GATTITUDINEGATTA CHICCA |

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Non esistono gatti banali; la loro personalità è troppo complessa percchè possano essere banali Accuditi come imperatori, abbandonati in vicoli bui, non potranno mai diventare banali.
Il gatto o lo si ama incondizionatamente o lo si detesta...le mezze misure non esistono quando si tratta di gatti...la loro personalità sfaccettata non sempre è compresa da tutti.
Per chi ama gli animali è inconcepibile anche il solo pensiero che si possano commettere atrocità e nefandezze ai loro danni...eppure è proprio il gatto ad essere la vittima principale
Misteriodo, imperscutabile, enigmatico, austero, assorto; così simile alle divinità adorate nell'antico Egitto scivola accanto alle nostre frenetiche vite, sfiorandoci con la sua magia
Non sapremo mai perchè decide di condividere con noi la sua vita...questo segreto rimarrà celato in fondo agli occhi della piccola tigre domestica che chiamiamo gatto
...per usare un verso del grande poeta, Baudelaire “…sogna di cose già sognate…”
Cinzia/Gattachicca/Cerva Bianca
IL PONTE DELL' ARCOBALENO

Da qualche parte del paradiso c'e' un luogo che si chiama il Ponte dell'Arcobaleno.
Un animale che e' stato molto caro a qualcuno ancora al mondo, raggiunge il Ponte dell'Arcobaleno, quando muore.
Ci sono prati e colline per i nostri amici, che si diverono a correre e giocare insieme.
Hanno cibo in abbondanza, e acqua e sole, e se ne stanno tranquilli al calduccio.
Gli animali malati o vecchi ritrovano la salute e il vigore; quelli che erano feriti o mutilati riprendono la forza e l'integrita'; tornano ad essere cosi' come li ricordiamo.
Sono felici e contenti, tranne che per un piccolo particolare: sentono la mancanza di qualcuno, qualcuno molto di speciale che si sono lasciati dietro.
Giocano e corrono, ma all'improvviso uno si ferma e gurda lontano.
Lo sguardo e' attento, il corpo vigile ha un fremito.
Si allontana di corsa dal gruppo, sembra che voli sull'erba verde, le zampe si muovono sempre piu' veloci.
Vi hanno visti, e finalmente vi incontrate, vi abbracciate felici sapendo che non vi separerete piu'.
Insieme attrverserete il Ponte dell'Arcobaleno
autore ignoto
PREGHIERA DI UN GATTO ABBANDONATO

Ti prego Signore, fammi incontrare qualcuno che abbia voglia di prendersi cura di me!
Sono così stanco di correre e vivere nella disperazione, il mio corpo e' martoriato e sono pieno di dolori; e ti prego, Signore, mentre corro nella pioggia, di trovare qualcuno disposto ad amarmi ed a darmi una casa, un letto caldo ed accogliente e cibo tutto per me.
Il mio ultimo umano mi ha lasciato da solo in un cortile...
L 'ho guardato mentre si allontanava, ed e' stato difficile Signore.
Ho aspettato per un po', poi sono andato per la mia strada a frugare nella spazzatura ed ho cominciato a vivere come un randagio.
Ma adesso Signore, sono stanco, affamato ed infreddolito, e sono così spaventato che credo non diventerò mai vecchio.
Mi hanno inseguito con dei bastoni e preso a cinghiate, mentre ero per strada e cercavo solo di trovare degli avanzi.
Ma non sono davvero cattivo Signore, per favore aiutami se puoi, perché sono diventato una "Vittima dell'Uomo".
Ho i vermi e sono tormentato dalle pulci, e tutto quello che voglio e' trovare un uon lui e proverò ad obbedirgli.
Gli sarò cosi riconoscente se accetterà di farmi rimanere con lui !
Non penso che potrò andare avanti molto a lungo da solo, perché stò diventando debole e sono da solo.
Ogni notte, mentre dormo tra i cespugli, piango, perché temo, Signore, che la mia ora sia arrivata.
Avrei cosi tanto amore e devozione da donare, che mi dovrebbe essere data una nuova speranza di vita!
Così, Signore mio, per favore ascoltami, per favore rispondi alle mie preghiere e fa' che incontri qualcuno a cui importa VERAMENTE di me.
LA PREGHIERA DEL GATTO

