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Citazioni nei Blog Amici: 14
 

VERITA' PRINCIPALI DELLA FEDE CRISTIANA-PARTE I

ORIGINE E FINE DELLA VITA
Dio ci ha creati. Dio è l'Essere perfettissimo ed eterno, pienezza e fonte di ogni bene, creatore e Signore di tutte le cose. Dio ci ha creati per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita, e goderlo per sempre in paradiso.

I DUE MISTERI PRINCIPALI DELLA FEDE
1 - Vi è un solo Dio in tre persone: Padre, Figlio e Spirito Santo.
2 - Il figlio, rimanendo vero Dio, si è fatto anche vero uomo, chiamato Gesù Cristo, e come uomo ha patito, è morto ed è risorto per redimerci dai peccati.

I DIECI COMANDAMENTI
Io sono il Signore Dio tuo:
1 - Non avrai altro Dio fuori di me.
2 - Non nominare il nome di Dio invano.
3 - Ricordati di santificare le feste.
4 - Onora tuo padre e tua madre.
5 - Non uccidere.
6 - Non commettere atti impuri.
7 - Non rubare.
8 - Non dire falsa testimonianza.
9 - Non desiderare la donna d'altri.
10 - Non desiderare la roba d'altri.

I CINQUE PRECETTI DELLA CHIESA
1 - Partecipare alla Messa la domenica e le altre feste comandate.
2 - Rispettare i tempi e i giorni di penitenza.
3 - Confessarsi almeno una volta all'anno e comunicarsi almeno a Pasqua.
4 - Sovvenire alle necessità della Chiesa, ciascuno in base alle proprie possibilità.
5 - Non celebrare solennemente le nozze nei tempi proibiti.

I SETTE SACRAMENTI
1 - Battesimo
2 - Confermazione o Cresima
3 - Eucarestia
4 - Penitenza o Riconciliazione
5 - Unzione degli infermi
6 - Ordine
7 - Matrimonio

I DUE PRECETTI DELLA CHIESA
1 - Amerai il Signore tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente.
2 - Amerai il tuo prossimo come te stesso.

LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA SPIRITUALE
1 - Consigliare i dubbiosi.
2 - Insegnare a chi non sa.
3 - Ammonire i peccatori.
4 - Consolare gli afflitti.
5 - Perdonare le offese.
6 - Sopportare pazientemente le persone moleste.
7 - Prega Dio per i vivi e per i morti.

LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA CORPORALE
1 - Dar da mangiare agli affamati.
2 - Dar da bere agli assetati.
3 - Vestire gli ignudi.
4 - Alloggiare i pellegrini.
5 - Visitare gli infermi.
6 - Visitare i carcerati.
7 - Seppellire i morti.

 

VERITA' PRINCIPALI DELLA FEDE CRISTIANA-PARTE II

LE TRE VIRTU' TEOLOGALI
1 - La Fede
2 - La Speranza
3 - La Carità

LE QUATTRO VIRTU' CARDINALI
1 - La Prudenza
2 - La Giustizia
3 - La Fortezza
4 - La Temperanza

I SETTE DONI DELLO SPIRITO SANTO
1 - Sapienza
2 - Intelletto
3 - Consiglio
4 - Fortezza
5 - Scienza
6 - Pietà
7 - Timor di Dio

LE BEATITUDINI EVANGELICHE
1 - Beati i poveri in spirito, perchè di essi è il regno dei cieli.
2 - Beati gli afflitti, perchè saranno consolati.
3 - Beati i miti, perchè erediteranno la terra.
4 - Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, perchè saranno saziati.
5 - Beati i misericordiosi, perchè troveranno misericordia.
6 - Beati i puri di cuore, perchè vedranno Dio.
7 - Beati gli operatori di pace, perchè saranno chiamati figli di Dio.
8 - Beati i perseguitati a acausa della giustizia, perchè di essi è il regno dei cieli.
(Mt 5,3-10)

I SETTE VIZI CAPITALI
1 - Superbia
2 - Avarizia
3 - Lussuria
4 - Ira
5 - Gola
6 - Invidia
7 - Pigrizia o Accidia

I PECCATI CONTRO LO SPIRITO SANTO
1 - Disperazione della salvezza
2 - Presunzione di salvarsi senza merito.
3 - Impugnare la verità conosciuta.
4 - Invidia della grazia altrui.
5 - Ostinazione nei peccati.
6 - Impenitenza finale.

