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Badge, lavoro a 15 anni.. Una politica giovanile tra lo sfruttamento e il Grande Fratello
Post n°123 pubblicato il 21 Gennaio 2010 da gccomo
Due proposte sulla scuola risuonano negli ultimi giorni dalle stanze di un Parlamento ai limiti della vergogna. 1) Considerare il lavoro in qualità di apprendista alla stregua di anno scolastico (a 15 anni d'età). 2) Trasformare la scuola in una sorta di posto di lavoro in cui si entra timbrando il cartellino. Sulla prima proposta il giudizio è semplice: si tratta di una legalizzazione del lavoro minorile e una picconata all'obbligo scolastico. I contratti di apprendistato sono quasi sempre delle coperture per un lavoro dipendente sottopagato o addirittura non pagato. Giudicarli come anno scolastico equivale a dire che un giovane che va a lavorare a 15 anni è cosa normale e accettabile. Il lavoro è parte del processo formativo, dicono i proponenti.. E dunque perché non far lavorare dai 6 anni direttamente saltando l'apprendimento di lettura e scrittura? Non è assolutamente vero quanto affermato da chi difende questa norma. Non è una possibilità in più per i giovani, ma una possibilità in più per le imprese che li sfruttano. La seconda proposta meriterebbe un'analisi più attenta. A prima vista potrebbe parere una norma a tutela dell'obbligo scolastico (in contrasto con la prima). Dovrebbe evitare le cosiddette "bigiate", avvisando il genitore ogni qual volta il ragazzo non si presenta a lezione. |
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