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    <title>blog(gh)etto rosso</title>
    <subtitle>Il blog dei Giovani Comunisti di Como</subtitle>
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        <title type="text">Raccolta firme contro i buoni scuola</title>
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        <published>2013-05-05T12:58:37+02:00</published>
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        <content type="html">&lt;p&gt;&lt;p&gt;Il buono scuola &amp;egrave; un sussidio erogato da Regione Lombardia alle famiglie degli studenti delle scuole private, finalizzato a coprire una quota delle rette scolastiche.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Una forma insomma di finanziamento pubblico indiretto, ma esclusivo, alla scuola privata, che assorbe la grande maggioranza delle risorse regionali destinate alla scuola.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il buono scuola &amp;egrave; stato introdotto da Formigoni nell&amp;rsquo;anno 2000.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per aggirare il dettato dell&amp;rsquo;art. 33 della Costituzione (che vieta il finanziamento pubblico diretto della scuola privata) il contributo non viene erogato direttamente alla scuola, bens&amp;igrave; alla famiglia dello studente sotto forma di rimborso di una parte della retta scolastica, attribuendo cos&amp;igrave; al finanziamento un carattere indiretto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fino all&amp;rsquo;anno scolastico 2007/2008 la legge regionale stabiliva che tutti gli studenti lombardi, senza distinzione fra pubblico e privato, potessero accedere al contributo, ma per escluderne di fatto gli studenti delle scuole pubbliche fu introdotto un piccolo, ma efficace stratagemma: un tetto di spesa minimo per la retta scolastica, al di sotto del quale le famiglie non potevano fare domanda per il buono.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E guarda caso, quel tetto tagliava fuori la quasi totalit&amp;agrave; degli studenti delle scuole pubbliche.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;A partire poi dall&amp;rsquo;anno scolastico 2008/2009 gli studenti delle scuole pubbliche sono stati addirittura esclusi per legge: oggi il buono scuola si chiama &amp;ldquo;dote per la libert&amp;agrave; di scelta&amp;rdquo; ed &amp;egrave; accessibile solamente agli studenti delle scuole private.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Solo fra il 2001 e il 2009 il buono scuola ha permesso di girare dalle tasche dei contribuenti alla lobby delle scuole private quasi 400 milioni di euro, in pratica l&amp;rsquo;80 % delle risorse destinate al diritto allo studio. E questo con una popolazione scolastica che solo per il 9% &amp;egrave; costituita da studenti che frequentano scuole private.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ma non &amp;egrave; l&amp;rsquo;unico scandalo: solo il 25% dei beneficiari del buono scuola dichiara al fisco un reddito annuo inferiore a 30.000 euro, tutti gli altri ne dichiarano uno compreso fra 30.000 e 198.000 euro. E fra i beneficiari figurano residenti nelle zone pi&amp;ugrave; prestigiose e care delle citt&amp;agrave; lombarde, tipo piazza san Babila o galleria Vittorio Emanuele a Milano.&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;https://fbcdn-sphotos-d-a.akamaihd.net/hphotos-ak-prn1/p480x480/21275_446786872080189_1654361479_n.jpg&quot; alt=&quot;Foto: Volantino contro la dote scuola della Regione Lombardia&quot; /&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Ora e sempre resistenza!</title>
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        <published>2013-04-14T11:05:58+02:00</published>
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        <content type="html">&lt;p&gt;Contro vecchi e nuovi fascismi, pubblichiamo una serie selezionata delle pi&amp;ugrave; frequenti falsit&amp;agrave; che sentiamo propagandare a chi ancora si riconosce in quella folle ideologia, smentite una ad una.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;https://fbcdn-sphotos-e-a.akamaihd.net/hphotos-ak-prn1/541579_436663079759235_680626887_n.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;520&quot; /&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Contro il revisionismo storico: noi ricordiamo tutto</title>
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        <published>2013-02-10T11:49:13+02:00</published>
