Fra cent'anni". E' Ciampi in un momento di intimità con l'amata; un momento che dovrebbe essere dolce e felice, ma che viene rovinato da un senso di malinconia: il pensiero che tutto, di colpo, possa finire. A lei confessa il suo timore: "Fra cent'anni, sotto il cielo, qualcuno bacerà due occhi come i tuoi, per me...Le nostre illusioni saranno cose perdute". La sua malinconia non lo abbandonerà mai; se è destino che un giorno tutto dovrà finire, è giusto non sprecarne nemmeno un attimo. E' una sera troppo bella, per stare a pensare al futuro: "Vieni, amore, andiamo a passeggiare tra ulivi e oscurità, senza pensare". Ma il domani non e' molto lontano; prima o poi dobbiamo fare i conti con lui. La malinconia di ieri, ha lasciato il posto alla disperazione: l'amore è finito. 
"Fino all'ultimo minuto", è l'incapacità di dire addio. L'autore gioca la sua ultima carta, per convincerla a tornare: facendosi debole e tenero come un bambino: "Fino all'ultimo minuto non volevo dirti addio...Ma non ci sei mai quando piangono i miei occhi...".
"Non so più niente della tua vita...Se io ti manco, se vivi sola...". Il tempo passa, ma il rancore resta. A volte, pensando alle persone che abbiamo amato e che ora sono lontane, ci chiediamo cosa stiano facendo, dove siano finite. Non abbiamo più contatti con loro, ma questa curiosità ci rimarrà per sempre; perchè in fondo i legami non vengono mai dissolti totalmente. Per Ciampi, invece, il legame con Moira è ancora caldo:"Questa vita, continua amara...". Ma forse, un lieve segno di cedimento lo si può leggere nella frase successiva: "Continua sempre questa esistenza, continua anche senza di te...". Una piccola speranza per un ritorno alla vita?
Ancora riminiscenze, in "Il tuo ricordo". Cercare consolazione, illudendosi di averla ancora vicina; ritornare nei posti dove ci si è amati; dove ci si stringeva le mani. Il ricordo è come un'ombra, non ti lascia mai: "Il tuo viso è una sera piena di ombre, mi segue sempre, ovunque vada, sempre...".
"Qualcuno tornerà", è l'amore spiegato in soli 8 versi: "Qualcuno tornerà / per sentire la tua voce / Per dirti che la vita / è un gioco in mezzo ai prati / Che il tempo non ha fine / se vivi per qualcuno / Qualcuno tornerà / per amarti tutti i giorni".
Ci sono momenti, in cui i rimpianti sembrano in procinto di essere finalmente seppelliti. Così, in "La polvere si alza", si vorrebbe chiudere per sempre una situazione dolorosa, per continuare a vivere: "Ora so che si può continuare, senza sapere dove andare..." Ma c'è ancora la solitudine con cui bisogna fare i conti, e che ti lascia: "Con il viso tra le mani, come una volta..." . 
Per ciampi, ci sono due modi per fuggire dal mondo: con l'amore e con il vino. Sono mezzi per riuscire a dimenticare le sue delusioni quotidiane. Ha bisogno di un legame forte, per avere la forza di vivere una vita che non gli piace. 
Due innamorati su una spiaggia, che non pensano ad altro che a loro stessi, in "Quando il giorno tornerà". E sembra non esistere nemmeno il tempo: cosa importa se è mattino o sera? "Quando il giorno tornerà, noi saremo ancora qui...Nel nostro mattino, noi pensiamo ad un'altra sera...Poi la sera scenderà, torneremo ancora qui". Il loro mondo è su quella spiaggia. 
Una dei brani più belli di questo disco, è senza dubbio "Lungo treno del sud", ed è anche, credo, uno dei più conosciuti: "Lungo treno del sud, dove hai portato quella dolce fanciulla ,che tanto amai? Ti prego, quando tu la vedrai, dille che l'aspetto quaggiù".
Il nono brano è "Non chiedermi più". Quando a un certo punto della canzone Ciampi rimprovera alla donna: "Sono anni che parli con quella tua testa, piena di incomprensione...Sono anni che taccio e non dico niente, per non farti del male", è evidente la lezione di Jacques Brel; il suo modo teatrale di interpretare la canzone, per farla apparire più reale; come se stesse vivendo la situazione in quello stesso momento.
"In questa vita, noi, non siamo tutti eroi". Così cantava Piero Ciampi in un brano del 1962. In "Confesso", l'autore si toglie la maschera da eroe, per mostrare il suo vero volto: quello dell'angoscia. Sale sul banco degli imputati: "Io confesso, che non ho fatto la guerra ed ho parlato alla gente, come se fossi un eroe". C'e' la voglia di fuggire: "...Sono entrato in un porto, ed ho cercato una nave che mi portasse lontano...Io voglio solo dormire, per non vedere nessuno".
Nel brano successivo, "Hai lasciato a casa il tuo sorriso", l'uomo si accorge che sul viso dell'amata, manca qualcosa di essenziale: "Hai lasciato a casa il tuo sorriso, forse sopra un libro, o nel vetro del tuo specchio". Senza quel sorriso, il suo viso sembra spento, anzi, e' come se non ci fosse: "Hai lasciato a casa quasi tutto del tuo viso". Ricorda un pò Barbara, in "Barbara non c'è" del 1970; dove la donna fugge, ma dimentica a casa tutte le sue scarpe: "Il mio amore è scalzo", lamenta Ciampi. Barbara, ritornerà a riprendere le sue scarpe? Moira ritornerà a riprendere il suo sorriso?
Nell'ultima traccia dell'album, "Autunno a Milano", l'autore diventa un semplice osservatore. Il luogo è Milano, in un giorno d'autunno. I protagonisti sono gli innamorati, che passeggiano, per cercare un posto dove amarsi. Tra il grigio della città e la nebbia, l'unico sole si trova solamente nei loro occhi.
Per avere un'altra raccolta di canzoni di Piero Ciampi, bisognerà aspettare il decennio successivo. Dopo questa prima dignitosissima prova, con brani che, nei testi, hanno già il sapore di ciò che inciderà successivamente, del cantautore livornese si perderanno le tracce. Ritornerà nel 1970 e sarà l'anno della svolta; ma anche quello del suo veloce declino.

