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G.attonero
   
 
Creato da G.attonero il 08/06/2007
Il mondo capitalista organizza la vita sul modello dello spettacolo… Non si tratta di elaborare lo spettacolo del rifiuto ma di rifiutare lo spettacolo

A nosotros nos quieren muertos
porque somos sus enemigos
y no les servimos para nada
porque no somos sus esclavos

Ci vogliono morti
perchè siamo i loro nemici
e non sanno che farsene di noi
perchè non siamo i loro schiavi

M.Soledad

 
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Partigiani e Squatter uniti e ribelli … come la gramigna

 
A.M.P.Transiti 28 Ambulatorio Popolare

L’Ambulatorio Medico Popolare (AMP) è un’associazione legalmente riconosciuta, autogestita e autofinanziata che ha iniziato la sua attività in difesa del diritto alla salute nel giugno 1994. Trova sede in alcuni spazi della casa occupata in via dei Transiti 28 a Milano, ristrutturati ed attrezzati grazie ad una vasta campagna di sottoscrizione popolare.

In questi anni le attività dell’AMP (clicca qui per scaricare il video sulle attività dell'AMP) hanno affrontato diversi ambiti delle politiche sanitarie: dalla assistenza sanitaria di base gratuita per tutti, con un ambulatorio aperto due pomeriggi alla settimana, all’informazione e alla organizzazione di campagne di lotta sul diritto alla salute.

Le trasformazioni subite negli ultimi anni dal sistema sanitario hanno generato un servizio pubblico che, per far quadrare i conti, risponde alle logiche gestionali prima che alla domanda di salute. Si tratta di un sistema sanitario basato sul rapporto tra il numero di prestazioni effettuate e il profitto di chi le produce. In questo panorama non trovano spazio le politiche di prevenzione e di diritto alla salute e si assiste a un progressivo smantellamento delle strutture ospedaliere pubbliche e poliambulatoriali territoriali, alla riduzione significativa di servizi socio-assistenziali e all’affidamento di queste mansioni a strutture private. Vittima di tale politica sono anche i consultori, caratterizzati un tempo da una presenza territoriale capillare e, fino a pochi anni fa, dall’accesso completamente gratuito.

In questo contesto di impoverimento neoliberista l’Amp rimane un luogo dove praticare un’idea differente di diritto alla salute, coniugando un’attività concreta di intervento sanitario con una battaglia politica più generale di trasformazione sociale.

 

Il racconto dell'ultimo anno di vita di Julius Fucik, che lui definì reportage e testimonianza, dedicandoli ai compagni che gli sarebbero sopravvissuti, è stato scritto nel carcere praghese di Pancrak in mano agli occupanti tedeschi, fra quotidiane torture e con la certezza di una fine prossima e atroce. Il coraggio di alcuni carcerieri che fornirono carta e matite e consegnarono i fogli scritti in mani sicure, consentirono alla moglie, Gosta, anche lei detenuta, di raccoglierli, al ritorno dal campo di sterminio di Ravensbrück. Il loro autore, giornalista e scrittore, membro del comitato centrale del Partito comunista Ceco, era stato arrestato dai nazisti nell'aprile del 1942 e fucilato l'8 settembre del 1943.

 Il documento è scaricabile al link Julius Fucik Scritto sotto la forca (zip 780kb)

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Anarchik, figura auto-ironica, nata a Milano (e Torino) alla metà degli anni Sessanta ha avuto un notevole successo d'immagine, negli ambienti libertari, dapprima come fumetto e poi come personaggio di volantini, T-shirt...soprattutto in Italia e negli anni Settanta ma anche in altri Paesi e sporadicamente fino ai nostri giorni. Questa è la sua veridica storia, scritta dal suo primo autore, responsabile del personaggio fino ai primi anni Settanta, sostituito poi da autori anonimi più o meno fedeli nell'immagine e nello spirito.

Clicca sull’immagine per leggere la storia

 

Valerio Verbano

   cox 18

 

 

 

FORUM COMUNISTA ANARCHICO INTERNAZIONALE

 

 

IMPRONTE

MEMORIA E LIBERTA'

Tactical Media Crew

 

 

I mattoni, le paure, la rabbia …

Post n°1287 pubblicato il 16 Novembre 2011 da G.attonero
 

… quando si vendevano mattoni il “muro” era pieno di buchi,  per tanti che se ne producevano la barriera non impediva mai all’amico di scavalcarla.

