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Post n°106 pubblicato il 02 Febbraio 2010 da ASIAs1985
Eguagliare “Dove osano le aquile”? Ammetto di averci pensato, ma approfittare così del disagio altrui non è proprio nel mio stile...No, cioè, è esattamente IL mio stile, ma poi al fine di partorire qualcosa di decente dovrei realmente impegnarmi e, addirittura, pensare a cosa sto scrivendo. Ho già usato “al fine” e per oggi sono a posto così. Esempio: conversazione tipo in galleria, cadenza giornaliera, il cliente è A, io B Problema: a Bari c'è davvero tanta gente che ha serio bisogno di sostegno psicologico e, parola, da quando ho la galleria (o il negozietto come lo chiamo io, tanto per far sentire a tutti che mi manca la“z”) ho quotidianamente modo di vedere quanto velocemente questo numero stia aumentando a ritmi impressionanti; voglio dire: ci fosse bisogno di, chessò, avvocati, commercialisti, venditori ambulanti di pesce appena pescato da pozzanghere melmose o estetiste con le sopracciglia talmente arcuate da farmi pensare che vivano con un ovetto Kinder nel sedere senza poterlo rompere non ci sarebbe alcun problema, ma il fatto che servano “dottori della testa” rende tutto tremendamente complicato. Qui ce ne sono pochi e quelli che ci sono sarebbero da mandare in galera. Tutti. Parola. Soluzione: ci sarà qualche psicologo/psichiatra/psicoterapeuta/ anche uno psicolabile in via riabilitativa con una buona conoscenza dei farmaci attualmente in commercio, sarebbe un inizio, che soffre di reumatismi e vuole cambiare clima? Non so uno con i reumatismi, uno che soffre di allergie da polline, uno che ama il mare, uno che detesta la polenta, l'ordine, il silenzio o la buona educazione; qualche professionista che ha sempre sognato di vivere in una città in cui si può tranquillamente urlare per strada “Scendimi il cane che lo piscio” senza suscitare ilarità alcuna dovrà pur esistere, diamine!..e non venite a dirmi che si potrebbe usare il citofono per questo tipo di comunicazioni: io lo so. |
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Post n°105 pubblicato il 02 Febbraio 2010 da ASIAs1985
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Post n°104 pubblicato il 23 Gennaio 2010 da ASIAs1985
La mia passione per gli annunci sui settimanali gratuiti è innata e il martedì, quando ricevo il giornale in omaggio con il mio quotidiano, è il mio giorno preferito; ci passo le giornate, mi affascinano e divertono, li vedo come i precursori di un'altra mia passione: Yahoo Answers. Solo che quest'ultimo è più variegato, sgrammaticato e imbarazzante. Mi fanno ridere le permute, gli annunci di quelli che comprerebbero anche delle maniglie degli usci a patto che provengano da eredità e non da furti e si fidano della parola del venditore, le descrizioni degli appartamenti da vendere o affittare in cui un piano rialzato di 20 mq, senza riscaldamento e/o gas di città, perso in mezzo al nulla diventa l'abitazione più desiderabile al mondo da destinare, giustamente, solo a professionisti, referenziatissimi e non residenti. Da qualche tempo a questa parte sono comparsi anche degli audaci che propongono in vendita anche vibromassaggiatori non nuovi; che schifo. Il bello è che la settimana dopo l'annuncio non è più presente e ciò vuol dire che hanno avuto fortuna. Il solo pensiero mi fa rabbrividire. Sempre di recente ho notato il netto incremento degli annunci riguardanti la presenza in centro città di trans, tanto straniere quanto italiane. Non sono certo qui a far della morale: hey, ho un blog idiota in cui scrivo consapevolmente idiozie, non è il mio stile! Solo mi fa pensare; la stragrande maggioranza dei ragazzi che conosco ha una spiccata vena omo-fobica (e basta dire “per forza quelli cui ti riferisci sono di estrema destra, cosa ti aspetti?” ho allargato i miei orizzonti) e in generale non ho mai visto una trans in giro per il murattiano, eppure gli annunci per questo tipo di servizio oramai non si contano più. Sarà uno dei volti a me sconosciuti della Bari sotterranea cui mai manca di riferirsi Carofiglio ad ogni sua intervista; e qualche volta anche quando gli viene chiesta l'ora. In tal caso me ne lavo immediatamente le mani, riprendo a sfogliare il mio giornale di idiozie e a meditare sulla panterona che ti (?) aspetta per graffiarti tutto dal venerdì alla domenica, su appuntamento, con clima a Bitonto. |
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Post n°103 pubblicato il 23 Gennaio 2010 da ASIAs1985
Parlare male di Luca Barbareschi, per me, è come parlare male della mia mamma: potrei farlo solo sotto tortura e a patto che ogni altra affermazione al mondo risultasse decisamente falsa; e comunque sempre con calma e per favore. Almeno fino a ieri sera. Andiamo con ordine.
