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G.attonero
   
 
Creato da G.attonero il 08/06/2007
Il mondo capitalista organizza la vita sul modello dello spettacolo… Non si tratta di elaborare lo spettacolo del rifiuto ma di rifiutare lo spettacolo

Con de Gasperi non se magna

 

Ah America se non avessi accettato caravelle ...

Dalle mondine ai call center

Banshee ... Le affascinanti leggende della Valsesia

Partigiani e Squatter uniti e ribelli … come la gramigna

 

Il racconto dell'ultimo anno di vita di Julius Fucik, che lui definì reportage e testimonianza, dedicandoli ai compagni che gli sarebbero sopravvissuti, è stato scritto nel carcere praghese di Pancrak in mano agli occupanti tedeschi, fra quotidiane torture e con la certezza di una fine prossima e atroce. Il coraggio di alcuni carcerieri che fornirono carta e matite e consegnarono i fogli scritti in mani sicure, consentirono alla moglie, Gosta, anche lei detenuta, di raccoglierli, al ritorno dal campo di sterminio di Ravensbrück. Il loro autore, giornalista e scrittore, membro del comitato centrale del Partito comunista Ceco, era stato arrestato dai nazisti nell'aprile del 1942 e fucilato l'8 settembre del 1943.

 Il documento è scaricabile al link Julius Fucik Scritto sotto la forca (zip 780kb)

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A.M.P.Transiti 28 Ambulatorio Popolare

Sgombero rimandato al 23-09-09
L'Ambulatorio Medico Popolare e l'appartamento della casa occupata di T28 non sono stati sgomberati il giorno 10 giugno 2009. Per questo ringraziamo le persone che ci hanno sostenut* presentandosi all'alba di ieri e per tutta la mattinata, dimostrando ancora una volta solidarietà per le nostre cause. Ringraziamo inoltre Giulio Cristoffannini di Emergency, il sociologo Salvatore Palidda e tutte le altre persone che hanno arricchito la mattinata di interessanti interventi sulla situazione attuale italiana per quanto concerne migranti, razzismi, fascismi. L'ufficiale giudiziario ha rinnovato l'ordinanza di sgombero per il 23 di settembre sia per l'ambulatorio medico popolare (con richiesta di forza pubblica, di nuovo) che per l'appartamento di T28. Vi invitiamo a continuare a sostenerci durante le nostre prossime iniziative a sostegno dell'ambulatorio e della difesa dei diritti per tutte e tutti!

 

La casa fu occupata nel 1979 e rappresenta da 30 anni un sano esempio di lotta per il diritto a un tetto, senza pagarlo CON UN INTERO STIPENDIO, e ad uno spazio di aggregazione.
Una lotta necessaria oggi,piu' di ieri, in una citta che vanta gli affitti e i costi delle case piu' alti e dove le poche case popolari sono svendute ai privati e subiscono continui aumenti del canone.
L'Ambulatorio Medico Popolare fu occupato nel 1994 e rappresenta 15 anni di lotta per il diritto alla salute contro ogni forma di razzismo ed esclusione.
Un patrimonio da difendere oggi piu che mai,di fronte a un governo che taglia i servizi sanitari e che, con le continue campagne razziste contro i migranti,tenta di far dimenticare la crisi e la crescente precarietà, fomentando l'odio razziale per dividere gli sfruttati e poter meglio fregare tutti quanti.

Il sito dell' AMBULATORIO POPOLARE

 

 

 

Valerio Verbano

   cox 18

 

 

 

A nosotros nos quieren muertos
porque somos sus enemigos
y no les servimos para nada
porque no somos sus esclavos

Ci vogliono morti
perchè siamo i loro nemici
e non sanno che farsene di noi
perchè non siamo i loro schiavi

M.Soledad

 

FORUM COMUNISTA ANARCHICO INTERNAZIONALE

 

Liberiamo i nanetti da giardino

 
Citazioni nei Blog Amici: 67
 

 

Rat-Man: La cosa nel buio

Post n°771 pubblicato il 08 Febbraio 2010 da G.attonero
 

 
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UN'IDEA NON MUORE MAI!