 
 
 

Il pensiero

Post n°18 pubblicato il 25 Settembre 2012 da fossing
 


SECONDO PENSIERO


 

Non importa cosa fai nella vita. Anche se tu commettessi il più grave reato della storia dell'umanità, se la tua coscienza si sente a posto e sei sicuro che quella era la cosa migliore da fare, allora va tutto bene. Se per la giustizia umana sei un criminale, non è detto che tu lo sia anche per la legge universale.

 
 
 

La teoria

Post n°17 pubblicato il 17 Settembre 2012 da fossing
 

L'UNICA VERITA', E' CHE NON ESISTE UNA VERITA'.






Ogni giorno, mi trovo di fronte a gente che vuole a tutti i costi imporre il proprio pensiero; non un'opinione personale, ma una presunta verità, che per loro è assoluta. Queste persone, se riuscissero a prendere il potere in uno Stato non democratico, diventerebbero sicuramente dei tiranni. In politica, in famiglia , sul lavoro, nella religione, tutti credono che la ragione stia dalla loro parte.

Ho frequentato per tre anni un centro buddhista, dove il rispetto per l'essere umano dovrebbe essere al primo posto; dove il concetto di verità assoluta non dovrebbe esistere. Il primo giorno pensai di aver trovato il paradiso, il luogo giusto, il mio posto ideale...Dopo qualche mese, mi trovai nel bel mezzo di un litigio! Gente che si stava scannando, perchè una parte non accettava le idee dell'altra. E' una fortuna che non siano arrivati alle mani. Il risultato di tutto questo, fu una separazione dei due gruppi. Mi trovai a dover scegliere da che parte stare. Ma la mia soluzione, dettata dai miei dubbi su chi avesse ragione o torto, fu quella di andarmene e non tornare più. In caso avessi scelto uno dei due gruppi, avrei dato torto all'altro. Ed io non ho idea dove stiano il torto e la ragione.
Di menzogne su Dio se ne sono dette tante: servono per quietare la massa. Ho sentito il papa dire che: "Dio ama la chiesa cattolica". Questo vuol dire forse che il papa è in contatto telefonicamente con il creatore? Oppure si incontrano in segreto? A parte gli scherzi, qualcuno sicuramente ha creduto a questa, chiamiamola, "falsa verità". Quando qualcuno è troppo attaccato alla propria religione, non è più libero di pensare; è come se il suo pensiero fosse chiuso in una gabbia, mentre qualcuno fuori lo sta ammaestrando.
Non c'è molta differenza tra la religione e la politica. Un esempio lo abbiamo in Italia: questa eterna e stupida lotta tra partiti di destra e di sinistra, che cercano da secoli di annientarsi fra di loro. Vecchi rancori non ancora assopiti, che poi vengono trasmessi alla massa attraverso la televisione e i giornali. E' facile indottrinare la gente in questo modo: basta una buona favella e un canale televisivo come mezzo di diffusione ed il gioco è fatto. E' come se ci servissero le loro certezze su un piatto d'argento: "Mangiatene pure! Questa è la verità". 
Ma cos'è questo bisogno di aggrapparsi continuamente alle idee, agli sbagli e alle verità degli altri? E questo appiccicarsi addosso delle etichette? Io sono comunista, io sono fascista, io sono cattolico, io sono protestante...Perchè nessuno pensa ad essere solamente se stesso?
Credo che la cosiddetta "Verità" dell'essere umano, qualsiasi essa sia, non abbia nessun valore. E' ingenuo chi crede di conoscerla. Nemmeno ciò che ho scritto fino ad ora è una certezza. 
L'unica verità, è che non esiste una verità! 

 
 
 

Il dubbio

Post n°16 pubblicato il 16 Settembre 2012 da fossing
 

DA CHE PARTE STA LA VERITA'?






Ci sono cento persone in una stanza, che stanno ammirando una statua. Cinquanta persone dicono che è bella e le altre cinquanta dicono che è brutta. Come facciamo a capire dove sta la verità? E se ci fossero 51 persone che apprezzano la statua, e 49 persone che la disprezzano? Potremmo dire che la statua è bella, perché la maggioranza ha dato giudizio positivo?

 
 
 

La teoria

Post n°15 pubblicato il 12 Settembre 2012 da fossing
 

L'ARCA DI NOE'

(Analisi semiseria del celebre racconto della Bibbia)




Il capitolo sesto della genesi, ci presenta un Dio deluso e pentito di aver creato l'uomo e non solo: anche gli uccelli, i rettili e tutti gli esseri viventi della terra. Da qui (impaziente ed annoiato) prende una decisione drastica: un diluvio universale! Una pioggia incessante che duri 40 giorni e 40 notti, per fare un po' di pulizia sul pianeta. E pensate che siamo solo alla genesi, quando il mondo era ancora agli inizi: come sarà al giorno d'oggi l'umore di Dio? 

