MEMORIE DI UNA GEISHAIl cuore muore di morte lenta. Perdendo ogni speranza come foglie. Finché un giorno non ce ne sono più. Nessuna speranza. Non rimane nulla. Area personale- Login
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Post n°709 pubblicato il 31 Gennaio 2012 da gameplayer
Tag: un po' di me
Non va, non va proprio questo periodo, a parte aver ricominciato con gli incubi notturni, cosa che mi porta a svegliarmi ancora più stanca di quando vado a nanna e farmi quelle poche ore in una sorta di terremoto emotivo, anche la gente che mi circonda ci mette del suo. Lo capisco che per chi non mi conosce ed approccia il mio blog per la prima volta alcune cose che scrivo possono sembrare effettivamente pesanti, ma ancora una volta rispiego pazientemente che questo blog nasce come sfogatoio personale e le cose che scrivo hanno il solo scopo di alleggerire i miei pensieri e nessun intento di suscitare compatimento o altro nei miei confronti. Non scrivo perché mi leggano chi lo fa, lo fa a proprio rischio e pericolo, e allo stesso tempo non cerco soluzioni a buon mercato, né maghi miracolosi che mi dicono come vivere e risolvere i miei problemi, mi pregio di cantarmele e suonarmele da sola come meglio credo e chi mi conosce lo sa... Dopo questo preambolo, che indica già il mio stato d’animo di questo periodo e che denota come il mio atteggiamento paziente e tollerante sia arrivato ad esaurimento; mi rendo conto che sto facendo terra bruciata intorno a me, piano piano sto abbandonando la zavorra delle amicizie inutili. In un altro tempo e in un’altra epoca avrei capito, avrei cercato il dialogo, adesso no, senza remore o esitazioni chiudo amicizie che non sono tali, per esempio un supposto amico che mi lascia in messaggeria due righe per dire nella sua arroganza che non gli piace leggere il mio blog, beh npon è un amico quindi è inutile che perda tempo con lui… E’ evidente che di me non ha capito nulla (Cosa di cui mi ero già accorta dalle mail che mi mandava e dove invece di un sano confronto c’era un dover seguire i suoi percorsi mentali di fantasie che lui si creava che non avevano nessuna attinenza con la realtà di quello che scrivevo, l’unica parola che sapeva scrivere era io, io io, io oppure tu ma per giudicarmi e condannarmi… ), e quindi quale arricchimento poteva portare nella mia vita? Fortunatamente le cose che ho detto gli hanno fatto capire che non era possibile continuare questa amicizia , quindi si è tolto dai piedi, ma non si risolveva a chiudere, più gli auguravo buona vita più voleva parlare e spiegare, ma non c’era proprio nulla da spiegare! Non mi riconosco in questa inflessibilità, ma non ho la forza di reggere persone inutili nella mia vita, rinchiusa dietro la mia maschera con l’eterno sorriso lascio che le persone vivano confortate dal mio sì va bene che mi permette di non essere tirata fuori dalla mia solitudine. E’ inutile, e continuo ad esserne convinta visti i recenti accadimenti, cercare di farsi conoscere, è tempo e fiato sprecato, la gente non vuole sapere chi sei, non vuole ascoltare, vuole solo farsi ascoltare… e allora che così sia…
Post n°708 pubblicato il 19 Gennaio 2012 da gameplayer
Di fronte allo specchio io e la mia maschera… Nessuno è pronto a vedere il mio vero volto e quindi è meglio che copra le lacrime che scorrono con questa espressione distaccata e serafica che vogliono che io assuma… E’ più facile essere quella rassicurante che non se la prende per nulla, che aprirsi, svelare le proprie emozioni essere e mostrarsi per come si è. Nessuno è pronto ed io stessa sono stufa di prendere calci in faccia ogni volta che decido di mostrarmi con le mie vulnerabilità, ogni volta che decido di aprirmi e farmi conoscere. E’ indubbiamente più facile aderire alle richieste di chi mi circonda che mostrare le mie, una casa che fila senza problemi tranquillizza e rassicura tutti, dire sempre sì va bene, impedisce all’altro di vedere le lacrime che scorrono e alle quali nessuno è preparato. Sono ormai l’esperta dell’assecondamento, sì va bene, sì è come dici tu e il mondo va avanti senza scossoni. Ma mi manca quell’anelito di libertà appena assaggiato, quell’autentica curiosità nei miei confronti, quelle magnifiche domande volte a conoscere chi io fossi e cosa pensassi, senza giudizi o forzature.. Mi mancano ,dio mio quanto mi mancano, mi manca quello spazio personale che sentivo mio, in cui mi riconoscevo, quel guardare dentro di me con gentilezza e dolcezza ma con autentica curiosità… Mi manca perché era calore, era sentir musica nel vuoto e nel ghiaccio che fanno parte di me. Quanto è crudele il mio destino che mi fa assaggiare quello che avevo sempre desiderato e che immediatamente me lo toglie dalla bocca… Quanto è beffardo… Ed ora mi rimangono queste lacrime silenziose che nessuno vuol vedere e tutto il ghiaccio e il vuoto che si sono nuovamente formati in me… Ma va bene così… meglio il silenzio e il vuoto ora che dover mostrarsi e dire … Meglio dire sempre sì va bene che esprimersi… per buona pace di tutti, per la tranquillità di tutti. Il mio vuoto d’altronde non si può riempire, non è destino, ma io sono diventata brava a riempire quello degli altri. Suvvia, indossiamo quella maschera cosicchè le lacrime non scendano copiose e rimangano celate alla vista di chi, forse, ma non ci credo, potrebbe notarle… Ecco aggiusta il tuo finto sorriso e vai in scena; signori benvenuti ecco a voi la parodia della vita…!!!!