La polvere di Luna e le notizie dal fronte portavano pene, ma anche attese …

Prima delle cinque del mattino gli allestitori dello spettacolo si rincorrono a lucidare il cielo, spolverano l'orizzonte e quando tutto è pronto accendono il sole.

Persino i volontari di tutte le cooperative puliscono dal sangue i teleschermi e i più previdenti preparano sotto i catini per raccoglierne il nuovo.

La gente è abile a camminare per strada saluta di rado, ciascuno viaggia diretto ad un punto diverso ed incurante del tragitto, dove quello che importa è solo la meta.

Poi ricomincia di nuovo e di nuovo …

La nostra voce a volte riusciva a valicare seppur a stento l'attenzione dei compagni-di-strada e in quello 'stento' l'ora del delitto era cominciata. …

… quando si vendevano mattoni il “muro” era pieno di buchi …

Le case son fortezze e cancelli e video-citofoni e portieri e porte blindate, ma un altro fratello dorme per strada, e per tante che sono le serrature la morte nera entra ovunque.

Il ragno attraversa in diagonale l'ingegneria della seta, si ferma sul lato più basso con quell'aria paziente caratteristica di una progenie di intelligenti costruttori di destini, di trame …

Io non ho finalmente più parole né pretese e il buio pialla la mia casa assieme alla torre del Nemico, il pensiero veleggia sopra il mondo senza più contorno: trema magari, forse avanza…

mi conforta saperti insieme agli altri - moribonda nel tuo incubo - in un'altra Stanza...

Ma i mattoni (le paure) son finite non ci resta che alzarci ed iniziare a camminare ...

 
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È finito il neoliberismo? Tutti a casa?

Post n°1286 pubblicato il 16 Novembre 2011 da G.attonero
 

In questi decenni l'accumulazione capitalistica è stata sempre più rapida e vorace, ha rosicchiato profitti ovunque, ha minato tutele, ha messo le mani sui beni comuni, la ricchezza si è sempre più concentrata, la forbice si è allargata, sempre meno persone hanno sempre di più, sempre più persone hanno sempre di meno. Meno reddito, meno diritti, meno lavoro. [Castellano]

bermont.jpg

 

È finito il neoliberismo? Tutti a casa?Decenni di sciagurato neoliberismo stanno presentando il conto alle economie occidentali.

Decenni di tagli ai salari, di privatizzazioni, di tagli ai servizi pubblici, di spostamento della ricchezza dalla produzione alla finanza stanno presentando il conto agli Stati.

Per decenni è stata raccontata la favola che il mercato arricchisse tutti, che tutti si potessero permettere tutto, che la Borsa, novello albero degli zecchini, fosse lo strumento giusto per permetterci una serena vecchiaia dopo una vita lavorativa precaria.

E in questi decenni l'accumulazione capitalistica è stata sempre più rapida e vorace, ha rosicchiato profitti ovunque, ha minato tutele, ha messo le mani sui beni comuni, la ricchezza si è sempre più concentrata, la forbice si è allargata, sempre meno persone hanno sempre di più, sempre più persone hanno sempre di meno. Meno reddito, meno diritti, meno lavoro.

E adesso che sta arrivando il conto, rispuntano gli Stati. Chiamati a rispondere del proprio debito pubblico, chiamati a sostenere le banche, sistemiche o no, chiamati a far ingoiare, a forza se necessario, ai propri cittadini misure draconiane invocate necessarie per la stabilità dei mercati (ma i mercati stabili non guadagnano, i mercati per essere stabili devono crescere). E se i politici locali non sono abbastanza bravi, la finanza presta alla politica direttamente i propri uomini.

Inutile ergersi tutti a esperti finanziari e affannarsi a trovare la cura per salvare il capitalismo da se stesso: il capitalismo si salverà, a spese nostre nelle sue intenzioni, e alla fine della crisi la forbice sarà ancora più larga. Si salverà se la BCE inietterà liquidità per salvare le banche e rassicurare i mercati; si salverà se la Grecia e magari l'Italia andranno in default, controllato o meno, se ridurranno parzialmente i debiti o se usciranno dall'euro e ricominceranno a battere moneta sovrana.

