frapeaceio tu egli noi voi essi |
TAG
AREA PERSONALE
COLONNA SONORA
ULTIMI COMMENTI
I MIEI BLOG AMICI
- la posta del cuore
- la stramba
- E' TEMPO.....
- VOCI DAL MICROCOSMO
- Dentro il cassetto
- ass.amorepsiche
- Grapewine
- per tutti
- kalòn
- orientamento
- Poesie, scritti...
- eternity
- CAFFE AMARO
- Anima di cristallo
- POLVERE DI STELLE
- luci e ombre
- Cuore e regole
- Il lungo viaggio
- Una donna coraggiosa
- Per non dimenticare
- La Sveglia
- GESU!!!
- Fede in Gesù Cristo
- Anime in penombra
- i ricordi del cuore
- Gringo
- no alla crudeltà
- Krizybios blog
- Un poco de todo.
- SINDROME DEL QTLungo
- *Canto nella Notte*
- tracce di me
- psicologia forense
- ILPUNGOLO
- di nuovo tutti qui
- ViVa la Vita
- IGNORANTECONSAPEVOLE
- Pensieri in liberta
- compulsione
- Gli Internauti
|
Post n°306 pubblicato il 29 Aprile 2013 da frapeace
NB Ciò che è contenuto nel seguente articolo è frutto di supposizioni nate dalla costatazione oggettiva di alcune fonti storiche e di cronanca ed esperienze personali. Il Gang Stalking è un azione persecutoria organizzata ai danni di un "Individuo Bersaglio" o "Target Individual" che si perpetra atraverso un insieme di atti ostili non sigolarmente imputabili come reati o violenze esplicite ma che nell'insieme risultano essere pesantemente lesive per salute psichica e fisica della vittima.L'azione vessatoria protatta per più di sei mesi induce alla sindrome da disadattamento, la quale può provacare crisi di panico, attacchi d'ansia, insonnia, comportamenti ossessivi-compulsivi, e nei casi più gravi indurre al suicidio o all'omicidio. Gli obiettvi che esso si prefigge sono il condizionamento degli individui, il loro controllo o eliminazione attraverso l'induzione alla paranoia (follia) o al suicidio. Il Gang Stalking ha molte somiglianza con il Mobbing con la differenza che quest'ultimo viene praticato sul posto di lavoro mentre il secondo abbraccia ogni momento della vita del perseguitato. Il Gang Stalking è praticato e coordinato da organizzazioni di intelligence statali e parastatali per perseguire le motivazioni suddette. Esistono anche fenomeni spontanei di Gang Stalking, probabilmente formati da gruppi che hanno precedentemente lavorato per lo stato o le organizzazioni che l'hanno praticato, si tratta di "organizazioni canaglia" che operano secondo criteri del tutto arbitrari. Molti sono i messaggi trasmessi attraverso simboli, gesti, parole, sguardi, che gli Stalker si scambiano fra di loro per coordinarsi. la "segnaletica" più utilizzata è quella organizzata dalla STASI (servizi di inetelligence Germania Est), ma vengono presi in prestito anche il linguaggio sportivo (Calcio, Baseball, ecc.), quello di alcuni mestieri o altro ancora. Ad esempio, sorpassare a piedi il bersaglio, soffiarsi il naso, colpi tosse artificiali, puntare il piede, sono modi per far capire ai gruppi di stalking organizzato chi è il bersaglio e come si sta muovendo.
Gli Stalkers sono ben attenti a non usare mai il linguaggio diretto, hanno infatti il terrore di essere puniti, da chi li ha arruolati, con gli stessi metodi che usano contro il loro bersaglio.