Post n°707 pubblicato il 31 Dicembre 2011 da gameplayer
Devo constatare ancora una volta come il pensiero positivo non faccia per me, credetemi, ci ho provato ho guardato le cose sotto l’occhio dell’ottimismo, della speranza finalmente di poter essere conosciuta ed accettata per quello che sono, mi sono sentita libera di potermi esprimere con sincerità e schiettezza, mostrandomi per quella che sono, senza maschere, con le mie vulnerabilità e le mie ferite… Ma ancora una volta ho dovuto confrontarmi con il dolore di porte chiuse in faccia senza un reale e logico perché. So di aver sbagliato, di aver avuto un atteggiamento non corretto, mi sono scusata anche molto accoratamente perché è giusto quando si sbaglia chiedere scusa , per una forma di riconoscimento del rispetto che si ha dell’altro al quale si è fatto un torto, ma sto pagando un prezzo altissimo, con un silenzio senza parole o spiegazioni, un silenzio che impedisce il confronto, un silenzio che porta i fantasmi della mia mente ad ululare le loro menzogne, quel silenzio che mi riporta alla devastazione che come donna ho subito recentemente. Un dialogo franco avrebbe sicuramente risolto tutto, in un modo o nell’altro, mi avrebbe fatto capire dove e come ho sbagliato, e motivare e scusarmi per l’atto d’infantilismo che ho avuto e del quale subito mi sono resa conto … E’ una situazione superabile, in fondo conoscersi è anche questo a volte, e come mi è stato detto l’arrabbiatura non è una chiusura ma un confronto per una maggiore conoscenza, eppure ora il dialogo, nostro punto di forza, ora manca , lasciandomi un mare di domande senza un perché. Mi trovo nuovamente a terra, senza le forze per rialzarmi, eppure ero stata schietta come sempre, mi mostro sempre come sono con i miei fantasmi e le mie ferite che sanguinano, proprio per far capire che a volte anche le domande più sciocche e le risposte ovvie hanno il senso di rassicurarmi. Ancora una volta mi devo rammaricare di aver mostrato il mio vero volto e non la maschera che indosso quotidianamente, ancora una volta devo pentirmi della mia segreta speranza di voler essere conosciuta per quello che sono. Ancora una volta pago un prezzo altissimo, che con un banale ma profondo dialogo non avrei dovuto pagare. Ancora una volta sono mortalmente stanca e provata… Forse il devastatore con tutte le cose che mi aveva detto non aveva torto… forse è vero non ho valore… E mi sento così, senza valore e fallita…Non saprei come scriverlo più chiaramente. Mi appello alla riflessività e ad una frase, anche se mi arrabbio cerca il confronto perché io non lo nego e dopo ci rifletto sopra… Io il confronto lo cercherò sempre, perché è l’unico modo che conosco per relazionarmi, non ho paura delle verità, brutte che siano, ho paura solo del silenzio, il silenzio senza senso mi uccide. Dammi l’opportunità di scusarmi, ho chiesto solo questo. Sono così stanca… ma così stanca…
Post n°706 pubblicato il 25 Dicembre 2011 da gameplayer
Lo so è Natale, dovrei mettere la vestina natalizia a questo blog e renderlo sfavillante, ma come voi sapete non è una festa che io senta particolarmente, anche se in tutta sincerità quest’anno molte cose concorrono a smentirmi… Intanto a dispetto dei grandi dolori e delusioni sono sopravvissuta e questo mi sembra già un ottimo motivo per vivere il Natale con più gioia; poi in mezzo a tanto nero, ho ricevuto dei doni splendidi nelle loro diversità, tre persone magnifiche che attraverso la loro dolcezza mi hanno aiutato a ritrovare una parvenza di sorriso, portando la luce della razionalità in un caos di dolore e rabbia e tendendomi la mano quando stavo per affogare. Inoltre, uno stupendo regalo che mi ha fatto mia sorella per Natale… dopo quasi 5 anni torno a fare rafting, torno a sentire l’adrenalina scorrermi dentro, proprio nel momento in cui l’indifferenza si stava trasformando in apatia… Un pensiero corre a quell’atroce mancanza , doveva essere il regalo per i suoi 70 anni una discesa in rafting insieme, quei 70 anni che lui non ha mai superato… Scenderò sola, come sempre, ma lo porterò nel cuore con me… Eppoi un sorriso, un sorriso che non mi vedevo da tempo, un sorriso che torna parlarmi di me, di una ritrovata spontaneità e leggerezza. Il piacere di ritrovare me stessa e i miei panni, di rifocalizzarmi sui miei punti di forza, l’allegria, la determinazione… l’amazzone bionda non è stata domata e si piega solo a colui che saprà accogliere il suo cuore… Sono andata in chiesa oggi , con il cuore grato, perché a dispetto di me e al fatto che forse non lo meriti per la visione nera che ho della vita, molto mi è stato donato in questo periodo. Che sia un Natale di gioia e serenità per tutti…
Post n°705 pubblicato il 16 Dicembre 2011 da gameplayer
Un po’ di respiro dalle mie tristezze…Ma non temete, il nero non va via…
IL MONDO INSIEME A TE MAX PEZZALI/883
Forse non sarei
Post n°704 pubblicato il 24 Novembre 2011 da gameplayer
