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Creato da ASIAs1985 il 01/03/2009

PELLE DI PAPIRO

Mai dare un pugno ad una sequoia

 

 

DOVE PIOVONO GLI ESAURITI

Post n°106 pubblicato il 02 Febbraio 2010 da ASIAs1985

Eguagliare “Dove osano le aquile”? Ammetto di averci pensato, ma approfittare così del disagio altrui non è proprio nel mio stile...No, cioè, è esattamente IL mio stile, ma poi al fine di partorire qualcosa di decente dovrei realmente impegnarmi e, addirittura, pensare a cosa sto scrivendo. Ho già usato “al fine” e per oggi sono a posto così.

Esempio: conversazione tipo in galleria, cadenza giornaliera, il cliente è A, io B
A:”Scusa Signorina, sei tu la pittrice?”(sì, qui il “lei” non esiste)
B:”No, signora, non sono io; è questa signora nella f..”
A:”Sì, lo so, volevo vedere se lo sapevi”
B:”...”

Problema: a Bari c'è davvero tanta gente che ha serio bisogno di sostegno psicologico e, parola, da quando ho la galleria (o il negozietto come lo chiamo io, tanto per far sentire a tutti che mi manca la“z”) ho quotidianamente modo di vedere quanto velocemente questo numero stia aumentando a ritmi impressionanti; voglio dire: ci fosse bisogno di, chessò, avvocati, commercialisti, venditori ambulanti di pesce appena pescato da pozzanghere melmose o estetiste con le sopracciglia talmente arcuate da farmi pensare che vivano con un ovetto Kinder nel sedere senza poterlo rompere non ci sarebbe alcun problema, ma il fatto che servano “dottori della testa” rende tutto tremendamente complicato. Qui ce ne sono pochi e quelli che ci sono sarebbero da mandare in galera. Tutti. Parola.

Soluzione: ci sarà qualche psicologo/psichiatra/psicoterapeuta/ anche uno psicolabile in via riabilitativa con una buona conoscenza dei farmaci attualmente in commercio, sarebbe un inizio, che soffre di reumatismi e vuole cambiare clima? Non so uno con i reumatismi, uno che soffre di allergie da polline, uno che ama il mare, uno che detesta la polenta, l'ordine, il silenzio o la buona educazione; qualche professionista che ha sempre sognato di vivere in una città in cui si può tranquillamente urlare per strada “Scendimi il cane che lo piscio” senza suscitare ilarità alcuna dovrà pur esistere, diamine!..e non venite a dirmi che si potrebbe usare il citofono per questo tipo di comunicazioni: io lo so.
Posto che esista potrebbe trovare allettante l'idea di venire in Erasmus qui a Bari, magari proprio da Modena, trascorrere un bell'annetto all'estero, è estero garantisco io, liberare la mente da barriere innate quali il rispetto per gli altri, il codice della strada e l'affidabilità dei mezzi pubblici, migliorare la salute grazie alla vicinanza del mare, sempre che prima non sia vittima di un crollo nervoso, per poi tornare alla sua vita di sempre. E che vita! Dopo perfino Modena sembrerà un prezioso, piccolo pezzo di civilissima Svizzera incastonata nel verde e nel silenzio dell'Emilia. Parola.

 
 
 

FIVE RANDOM FACTS + 1 PARANOIA

Post n°105 pubblicato il 02 Febbraio 2010 da ASIAs1985

  1. Se Dio vuole sta per finire il carnevale, non ne posso già più e mi fa schifo.
  2. Odio il fatto che a Modena ci sia la neve e qui no; maledetta influenza mitigatrice del mare, ma chi ti ha chiesto nulla?! Voglio la neve, sono in crisi d'astinenza da neve! (spero solo che Giampi Tarantini non mi contatti, perché non è della stessa neve che stiamo parlando)

  3. Mamma mi ha fatto arrivare, a sorpresa, dei viveri...mica solo Haiti.

  4. Leggo tre quotidiani al giorno (siete liberi di tatuarvelo sul braccio destro).

  5. Sto finalmente finendo un mascara schifoso che ho comprato due mesi fa ed ora ne devo comprare uno nuovo, ma non so dove andare a sbattere la testa. Chiedere consiglio alle girlz della profumeria? Tanto varrebbe far un'accurata selezione scegliendo quello la cui confezione vuota rimbalza più lontano.