Post n°770 pubblicato il 08 Febbraio 2010 da G.attonero
 

Di Carla (del 06/02/2010 @ 17:44:55, in blog, linkato 17 volte)
“Sono tanti i motivi per i quali, dopo trent’anni, non ho smesso di cercare il colpevole. E tra tanti, ce n’è uno che è proprio una tortura. Quando questo ragazzo è comparso davanti ai miei occhi, non aveva il passamontagna. Potrei ancora identificarlo”.
Carla Verbano

22 FEBBRAIO 1980 VALERIO VERBANO, UCCISO DAI FASCISTI   20 FEBBRAIO 2010 ORE 16,00 CORTEO DA VIA MONTE BIANCO CONCERTO 99 POSSE ASSALTI FRONTALI 22 FEBBRAIO 2010 ORE 16,00 UN FIORE PER VALERIO

Trent’anni fa veniva ucciso nella sua casa Valerio Verbano, davanti gli occhi della madre Carla, per mano dei fascisti dei Nar.
Valerio era uno studente del liceo Archimede, attivo nelle campagne di contro-informazione che denunciavano i legami tra settori dello stato, eversione nera e poteri forti.
Un anniversario dal forte valore simbolico che, ancora una volta, vogliamo vivere come occasione collettiva di difesa della memoria storica, battaglia di verità e giustizia. Ma anche come occasione di lotta e di movimento.

Non è un caso che negli ultimi anni si sono moltiplicati i progetti culturali, sociali e sportivi dedicati a Valerio, per fare della memoria uno strumento di trasformazione radicale del presente.
Ricordare oggi Valerio, significa lottare per una società più libera, contro la paura e l’egoismo, per nuovi diritti di cittadinanza, contro un modello sociale fondato ancora sullo sfruttamento. Strappare spazi alla speculazione, affermare il diritto alla casa, contrastare la precarietà di vita e di lavoro, aprirsi a una società meticcia e multiculturale, praticare autonomia e indipendenza.

Oggi la storia di Valerio vive nei percorsi e nei progetti avviati in questi anni nei nostri quartieri, nelle scuole e in tutta la città. Per queste ragioni abbiamo pensato a un calendario di iniziative che prova ad esprimere tutta la ricchezza di questo filo rosso della memoria.

Si parte giovedì 18 febbraio, alle 17, all’Astra 19 di via Capraia, con la presentazione del libro “Sia folgorante la fine”, scritto da Carla Verbano. Si prosegue sabato 20, alle 16, con il corteo cittadino che partirà da via Monte Bianco, dove abitava Valerio, per poi concludersi a piazza Sempione. Qui, dalle 20, ci sarà un grande concerto, in cui si esibiranno, tra gli altri, 99 Posse, Assalti Frontali e Colle der fomento. Un luogo simbolico, nel quartiere di Valerio, che negli ultimi anni ha visto un’importante esperienza di autogestione, produzione culturale e lotta alla speculazione, rappresentata dal centro sociale Horus. Una vertenza ancora aperta, nonostante lo sgombero militare e la distruzione del novembre scorso.

Infine, lunedì 22 febbraio, giorno dell’anniversario, ci saranno due appuntamenti: la mattina, al liceo Archimede, un'assemblea organizzata dalle reti studentesche cittadine; il pomeriggio, dalle 16, il presidio in via Monte Bianco: “Un fiore per Valerio”.

A distanza di trent’anni, vogliamo proseguire il percorso di Valerio, ricordare la sua passione per la libertà e per la vita.
Non per odio, ma per dignità.
Valerio vive.

Le compagne e i compagni di Valerio

 
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Facciamo.... la guerra alla società!...

Post n°769 pubblicato il 05 Febbraio 2010 da G.attonero
 

Avanti tutti!
E con le braccia e il cuore,
la parola e la penna,
il pugnale e il fucile,
l'ironia e la bestemmia,
il furto, l'avvelenamento e l'incendio,
Facciamo.... la guerra alla società!...
Déjacque


Mettiamo da parte le attese, le titubanze, i sogni di pace sociale, i piccoli compromessi, le ingenuità. Tutto il ciarpame metaforico che ci viene fornito negli spacci del capitale.