C’è un momento esatto in cui ogni padrone di animali sa che il proprio pelosetto non ce la farà e che ogni sforzo per salvarlo sarà inutile, ed è quando l’animale decide di smettere di lottare e si lascia andare al proprio destino finale; è una percezione netta, la tensione non c’è più e subentra l’indifferenza per ciò che è intorno, dolcemente e inevitabilmente i nostri amici si addormentano per sempre. Così fanno anche i cuccioli abbandonati dalla madre, e così a volte fanno gli umani quando il peso li schiaccia senza possibilità di recupero. Non è una brutta sensazione, improvvisamente gli affanni del mondo non ti angustiano più e tu lì a terra non cerchi neanche la forza per tirarti su e ricominciare a viaggiare… Mi è capitato una volta, durante una settimana bianca che talmente stanca dallo sciare, mi sono lasciata cadere sulla neve, senza la forza di rialzarmi, con il freddo che piano piano mi penetrava attraverso gli strati di abbigliamento, indifferente e gradualmente intorpidita… ma non era una brutta sensazione, il silenzio, il bianco e la sonnolenza che piano piano mi invadeva, la stanchezza non si sentiva più… Più o meno come mi sento ora, mentre immobile guardo il nulla, le voci che piano piano si allontanano; dicono che sia diventata taciturna, che non sorrida più, fissandomi quel sorriso artefatto da “vi tengo a distanza”, dicono che non mi interesso più di nulla, che lascio andare le cose senza prenderle in mano, e le ore trascorrono senza sapere come, non ho neanche più voglia di mangiare, a volte se sono sola mi scordo, oggi che invece mi sono costretta a pranzare, l’ho maledetto, visto che sono dovuta correre al bagno, dopo due bocconi mi comincia a venire il disgusto e smetto, anche quelli che sono stati i miei piatti preferiti. Stavolta non ti ho chiesto scusa, non ti ho implorato e supplicato di perdonarmi, con l’ultimo brandello di dignità che mi è rimasto, ho ascoltato le tue parole, la tua ira, sapendo che io quella cosa non l’avevo fatta, che mai ti ho bloccato su msn e che chi ha detto di avermi visto mentre tu non mi vedevi deve aver sbagliato, hai detto che sono bugiarda, che non mi credi; ma questa volta non ti chiedo scusa, perché io lì non c’ero quella sera… Non ho chinato la testa, pur sapendo che sarebbe stata la mia fine, pur sapendo di dover bere il calice amaro fino alla fine, perché tu non chiedi scusa, perché tu non cerchi dialogo; ti ho messo sul piatto della bilancia azioni, fatti che parlano di me e della mia sincerità, e tu cosa hai messo dall’altra parte? Parole, solo parole, sciocchezze senza senso. Io sono giudicabile in base alle mie azioni e basta, solo queste sono importanti.Comunque ti rimango accanto, affrontando con te l’inferno che ti si prospetta ,se serve, perché nessuno deve rimanere solo in questo mondo, non importa se non vorrai parlarmi, ma quando ti volterai io ci sarò, sempre. Perché io so agire solo così, in linea con la mia coscienza. Forse è questo maledetto corso che mi sta mettendo in crisi, riattualizzando ogni incontro il nero che mi porto dentro, e mi chiedo, a chi devo dimostrare qualcosa portandolo a termine, quale altro cimento devo affrontare per dimostrare, come ha detto mia suocera, quando ad alta voce ho chiesto perché devo soffrire ogni volta così, che valgo… Non bastano le prove quotidiane del fatto che valgo? Perché devo aumentare sempre il tiro? Sono stanca , enormemente stanca, come se un peso immane mi schiacciasse… Ho bisogno… di cosa? Non lo so più…
Post n°703 pubblicato il 31 Ottobre 2011 da gameplayer
Tag: la mia anima, un po' di me
Mi hanno detto che è meglio che non parli di te, perché ogni cosa che dico dimostra in maniera inequivocabile la mia stupidità: stupidità nel crederti in ogni cosa che mi hai raccontato, perché un vero uomo non si comporta così e per forza le tue sono tutte balle… E allora è meglio che taccia per non aggravare una stima che è già bassa nei miei confronti, perché in fondo non sono che una stupida… Eppure non ci credo, so esattamente quali balle mi hai raccontato ma so anche le verità che ci siamo detti… Certamente invece io debbo tacere e ascoltare con partecipazione ciò che viene detto, non importa se questo mi ferisce o mi fa soffrire… Due pesi, due misure, sembra il motivo conduttore della mia vita. Poi ti leggo e quelle parole sanguinano, per la loro dolcezza, per la loro ineluttabilità e io devo solo ingoiare le lacrime… cucciolotta… dio come fa male… Non c’è mai stata quella tenera dolcezza per me, quella disposizione a capirmi. Forse sono stupida, ma non perché ho creduto a te e alle tue vicende di vita. Ma è ora che io taccia su te, dovessi perdere ancora qualche punto nella stima che già bassa ha nei miei confronti. Eppure il silenzio non fa più male, non raccontarsi, non parlare e non confrontarsi alla fine diventa quasi un sollievo, perché mostrarsi quando l’altro non ti vuole ascoltare? E’ un porgere il fianco inutilmente e tanto la coltellata arriva… oh se arriva!
