Creato da Gemino_srl il 02/01/2007

Gemino

Independent Financial Advisor

 

 

I recenti scandali finanziari minano la fiducia verso le banche

Post n°188 pubblicato il 01 Febbraio 2008 da Gemino_srl
 
Foto di Gemino_srl

In questo Blog vi avevamo già raccontato delle verità circa il crack Parmalat ed il comportamento non proprio etico degli istituti finanziari verso i propri clienti. Chiaramente, avrete ormai capito, che la crisi dei mutui subprime è stata scaricata, in gran parte, sulla povera gente da quelle banche che, accortesi di aver ingoiato troppi "prodotti salsiccia", dovevano scaricare su qualcuno quella porcheria. Chi se non gli ignari clienti allo sportello?

Il fatto è che esse non ci sono proprio riuscite del tutto (fortunatamente) e molte delle perdite accumulate sono rimaste in collo alle stesse. BNP Paribas, per esempio, accusa una perdita, nel 2007, per circa 589 milioni di euro derivanti dal segmento subprime; essa chiuderà comunque con un utile di 1 miliardo di euro, ma la Borsa ha preso male la notizia e per tutta risposta ha affosato il titolo. UBS, invece, nel 2007, ha perso circa 4,4 miliardi di franchi svizzeri. Ci sono altre banche che vertono nella stessa situazione.

Il fatto è che la gente è stanca, sfiduciata e arrabbiata. Ecco perchè si rifugia nei BOT e nell'oro, ecco perchè compra case, ecco perchè non investe i propri soldi se non in prodotti a rischio zero o in prodotti "fisici". Il fatto è che le istituzioni fianziarie non hanno un comportamento etico eprofessionale versoi propri clienti e questo è stato dimostrato più e più volte.

 
 
 

Contromossa FED: taglio di 75 basis points

Post n°187 pubblicato il 23 Gennaio 2008 da Gemino_srl
 
Foto di Gemino_srl

L'organismo più importante al mondo in fatto di mantenimento dell'equilibrio dell'economia americana non poteva stare a guardare mentre i mercati crollavano. Così, la FED ha deciso di tagliare il costo del denaro di 75 basis points ! Si tratta della "sforbiciata" più ampia da 23 anni a questa parte e che ha portatto il tasso di interesse al 3,5%.

La BCE non si è mossa ed è stratta anch'essa in una morsa di pressioni non indifferenti: abbassare o resistere? La FED ha paura che ciò non basti e teme delle richieste di ulteriori riduzioni. Fatto sta, che Bernanke ha scritto una pagina di storia economica con la mossa che ha deciso di fare; era dal 1984 che non si assisteva ad un taglio così ampio, per giunta al di fuori di una riunione ufficiale della Commissione.

Anche in questo caso, come in tutti i casi spinosi che riguardano le grandi decisioni finanziarie, c'è chi approva e chi boccia l'operato di Bernanke. Il fatto è che che con il senno di poi tutto è più semplice. Il fatto è che molti analisti hanno criticato la precipitazione con cui la FED ha reagito mostrando di essere ostaggio degli umori del mercato. Il fatto è che se non avesse fatto nulla, probabilmente le critiche sarebbero piovute lo stesso....quindi poco male.

Molti sostengono che questa azione avrà effetti benefici solo sul brevissimo periodo e aiuterà ad evitare un'emorragia finanziaria ma non riuscirà a contrastare l'effetto depressivo che si sta abbattendo sull'economia americana.

Staremo a vedere....

 
 
 

Cresce la paura di default: le Borse crollano

Post n°186 pubblicato il 22 Gennaio 2008 da Gemino_srl
 
Foto di Gemino_srl

Chi si interessa di finanza, mercati e argomenti correlati avrà sicuramente seguito cos'è successo ieri. Chi non si iteressa di queste cose farebbe bene a saperlo, se non altro per prendere consapevolezza di quelo che sta accadendo nel mondo. Sappiate solo che ieri le Borse di tuto il mondo hanno bruciato più di 440 miliardi di dollari di capitalizzazione!! Più di quanto bruciarono in occasione del crollo delle Torri Gemelle!

Inutile snocciolare numeri; li potete trovare su qualsiasi giornale stamattina. Si dica solo che, fortunatamente (se si può chiamare fortuna) gli indici italiani hanno perso meno degli altri (intorno al 5% per Mib e S&P) ma solo perchè l'Ialia aveva pagato dazio durante l'estate.

Quali possono essere le motivazioni? Come al solito, ognuno dice al sua. Certamente le spiegazioni sono tutte fondate e plausibili, ma ovviamente, come sepmre in questa situazione, nessuno si spinge oltre. C'è chi parla di rallentamento economico reale, chi parlo di crisi puramente finanziaria, chi parla di panic selling e chi da la colpa alle Borse asiatiche.

Molti dicono che l'Eurozona è al sicuro e che un'eventuale crisi in America posa intaccare solo in parte il Vecchio Continente. Certo è che la situazione non è semplice. Pensate a questo scenario: USA in crisi non riescono più a sostenere l'export cinese ed indiano; a questo punto anche questi mercati crollano. Cadono gli investimenti, i consumi, comincia a salire la disoccupazione....

