GATTITUDINEGATTA CHICCA |
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Non esistono gatti banali; la loro personalità è troppo complessa percchè possano essere banali Accuditi come imperatori, abbandonati in vicoli bui, non potranno mai diventare banali.
Il gatto o lo si ama incondizionatamente o lo si detesta...le mezze misure non esistono quando si tratta di gatti...la loro personalità sfaccettata non sempre è compresa da tutti.
Per chi ama gli animali è inconcepibile anche il solo pensiero che si possano commettere atrocità e nefandezze ai loro danni...eppure è proprio il gatto ad essere la vittima principale
Misteriodo, imperscutabile, enigmatico, austero, assorto; così simile alle divinità adorate nell'antico Egitto scivola accanto alle nostre frenetiche vite, sfiorandoci con la sua magia
Non sapremo mai perchè decide di condividere con noi la sua vita...questo segreto rimarrà celato in fondo agli occhi della piccola tigre domestica che chiamiamo gatto
...per usare un verso del grande poeta, Baudelaire “…sogna di cose già sognate…”
Cinzia/Gattachicca/Cerva Bianca
PREGHIERA DI UN GATTO ABBANDONATO

Ti prego Signore, fammi incontrare qualcuno che abbia voglia di prendersi cura di me!
Sono così stanco di correre e vivere nella disperazione, il mio corpo e' martoriato e sono pieno di dolori; e ti prego, Signore, mentre corro nella pioggia, di trovare qualcuno disposto ad amarmi ed a darmi una casa, un letto caldo ed accogliente e cibo tutto per me.
Il mio ultimo umano mi ha lasciato da solo in un cortile...
L 'ho guardato mentre si allontanava, ed e' stato difficile Signore.
Ho aspettato per un po', poi sono andato per la mia strada a frugare nella spazzatura ed ho cominciato a vivere come un randagio.
Ma adesso Signore, sono stanco, affamato ed infreddolito, e sono così spaventato che credo non diventerò mai vecchio.
Mi hanno inseguito con dei bastoni e preso a cinghiate, mentre ero per strada e cercavo solo di trovare degli avanzi.
Ma non sono davvero cattivo Signore, per favore aiutami se puoi, perché sono diventato una "Vittima dell'Uomo".
Ho i vermi e sono tormentato dalle pulci, e tutto quello che voglio e' trovare un uon lui e proverò ad obbedirgli.
Gli sarò cosi riconoscente se accetterà di farmi rimanere con lui !
Non penso che potrò andare avanti molto a lungo da solo, perché stò diventando debole e sono da solo.
Ogni notte, mentre dormo tra i cespugli, piango, perché temo, Signore, che la mia ora sia arrivata.
Avrei cosi tanto amore e devozione da donare, che mi dovrebbe essere data una nuova speranza di vita!
Così, Signore mio, per favore ascoltami, per favore rispondi alle mie preghiere e fa' che incontri qualcuno a cui importa VERAMENTE di me.
LA PREGHIERA DEL GATTO

Signore Iddio, sorgente di ogni vita e Padre amoroso di ogni essere vivente, guarda con tenerezza anche me, un gatto, piccolissima Tua creatura.
E quando sulla strada della sua vita scenderà la sera del dolore, i miei occhi lucenti di un bagliore che vince l'oscurità della notte le permetteranno ancora di guardare lontano. I miei occhi che brillano nel buio sapranno dirle che nessuna notte è tanto oscura se la Tua bontà pone un gatto, anche solo un gatto accanto al suo cuore ferito ed insieme aspetteremo che sorga una nuova alba di luce.
Tu che conosci e comprendi ogni cosa, perché di ogni cosa sei origine e linfa, ascolta anche la mia vocina, perché tutto ciò che esiste ha il dovere e il diritto di rivolgersi a Te che l'hai chiamata all'essere e lo mantieni nell'essere per un motivo preciso, nella Tua provvidente bontà.
Io Ti ringrazio, a nome di tutta la specie che oggi Ti parla con il mio miagolìo di preghiera, di avermi creato e creato gatto, così come sono: morbido, allegro, elegante, seducente, dignitoso, infinitamente tenero con chi si prende cura di me.