Post n°702 pubblicato il 16 Ottobre 2011 da gameplayer
Tag: la mia anima, un po' di me
Da un paio di settimane la mia giornata è interrotta intorno all’ora di pranzo dalla passeggiata con la mia amica che sta male, il medico le ha infatti prescritto una passeggiata di almeno un’ora tutti i giorni per tentare di combattere lo stato di inedia e di catatonia che i medicinali che prende le procurano. Ci troviamo a metà strada e percorriamo il tratto che ci separa da mare lentamente, fino alla panchina fronte mare dove ci sediamo per darle modo di riprendere fiato; la guardo e quasi non la riconosco, gonfia per le medicine, i muscoli rilassati a causa delle lunghe ore che passa a letto guardando il soffitto, e cerco disperatamente le tracce di quell’amica vitale ed effervescente che ricordo. Non parliamo, anzi la maggior parte del tragitto è compiuto nel silenzio, con quello sguardo perso nel vuoto ed io immersa nei miei pensieri; poi ogni tanto si riscuote dal suo torpore e dice una o due parole. Mentre seduta fissa il mare, a volte sento quasi una strana forma d’invidia nei suoi riguardi, il coraggio suicida di spegnere il cervello, le emozioni, di escludere il mondo dal proprio sentire, forse anche annullare il proprio sentire… Vorrei avere lo stesso coraggio, se di coraggio si può parlare, qualcuno infatti potrà obiettare che invece è una forma di vigliaccheria, perché mai come ora vorrei spegnermi, in tutte le mie dimensioni, escludendo il mondo, annullandolo dentro di me, spegnendo emozioni, sentimenti, dolore, memoria un cervello che comunque malgrado io non lo desideri funziona sempre a pieno regime. Io come lei, in fondo non avendo figli non ho neanche la responsabilità di essere presente a loro, indifferente come lei a chi intorno invece cerca di costruirle vie d’uscita, fare cose che le potrebbero piacere e potrebbero scuoterla… Mai come ora il silenzio e l’indifferenza mi chiamano in maniera chiara… Credo di aver raggiunto il mio limite…Non sono onnipotente, non sono perfetta e non ho la capacità di fare miracoli e sono anche molto stanca e tanto tanto ferita, ormai le pugnalate arrivano da due direzioni… Vorrei parlare ma con chi? Chi ha la tempra di ascoltare e capire? … Sono sempre più sola…. A volte mi chiedo se sia giusto combattere una malattia che invece è funzionale ad uno stato di apatia e anestesia che si sceglie perché la vita ti opprime troppo. Io e lei su quella panchina, due mondi e due universi, uno silenzioso d’indifferenza di tempo che trascorre senza sussulti, e l’altro, un continuo di guerre, battaglie, pesi da portare, sofferenze ,emozioni, dolori e tanta incomprensione; ma è proprio vero che il bello della vita sia questo bailamme di cose??... Non ne sono più così sicura… Vorrei chiederle: “come sei riuscita” e lasciarmi tentare dalla seduzione del nulla…
Post n°701 pubblicato il 07 Ottobre 2011 da gameplayer
Non è facile decidere cosa raccontare di questo strano periodo che sto attraversando da molto; emozioni, sentimenti, esperienze che si accavallano, lasciando tracce indelebili dentro di me. Il corso è estremamente interessante, ricco di stimoli, si prevedono inoltre simulate ed esercitazioni ma anche la possibilità di prestare la propria opera in associazioni di volontariato che accorrono in caso di disastro. Sarò in grado di reggere a tanto dolore, a mantenere quel sangue freddo e lucidità che mi caratterizzano inaspettatamente nelle situazioni di emergenza?
Post n°700 pubblicato il 22 Settembre 2011 da gameplayer
Tag: un po' di me
Non capisco e quindi scrivo le mie elucubrazioni. Allora, qualche tempo fa sono stata accusata di non essere coerente ad una cosa che avevo detto e che ancora oggi confermo, sono stata anche chiamata bugiarda per questo, ma a mio parere non è stato così. Ora la stessa persona che mi accusava di non essere coerente ha peccato allo stesso modo, dicendomi che avrebbe fatto una cosa dopo aver affermato che non l’avrebbe fatta. Fatto che complica la situazione è che non ammette di averlo detto, ma io che sono un registratore so esattamente quando l’ha affermato. Insomma ci sentiamo tanto nel giusto delle nostre azioni che ci permettiamo di poter giudicare gli altri con epiteti anche forti? Sono perplessa, di me si possono dire molte cose, ma non che sia una persona inaffidabile, eppure mi sono sentita dare della bugiarda, mentre ieri non veniva neanche accettata l’idea che io potessi avere ragione, come d'altronde ho. Avrò una serata rovinata, ma non posso farci nulla, mi roderò il fegato in silenzio. Ciliegina delle mie divagazioni, sei tu che forse non passi neanche più (e vai abbiamo fatto anche una rima)… Mi domando cosa ti impedisca di elargire anche nei miei confronti quella dolcezza che dispensi invece a piene mani in ogni situazione in cui ti vedo, con me sei severo, scostante, ma mai dolce o ancor più protettivo. A volte mi chiedo cosa io stia pagando con te, perché non riesca ad avere una dialettica fluida e sciolta come mi è proprio, perché non riesca mai a sentire il sorriso nella tua voce con me… mi sentivo così fiera e al settimo cielo nella nostra telefonata… Io che prendo l’iniziativa… proprio come una donna adulta… Ma non c’è per me la tua dolcezza, non c’è proprio, forse dovrei scrivere cose contorte o arzigogolate, magari così si desterebbe la tua attenzione, sono veramente molto triste, sono stanca di sgomitare sempre per avere anche solo un po’ di bricioline, sono stufa di vivere…così, in questo modo, con il silenzio nel cuore. Ah che paradosso, io che dicono sprizzi vita e serenità da tutti i pori, ma ho la morte e il nero nel cuore… quale abilità ho nel mascherarmi…. E i segreti sono macigni sul cuore: “ moi pur elle… moi pur elle” (dal film L’ultimo dei mohicani), mai frase fu più sentita nella mia anima, in fondo sarebbe la soluzione migliore.