Questi gruppi si possono attivare per divertimento, fanatismo religioso o settario, persecuzione di genere, di razza, apartenenza politica, ecc. Probabilmente anche la pratica del malocchio e della magia nera si servono di questi mezzi per ottenere efficacia sulle vittime. Come in un perverso gioco di scatole cinesi, i gruppi di stalkers operano a più livelli con diversi gradi di consapevolezza degli obbiettivi del nucleo d'elite, così come avviene per diverse organizzazioni terroristiche o segrete. Le origini di questo tipo di vessazione organizzata deve essere individuata nelle ricerche compiute su cavie umane dai servizi di intelligence di diversi stati, tra cui USA, ex URSS, Germania Est, ecc. Gli obbiettivi sono stati sempre quelli di individuare un metodo efficace e discreto per ottenere agenti segreti disposti a tutto, eliminare dissidenti, estorcere segreti, controllare individui ed indurli a compiere qualsiasi tipo di azioni o eliminare persone che rappresentavano una minaccia all'elite di potere di turno, in poche parole: controllo mentale. Tristemente celebri sono le operazioni dell'organizzazione governativa Cointelpro, Red Squad (USA), o della STASI (Germania Est) per le quali venivano reclutati cittadini di ogni strato sociale, la maggioranza di questi erano tenuti all'oscuro dei veri obbiettivi e convinti di essere paladini della giustizia o eroici agenti segreti, il loro scopo era quello di fornire informazioni sul bersaglio o segnalare altre possibili vittime. Operazioni simili sono state segnalate in tutto il mondo. Uno dei casi più documentati può essere individuato nel programma del progetto MK ULTRA, segreto e poi divulgato dal coraggioso presidente Clinton, in esso erano previsti esperimenti (a volte vere atrocità) volti a scoprire metodi per il controllo ed il condizionamento degli essere umani. E'noto, inoltre, che tecniche di controllo mentale e lavaggio del cervello sono state utilizzate da diverse sette e organizzazioni terroristiche.
Il Target Individual, accortosi della tortura a cui è sottoposto, si trova a vivere un vero e proprio incubo. Cerca di scoprire le motivazioni di quello che gli sta succedendo senza poterne venire a capo, vorrebbe parlarne ma sa che nessuno gli crederebbe. La sua mente si sforza inutilmente di trovare delle soluzioni ma senza successo. Paranoia, raptus omicidi/suicidi sono i terribili effetti che possono conseguire.
I metodi attraverso cui viene perpetrato il programma di persecuzione organizzata. Reclutamento del gruppo di Gang Stalker: pregiudicati, volontari, civili, familiari, seguaci di leader carismatici a capo di movimenti o sette. LA leva usata è il ricatto, il denaro, la promessa di ricompense di altro tipo, la paura che questo tipo di gruppi incutono.In genere non sanno quali siano i veri obbiettivi dell'azione vessatoria i quali sono ben chiari solo all'elite che programma la tortura, si limitano a fornire informazioni o a eseguire piccoli ordini: avvicinarsi al bersaglio e ridere, fischiare, urtarlo, parlare a telefono ad alta voce, ignorare palesemente la sua presenza, ecc. Alcune tecniche vessatorie. Ipersensibilizzazione a uno stimolo - o bottone - (legare un segno visivo o acustico a un'esperienza traumatica che di solito consiste nelle ripetizione ossessionante di detto stimolo: fischio, saluto, parola, colore, oggetto, ecc...) che possa essere facilmente ripetuta negli ambienti quotidiani senza dare nell'occhio, casa, luogo di lavoro, strada, posti frequentati dal bersaglio. Ogni volta che il bersaglio recepisce uno stimolo a cui è stato sensibilizzato ricorda la realtà drammatica in cui è immerso così che ne sente sempre più il peso e l'oppressione. Teatro di strada: gli stalkers, dopo aver lanciato uno stimolo sensibile al Bersaglio per attirare la sua attenzione mettono in atto un discorso o scena il cui messaggio verrà interpretato dal soggetto come rivolto a lui; generalmente si tratta di contenuti ostili. Brighting: il pedinaggio è la persecuzione del soggetto si pratica anche in macchina. Il Doppio lampeggio usato come stimolo persecutorio, suoni di clacson ingiustificati, il seguire a strettissima distanza il bersaglio, operazioni coordinate per convogliare il traffico e altro ancora. Specchio deforme: qualcuno imita il modo di fare e di agire del bersaglio in chiave offensiva o denigratoria o al fine di indurgli altro condizionamento. Sabotaggio: nei casi più gravi il gruppo di Gang Stalking arriva a manomettere l'abitazione, i veicoli e l'attrezzatura usata dal bersaglio per stressarlo in ogni momento della sua vita. Privazione del sonno: diversi espedienti vengono utilizzati per privare il bersaglio del sonno. Messaggi Subliminali: la zona perferica del nostro campo visivo percipisce le immagini sono a livello inconscio. Proprio per questa viene utilizzata dagli stalker per lanciare messaggi subliminali di tipo visivo. Si tratta di smorfie che inducono determinati stati d'animo che nello stolking sono sempre ostili e negativi. Sabotaggio: nei