Mettiamo da parte le grandi analisi che tutto spiegano, fin nei minimi particolari. I libroni pieni di senno e di paura. Mettiamo da parte l'illusione democratica e borghese della discussione e del dialogo, del dibattito e dell'assemblea, delle capacità illuministiche dei capi mafia.

Mettiamo da parte il senno e la saggezza che la morale borghese del lavoro ha scavato dentro i nostri cuori. Mettiamo da parte i secoli di cristianesimo che ci hanno educati al sacrificio e all'obbedienza.

Mettiamo da parte i preti di ogni ordine e funzione, i padroni, le guide rivoluzionarie, quelle meno rivoluzionarie e quelle per niente rivoluzionarie.

Mettiamo da parte il numero, le illusioni del quantitativo, le leggi del mercato, la domanda e l'offerta. Sediamoci un attimo sulle rovine della nostra storia di perseguitati e riflettiamo.

Il mondo non ci appartiene, se ha un padrone e questo padrone è tanto stupido da desiderarlo, così come si trova, che se lo prenda, che cominci a contare le rovine al posto dei palazzi, i cimiteri al posto delle città, il fango a posto dei fiumi, la melma infetta al posto dei mari.

Il più grande spettacolo illusionistico del mondo non ci incanta più. Siamo certi che dalla nostra lotta, qui e subito, usciranno le comunità della gioia. E per la prima volta, la vita trionferà sulla morte.

 
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CENTRALI NUCLEARI

Post n°768 pubblicato il 03 Febbraio 2010 da asia_doro

ENERGIA NUCLEARE

La prossima settimana il Consiglio dei ministri approvera' in via definitiva il decreto legislativo sulla nuova localizzazione delle centrali nucleari e sara' varato lo statuto dell'Agenzia per il nucleare in modo da poter procedere alla nomina dei suoi vertici. Lo ha annunciato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, a margine della presentazione del rapporto 2009 dell'Agenzia internazionale per l'energia.

''Porteremo in lettura definitiva la prossima settimana la delega in Consiglio dei ministri - ha detto Scajola - in modo da poter permettere alle imprese di iniziare il percorso per richiedere le autorizzazioni alla costruzione delle centrali''.

''Contestualmente - ha proseguito - provvederemo, appena il decreto sara' firmato, allo statuto dell'Agenzia per il nucleare che adesso e' al ministero delle finanze per la firma che dovrebbe arrivare la prossima settimana''. Statuto, ha aggiunto, ''necessario per provvedere nelle settimane successive alle nomine dei componenti dell'Agenzia''
.

 
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Quanto siete unici in rete?

Post n°767 pubblicato il 03 Febbraio 2010 da G.attonero
 

Essere anonimi in rete è un mito fin troppo comune in rete, ma quanto lo siamo realmente?

 

fingerprint Volete sapere quanto siete unici e riconoscibili su internet quando navigate con il vostro browser?
Provate panopticlick e lo scoprirete, oltre a venire informati su come evitare il piu’ possibile questa unicita’.
Ci sono infatti due articoli scritti dall’EFF (questo e questo) che se non avete voglia di leggere perche’ non sapete l’inglese o semplicemente siete pigri si possono riassumere cosi’:

Quest’ultima con un paio di click e’ disponibile su tutti i maggiori browser. Per Firefox a questo link trovate le istruzioni su come abilitarlo. Per gli altri, chiedetelo al vostro motore di ricerca preferito

 

Panopticlick, calcola quanto sia semplice riconoscere proprio voi in mezzo a milioni di altri utenti. In ogni sito che frequentate lasciate alcune vostre informazioni come il browser utilizzato o l’elenco dei vostri font e plugin disponibili.

Informazioni non particolarmente significative prese singolarmente, ma cosa succede se si combinano insieme e si trasformano in una firma digitale? Voi ed il vostro computer potete essere riconoscibili in mezzo a mare magnum della rete.

Il primo dato a far riflettere è che più siete attivi utilizzatori di un computer e con più probabilità avrete applicato cambiamenti a qualche impostazione predefinita, diventando quindi più semplici da rintracciare in rete.

