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Creato da gccomo il 19/09/2007

blog(gh)etto rosso

Il blog dei Giovani Comunisti di Como

 

Raccolta firme contro i buoni scuola

Post n°250 pubblicato il 05 Maggio 2013 da gccomo
 

Il buono scuola è un sussidio erogato da Regione Lombardia alle famiglie degli studenti delle scuole private, finalizzato a coprire una quota delle rette scolastiche.

Una forma insomma di finanziamento pubblico indiretto, ma esclusivo, alla scuola privata, che assorbe la grande maggioranza delle risorse regionali destinate alla scuola.

Il buono scuola è stato introdotto da Formigoni nell’anno 2000.

Per aggirare il dettato dell’art. 33 della Costituzione (che vieta il finanziamento pubblico diretto della scuola privata) il contributo non viene erogato direttamente alla scuola, bensì alla famiglia dello studente sotto forma di rimborso di una parte della retta scolastica, attribuendo così al finanziamento un carattere indiretto.

Fino all’anno scolastico 2007/2008 la legge regionale stabiliva che tutti gli studenti lombardi, senza distinzione fra pubblico e privato, potessero accedere al contributo, ma per escluderne di fatto gli studenti delle scuole pubbliche fu introdotto un piccolo, ma efficace stratagemma: un tetto di spesa minimo per la retta scolastica, al di sotto del quale le famiglie non potevano fare domanda per il buono.

E guarda caso, quel tetto tagliava fuori la quasi totalità degli studenti delle scuole pubbliche.

A partire poi dall’anno scolastico 2008/2009 gli studenti delle scuole pubbliche sono stati addirittura esclusi per legge: oggi il buono scuola si chiama “dote per la libertà di scelta” ed è accessibile solamente agli studenti delle scuole private.

Solo fra il 2001 e il 2009 il buono scuola ha permesso di girare dalle tasche dei contribuenti alla lobby delle scuole private quasi 400 milioni di euro, in pratica l’80 % delle risorse destinate al diritto allo studio. E questo con una popolazione scolastica che solo per il 9% è costituita da studenti che frequentano scuole private.

Ma non è l’unico scandalo: solo il 25% dei beneficiari del buono scuola dichiara al fisco un reddito annuo inferiore a 30.000 euro, tutti gli altri ne dichiarano uno compreso fra 30.000 e 198.000 euro. E fra i beneficiari figurano residenti nelle zone più prestigiose e care delle città lombarde, tipo piazza san Babila o galleria Vittorio Emanuele a Milano.

Foto: Volantino contro la dote scuola della Regione Lombardia

 
 
 

Ora e sempre resistenza!

Post n°249 pubblicato il 14 Aprile 2013 da gccomo
 

Contro vecchi e nuovi fascismi, pubblichiamo una serie selezionata delle più frequenti falsità che sentiamo propagandare a chi ancora si riconosce in quella folle ideologia, smentite una ad una.

 
 
 

Contro il revisionismo storico: noi ricordiamo tutto

Post n°248 pubblicato il 10 Febbraio 2013 da gccomo
 

 

 

Da quanto nel 2004 l’allora governo Berlusconi introdusse per legge il “Giorno del ricordo” ogni anno il 10 febbraio si ripete lo stesso rituale.
La pressoché totalità del mondo politico svolge la funzione che fino a pochi anni fa era appannaggio esclusivo della destra missina, irredentista e neofascista: organizza seminari, convegni, commemorazioni, non di rado manifestazioni di piazza e mobilitazioni vere e proprie. Buona parte del mondo accademico e di quella che con molta presunzione si ritiene l’élite intellettuale – basta sfogliare in questi giorni i più letti quotidiani nazionali – sale sul carro del vincitore e di tanto in tanto, all’approssimarsi della ricorrenza, dà in pasto all’opinione pubblica nuovi dettagli, nuove cifre, nuove ricostruzioni. Poco importa che si tratti in larga misura di vere e proprie mistificazioni.
Quel che rileva è che il rituale del 10 febbraio, con tutto ciò che muove, è tutt’altro che un rituale stanco e statico. Si tratta al contrario di un rituale dinamico, gravido di conseguenze e di capacità di costruire e a sua volta descrivere un “senso comune” che progressivamente, in questi anni, ha conquistato e conquista forza, valenza e significati che vanno ben oltre le stesse previsioni politiche ipotizzate dai promotori dell’iniziativa di legge.
E allora forse conviene fermarsi a riflettere, e provare a ragionare intorno a questi pochi elementi, che a me paiono di una qualche rilevanza.
Il primo: il “Giorno del ricordo” sceglie di fare i conti con una porzione di storia artificiosamente estrapolata dalle vicende precedenti la Liberazione di Gorizia del 1° maggio 1945. Affronta il tema delle foibe come se fossero un evento sconnesso dalla Storia. Quale storia? Vent’anni di regime fascista che, sul confine orientale, ha corrisposto alla persecuzione nazionalista e razzista di oltre mezzo milione di sloveni e croati che abitavano nei territori divenuti italiani dopo la fine della Prima Guerra Mondiale (divieto di parlare la propria lingua, soppressione delle associazioni slovene e croate, incarcerazione e condanna a morte dei resistenti), con il lugubre epilogo (1941-45) della guerra di aggressione nazifascista alla Jugoslavia e la deportazione nei campi di concentramento (Arbe/Rab, Gonars e molti altri) di migliaia di persone.
Il secondo: lo stesso utilizzo massiccio delle foibe, esattamente all’opposto di quello che si vuole fare credere, è storicamente riconducibile alle persecuzioni e alle esecuzioni di antifascisti (soprattutto slavi ma anche italiani) messe in atto a partire dal 1942 dal fascistissimo e italianissimo Ispettorato Speciale di Polizia per la Venezia Giulia.
Il terzo: quando nel 1943 sono anche i partigiani titini ad eseguire esecuzioni e ad utilizzare le foibe come luogo di sepoltura, le vittime sono nella stragrande maggioranza dei casi uomini compromessi con il fascismo (collaborazionisti a diverso titolo, come nella segnalazione di ebrei, allo scopo dei rastrellamenti, al “Centro per lo studio del problema ebraico” aperto nel giugno del 1942 a Trieste) quando non militari dell’esercito italiano prima e dell’esercito occupante tedesco poi. Questa è la realtà dei fatti. I documenti storiografici a disposizione di chi volesse studiare il fenomeno in maniera seria e rigorosa parlano di poche centinaia di persone uccise in Istria dopo l’insurrezione dell’8 settembre e la successiva rioccupazione da parte dei nazifascisti e di poche decine tra Trieste e Gorizia dopo il 1945.
Una gigantesca operazione di mistificazione storica, dunque. Che passa attraverso l’utilizzo di fatti specifici e circostanziati, collocati all’interno di quello scenario di guerra e di resistenza, allo scopo di riscrivere a proprio uso e consumo la storia nazionale, legittimandone le pagine peggiori e, di conseguenza, una presunta memoria condivisa che, nei fatti, è l’apologia del peggiore nazionalismo.
Qual è la relazione tra questo revisionismo storico e l’Italia di questi mesi? Ve ne sono molte, perché la cultura storiografica delle classi dominanti è parte della cultura complessiva delle classi dominanti. E questo, come sappiamo, accompagna e in una certa misura motiva e legittima le stesse classi dominanti e le loro scelte.
Nel nostro caso, l’operazione-foibe è funzionale alla costruzione di una narrazione utile a sdoganare protagonisti altrimenti impresentabili e, insieme ad essi, una vocazione interventista ed espansionistica e un abnorme orgoglio nazionale, cresciuto ancor più in corrispondenza delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
Non stupiamoci se tra qualche mese, se non tra qualche settimana, questi ingredienti verranno utilizzati per sorreggere una nuova operazione di guerra, questa volta molto probabilmente contro la Siria.
Un motivo in più per ricordare e ricordare a noi stessi il senso di questo 10 febbraio. Per ricordare tutto.

