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Creato da fronteverde il 26/01/2009

FRONTE VERDE ROMA

resp.CASILLO GENNARO(vice presidente nazionale F.V.)

 

 

FRONTE VERDE: POLITICHE PER L’AMBIENTE E IL TERRITORIO

Post n°167 pubblicato il 08 Febbraio 2010 da fronteverde

CHIARIMENTI!!!!!!

                                         

Nella nostra concezione etica della vita e dello Stato, il rapporto organico tra uomo e natura costituisce non solo il paradigmatico rispetto tra “parti del tutto”, ma l’affermazione di un rapporto impostato sulla via segnata della Tradizione. Per questo la salvaguarda dell’ambiente deve essere considerata un tutto uno con lo sviluppo culturale della Nazione. Alla luce di ciò esigiamo una difesa della natura che non può essere considerata unilateralmente con criteri economici, poiché la conservazione degli ambienti vitali è più importante dei profitti delle imprese. Respingiamo perciò ogni tipo di Organismi Geneticamente Modificati ed ogni tipo di sperimentazione genetiche. L’Italia è, inoltre, caratterizzata da un territorio di elevata fragilità ambientale; per le sue pecularietà geologiche, idrogeologiche, sismologiche e vulcanologiche, è un Paese ad alto rischio. Crediamo perciò che una politica di responsabilità debba, pur nella massima considerazione dell’ambiente e della protezione della salute pubblica, interrogarsi e pianificare senza isterismi il proprio futuro energetico.

 
 
 

FRONTE VERDE ROMA :DIFENDIAMO L'ASINO!!!!

Post n°166 pubblicato il 04 Febbraio 2010 da fronteverde

Nel nostro paese la popolazione asinina si aggira intorno ai 3500 esemplari. Dal 1950 ad oggi sono scomparse quattro razze nonostante la tutela delle razze autoctone sia da sempre considerata prioritaria.