A questo punto, vorrei uscire un attimo dalla leggenda e cercare di immaginare cosa provocò in realtà questo diluvio che spazzò via tutto il genere umano, tranne Noe', i suoi figli e alcune specie di animali.
Probabilmente non fu proprio un diluvio, ma una enorme inondazione provocata dallo scioglimento dei ghiacci a causa di un improvviso innalzamento della temperatura, dopo un lungo periodo di glaciazione. Oppure c'è anche chi ipotizza che sia stata una lunghissima nevicata che durò per giorni, e sciogliendosi inondò gran parte della terra. Io propendo per la prima ipotesi.
Il vecchio Noè, che non era uno stupido, aveva previsto tutto e informò la moglie ed i figli esclamando: "Qui si costruisce un'arca o si muore! Chiediamo aiuto a Dio! In 6 giorni ha costruito l'universo; Cosa volete che sia una semplice imbarcazione"? Fu così che Dio (il primo ingegnere della storia) diede istruzioni a Noè. Infatti, com'è scritto nei versetti 14, 15 e 16 del sesto capitolo della genesi, si rivolge al patriarca dicendo: "Usa dei legnami piallati. Fai nell'arca delle piccole stanze e la invernicerai di bitume dentro e fuori. La lunghezza dell'arca sarà di trecento cubiti, la larghezza di cinquanta cubiti, l'altezza di trenta. Farai nell'arca una finestra, e il tetto farai che vada alzandosi fino a un cubito; farai poi di lato una porta; vi farai un piano di fondo, un secondo piano e un terzo piano". 
Un bel lavoraccio! La storia non lo dice, ma si narra che Dio sbagliò a calcolare le misure della porta, così Noe' ebbe dei problemi quando, nel far salire gli animali, gli si presentò davanti il mammuth.
Ma poi, siamo sicuri che il vecchio caricò sulla nave tutta quella massa di animali per salvarli dall'estinzione? Non era un carico troppo esagerato? Sarebbe affondata! E per sfamarli? Secondo una mia ipotesi prese pochi animali, gli indispensabili, in caso non fossero bastate le riserve di cibo. Qualche gallina per le uova, qualche pecora per il latte. Non dimentichiamo che Noè era un agricoltore! Probabilmente prima del diluvio, aveva un allevamento di animali e per garantirne la sopravvivenza li fece entrare nell'arca.
E quando tutto fu pronto, Dio mandò la pioggia. Di li a poco l'acqua cominciò a salire ed una enorme inondazione travolse case, bestie e persone. Nessuno scampò allo spaventoso disastro: tranne l'equipaggio della grande imbarcazione. Ma io sono sicuro che qualcuno si salvò! Quando Noè dopo 40 giorni aprì la finestra, mandò un corvo in ricognizione, per controllare se le acque si fossero abbassate: ma non fece ritorno! E dopo di lui mandò fuori per tre volte una colomba. La prima volta tornò a becco vuoto...La seconda con un ramoscello di ulivo...E la terza non tornò più: questo era segno che la terra oramai era asciutta; ma anche che qualche sopravvissuto affamato, si mangiò sia il corvo che la colomba. 