Scenario apocalittico, non credete?

 
 
 

La situazione finanziaria USA: crisi strutturale?

Post n°185 pubblicato il 21 Gennaio 2008 da Gemino_srl
 
Foto di Gemino_srl

Bernanke ha deciso di tagliare il costo del denaro di 50 basis point portandolo al 3.70, 25 basis point in meno rispetto ai tassi dell'Unione Europea. Tale scelta si pone in netta controtendenza rispetto a quello che lo stesso Bernanke si era proposto di fare ed avrà l'effetto di indebolire ulteriormenteil dollaro, già in caduta libera da diverso tempo rispetto all'euro. Ciò, pone anche una questione di appetibilità stessa della valuta statunitense in fatto di "attrattore di investimenti" in grado di ripagare l'ingente debito degli USA.

A questo punto si può dire che la crisi del credito USA avutasi in agosto è solo il riflesso finanziario di una situazione strutturale e non congiunturale. In buona sostanza, la crisi non è solo finanziaria, ma reale e dipendente da causa che sono insite nelle storture dell'economia USA.

Tale situazione è manifestata in una serie di indicatori che hanno destato la preoccupazione degli addetti ai lavori. La crisi del credito e del mercato immobiliare avrebbe dovuto essere stata compensata dalla crescita del settore manifatturiero che, invece, ha fatto registrare il risultato peggiore da 5 anni a questa parte; Citigroup ha tagliato il dividendo del 40%; Merril Lynch continua a chiedere aiuto ai Fondi sovrani orientali e arabi. Come si dice: due indizi fanno una prova; qui ce ne sono molti di più di due.

La ricerca di liquidità da parte delle maggiori banche statunitensi e non solo fa sì che i Fondi stranieri (carichi di quattrini) possano mano a mano prendere il controllo dell'intero comparto finanziario degli USA. Inutile dire che tale settore è strategico per una nazione. Inutile dire che gli USA non possono permettersi questo rischio.

Anche le singole famiglie sono in crisi di liquidità. Oltre all'insolvenza legata al pagamento delle rate di mutuo, oggi, vi è un altro indicatore molto interessante: l'American Express ha dovutto accantonare 270 milioni dollari per coprire le insolvenze della propria clientela. Per tale motivo, il titolo ha perso oltre il 10%.

A questo punto potrebbe innescarsi una spirale pericolosa: l'economia ristagna, i prezzi salgono, le imprese guadagnano meno e licenziano, cresce la disoccupazione, non si consuma nè si investe.

Si continua a svalutare il dollaro per sollevare la situazione nel breve termine ma non può essere una soluzione in grado di risolvere eventuali problemi strutturali. Un altro indizio importante sta nella quotazione dell'oro; la sua valutazione si aggira intorno ai 900 dollari l'oncia. Perchè? Perchè esso è tornato ad essere il classico bene rifugio che tutti tornano a chiedere.

 
 
 

ETF: nuovi prodotti intelligenti

Post n°184 pubblicato il 16 Gennaio 2008 da Gemino_srl
 
Foto di Gemino_srl

Inauguriamo il nuovo anno augurandovi un anno pieno di profitti e aprendo il dibattito su uno degli argomenti che ci stanno più a cuore in termini di investimenti: gli ETF. I lettori del nostro Blog, infatti, sanno quanto siano caleggiati da chi scrive sia per i bassi costi di gestione sia per i riendimenti ottenibili dagli stessi.

Se prima questi strumenti potevano essere "imperfetti" sotto il punto di vista della sloro strutturazione, ora è nata una nuova categoria di prodotti commercializzati dalla FTSE basati su un nuovo modello di funzionamento che permette loro di replicare più fedelmente l'indice benchmark che prendono in riferimento.

Se prima, infatti, gli ETF investivano discriminando le varie azioni del paniere attraverso la capitalizzazione, ora essi prendono in considerazioni variabili più oggettive per la determinazione del "peso" di una determinata azione all'interno del paniere; esse sono: fatturato, cash flow, patrimonio netto, dividendi.

Basare quanto un'azione debba pesare all'interno di un portafoglio con il metodo della capitalizzazione significa, in soldoni, sovrappesare le società sopravvalutate e sottopesare quelle sottovalutate. Questo si traduce inmovimenti speculativi ed inflattivi che non rispecchiano fedelmente le reali dimensioni finanziarie delle aziende che ne fanno parte.

Se si prendono indicatori più oggettivi, come quelli che abbiamo sottolineato sopra, si replica fedelmente il mercato e si dimensionano correttamente le imprese per il loro reale valore creato. Questo dovrebbe permettere anche di evitare lo scoppio di bolle speculative come ad esempiol'ultima generata nel '99/00 dal settore tecnologico.

Si chiamano "intelligent ETF" e hanno differenti sfaccettature (si possono scegliere profili di investimento diversi a seconda della prorpia propensione al rischio) ma il concetto è semplice e diretto: promettono di replicare più fedelmente il mercato reale e di ottenere maggiori profitti attraverso il sostenimento di u minor rischio.

 
 
 
Successivi »
 

AREA PERSONALE

 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

TAG

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Ottobre 2014 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31    
 
 

FACEBOOK

 
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom