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Un blog creato da fossing il 29/08/2012

COSI' DEV'ESSERE!

PENSIERI, AFORISMI, CINEMA, MUSICA, ARTE, SOGNI... E MOLTE CIANFRUSAGLIE.

 
 

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un altra via non c'è???
Inviato da: arrabiatissimi
il 09/09/2014 alle 17:50
 
A me spaventano tutte le religioni, non solo quella...
Inviato da: fossing
il 11/05/2014 alle 14:29
 
Tre volte in India . Stesso tuo percorso interiore, o...
Inviato da: RavvedutiIn2
il 10/05/2014 alle 20:51
 
L'onestà sicuramente aiuta. Grazie per il commento.
Inviato da: fossing
il 10/05/2014 alle 19:48
 
Io aggiungerei con l'onestà.
Inviato da: Axelle.Y
il 10/05/2014 alle 16:32
 
 
 

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Il pensiero

Post n°33 pubblicato il 09 Settembre 2014 da fossing
 

KARMA, REINCARNAZIONE, ILLUMINAZIONE





"L'ANIMA"

(Prima parte)


Dopo avere scritto la breve introduzione al discorso sul Karma, la reincarnazione e l'illuminazione, ho pensato: "Non è possibile tralasciare un argomento importante come quello sull'Anima". Direi che è essenziale passare prima attraverso questo tema. 

Nel "Fedone" di Platone, Socrate si rivolge a Cebete (suo seguace) con questa domanda: "C'è un opposto all'essere vivi, come il sonno è opposto al destarsi"? Risponderemmo tutti che l'opposto dell'essere vivi è senza dubbio l'essere morti, proprio come rispose Cebete.
Socrate parlava di opposti: il sonno è opposto al destarsi; la morte è l'opposto della vita; la vita è l'opposto della morte! 
Ogni cosa nell'universo ha il suo opposto. Questi opposti si alternano continuamente in eterno e non possono annientarsi a vicenda perchè l'uno serve all'altro. Un esempio che può spiegare questo fenomeno è una moneta: riuscireste ad immaginare una moneta con una faccia sola? Cosa succederebbe se eliminaste una delle due facce? Non potrebbe esistere...Ed è per questo motivo che la morte non può annientare la vita. Allora possiamo affermare che la morte (intesa come la fine di tutto) non esiste e che la nostra vita continuerà in eterno sotto altre forme oltre a  quella materiale? 
A causa di questa assurda logica umana, per cui tutto ciò che non possiamo vedere, udire o toccare non esiste, mi trovo spesso davanti ad affermazioni del tipo: "Cos'è questa Anima? Io non ho un'Anima"! 
Ho sempre creduto che prima di negare sia necessario indagare, quindi, nella seconda parte di questo discorso cercherò di spiegare ciò che penso sia l'Anima, partendo dal concetto che l'essere umano è composto da tre strati: materia, spirito e puro pensiero.

 
 
 

Il pensiero

Post n°32 pubblicato il 04 Maggio 2014 da fossing
 

KARMA, REINCARNAZIONE, ILLUMINAZIONE




"DUBIUM SAPIENTIAE INITIUM"

(INTRODUZIONE)


Nel tentativo di scrivere alcuni post riguardanti il karma, la reincarnazione e l'illuminazione, ad un certo punto mi sono chiesto: "Come spiegare in modo semplice e credibile temi così complessi"? C'è molto scetticismo intorno a questi argomenti, e parlandone, si rischia di essere presi per pazzi, ignoranti od illusi. Però credo sia giusto dubitare. Io stesso sono partito dal credere in nulla. Ho cominciato a pormi delle domande solo verso i 22 anni, quando ho conosciuto il Buddhismo. 
"Dubium Sapientiae Initium", diceva Renè Descartes. Il dubbio è il principio della saggezza! Perchè dubitare significa lasciare aperte le porte alla  ricerca, alla sperimentazione. Ed un ricercatore, prima o dopo, arriva sempre alla soluzione.

Karma, reincarnazione ed illuminazione sono fenomeni del tutto naturali: si parla della semplice natura dell'uomo.

 
 
 

L'aforisma

Post n°30 pubblicato il 23 Maggio 2013 da fossing
 

"L'ESSERE UMANO HA SOLO DUE MODI PER AVVICINARSI ALLA VERITA' :CON IL SOGNO O CON LA MORTE".