casi più gravi il gruppo di Gang Stalking arriva a manomettere l'abitazione, i veicoli e l'attrezzatura usata dal bersaglio per stressarlo in ogni momento della sua vita. Adunata (o flash mob) degli stalkers nel luogo dove è previsto l'arrivo del bersaglio Falsa speranza: a volte si illude il bersaglio che la vessazione sia cessata solo per frustrare le sue speranze, fino a quando questi non nutrirà più nessuna aspettativa di salvezza. Distruzione della vita affettiva: gli stalkers si adoperano per disintegrare la vita affettiva della loro vittima, se il bersaglio ha un partner si elaborano delle strategie per farlo allontanare da questi. Se il bersaglio è single lo si illude di aver trovato una persona che lo ama ma si tratta solo di inganno utile a ferirlo ulteriormente. Privazioni di mezzi e risorse: per rendere più facile l'organizzazione delle operazini vessatorie si limitano le possibilità di spostamento del bersaglio. Molti TI vengono ridotti a senza fissa dimora. Distruzione dell'autostima: il bersaglio è di continuo colpito con messaggi che lo conducono alla disistima di se stesso. Sensi di colpa: il bersaglio viene indotto a pensare che le violenze subite siano giustificate, questo matura in esso un senso di colpa che lo favorisce nelle scelte autolesioniste e riduce la sua capacità di resistenza alle azioni vessatorie. Diffusione di calunnie o di fatti intimi e personali del bersaglio presso il vicinato e il posto di lavoro. Ricatto da tortura: Quando lo stress è al culmine gli Stalkers possono suggerire al bersaglio un'azione da compiere che verrà interpretata da questi come l'unica via d'uscita per smettere di soffrire. Potrebbe essere chiesta qualsiasi cosa. Si comincia da cose semplici senza sapere dove si possa andare a finire. Giocare a pallone: diversi gruppi di stalker possono operare per motivazioni diverse sullo stesso bersaglio in modo da confondere le eventuali indagini o tentativi di ricostruzioni. Esempio: un gruppo si preoccupa di spingere la vittima a fare una determinata azione sotto la leva delle vessazioni al lavoro, mentre un altro, nel vicinato, fa lo stesso per un altra motivazione. Lo scopo unico è aumentare sempre più lo stress del bersaglio. Gaslight: Il gaslighting è un'espressione di violenza psicologica dagli effetti devastanti. Essa prende il nome da un celebre film del 1944 (Gaslight, di Georg Cukor) in cui questa forma di crudeltà è illustrata molto bene: il manipolatore fa credere alla vittima di percepire la realtà im maniera deformata regolando le lampade a gas in maniera sempre diversa e contraddicendo la reazione e i giudizi dell' oggetto della sua violenza. Gaslighter è colui che manipola la mente della sua vittima. La violenza viene messa in atto inducendo la vittima a dubitare fortemente dei suoi giudizi e, in genere, sulla sua percezione della realtà, così da portarlo gradualmente a credere di non avere un' idea affidabile e oggettiva di ciò che lo circonda, questo comincerà pian piano a credere di stare impazzendo. Come aiutare un Individuo Bersaglio 1) Se ci si accorge che qualcuno è vittima di questo tipo vessazione organizzata stare a attenti a non farsi vedere troppo insieme.2) Indirizzare discretamente verso siti che informano correttamente su questo tipo di problematiche 3) indirizzare discretamente verso associazioni di vittime del Gang Stalking 4) Scrivere un articolo oggettivo sul Gang Stalking, la consapevolezza di essere vittime di questo tipo di persecuzione aiuta molto le vittime, inoltre è tempo di sensibilizzare l'opinione pubblica, sperando che le istituzioni competenti se ne occupino. Cosa dice la legge? Il Reato di atti persecutori (o stalking) , In Italia, da parte di singoli o di gruppi, è punibile penalmente con la reclusione dai 6 mesi ai 4 anni. Il reato di istigazione o partecipazione al suicidio, in Italia, è punibile con una pena dai 5-12. Il mobbing, nonostante il suo carattere gravemente lesivo e la sua assimibilità allo stalking, ancora non è un reato, ma In Italia sono state emesse diverse sentenze che hanno concesso alle vittime un risarcimento. In Italia non esiste una legge che condanni la tortura ma i singoli atti lesivi della morale e del corpo che essa comporta possono essere imputabili di reato. Cosa dice la fede? « Non uccidere » (Es 20,13). « Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: Chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio » (Mt 5,21-22). Catechismo della Chiesa Cattolica al 2269 Il quinto comandamento proibisce qualsiasi azione fatta con l'intenzione di provocare indirettamente la morte di una persona. La legge morale vieta tanto di esporre qualcuno ad un rischio mortale senza grave motivo, quanto di rifiutare l'assistenza ad una persona in pericolo.... ...L'omicidio involontario non è moralmente imputabile. Ma non si è scagionati da una colpa grave qualora, senza motivi proporzionati, si è agito in modo tale da causare la morte, anche senza l'intenzione di provocarla. Anche se in passato i cristiani, a