 
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“I mandarini e le olive non cadono dal cielo”

Post n°766 pubblicato il 02 Febbraio 2010 da G.attonero
 

retail link: Federazione dei Comunisti Anarchici Roma

In data 31 gennaio 2010 ci siamo riuniti per costituire l’Assemblea dei lavoratori Africani di Rosarno a Roma.

Siamo i lavoratori che sono stati obbligati a lasciare Rosarno dopo aver rivendicato i nostri diritti. Lavoravamo in condizioni disumane.Vivevamo in fabbriche abbandonate, senza acqua né elettricità.
Il nostro lavoro era sottopagato.

Lasciavamo I luoghi dove dormivamo ogni mattina alle 6.00 per rientrarci solo la sera alle 20.00 per 25 euro che non finivano nemmeno tutti nelle nostre tasche.
A volte non riuscivamo nemmeno, dopo una giornata di duro lavoro, a farci pagare.
Ritornavamo con le mani vuote e il corpo piegato dalla fatica.
Eravamo, da molti anni, oggetto di discriminazione, sfruttamento e minacce di tutti i generi.

Eravamo sfruttati di giorno e cacciati, di notte, dai figli dei nostri sfruttatori.
Eravamo bastonati, minacciati, braccati come le bestie…prelevati, qualcuno è sparito per sempre.
Ci hanno sparato addosso, per gioco o per l’interesse di qualcuno. Abbiamo continuato a lavorare. Con il tempo eravamo divenuti facili bersagli. Non ne potevamo più.

Coloro che non erano feriti da proiettili, erano feriti nella loro dignità umana, nel loro orgoglio di esseri umani.
Non potevamo più attendere un aiuto che non sarebbe mai arrivato perché siamo invisibili, non esistiamo per le autorità di questo paese. Ci siamo fatti vedere, siamo scesi per strada per gridare la nostra esistenza.
La gente non voleva vederci. Come può manifestare qualcuno che nonesiste?
Le autorità e le forze dell’ordine sono arrivate e ci hanno deportati dalla città perché non eravamo più al sicuro. Gli abitanti di Rosarno si sono messi a darci la caccia, a linciarci, questa volta organizzati in vere eproprie squadre di caccia all’uomo.

Siamo stati rinchiusi nei centri di detenzione per immigrati. Molti di noi ci sono ancora li, altri sono tornati in Africa, altri sono sparpagliati nelle città del Sud.
Noi siamo a Roma. Oggi ci ritroviamo senza lavoro, senza un posto dove dormire, senza I nostri bagagli e con I salari ancora non pagati nelle mani dei nostri sfruttatori.

Noi diciamo di essere degli attori della vita economica di questo paese, le cui autorità non vogliono né vederci né ascoltarci. I mandarini, le olive, le arance non cadono dal cielo. Sono delle mani che li raccolgono. Eravamo riusciti a trovare un lavoro che abbiamo perduto semplicemente perché abbiamo domandato di essere trattati come esseri umani.

Non siamo venuti in Italia per fare i turisti. Il nostro lavoro e il nostro sudore serve all’Italia come serve alle nostre famiglie che hanno riposto in noi molte speranze.
Domandiamo alle autorità di questo paese di incontrarci e di ascoltarele nostre richieste:
- domandiamo che il permesso di soggiorno concesso per motive umanitari agli 11 africani feriti a Rosarno, sia accordato anche a tutti noi, vittime dello sfruttamento e della nostra condizione irregolare che ci ha lasciato senza lavoro, abbandonati e dimenticati per strada.

Vogliamo che il governo di questo paese si assuma le sue responsabilitàe ci garantisca la possibilità di lavorare con dignità.

L’Assemblea dei Lavoratori Africani di Rosarno a Roma

 
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Demolita la Boccia Squat

Post n°765 pubblicato il 02 Febbraio 2010 da G.attonero
 

Related Link Tuttosquat - Il giornale malandrino degli squatter di torino
Torino Via Giacomo Medici  121
Lunedì 1° Febbraio 010
Questa mattina è iniziata la demolizione della Boccia Squat
sgomberata Giovedì 28 Gennaio scorso( dove la COALTO IMMOBILIARE SPA costruirà un palazzo.
Nel pomeriggio, un'amante della Boccia Squat ha scattato delle immagini. Numerosi sono stati gli eventi fatti presso  la Boccia, di cui ultimo, la presentazione della Nuova  autoproduzione Fenix, "il Rogo della Vanità, all'interno del Total Contest Bellavita.
Un saluto ai compagni che hanno fatto la storia della Boccia Squat.