 
 
 

Il pensiero

Post n°29 pubblicato il 27 Aprile 2013 da fossing
 

 APPUNTI PER  UNA SOCIETA' VERAMENTE LIBERA E DEMOCRATICA


IL LAVORO

 


(Terza parte)


 Un esercito di volontari


 
Faccio il panettiere da molti anni e devo dire che mi sento molto fortunato ad avere trovato questo lavoro. Perchè nonostante sia piuttosto faticoso, più che altro per gli orari impossibili, non mi pesa. In passato però ho tentato altre strade: ho fatto il tipografo e poi il pastaio. So benissimo cosa vuol dire alzarsi la mattina e affrontare una giornata, facendo  qualcosa che ti da l'impressione di avere sprecato del tempo. Un lavoro che non piace può essere molto distruttivo! Ma non sempre è facile trovare la propria strada: bisogna tentare e ritentare, fino a che non si riesce a cogliere l'occasione giusta, che si adatti alla propria personalità.
Io capisco quelle persone che non hanno nessuna voglia di lavorare. Hanno ragione: gli esseri umani non sono nati per faticare; è qualcosa di anomalo! Purtroppo l'uomo si è caricato di molte esigenze e più queste aumentano, più c'è bisogno di denaro. Ed il denaro si guadagna solamente con il sudore. Certo, ci sono anche altri metodi meno onesti per guadagnare: rapinare banche o fare il politico (detto con dolce ironia) ma questa è un'altra storia.
Dicevo, nella prima parte del discorso sul lavoro, come sia possibile e facilmente attuabile, accontentare chi ha voglia di lavorare e chi non ne ha; dando a tutte e due le categorie, una vita dignitosa. Per prima cosa sarebbe necessario garantire un vitalizio di 1000 euro al mese a tutti i cittadini che abbiano compiuto i diciotto anni di età. Dico tutti! Questa sarebbe la base che io chiamerei: "Base dell'uguaglianza"; Una giusta ripartizione del denaro che eliminerebbe dal nostro paese la povertà e anche la ricchezza. Ma qualcuno potrebbe dire: "Se tu regali 1000 euro a ciascun cittadino, chi avrà voglia ancora di lavorare"? La mia risposta è: "Quanti si accontenterebbero di quella cifra"? Per qualcuno sarebbe troppo poco, perchè come si dice..."Vogliamo il pane, ma anche le rose": E per permettersi anche le rose (il superfluo) ci vuole qualche soldino in più. Qui entrerebbero in campo i lavoratori volontari, che non farebbero fatica a trovare un impiego, perchè i posti che prima erano occupati dai fannulloni (che ora hanno il loro vitalizio) sono rimasti liberi. In questo modo abbiamo risolto anche il problema dell'occupazione e non ci sarebbero nemmeno più sussidi di disoccupazione da pagare; un grande risparmio per lo Stato.
Il volontario, prima di iniziare l'attività, dovrà firmare un contratto con il datore di lavoro, per stabilire quanti anni è disposto a lavorare in quell'azienda. Durante questi anni deve garantire la propria presenza sul posto. Scaduto il contratto, potrà decidere di smettere e ritornare a vivere con il proprio vitalizio. Lo stipendio dovrà essere adeguato alle ore di lavoro eseguito in una giornata. E questo riguarda tutti i tipi di professione: dallo spazzino, all'agricoltore, al manager e al politico: più ore di lavoro fai, più guadagni.
E per le pensioni di vecchiaia? Nessun problema! I 1000 euro di vitalizio sono già una pensione; quindi questo sarà un altro risparmio per lo Stato. Naturalmente. il lavoratore volontario avrà qualcosa di più, dopo avere versato (facoltativamente) contributi ad una assicurazione a scelta.

Un'idea irrealizzabile? No, non credo. Ci vorrebbe un altro modo di pensare e una voglia di sperimentare nuovi metodi per gestire un paese. La nostra società, come è gestita ora, è un fallimento. C'è il troppo da una parte e il poco dall'altra: la bilancia non è mai equilibrata. E un po' di felicità per tutti non guasterebbe.

 
 
 

L'aforisma

Post n°28 pubblicato il 20 Gennaio 2013 da fossing
 

 


"NON CERCO CONFERME ALLE MIE IDEE, MA QUALCOSA DI TALMENTE CONVINCENTE CHE RIESCA A FARMELE CAMBIARE".
 