causa di ignoranza e debolezza umana, si sono macchiati di crimini contro l'umanità come la tortura e l'omicidio, oggi il Magistero che è la voce autorevole della Chiesa, depreca e condanna l'uso della violenza fisica e psicologica per qualsiasi fine. Il Gang Stalking è una tortura e come tale offende l'umanità e Dio. Elenco di alcuni diritti umani negati alle vittime di gang stalking (Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo) Negato il diritto alla libertà in quanto questa pratica condiziona pesantamente tutte le scelte quotidiane e spesso prevede la coercizione del bersaglio nell'eseguira determinate azioni o ad assumere atteggiamenti da lui non liberamente scelti. Cfr: art 1, 2, 3, 4,5. Negato il diritto alla vita relazionale e sociale, in quanto il tipo di stress a cui è sottoposto lindividuo bersaglio lo sfiducia fortemente in questa direzione ed è mirato ad ottener eil suo isolamento. Art 16, 20, 12. Negato il diritto alla salute e alla sicurezza sociale: lo stress prodotto dal Gang Stalking è una vera arma "psicologica" che priva la vittima, prima della sua salute pscichica e poi di quella fisica; il fatto che non esistano leggi che regolino il fenomeno rende chiunque espsoto a questo rischio, è dunque anche un problema di sicurezza sociale. Art 22, 28, 5. Negato il diritto alla privacy: art 12 |
|
E’ successo a P. (CB) , primo pomeriggio, un uomo di 62 anni (di cui non citerò il nome per rispetto al dolore dei familiari) è stato trovato impiccato nel suo garage... La salma è stata composta presso l’obitorio del paese dopo che le indagini svolte dai carabinieri hanno accertato il suicidio dell’uomo. I familiari sono comprensibilmente sconvolti e sorpresi dall’avvenimento e noi non possiamo che unirci alla loro sofferenza. Certo è che condividere il dolore di qualcuno non vuol dire formulare una semplice frase di circostanza ed è proprio per questo che dobbiamo farci “ferire” da simili notizie. Se restassimo ciechi ed indifferenti rispetto a tutto quello che di brutto ci capita attorno nulla avrebbe mai la possibilità di cambiare.Proprio per questo tali eventi non possono restare inosservati ma devono ferirci, farci male, tirarci fuori dalla paralisi dell’indifferenza. Madre Teresa di Calcutta affermò una volta che la lebbra dell’occidente è la solitudine, un male che colpisce milioni di persone mietendo sempre troppe vittime, una, malattia per cui non esistono farmaci ma un unico e semplice rimedio: l’affetto di qualcuno. Forse abbiamo trovato il micidiale killer che ha colpito questa persona ma sarà impossibile arrestarlo o fermarlo se prima non lo individuiamo dentro di noi per combatterlo nelle scelte che facciamo attimo dopo attimo. Spesso scegliamo la gente in base al suo successo nella vita o per la possibilità che ha di darci qualcosa, ma bisogna essere consapevoli che accanto le stelle che brillano ce ne sono altre apparentemente spente perché coperte da un velo tessuto di tristezza e amarezza che lungo gli anni si è accumulato, pazienza e amore possono far si che questi astri tornino a brillare. |
|
Fra Umberto Panipucci Articolo Apparso Sabato 11 Giugno 2011 su "Il Nuovo Molise"
|
|
Articolo apparso: 08/06/2011 sul "Nuovo Molise" Fr. Umberto Panipucci Non credevo potesse realizzarsi una simile situazione, nove pazienti in dialisi hanno deciso di astenersi dalle cure necessarie dopo aver saputo che l’ospedale (il “Caracciolo” ad Agnone) presso cui sono assistiti non avrebbe più garantito loro un medico reperibile 24 ore su 24. Per fortuna tutto si è risolto il giorno dopo la drammatica protesta.Questa preoccupante situazione è un esempio degli effetti dovuti al taglio delle risorse economiche previsto dalla “ristrutturazione” della sanità molisana. Cosa può aver spinto persone così bisognose di cure ad un gesto tanto estremo se non il disperato bisogno di manifestare il proprio disagio? Certo è che questa gente non si è sentita garantita nel diritto alla salute e non si può restare indifferenti ad un segnale così forte. Basti pensare che la dialisi è la sostituzione del compito dei nostri reni che quando per una qualsiasi ragione smettono di funzionare non permettono l’eliminazione di scorie e liquidi che altrimenti avvelenerebbero il nostro organismo. Possiamo facilmente immaginare a quali rischi si sarebbe sottoposto chi si fosse privato di questo particolare trattamento pur avendone urgente necessità. Senza un’assistenza medica adeguata queste persone, a ragione, sentono la loro vita a rischio. Questa convinzione è talmente forte che non hanno esitato a rendere manifesto tale disagio attraverso un gesto così radicale e pericoloso. Un simile evento non può che lasciarci un inquietante interrogativo: quanto è a rischio il nostro diritto alla salute? Concludo citando il messaggio rivolto agli operatori sanitari nel 2010 da Benedetto XVI: “E' necessario operare con maggiore impegno a tutti ilivelli affinché il diritto alla salute sia reso effettivo, favorendo l`accesso alle cure sanitarie primarie».