Ultimo, solo in ordine cronologico perché tra le occasione perse per tacere è sicuramente il primo, è arrivato Fabrizio Corona. Piccola parentesi: io non ne sono certo una estimatrice, gli riconosco un fiuto non comune per gli affari, un corpo notevole ed una fidanzata bellissima. Punto. Non condivido il suo modo di porsi rispetto alla legge, combattere l'ingiustizia con l'illegalità e la maleducazione mi sembra una scelta perdente dall'inizio, vivere di scoop e scandali, per quanto remunerativo sia, non è la mia aspirazione e apprezzo oltremodo le persone discrete. Detto questo io da ieri sera a Fabrizio Corona farei una statua, solo sapessi scolpire il marmo; Barbareschi lo mette al centro dell'ignorato balletto, lo stuzzica, gli fa domande scontate all'ennesima potenza e sempre le stesse, più volte. Lui sopporta non nascondendo una certa noia. Barbareschi lo fa entrare in una vasca da bagno, dietro c'è una sedia per il conduttore in una disposizione tipo analisi; mi illudo, inizia una bella serie di domande toste, serrate, mirate e scomode “à la Barbareschi” che poco lasciano ai tentennamenti e al politicamente corretto penso io, ma nemmeno per sbaglio! Eppure Corona sarebbe stato l'interlocutore perfetto. Ricomincia il disco di prima, stesse domande, unica novità una rapida scorsa, con relativo apprezzamento, al calendario della fidanzata del sempre più deluso Fabrizio che, alla fine, confessa che da Barbareschi si sarebbe aspettato qualcosa di più, non le solite curiosità con cui lo stanno ammorbando da due anni a questa parte. Dice, giustamente, Corona: mi hai qui, è una certa ora, hai detto che saremo andati a braccio senza domande concordate, c'è una sentenza clamorosa e fresca fresca che mi riguarda, io ho promesso fuoco e fiamme da qui a dieci giorni e tu il meglio che sai fare è questo? Mi deludi, da te mi aspettavo qualcosa di meglio. Vai Corona!! Barbareschi, tra un ammiccamento e l'altro alla telecamera, si sente colpito nel vivo, rompe ogni indugio e balza nella vasca da bagno con il mio nuovo idolo, senza dimenticare di far sapere che sta rovinando l'unico abito di scena disponibile (tanto per chiudere il cerchio della rivelazione del tapis roulant con cui aveva aperto la diretta), ma oramai il tempo a disposizione è finito (vedi tu che rogna) e la domanda graffiante da porgere è solo una “tu tra vent'anni come ti vedi”? Che è un po' quello che gli avrei chiesto io, immediatamente dopo “è vero che vuoi fare un'interrogazione parlamentare per fare luce sulla vicenda Marrazzo, liquidazione e foto?”. Considerazione conclusiva di Corona in stile in non vivrò ancora troppi anni e tutto finisce a tarallucci e vino.