Gli asini hanno alleviato per millenni al lavoro dell'uomo, girando la mola, portando pesi, trainando carri e aratri, fornendo cuoio, latte, carne. Poi, la meccanizzazione dell'agricoltura e dei trasporti, li ha messi da parte rendendoli a rischio d'estinzione.
Negli ultimi dieci anni, Istituti di incremento ippico e associazioni di allevatori, il 'Coordinamento nazionale degli asinari', alcuni enti che gestiscono parchi naturalistici e il Corpo forestale dello Stato, oltre agli estimatori, hanno contribuito in questi anni a salvare dall'estinzione un animale che riafferma la sua identità.
Nonostante la tutela delle razze autoctone sia da sempre considerata prioritaria, dal 1950 al 1990, a causa dello sviluppo economico delle aree rurali e della meccanizzazione dell'agricoltura, sono scomparse almeno 4 razze di asini. Restano sei razze.
Oggi gli asini iscritti al Registro sono circa 1.200. Non è semplice fare un censimento, ma si stima che la popolazione asinina in Italia sia di circa 3.500 esemplari.
Le specie più diffuse sono il Miccio Amiatino, l'Asino Ragusano e l'Asino di Martina Franca. Le più rare sono l'Asino di Pantelleria e l'Asino dell'Asinara.
Proprio l'Asino dell'Asinara è una specie protetta. E' l'asino dalla livrea bianca e dagli occhi blu. Un asinello tra i più piccoli che non supera il metro di altezza al garrese. Fino a dieci anni fa, quando ne erano rimasti solo 30 esemplari, ha rischiato l'estinzione. Oggi, con il recupero della razza che vive solo nel Parco dell'Asinara, ovvero nell'isola che si trova a nord ovest della Sardegna, gli esemplari sono 140. L'ente Parco è in prima linea nella difesa dell'asinello bianco e ha stipulato convenzioni specifiche con l'Ente Foreste della Sardegna e con la Facoltà di veterinaria di Sassari. l'Asino dell'Amiata dal mantello grigio e dalle zampe zebrate, è una razza originaria della Toscana (pendici del monte Amiata, Grosseto). Utilizzato per la soma, il tiro e la cavalcatura è di indole buona e, la forma snella lo rende particolarmente resistente. L'Asino Ragusano è una razza recente, riconosciuta nel 1953, quando l'Istituto di incremento Ippico di Catania, riuscì a fissare alcune caratteristiche tipo. E' originaria dei comuni di Ragusa, Modica, Scicli e Santa Croce Camerina. L'Asino di Martina Franca è uno dei più belli d'Italia, utilizzato per la riproduzione dei muli. Una razza di imponente grandezza, può arrivare fino a 1 metro e 50 al garrese. E' originaria delle Puglie. Attualmente è allevato nella zona collinare della Murgia sud orientale, detta dei trulli. L'Asino Romagnolo è una razza autoctona dell'Emilia Romagna, in particolare di Forlì. Le sue origini risalgono al tempo delle invasioni barbariche. Con la meccanizzazione agricola era a serio rischio d'estinzione fino a quando, nel 1998, l'Associazione Provinciale Allevatori di Forlì, Cesena e Rimini ha favorito il recupero e il miglioramento della razza e ha istituito il relativo registro anagrafico. Oggi sono un centinaio gli esemplari esistenti. Tra le peculiarità dell'Asino Romagnolo c'è la capacità di mantenere il trotto per lunghe distanze e questo lo rende particolarmente adatto al turismo equestre e all'onoterapia (attività con i ragazzi diversamente abili). L'Asino Sardo ha origini antiche. Vivace e rustico era utilizzato nei lavori agricoli e per la soma. Un tempo veniva chiamato 'molente' perché faceva lavorare la mola per la macinazione. Oggi ne esistono soltanto 270 esemplari.
Ma chi oggi, acquista un asino e quanto costa mantenerlo? Sono soprattutto le fattorie e gli agriturismi, che hanno incominciato a valorizzarne il ruolo in escursioni e trekking, a scegliere di acquistare un asino. Ma sono sempre più anche le famiglie che hanno case in campagna e bambini che lo amano come straordinario compagno dei giochi all'aria aperta. E' utile per smacchiare boschi e per diserbare gli oliveti ma … occhio ai giovani alberelli, ama moltissimo scorticarli. Il costo di un asino comune si aggira intorno ai 500 euro, uno di razza Marina Franca costa circa 3.000 euro, un Amiatino circa 2.000 euro, un asinello sardo circa 1.000 euro.
E' un animale estremamente frugale e resistente. Campa al pascolo, oppure con circa 5 chilogrammi di fieno di primo taglio e paglia. Per una fattrice in gravidanza però, la dieta deve essere particolarmente attenta, integrata con orzo, crusca, granturco e avena. Ha bisogno di un riparo che lo protegga dal vento di tramontana, con un lato aperto ed è opportuno che abbia almeno un ettaro di terreno dove poter pascolare liberamente.

IL FRONTE VERDE PER LA DIFESA DELL'ASINO!!!

Si prefigge scopi di utilità generale volti alla tutela e valorizzazione dell’asino, tra i quali:
- promozione e tutela dell'asino;
- valorizzazione degli aspetti culturali legati all'animale;
- creazione di una rete di realtà operanti sul territorio nazionale. Attività di coordinamento;
- informazioni, corsi e stage a carattere formativo per la conoscenza dell'asino e il suo uso rispettoso nelle diverse attività;
- attività di consulenza e aiuto nell'impostare la relazione con l'animale e l'operatività con lo stesso;
- tutela e difesa dell'immagine dell'asino: attività di informazione generale atta a scongiurare maltrattamenti e offese all'animale;
- diffusione e conoscenza delle pratiche terapiche per disabili psichici e fisici: Onoterapia (o asinoterapia);
- diffusione e conoscenza dell'uso del latte d'asina come alimento e come uso curativo nelle allergie.

 
 
 

TONNO IN SCATOLA BOCCIATA DA GREENPEACE L'ITALIA

Post n°165 pubblicato il 03 Febbraio 2010 da fronteverde

da lunapiena2dgl

 

Greenpeace ha bocciato 11 delle 14 aziende che producono tonno

 in scatola. Lo rivela il rapporto  Tonno in trappola che l'associazione

 ambietnalista ha redatto sulla base delle  risposte  ad un questionario.