|
|
Articolo Apparso il 9 Giugno su "Il Nuovo Molise".
Fr. Umberto Panipucci
|
|
|
|
Articolo apparso su "Il Nuovo Molise" del 02/03/2011 Ciò che decide il contenuto delle grandi produzioni massmediatiche nella quasi totalità dei casi è determinato esclusivamente da ciò che fa lievitare l'audience, per il semplice motivo che questa influisce direttamente sui profitti ricavabili dalla vendita degli spazi pubblicitari. Niente di male a ricavare guadagni dai propri investimenti, niente di male se questo ne stimola di nuovi e produce occupazione. Il problema dunque resta:“può essere la sola la logica della massimalizzazione dei profittia guidare tutto”? La risposta è proprio quella che vi aspettate: no. Se i valori fondamentali vengono relativizzati qualsiasi sistema organizzato è una macchina che guida alla cieca, un pericolo pertutti. Un rischio che anche il mondo dell'informazione può correre. Dopo 7 mesi dalla sua scomparsa, la storia della povera Sarah continua ad essere sviscerata e riproposta senza alcuna pubblica utilità se non quella di apparire come un complicato ed avvincente giallo dai protagonisti reali. Converrete con me che questa non può essere informazione ma la sua spettacolarizzazione più triste.Purtroppo niente cambierà finchè non impareremo a cambiare canale, quando occorre. Si perchè è la nostra audience che premia un programma piuttosto che un altro e ispira i palinsesti televisivi. Il ritrovamento del corpo Yara rianimerà l'attenzione dei media che cercheranno di riottenere lo stesso successo mediatico incassato con la vicenda di Sarah. Si riproporrà lo stesso clichè, quello della vittima e del mostro che mette tutti contro uno e alimenta quel senso di giustizia “forcaiola” che poco giova a quella vera. Io personalmente, prima da uomo poi da battezzato, infine da consacrato, non posso esimermi dal manifestare la mia disapprovazione. L'informazione non può piegarsi tanto alle censure quanto ai gusti della gente, più che mai quando sono discutibili. Contribuite a costruire i vostri media con uno zapping illuminato dal senso del rispetto, lo stesso che giustamente dobbiamo alle vicende di Yara eSarah. Fra Umberto Panipucci |
|
Post n°294 pubblicato il 01 Marzo 2011 da frapeace
|
|
All'opinione pubblica non interessa molto ma questo problema esiste proprio come la "gente" che lo genera. |
|
Articolo apparso su "Il Nuovo Molise" il 25/02/11 In questi giorni è alla ribalta della cronaca la vicenda legata alle condizioni in cui sono costretti avivere i circa 300 ospiti del canile di Poggio Sannita. La condanna sale unanime dall'opinione pubblica, tanta atrocità non è giustificabile. Ma qui il nostro intento non è ripetere quello che la cronaca ed i telegiornali continuano a farci sapere, ma piuttosto cogliere ciò che questo singolo evento ha da dire per tutti gli altri che gli somigliano. La gloria di Dio, diceva sant'Ireneo è l'uomo vivente. Si, perché è all'umanità che l'Altissimo ha concesso il compito di regnare sulla creazione. Questo privilegio ha però in se grandi responsabilità se si considera che il modello di regalità che la storia della salvezza ci tramanda è quello di Gesù, decisamente ben distante dal cinico spadroneggiare a cui invece siamo tristemente abituati. L'uomo, che ha smarrito la stima dei valori fondamentali, non è solo “lupo” di se stesso ma anche di tuttociò che può depredare. San Francesco sapeva sentirsi fratello anche delle più umili creature, perfino del vento e delle stelle, il suo amore, che pur sapeva fare le giuste distinzioni, non sapeva alzare muri e abbracciava tutto. L'umanità, quella più