Post n°699 pubblicato il 13 Settembre 2011 da gameplayer
Tag: la mia anima, un po' di me
Qualche giorno fa mi ha chiamato un’amica chiedendomi se andasse tutto bene, si preoccupava del protratto silenzio che regna in questo blog. L’assenza di parole è sempre indice di malessere profondo, se poi l’assenza è la mia che le uso terapeuticamente è ancora più grave. E’ un periodo in cui sono molto chiusa in me stessa, sento dentro un grande vuoto, ormai le situazioni si rincorrono a una tale velocità che è anche difficile potervi stare dietro, semplicemente mi lascio andare alla tempesta, sul mio pezzo di relitto che galleggia, ma le mie braccia sono stanche ormai e il canto delle sirene mi attrae molto. L’unica novità di rilievo è l’ammissione ad un corso regionale che ho inseguito per molto, un altro pezzettino di carta che si aggiunge ai miei pezzettini di carta… Servissero poi… Per il resto devo scendere a compromessi con tutto, anche con me stessa…Tocco il nero più nero con lo scoraggiamento più profondo e vivo allo stesso tempo momenti in cui sembra che tutto vada bene che forse, quasi quasi… Ma è la voragine dentro che non si placa mai… qualcosa che consuma e divora… che ha eletto il silenzio come sua arma; sono vuota, sono stanca dentro e non vedo domani, non vedo vie d’uscita… Eppure ogni giorno indosso la mia maschera, la veste irreprensibile della professionista efficiente e determinante… Ogni giorno la stessa parte, uguale a se stessa, reificando solo la mera funzione professionale e facendo morire sempre più la parte autentica di me… Ho paura, perché mi sono resa conto di essere capace di tutto in questo momento e ho paura perché non ho più la voce per dirlo.
Post n°698 pubblicato il 11 Agosto 2011 da gameplayer
Tag: racconti
I piedi nudi sul pavimento non facevano rumore mentre percorreva il corridoio, sapeva dove trovarla, era il suo posto speciale e non poteva che essere lì. Lentamente nel buio si avvicinò alla porta del salone, una fresca brezza marina gli accarezzava il torace e lui rimase lì ad osservarla dalla porta. Era rannicchiata sulla sua poltrona bianca preferita, accostata alle porte finestre che davano sulla terrazza che si affacciava sul mare, il suo posto segreto, con quello sguardo remoto che lui conosceva bene; costantemente in lotta contro i suoi demoni, nel cuore della notte. Fulvio sentiva il petto gonfiarsi di quell’amore travolgente che ancora non riusciva a comprendere, la guardava stringersi nella sua camicia, sorrideva pensando a quanto piacesse ad Emma indossare le sue cose, ridendo, diceva sempre che gli piaceva sentirsi il suo odore addosso e pensare che un po’ del suo era lì sopra dopo averle indossate; la sua donna, quella creatura accoccolata nel buio. La sua donna, assaporava la parola sulle sue labbra, con un primitivo senso di possesso. Si appoggiò allo stipite pensando a quanto la sua vita fosse cambiata da quando quella complessa e a volte indecifrabile personcina aveva invaso la sua vita. Percorse con lo sguardo la stanza semibuia, quella casa era il loro rifugio, l’aveva comprato sapendo quanto il sogno di un nido sulla riva del mare fosse importante per lei, ed era lì che avevano deciso di ritrovarsi quando le strade del mondo che percorrevano riuscivano ad incontrarsi. Entrambi con una professione che li impegnava e li portava in giro, spesso non si vedevano per mesi, anche se attraverso il pc e il telefono erano costantemente in contatto. Poi appena potevano correvano a rifugiarsi lì in quell’angolo di paradiso sperduto, che piano piano avevano arredato secondo i loro gusti ed esigenze e che riempivano gradualmente delle loro cose più care; quante volte al suo arrivo, l’aveva trovata in cucina intenta a preparare un pranzetto sfizioso per accoglierlo, o addormentata sul divano in salone, accarezzata dal vento che penetrava dalle porte finestre spalancate. Ogni volta aveva visto nel corso dei giorni il suo viso rilassarsi gradualmente, perdendo quell’espressione triste che aveva e cominciare a sorridere con quel sorriso che solo lui conosceva. La sua Emma era una donna magnifica, decisa, indipendente, professionalmente realizzata, splendente ovunque fosse, magnetica per il mondo, ma solo lui conosceva le ferite e la fragilità del suo animo, sapeva dell’orrore che l’aveva segnata e dei demoni che da allora la perseguitavano ogni notte. Spesso dopo aver fatto l’amore, con passione e sfrenatezza, lei esausta s’addormentava, in quel momento il controllo ferreo che la disciplinava si allentava e cominciava a piangere e a lamentarsi nel sonno, quindi lui la stringeva a sé dolcemente , tergendole le lacrime, rassicurandola sottovoce, cullandola fin quando non la vedeva rilassarsi, ma continuava a tenerla stretta a sé come se i demoni fin quando fosse tra le sue braccia non potessero raggiungerla. Fulvio si riscosse dai suoi ricordi e la vide sospirare nell’ombra accarezzandosi un braccio sapeva che lì aveva un segno lasciato dalla sua barba; lei amava portare addosso i segni della lor passione, diceva che la faceva sentire profondamente sua, una sorta di marchio d’appartenenza. Emma ignara dello sguardo maschile che la osservava era persa nei suoi pensieri, di nuovo le immagini che la tormentavano ogni notte, quel corpo sul tavolo dell’obitorio e l’orrore successivo, mai mai riusciva ad uscirne, bastava che abbassasse un attimo le difese e tutto il dolore e l’angoscia di quei giorni si rinnovava in tutta la sua devastazione. Solo le braccia del suo uomo riuscivano a placare quel tormento. Sorrise pensando a lui addormentato nel loro