Signore Iddio, sorgente di ogni vita e Padre amoroso di ogni essere vivente, guarda con tenerezza anche me, un gatto, piccolissima Tua creatura.
E quando sulla strada della sua vita scenderà la sera del dolore, i miei occhi lucenti di un bagliore che vince l'oscurità della notte le permetteranno ancora di guardare lontano. I miei occhi che brillano nel buio sapranno dirle che nessuna notte è tanto oscura se la Tua bontà pone un gatto, anche solo un gatto accanto al suo cuore ferito ed insieme aspetteremo che sorga una nuova alba di luce.
Tu che conosci e comprendi ogni cosa, perché di ogni cosa sei origine e linfa, ascolta anche la mia vocina, perché tutto ciò che esiste ha il dovere e il diritto di rivolgersi a Te che l'hai chiamata all'essere e lo mantieni nell'essere per un motivo preciso, nella Tua provvidente bontà.
Io Ti ringrazio, a nome di tutta la specie che oggi Ti parla con il mio miagolìo di preghiera, di avermi creato e creato gatto, così come sono: morbido, allegro, elegante, seducente, dignitoso, infinitamente tenero con chi si prende cura di me.
Grazie, Signore, per aver creato tutto ciò che riscalda: il sole, alla luce del quale mi distendo a dormire appena si annuncia primavera; il fuoco del camino, accanto al quale mi piace indugiare quando l'inverno fuori è troppo rigido; le ginocchia della creatura umana che io amo e che mi ama, sulle quali mi acciambello in ogni stagione, perché quello è un calore che scalda anche il mio piccolo cuore, l'unico che mette in moto quel motorino di cui mi hai dotato e mi fa fare le fusa.
Tu mi hai posto accanto agli uomini per dare loro un motivo di gioia in più, ma non sempre l'uomo Ti capisce, Signore. Nella sua arroganza, troppo spesso crede di essere il padrone della natura e non comprende di esserne solo l'espressione più bella e perfetta e si crede in diritto di usare di noi - animali di tutte le specie, non solo gatti - secondo il suo capriccio, troppe volte con crudeltà.Restituisci all'uomo, Signore, l'umiltà di riconoscersi creatura tra le creature, fratello maggiore e non tiranno, tutore e non padrone di tutto ciò che esiste sulla terra.
Ti ringrazio, Creatore fantasioso e geniale, dei mezzi espressivi di cui mi hai dotato per comunicare. La mia coda che si alza diritta quando corro incontro alla creatura umana che io amo e che mi ama è il punto esclamativo che le esprime la mia gioia per il suo ritorno. Il mio mantello setoso che ama le carezze e il mio piccolo corpo caldo che si accoccola accanto al suo sanno trasmettere il calore di una presenza, discreta ma importante quando si è troppo soli.
Ti ringrazio, Signore, di avermi creato Tuo strumento per rallegrare la vita umana. E quando la mia piccola esistenza sarà compiuta, non permettere che io vada perduto nel nulla. Nel mistero della resurrezione di Cristo, primogenito di tutte le creature, fammi partecipe della Tua eternità.
E quando da una nuvola calda e dorata di sole udrai la vocetta di tutti i gatti del mondo dispiegarsi in un inno di amore e di lode, unirsi al coro maestoso di Serafini, Troni, Cherubini e Dominazioni, Ti prego, Signore, sorridi!
Nino