Anzi, magari fosse finito a tarallucci e vino! No, dimenticavo il finale con cantante tanto inquietante quanto fuori luogo: di artiste che non sanno o ricordano le parole delle canzoni che stanno eseguendo tanto da avere bisogno del foglietto con il testo, qui in Italia, dobbiamo già sorbirci Patty Pravo, non mettertici anche tu illustre sconosciuta. |
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Post n°102 pubblicato il 06 Gennaio 2010 da ASIAs1985
Ringraziamento speciale: a chi a fornito a mamma le vettovaglie da trasferta per una meravigliosa sorpresa qui a Bari; grazie Luca, il filetto da trasferta e i tortellini di tua mamma (tante grazie anche a lei) mi hanno migliorato il Natale barese. |
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Post n°101 pubblicato il 17 Dicembre 2009 da ASIAs1985
Finalmente l'ho capito. Eppure “il Misantropo” (meraviglioso esemplare di uomo che mi ha compresa in uno sguardo, capendo anche che io non ero pronta per la stessa esperienza) più di una volta mi aveva provato ad avvertire e guidare;ma, signori miei, avevo 19 anni e poca voglia di ascoltare un trentenne che voleva spiegarmi a me stessa. Anche se, onore al merito, non ha sbagliato uno solo degli indizi che mi ha saputo lasciare. Veniamo al punto, le palle stanno in poco posto: per quanto io possa essere presa da un uomo fino a che mi si tiene nell'incertezza, in quella zona grigia del non potrà mia essere una storia sicura e regolare, oggi ci sono domani chissà, tu sei mia io sono tuo ma non sarà certo per troppo tempo io ci sto e sono presa, nel momento in cui percepisco nell'altro la disponibilità completa e il forte interesse io resetto tutto, lui non mi interessa più e, anzi, direi che è anche un po' un fallito. Bum, di colpo. E perché? Avete presente quelle amiche , tutti ne abbiamo un paio, che sono davvero cesse ma si credono la reincarnazione migliorata di Elena di Troia, con il cervello di un Nobel, e non concepiscono che un qualsiasi essere vivente di sesso maschile con il dono della vista non sia attratto irresistibilmente da loro? Capite anche voi che il pensiero di un cristiano che consapevolmente si attrezza per far in modo di avere il mio caos nel suo giardino mi fa venire subito mille dubbi. E quello che è peggio, è che mai nemmeno una misera volta mi ha solo sfiorato l'idea che lui potesse avere la stessa insicurezza; in sintesi mi considero un bidone del rusco: io accetto tutto quello che mi capita ma, per quanto utile, nessuno mi terrebbe in casa. Autoanalisi via blog. |
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Post n°100 pubblicato il 17 Dicembre 2009 da ASIAs1985
Nessun motivo particolare per essere sparita alla Montecristo, solo tanto lavoro visto che per fortuna sembra che la mia galleria stia iniziando ad ingranare, e tanta poca voglia di connettermi ad internet.Poca leggerezza probabilmente ed essendo il mio un blog consapevolmente idiota mai avrei potuto scrivervi le ambasce che mi attanagliano.
(Iko, se stai leggendo, probabilmente anche a te manderò una auguri-mail perché non ho più il tuo numero di CELLU) |
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Post n°99 pubblicato il 17 Dicembre 2009 da ASIAs1985
Alzarmi, quando da sotto al piumone, capisco che fuori sta piovendo forte lo vivo come un qualcosa di fortemente contrario alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino; tutta la logica del doversi svegliare la mattina ad orari che non sono i miei per compiere azioni che non suscitano in me interesse alcuno è abbastanza traumatico in generale. Dopo quasi una settimana che qui a Bari si vede solo pioggia, ed i miei occhi sono stati più volte messi a repentaglio da chi maneggia ombrelli enormi come se fossero katane di Barbie, ho iniziato ad ingannare il tempo dividendo le persone che passano davanti alla galleria in base all'ombrello che hanno o non hanno.
Per primi metto tutti quelli che, come me, l'ombrello proprio non se lo filano: ci accorgiamo della pioggia solo quando siamo davanti al portone di case e tornare indietro per prendere qualcosa con cui ripararci non è contemplato nel nostro dna; alla fine quella che cade dal cielo è acqua non varechina, dall'acqua ci si asciuga, non morde, non è il caso di urlare come delle papere se inizia a piovere e non si ha a portata di mano un ombrello.
Subito dopo vengono quelli che l'ombrello nella vita mai, ma pretendono di venire sotto al tuo, piccolo, fregandosene che poi sarete mezzi bagnati entrambi: gli scrocconi. Se sono bassi sceglieranno qualcuno di alto cui accompagnarsi e viceversa in modo che l'operazione diventi il più scomoda possibile per chi porta l'ombrello. Tanto non sono loro.
Terzi troviamo i fanatici dell'ombrello enorme, quelli che sembrano appena rubati da una spiaggia, categoria a percentuale nettamente femminile, in maggioranza sotto l'1.60 di altezza e con la convinzione di essere sole in mezzo alla città deserta. Personalmente le trovo esilaranti, sembrano tanti funghi mobili ed egocentrici.
Poi abbiamo i vaghi: si coprono con qualsiasi cosa possa riparare le folte chiome dall'attacco malvagio del liquido trasparente. Hanno ombrelli sgangherati con pericolosi puntoni di acciaio che balenano sempre vicino ai miei occhi, rubano i cataloghi pubblicitari che sporgono dalle buche delle lettere, meglio se plastificati, usano le buste della spesa come cappuccio oppure seguono un po' troppo da vicino i fieri proprietari di ombrelloni indebitamente sottratti facendo i portoghesi.