Grazie, Signore, per aver creato tutto ciò che riscalda: il sole, alla luce del quale mi distendo a dormire appena si annuncia primavera; il fuoco del camino, accanto al quale mi piace indugiare quando l'inverno fuori è troppo rigido; le ginocchia della creatura umana che io amo e che mi ama, sulle quali mi acciambello in ogni stagione, perché quello è un calore che scalda anche il mio piccolo cuore, l'unico che mette in moto quel motorino di cui mi hai dotato e mi fa fare le fusa.
Tu mi hai posto accanto agli uomini per dare loro un motivo di gioia in più, ma non sempre l'uomo Ti capisce, Signore. Nella sua arroganza, troppo spesso crede di essere il padrone della natura e non comprende di esserne solo l'espressione più bella e perfetta e si crede in diritto di usare di noi - animali di tutte le specie, non solo gatti - secondo il suo capriccio, troppe volte con crudeltà.Restituisci all'uomo, Signore, l'umiltà di riconoscersi creatura tra le creature, fratello maggiore e non tiranno, tutore e non padrone di tutto ciò che esiste sulla terra.
Ti ringrazio, Creatore fantasioso e geniale, dei mezzi espressivi di cui mi hai dotato per comunicare. La mia coda che si alza diritta quando corro incontro alla creatura umana che io amo e che mi ama è il punto esclamativo che le esprime la mia gioia per il suo ritorno. Il mio mantello setoso che ama le carezze e il mio piccolo corpo caldo che si accoccola accanto al suo sanno trasmettere il calore di una presenza, discreta ma importante quando si è troppo soli.
Ti ringrazio, Signore, di avermi creato Tuo strumento per rallegrare la vita umana. E quando la mia piccola esistenza sarà compiuta, non permettere che io vada perduto nel nulla. Nel mistero della resurrezione di Cristo, primogenito di tutte le creature, fammi partecipe della Tua eternità.
E quando da una nuvola calda e dorata di sole udrai la vocetta di tutti i gatti del mondo dispiegarsi in un inno di amore e di lode, unirsi al coro maestoso di Serafini, Troni, Cherubini e Dominazioni, Ti prego, Signore, sorridi!
Nino


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"Si muore quando non si donano più emozioni"
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Mauro Marco Benedetto B.
bassista
1955 2001
Messaggi di Aprile 2012
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Post n°1243 pubblicato il 27 Aprile 2012 da gattachicca1
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Post n°1242 pubblicato il 27 Aprile 2012 da gattachicca1
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. Strano ruolo quello dei gatti, si trovano contemporaneamente ai due lati della barricata: preda e predatore; forse per questo, dai suoi antenati selvatici, ha ereditato la prudenza. Partendo dal principio che si deve sempre evitare le situazioni pericolose; Quando, malgrado tutto, si trova in pericolo il gatto sceglie fra Lottare.....se è possibile nessun gatto sceglie questa opzione, non per “codardia” ma per “buon senso”; anche se dovesse combattere con un altro gatto, o con un animale di pari dimensioni e forza rischierebbe sempre d’essere ferito (anche gravemente) se non addirittura ucciso; quindi, calcolando i costi ed i benefici, è un opzione da evitare.....ma se costretto il gatto è un ottimo lottatore e sa vendere a caro prezzo la pelle. fuggire.....possibilmente in un posto elevato, oppure nascondendosi; ci tengo a ribadirlo non è codardia, il gatto non è certamente un kamikaze, quindi nessuna azione suicida. Quando il gatto resta e lotta, generalmente significa che non ha modo di rifugiarsi in un posto sicuro. Anche per questo il gatto, per sentirsi sicuro, ha la necessità di conoscere perfettamente il territorio nel quale si muove, caccia, mangia, si riposa....un territorio che “sappia di lui”; quindi lascia il suo odore. Lo fa sia con le secrezioni prodotte da alcune ghiandole presenti della mascella superiore, angoli del mento, accanto alle labbra, attorno ad ano e capezzoli, nella parte terminale della coda e sul prepuzio, fra i cuscinetti plantari. Strofinandosi il gatto segnala ai suoi simili la proprietà del territorio, d’oggetti, esseri viventi.....per questo motivo il gatto si strofina addosso ai propri AmiciUmani; oppure ad oggetti e/o superfici, e si “fa le unghie” in punti ben prestabiliti, e ripete periodicamente questa operazione.......sta lasciando la sua ”firma odorosa”, invisibile per gli esseri umani ma non per gli altri gatti; la stessa cosa, purtroppo, non la si può dire per i fetidi spruzzi d’urina, anch’essi utilizzati come marcatori.