  6. Paranoia: si sta avvicinando il mio compleanno e per me, tutti gli anni, è un evento traumatico. Del tempo che passa non me ne frega nulla, l'alternativa non mi attira, ma ho sempre un magone nell'aspettare che IL giorno arrivi per poi pensare “tutto qua?”. Mah!

 
 
 

GAZZETTA AFFARI BARI E PROVINCIA (io amo il martedì)

Post n°104 pubblicato il 23 Gennaio 2010 da ASIAs1985

  • scacchiera medievale nuova vendesi (l'indeciso)
  • dipinti olio su tela + tegole natalizie vendesi prezzi modici (cosa sono le tegole natalizie?)

  • batterista cerca gruppo/elementi per formazione qualsiasi genere escluso napoletano (bravo!)

  • ciabatta 6 prese elettriche centralina ad interruttori cavo industriale vendesi, ad acquirente regalasi valigetta contenitrice cavo (vorrei sapere cosa te ne faresti, altrimenti, della valigetta)

  • trenini elettrici vendesi (piccoli uomini crescono)

  • sandalo guess platino tacco particolare 100 perfetto stato vendesi (cercasi acquirente con una gamba sola, preferibilmente cieca)

  • letto matrimoniale oro zecchino vendesi (sobrio e raffinato)

  • statua San Nicola in campana di vetro h 1 mt + immacolata con campana h 0.80mt vendesi al miglior offerente (immagino i cazzotti per aggiudicarsi l'asta..)

  • pannoloni a mutandina per adulti scambiasi (usati?)

  • pannoloni a mutandina per adulti imballati scambiasi con oggetto pari valore (Imballati i pannoloni o gli adulti? Oggetto pari valore: gara dura!)

  • lucidatrice folletto 6 spazzole scambiasi con motosega (da casalinga a boscaiolo)

  • orologio raccolta Esso vendesi (ma dai!)

  • scuotitore per olive ancora imballato vendesi (doppio regalo, immagino)

  • camino installato pari al nuovo vendesi (qualcuno me la spieghi, per favore)

  • foto calciatori vendesi (Corona si è dato al commercio al minuto)

  • parrucca per uomo capelli neri naturali vendesi (che schifo)

  • water comprensivo di coperchio ideal standard 5 stelle nuovo vendesi (il coperchio è compreso per forza,suvvia. Poi le 5 stelle sono della linea cui appartiene o sono state date da tutti quelli che l'hanno usato?)

 

La mia passione per gli annunci sui settimanali gratuiti è innata e il martedì, quando ricevo il giornale in omaggio con il mio quotidiano, è il mio giorno preferito; ci passo le giornate, mi affascinano e divertono, li vedo come i precursori di un'altra mia passione: Yahoo Answers. Solo che quest'ultimo è più variegato, sgrammaticato e imbarazzante.
Per senso di pudore, e perché sarebbe stato ovvio, ho lasciato perdere gli annunci personali in cui uomini distinti e posizionati (che sempre mi faranno pensare ad una parata di omarini che fungono da rastrelliere per le bici) cercano donne distinte anche vedove, straniere, ragazze madri (sempre meglio che un buco nel materasso, insomma) scopo matrimonio o in cui ragazze completissime, settima misura naturale, massaggio sexy, ti (?) aspettano in ambienti riservati dalle 15.00 alle 19.00 con aria condizionata e solo su appuntamento. Dopo torna il marito e avranno da girare il sugo, giustamente.

Mi fanno ridere le permute, gli annunci di quelli che comprerebbero anche delle maniglie degli usci a patto che provengano da eredità e non da furti e si fidano della parola del venditore, le descrizioni degli appartamenti da vendere o affittare in cui un piano rialzato di 20 mq, senza riscaldamento e/o gas di città, perso in mezzo al nulla diventa l'abitazione più desiderabile al mondo da destinare, giustamente, solo a professionisti, referenziatissimi e non residenti. Da qualche tempo a questa parte sono comparsi anche degli audaci che propongono in vendita anche vibromassaggiatori non nuovi; che schifo. Il bello è che la settimana dopo l'annuncio non è più presente e ciò vuol dire che hanno avuto fortuna. Il solo pensiero mi fa rabbrividire.