SIMONE OGGIONNI

 

 
 
 

NO alle SPESE MILITARI

Post n°247 pubblicato il 21 Gennaio 2013 da gccomo
 

La crisi economica morde, chiudono le fabbriche, i giovani faticano tanto a mantenersi agli studi che a trovare un impiego, e il Governo non trova di meglio da fare che acquistare cacciabombardieri e sommergibili.

 
 
 

Un anno di Giovani Comunisti

Post n°246 pubblicato il 20 Dicembre 2012 da gccomo

Si chiude il 2012, un anno che ci ha regalato nuove lotte e nuovi successi.

In questo anno abbiamo consolidato la nostra presenza sul territorio, con interventi nel territorio dell'olgiatese ad esempio, accresciuto ancora il numero di iscritti (+7%) e avviato nuove attività e collaborazioni anche con altre forze politiche.

I Giovani Comunisti sono stati prima protagonisti del presidio antifascista di febbraio cui nel gelo quasi artico si sono ritrovate più di 100 persone, poi della vittoriosa battaglia del circolo PRC di Mariano Comense per la richiesta di intitolazione del parco alla memoria di Falcone e Borsellino (ottenuta con voto quasi unanime del Consiglio Comunale). Siamo stati in prima linea nella raccolta di firme per la patrimoniale e il reddito minimo garantito e per i referendum su lavoro, pensioni e costi della politica. Infine, ultimo in ordine di tempo, abbiamo dato pieno appoggio alle lotte degli studenti contro i tagli operati dal governo tecnico sostenuto anche dal centro-sinistra, ma abbiamo anche fatto notare che queste lotte non possono essere mantenute nell'apoliticismo.

Abbiamo iniziato la pubblicazione aperiodica del nostro giornalino di controinformazione (clicca qui per visualizzare) e avviato un canale di Youtube.

Nell'augurare buone vacanze a tutte e tutti, rilanciamo il nostro impegno per una società migliore negli anni a venire, perché 

"fino a quando esisteranno miseria e oppressione, essere comunisti è la nostra decisione" - Oscar Niemeyer

 
 
 
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CHI SIAMO

I Giovani Comunisti sono l'organizzazione giovanile del Partito della Rifondazione Comunista che ne raccoglie gli iscritti di età inferiore ai 30 anni.
Sul territorio lariano siamo particolarmente attivi a fianco degli studenti di cui sosteniamo le rivendicazioni puntando a unificarle a quelle dei lavoratori.
Siamo a Sinistra l'organizzazione giovanile più attiva e vitale del panorama politico italiano, e l'unica formazione che davvero si oppone allo strapotere leghista.

 

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ABBIAMO IMMAGINATO UN MONDO

 

LA NOSTRA RIVOLUZIONE

 

Che  

Siate sempre capaci
di sentire nel più profondo
qualunque ingiustizia commessa
contro chiunque
in qualunque parte del mondo.
E' la qualità più bella
di un rivoluzionario

Ernesto "Che" Guevara

 

TRIBUTO AL CHE

 

FILM CONSIGLIATO

Un film che racconta la realtà sanitaria statunitense e che fa riflettere sui danni del liberismo in campo sociale.
Vedendo questo film si comprende come finiremmo liberalizzando servizi che devono restare pubblici.
Perché la sanità in Italia, con tutti i suoi difetti - come afferma Michael Moore - è in grado di garantire a tutti le cure necessarie.

 
 

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