 
 

Il pensiero

Post n°27 pubblicato il 14 Gennaio 2013 da fossing
 

 APPUNTI PER UNA SOCIETA' VERAMENTE LIBERA E DEMOCRATICA

IL LAVORO

(Seconda parte)

Una vita da moscone





C'è stato un tempo (più di 3 milioni di anni fa) in cui l'uomo viveva solo per se stesso. Se andava a caccia, raccoglieva un frutto o costruiva qualcosa con le proprie mani, lo faceva solo per uno scopo personale, seguendo il proprio istinto. 
Era un periodo in cui lo sfruttamento non esisteva ancora, in cui gli esseri umani erano totalmente liberi da qualsiasi forma di legame con i loro simili. Ognuno viveva la propria esistenza singolarmente senza bisogno di produrre per altri, ma solo per le proprie esigenze: un individuo completamente autarchico e libero.
La schiavitù dell'uomo, comincia quando il singolo diventa "animale sociale". La mente umana a questo punto comincia a  ragionare come gruppo e non più come "mente individuale". Se diventi parte di un gruppo, di una società, devi stare a delle regole. Devi obbedire a qualcuno, devi lavorare anche per gli altri e non solo per te stesso: da qui cominciano a nascere i problemi, le preoccupazioni, le ansie. 
Quello che prima era un essere felice, nel suo ambiente naturale e primitivo, senza pensieri, a cui bastava alzare una mano per raccogliere un frutto per nutrirsi e poi riposare tutto il giorno sotto un albero, ora è un essere infelice intrappolato nella gabbia della società. 
Giorgio Gaber, in una canzone diceva: "La libertà non è star sopra un albero...non è neanche il volo di un moscone". Io credo invece che un moscone sia molto più libero di qualsiasi uomo oggi viva sulla terra. E' uno degli esseri più semplici che esistano e non ha bisogno di nulla. La sua vita dura circa due o tre settimane, ma se ne frega pure della morte. Dovremmo imparare molto dai mosconi. 
L'uomo può vivere anche fino a 90 anni, ma non ha più il tempo di viverne l'essenza! Quanto tempo sprechiamo da bambini andando a scuola? Minimo undici anni. E poi al lavoro fino a più di 60 anni; e se non troviamo lavoro viviamo nella povertà e nella disperazione. Che vita è questa? 
Meglio vivere due settimane da moscone o cento anni da uomo? A voi la scelta... 
Quando dico che dai mosconi c'e' tanto da imparare, intendo che dovremmo recuperare un po' della semplicità che abbiamo perduto: stiamo assomigliando sempre di più a degli ingranaggi e non ce ne rendiamo conto.

 
 
 

Il pensiero

Post n°26 pubblicato il 09 Gennaio 2013 da fossing
 

 APPUNTI PER UNA SOCIETA' VERAMENTE LIBERA E DEMOCRATICA

IL LAVORO

(Prima parte)




Una domanda che mi pongo spesso è questa: "E' possibile vivere dignitosamente, in una società dove sia abolito il lavoro"? Qualcuno direbbe che è una cosa assurda. Invece io penso che con una mentalità diversa e più evoluta da quella dell'uomo odierno, si possa costruire un mondo dove non ci siano obblighi e dove la libertà dell'individuo sia messa al primo posto.
Il primo articolo della costituzione italiana, è il più squallido di tutte le costituzioni degli Stati del mondo: "L'Italia è una repubblica fondata sul lavoro"! Ma vi rendete conto quanti danni può provocare, o per meglio dire, ha già provocato questa frase? Di quanti suicidi è responsabile? E' entrata nella psiche degli italiani come un macigno: "Se non trovo un lavoro, per lo Stato sono una nullità"! A me, sinceramente, ha sempre fatto venire l'ansia. E non parliamo poi della disoccupazione, che rende questo articolo ridicolo e falso.
La mia società ideale dovrebbe essere fondata sulla "Libertà individuale"! Cioè la libertà di decidere come comportarmi e come agire, ascoltando solo la mia coscienza: senza politici o censori che mettano una sbarra sulla mia strada. E in tutto questo esigo anche la libertà di decidere di non lavorare ed essere mantenuto con un vitalizio dallo Stato!
Più avanti spiegherò come sia possibile e facilmente attuabile.

 
 
 

L'aforisma

Post n°24 pubblicato il 27 Ottobre 2012 da fossing
 

"UNA DELLE GRAVI MALATTIE DEL NOSTRO TEMPO, LA PIU' CONTAGIOSA E DIFFICILE DA DEBELLARE, E' LA NORMALITA'".

