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Un blog creato da fossing il 29/08/2012

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un altra via non c'è???
Inviato da: arrabiatissimi
il 09/09/2014 alle 17:50
 
A me spaventano tutte le religioni, non solo quella...
Inviato da: fossing
il 11/05/2014 alle 14:29
 
Tre volte in India . Stesso tuo percorso interiore, o...
Inviato da: RavvedutiIn2
il 10/05/2014 alle 20:51
 
L'onestà sicuramente aiuta. Grazie per il commento.
Inviato da: fossing
il 10/05/2014 alle 19:48
 
Io aggiungerei con l'onestà.
Inviato da: Axelle.Y
il 10/05/2014 alle 16:32
 
 
 

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Il pensiero

Post n°33 pubblicato il 09 Settembre 2014 da fossing
 

KARMA, REINCARNAZIONE, ILLUMINAZIONE





"L'ANIMA"

(Prima parte)


Dopo avere scritto la breve introduzione al discorso sul Karma, la reincarnazione e l'illuminazione, ho pensato: "Non è possibile tralasciare un argomento importante come quello sull'Anima". Direi che è essenziale passare prima attraverso questo tema. 

Nel "Fedone" di Platone, Socrate si rivolge a Cebete (suo seguace) con questa domanda: "C'è un opposto all'essere vivi, come il sonno è opposto al destarsi"? Risponderemmo tutti che l'opposto dell'essere vivi è senza dubbio l'essere morti, proprio come rispose Cebete.
Socrate parlava di opposti: il sonno è opposto al destarsi; la morte è l'opposto della vita; la vita è l'opposto della morte! 
Ogni cosa nell'universo ha il suo opposto. Questi opposti si alternano continuamente in eterno e non possono annientarsi a vicenda perchè l'uno serve all'altro. Un esempio che può spiegare questo fenomeno è una moneta: riuscireste ad immaginare una moneta con una faccia sola? Cosa succederebbe se eliminaste una delle due facce? Non potrebbe esistere...Ed è per questo motivo che la morte non può annientare la vita. Allora possiamo affermare che la morte (intesa come la fine di tutto) non esiste e che la nostra vita continuerà in eterno sotto altre forme oltre a  quella materiale? 
A causa di questa assurda logica umana, per cui tutto ciò che non possiamo vedere, udire o toccare non esiste, mi trovo spesso davanti ad affermazioni del tipo: "Cos'è questa Anima? Io non ho un'Anima"! 
Ho sempre creduto che prima di negare sia necessario indagare, quindi, nella seconda parte di questo discorso cercherò di spiegare ciò che penso sia l'Anima, partendo dal concetto che l'essere umano è composto da tre strati: materia, spirito e puro pensiero.

 
 
 

Il pensiero

Post n°32 pubblicato il 04 Maggio 2014 da fossing
 

KARMA, REINCARNAZIONE, ILLUMINAZIONE




"DUBIUM SAPIENTIAE INITIUM"

(INTRODUZIONE)


Nel tentativo di scrivere alcuni post riguardanti il karma, la reincarnazione e l'illuminazione, ad un certo punto mi sono chiesto: "Come spiegare in modo semplice e credibile temi così complessi"? C'è molto scetticismo intorno a questi argomenti, e parlandone, si rischia di essere presi per pazzi, ignoranti od illusi. Però credo sia giusto dubitare. Io stesso sono partito dal credere in nulla. Ho cominciato a pormi delle domande solo verso i 22 anni, quando ho conosciuto il Buddhismo. 
"Dubium Sapientiae Initium", diceva Renè Descartes. Il dubbio è il principio della saggezza! Perchè dubitare significa lasciare aperte le porte alla  ricerca, alla sperimentazione. Ed un ricercatore, prima o dopo, arriva sempre alla soluzione.

Karma, reincarnazione ed illuminazione sono fenomeni del tutto naturali: si parla della semplice natura dell'uomo.

 
 
 

L'aforisma

Post n°30 pubblicato il 23 Maggio 2013 da fossing
 

"L'ESSERE UMANO HA SOLO DUE MODI PER AVVICINARSI ALLA VERITA' :CON IL SOGNO O CON LA MORTE".