La cosa più interessante di questa straordinaria vicenda, sta nel versetto 21 dell'ottavo capitolo del libro della genesi: Dio, il creatore, l'essere perfetto e infallibile per la prima volta ammette un suo errore! E come se volesse scusarsi, dopo il diluvio si rivolge a Noè : "Io non maledirò mai più la terra per le colpe degli uomini; perocchè i sentimenti e i pensieri del cuor umano sono inclinati al male fin dall'adolescenza...". 
Sono convinto che l'onnipotente commise due errori! Il primo errore fu nella creazione: possibile che non avesse capito prima di allora di aver creato degli esseri in cui il bene e il male non possono essere divisi, poichè sono un tutt'uno, due facce della stessa medaglia? Se Dio fece l'uomo a sua immagine e somiglianza, possiamo dire che lui stesso e' il bene ma anche il male? 
Il secondo errore, fu proprio l'aver sterminato uomini ed animali con questo inutile diluvio universale, pensando magari, ingenuamente, che le future generazioni (venute dopo il patriarca Noè, che era considerato il più giusto tra gli uomini) sarebbero state migliori.

 
 
 

Il pensiero

Post n°14 pubblicato il 10 Settembre 2012 da fossing
 

UN PENSIERO








CREDO CHE L'UNICO MODO VERAMENTE ALTERNATIVO, REAZIONARIO E ANTIBORGHESE PER FESTEGGIARE LA FINE DI QUESTO ANNO, SIA STARSENE A LETTO.

 
 
 

Il sogno

Post n°13 pubblicato il 08 Settembre 2012 da fossing
 


SOGNI

(Seconda parte)







Sogno o son desto?

Un pomeriggio di qualche giorno fa mi addormentai sul mio letto. Non ricordo se durante il sonno feci qualche sogno. Mi svegliai dopo circa 15 minuti con lo sguardo che fissava il soffitto e vidi qualcosa di mostruoso: un ragno nero ed enorme (più o meno aveva l'aspetto di quello del film "Tarantola") appoggiato al soffitto. Ero terrorizzato! Cercai di scendere lentamente dal letto per non farmi notare da quell'orribile aracnide e riuscii ad uscire dalla mia stanza. Presi allora una scopa, con l'intento di farlo allontanare. Rientrai lentamente nella stanza, guardai in alto e con mio stupore non c'era più nulla. "Ma dove si sarà ficcato"? Pensai tra me e me...Lo cercai sotto il letto, dietro i mobili, sopra l'armadio; ma di lui nessuna traccia!
A quel punto mi venne un dubbio: "E se fosse stato solo un incubo? Eppure ero sveglio, avevo gli occhi aperti"!
Se i miei occhi erano aperti e l'incubo era ancora li fresco e vivo, c'era una sola spiegazione: ero sul confine tra il sogno e la realtà.
Ma ora mi chiedo: "Qual'è il sogno? E qual'è la realtà"?
In questo momento ho la sensazione di essere sveglio, ma anche quando vidi il ragno pensavo di esserlo. Questo dubbio mi assilla da giorni. Potrei svegliarmi ora e rendermi conto che la vita vissuta durante i miei 41 anni è stata solo un sogno, magari durato solo qualche minuto. E ci farei anche sopra una bella risata, pensando: "Menomale, stavo solo dormendo...".
Secondo me, la nostra vita è composta da 3 fasi di sogno: la prima fase è quella che noi chiamiamo realtà; la seconda fase è quella che chiamiamo sogno; la terza fase è quella che viviamo dopo la morte, nell'aldilà. Durante la transizione tra un sogno e il successivo sogno, viviamo il momento più intenso della nostra intera esistenza; un tempo molto breve: quello del risveglio consapevole.