 
 
 

Il sogno

Post n°23 pubblicato il 27 Ottobre 2012 da fossing
 


SOGNI

(Terza parte)






IO ED IL MONACO

Sono in riva ad un fiume con altre due persone: un ragazzo, di cui non riesco bene a visualizzare il viso ed un vecchio monaco buddhista. 
Dobbiamo caricare dei misteriosi pacchetti avvolti uno ad uno con un nastro adesivo nero, su una barca ancorata al bordo del fiume. Finito il lavoro io ed il monaco saliamo sull’imbarcazione, mentre l’altro ragazzo resta a terra. Il vecchio prende due remi e comincia a remare stando in piedi; sembra molto esperto. Il nostro compito e’ di arrivare dall’altra parte del fiume, dove c’e’ una grande isola...Il fiume è molto calmo.
Arriviamo sull’isola e scendiamo dalla barca, lasciando incustoditi i pacchetti caricati in precedenza. 
Seguo l'anziano mistico, che sta prendendo un sentiero molto ripido che porta sulla cima di una collina. La strada da percorrere è tanta e tutta in salita. 
A metà strada ci fermiamo per riposarci e ci sediamo su uno spazio erboso. Siamo tutti e due a testa bassa e in silenzio, come se stessimo meditando.
Il monaco alza la testa e mi sussurra una frase: “Sono sceso cento volte e cento volte mi avete ucciso”. Lo guardo stupito, perchè non ho idea di cosa stia parlando.
All’improvviso, dietro di noi, sull'altura da raggiungere, si è accesa una luce fortissima ed accecante. Ci voltiamo di colpo per capire che cosa stia succedendo; dietro questa luce c’e’ qualcosa: una croce con un uomo inchiodato su di essa. Mi giro verso il monaco, ma intanto è sparito. Cerco di arrivare da solo sul luogo del mistero, per capirci qualcosa.
Giunto alla meta, ritrovo il mio vecchio compagno di viaggio crocifisso come un Gesù Cristo.
Preso dallo sgomento, corro velocemente giù per la collina.
La corsa è accompagnata da una musica. Una colonna sonora finale nello stile dei film Kolossal degli anni '50 e '60. Una musica maestosa, solenne.

 
 
 

L'aforisma

Post n°21 pubblicato il 09 Ottobre 2012 da fossing
 

"L'ETERNO ERRORE DEL SUICIDA, STA NELL'IGNORARE L'INARRESTABILE EVOLVERSI DELLE VICENDE DELLA VITA".

 
 
 

Il pensiero

Post n°18 pubblicato il 25 Settembre 2012 da fossing
 


SECONDO PENSIERO


 

Non importa cosa fai nella vita. Anche se tu commettessi il più grave reato della storia dell'umanità, se la tua coscienza si sente a posto e sei sicuro che quella era la cosa migliore da fare, allora va tutto bene. Se per la giustizia umana sei un criminale, non è detto che tu lo sia anche per la legge universale.

 
 
 

La teoria

Post n°17 pubblicato il 17 Settembre 2012 da fossing
 

L'UNICA VERITA', E' CHE NON ESISTE UNA VERITA'.






Ogni giorno, mi trovo di fronte a gente che vuole a tutti i costi imporre il proprio pensiero; non un'opinione personale, ma una presunta verità, che per loro è assoluta. Queste persone, se riuscissero a prendere il potere in uno Stato non democratico, diventerebbero sicuramente dei tiranni. In politica, in famiglia , sul lavoro, nella religione, tutti credono che la ragione stia dalla loro parte.