Nell'elenco dei marchi che finiscono nella zona rossa del grafico

 perchè non sono in grado di garantire troviamo:  MareAperto STAR,

Consorcio e Nostromo . Meglio per Coop, ASdoMar e Mare Blu!

Il tonno in scatola è la conserva ittica più venduta in Italia e nel mondo.

 Pochi sanno che per pescarlo si utilizzano spesso metodi distruttivi

 come i palamiti e le reti a circuizione che causano la  cattura

accidentale di  tartarughe,  squali e di tonni immaturi .

 Per questi motivi Il tonno pinna gialla, il più consumato in

 Italia, è sotto pressione e la salvaguardia di alcuni stock

desta  serie preoccupazioni. La classifica complessivamente

 è  disastrosa perchè  alcune aziende come Tonno MareAperto

STAR e Consorcio non hanno risposto al questionario e

 altre come Nostromo hanno fornto poche  informazioni sulla

 provenienza del pesce  utilizzato.

Scatolette

Riomare ha fornito  informazioni

precise, ma non adotta   precisi

 criteri di sostenibilità nella scelta

 del tonno da inscatolare.

 Il punteggio più alto va a

Coop, ASdoMar e Mare Blu, che  adottano capitolati precisi

  per l'approvvigionamento sostenibile. ASdoMar è uno dei

 pochi che utilizza anche il tonnetto striato

specie considerata in buono stato - pescato con metodi

sostenibili (lenza e amo). Cambiare è possibile.

Quando i consumatori hanno sollevato il problema delle

catture dei delfini, l'industria ha risposto positivamente e

 ora quasi tutto il tonno in scatola venduto in Italia è

"dolphin safe", ma purtroppo non basta.

 Anche questa volta le catene di supermercati

possono   trasformare il mercato prima che anche gli stock

di tonno tropicale vengano  compromessi, come è

successo per il tonno rosso del Mediterraneo. 

Ecco il bilancio dei  22 stock di tonno sfruttati

commercialmente:

* almeno 9 sono classificati come completamente pescati

* 4 sono considerati sovrasfruttati o completamente esauriti
*  3 sono classificati come gravemente minacciati
*  3 sono minacciati
*  3 sono vulnerabili all’estinzione
Per questo motivo il 79% dei consumatori europei

 considera l’impatto ambientale un fattore
importante da considerare quando compra prodotti ittici

La classifica

“Rompiscatole”

COOP                       
ASDOMAR

MAREBLU

CARREFOUR

AUCHAN

RIOMARE

SAN CUSUMANO

ESSELUNGA

CALLIPO

MARUZZELLA

CONAD

NOSTROMO

MAREAPERTO

CONSORCIO

 
 
 

FRONTE VERDE ADERISCE AL MOVIMENTO NOAMIANTO

Post n°164 pubblicato il 31 Gennaio 2010 da fronteverde

IL vice segretario nazionale del Fronte Verde, Gennaro Casillo, annuncia ufficialmente l'adesione e la collaborazione ad iniziative proposte ecc.. al movimento NOAMIANTO. ed invita tutti a firmare la petizione popolare:
 30 Gennaio 2010 da fronteverde
       

comunicato stampa:

IL FRONTE VERDE ROMA ADERISCE AL MOVIMENTO NO AMIANTO E INVITA TUTTI A FIRMARE LA SEQUENTE PETIZIONE POPOLARE:

A: Presidente della Repubblica Italiana, Presidente del Consiglio, Presidente del Senato

Le leggi attuali tutelano solo i lavoratori che sono andati in pensione dopo l'anno 1992 e se ne frega altamente di chi ha lavorato negli anni precedenti a contatto con l'amianto. Tanti anziani, e non solo, muoiono per malattie dipendenti dal contatto con questo materiale nocivo, e tanti sono malati, senza nessun riconoscimento nè alle famiglie dei defunti e nè ai lavoratori ancora in vita. L'INPS non riconosce nulla se non verrà modificata la legge. Attualmente è stato fatto una proposta di legge che è ferma al Senato da ormai 1 anno, ma ovviamente nel nostro Paese ci sono problemi molto più importanti che la tutela dei lavoratori. Firmiamo per aiutare chi è ha lavorato in pericolo senza saperlo, arricchendo le grandi industrie. Grazie.