 
 
 

Il pensiero

Post n°29 pubblicato il 27 Aprile 2013 da fossing
 

 APPUNTI PER  UNA SOCIETA' VERAMENTE LIBERA E DEMOCRATICA


IL LAVORO

 


(Terza parte)


 Un esercito di volontari


 
Faccio il panettiere da molti anni e devo dire che mi sento molto fortunato ad avere trovato questo lavoro. Perchè nonostante sia piuttosto faticoso, più che altro per gli orari impossibili, non mi pesa. In passato però ho tentato altre strade: ho fatto il tipografo e poi il pastaio. So benissimo cosa vuol dire alzarsi la mattina e affrontare una giornata, facendo  qualcosa che ti da l'impressione di avere sprecato del tempo. Un lavoro che non piace può essere molto distruttivo! Ma non sempre è facile trovare la propria strada: bisogna tentare e ritentare, fino a che non si riesce a cogliere l'occasione giusta, che si adatti alla propria personalità.
Io capisco quelle persone che non hanno nessuna voglia di lavorare. Hanno ragione: gli esseri umani non sono nati per faticare; è qualcosa di anomalo! Purtroppo l'uomo si è caricato di molte esigenze e più queste aumentano, più c'è bisogno di denaro. Ed il denaro si guadagna solamente con il sudore. Certo, ci sono anche altri metodi meno onesti per guadagnare: rapinare banche o fare il politico (detto con dolce ironia) ma questa è un'altra storia.
Dicevo, nella prima parte del discorso sul lavoro, come sia possibile e facilmente attuabile, accontentare chi ha voglia di lavorare e chi non ne ha; dando a tutte e due le categorie, una vita dignitosa. Per prima cosa sarebbe necessario garantire un vitalizio di 1000 euro al mese a tutti i cittadini che abbiano compiuto i diciotto anni di età. Dico tutti! Questa sarebbe la base che io chiamerei: "Base dell'uguaglianza"; Una giusta ripartizione del denaro che eliminerebbe dal nostro paese la povertà e anche la ricchezza. Ma qualcuno potrebbe dire: "Se tu regali 1000 euro a ciascun cittadino, chi avrà voglia ancora di lavorare"? La mia risposta è: "Quanti si accontenterebbero di quella cifra"? Per qualcuno sarebbe troppo poco, perchè come si dice..."Vogliamo il pane, ma anche le rose": E per permettersi anche le rose (il superfluo) ci vuole qualche soldino in più. Qui entrerebbero in campo i lavoratori volontari, che non farebbero fatica a trovare un impiego, perchè i posti che prima erano occupati dai fannulloni (che ora hanno il loro vitalizio) sono rimasti liberi. In questo modo abbiamo risolto anche il problema dell'occupazione e non ci sarebbero nemmeno più sussidi di disoccupazione da pagare; un grande risparmio per lo Stato.
Il volontario, prima di iniziare l'attività, dovrà firmare un contratto con il datore di lavoro, per stabilire quanti anni è disposto a lavorare in quell'azienda. Durante questi anni deve garantire la propria presenza sul posto. Scaduto il contratto, potrà decidere di smettere e ritornare a vivere con il proprio vitalizio. Lo stipendio dovrà essere adeguato alle ore di lavoro eseguito in una giornata. E questo riguarda tutti i tipi di professione: dallo spazzino, all'agricoltore, al manager e al politico: più ore di lavoro fai, più guadagni.
E per le pensioni di vecchiaia? Nessun problema! I 1000 euro di vitalizio sono già una pensione; quindi questo sarà un altro risparmio per lo Stato. Naturalmente. il lavoratore volontario avrà qualcosa di più, dopo avere versato (facoltativamente) contributi ad una assicurazione a scelta.

Un'idea irrealizzabile? No, non credo. Ci vorrebbe un altro modo di pensare e una voglia di sperimentare nuovi metodi per gestire un paese. La nostra società, come è gestita ora, è un fallimento. C'è il troppo da una parte e il poco dall'altra: la bilancia non è mai equilibrata. E un po' di felicità per tutti non guasterebbe.