Ho frequentato per tre anni un centro buddhista, dove il rispetto per l'essere umano dovrebbe essere al primo posto; dove il concetto di verità assoluta non dovrebbe esistere. Il primo giorno pensai di aver trovato il paradiso, il luogo giusto, il mio posto ideale...Dopo qualche mese, mi trovai nel bel mezzo di un litigio! Gente che si stava scannando, perchè una parte non accettava le idee dell'altra. E' una fortuna che non siano arrivati alle mani. Il risultato di tutto questo, fu una separazione dei due gruppi. Mi trovai a dover scegliere da che parte stare. Ma la mia soluzione, dettata dai miei dubbi su chi avesse ragione o torto, fu quella di andarmene e non tornare più. In caso avessi scelto uno dei due gruppi, avrei dato torto all'altro. Ed io non ho idea dove stiano il torto e la ragione.
Di menzogne su Dio se ne sono dette tante: servono per quietare la massa. Ho sentito il papa dire che: "Dio ama la chiesa cattolica". Questo vuol dire forse che il papa è in contatto telefonicamente con il creatore? Oppure si incontrano in segreto? A parte gli scherzi, qualcuno sicuramente ha creduto a questa, chiamiamola, "falsa verità". Quando qualcuno è troppo attaccato alla propria religione, non è più libero di pensare; è come se il suo pensiero fosse chiuso in una gabbia, mentre qualcuno fuori lo sta ammaestrando.
Non c'è molta differenza tra la religione e la politica. Un esempio lo abbiamo in Italia: questa eterna e stupida lotta tra partiti di destra e di sinistra, che cercano da secoli di annientarsi fra di loro. Vecchi rancori non ancora assopiti, che poi vengono trasmessi alla massa attraverso la televisione e i giornali. E' facile indottrinare la gente in questo modo: basta una buona favella e un canale televisivo come mezzo di diffusione ed il gioco è fatto. E' come se ci servissero le loro certezze su un piatto d'argento: "Mangiatene pure! Questa è la verità". 
Ma cos'è questo bisogno di aggrapparsi continuamente alle idee, agli sbagli e alle verità degli altri? E questo appiccicarsi addosso delle etichette? Io sono comunista, io sono fascista, io sono cattolico, io sono protestante...Perchè nessuno pensa ad essere solamente se stesso?
Credo che la cosiddetta "Verità" dell'essere umano, qualsiasi essa sia, non abbia nessun valore. E' ingenuo chi crede di conoscerla. Nemmeno ciò che ho scritto fino ad ora è una certezza. 
L'unica verità, è che non esiste una verità! 

 
 
 

Il dubbio

Post n°16 pubblicato il 16 Settembre 2012 da fossing
 

DA CHE PARTE STA LA VERITA'?






Ci sono cento persone in una stanza, che stanno ammirando una statua. Cinquanta persone dicono che è bella e le altre cinquanta dicono che è brutta. Come facciamo a capire dove sta la verità? E se ci fossero 51 persone che apprezzano la statua, e 49 persone che la disprezzano? Potremmo dire che la statua è bella, perché la maggioranza ha dato giudizio positivo?

 
 
 

La teoria

Post n°15 pubblicato il 12 Settembre 2012 da fossing
 

L'ARCA DI NOE'

(Analisi semiseria del celebre racconto della Bibbia)




Il capitolo sesto della genesi, ci presenta un Dio deluso e pentito di aver creato l'uomo e non solo: anche gli uccelli, i rettili e tutti gli esseri viventi della terra. Da qui (impaziente ed annoiato) prende una decisione drastica: un diluvio universale! Una pioggia incessante che duri 40 giorni e 40 notti, per fare un po' di pulizia sul pianeta. E pensate che siamo solo alla genesi, quando il mondo era ancora agli inizi: come sarà al giorno d'oggi l'umore di Dio? 