POTETE FIRMARE DIRETTAMENTE ON-LINE SU http://firmiamo.it/amiantolavoratori

 
 
 

PETIZIONE NO AMIANTO

Post n°163 pubblicato il 30 Gennaio 2010 da fronteverde
Foto di fronteverde

IL FRONTE VERDE ROMA ADERISCE AL MOVIMENTO NO AMIANTO E INVITA TUTTI A FIRMARE LA SEQUENTE PETIZIONE POPOLARE:

A: Presidente della Repubblica Italiana, Presidente del Consiglio, Presidente del Senato

Le leggi attuali tutelano solo i lavoratori che sono andati in pensione dopo l'anno 1992 e se ne frega altamente di chi ha lavorato negli anni precedenti a contatto con l'amianto. Tanti anziani, e non solo, muoiono per malattie dipendenti dal contatto con questo materiale nocivo, e tanti sono malati, senza nessun riconoscimento nè alle famiglie dei defunti e nè ai lavoratori ancora in vita. L'INPS non riconosce nulla se non verrà modificata la legge. Attualmente è stato fatto una proposta di legge che è ferma al Senato da ormai 1 anno, ma ovviamente nel nostro Paese ci sono problemi molto più importanti che la tutela dei lavoratori. Firmiamo per aiutare chi è ha lavorato in pericolo senza saperlo, arricchendo le grandi industrie. Grazie.

POTETE FIRMARE DIRETTAMENTE ON-LINE SU http://firmiamo.it/amiantolavoratori

 
 
 

Intervento di recupero a verde naturale di aree degradate urbane

Post n°162 pubblicato il 29 Gennaio 2010 da fronteverde
Foto di fronteverde

 NEL NOSTRO PROGRAMMA ALLE PROSSIME ELEZIONI

l’inizio di un più ampio progetto d’interventi per il recupero ambientale di aree degradate ai fini della ricostituzione delle formazione boscate un tempo presenti nel mediterraneo. L’intervento mira al recupero di aree degradate o destinate a produzioni agricole marginali al fine di riscostituire un consistente patrimonio arboreo . In tale ottica il verde suburbano o agreste assolve non soltanto a funzioni di elemento paesaggistico bensì acquista un ruolo equilibratore di ecosistemi a rischio. Sostanzialmente gli interventi di riforestazione in prossimità dei grandi centri urbani possono svolgere le seguenti funzioni:

1- Conservazione dei suoli attraverso il contrasto dell’azione di dilavamento e erosione ad opera degli agenti atmosferici. 

2- Risanamento del dissesto idrogeologico per effetto dell’azione drenante e contenitrice degli apparati radicali. 

3- Assorbimento parziale delle emissioni di CO2. 

4- Effetti equilibratori del microclima attraverso l’aumento dell’umidità, il raffreddamento degli strati bassi dell’atmosfera, il contenimento dei venti, l’equilibrio nella localizzazione delle precipitazioni. 

5- Creazione di nicchie ecologiche per specie faunistiche antagonistiche di animali "indesiderati" ( Rapaci diurni e notturni, Mustelidi, Mammiferi e Uccelli insettivori) 

6- Creazione di ambienti utilizzabili dalla cittadinanza per attività di svago, sport e ricreazione di tipo naturalistico senza l’obbligo di lunghi spostamenti in aree extraurbane.

7- Funzioni didattico educative sul rispetto dell’ambiente naturale rivolte alle giovani generazioni.

Elenco di alcune specie forestali da impiantare:

Quercus suber - Sughera - FAGACEE Quercus ilex - Leccio - FAGACEEArbutus unedo - Corbezzolo - ERICACEEMyrtus communis - Mirto - MIRTACEEPistacia lentiscus - Lentisco - ANACARDIACEERhamnus alaternus - Alaterno - RAMNACEEPhyllirea latifolia e angustifolia - Fillirea - OLEACEEViburnum tinus - Laurotino - CAPRIFOLIACEE

 
 
 