 
 
 

L'amore

Post n°12 pubblicato il 07 Settembre 2012 da fossing
 


UNA OPINIONE SULL'AMORE


(Terza parte)






LA BREVITA' DELL'AMORE


"Cosa ne sai dell'amore, se non sei nemmeno sposato"? 
Questa è una domanda che mi è stata rivolta spesso durante la  mia vita. 
Ma quanto poco rispetto hanno queste persone per l'amore? L'hanno ingabbiato con il matrimonio, che non è altro che un contratto e ora se ne sentono proprietari. 
Attenzione a voi! Se non siete sposati, quindi,non siete degni di parlare d'amore! 
Poi ci sono quelli che dicono: "L'amore fa soffrire"! E mi verrebbe da rispondere: "Se ami non puoi soffrire! Se soffri, vuol dire che non hai mai amato. Perchè parli di un sentimento troppo sublime, troppo alto, che dovrebbe darti solo gioia. E' un controsenso. E come dire che l'odio fa gioire". Probabilmente stai soffrendo per qualcosa d'altro, che somiglia vagamente all'amore.
Ma si può essere liberi di esprimere questa passione senza obblighi? Nel modo più naturale possibile? Senza tarpagli le ali? Perchè costringersi a fingere di amare per tutta la vita? 
Se si parla di amore tra uomo e donna si parla di qualcosa di molto fragile, che si deteriora molto presto. E allora quando tutto finisce, cosa rimane? O ci si separa e si divorzia e in questi anni lo dimostrano le numerose giovani coppie che si separano. O subentra l'affetto, che è l'unica cosa che può legare due persone per tutta la vita. Poi c'è qualcuno che per disperazione riesce anche a commettere un omicidio: la cronaca è piena di questi casi. Oppure, per orgoglio, si finge di amare...
Queste persone si sposano perchè hanno bisogno di dimostrare ai loro cari, agli amici e alla società che oramai sono mature e responsabili. Secondo la cultura che hanno ricevuto il matrimonio è un punto di arrivo, la meta finale, il podio, la medaglia d'oro della maturità. Ma è tutta una finta, un'illusione che sfocerà ben presto nella disperazione, nella noia e nella voglia di fuggire.
Non è vero (come si dice spesso) che per amare bisogna essere in due. Persino chi non ha mai avuto un compagno o una compagna, può dare più amore di qualsiasi coppia. 
E forse è molto più intenso e vero l'amore di qualcuno che riesce ad amare senza essere corrisposto, naturalmente se non diventa oppressivo e violento.
Nessuno ne è privo...Tutti nasciamo amorevoli, ma quando ci si obbliga ad esserlo, qualcosa piano piano comincia a sfaldarsi.

Quando sulla tavola il cibo è poco, lo assapori di più. Ed è proprio la brevità dell'amore che dovrebbe spingerci a gustare di più quel momento gioioso che ci viene dato. 
Può durare anche un attimo; e se ne sei consapevole, in quell'attimo devi dare tutto te stesso, perchè potrebbe non tornare più.

 
 
 

L'aforisma

Post n°11 pubblicato il 06 Settembre 2012 da fossing
 

"MOLTE NOSTRE CONVINZIONI, NON SONO ALTRO CHE MENZOGNE VESTITE CON LO SMOKING".