I costi di tutte queste operazioni saranno pagati da tutti noi, da chi lavora, dagli studenti, dai migranti, dall'anello debole di questa catena che non sarà mai forte finché non la spezzerà.

Siamo noi a doverci salvare, a difenderci dall'esproprio capitalistico e da una politica, forte dei propri interessi, sempre disposta a difendere i forti contro i deboli, i ricchi contro i poveri.

Dobbiamo dire che i soldi ci sono, bisogna andarli a prendere a chi ce li ha, e poi bisogna darli non alle banche, ma ai lavoratori e ai disoccupati; che scuola, sanità, ambiente vanno potenziati e non finiti di distruggere; che i tagli sono necessari, si, ma nelle fasce alte delle gerarchie; che sono i dirigenti, i manager, i politici, che sono coloro che hanno coscientemente guidato questa situazione, e non nelle fasce più basse, a colpire quelli che continuano a salvare il salvabile, a far funzionare la baracca, a garantire i servizi minimi.

Ricette troppo semplici? Forse, ma noi anarchici sappiamo che non sarà lo Stato a difenderci dal Capitale, sappiamo che solo l'autorganizzazione e la lotta possono cambiare quello che sembra un destino ineludibile, il baratro della miseria che poi è semplicemente il baratro dell'ingiustizia, e invertire questa nefasta spirale con le armi della solidarietà e dei diritti.

Segreteria Nazionale

Federazione dei Comunisti Anarchici

 
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Cospirazione delle Cellule di Fuoco – Fuoco e polvere nera

Post n°1284 pubblicato il 16 Novembre 2011 da G.attonero

Leggi il documento "Fuoco e polvere nera"

 
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Roma - Cristian, pestato e arrestato muore dopo 3 giorni

Post n°1283 pubblicato il 16 Novembre 2011 da G.attonero
 

Cristian, fermato e pestato dagli sbirri, muore dopo tre giorni in un reparto detentivo dell'ospedale di Viterbo.
I parenti segnalano evidenti lividi e segni di percosse, mentre il medico di turno, nel certificare il decesso, dichiara: "morto per cause naturali da accertare". Naturalmente.

fonte: blitzquotidiano


VITERBO – Avrebbe denunciato, al pronto soccorso di un ospedale di Roma, di essere stato pestato dagli agenti della Polizia che lo avevano arrestato. Tre giorni dopo il fermo, è morto, per cause da accertare, in un letto del reparto per detenuti dell’ospedale “Belcolle” di Viterbo. Il nuovo caso di morte sospetta nelle carceri è stato denunciato dal garante dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni [...]

La vittima si chiama Cristian De Cupis, romano di 36 anni, residente nel quartiere Garbatella. Secondo le informazioni in possesso del garante l’uomo, affetto da diverse problematiche di carattere sanitario, viene arrestato il 9 novembre alla stazione Termini per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Condotto al pronto soccorso dell’ospedale “Santo Spirito” l’uomo, che aveva delle escoriazioni alla fronte, avrebbe riferito ai medici di essere stato percosso dagli agenti che lo hanno arrestato e, per questo, avrebbe anche sporto denuncia.

Il 10 novembre De Cupis viene trasferito nella struttura protetta dell’ospedale “Belcolle” dove viene sottoposto a tutti gli esami di rito, compresa una tac. Il giorno seguente sarebbe stato anche convalidato l’arresto e disposti gli arresti domiciliari non appena finito il ricovero. La mattina del 12 novembre, però, De Cupis muore. I familiari sarebbero stati avvertiti dell’arresto solo dopo l’avvenuto decesso.

 
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Milano – Individualisti Rivoltosi distruggono 7 bancomat

Post n°1282 pubblicato il 16 Novembre 2011 da G.attonero
 

fonte: 325.nostate.net | da: culmine | trad. tomo

Nella notte del 9 novembre 2011, a Milano, abbiamo distrutto 7 bancomat.