 
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No Tav: incendiato e distrutto il presidio di Bruzolo

Post n°764 pubblicato il 01 Febbraio 2010 da G.attonero
 
Tag: NO TAV

Nuovo gravissimo attentato intimidatorio contro i No Tav: ieri sera verso le 22.30 è stato incendiato e completamente distrutto il presidio di Bruzolo.

L’operazione è andata in porto dopo altri due tentativi pregressi: 3 settimane fa con l’incendio domato in tempo ma con struttura danneggiata, e sabato notte lasciando anche una bombola del gas aperta vicino al fuoco.
Nel frattempo la settimana scorsa, nella notte della manifestazione dei 40.000 no tav di Susa era andato distrutto il presidio di Borgone.
Da ieri invece il presidio è stato distrutto completamente.

In tutto questo report d’infamità vi è da annotare anche l’imbrattamento di alcuni cippi partigiani con scritte “sì tav” a Caprie. La mano di tali atti è chiaramente sconosciuta ma è chiaro che in piedi ci sia un attacco nei confronti del movimento no tav che trova humus fertile in chi ogni giorno imbastisce una campagna continua e martellante che mira a delegittimarlo e indebolirlo. Forse laddove non arrivano le vittorie politiche della lobby del Tav arrivano gli atti intimidatori di chi compone la lobby o forse di chi si sente legittimato ad appoggiarla esternamente? Non lo sappiamo, ma non abbiamo paura.

La campagna di boicottaggio di chi lavora per il tav viene additata come persecuzione e i politici si sentono in dovere di dimostrare la loro solidarietà alla Geo.mont che abbiamo indicato come traditrice della valle. Nessuno però degli stessi ha sprecato una parola per condannare gli attentati nei confronti del movimento no tav.

A ciascuno il suo , risponderemo a tutti, la paura non abita in Val di Susa.

Questo il testo del volantino in distribuzione in queste ore:

Informiamo la popolazione valsusina dell’ennesimo grave atto intimidatorio avvenuto contro il movimento NO TAV e la valle intera.

Ieri sera (domenica 31) attorno alle 22.00 ignoti hanno appiccato il fuoco all’interno del presidio di Bruzolo già danneggiato da un attacco incendiario due settimane fa e da allora sotto sequestro.

La struttura ora appare totalmente incenerita.

Ecco l’elenco di questa brutta sequenza incendiaria che sta colpendo i presidi NO TAV in queste ultime settimane:

-Bruzolo 16 gennaio ore 19.00 un incendio distrugge parzialmente il presidio

-Borgone 24 gennaio alle 3.00 di notte un incendio rade al suolo il presidio

-Bruzolo 31 gennaio ore 1.30 ignoti posano una bombola del gas aperta sul ciglio della statale 25 nei pressi del presidio, appiccando il fuoco all’erba secca della riva stradale, subito dopo brucia la scarpata della ferrovia di fronte al presidio

-Bruzolo 31 gennaio ore 22.00 il fuoco distrugge completamente il presidio, poco prima vanno a fuoco alcune sterpaglie in due punti poco distanti dal presidio.

Non c’è dubbio sulla chiara matrice dolosa di questi atti.

Sollecitiamo tutte le persone a prendere seriamente in considerazione queste meschinità e a riflettere sulla pesante situazione creatasi nella valle ai danni del movimento NO TAV a causa dell’informazione manipolata, giochi di potere e conflitti di interessi.

Invitiamo tutti a controllare il territorio per difenderlo e tutelarlo da questi atti vili di stampo mafioso.