 
 
 

L'aforisma

Post n°28 pubblicato il 20 Gennaio 2013 da fossing
 

 


"NON CERCO CONFERME ALLE MIE IDEE, MA QUALCOSA DI TALMENTE CONVINCENTE CHE RIESCA A FARMELE CAMBIARE".
 
 
 

Il pensiero

Post n°27 pubblicato il 14 Gennaio 2013 da fossing
 

 APPUNTI PER UNA SOCIETA' VERAMENTE LIBERA E DEMOCRATICA

IL LAVORO

(Seconda parte)

Una vita da moscone





C'è stato un tempo (più di 3 milioni di anni fa) in cui l'uomo viveva solo per se stesso. Se andava a caccia, raccoglieva un frutto o costruiva qualcosa con le proprie mani, lo faceva solo per uno scopo personale, seguendo il proprio istinto. 
Era un periodo in cui lo sfruttamento non esisteva ancora, in cui gli esseri umani erano totalmente liberi da qualsiasi forma di legame con i loro simili. Ognuno viveva la propria esistenza singolarmente senza bisogno di produrre per altri, ma solo per le proprie esigenze: un individuo completamente autarchico e libero.
La schiavitù dell'uomo, comincia quando il singolo diventa "animale sociale". La mente umana a questo punto comincia a  ragionare come gruppo e non più come "mente individuale". Se diventi parte di un gruppo, di una società, devi stare a delle regole. Devi obbedire a qualcuno, devi lavorare anche per gli altri e non solo per te stesso: da qui cominciano a nascere i problemi, le preoccupazioni, le ansie. 
Quello che prima era un essere felice, nel suo ambiente naturale e primitivo, senza pensieri, a cui bastava alzare una mano per raccogliere un frutto per nutrirsi e poi riposare tutto il giorno sotto un albero, ora è un essere infelice intrappolato nella gabbia della società. 
Giorgio Gaber, in una canzone diceva: "La libertà non è star sopra un albero...non è neanche il volo di un moscone". Io credo invece che un moscone sia molto più libero di qualsiasi uomo oggi viva sulla terra. E' uno degli esseri più semplici che esistano e non ha bisogno di nulla. La sua vita dura circa due o tre settimane, ma se ne frega pure della morte. Dovremmo imparare molto dai mosconi. 
L'uomo può vivere anche fino a 90 anni, ma non ha più il tempo di viverne l'essenza! Quanto tempo sprechiamo da bambini andando a scuola? Minimo undici anni. E poi al lavoro fino a più di 60 anni; e se non troviamo lavoro viviamo nella povertà e nella disperazione. Che vita è questa? 
Meglio vivere due settimane da moscone o cento anni da uomo? A voi la scelta... 
Quando dico che dai mosconi c'e' tanto da imparare, intendo che dovremmo recuperare un po' della semplicità che abbiamo perduto: stiamo assomigliando sempre di più a degli ingranaggi e non ce ne rendiamo conto.

 
 
 

Il pensiero

Post n°26 pubblicato il 09 Gennaio 2013 da fossing
 

 APPUNTI PER UNA SOCIETA' VERAMENTE LIBERA E DEMOCRATICA

IL LAVORO

(Prima parte)




Una domanda che mi pongo spesso è questa: "E' possibile vivere dignitosamente, in una società dove sia abolito il lavoro"? Qualcuno direbbe che è una cosa assurda. Invece io penso che con una mentalità diversa e più evoluta da quella dell'uomo odierno, si possa costruire un mondo dove non ci siano obblighi e dove la libertà dell'individuo sia messa al primo posto.
Il primo articolo della costituzione italiana, è il più squallido di tutte le costituzioni degli Stati del mondo: "L'Italia è una repubblica fondata sul lavoro"! Ma vi rendete conto quanti danni può provocare, o per meglio dire, ha già provocato questa frase? Di quanti suicidi è responsabile? E' entrata nella psiche degli italiani come un macigno: "Se non trovo un lavoro, per lo Stato sono una nullità"! A me, sinceramente, ha sempre fatto venire l'ansia. E non parliamo poi della disoccupazione, che rende questo articolo ridicolo e falso.
La mia società ideale dovrebbe essere fondata sulla "Libertà individuale"! Cioè la libertà di decidere come comportarmi e come agire, ascoltando solo la mia coscienza: senza politici o censori che mettano una sbarra sulla mia strada. E in tutto questo esigo anche la libertà di decidere di non lavorare ed essere mantenuto con un vitalizio dallo Stato!
Più avanti spiegherò come sia possibile e facilmente attuabile.