A questo punto, vorrei uscire un attimo dalla leggenda e cercare di immaginare cosa provocò in realtà questo diluvio che spazzò via tutto il genere umano, tranne Noe', i suoi figli e alcune specie di animali.
Probabilmente non fu proprio un diluvio, ma una enorme inondazione provocata dallo scioglimento dei ghiacci a causa di un improvviso innalzamento della temperatura, dopo un lungo periodo di glaciazione. Oppure c'è anche chi ipotizza che sia stata una lunghissima nevicata che durò per giorni, e sciogliendosi inondò gran parte della terra. Io propendo per la prima ipotesi.
Il vecchio Noè, che non era uno stupido, aveva previsto tutto e informò la moglie ed i figli esclamando: "Qui si costruisce un'arca o si muore! Chiediamo aiuto a Dio! In 6 giorni ha costruito l'universo; Cosa volete che sia una semplice imbarcazione"? Fu così che Dio (il primo ingegnere della storia) diede istruzioni a Noè. Infatti, com'è scritto nei versetti 14, 15 e 16 del sesto capitolo della genesi, si rivolge al patriarca dicendo: "Usa dei legnami piallati. Fai nell'arca delle piccole stanze e la invernicerai di bitume dentro e fuori. La lunghezza dell'arca sarà di trecento cubiti, la larghezza di cinquanta cubiti, l'altezza di trenta. Farai nell'arca una finestra, e il tetto farai che vada alzandosi fino a un cubito; farai poi di lato una porta; vi farai un piano di fondo, un secondo piano e un terzo piano". 
Un bel lavoraccio! La storia non lo dice, ma si narra che Dio sbagliò a calcolare le misure della porta, così Noe' ebbe dei problemi quando, nel far salire gli animali, gli si presentò davanti il mammuth.
Ma poi, siamo sicuri che il vecchio caricò sulla nave tutta quella massa di animali per salvarli dall'estinzione? Non era un carico troppo esagerato? Sarebbe affondata! E per sfamarli? Secondo una mia ipotesi prese pochi animali, gli indispensabili, in caso non fossero bastate le riserve di cibo. Qualche gallina per le uova, qualche pecora per il latte. Non dimentichiamo che Noè era un agricoltore! Probabilmente prima del diluvio, aveva un allevamento di animali e per garantirne la sopravvivenza li fece entrare nell'arca.
E quando tutto fu pronto, Dio mandò la pioggia. Di li a poco l'acqua cominciò a salire ed una enorme inondazione travolse case, bestie e persone. Nessuno scampò allo spaventoso disastro: tranne l'equipaggio della grande imbarcazione. Ma io sono sicuro che qualcuno si salvò! Quando Noè dopo 40 giorni aprì la finestra, mandò un corvo in ricognizione, per controllare se le acque si fossero abbassate: ma non fece ritorno! E dopo di lui mandò fuori per tre volte una colomba. La prima volta tornò a becco vuoto...La seconda con un ramoscello di ulivo...E la terza non tornò più: questo era segno che la terra oramai era asciutta; ma anche che qualche sopravvissuto affamato, si mangiò sia il corvo che la colomba. 
La cosa più interessante di questa straordinaria vicenda, sta nel versetto 21 dell'ottavo capitolo del libro della genesi: Dio, il creatore, l'essere perfetto e infallibile per la prima volta ammette un suo errore! E come se volesse scusarsi, dopo il diluvio si rivolge a Noè : "Io non maledirò mai più la terra per le colpe degli uomini; perocchè i sentimenti e i pensieri del cuor umano sono inclinati al male fin dall'adolescenza...". 
Sono convinto che l'onnipotente commise due errori! Il primo errore fu nella creazione: possibile che non avesse capito prima di allora di aver creato degli esseri in cui il bene e il male non possono essere divisi, poichè sono un tutt'uno, due facce della stessa medaglia? Se Dio fece l'uomo a sua immagine e somiglianza, possiamo dire che lui stesso e' il bene ma anche il male? 
Il secondo errore, fu proprio l'aver sterminato uomini ed animali con questo inutile diluvio universale, pensando magari, ingenuamente, che le future generazioni (venute dopo il patriarca Noè, che era considerato il più giusto tra gli uomini) sarebbero state migliori.

 
 
 

Il pensiero

Post n°14 pubblicato il 10 Settembre 2012 da fossing
 

UN PENSIERO








CREDO CHE L'UNICO MODO VERAMENTE ALTERNATIVO, REAZIONARIO E ANTIBORGHESE PER FESTEGGIARE LA FINE DI QUESTO ANNO, SIA STARSENE A LETTO.

 
 
 

Il sogno

Post n°13 pubblicato il 08 Settembre 2012 da fossing
 

SOGNI

(Seconda parte)


Sogno o son desto?

Un pomeriggio di qualche giorno fa mi addormentai sul mio letto. Non ricordo se durante il sonno feci qualche sogno. Mi svegliai dopo circa 15 minuti con lo sguardo che fissava il soffitto e vidi qualcosa di mostruoso: un ragno nero ed enorme (più o meno aveva l'aspetto di quello del film "Tarantola") appoggiato al soffitto. Ero terrorizzato! Cercai di scendere lentamente dal letto per non farmi notare da quell'orribile aracnide e riuscii ad uscire dalla mia stanza. Presi allora una scopa, con l'intento di farlo allontanare. Rientrai lentamente nella stanza, guardai in alto e con mio stupore non c'era più nulla. "Ma dove si sarà ficcato"? Pensai tra me e me...Lo cercai sotto il letto, dietro i mobili, sopra l'armadio; ma di lui nessuna traccia!
A quel punto mi venne un dubbio: "E se fosse stato solo un incubo? Eppure ero sveglio, avevo gli occhi aperti"!
Se i miei occhi erano aperti e l'incubo era ancora li fresco e vivo, c'era una sola spiegazione: ero sul confine tra il sogno e la realtà.
Ma ora mi chiedo: "Qual è il sogno? E qual è la realtà"?
In questo momento ho la sensazione di essere sveglio, ma anche quando vidi il ragno pensavo di esserlo. Questo dubbio mi assilla da giorni. Potrei svegliarmi ora e rendermi conto che la vita vissuta durante i miei 41 anni è stata solo un sogno, magari durato solo qualche minuto. E ci farei anche sopra una bella risata, pensando: "Menomale, stavo solo dormendo...".
Secondo me, la nostra vita è composta da 3 fasi di sogno: la prima fase è quella che noi chiamiamo realtà; la seconda fase è quella che chiamiamo sogno; la terza fase è quella che viviamo dopo la morte, nell'aldilà. Durante la transizione tra un sogno e il successivo sogno, viviamo il momento più intenso della nostra intera esistenza; un tempo molto breve: quello del risveglio consapevole.