"Si muore quando non si donano più emozioni"
Mauro B.
bassista
1955 2001

AVVISO
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CHE PECCATO...
Post n°761 pubblicato il 31 Ottobre 2010 da gattachicca1
. La notte s’avvicinava e le strade della città erano quasi deserte; La luce dei lampioni si specchiava nelle pozzanghere rimaste dopo la pioggia del mattino; un vento gelido,che sollevava mulinelli di foglie morte, faceva rabbrividire i rari passanti. Uno dei pochi locali ancora aperti era un lussuoso bar, dall’atmosfera elegante e raffinata; la luce soffusa dalle lampade illuminava i tavolini e le morbide poltroncine in velluto rosso scuro; la musica di sottofondo non impediva il conversare pacato degli avventori, nell’aria si sentiva profumo di caffè e vaniglia. Improvvisamente la porta si spalancò ed una folata di vento che già sapeva di neve raggelò il locale. Dall’ombra apparve una snella figura avvolta in uno strano mantello nero che toccava il suolo; era una giovane donna dai lunghissimi e lisci capelli corvini che contrastavano con la pelle diafana del viso dall’ovale perfetto; aveva le labbra vermiglie e grandi occhi color ambra incorniciati di lunghe ciglia; indossava un lungo abito nero in lamé dalla profonda scollatura; al collo una collana di diamanti. Lentamente, con movenze sinuose, attraversò il locale; e mentre camminava si sentiva il tenue suono di un campanellino, si sedette ad un tavolino appartano posto in un angolo ed ordinò da bere, un latte tiepido. Le mani erano curate e prive d’anelli, le dita lunghe ed affusolate con le unghie smaltate della stessa tonalità del rossetto; iniziò a giocherellare, tracciando immaginari cerchi sulla tovaglia di damasco color panna. Le venne servito il latte, in una tazza di fine porcellana inglese decorata con piccoli disegni floreali blu; iniziò a bere, a piccolissimi sorsi, mentre osservava le persone presenti nel locale. Poi lo vide: sulla quarantina, alto ed elegante, fisico asciutto, occhi e capelli castani; gli fece un sorriso e con la testa un lieve cenno d’invito. L’uomo si sentì lusingato le si avvicinò e con un sorriso luminoso chiese se poteva sedersi; la sconosciuta, con un elegante e fluido gesto della mano, gli indicò la poltroncina dinanzi alla sua. Lui si sedette e la guardò; era ammaliato dal suo sguardo gli sembrava di perdersi in quegli occhi di giada. La donna, con gli occhi socchiusi, riprese a tracciare lentamente quei cerchi immaginari, nel frattempo intonava, a voce bassissima, una melodia ipnotica, che ricordava le fusa dei gatti. Passarono lunghi minuti, sembrarono pochi istanti; nei quali l’uomo restò in silenzio, cullato da quel dolce canto Poi, lei si fermò e parlò, aveva la voce lieve e pacata “Tu sei un uomo buono e gentile, ma hai dei nemici crudeli e potenti; sono qui per aiutarti!” Riprese, ad occhi chiusi, il suo strano canto e quel tracciare cerchi invisibili, sempre più rapidamente, cerchio dopo cerchio. All’uomo sembrò che il tempo si fosse fermato; non riusciva a rendersi conto da quanto tempo era li ad ammirare quel bellissimo volto; aveva voglia di accarezzare quei capelli, di sentire il loro tocco di seta scivolare tra le dita. Pensò che quando la luce gli colpiva sembravano lanciare dei lievi bagliori blu, come il manto dei felini neri. Poi l’incanto si ruppe; la pendola del locale batté dodici rintocchi, era iniziato hallowenn Improvvisamente la temperatura del locale s’abbassò bruscamente; la donna si bloccò e ,spalancando gli occhi, fissò l’uomo e gli domandò “Non credi alle streghe?” lui rise e disse: “No! Non credo a queste stupide superstizioni!” allora la donna fece un tristissimo sorriso “Che peccato!! allora non posso fare nulla per te...” sussurrando, quasi a se stessa, aggiunse “ mi dispiace!!!” Così dicendo depositò tre monete sul tavolo, s’alzò, e s’avviò all’uscita; sulla porta si voltò leggermente, guardò tristemente l’uomo; poi lentamente uscì dal locale. L’uomo guardò sul il tavolino, dove le monete sembravano emettere tenui bagliori blu, con orrore vide che sulla tovaglia erano apparsi dei cerchi insanguinati. S’alzò di scatto, facendo cadere la poltroncina e corse verso l’uscita, dietro alla sconosciuta, ma come superò la soglia del locale si portò le mani alla gola e crollò sul marciapiede. Gli altri avventori si precipitarono fuori dal bar per cercare di soccorrerlo, e sgomenti si resero conto che era troppo tardi. Notarono delle piccole impronte feline che dalla porta del bar andavano verso il parco antistante, ed illuminata da un lampione la videro; era una gatta nera con un collare luccicante che gli guardava. La micia socchiuse tristemente gli occhi color giada e sembrava domandare: “Voi credete nelle streghe?” Poi con un agile balzo scomparve nel buoi del parco; nell’aria rimase solo il lieve suono d’un campanellino mentre il vento, sempre più gelido, rapiva le foglie morte. . racconto dedicato alla piccola Tina
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L'ANGELO CHE PROTEGGE
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QUESTO E' IL SEGNO DELLA MIA FEDE
A TINA

Dedicato alla nostra amica TINA
che abiterà per sempre nei nostri cuori

Ho acceso una candela,
e poi un altra,
ed un altra ancora;
candele luminose
come occhi di gatto;
ho acceso mille candele
per illuminare il tuo
cammino di gatta
colore della notte.
Gattachicca
PREGHIERE SEMPLICI

O Dio degli umili
se esisti davvero
scendi a vedere
questi poveri figli
perduti nell'inferno del mondo:
Togli il bastone
all'uomo demonio
soccorri la bocca affamata
le tristi zampette
la vita umiliata
strappa quei ferri ai camici bianchi
lenisci le piaghe delle carni straziate
ferma la ruota del mostro d'acciaio
colpa non hanno di essere vivi
in un mondo feroce così li hai voluti
ma non hanno peccato
così li hai creati
ed allora, coraggio
dimostra il Tuo amore
io aspetto che cali
dalla Tua perfezione
una stilla di pace
sulla loro notte senz'alba.
Signore, abbi pietà per gli uomini, Signore, abbi pietà per gli animali domestici, Signore, abbi pietà per gli animali selvatici, Signore, abbi pietà per gli animali da allevamento, Signore, abbi pietà per gli animali da macello, Signore, abbi pietà per gli animali da esperimento, Padre, abbi pietà per tutti gli animali trad. Rinaldo Sajovitz
che per ignoranza trattano male gli animali,
insegna loro ad amarli come Tue Creature.
che spesso sono alla mercé di uomini indifferenti e crudeli,
non lasciarli soli nella loro angustia.
que soffrono la fame, la sete e la persecuzione,
indica loro un sicuro asilo.
che crescono in una insopportabile strettezza,
liberali presto dalla loro prigionia.
specialmente per quelli che vengono uccisi senza indormia,
assistili nel loro greve dolore.
non permettere che abbiano a soffrire senza fine,
salvali dal loro tormento.
e per tutto il Creato, che anela alla liberazione,
dona al mondo amore e pace.
Amen.
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