Abbiamo deciso di attaccare le banche perché sono l'istituzione simbolica del denaro, il pilastro delle false ed alienate relazioni sociali odierne (lavoro/consumo) e delle relazioni di potere tra le élites dominanti e la massa degli sfruttati.

Crisi o no, è l'esistenza stessa di qualsiasi sistema economico a disgustarci, un sistema che non siamo interessati a salvare o riformare, ma solo a distruggere.

Gli esecutivi delle istituzioni finanziarie, chiusi i loro uffici, ogni giorno muovono enormi quantità di capitale, per guadagnare più profitto possibile, non importandosi degli effetti devastanti che i progetti che finanziano (guerre ed armi, autostrade, centrali, treni ad alta velocità, sistemi di sicurezza e controllo sociale e così via) hanno su interi territori e popolazioni.

Quest'azione è dedicata a Luciano Tortuga, compagno anarchico cileno ferito mentre attaccava una banca a Santiago.

La solidarietà non è solo parole! Complicità e solidarietà a tutti i prigionieri che resistono, e a tutti coloro che combattono qui come in Cile, Grecia, Russia, Belgio, Germania, Indonesia, Spagna, Svezia, USA ed ovunque... contro ogni forma di oppressione!

La rivolta non dovrebbe essere solo un giorno di gioia temporanea ma una condizione di vita permanente... per riprendere in mano le nostre vite... più attacchi contro i simboli dello Stato e del Capitale!

Individualisti Rivoltosi
Mar, 15/11/2011 - 14:15

 
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Francesco Mastrogiovanni

Caso Mastrogiovanni, negano ogni addebito e affermano che sono stati rispettati i protocolli i 4 medici e i 5 infermieri che sono stati ascoltati ieri presso il tribunale di Vallo dal gip Nicola Marrone. Il magistrato, che deve decidere sulla richiesta di sospensione dalla professione avanzata dal pm Francesco Rotondo, ascolterà gli altri indagati domani, per poi decidere sull'applicazione o meno delle misure interdittive. Ieri, intanto, è stato interrogato anche il primario del reparto di psichiatria dell'ospedale San Luca, Michele Di Genio. «Ha chiarito la sua posizione al magistrato - affermano i legali Antonio Fasolino e Di Genio - In qualità di direttore del dipartimento di igiene mentale della ex Asl Sa 3, ha disposto e fatto eseguire l'iter amministrativo e formativo relativo ai centri di salute mentale del comprensorio. Inoltre, nei giorni in cui Francesco Mastrogiovanni era ricoverato, il primario è stato in reparto per non più di due minuti e non per servizio». Il maestro di Castelnuovo Cilento arrivò al servizio di Psichiatria il 31 luglio scorso, in seguito ad un tso, ma la mattina del 4 agosto, fu trovato morto nella sua stanza. L'autopsia ha ricondotto la causa del decesso a un edema polmonare, però sul corpo sono stati trovati i segni di una prolungata contenzione, senza che il trattamento fosse annotato nella cartella clinica. Di qui l'apertura di un'inchiesta dalla Procura di Vallo e l'iscrizione nel registro degli indagati di 19 sanitari, di cui 7 medici e 12 infermieri. Venerdì scorso davanti al tribunale di Vallo, in coincidenza con la prima data fissata per gli interrogatori, hanno manifestato anche i familiari e gli amici del maestro, raccoltisi nel comitato "Verità e giustizia per Francesco Mastrogiovanni". «Come si fa a lasciare un uomo legato 80 ore, anche mentre dorme, senza monitorane le funzioni vitali? È terrificante - dice con sconcerto il cognato del maestro, Vincenzo Serra - Sono cose che non dovrebbero mai accadere».

www.giustiziaperfranco.it

 

 

 

Mappa aggressioni fasciste (click sull'immagine)

 

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un dito per Maroni

 

Majakovskij

il corrispondente scrive!
Il giornale murale colpisce
meglio di una pallottola
della baionetta
dei gas
e quando
il corrispondente scrive
deperisce la guardia bianca e il ladro.
Avanti, corrispondenti !
Sia questa la vostra parola d'ordine:
"Scrivere a bruciapelo!
Mirate alla radice!"

 

 

 

 
 

Pedro