 
 
 

Il disco

Post n°8 pubblicato il 03 Settembre 2012 da fossing
 




Nel 1992 usciva (dopo anni di silenzio) un nuovo disco di Claudio Lolli: si chiamava "Nove pezzi facili". Un anno dopo venne nella mia città per un concerto. Il luogo dove tenne l'esibizione era uno spazio molto ristretto: praticamente uno stanzone. Arrivai li un'ora in anticipo per mettermi seduto in prima fila. Ogni tanto mi passava davanti un uomo alto, con i capelli lunghi fino alle spalle, una barbetta da intellettuale, vestito tutto di nero: capii che era Lolli solo quando salì sul palco! 
Eravamo circa 200 persone strette in quella specie di posto angusto, e negli occhi della gente si poteva scorgere l'emozione per l'avvenimento. Ci alzammo tutti in piedi per applaudirlo. Una breve introduzione prima di iniziare a cantare e disse: "Se stasera siete usciti di casa per venire qui ad ascoltare le mie canzoni, vuol dire che in voi c'e' qualcosa che non funziona"... E iniziò ad intonare "Viaggio", una canzone del 1975, tratta dall'album "Canzoni di rabbia". E' proprio di questo disco molto particolare che vorrei parlare. 
Qualcuno lo definì: "Un disco senza speranza". Non so bene a cosa si riferisse quella frase. Forse era un ammonimento nei confronti di Lolli: "Non hai speranza, caro Lolli, questo tuo lavoro rimarrà invenduto..." E aveva ragione su questo fatto, perchè "Canzoni di rabbia" è rimasto davvero uno dei suoi album meno venduti. Oppure: "Nei tuoi testi non c'e' una briciola di speranza..." . Ma su questa seconda ipotesi dissento! Perchè, "finchè c'e' rabbia, c'e' speranza" e nonostante le canzoni siano intrise di una "tristezza incredibile", non c'e' mai spazio per la resa: Lolli è un triste/incazzato.
Una lode va agli arrangiamenti. Quelle "invenzioni musicali" di Ettore de Carolis che con: Washboard (una specie di asse per lavare i panni, che si usava spesso nel Jazz), campanacci, campanellini, violini, trombette e altri effetti sonori, insieme alle bellissime chitarre dello stesso Lolli e di Roberto Picchi, danno al lavoro del cantautore bolognese un'atmosfera particolare che lo rende unico nel suo genere. La voce di Lolli completa questo meraviglioso quadro: "una voce da festival del sottosuolo", che sembra sgorgare da qualche parte remota e oscura dell'anima.
Il disco è diviso in due parti: nel primo lato "la rabbia solitaria" e nel secondo, "la rabbia lucida"
La rabbia solitaria e' quella che non riesci ad esprimere, la più angosciante, quella che ti rimane dentro e a volte ti accompagna per sempre. E così, nella prima canzone dell'album, si parla di un "Viaggio". Quel viaggio che e' la vita, dove a un certo punto ti puoi imbattere in qualche galleria che potrebbe essere la depressione o la tossicodipendenza. Ma dopo ogni galleria c'è sempre un'uscita e quando ritrovi il sole, la voglia di vivere si fa piu' forte ed e' quella ti salvera'.
"Prima comunione" e' un amaro ricordo dell'autore quando, dice: "Cominciò a sanguinare il mio conto con Dio". Ma piu' che con Dio, se la prende con quel teatrino borghese messo in piedi durante i Santi Sacramenti: la madre che stranamente diventa troppo buona, i regali, la tenerezza d'obbligo. L'unica figura un po' bizzarra e tranquilla e' lo zio, che invece di guardare in faccia il ministro di Dio, "Guarda le gambe delle signore...".
Quante volte ci siamo sentiti dire che i "Vent'anni" sono gli anni più belli della nostra esistenza? Non e' proprio così: e' un periodo di confusione, non capisci realmente chi sei e cosa vuoi diventare: "E' uno strano punto a mezza strada...Sei ricco di sogni e non sai fare niente". 