Ovviamente anche in materia di pioggia ci sono i tecnologici, cioè tutti coloro che hanno comprato gli ombrelli da borsa, quelli che non pesano nulla, si ripongono nell'equivalente di una custodia da occhiali, hanno colori decisamente più fashion dei soliti quatrettoni marrone chiaro e scuro o blu a righe nere, sono costati come un bambino in collegio in Svizzera dai tre ai venticinque anni e alla prima brezza primaverile che accompagna il temporale guardano con occhio languido il proprietario e molli cedono al vento, si rivoltano e muoiono. Però fino a che non l'hanno dovuto usare hanno mostrato a tutti, proprio tutti, il loro nuovo acquisto “perchè così me lo porto sempre in borsa/valigetta e non mi inzuppo più”. Credici.
Ultimo, ma non meno importante, il gruppo di quelli che grande o piccolo non importa basta che sia a scatto. Beh, certo, mica vorrai sprecare cinque secondi netti della tua vita ad aprire un ombrello senza farlo scattare in faccia a chi ti passa accanto...mai sia! Quante energie buttate, molto meglio puntarlo verso il buio universo, premere il pulsantino ed aspettare lemme lemme se ne salga da solo, scattando improvvisamente alla fine dell'asta, che se poco poco è bagnato e qualche ignaro essere ti passa accanto al momento del “click” finale avrà la meravigliosa esperienza di sentirsi sputare addosso migliaia di goccioline umide dall'ombrello di un cretino pigro.E quanti ce ne sono in giro!
Per me, che vivo nella perenne convinzione che essere cresciuta a Modena protetta dai portici per quasi vent'anni mi abbia reso impermeabile, senza nemmeno fastidiosi deficit al tallone, accorgermi di quanto di noi possa rivelare qualche goccia di liquido trasparente che scende dal cielo mi fa sorridere ed odiare un po' di meno la mia “piccola città, bastardo posto”. |
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Post n°98 pubblicato il 15 Novembre 2009 da ASIAs1985
Giusto un pensiero domenicale che mi è sovvenuto leggendo (beh..tentanto di decifrare) le domande delle adolescenti su yahoo answers piene di XD, ftt, mbll, gg, ttt, """""", ho stato, m ha piacuto e compagnia bella: Gli adolescenti svogliati e ignorantelli della mia generazione e delle precedenti sono sempre stati apostrofati come BRACCIA RUBATE ALL'AGRICOLTURA; ora sono mutati. Signore e signori, lasciate che vi presenti, non senza preoccupazione, il futuro: BIMBIMINKIA RUBATI ALL'AGRICOLUTURA. Sempre di B.R.A. si tratta. |
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Post n°97 pubblicato il 13 Novembre 2009 da ASIAs1985
Non sono di Bari, ma nemmeno cretina. Stando molto a contatto con la gente, a causa del mio nuovo lavoro, mi rendo sempre più conto che gentilezza e pazienza qui a Bari non sono considerate nemmeno più qualità; sono percetipe alla stregua della coglionaggine, una persona gentile è un boccalone. Nello specifico "il boccalone" sarei dovuta essere io; questo secondo una Gran Dama della "Bari bene" decisa ad intortarmi per farmi spendere soldi in pubblicità per la mia galleria, in cambio di un prestigiosissimo loculo in una guida della città di Bari, distribuita anche nella provincia, solo nei migliori circoli,alberghi, ristoranti e luoghi in, con copertina rigida, pagine lucide(quelle che se le sfogli senza i guanti d'amianto ti lascianio i taglietti profondissimi che danno un fastidio tremendo e si rimarginano solo un anno dopo), con a fronte testo in un inglese che sfiora il maccheronico e che, stando alla Gran Dama sarebbe la bibbia di tutti i turisti "che contano" (o che sanno contare?). Poi capita che, girando la sera per farmi calmare il mal di testa, mi sia imbattuta nella suddetta guida in bella mostra in un "ristorante" del centro specilaizzato nel servire Quattro Salti in Padella a pranzo e cena a persone che non sentirebbero sapore di vecchio nemmeno se mangiassero le ceneri di Napoleone. In tutta sincerità, per valutare questo tipo investimenti parto sempre dalla mia esperienza personale: io sfoglierei mai una guida del genere? L'ho mai trovata negli alberghi di Bari? No e no. Forse, ma ha pisciato fuori. Come in un bazar. Oppure come le mazzette...cioè, mi correggo, i "regali" che avrei dovuto dare ad un tizio di un notissimo negozio del centro per poter avere uno spazio tutto mio ad una fiera appena terminata; come se me ne fosse fregato qualcosa. Ma questa è un'altra storia. |

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