 
 
 

L'aforisma

Post n°24 pubblicato il 27 Ottobre 2012 da fossing
 

"UNA DELLE GRAVI MALATTIE DEL NOSTRO TEMPO, LA PIU' CONTAGIOSA E DIFFICILE DA DEBELLARE, E' LA NORMALITA'".

 
 
 

Il sogno

Post n°23 pubblicato il 27 Ottobre 2012 da fossing
 


SOGNI

(Terza parte)






IO ED IL MONACO

Sono in riva ad un fiume con altre due persone: un ragazzo, di cui non riesco bene a visualizzare il viso ed un vecchio monaco buddhista. 
Dobbiamo caricare dei misteriosi pacchetti avvolti uno ad uno con un nastro adesivo nero, su una barca ancorata al bordo del fiume. Finito il lavoro io ed il monaco saliamo sull’imbarcazione, mentre l’altro ragazzo resta a terra. Il vecchio prende due remi e comincia a remare stando in piedi; sembra molto esperto. Il nostro compito e’ di arrivare dall’altra parte del fiume, dove c’e’ una grande isola...Il fiume è molto calmo.
Arriviamo sull’isola e scendiamo dalla barca, lasciando incustoditi i pacchetti caricati in precedenza. 
Seguo l'anziano mistico, che sta prendendo un sentiero molto ripido che porta sulla cima di una collina. La strada da percorrere è tanta e tutta in salita. 
A metà strada ci fermiamo per riposarci e ci sediamo su uno spazio erboso. Siamo tutti e due a testa bassa e in silenzio, come se stessimo meditando.
Il monaco alza la testa e mi sussurra una frase: “Sono sceso cento volte e cento volte mi avete ucciso”. Lo guardo stupito, perchè non ho idea di cosa stia parlando.
All’improvviso, dietro di noi, sull'altura da raggiungere, si è accesa una luce fortissima ed accecante. Ci voltiamo di colpo per capire che cosa stia succedendo; dietro questa luce c’e’ qualcosa: una croce con un uomo inchiodato su di essa. Mi giro verso il monaco, ma intanto è sparito. Cerco di arrivare da solo sul luogo del mistero, per capirci qualcosa.
Giunto alla meta, ritrovo il mio vecchio compagno di viaggio crocifisso come un Gesù Cristo.
Preso dallo sgomento, corro velocemente giù per la collina.
La corsa è accompagnata da una musica. Una colonna sonora finale nello stile dei film Kolossal degli anni '50 e '60. Una musica maestosa, solenne.

 
 
 

L'aforisma

Post n°21 pubblicato il 09 Ottobre 2012 da fossing
 

"L'ETERNO ERRORE DEL SUICIDA, STA NELL'IGNORARE L'INARRESTABILE EVOLVERSI DELLE VICENDE DELLA VITA".

 
 
 

Il pensiero

Post n°18 pubblicato il 25 Settembre 2012 da fossing
 


SECONDO PENSIERO


 

Non importa cosa fai nella vita. Anche se tu commettessi il più grave reato della storia dell'umanità, se la tua coscienza si sente a posto e sei sicuro che quella era la cosa migliore da fare, allora va tutto bene. Se per la giustizia umana sei un criminale, non è detto che tu lo sia anche per la legge universale.

 
 
 

La teoria

Post n°17 pubblicato il 17 Settembre 2012 da fossing
 

L'UNICA VERITA', E' CHE NON ESISTE UNA VERITA'.






Ogni giorno, mi trovo di fronte a gente che vuole a tutti i costi imporre il proprio pensiero; non un'opinione personale, ma una presunta verità, che per loro è assoluta. Queste persone, se riuscissero a prendere il potere in uno Stato non democratico, diventerebbero sicuramente dei tiranni. In politica, in famiglia , sul lavoro, nella religione, tutti credono che la ragione stia dalla loro parte.