Sempre di recente ho notato il netto incremento degli annunci riguardanti la presenza in centro città di trans, tanto straniere quanto italiane. Non sono certo qui a far della morale: hey, ho un blog idiota in cui scrivo consapevolmente idiozie, non è il mio stile! Solo mi fa pensare; la stragrande maggioranza dei ragazzi che conosco ha una spiccata vena omo-fobica (e basta dire “per forza quelli cui ti riferisci sono di estrema destra, cosa ti aspetti?” ho allargato i miei orizzonti) e in generale non ho mai visto una trans in giro per il murattiano, eppure gli annunci per questo tipo di servizio oramai non si contano più. Sarà uno dei volti a me sconosciuti della Bari sotterranea cui mai manca di riferirsi Carofiglio ad ogni sua intervista; e qualche volta anche quando gli viene chiesta l'ora. In tal caso me ne lavo immediatamente le mani, riprendo a sfogliare il mio giornale di idiozie e a meditare sulla panterona che ti (?) aspetta per graffiarti tutto dal venerdì alla domenica, su appuntamento, con clima a Bitonto.

 
 
 

BARBARESCHI SCIOCK? BARBARESCHI RONF!

Post n°103 pubblicato il 23 Gennaio 2010 da ASIAs1985

Parlare male di Luca Barbareschi, per me, è come parlare male della mia mamma: potrei farlo solo sotto tortura e a patto che ogni altra affermazione al mondo risultasse decisamente falsa; e comunque sempre con calma e per favore. Almeno fino a ieri sera.

Ieri sera, infatti, solo la mia sconfinata ammirazione per lo show man, la simpatia per l'uomo, la fede nel pioniere innovatore e la curiosità della telespettatrice mi hanno trattenuta dal liquidare immediatamente come una delusione apocalittica quello che sarebbe potuto essere il “grande ritorno” di Barbareschi in tv; sarebbe potuto essere molto diverso dal patchwork bonario e buonista di un signore cinquantenne senza mordente, ansioso di accattivarsi il favore del pubblico senza l'apparente intenzione di fare davvero qualcosa per meritarselo.

Andiamo con ordine.

  • L'inizio sul tapis roulant se non ci fosse stato con tutta probabilità nessuno ne avrebbe sentito la mancanza ma “Hey, sono umano anche io, mi stanco, vi svelo i retroscena: se non lo uso almeno dieci muniti a puntata me lo addebitano, ma io credo nelle mie idee.”. Vabbè, l'emozione del debutto può intaccare anche un professionista del suo calibro, navigato e preparato. Sei un uomo, ci somigli, non cambio canale.

  • Gli ospiti musicali rigorosamente in playback li liquido in un unico blocco: se non volete cantare live, perché è più faticoso o perché con quel microfono giocattolo che vi danno e senza la possibilità di fare il sound check siete fortemente a rischio figure di ultima, bene fate finta di cantare. Ma fatelo bene! E' imbarazzante sedere in poltrona a guardare un professionista che tiene il ritmo bene come un pesce in un acquario. Il rapper tunisino poi! Rap in playback non è una contraddizione in termini? Brava la band pugliese, almeno.

  • Gli intermezzi affidati al corpo di ballo sono stati decisamente interessanti anche se abbastanza decontestualizzati; meglio: nessuno si è dato pena di introdurli o di dire “Ah, ci sono anche le tizie che ballano nel caso vi foste addormentati”.

  • Carina l'idea di lanciare libri verso il conduttore, sempre più finto spaesato (ho detto finto perché ho pregato tutta la sera che l'effetto sia stato fortemente cercato da Barbareschi), il quale a sua volta dopo aver comunicato di averli letti ha provveduto, metaforicamente e non, a lanciarli verso il pubblico per condividerli, per incitare gli astanti a leggere qualcosa in attesa del prossimo libro di barzellette di Totti. O quello di Vespa per i più colti.

  • Le trans. QUI esce il Barbareschi che avrei voluto vedere per tutta la diretta, che mi ero aspettata di trovare. Quello che va oltre i pregiudizi, che ti fa pensare di averlo capito al volo, di essere tanto in sintonia con lui da poter condividere immediatamente un giochino di sottinteso e poi ti spiazza con dolcezza, attenzione, pulizia. Che non riesci nemmeno ad arrabbiarti e ti viene da dire “Ecco perchè lui è Barbareschi e tutti gli altri no”. Invece è durato giusto il momento necessario ad illudermi.