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Post n°1241 pubblicato il 25 Aprile 2012 da gattachicca1
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. Da qualche giorno ho un nuovo amico, un falco, passa ore ed ore sulla torretta della mia casa. E' il secondo falco che, interagisce con me dall'inizio dell'anno.......il primo fu quello che trovai morto nel cortile del mio ufficio lunedì 9 gennaio; aveva impattato con una enorme porta a vetri mentre inseguiva un piccione. Ora c'è lui, che osserva il mondo appollaiato sulla mia gatteruola, come chiamereste una bandieruola a forma di gatto? Il falco è il mio primo animale totemico, il mio personale "Animale Medicina"; ed è entrato in molti modi nella mia vita. Anche se il mio nuovo AmicoAnimale non è un bellissimo Pellegrino in questo particolare momento il suo messaggio m'è utilissimo.....soprattutto dopo gli ultimi accadimenti personali
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Post n°1240 pubblicato il 21 Aprile 2012 da gattachicca1
. Panchi è quel candido batuffolo in alto nella foto. Oggi pomeriggio è andato avanti, lasciando da sola la piccola Frù Ora Panchi gioca allegro sul Ponte dell'Arcobaleno con la sua AmicaGatta, la bella e dolce Luna che è andata avanti nello scorso ottobre. Cara Lucia, un Amico che va avanti lascia sempre un grandissimo vuoto, anche se si tratta d'un pesciolino, una gatta.....una cavia bianca Ti siamo vicini e ti vogliamo bene Cinzia e Piero |
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Post n°1239 pubblicato il 20 Aprile 2012 da gattachicca1
l'immagine qui riprodotta appartiene a gattachicca RIPRODUZIONE VIETATA . Qualche giorno fa, vedendo, la mia vicina di casa sistemare ai lati del portoncino delle bottiglie in PET colme d’acqua ho pensato......”Puttana Ermellina!!! Una nuova iscrizione al club del bottigliari”; una leggenda metropolitana vorrebbe che servono da deterrente conto le minzioni non gradite di cani e gatti. Ci sono differenti....scuole di pensiero su come avverrebbe tale dissuasione Alcuni sostengono che l’AmicoAnimale vedendosi riflesso, in modo deformato, sulla bottiglia si spaventerebbe (!!) Per certi le ombre proiettate dalle bottiglie spaventerebbero gatti e cani (!!!) Altri che la vista dell’acqua inibirebbe la produzione d’altri....liquidi (!!!!) C’è chi giura e spergiura che l’AmicoAnimale riceverebbe una leggerissima scossa elettrica da parte della bottiglia in PET (!!!!!) Questa credenza ha dimensioni quasi mondiali; sembra che derivi da un antica usanza delle popolazioni scozzesi; bottiglie di vetro, riempite a metà, vengono interrate nelle vicinanze di pollai/conigliere/stalle; tutto il lavoro, di dissuasione sonora, è poi eseguito dagli impetuosi e pressoché continui, venti delle Highlands......sembra che infilandosi nei colli delle bottiglie producano un suono lamentoso che sembra tenga lontane le volpi.................sembra; unzionerebbero sullo stesso principio d’alcuni impianti sonori allontana volatili, peccato che subentri l’abitudine (come accade con i vecchi spaventapasseri, spesso utilizzati a modi posatoi) Ieri, mentre ero in giardino ho sentito uno strano rumore sordo; accompagnato da una lunga serie d’irati “Porco qui.....Porco li.......” provenire da oltre il muro di recinzione; il mio vicino di casa aveva urtato sulle sue preziose bottiglie di PET piene d’acqua e tappate, facendone cadere alcune, mentre le rialzava ha scoperto una pozzangherina di liquido giallognolo che dalla superficie delle bottiglie si spandeva graziosamente sul marmo della soglia di casa. Stamattina, aprendo le finestre della camera da letto ho notato che quelle bottiglie, disposte a plotone davanti all’uscio del vicino, erano scomparse; ed al loro posto era ritornato il nero e familiare zerbino in plastica traforata; mentre il rossiccio micio dei miei vicini stava tranquillamente sdraiato sul tetto del box a contemplare la porta di casa Il mio sguardo e quello del felino si sono incrociati; sarà certamente stata una mia impressione ma ho avuto la netta sensazione che sul muso del suo bel e grosso AmicoGatto ci fosse stampato un sogghigno beffardo............ma sarà stata solo la mia immaginazione???