Ho frequentato per tre anni un centro buddhista, dove il rispetto per l'essere umano dovrebbe essere al primo posto; dove il concetto di verità assoluta non dovrebbe esistere. Il primo giorno pensai di aver trovato il paradiso, il luogo giusto, il mio posto ideale...Dopo qualche mese, mi trovai nel bel mezzo di un litigio! Gente che si stava scannando, perchè una parte non accettava le idee dell'altra. E' una fortuna che non siano arrivati alle mani. Il risultato di tutto questo, fu una separazione dei due gruppi. Mi trovai a dover scegliere da che parte stare. Ma la mia soluzione, dettata dai miei dubbi su chi avesse ragione o torto, fu quella di andarmene e non tornare più. In caso avessi scelto uno dei due gruppi, avrei dato torto all'altro. Ed io non ho idea dove stiano il torto e la ragione.
Di menzogne su Dio se ne sono dette tante: servono per quietare la massa. Ho sentito il papa dire che: "Dio ama la chiesa cattolica". Questo vuol dire forse che il papa è in contatto telefonicamente con il creatore? Oppure si incontrano in segreto? A parte gli scherzi, qualcuno sicuramente ha creduto a questa, chiamiamola, "falsa verità". Quando qualcuno è troppo attaccato alla propria religione, non è più libero di pensare; è come se il suo pensiero fosse chiuso in una gabbia, mentre qualcuno fuori lo sta ammaestrando.
Non c'è molta differenza tra la religione e la politica. Un esempio lo abbiamo in Italia: questa eterna e stupida lotta tra partiti di destra e di sinistra, che cercano da secoli di annientarsi fra di loro. Vecchi rancori non ancora assopiti, che poi vengono trasmessi alla massa attraverso la televisione e i giornali. E' facile indottrinare la gente in questo modo: basta una buona favella e un canale televisivo come mezzo di diffusione ed il gioco è fatto. E' come se ci servissero le loro certezze su un piatto d'argento: "Mangiatene pure! Questa è la verità". 
Ma cos'è questo bisogno di aggrapparsi continuamente alle idee, agli sbagli e alle verità degli altri? E questo appiccicarsi addosso delle etichette? Io sono comunista, io sono fascista, io sono cattolico, io sono protestante...Perchè nessuno pensa ad essere solamente se stesso?
Credo che la cosiddetta "Verità" dell'essere umano, qualsiasi essa sia, non abbia nessun valore. E' ingenuo chi crede di conoscerla. Nemmeno ciò che ho scritto fino ad ora è una certezza. 
L'unica verità, è che non esiste una verità! 

 
 
 

Il dubbio

Post n°16 pubblicato il 16 Settembre 2012 da fossing
 

DA CHE PARTE STA LA VERITA'?






Ci sono cento persone in una stanza, che stanno ammirando una statua. Cinquanta persone dicono che è bella e le altre cinquanta dicono che è brutta. Come facciamo a capire dove sta la verità? E se ci fossero 51 persone che apprezzano la statua, e 49 persone che la disprezzano? Potremmo dire che la statua è bella, perché la maggioranza ha dato giudizio positivo?

 
 
 

La teoria

Post n°15 pubblicato il 12 Settembre 2012 da fossing
 

L'ARCA DI NOE'

(Analisi semiseria del celebre racconto della Bibbia)




Il capitolo sesto della genesi, ci presenta un Dio deluso e pentito di aver creato l'uomo e non solo: anche gli uccelli, i rettili e tutti gli esseri viventi della terra. Da qui (impaziente ed annoiato) prende una decisione drastica: un diluvio universale! Una pioggia incessante che duri 40 giorni e 40 notti, per fare un po' di pulizia sul pianeta. E pensate che siamo solo alla genesi, quando il mondo era ancora agli inizi: come sarà al giorno d'oggi l'umore di Dio? 