CACCIA: PRESTIGIACOMO, GRAVE COLPO MANO SENATO

Post n°161 pubblicato il 28 Gennaio 2010 da fronteverde
Foto di fronteverde

CACCIA: PRESTIGIACOMO, GRAVE COLPO MANO SENATO

(ANSA) - ROMA, 28 GEN - Sulla caccia ''grave colpo di mano al Senato. E' stata disattesa l'intesa, il testo va corretto alla Camera''. E' dura la presa di posizione del ministro dell' Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che e' intervenuta nuovamente sull'emendamento che cambia il calendario venatorio. ''Considero grave l'approvazione al Senato dell'emendamento sulla caccia alla legge Comunitaria. Ieri - ha detto il ministro dell'Ambiente - su questo delicato argomento era stata faticosamente raggiunta un'intesa fra persone per bene di cui erano garanti il ministro Ronchi e il relatore. Giudico quanto accaduto in aula un grave colpo di mano. Quel testo va ricorretto alla Camera, reintroducendo le garanzie che erano previste specie sulla tutela delle specie protette e delle specie migratorie, che sono il fulcro di quella biodiversita' di cui, tra l'altro, quest'anno si celebra l'Anno Mondiale''. (ANSA).

 
 
 

GESTIRE I RIFIUTI SENZA INCENERIRLI!!!

Post n°160 pubblicato il 25 Gennaio 2010 da fronteverde
Foto di fronteverde

E' fondamentale però capire come è fatta l'alternativa, spiegare in semplici parole
come si arriva a gestire i rifiuti senza incenerirli, senza avvelenare l'aria che respiriamo.


Mossa numero 1: RIDUZIONE


In questi anni, invece che diminuire, la produzione pro capite dei rifiuti è in aumento.
Com'è possibile,
di fronte alle politiche per incentivare la raccolta differenziata? Qualcosa non funziona.
In strada ci sono ancora i cassonetti, dove tutti possono buttare di tutto, anche quei materiali come carta e plastica che dovrebbero prendere la via del riciclo.
Nei comuni (alcuni anche nella nostra provincia!) dove i cassonetti sono stati eliminati (#)
e sostituiti dai contenitori della raccolta porta a porta, la differenziata è schizzata all'80%
!!!
Non si vuole migliorare anche da noi?
Noi la domanda l'abbiamo posta, ma la risposta non è arrivata.

A questo vogliamo anche aggiungere, a monte, un "acquisto responsabile" da parte di ognuno di noi:
tra due prodotti simili, perchè non preferire quello che ha meno imballaggio di scarto?
O in cui si separano meglio i componenti?
O perchè, addirittura, non iniziare a comprare il latte e i detersivi alla spina? (ora anche a Parma!)


Mossa numero 2: RICICLO


Carta, cartone, plastica, vetro, metalli, umido: le materie recuperabili sono una risorsa.

buttarli nei cassonetti è come gettare denaro nella pattumiera.

Altre frazioni inoltre possono essere recuperate: il tessile, le calzature, ecc...
Solamente togliendo tutte queste materie, il rifiuto che rimane può già ridursi di oltre l'80%.


Mossa numero 3: L'ESTRUSORE


Una volta che siamo diventati bravi e che la raccolta differenziata è a pieno regime, rimane una quota di rifiuti indifferenziati: si tratta del cosiddetto "secco" residuo.
Questo rifiuto può essere trattato ulteriormente (vedi TMB= Trattamento Meccanico Biologico),
per togliere i materiali recuperabili
che ci sono cascati dentro.

Poi questo materiale viene trattato dall'estrusore: un macchinario che omogeneizza per sfregamento il materiale residuo (che è composto in massima parte ancora da plastiche) per farne uscire una sabbia sintetica che viene poi venduta al comparto delle costruzioni e dei manufatti plastici: guadagnandoci.


In 3 mosse abbiamo ridotto sino al 98% i rifiuti.

La piccolissima parte che rimane > è una briciolina
di materia stabile (=non fa più reazioni nè odori)
che, per questo, possiamo tranquillamente accantonare.

La differenza?

Questa minima parte è enormemente inferiore ai residui che produce un inceneritore,

che oltre ad essere molti di più, non sono residui stabili ma instabili e tossici,
per cui pericolosi e con un costo elevatissimo di smaltimento,
e necessitano di discariche speciali perché talmente inquinati
che nessuno in Italia è in grado di trattarli

e devono prendere (a spese nostre) la via della Germania.