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Stiamo “celebrando” i 100 anni dall’affondamento del Titanic; non c’è emittente televisiva che non proponga e riproponga film documentari inchieste, ecc su questo avvenimento. Fu una immane tragedia dovuta a molti fattori che si concatenarono; la fatalità, la faciloneria, il classismo, il razzismo. Nel computo delle vite spezzate mancano quelle degli AmiciAnimali; non si saprà mai quanti furono, l’oceano custodisce i suoi segreti,.....ufficialmente furono nove le vittime e tutte canine........ma non credo proprio ci fossero solo dei cani a bordo; e soprattutto fossero in un numero così limitato, se era prevista per la giornata di lunedì 15 Aprile era stata organizzata una piccola esposizione. Solo di quattro vittime canine sappiamo dire chi fossero: Dog (Fox-terrier), Kitty (Airedale Terrier), Gamin di Pycombe (Bulldog Francese nero campione della sua razza), Frou Frou (razza non conosciuta, si sa solo che era piccola). Ma questo conteggio è decisamente in difetto perché calcola solo i cani di prima classe......non è dato di sapere quanti AmiciAnimali viaggiavano nelle classi.......inferiori; va sottolineato che il prezzo del biglietto per un AmicoAnimale era identico a quello d’un bambino I tre sopravissuti furono il Pechinese Sun Yat-Sen i cui AmiciUmani erano Henry e Myna Harper, comproprietari della casa editrice Harper & Row; e due Volpini di Pomerania la piccola Lady della 24 enne newyorkese Margaret Bechstein Hays,; dell’altro volpino non si conosce il none ma solo quello dei proprietari i magnati dell’abbigliamento Martin ed Jane Elizabeth Anne Rothschild. Le minuscole dimensioni dei tre cagnolini certamente non rubarono spazio sulle scialuppe, infatti Mr. Rothschild dichiarò che nessuno obbiettò della presenza dei cagnolini custoditi sotto i cappotti dei loro umani. Non fu possibile far salire sulle scialuppe un grosso Alano; ma la sua AmicaUmana la 50enne Ann Elizabeth Isham rifiutò di abbandonarlo al suo destino; furono ritrovati una accanto all’altro, mentre le acque gelide dell’oceano cullavano i loro gusci vuoti. Ma non fu la sola a non voler abbandonare il suo AmicoCane; Sir John Jacob Astor IV, era più ricco a bordo del Titanic, rifiutò di salire sulla scialuppa dove aveva già preso posto sua moglie Madeline, ed andò ad aprire le gabbie che si trovavano nella “Zona F” sul ponte di prima classe, dove erano rinchiusi parte dei cani (altri furono abbandonati nelle cabine), compresa la sua Kitty. Rigel era un Terranova, il suo AmicoUmano era il primo ufficiale Mr.Murdoch; fu trovato dai soccorritori dal RMS Carpathia (il transatlantico inglese che, malgrado una pericolosa rotta fra i blocchi di ghiaccio, riuscì a giungere alle ore 04.00 (90 minuti dopo la collisione) sul luogo dell’affondamento del RMS Titanic); raccontò il marinaio J.Briggs che nel buio della notte udirono i latrati d’un cane, il comandante del