letto con quell’espressione decisa anche nel sonno, la sua roccia, il suo punto di riferimento, il suo splendido amante; il suo corpo ancora fremeva al ricordo della sua passione e delle sue carezze , indolenzito dalla foga che avevano avuto nell’amarsi, arrossato laddove la sua barba che amava tanto, l’aveva percorsa, segni preziosi della sua appartenenza a lui. Come spesso faceva, anche questa notte si era raggomitolata sulla sua poltrona a scrutare il cielo, voleva vedere assolutamente una stella cadente per esprimere il suo più profondo desiderio, una vita insieme al suo Fulvio, sperava che le ferite del suo passato non lo rendessero alla lunga insofferente di lei e delle sue paure. Improvvisamente due braccia forti la circondarono e il bracciolo della poltrona si piegò sotto il peso del suo corpo che si accomodava, Emma appoggiò la testa sul suo petto e si lasciò cullare dalle mani che cominciarono ad accarezzarla… “Amore… ho visto due stelle cadenti…” “Amore tu…- Rispose quella voce calda e profonda- io la mia stella lucente ce l’ho tra le mie braccia…” E finalmente Fulvio ritrovò il sorriso segreto che era solo per lui, sì, l’avrebbe protetta da tutto, anche dalle sue stesse paure… La vita insieme li aspettava e nulla avrebbe cambiato ciò, insieme per tutti i tempi e per tutti i luoghi.
Post n°697 pubblicato il 10 Agosto 2011 da gameplayer
Tag: il mio quotidiano
Io vorrei raccontarvi cose carine, lo giuro… Ma non me ne accadono, sembra che il periodo nero si protragga all’infinito. Ieri un fatto di sangue ha turbato la nostra piccola cittadina; vivere in un piccolo centro, fa sì che ci si conosca tutti, specialmente poi coloro i quali per la loro professione sono in evidenza. Ieri due stimati lavoratori del nostro paesello sono stati rapinati e il titolare è stato ucciso barbaramente dai due rapinatori, il fratello gravemente ferito è ricoverato in prognosi riservata. Non posso non pensare alla gentilezza e al sorriso che li caratterizzava, quelle parole scambiate tra un pieno e l’altro con la placidità caratteristica di chi non ha il tempo da ottimizzare, bello della vita in provincia. Alla notizia datami da un’amica (avevo visto i Carabinieri correre in emergenza, ma pensavo fosse un incidente) e appurata in seguito non nascondo di aver pianto, rabbia, dolore per quelle vite spezzate, indignazione e profondo desiderio di vendetta, pensare a quel sorriso che non ci accoglierà più, è tanto da dover sopportare. Quel dolore che io conosco e che penso provino i familiari sotto gli occhi dei quali tutto è accaduto mi annichilisce, per dei miseri euro sparare, due maledetti balordi, che spero muoiano crivellati dai colpi dei carabinieri quando li prenderanno. E lo spavento e il dolore della mia amica accorsa dopo la sparatoria e quelle parole: “Tanto sangue … un minuto è lunghissimo mentre aspettavamo l’ambulanza…” Insomma tutto questo mi atterrisce. Ho paura lo ammetto, non riesco a capire dove sta andando il mondo. Tristezza… profonda tristezza… E tu mi manchi da impazzire… Avrei così bisogno di parlare con te. Non passi mai però…
Post n°696 pubblicato il 28 Luglio 2011 da gameplayer
E’ la prima volta che mi capita, ma non trovo le parole per descrivere il mio stato d’animo…Sempre che ne abbia ancora uno. Forse dovrei descrivere tutti i malanni che ho…Magari parlano loro per me in questo momento … chissà. Pensate solo una cosa, ho chiesto a mia sorella di farmi una collana, lei mi ha detto di comprarmi le pietre che desideravo mettere, beh, ieri al mercato guardavo le file di pietre e avevo la testa completamente vuota, non riuscivo a vedere la collana che desideravo creare… mi sono lasciata guidare dai colori, creatività zero, ed ora ho i fili ma non so come farla fare. In tutto questo affastellarsi di grida d’aiuto ecco che la mia voce si perde e il mio bisogno d’esser aiutata diventa un urlo senza voce e le mie lacrime si consumano nel silenzio di angoli appartati perché io non posso piangere, io non posso essere vulnerabile e fragile. Ed eccomi scema a piangere in spiaggia con gli occhi curiosi di chi intorno si accorge e sbircia anche se imbarazzato…C’è quasi sollievo a sentire le lacrime scendere, è comunque un alleggerirsi parziale di quella tensione onnipresente in me, di quelle contratture con le quali ormai convivo da sempre. Piango per l’ennesima prova della stupidità che ho, perché pensavo di aver trovato il clone (eh no aspetta, ammettilo… mica è proprio come lui… non ha capelli ed è basso, ma mica ascolta, parla solo di sé e di ciò che vuole… comprensione zero…), ciliegina sulla torta poi, scopro che ho avuto appena a che fare con il BASTARDO di turno che tutto conoscono tranne me perché sono nuova, e ci sono caduta con tutte le scarpe nelle sue storie tristi e ne esco anche piuttosto malconcia. Poi basta una semplice telefonata dell’originale ed ecco che il mondo torna al suo posto, sperimentando ancora una volta che non possono esserci cloni, che la capacità di toccarti l’animo è solo la sua, e che è una stupida ricerca la mia, stupida come sono stupida, come dimostro di essere stupida… Stupida perché credo a quell’invito, tanto da organizzarmi con il lavoro, con la chimera di un due giorni sereni e spensierati in compagnia tranquilla e divertente, non dicendo nulla per scaramanzia, mentre in un attimo e una telefonata tutto finisce, problemi di lavoro. E stupida mi ritrovo sempre nella solita stritolante routine, nel silenzio, nelle sempre uguali incombenze, con quell’urlo congelato in gola, a testa basta, silenziosa, perché non ho niente da dire a nessuno.