Un'alternativa migliore c'è,
in 3 mosse di buon senso e di buona amministrazione,
che attendono buoni amministratori

 
 
 

FRONTE VERDE nelle Marche

Post n°159 pubblicato il 23 Gennaio 2010 da fronteverde

Marche, regionali 2010: Mirko Canala candidato presidente per la lista unitaria Lega Italia - Fronte Verde  

Fermo, 22.01.10 - Sarà Mirko Canala il candidato presidente per la regione Marche della lista unitaria formata da "Lega Italia", dal movimento "Fronte Verde" e dalla "Fiamma Tricolore" (quest'ultima coalizzata solo nelle Marche). A riassumere l’alleanza è il nuovo simbolo elettorale che riunisce in un unico cerchio le tre forze politiche. Mentre nelle altre regioni ci sarà solo l'alleanza tra la "Lega Italia" e il "Fronte Verde", come è stato annunciato nei giorni scorsi dall'On. Carlo Taormina (Presidente nazionale di Lega Italia) e da Vincenzo Galizia (Presidente nazionale del Fronte Verde). Mirko Canala è Presidente dell’Associazione Nazionale per la Lotta all’Usura e al Racket. Ha collaborato in più di un occasione con la trasmissione televisiva "Le Iene" per servizi sull’usura e sull’estorsione bancaria: "Il nostro programma prevede tra le altre battaglie, la lotta all’usura e al sistema bancario. I problemi più gravi  sono legati al denaro, le famiglie non arrivano più, non solo alla fine del mese ma alla prima settimana" ha dichiarato Canala. Alla conferenza stampa di presentazione della lista svoltasi questa mattina, oltre al candidato presidente Canala (Coordinatore regionale di Lega Italia) era presente, tra gli altri, Tonino Quattrini Coordinatore regionale del "Fronte Verde".

 
 
 

Fronte Verde per le Marche

Post n°157 pubblicato il 23 Gennaio 2010 da fronteverde

Tonino Quattrini  conferma, come aveva già dimostrato in occasione delle elezioni provinciali dello scorso giugno, di essere la mina vagante della politica maceratese, come si è definito lui stesso. Oggi, nel corso di una nuova conferenza stampa ha presentato l’alleanza elettorale di Lega Italia (il nuovo partito di Carlo Taormina), Fiamma Tricolore e Fronte Verde per la Regione Marche. A riassumere l’alleanza è il nuovo simbolo elettorale che riunisce in un unico cerchio le tre forze politiche. “Per quanto riguarda la Regione Marche – ha detto Quattrini – avremo un nostro candidato, Mirko Canala  che stiamo presentando in tutta la regione. Per quanto riguarda invece le comunali, con la Fiamma avevamo già ufficializzato come candidato il dottor Tavoloni, ma con la mutata situazione politica abbiamo deciso di aderire al terzo polo a fianco di Giulio Conti, sia per fiducia personale verso di lui, sia perchè siamo contro Pistarelli, candidato che risponde più alle segreterie di partito che ai cittadini. In lista troverete quindi anche nostri candidati tra i quali lo stesso Tavoloni e Verducci”.
Presente anche Mirko Canala, giovane candidato alla Regione Marche. Presidente dell’Associazione Nazionale per la Lotta all’Usura e al Racket. Canala è di Grottammare e in più occasioni ha collaborato con la trasmissione televisiva “Le Iene” per servizi sull’usura e sull’estorsione bancaria: “Il nostro programma prevede la lotta all’usura, al sistema bancario, all’immigrazione clandestina. I problemi più gravi  sono legati al denaro, le famiglie non arrivano più, non solo alla dine del mese ma alla prima settimana.”
Presenti anche Massimo Caprani, coordinatore regionale della Fiamma Tricolore e vari esponenti delle tre forze politiche riunite per l’occasione.
In una situazione pre elettorale già nebulosa, sembra paradossale vedere una forza storicamente  di estrema destra come la Fiamma Tricolore aderire ad un terzo polo centrista.

 

 
 
 
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