transatlantico soccorritore ordinò di fermare i motori....Così scoprirono, grazie al Terranova, dove si trovavano le scialuppe con i superstiti. Seppure stremato dalla permanenza dell’acqua gelida, anche quando fu portato al sicuro sul Carpathia, Rigel continuò ad abbaiare disperatamente verso il mare che aveva inghiottito il suo AmicoUmano Anche il comandante Edward J Smith, che aveva percorso svariate volte quella rotta al comando della Olympic, gemella dello sfortunato Titanic, era un amante degli animali; alcune foto lo ritraggono assieme al suo amatissimo Wolfhound Irlandese poco prima della sua ultima crocera Piango le 1518 morti umane......iniziando da quelle dei miei i 37 connazionali imbarcati sul TITANIC tra i quali era presente solo una donna Argene Genovesi, passeggera di seconda classe, attendeva una bambina e fu tratta in salvo, quasi tutti furono emigranti in terra inglese e quindi con relativo domicilio sul suolo britannico, quindi classificati come cittadini inglesi. Dei 37 italiani solo due riuscirono a sopravvivere al naufragio. L’oceano restituì solo 330 corpi; mentre furono 705 i superstiti umani. A RICORDO DEGLI ITALIANI: Allaria Battista anni 23 Molini di Triora (Sa), Banfi Ugo anni 25 Caravaggio (Bg), Basilico Giovanni anni 25 Desio (Mi), Bazzi Narciso anni 33 Brissagno (incerto se italiano o svizzero), Bernadi Battista anni 22 Dronero (Cn), Bertoldo Fioravanti incerta età luogo di nascita, Bochet Pietro Giuseppe anni 42, nato a St. Piere (Ao), Casali Giulio anni 32 incerto luogo di nascita, Crovella Luigi anni 17, S. Sebastiano Po (To), De Marsico Gianni anni 20 Milano, Fei Carlo anni 19 Fina (To), Gatti Luigi di anni 36 incerto luogo di nascita, Gilardino Vincenzo incerta data di nascita Canelli (At), Nannini Francesco anni 42 Marradi (Fi), Podrini Alessandro anni 21 forse di Milano, Peracchio Alberto anni 20 Fubine (Al), Peracchio Sebastiano 18 Fubine (Al), Perotti Alfonso anni 21 Borgomanero (No), Piatti Luigi anni 17 incerto luogo di nascita, Piazza Pompeo anni 33 Londra (GB oriundo), Poggi Emilio anni 26 Calice (Sp), Ratti Enrico anni 23 Cassano d'Adda (Mi), Ricaldone Rinaldo anni 23 Alessandria, Rigozzi Abelo anni 22 Olivone (TI incerto se italiano o svizzero), Rotta Angelo anni 23 Novara, Saccaggi Giovanni Giuseppe anni 26 Cannobio (Vb), Salussolia Giovanni 25 Alice Castello (Vc), Scavino Candido anni 43 Guarenne (Cn), Sesia Giacomo anni 24 Narbone (FR oriund, Testoni Ercole incerta data di nascita Bagni di Lucca (Lu), Urbini Roberto anni 21 Roma, Valvasori Ettore anni 37 Montodine (Cr), Vioni Roberto anni 26 Roma, Zanetti sconosciuto nome e data di nascita Ginevra (incerto se italiano o svizzero), Zaracchi Leopoldo anni 25 Milano. I mai identificati: Ben o Beux o Beaux, Celotti Francesco, Desvernini L., Donati Italo o G., Finotti Luigi, Hermelin, Monotos o Monros L., Monteverdi G. anni 23, Moo Alfonso, Peduzzi Giuseppe, Sartori Lazzaro, Vaillant G.