Post n°695 pubblicato il 20 Luglio 2011 da gameplayer
Tag: il mio quotidiano
Come sempre orso abruzzese hai ragione... ho ascoltato la canzone che mi hai suggerito e trovo che sia estremamente indicativa e calzante... Comunque non ti ci facevo fan della Amoroso.... Dopo tanti anni ho ancora un sacco di cose da scoprire su di te. :-) TVB anche io
Post n°694 pubblicato il 19 Luglio 2011 da gameplayer
Oggi mi sento particolarmente su di giri, sarà una chiacchierata di ieri sera, sarà che sono andata a prendermi il mio adorato stereo all’assistenza, saranno le splendide notizie di venerdì che mi faranno disertare l’ennesimo concerto della band di mio marito per gettarmi tra le braccia musicali di un grande amore da sempre, che farà un concerto a Cv, sarà la bella corsa in autostrada finalmente come piace a me, da sola, con i finestrini aperti e l’aria che mi schiaffeggia… Andiamo con ordine però, mi piace l’estate sul litorale perché offre numerosi spettacoli gratuiti con grandi personaggi, stasera ad esempio andrò a vedere a teatro i Carmina Burana… fantastici!!! Venerdì invece notizia fresca fresca, o meglio calda calda (E’ in tema con le temperature), concerto gratuito del mio immenso grandissimo amore di sempre Tony Hadley (cantante della mitica band inglese degli Spandau Ballet), vi rendete conto?? Il mio immenso amore da quando avevo 17 anni sarà qui, certo appesantito dagli anni che passano anche per lui, ma lo vedrò!!!!!!!!!! Ci sono pochissimi uomini per cui non avrei avuto esitazione nella mia vita, sono cinque , due dei quali purtroppo morti, John Wayne e Fabrizio De Andrè, e poi Tony Hadley, Sebastiano Nela, ex giocatore della mitica Roma e R. Gere…per il resto dell’umanità si può parlare , per loro in assoluto no. Insomma venerdì cascasse il mondo ci sarò e magari con uno striscione, tipo “Gli anni passano ma tu sei sempre nel mio cuore, forever young in my heart …” sììììììì Il mio Tony canterà per me ancora!!!! Fa correre queste ore , non sto più nella pelle, alla faccia di chi dice che non si può essere fedeli per sempre…. Poi la mia bella corsetta in autostrada, è risaputo che la velocità ha un fascino tutto particolare per me, e che quando sono alla guida da sola della mia vetturetta indulgo con il piede a schiacciare l’acceleratore, il contatto con lo sterzo sembra quasi una carezza e suscita in me un piacere vagamente erotico, come la velocità stessa; paradossalmente sento la tensione muscolare sciogliersi e io divento improvvisamente più consapevole di tutto quel che mi circonda. Guidare mi piace, ma quando sono da sola (la solitudine mi permette di essere responsabile solo di me stessa e delle mie azioni) ed oggi con il vento che mi schiaffeggiava dai finestrini aperti e la colonna sonora di Fashdance a tutto volume è stato un attimo di vera felicità (Anche se poi il serbatoio ha gridato vendetta). Ho un caro amico e collega che si è comprato una stupenda moto, quella dei miei desideri, una Triumph Bonneville T 100 e sapendo della mia passione ha opzionato il sellino posteriore solo a me…si sente tranquillo e sereno quando sono dietro di lui, perché assecondo naturalmente i suoi movimenti e quelli della bestia sotto le nostre gambe…E’ appagante avvinta a lui girare in moto, specialmente la sera, anche se a volte l’impulso di dirgli dai tutto gas è fortissimo, immagino infatti la splendida sensazione della moto che vola sulla strada, ma taccio, rispettando la sua tranquillità e il fatto che sta prendendo le misure con il mezzo a due ruote potente… A volte mi viene da ridere con quanta cura mi allaccia il mio casco (Il mio casco storico comprato sperando di farlo seguire da una moto), penso che vestita come sono, o a volte svestita, in quanto siamo anche andati in giro in pantaloncini e canottiera dopo esser tornati dal mare, qualora dovesse accadere qualcosa , l’unica cosa che proprio non vorrei è una testa funzionante, immaginando il dolore dell’asfalto sulla carne viva… Sì lo so, è il momento splatter del post, ma certo che questi pensieri a volte vengono, sarà poi che io ho l’abitudine di valutare tutto, ma proprio tutto… Ma non mi arrendo,piano piano comincerà a prendere contatto con le potenzialità della sua splendida bestia, che romba sotto di me che è un piacere e magari il gas lo aprirà veramente tutto…Quanto sarebbe bello un viaggio per autostrade con lui…
Post n°693 pubblicato il 06 Luglio 2011 da gameplayer
Tag: il mio quotidiano