  • Le interviste: dalle stelle alle stalle. Interessantissima la prima; argomento non facile da trattare quello del doping nel calcio e delle sue amare conseguenze, soprattutto in un Paese fanatico come è il nostro, ma Barbareschi ci riesce senza cadere nel ridicolo o nell'ovvio, aggiungendo addirittura la giusta dose di partecipazione personale. Il programma sarebbe dovuto finire qui. Invece no: tra le difficoltà tecniche che non permettono l'interazione, via sms e commenti sul blog della trasmissione, con il pubblico a casa, comici (erano comici, vero?) che più che interrompere padrone di casa e ospiti nei momenti clou non mi sembra abbiano fatto ed ammiccamenti sempre più spudorati alla telecamera da parte di chi solo poche ore prima ad Omnibus era parso una persona normale (sei un bell'uomo, va bene, ma basta!) continua la serie di interviste rispetto alle cui domande anche io, che studio editoria e faccio domande solo se mi interessa la risposta, avrei potuto fare nettamente di meglio. Senza esagerazioni.
    Salvo la prima e l'ho già detto; quella all'Autieri non credo abbia risentito più di tanto del contenuto, tanto era solo una cavalcata dell'ospite stile “Vedete com'è sincera la ragazza? Oltre alla gambe c'è di più”. Ne abbiamo preso tutti atto; avanti il prossimo. Tyson, povero, con un traduttore simultaneo che se dall'italiano all'inglese si è rivelato competente come al contrario avrà capito giusto che era alla televisione e non sul ring perché, a parità di telecamere, Barbareschi non si è presentato in accappatoio e braghette, ma con un gessato blu. Vero è che le domande il conduttore avrebbe potuto farle direttamente in inglese e tradurre le risposte, dato che lo parla alla perfezione; altrettanto vero, però, che per gli interrogativi esistenziali e d'inchiesta sbrodolati, forse, il traduttore incompetente si è rivelato una vera manna. Per Tyson.

Ultimo, solo in ordine cronologico perché tra le occasione perse per tacere è sicuramente il primo, è arrivato Fabrizio Corona. Piccola parentesi: io non ne sono certo una estimatrice, gli riconosco un fiuto non comune per gli affari, un corpo notevole ed una fidanzata bellissima. Punto. Non condivido il suo modo di porsi rispetto alla legge, combattere l'ingiustizia con l'illegalità e la maleducazione mi sembra una scelta perdente dall'inizio, vivere di scoop e scandali, per quanto remunerativo sia, non è la mia aspirazione e apprezzo oltremodo le persone discrete. Detto questo io da ieri sera a Fabrizio Corona farei una statua, solo sapessi scolpire il marmo; Barbareschi lo mette al centro dell'ignorato balletto, lo stuzzica, gli fa domande scontate all'ennesima potenza e sempre le stesse, più volte. Lui sopporta non nascondendo una certa noia. Barbareschi lo fa entrare in una vasca da bagno, dietro c'è una sedia per il conduttore in una disposizione tipo analisi; mi illudo, inizia una bella serie di domande toste, serrate, mirate e scomode “à la Barbareschi” che poco lasciano ai tentennamenti e al politicamente corretto penso io, ma nemmeno per sbaglio! Eppure Corona sarebbe stato l'interlocutore perfetto. Ricomincia il disco di prima, stesse domande, unica novità una rapida scorsa, con relativo apprezzamento, al calendario della fidanzata del sempre più deluso Fabrizio che, alla fine, confessa che da Barbareschi si sarebbe aspettato qualcosa di più, non le solite curiosità con cui lo stanno ammorbando da due anni a questa parte. Dice, giustamente, Corona: mi hai qui, è una certa ora, hai detto che saremo andati a braccio senza domande concordate, c'è una sentenza clamorosa e fresca fresca che mi riguarda, io ho promesso fuoco e fiamme da qui a dieci giorni e tu il meglio che sai fare è questo? Mi deludi, da te mi aspettavo qualcosa di meglio. Vai Corona!! Barbareschi, tra un ammiccamento e l'altro alla telecamera, si sente colpito nel vivo, rompe ogni indugio e balza nella vasca da bagno con il mio nuovo idolo, senza dimenticare di far sapere che sta rovinando l'unico abito di scena disponibile (tanto per chiudere il cerchio della rivelazione del tapis roulant con cui aveva aperto la diretta), ma oramai il tempo a disposizione è finito (vedi tu che rogna) e la domanda graffiante da porgere è solo una “tu tra vent'anni come ti vedi”? Che è un po' quello che gli avrei chiesto io, immediatamente dopo “è vero che vuoi fare un'interrogazione parlamentare per fare luce sulla vicenda Marrazzo, liquidazione e foto?”. Considerazione conclusiva di Corona in stile in non vivrò ancora troppi anni e tutto finisce a tarallucci e vino.