A questo punto, vorrei uscire un attimo dalla leggenda e cercare di immaginare cosa provocò in realtà questo diluvio che spazzò via tutto il genere umano, tranne Noe', i suoi figli e alcune specie di animali.
Probabilmente non fu proprio un diluvio, ma una enorme inondazione provocata dallo scioglimento dei ghiacci a causa di un improvviso innalzamento della temperatura, dopo un lungo periodo di glaciazione. Oppure c'è anche chi ipotizza che sia stata una lunghissima nevicata che durò per giorni, e sciogliendosi inondò gran parte della terra. Io propendo per la prima ipotesi.
Il vecchio Noè, che non era uno stupido, aveva previsto tutto e informò la moglie ed i figli esclamando: "Qui si costruisce un'arca o si muore! Chiediamo aiuto a Dio! In 6 giorni ha costruito l'universo; Cosa volete che sia una semplice imbarcazione"? Fu così che Dio (il primo ingegnere della storia) diede istruzioni a Noè. Infatti, com'è scritto nei versetti 14, 15 e 16 del sesto capitolo della genesi, si rivolge al patriarca dicendo: "Usa dei legnami piallati. Fai nell'arca delle piccole stanze e la invernicerai di bitume dentro e fuori. La lunghezza dell'arca sarà di trecento cubiti, la larghezza di cinquanta cubiti, l'altezza di trenta. Farai nell'arca una finestra, e il tetto farai che vada alzandosi fino a un cubito; farai poi di lato una porta; vi farai un piano di fondo, un secondo piano e un terzo piano". 
Un bel lavoraccio! La storia non lo dice, ma si narra che Dio sbagliò a calcolare le misure della porta, così Noe' ebbe dei problemi quando, nel far salire gli animali, gli si presentò davanti il mammuth.
Ma poi, siamo sicuri che il vecchio caricò sulla nave tutta quella massa di animali per salvarli dall'estinzione? Non era un carico troppo esagerato? Sarebbe affondata! E per sfamarli? Secondo una mia ipotesi prese pochi animali, gli indispensabili, in caso non fossero bastate le riserve di cibo. Qualche gallina per le uova, qualche pecora per il latte. Non dimentichiamo che Noè era un agricoltore! Probabilmente prima del diluvio, aveva un allevamento di animali e per garantirne la sopravvivenza li fece entrare nell'arca.
E quando tutto fu pronto, Dio mandò la pioggia. Di li a poco l'acqua cominciò a salire ed una enorme inondazione travolse case, bestie e persone. Nessuno scampò allo spaventoso disastro: tranne l'equipaggio della grande imbarcazione. Ma io sono sicuro che qualcuno si salvò! Quando Noè dopo 40 giorni aprì la finestra, mandò un corvo in ricognizione, per controllare se le acque si fossero abbassate: ma non fece ritorno! E dopo di lui mandò fuori per tre volte una colomba. La prima volta tornò a becco vuoto...La seconda con un ramoscello di ulivo...E la terza non tornò più: questo era segno che la terra oramai era asciutta; ma anche che qualche sopravvissuto affamato, si mangiò sia il corvo che la colomba. 
La cosa più interessante di questa straordinaria vicenda, sta nel versetto 21 dell'ottavo capitolo del libro della genesi: Dio, il creatore, l'essere perfetto e infallibile per la prima volta ammette un suo errore! E come se volesse scusarsi, dopo il diluvio si rivolge a Noè : "Io non maledirò mai più la terra per le colpe degli uomini; perocchè i sentimenti e i pensieri del cuor umano sono inclinati al male fin dall'adolescenza...". 
Sono convinto che l'onnipotente commise due errori! Il primo errore fu nella creazione: possibile che non avesse capito prima di allora di aver creato degli esseri in cui il bene e il male non possono essere divisi, poichè sono un tutt'uno, due facce della stessa medaglia? Se Dio fece l'uomo a sua immagine e somiglianza, possiamo dire che lui stesso e' il bene ma anche il male? 
Il secondo errore, fu proprio l'aver sterminato uomini ed animali con questo inutile diluvio universale, pensando magari, ingenuamente, che le future generazioni (venute dopo il patriarca Noè, che era considerato il più giusto tra gli uomini) sarebbero state migliori.

 
 
 

Il pensiero

Post n°14 pubblicato il 10 Settembre 2012 da fossing
 

UN PENSIERO








CREDO CHE L'UNICO MODO VERAMENTE ALTERNATIVO, REAZIONARIO E ANTIBORGHESE PER FESTEGGIARE LA FINE DI QUESTO ANNO, SIA STARSENE A LETTO.

 
 
 
 

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