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. Sono così belli, hanno il passo leggero e felpato, imperturbabili da sembrare quasi religiosi zen, il loro sguardo sembra osservare panorami non terreni....sono i gatti; piccole creature nate per cacciare. Per lui cacciare è una necessità; non è sempre e solo la fame, anche il più grasso e pasciuto micio è programmato per cacciare ed uccidere.....è la loro indole. Seguono uno schema predefinito, impresso nella loro sequenza genetica, da quando il gatto era un animale selvatico: Individuano la preda e possono restare anche ore, immobili, tendendo l’agguato alla loro potenziale vittima Poi iniziano furtivamente ad avvicinarsi, lo sguardo fisso sulla preda, spesso si ferma restando immobile per qualche istante; s’appiattisce al suolo muovendosi al rallentatore, solo alcuni rapidi movimenti della coda rivelano la sua impazienza. Quando giunge ad una distanza che ritiene ottimale, compiere un balzo fulmineo, a volte in altezza altre in lunghezza. La preda viene atterrata, con una zampa dagli artigli simili a lame sfoderati, raramente utilizzano due o più zampe; alcune volte è il morso a bloccare la loro vittima. Un morso alla base del collo recide la vita della preda; ma i cuccioli, ed i cacciatori meno esperti, alcune volte non riescono ad uccidere al primo morso. La preda viene dilaniata, pelle e piume vengono strappate; mentre muscoli viscere ed ossa sono triturate dalla potente dentatura da “Carnivoro assoluto”. Non dimentichiamo che l’apparato digerente dei felini è strutturato per una dieta basata su proteine animali, e non per alimenti vegetali. Che a noi umani piaccia o no per tutti felini, compresi i nostri pasciuti gatti di casa, l’istinto della caccia è innato; ed anche se può sembrare crudele, nei confronti di topolini lucertole uccellini e tante altre creature, non si può soffocare questa loro necessità. Sarebbe estremamente frustante per il nostro micio, inoltre rischieremmo noi stessi di diventare le loro “potenziali vittime”, ed essere aggrediti dal proprio gatto che ci ha teso un vero e proprio agguato può essere.....doloroso. Un ciuffo di piume legato ad una “canna da pesca” (un bastoncino dal quale penzola una cordicella con attaccato un fax simile di preda); qualche minuto di gioco quotidiano a simulare una battuta di caccia, possono alleviare la frustrazione della tigre domestica.......inoltre anche il nostro stress sparisce mentre giochiamo con il nostro AmicoGatto
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Post n°1236 pubblicato il 10 Aprile 2012 da gattachicca1
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Post n°1235 pubblicato il 09 Aprile 2012 da gattachicca1
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, C'è stato un periodo di giornate molto calde, un caldo decisamente anomalo per la Gran Bretagna; e gli abitanti di Mansfield (Nottinghamshire) passeggiano tranquilli per le strade della loro città. Giorni fa qualcuno nota un Cavalier King Charles Spaniel che giace immobile sul sedile posteriore d’un automobile posteggiata....è troppo immobile, sembra non respirare; tentano di richiamare l’attenzione della povera bestiola, ma è tutto inutile, il cagnolino rimane immobile nella stessa posizione....in una vettura ermeticamente chiusa e che il sole ha tramutato in un forno. Viene richiesto l’intervento della polizia; arrivano due agenti che rompono un finestrino della vettura, nel tentativo disperato di salvare la vita al povero e sfortunato cagnolino agonizzante ed immobile..... Solo in quel momento hanno compreso che l’immobilità dell’animaletto non era dovuta al prossimo abbraccio della morte ma dal fatto che si trattava d’un peluche, dell’approssimativo valore commerciale di 4 sterline. Quando l’80enne Gordon Williams, proprietario dell’automobile....e del peluche, è ritornato ha trovato il vetro rotto ed un laconico bigliettino di spiegazioni da parte della Polizia “Abbiamo rotto il suo finestrino poiché preoccupati dall'animale sul sedile posteriore” La risposta di Mister Williams, in un perfetto humour britannico, è stata “Immagino si siano sentiti degli idioti. Il mio peluche viveva piuttosto felice nella mia macchina, ma ho deciso che sarà più al sicuro a dormire su una sedia nella mia cucina” Logicamente la Polizia del Nottighamshire ha dichiarato che risarcirà l’automobilista; aggiungendo, però, che quanto accaduto “E' un esempio perfetto del perché bisogna fare attenzione a cosa si lascia in vista nella propria macchina” Personalmente suggerirei a “qualcuno” un corso intensivo sulle differenti caratteristiche fra un AmicoAnimale in carne ed ossa ed una mascotte di panno o peluche Che ne dite.....mi converrà ricamare, sul gattino che tengo in macchina, la scritta SONO UN PELUCHE in varie lingue, compresa quella inglese......sapete, non vorrei che “qualcuno” venga in villeggiatura in Italia e trovi la mia macchina....con relativo gatto finto, posteggiata sotto il sole!!!