Questa sera alle 18.00 al presidio No Tav di Susa-Autoporto assemblea per informarsi e raccogliere idee sul da farsi per affrontare questa grave situazione

I presidianti NO TAV di Susa-Autoporto

maggiori info su http://www.notav.eu/

 
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Phonemedia, settemila dispersi nell'azienda fantasma

image

A colpire sono innanzitutto le dimensioni della vicenda. Settemila lavoratori che non percepiscono lo stipendio da mesi. Dodici sedi sparse in tutta Italia, dal sud al nord, da Trapani a Novara. Una multinazionale protagonista di una cavalcata sbalorditiva che, nel giro di pochi anni e con una lunga serie di acquisizioni e fusioni, arriva a definirsi “leader italiano nel settore servizi di call center e di supporto alle aziende”. Aziende come Telecom Italia, Enel, Tim, Wind, H3g, Vodafone e Avon.

Poi ci sono le parole dei lavoratori: “Continuiamo, alla ricerca di visibilità e con in testa il proposito di ottenere giustizia, per ciò che abbiamo subìto in questi mesi e per ciò che ci aspetta nel prossimo futuro. Vogliamo denunciare i vertici aziendali, perché hanno truffato e rubato i soldi nostri, di onesti lavoratori, e i soldi dello Stato. Vogliamo i risarcimenti per noi e la galera per loro, non devono più recare danno a nessun lavoratore. Siamo alla disperazione ma non molliamo.”

Nella dettagliatissima lettera che i lavoratori della sede di Trapani ci hanno spedito in redazione si racconta per filo e per segno la strana storia del gruppo Phonemedia, acquisito insieme ad Agile/Ex Eutelia dal network internazionale Omega, società che da mesi va rastrellando aziende in via di liquidazione. Phonemedia era stata fondata da Fabrizio Cazzago nel 2002 ed era diventata in pochi anni un colosso nel settore. Secondo quanto raccontano i lavoratori, però, quando i primi morsi della crisi si sono fatti sentire, il fondatore ha deciso di defilarsi. Dal mese di dicembre 2008 le retribuzioni sono state consegnate ai lavoratori in ritardo e in due soluzioni, poi, alla fine di luglio 2009 tutto ha cominciato a precipitare.

Cazzago, con un comunicato ufficiale, ha informato i lavoratori che Phonemedia era stata venduta ad una multinazionale inglese: il Gruppo Omega spa. La notizia fu per i dipendenti un fulmine a ciel sereno, perché solo poche settimane prima lo stesso proprietario aveva rinnovato il proprio impegno per superare il momento critico. I lavoratori allora non potevano sapere che Omega, in realtà, assomiglia ad un gioco di scatole cinesi, nel quale districarsi risulta piuttosto complicato.

Pochi giorni dopo la cessione di Phonemedia, il 5 agosto, Sebastiano Liori, rappresentante di Omega ai tavoli istituzionali, si dimette dalle cariche di consigliere di amministrazione di Omnia, un’altra controllata del gruppo. Il 21 agosto, in un comunicato, Omnia Network smentisce il suo ormai ex manager passato ad Omega, affermando che "i progetti delineati” da Liori presso il tavolo al Ministero per lo Sviluppo economico “sono diversi da quelli che la Società sta perseguendo". Il 17 settembre Omega/Omnia non si presenta al tavolo del ministero che, in un comunicato stampa, stigmatizza il comportamento dell'azienda e chiede l'immediata soluzione del problema degli stipendi.

Da quel momento i clienti cominciano a non dare più commesse, i fornitori bloccano il servizio logistico, mentre i magazzini restano chiusi. Il 22 settembre, si svolge un nuovo incontro presso il Ministero, a seguito del quale si ottiene che l'azienda paghi lo stipendio di luglio entro il 2 ottobre e le altre spettanze entro il 20 ottobre. Tuttavia, scrivono i lavoratori, gli stipendi verranno corrisposti "a partire", e non "entro", il 2 e fino al 7, con valute diverse.

Poi arriva la notizia peggiore: il 22 ottobre, Omega avvia senza preavviso una procedura di mobilità per 1.192 lavoratori, dichiarando che "non sono ipotizzabili soluzioni alternative al licenziamento" e che non è praticabile il ricorso alla cassa integrazione. Né a quello dei contratti di solidarietà, nonostante il fatto che, nel maggio 2009, la stessa azienda avesse rifiutato un proseguimento dei contratti di solidarietà in atto sin dall’anno precedente.