 

Anzi, magari fosse finito a tarallucci e vino! No, dimenticavo il finale con cantante tanto inquietante quanto fuori luogo: di artiste che non sanno o ricordano le parole delle canzoni che stanno eseguendo tanto da avere bisogno del foglietto con il testo, qui in Italia, dobbiamo già sorbirci Patty Pravo, non mettertici anche tu illustre sconosciuta.
Giusto una chiusa definitiva: non mi si venga a dire che le domande “vere” a Corona non sono state rivolte perché era ferma intenzione del conduttore tenere fuori la politica dal programma, come da dichiarazione iniziale; se questa è l'intenzione non si invita Corona in televisione, semplice. Si chiama Lino Banfi, che fa ascolti, due battute in pugliese, parla della malattia della figlia e mette tutti d'accordo.

 
 
 

FIVE RANDOM FACTS+ UN RINGRAZIAMENTO

Post n°102 pubblicato il 06 Gennaio 2010 da ASIAs1985

  1. E' il 2010, auguri, e io ho ufficialmente chiuso la parentesi Born to Drink; nessun problema di alcolismo, tranquilli.
  2. Ho preso un abbaglio: non solo non sopporto lui, ma pure le sue amiche "figueire" campionesse di maleducazione e stupidità non mi vanno giù. Viva il buonismo di inizio anno.
  3. Me la giuri? e io ti mando al diavolo
  4. Sarei dovuta venire a Modena a metà gennaio, ma ho fatto saltare tutto. Non ce l'ho fatta.
  5. Ho scoperto un rivenditore di mobili e oggetti vari tutti usati: anche Bari si sta "bolognizzando" finalmente!

Ringraziamento speciale: a chi a fornito a mamma le vettovaglie da trasferta per una meravigliosa sorpresa qui a Bari; grazie Luca, il filetto da trasferta e i tortellini di tua mamma (tante grazie anche a lei) mi hanno migliorato il Natale barese.

 
 
 

GLI UOMINI ED IO

Post n°101 pubblicato il 17 Dicembre 2009 da ASIAs1985

Finalmente l'ho capito.
Sono riuscita ad arrivare al fondo di quel meccanismo, abbastanza perverso, che scatta in automatico nelle mie relazioni con gli uomini. Per quanto banale ed evidente fosse, mi si è decriptato solo qualche giorno fa, stile epifania.

 Eppure “il Misantropo” (meraviglioso esemplare di uomo che mi ha compresa in uno sguardo, capendo anche che io non ero pronta per la stessa esperienza) più di una volta mi aveva provato ad avvertire e guidare;ma, signori miei, avevo 19 anni e poca voglia di ascoltare un trentenne che voleva spiegarmi a me stessa. Anche se, onore al merito, non ha sbagliato uno solo degli indizi che mi ha saputo lasciare.

 Veniamo al punto, le palle stanno in poco posto: per quanto io possa essere presa da un uomo fino a che mi si tiene nell'incertezza, in quella zona grigia del non potrà mia essere una storia sicura e regolare, oggi ci sono domani chissà, tu sei mia io sono tuo ma non sarà certo per troppo tempo io ci sto e sono presa, nel momento in cui percepisco nell'altro la disponibilità completa e il forte interesse io resetto tutto, lui non mi interessa più e, anzi, direi che è anche un po' un fallito.

Bum, di colpo.

 E perché?
Per tanto tempo mi è sembrata una sequenza abbastanza cretina (non che ora la trovi una cosa furba), da giustificare pensando che magari avevo ingigantito i miei sentimenti, preso lucciole per lanterne insomma, invece no! La riposta è molto più semplice e mortificante di così, purtroppo per me: ai miei occhi un uomo che davvero è interessato a me, che mi fa entrare seriamente nella sua vita deve avere qualche problema. Serio. Qualche Edipo non risolto, un trascorso pesante, genitori inetti e violenti o simili.

 Avete presente quelle amiche , tutti ne abbiamo un paio, che sono davvero cesse ma si credono la reincarnazione migliorata di Elena di Troia, con il cervello di un Nobel, e non concepiscono che un qualsiasi essere vivente di sesso maschile con il dono della vista non sia attratto irresistibilmente da loro?
Bene, per me è il contrario. E non tanto sul piano fisico, nel senso: so che ci sono molte ragazze molto più belle di me, come ce ne sono tante molto più brutte e la cosa non mi disturba più di tanto; quello che mi frega è il pensiero che un uomo possa davvero essere interessato a portare nella sua vita TUTTO quello che vuol dire stare con me. Il carattere che passa dal partecipe al menefreghista in sei secondi netti, una vocazione forte a farmi i cazzi mie sopra qualsiasi cosa, le insicurezze, la voglia di litigare, l'incapacità di accettare complimenti, il fatto che incontrare me per cinque minuti non abbia senso perché io, citando un vecchio amico e passato amore, sono come un diesel ed ogni volta con me bisogna cominciare tutto da capo, la vena polemica mai domata, il mio annientarmi per le altre persone per poi sparire senza motivo, il fatto che con me non si litiga mai per motivi seri ma solo per lesa maestà(la mia) e il particolare che io non mi fido mai.