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        <content type="html">&lt;p&gt;&lt;object width=&quot;420&quot; height=&quot;315&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/AU0i_TCTo5c?hl=it_IT&amp;amp;version=3&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;wmode&quot; value=&quot;transparent&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;http://www.youtube.com/v/AU0i_TCTo5c?hl=it_IT&amp;amp;version=3&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; wmode=&quot;transparent&quot; width=&quot;420&quot; height=&quot;315&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Da quanto nel 2004 l&amp;rsquo;allora governo Berlusconi introdusse per legge il &amp;ldquo;Giorno del ricordo&amp;rdquo; ogni anno il 10 febbraio si ripete lo stesso rituale.&lt;br /&gt;La pressoch&amp;eacute; totalit&amp;agrave; del mondo politico svolge la funzione che fino a pochi anni fa era appannaggio esclusivo della destra missina, irredentista e neofascista: organizza seminari, convegni, commemorazioni, non di rado manifestazioni di piazza e mobilitazioni vere e proprie. Buona parte del mondo accademico e di quella che con molta presunzione si ritiene l&amp;rsquo;&amp;eacute;lite intellettuale &amp;ndash; basta sfogliare in questi giorni i pi&amp;ugrave; letti quotidiani nazionali &amp;ndash; sale sul carro del vincitore e di tanto in tanto, all&amp;rsquo;approssimarsi della ricorrenza, d&amp;agrave; in&amp;nbsp;pasto all&amp;rsquo;opinione pubblica nuovi dettagli, nuove cifre, nuove ricostruzioni. Poco importa che si tratti in larga misura di vere e proprie mistificazioni.&lt;br /&gt;Quel che rileva &amp;egrave; che il rituale del 10 febbraio, con tutto ci&amp;ograve; che muove, &amp;egrave; tutt&amp;rsquo;altro che un rituale stanco e statico. Si tratta al contrario di un rituale dinamico, gravido di conseguenze e di capacit&amp;agrave; di costruire e a sua volta descrivere un &amp;ldquo;senso comune&amp;rdquo; che progressivamente, in questi anni, ha conquistato e conquista forza, valenza e significati che vanno ben oltre le stesse previsioni politiche ipotizzate dai promotori dell&amp;rsquo;iniziativa di legge.&lt;br /&gt;E allora forse conviene fermarsi a riflettere, e provare a ragionare intorno a questi pochi elementi, che a me paiono di una qualche rilevanza.&lt;br /&gt;Il primo: il &amp;ldquo;Giorno del ricordo&amp;rdquo; sceglie di fare i conti con una porzione di storia artificiosamente estrapolata dalle vicende precedenti la Liberazione di Gorizia del 1&amp;deg; maggio 1945. Affronta il tema delle foibe come se fossero un evento sconnesso dalla Storia. Quale storia? Vent&amp;rsquo;anni di regime fascista che, sul confine orientale, ha corrisposto alla persecuzione nazionalista e razzista di oltre mezzo milione di sloveni e croati che abitavano nei territori divenuti italiani dopo la fine della Prima Guerra Mondiale (divieto di parlare la propria lingua, soppressione delle associazioni slovene e croate, incarcerazione e condanna a morte dei resistenti), con il lugubre epilogo (1941-45) della guerra di aggressione nazifascista alla Jugoslavia e la deportazione nei campi di concentramento (Arbe/Rab, Gonars e molti altri) di migliaia di persone.&lt;br /&gt;Il secondo: lo stesso utilizzo massiccio delle foibe, esattamente all&amp;rsquo;opposto di quello che si vuole fare credere, &amp;egrave; storicamente riconducibile alle persecuzioni e alle esecuzioni di antifascisti (soprattutto slavi ma anche italiani) messe in atto a partire dal 1942 dal fascistissimo e italianissimo Ispettorato Speciale di Polizia per la Venezia Giulia.&lt;br /&gt;Il terzo: quando nel 1943 sono anche i partigiani titini ad eseguire esecuzioni e ad utilizzare le foibe come luogo di sepoltura, le vittime sono nella stragrande maggioranza dei casi uomini compromessi con il fascismo (collaborazionisti a diverso titolo, come nella segnalazione di ebrei, allo scopo dei rastrellamenti, al &amp;ldquo;Centro per lo studio del problema ebraico&amp;rdquo; aperto nel giugno del 1942 a Trieste) quando non militari dell&amp;rsquo;esercito italiano prima e dell&amp;rsquo;esercito occupante tedesco poi. Questa &amp;egrave; la realt&amp;agrave; dei fatti. I documenti storiografici a disposizione di chi volesse studiare il fenomeno in maniera seria e rigorosa parlano di poche centinaia di persone uccise in Istria dopo l&amp;rsquo;insurrezione dell&amp;rsquo;8 settembre e la successiva rioccupazione da parte dei nazifascisti e di poche decine tra Trieste e Gorizia dopo il 1945.&lt;br /&gt;Una gigantesca operazione di mistificazione storica, dunque. Che passa attraverso l&amp;rsquo;utilizzo di fatti specifici e circostanziati, collocati all&amp;rsquo;interno di quello scenario di guerra e di resistenza, allo scopo di riscrivere a proprio uso e consumo la storia nazionale, legittimandone le pagine peggiori e, di conseguenza, una presunta memoria condivisa che, nei fatti, &amp;egrave; l&amp;rsquo;apologia del peggiore nazionalismo.