Errata corrige al post precedente, la gente pensa che io sia stupida perché … sono stupida, a tutti gli effetti lo sono e ormai nulla può farmi cambiare idea. Cosa è successo è presto detto, stamattina come faccio spesso stavo trascrivendo diligentemente gli sms ricevuti sui miei quadernetti storici quando mi capita tra le mani un mms di un bel paesaggio, inviatomi ad inizio maggio, lo guardo anche con tenerezza e con un sorriso, pensando alla gentilezza e al gesto carino che mi era stato fatto, quando nel trascrivere l’ora e il giorno mi avvedo che lo stesso mms era stato mandato ad altri 6 numeri oltre il mio… Ci sono rimasta enormemente male ,per due motivi, che sono anche quelli per cui sostengo di essere una stupida: Il primo perché in buona fede pensavo che fosse inviato unicamente a me, come un momento di condivisione di un bel paesaggio e magari di un pensiero in quel momento rivolto a me (Solitamente quando io invio mms lo faccio “ ad personam” poiché con quell’immagine intendo comunicare un qualcosa di unico destinato proprio a quell’individuo … Ma certo sono stupida io a pensare che anche gli altri facciano così). Il secondo perché come una fessa mi sono affrettata a ringraziarlo come fosse un gesto di una preziosità inaudita; questo è l’altro dei miei limiti, sono grata anche per una moneta di latta che altri non degnerebbero di uno sguardo e questo permette alla gente di approfittarsi bellamente di me senza un minimo di ritegno (Mio compleanno docet), al punto tale che non esitano anche a chiedere cose anche onerose senza un minimo di esitazione, perché tanto se glielo chiediamo la manu si taglia anche le 4 vene dei polsi (Citazione voluta da De Andrè- Ballata per un amore cieco). Sono stupida, sono assolutamente stupida e questo ormai è acclarato…un’emerita deficiente… che ha sorriso come un’ebete per un mms inviato a popolo e paese… come d’altronde accade quando la stessa persona condivide catene di S. Antonio, in cui ci sono indirizzi e nik name di molta gente di chat… Sono stupida e non imparo mai….
Post n°692 pubblicato il 02 Luglio 2011 da gameplayer
La gente pensa che io sia stupida, solo perché non parlo, non mi arrabbio e sembro sempre capire tutto, non significa che non veda e non capisca la realtà delle cose. Una settimana infernale da dimenticare, unica meravigliosa gioia e commozione personale è stata la prova orale della mia allieva E. nell’esame di maturità alla quale ho assistito, prova superba in cui si è dispiegata tutta la sua potente intelligenza, in cui la mia piccola donna si è rivelata una stupenda grande donna… Cosa di cui mai ho avuto dubbio alcuno… lacrime discrete di gioia, finalmente diverse da quelle di dolore che io conosco bene. Un privilegio unico accompagnare il percorso educativo in tutti questi 13 anni di una mente così brillante e dalle immense potenzialità. Giornata pessima oggi, mi sono aiutata anche con le mie gocce di felicità per tirarmi un po’ su l’umore. Io proprio non capisco perchè sia così difficile rendere coerenti le parole con le azioni, tante parole rimbombano dentro di me eppure non si vede un fatto che sia uno. Tutti sembrano indignati e preoccupati che io non festeggi il mio compleanno, ma quando a fatica, anzi quasi minacciata, decido di fare una piccola cosa , scattano gli impegni improrogabili… Stasera, convinta dalla valchy e da C. volevo fare un aperitivo con i miei ormai pochissimi amici di qua e mia madre e mia sorella alla casetta, ma tra defezioni e assenze varie , mi è passata la fantasia e ho disdetto tutto. Mia sorella ieri mi ha detto in forma molto diplomatica già no, S. a quanto pare ha una cena irrinunciabile… ok va bene così, ma perché mi debbo affannare a pulire e togliere i materiali da lavoro a casetta se tanto in realtà del mio compleanno non frega niente a nessuno?? Non mi va di fare nulla, sono sempre stanca, perché devo fare cose per far piacere agli altri a cui tanto non importa?? Quindi si farà come sempre, cena al ristorante cinese e vai così… Come sempre come ogni maledetto sabato.
Post n°691 pubblicato il 27 Giugno 2011 da gameplayer
La colonna sonora di questa speciale giornata... per me... a me... Preghiera in gennaio - De Andrè
Il sogno di Maria - De Andrè
Ballata dell'amore cieco - De Andrè
... vai così....
Post n°690 pubblicato il 24 Giugno 2011 da gameplayer
A volte una parola banalissima ha la forza devastante di uno tsunami, spazza via tutto e distrugge... Le parole hanno questo grande potere, o forse lo ha chi le pronuncia. "Chi di speranza vive... disperato muore " ... sono un pezzo avanti... sono già disperata.
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