nobile, sa anche indignarsi dell'ingiustizia, dell'abuso, sa dire no e denunciare. Ci sono persone capaci di sentirsi responsabili della sofferenza di altre creature, che non sanno darsi pace finché qualcosa non cambia.Se si considera poi che l'affronto non è solo rivolto agli animalima anche ai contribuenti che hanno regolarmente pagato le tasse ancheperché queste creature potessero essere trattate degnamente, lemotivazioni per arrabbiarsi raddoppiano. I cani sono esseri meravigliosi, capaci di amare a loro modo come poche altre specie, non si contano gli episodi che vedono questi nostri compagni protagonisti di eroici salvataggi pagati anche con la loro stessa vita. Dopo il notevole impatto mediatico locale e nazionale che la scoperta dell'episodio ha suscitato, le istituzioni non possono più restare indifferenti. Le associazioni cinofile si stanno muovendo, vogliono fatti. E se anche i cani non votano non si può dire lo stesso di chi li ama. Fra Umberto Panipucci |
|
Articolo pubblicato il 24/02/2011 sul quotidiano "Il Nuovo Molise"
La quotidianità ci si mostra immutabile con i suoi ritmi e le sue ridondanze, sembra quasi che la vita non abbia più nessuna sorpresa da riservarci. Questa è però solo un'illusione. Ciò che a noi sembra certo e solido si mostra per quello che è quando meno ce lo aspettiamo. Niente più della morte di una persona che ci è cara può sconvolgerci, un mattone fondamentale della nostra vita sparisce, tutto crolla, sentiamo il buio calarci attorno. Ecco, adesso possiamo provare a comprendere il dolore dei familiari di Luca, un giovane appena trentenne che ha perso la vita mentre andava a guadagnarsi onestamente il proprio posto nel mondo, il pane quotidiano, la sua realizzazione umana e personale, insomma: tutto ciò che serve a rendere la vita degna di essere vissuta. La domanda che subito ci assale è “perché questa assurda ingiustizia?”. La risposta più opportuna rimane il silenzio rispettoso, che però parte da un cuore aperto e disponibile alla solidarietà umana e spirituale. Il credere che la vita non si esaurisca nel pellegrinaggio terreno è un'altra ancora che ci salva dal naufragio umano che un simile trauma può causarci. Perchè se così è tutto cambia. La morte non è più la voragine che inghiotte un'esistenza e scardina l'equilibrio vitale di una famiglia, ma un passaggio, l'aprirsi di una crisalide, la metamorfosi dell'esistenza, l'approdo alla pienezza dell'essere, la visione di Dio. Luca quindi non è morto, è solo partito per un paese lontano, là ci attende vegliando su di noi, che ancora non vediamo la stessa Luce che lui ammira. Noi siamo i lontani, lui è il vicino. Certo non vorrebbe vedere i suoi cari così afflitti dal dolore, al contrario desidererebbe che lo sentissero non nella sua apparente assenza ma nel suo diverso e più completo esserci. Noi tutti da parte nostra possiamo far si che il sacrificio di Luca non vada sprecato, ricordando, ogni volta che intraprendiamo un viaggio in macchina, di quanto sia illusorio e pericoloso quel senso di apparente sicurezza che a volte adombra la nostra attenzione.
Fra Umberto Panipucci
|
INFO
CERCA IN QUESTO BLOG
CONTATTA L'AUTORE
|
Nickname: frapeace
|
|
|
|
Età: 38 Prov: CB |



Questo articolo non è stato pubblicato perchè parlerebbe di suicidio. In realtà penso si sia trattato di un "omicidio sociale"

Campobasso: l



















Inviato da: elisar_81
il 03/05/2013 alle 06:51
Inviato da: primomasaniello
il 21/08/2012 alle 20:54
Inviato da: frapeace
il 12/06/2011 alle 14:21
Inviato da: bahkty
il 11/06/2011 alle 20:51
Inviato da: iorgos.m
il 04/04/2011 alle 15:49