Insomma, gli uffici sono chiusi da mesi, la produttività è bloccata. E i vertici dell’azienda sono scomparsi dalla circolazione. Phonemedia non ha mai dichiarato lo stato di crisi, non ha mai chiesto la cassa integrazione, non ha mai avviato le procedure di mobilità. Semplicemente, ha cessato di esistere: è diventata un’impresa “fantasma”. I lavoratori non sanno materialmente a chi rivolgersi per avere quanto gli spetta, e non riescono a trovare il bandolo della matassa tra Phonemedia, Omnia Network e Omega. “Non abbiamo la benché minima idea di quando potremo percepire le nostre spettanze, - scrivono nella lettera - per non parlare del Tfr in caso di licenziamento. Presto saremo 7.000 persone senza occupazione o comunque senza retribuzione”.

In tutte le sedi sono state organizzate lotte e mobilitazioni di ogni genere, ma di soluzioni all’orizzonte non se ne vedono. I lavoratori di Trapani, tra l’altro ricordano che Agile/ex Eutelia (altra controllata di Omega) “ha ottenuto il commissariamento, noi continuiamo ad aspettare risposte che probabilmente arriveranno troppo tardi”.

Trino Vercellese: il call center Phonemedia era una sede che operava nel campo della comunicazione ed aveva una tipologia di lavorazione outbound, in sostanza, effettuava chiamate in uscita in telemarketing tramite centinaia di operatori e operatrici.

Il lavoro delle operatrici e degli operatori ruotava attorno ad uno dei nodi produttivi più influenti del nuovo millenio, la comunicazione. Telemarketing, direct marketing, contact center, inbound, outbound, ad alcuni queste parole non dicono niente, altri ne conoscono alcune, ma in realtà tutti le conosciamo benissimo su noi stessi. Ce lo dicono anche a scuola o nei colloqui di lavoro, "la nostra è la società della comunicazione!"sarà!
In effetti, la comunicazione commerciale la conosciamo, o meglio, la subiamo, mentre guardiamo una partita di calcio, mentre camminiamo per strada o mentre siamo in casa e squilla il telefono.

La corsa al consumo creata da bisogni indotti, la ricchezza accumulata attraverso le relazioni, la forza lavoro derivante dalle intelligenze che producono beni, servizi, o produzioni immateriali, questi sono gli elementi del sistema base che fanno muovere "la nuova fabbrica", il call center.

In precedenza i lavoratori e le lavoratrici Phonemedia avevano come contratto nazionale quello del commercio, ora hanno quello molto più giovane delle telecomunicazioni, scarno sul profilo dei diritti e delle garanzie sociali. La precarietà all'interno dell'azienda conosceva tutte le sue sfumature, molti contratti a scadenza e molti co.co.pro di diverse tipologie.

Nel territorio vercellese Phonemedia rappresentava una delle aziende più grosse, appunto come conferma del passagio dal fordismo al post-fordismo, dalla vecchia classe operaia al sopravvento delle nuove forme produttive, il "general intellect".

La manovra imprenditoriale di Phonemedia, e più in generale di Omega, segue le linee guida del nuovo metodo di "fare impresa" figlie del liberismo economico più sfrenato che contraddistingue la nostra epoca.

Migliaia di lavoratori e lavoratrici senza stipendio, imprenditori che prelevano aziende e le lasciano per far fruttare i profitti attorno le transizioni o i fallimenti, capitali in fondi poco chiari e sconosciuti. Attorno queste vicende si palesa la crisi e si intuisce che il sistema è in fase di discesa. Questa precipitazione per adesso la stanno subendo solo gli ultimi, il sistema si sta avvillupando attorno ad essa e sta ulturiormente speculando, ma allo stesso tempo infragilendo.

Le vicende direttamente subite sulla pelle dei lavoratori e delle lavoratrici parlano di come questa crisi la stiano effettivamente subendo solo loro.
La precarietà è entrata nella vita delle persone, di tutte, a prescindere dal loro contratto di lavoro. Quattro mesi senza stipendio nel limbo dell'invisbilità sociale mentre con il cannocchiale scrutano le misure di protezione sociale che tardano ad arrivare e che forse non arriveranno mai. Non possono accedere a nulla, il welfare per loro non esiste.