 Capite anche voi che il pensiero di un cristiano che consapevolmente si attrezza per far in modo di avere il mio caos nel suo giardino mi fa venire subito mille dubbi. E quello che è peggio, è che mai nemmeno una misera volta mi ha solo sfiorato l'idea che lui potesse avere la stessa insicurezza; in sintesi mi considero un bidone del rusco: io accetto tutto quello che mi capita ma, per quanto utile, nessuno mi terrebbe in casa.

 Autoanalisi via blog.

 
 
 

INTRO+6 RANDOM FACTS (che titolo gggiòvane!)

Post n°100 pubblicato il 17 Dicembre 2009 da ASIAs1985

Nessun motivo particolare per essere sparita alla Montecristo, solo tanto lavoro visto che per fortuna sembra che la mia galleria stia iniziando ad ingranare, e tanta poca voglia di connettermi ad internet.Poca leggerezza probabilmente ed essendo il mio un blog consapevolmente idiota mai avrei potuto scrivervi le ambasce che mi attanagliano.


Ma veniamo ai sei fatti a caso, di cui sopra:

 

  1. Più sto a contatto con la gente e più mi accorgo che al mondo esistono troppi avvocati e dottori commercialisti e troppo pochi psicanalisti.

  2. La luce delle scale di casa mia, dopo due mesi in cui è stata accesa 24/7, tanto non la pago io, è definitivamente morta e con lei l'apertura automatica del portone (oddio, portone...gattaiola con maniglia) e l'illuminazione con le cellule sensibili al movimento dell'androne; in sostanza devo fare le scale con la torcia tipo topo d'appartamento. Natalizio.

  3. Ho conosciuto il ragazzo che abita sotto di me. Dopo un anno era anche ora, ma io sono un animale strano e l'iniziativa non è stata mia. Avevo cannato il giudizio nei suoi confronti: non sarà mai il mio migliore amico, ma merita.

  4. Per il suo divorzio mamma è inciampata in un giudice donna realmente preparato, competente ed attento e questa è la notizia più bella di tutto l'anno.

  5. Ieri pomeriggio ho organizzato i nomi della rubrica del mio cellulare in gruppi, tre in tutto, relativi agli auguri di Natale; il primo gruppo si beccherà il messaggio standard in modalità “invio multiplo” di cui ovviamente non rendo noto il testo che è già al sicuro nella cartella Bozze (foxy!), il secondo è quello delle persone cui scriverò un sms dedicato e conta cinque esseri viventi (sarebbero sei ma una pulzella il cui nome inizia per F. non festeggia il Natale quindi la contatterò in altro modo) mentre nel terzo gruppo sono riunite quelle persone cui non farò gli auguri, ma risponderò nel caso in cui li ricevessi da parte loro. Sempre con un messaggio generico, piuttosto ben studiato devo dire, e quasi per nulla banale.

  6. Ho finito i regali di Natale; quest'anno sono stati proprio sofferti, avevo la fantasia in ferie e il portafogli depresso. Ora mi manca solo da spedire quello della Vale, ma ho un'ottima scusa: mi vergogno come un cane di quello che le ho comprato, meglio, non dell'oggetto in quanto tale che merita ,ma del suo significato. In compenso mi farò perdonare con il biglietto. Oppure la Vale mi bestemmierà la famiglia nei commenti, garantito.

 

(Iko, se stai leggendo, probabilmente anche a te manderò una auguri-mail perché non ho più il tuo numero di CELLU)

 
 
 

NON SONO TIPO DA OMBRELLI AUTOMATICI

Post n°99 pubblicato il 17 Dicembre 2009 da ASIAs1985

Alzarmi, quando  da sotto al piumone, capisco che fuori sta piovendo forte lo vivo come un qualcosa di fortemente contrario alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino; tutta la logica del doversi svegliare la mattina ad orari che non sono i miei per compiere azioni che non suscitano in me interesse alcuno è abbastanza traumatico in generale.