"Vent'anni" e "Viaggio di ritorno", che è l'ultima canzone del primo lato del disco, sono legate assieme come se fossero un'unica canzone. Penso che Lolli volesse dare la sensazione della paura che può sorgere quando si e' alla soglia della fine dell'adolescenza e si sta entrando nell'età adulta. Ogni cambiamento nella vita e' come un "Viaggio di ritorno", un ricominciare da capo. 
Ed inizia la seconda parte: "La rabbia lucida", quella che vorresti gridare, la piu' viva, la piu' feroce. Che però inizia dolcemente con una canzone d'amore dal titolo "Donna di fiume": "Credo di avere provato l'amore almeno una volta, e' stato un brivido di buio, in una stanza d'affitto". Non sappiamo chi sia questa donna, l'autore non lo dice. E' il suo primo amore? O una donna di strada? Non importa. Sappiamo solo che e' una "Donna di fiume" e che questo amore se ne frega dei beati e dei santi: "Perchè i beati non sanno le stanze d'affitto: hanno paura del buio e delle parole". E se ne frega dei giudizi della gente: "Gli occhi degli altri non sanno capire, la dolcezza che nascondi tra i denti". E' un amore totalmente libero.
La seconda traccia e' "Al milite ignoto". La storia di questo famoso soldato morto in guerra, non ancora identificato, trovato per caso dopo la prima guerra mondiale che e' diventato il simbolo di tutti i caduti di quel conflitto. Lolli immagina come quella persona possa aver passato gli ultimi giorni di vita normale, sapendo che sarebbe stato costretto ad andare al fronte: "Io lo so chi ti venne a cercare fin sui campi, fin dentro ad un cortile. Io lo so, non ci fu da parlare con chi aveva in mano un fucile". Prima la partenza verso il fronte, poi la morte e infine l'ultima beffa: quella di essere sepolto in una tomba senza un nome, dove ogni anno i responsabili di ogni conflitto: "Vanno a sputare altri fiori sulle sue catene". Soltanto alla sua donna e agli amici non rimarrà ignoto.
"Dalle capre" parla di un detenuto che fa un discorso al suo carceriere. E la morale del discorso e' che tra un prigioniero e il suo carceriere non c'e' nessuna differenza: sei comunque chiuso in una galera. Il secondino, prima di essere assunto nel carcere, faceva il pastore; ma l'ambizione di avere un posto migliore, con una divisa pulita e senza odori gli ha tolto la libertà. Il prezzo da pagare e' l'obbedienza, per poi avere in cambio solo quattro soldi: "Finisci che se prima eri pastore, ti trovi dopo solo a fare il cane".
Il disco finisce con "Compagni a venire". E' una serie di amari ricordi che partono dall'infanzia, rivolgendosi prima alla madre e al padre: "Potro' mai perdonare al vostro amore stanco...che mi ha sbattuto in mondo extravaginale senza nemmeno chiedersi se preferissi nascere o la morte gloriosa di un aborto illegale". Poi alle amicizie che durano anni e all'improvviso si spezzano: "...Potro' mai perdonarti, amico per sei anni di avermi ascoltato con un orecchio solo...e il tuo tradimento nero, per cui sei diventato un bel fascista biondo". A ragazze piccole che lo lasciano, senza nemmeno un ultimo bacio. E a ragazze grandi che lo usano solo per le loro gelosie. Un pensiero anche a quel Dio "Che non esiste", causa dell'aver rovinato la sua adolescenza e a quell'ambiente borghese dove è cresciuto. Tutta gente imperdonabile: compreso se stesso e la sua rabbia.
Ma, "Da un'uscita di galleria, col cuore in gola ti trovi in faccia il sole..." . Ed ecco arrivare la speranza di nuove amicizie; di gente che ti capisce; che viaggia sulla tua stessa lunghezza d'onda; che non ha bisogno di sapere il tuo nome o da dove arrivi. Una speranza per l'avvenire, in questo mondo che spesso ci va troppo stretto. "Potro' mai ringraziarvi, compagni a venire"?

 
 
 
 

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