&lt;br /&gt;Qual &amp;egrave; la relazione tra questo revisionismo storico e l&amp;rsquo;Italia di questi mesi? Ve ne sono molte, perch&amp;eacute; la cultura storiografica delle classi dominanti &amp;egrave; parte della cultura complessiva delle classi dominanti. E questo, come sappiamo, accompagna e in una certa misura motiva e legittima le stesse classi dominanti e le loro scelte.&lt;br /&gt;Nel nostro caso, l&amp;rsquo;operazione-foibe &amp;egrave; funzionale alla costruzione di una narrazione utile a sdoganare protagonisti altrimenti impresentabili e, insieme ad essi, una vocazione interventista ed espansionistica e un abnorme orgoglio nazionale, cresciuto ancor pi&amp;ugrave; in corrispondenza delle celebrazioni del 150&amp;deg; anniversario dell&amp;rsquo;Unit&amp;agrave; d&amp;rsquo;Italia.&lt;br /&gt;Non stupiamoci se tra qualche mese, se non tra qualche settimana, questi ingredienti verranno utilizzati per sorreggere una nuova operazione di guerra, questa volta molto probabilmente contro la Siria.&lt;br /&gt;Un motivo in pi&amp;ugrave; per ricordare e ricordare a noi stessi il senso di questo 10 febbraio. Per ricordare tutto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;SIMONE OGGIONNI&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">NO alle SPESE MILITARI</title>
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        <content type="html">&lt;p&gt;La crisi economica morde, chiudono le fabbriche, i giovani faticano tanto a mantenersi agli studi che a trovare un impiego, e il Governo non trova di meglio da fare che acquistare cacciabombardieri e sommergibili.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;https://fbcdn-sphotos-h-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash4/304288_394269420665268_1853883403_n.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;500&quot; /&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Un anno di Giovani Comunisti</title>
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        <content type="html">&lt;p&gt;Si chiude il 2012, un anno che ci ha regalato nuove lotte e nuovi successi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In questo anno abbiamo consolidato la nostra presenza sul territorio, con interventi nel territorio dell'olgiatese ad esempio, accresciuto ancora il numero di iscritti (+7%) e avviato nuove attivit&amp;agrave; e collaborazioni anche con altre forze politiche.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I Giovani Comunisti sono stati prima protagonisti del presidio antifascista di febbraio cui nel gelo quasi artico si sono ritrovate pi&amp;ugrave; di 100 persone, poi della vittoriosa battaglia del circolo PRC di Mariano Comense per la richiesta di intitolazione del parco alla memoria di Falcone e Borsellino (ottenuta con voto quasi unanime del Consiglio Comunale). Siamo stati in prima linea nella raccolta di firme per la patrimoniale e il reddito minimo garantito e per i referendum su lavoro, pensioni e costi della politica. Infine, ultimo in ordine di tempo, abbiamo dato pieno appoggio alle lotte degli studenti contro i tagli operati dal governo tecnico sostenuto anche dal centro-sinistra, ma abbiamo anche fatto notare che queste lotte non possono essere mantenute nell'apoliticismo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Abbiamo iniziato la pubblicazione aperiodica del nostro giornalino di controinformazione (&lt;a href=&quot;http://www.youblisher.com/p/258224-La-Scintilla/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;clicca qui per visualizzare&lt;/a&gt;) e avviato un &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/feed/UCWUKXiaJcx3mSvf2YLRIv0w&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;canale di Youtube&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nell'augurare buone vacanze a tutte e tutti, rilanciamo il nostro impegno per una societ&amp;agrave; migliore negli anni a venire, perch&amp;eacute;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;padding-left: 30px; text-align: left;&quot;&gt;&lt;em&gt;&quot;fino a quando esisteranno miseria e oppressione, essere comunisti &amp;egrave; la nostra decisione&quot; - &lt;/em&gt;Oscar Niemeyer&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;padding-left: 30px; text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://fbcdn-sphotos-d-a.akamaihd.net/hphotos-ak-prn1/557596_318361078256103_3020434_n.jpg&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;</content>
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