I lavoratori e le lavoratrici Phonemedia non godono di nessun ammortizzatore sociale finchè non si risolvono le sorti dell'azienda, cioè finchè non si comprende se si arriverà al commissariamento o al fallimento.

La crisi globale, come tutti sanno, nasce dalla relazione dei debiti e crediti e parallelamente dalle distruzioni al sistema sociale tramite liberalizzazioni e privatizzazioni.
La governance non si interessa del welfare, pensa a tappare i propri buchi e a non implodere; il comportamento sulla vicenda Phonemedia, ma più in generale sulla crisi stessa lo dimostra.

Il governo e le amministrazioni locali dinnanzi a questa crisi intervengono con finanziamenti e prestiti.
La regione Piemonte interviene con una copertura finanziaria intermediata dalle banche che arriva fino a 2.500 euro per i lavoratori e le lavoratrici che non prendono stipendio da mesi, cosa simile fa la Provincia di Vercelli.

Queste misure sono riduttive, non coprono i bisogni e le necessità reali, queste misure non danno nessuno apporto in supplenza degli ammortizzatori sociali.
Quello che realmente chiedono i lavoratori e le lavoratrici è l'erogazione di denaro diretto, un supporto vero in favore del reddito che escluda anche la sola remota possibilità di essere debitore di qualcuno o di qualcosa. Bisogna aprire il welfare state per queste donne e questi uomini invisibili, bloccare i mutui e gli sfratti; questi sono gli interventi necessari che devono investire sia la comunità locale sia il governo nazionale.

La risposta alla "crisi" di Phonemedia non sta nell'aspettare l'arrivo di qualche altro nuovo padrone, ma sta nel garantire continuità di reddito e avere libero accesso ai servizi sociali, come del resto deve essere la risposta alla crisi in maniera più generale.

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Francesco Mastrogiovanni

Caso Mastrogiovanni, negano ogni addebito e affermano che sono stati rispettati i protocolli i 4 medici e i 5 infermieri che sono stati ascoltati ieri presso il tribunale di Vallo dal gip Nicola Marrone. Il magistrato, che deve decidere sulla richiesta di sospensione dalla professione avanzata dal pm Francesco Rotondo, ascolterà gli altri indagati domani, per poi decidere sull'applicazione o meno delle misure interdittive. Ieri, intanto, è stato interrogato anche il primario del reparto di psichiatria dell'ospedale San Luca, Michele Di Genio. «Ha chiarito la sua posizione al magistrato - affermano i legali Antonio Fasolino e Di Genio - In qualità di direttore del dipartimento di igiene mentale della ex Asl Sa 3, ha disposto e fatto eseguire l'iter amministrativo e formativo relativo ai centri di salute mentale del comprensorio. Inoltre, nei giorni in cui Francesco Mastrogiovanni era ricoverato, il primario è stato in reparto per non più di due minuti e non per servizio». Il maestro di Castelnuovo Cilento arrivò al servizio di Psichiatria il 31 luglio scorso, in seguito ad un tso, ma la mattina del 4 agosto, fu trovato morto nella sua stanza. L'autopsia ha ricondotto la causa del decesso a un edema polmonare, però sul corpo sono stati trovati i segni di una prolungata contenzione, senza che il trattamento fosse annotato nella cartella clinica. Di qui l'apertura di un'inchiesta dalla Procura di Vallo e l'iscrizione nel registro degli indagati di 19 sanitari, di cui 7 medici e 12 infermieri. Venerdì scorso davanti al tribunale di Vallo, in coincidenza con la prima data fissata per gli interrogatori, hanno manifestato anche i familiari e gli amici del maestro, raccoltisi nel comitato "Verità e giustizia per Francesco Mastrogiovanni". «Come si fa a lasciare un uomo legato 80 ore, anche mentre dorme, senza monitorane le funzioni vitali? È terrificante - dice con sconcerto il cognato del maestro, Vincenzo Serra - Sono cose che non dovrebbero mai accadere».

www.giustiziaperfranco.it

 

 

 

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della baionetta
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