Ma gli ombrelli che si aprono a scatto, quelli no.
Il mio ateismo me li vieta, la mia pigrizia li sdegna.

Dopo quasi una settimana che qui a Bari si vede solo pioggia, ed i miei occhi sono stati più volte messi a repentaglio da chi maneggia ombrelli enormi come se fossero katane di Barbie, ho iniziato ad ingannare il tempo dividendo le persone che passano davanti alla galleria in base all'ombrello che hanno o non hanno.

 

Per primi metto tutti quelli che, come me, l'ombrello proprio non se lo filano: ci accorgiamo della pioggia solo quando siamo davanti al portone di case e tornare indietro per prendere qualcosa con cui ripararci non è contemplato nel nostro dna; alla fine quella che cade dal cielo è acqua non varechina, dall'acqua ci si asciuga, non morde, non è il caso di urlare come delle papere se inizia a piovere e non si ha a portata di mano un ombrello.

 

Subito dopo vengono quelli che l'ombrello nella vita mai, ma pretendono di venire sotto al tuo, piccolo, fregandosene che poi sarete mezzi bagnati entrambi: gli scrocconi. Se sono bassi sceglieranno qualcuno di alto cui accompagnarsi e viceversa in modo che l'operazione diventi il più scomoda possibile per chi porta l'ombrello. Tanto non sono loro.

 

Terzi troviamo i fanatici dell'ombrello enorme, quelli che sembrano appena rubati da una spiaggia, categoria a percentuale nettamente femminile, in maggioranza sotto l'1.60 di altezza e con la convinzione di essere sole in mezzo alla città deserta. Personalmente le trovo esilaranti, sembrano tanti funghi mobili ed egocentrici.

 

Poi abbiamo i vaghi: si coprono con qualsiasi cosa possa riparare le folte chiome dall'attacco malvagio del liquido trasparente. Hanno ombrelli sgangherati con pericolosi puntoni di acciaio che balenano sempre vicino ai miei occhi, rubano i cataloghi pubblicitari che sporgono dalle buche delle lettere, meglio se plastificati, usano le buste della spesa come cappuccio oppure seguono un po' troppo da vicino i fieri proprietari di ombrelloni indebitamente sottratti facendo i portoghesi.

 

Ovviamente anche in materia di pioggia ci sono i tecnologici, cioè tutti coloro che hanno comprato gli ombrelli da borsa, quelli che non pesano nulla, si ripongono nell'equivalente di una custodia da occhiali, hanno colori decisamente più fashion dei soliti quatrettoni marrone chiaro e scuro o blu a righe nere, sono costati come un bambino in collegio in Svizzera dai tre ai venticinque anni e alla prima brezza primaverile che accompagna il temporale guardano con occhio languido il proprietario e molli cedono al vento, si rivoltano e muoiono. Però fino a che non l'hanno dovuto usare hanno mostrato a tutti, proprio tutti, il loro nuovo acquisto “perchè così me lo porto sempre in borsa/valigetta e non mi inzuppo più”. Credici.

 

Ultimo, ma non meno importante, il gruppo di quelli che grande o piccolo non importa basta che sia a scatto. Beh, certo, mica vorrai sprecare cinque secondi netti della tua vita ad aprire un ombrello senza farlo scattare in faccia a chi ti passa accanto...mai sia! Quante energie buttate, molto meglio puntarlo verso il buio universo, premere il pulsantino ed aspettare lemme lemme se ne salga da solo, scattando improvvisamente alla fine dell'asta, che se poco poco è bagnato e qualche ignaro essere ti passa accanto al momento del “click” finale avrà la meravigliosa esperienza di sentirsi sputare addosso migliaia di goccioline umide dall'ombrello di un cretino pigro.E quanti ce ne sono in giro!
Emuli di fighi da cinema che scendono Smart in doppia fila, spalancano la portiera in mezzo al via, estraggono l'ombrello,lo posizionano di lato al tettuccio, puntano, premono e fino a che l'apertura non è stata completata non pensano nemmeno a scendere dall'auto o a non bloccare il traffico sotto Natale, di sabato pomeriggio, in centro alle 18.00.

 

Per me, che vivo nella perenne convinzione che essere cresciuta a Modena protetta dai portici per quasi vent'anni mi abbia reso impermeabile, senza nemmeno fastidiosi deficit al tallone, accorgermi di quanto di noi possa rivelare qualche goccia di liquido trasparente che scende dal cielo mi fa sorridere ed odiare un po' di meno la mia “piccola città, bastardo posto”.