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Post n°1234 pubblicato il 05 Aprile 2012 da gattachicca1
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Post n°1233 pubblicato il 05 Aprile 2012 da ventocaldodalnord
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. Giovedì 29 marzo, molte persone che sono transitate in via delle Mimose, a Marina di Romea (Ra); sono state attratte da dei guati soffocati....questi guaiti provenivano da un automobile posteggiata da varie ore sotto il sole, ed è stata allertata la Polizia Municipale, che giunta sul posto ha aperto la vettura Così gli agenti della Municipale (Polizia giudiziaria e Mare) hanno scoperto che nel baule chiuso, con i sedili posteriori ed il piano superiore del bagagliaio che non permettevano un sufficiente passaggio dell’aria, c’erano due gabbie.... Pincher, Barboncino e Yorkshire ed altre razze di cagnolini, ben 16, in precarie condizioni, coperti d’escrementi, privi d’acqua e luce, al punto che uno di loro aveva perso conoscenza. Il veterinario dell’Ausl ne ha certificato le cattive condizioni, disponendone l’immediato sequestro e l’affido al Canile Comunale, dove sono stati prontamente assistiti. Dai successivi accertamenti sono emerse anomalie nella compilazione dei documenti identificativi, al punto di far sorgere forti dubbi sulla loro autenticità. Sono stati denunciati, dalla Polizia Municipale, ed a....piede libero: una donna di 45 anni, residente nel Savonese ma domiciliata a Ravenna, proprietaria dei cani; un uomo di 63 anni, residente nel Bolognese, intestatario dell’autovettura; per maltrattamento di animali e possibile falsificazione dei documenti dei cani indicati di nazionalita’ bulgara e italiana I cagnolini protagonisti di questa triste vicenda sono in attesa dell’arrivo degli umani che sapranno amarli e fargli dimenticare quanto accaduto.....ma non ci sono solo questi 16 sfortunate creature ad avere bisogno d’una casa ed AmiciUmani che li accolgano
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. “Da qualche parte del Paradiso c'e' un luogo che si chiama il "Ponte dell'Arcobaleno". Un animale che e' stato molto caro a qualcuno ancora al mondo, raggiunge il Ponte dell'Arcobaleno, quando muore....” Così inizia la leggenda del Rainbow Bridge, tramandateci dalle Nazioni dei Nativi del Nord America; si dice che coloro che soffrono perché qualcuno che amano è andato avanti....si dice che quando un AmicoAnimale termina la sua strada terrena va sul Ponte dell’Arcobaleno, dove troverà prati soffici e verdi, dolci colline; li non esiste il dolore la vecchiaia e la malattia, il sole splende e si può giocare con tanti amici; sino a quando non scorgono da lontano una figura umana tanto amata e le corrono incontro festanti. E se.........se accadesse il contrario? Se fosse l’AmicoAnimale, arrivando sul Ponte, a trovare un AmicoUmano ad attenderlo? Allora il mio Ciccio si sarà trovato la mia mamma che lo aspettava con una bottiglietta di "LioMellin", il suo premio speciale. La mia Chicca, la tenerissima Panna (la cagnolona della foto, l’ultima AmicaAnimale del nostro Mauro) sono state accolte dall’alta e dinoccolata figura del nostro Fratello di Cuore, gli sono corse incontro festanti. Lassù anche noi umani non esistono più il dolore la vecchiaia e la malattia.....lassù anche il nostro Lupo di Fuoco è tornato il ragazzo forte e sano che era; non deve più combattere con i liquidi che introduce, non deve più decidere se bere mezzo bicchiere d’acqua o mangiare una pesca, non è costretto a leccare un cubetto di ghiaccio per tentare di dare tregua alla sete....ma per carità senza ingerirlo, e neppure deve mangiare quella particolare pasta da quell’orribile sapore che ricorda la muffa; alla notte non sogna più di bere una birra fresca, mangiare un gelato di crema, una pizza..... E “quel giorno” lo troveremo, con il suo inconfondibile sorriso, appoggiato al parapetto del Ponte, ad aspettarci per continuare quel discorso che neppure la morte nel 2001 è riuscita ad interrompere del tutto.
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