 
 
 

La teoria

Post n°10 pubblicato il 05 Settembre 2012 da fossing
 





LA MACCHINA DEL TEMPO
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Molti di voi avranno letto sicuramente il romanzo di H. G. Wells dal titolo: "La macchina del tempo". Il libro narra di uno scienziato che realizza una macchina, capace di trasportare un essere umano nel passato o nel futuro. Questo racconto è stato scritto nel 1895 e creò un interesse tale, che ancora oggi molti studiosi di scienza stanno lavorando per cercare di trovare il modo di viaggiare nel tempo. E' possibile? O è solo una perdita di tempo e denaro?
Prima di tutto dobbiamo analizzare cos'è il "tempo". Comprende tre stazioni: presente, passato e futuro. Noi abbiamo l'abitudine di considerare il tempo come se fosse un "qualcosa"; gli abbiamo dato un nome, abbiamo inventato gli orologi e i calendari, che ci danno l'impressione che  scorra. Ma immaginate se non ci fosse tutto questo. Avremmo un'altra concezione del tempo? 
Io proporrei di fare un esperimento. Proviamo per un giorno a stare chiusi in una stanza, senza orologi e calendari, tenendo le finestre coperte in modo che non entri nemmeno un minimo di luce; in completa solitudine e nel completo silenzio. Accadrà questo: la nostra illusione del tempo che passa svanirà di colpo. Ne perderemo la cognizione; tutto ci sembrera' fermo, immobile. Questa è una prova del fatto che non esiste tempo! Che è solo una fissazione creata dalla nostra mente. Non c'e' nulla che scorre...E' tutto fermo! Certo, cambiano le cose attorno a noi, tutto si rinnova, tutto si trasforma, nasciamo, viviamo e moriamo, ma sempre nello stesso identico istante. Questo istante lo chiamiamo: "presente". 
E che ne è del passato e del futuro? Se prima abbiamo detto che il presente è l'unico istante in cui tutto si compie, il passato a cosa si riferisce?  Ciò che chiamiamo "Passato", non è altro che l'accumularsi dei ricordi nel nostro cervello. Tutto questo crea in noi la sensazione di qualcosa di remoto, di lontano. Anche ciò che leggiamo sui libri di storia lo chiamiamo "Passato"; ma riuscireste a pensare che Gesù è morto nello stesso istante in cui io ora sto scrivendo? O che l'istante in cui ora sto bevendo una tazza di tè, è lo stesso in cui Nerone ha bruciato Roma? Lo so, è un concetto un po' difficile da capire, ma ancora più difficile è trovare le parole giuste per spiegarlo. 
Quindi cos'e' questa cosa che chiamiamo passato? Solamente una serie di ricordi, delle azioni che abbiamo compiuto durante la nostra vita, ma avvenute sempre nel presente; qui e ora! Hic et Nunc!
Ed il futuro? Molta gente crede che si possa realmente un giorno esplorarlo; entrando attraverso un tunnel spazio-temporale o con una astronave viaggiando alla velocità della luce: ma per andare dove? Verso qualcosa che non è ancora avvenuto? Che non si è ancora concretizzato? Se potessimo fare davvero questo viaggio nel tempo, dovremmo sicuramente credere che la nostra vita sia già' programmata e che, per fare un esempio, l'anno 80.000 ha già una sua storia. E quindi, di conseguenza, credere pure che i veggenti e i medium non siano dei ciarlatani quando prevedono il futuro. C'e' una contraddizione! Gli scienziati sono convinti sia possibile viaggiare nel futuro, pero' non credono che si possa prevederlo, dimostrando con tutta sicurezza che è una cosa che non è ancora accaduta e quindi non prevedibile. Ma allora, cari scienziati, quando attraverserete il tunnel, da dove uscirete? Quale sarà la meta, se tutto, in questo ipotetico futuro, è ancora da costruire? 
Passato e futuro, sono solo illusioni create dalla nostra mente. Il futuro è solo un viaggio immaginario della mente, verso un qualunque...boh!. Ma è una beffa, perchè quello che chiamiamo futuro è sempre il presente! 
 Io non credo che si potrà mai viaggiare nel tempo, se non lasciandoci trasportare con la fantasia dal  capolavoro di quel genio di H.G. Wells. Non è difficile però prevedere che un giorno si possa creare un marchingenio che non serva per andare nel passato, ma solo per rivederlo; estrapolando dal nostro cervello tutto ciò che abbiamo dimenticato e perchè no, anche i ricordi di tutte le nostre vite passate. E' molto probabile che si arrivi a questo.

 
 
 
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