 
 
 

MUTAZIONI

Post n°98 pubblicato il 15 Novembre 2009 da ASIAs1985

Giusto un pensiero domenicale che mi è sovvenuto leggendo (beh..tentanto di decifrare) le domande delle adolescenti su yahoo answers piene di XD, ftt, mbll, gg, ttt, """""", ho stato, m ha piacuto e compagnia bella:

Gli adolescenti  svogliati e ignorantelli della mia generazione e delle precedenti sono sempre stati apostrofati come BRACCIA RUBATE ALL'AGRICOLTURA; ora sono mutati.

Signore e signori, lasciate che vi presenti, non senza preoccupazione, il futuro: BIMBIMINKIA RUBATI ALL'AGRICOLUTURA.

Sempre di B.R.A. si tratta.

 
 
 

BARI: LA TERRA DEI TURISTI PERENNI

Post n°97 pubblicato il 13 Novembre 2009 da ASIAs1985

Non sono di Bari, ma nemmeno cretina.
Una cosa non esclude l'altra: i baresi sembrano non accettarlo. Non sanno cosa si perdono.

Stando molto a contatto con la gente, a causa del mio nuovo lavoro, mi rendo sempre più conto che gentilezza e pazienza qui a Bari non sono considerate nemmeno più qualità; sono percetipe alla stregua della coglionaggine, una persona gentile è un boccalone.

Nello specifico "il boccalone" sarei dovuta essere io; questo secondo una Gran Dama della "Bari bene" decisa ad intortarmi per farmi spendere soldi in pubblicità per la mia galleria, in cambio di un prestigiosissimo loculo in una guida della città di Bari, distribuita anche nella provincia, solo nei migliori circoli,alberghi, ristoranti e luoghi in, con copertina rigida, pagine lucide(quelle che se le sfogli senza i guanti d'amianto ti lascianio i taglietti profondissimi che danno un fastidio tremendo e si rimarginano solo un anno dopo), con a fronte testo in un inglese che sfiora il maccheronico e che, stando alla Gran Dama sarebbe la bibbia di tutti i turisti "che contano" (o che sanno contare?). Poi capita che, girando la sera per farmi calmare il mal di testa, mi sia imbattuta nella suddetta guida in bella mostra in un "ristorante" del centro specilaizzato nel servire Quattro Salti in Padella a pranzo e cena a persone che non sentirebbero sapore di vecchio nemmeno se mangiassero le ceneri di Napoleone.

In tutta sincerità, per valutare questo tipo investimenti parto sempre dalla mia esperienza personale: io sfoglierei mai una guida del genere? L'ho mai trovata negli alberghi di Bari? No e no.
Quando non avevo ancora la mia casupola in centro sia mamma che io di alberghi ne abbiamo girati più di un paio e mai ci è capitata la guida tra le mani, mentre stando alla G.D. dovrebbe essere praticamente ovunque (piatto della doccia incluso) e perennemente rifornita e, a prescindere da Bari, mai nei miei viaggi ho consultato volumi del genere. Forse perchè non apro i cassetti dei comodini nelle stanze d'albergo, solitamente in vacanza leggo libri miei non la Bibbia, forse perchè so già cosa voglio vedere di un luogo e quello che non so lo imparo dai miei compagni di viaggio o semplicemente girando "a cazzo" e perdendomi...forse perchè la G.D. voleva solo riempire un buco rimasto vuoto all'ultimo momento con una nuova entrata del panorama galleristico barese.
Play it again, Sam.

Forse, ma ha pisciato fuori.
Da due settimane sto aspettando la proposta scritta, il preventivo, per questa inserzione pubblicitaria patinata e costosa sul volumetto più in di Bari e ancora nessuno si è fatto vivo. Io non mi cruccio, tanto sarebbe stato un no come risposta, però questa mancanza di professionalità mi fa molto riflettere sull'incapacità dei baresi di considerare il farsi un cliente un investimento a lungo termine e non solo il guadagno del momento, la vendita al dettaglio di una grossa fregatura.
La maggioranza dei commerciati tratta gli acquirenti come turisti: ti pelo subito, tu compri e se non torni è uguale.

Come in un bazar. Oppure come le mazzette...cioè, mi correggo, i "regali" che avrei dovuto dare ad un tizio di un notissimo negozio del centro per poter avere uno spazio tutto mio ad una fiera appena terminata; come se me ne fosse fregato qualcosa. Ma questa è un'altra storia.

 
 
 
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