I QUATTRO PECCATI CHE GRIDANO VENDETTA AL COSPETTO DI DIO
1 - Omicidio volontario.
2 - Peccato impuro contro natura.
3 - Oppressione dei poveri.
4 - Defraudare la mercede agli operai.

I QUATTRO NOVISSIMI
1 - La Morte
2 - Il Giudizio
3 - L'Inferno
4 - Il Paradiso

 

CANTI

Salmo 27 - Papa Giovanni

Paolo II

 

 

 

8 Dicembre - SolennitÓ dell'Immacolata Concezione

Post n°52 pubblicato il 06 Dicembre 2013 da spassionato09
 
Foto di spassionato09

Contemplare il mistero dell'Immacolata Concezione significa lodare e ringraziare Dio per le grandi cose realizzate in Maria, e per l'amore che in Lei ha dimostrato verso tutta l'umanità; allo stesso tempo significa riconoscere il suo ruolo nel piano della salvezza, dato che ogni dono di Dio, è sempre per una missione! 
San Massimiliano Kolbe ha riassunto questa riconoscenza a Dio ed affidamento all'Immacolata nella Consacrazione a Lei, per questo dopo l'invito alla lode e l'ascolto del Vangelo, seguiremo come schema le tre tappe, o "momenti" della formula di consacrazione da lui composta. Avvicinandoci di più all'Immacolata, chiediamo anche noi di realizzare pienamente il progetto e la felicità a cui Dio ci chiama. 

 
 
 

11 Ottobre 2012 Apertura del Santo Padre dell'Anno della Fede.

Post n°51 pubblicato il 11 Ottobre 2012 da spassionato09

Con la Messa presieduta sul Sagrato della Basilica di San Pietro, il Papa ha aperto oggi l’Anno della fede, nel giorno in cui si celebra il 50.mo anniversario dell'inizio del Concilio Vaticano II. Presenti, oltre a 400 tra cardinali e vescovi di tutto il mondo, Bartolomeo I, Patriarca di Costantinopoli, e il primate della Comunione anglicana Rowan Williams.
Se oggi la Chiesa propone un nuovo Anno della fede e la nuova evangelizzazione – ha sottolineato Benedetto XVI - non è per onorare una ricorrenza, ma perché ce n’è bisogno, ancor più che 50 anni fa! E la risposta da dare a questo bisogno è la stessa voluta dai Papi e dai Padri del Concilio e contenuta nei suoi documenti … In questi decenni è avanzata una «desertificazione» spirituale. Che cosa significasse una vita, un mondo senza Dio, ai tempi del Concilio lo si poteva già sapere da alcune pagine tragiche della storia, ma ora purtroppo lo vediamo ogni giorno intorno a noi. E’ il vuoto che si è diffuso. Ma è proprio a partire dall’esperienza di questo deserto, da questo vuoto che possiamo nuovamente scoprire la gioia di credere, la sua importanza vitale per noi uomini e donne. Nel deserto si riscopre il valore di ciò che è essenziale per vivere; così nel mondo contemporaneo sono innumerevoli i segni, spesso espressi in forma implicita o negativa, della sete di Dio, del senso ultimo della vita. E nel deserto c’è bisogno soprattutto di persone di fede che, con la loro stessa vita, indicano la via verso la Terra promessa e così tengono desta la speranza. La fede vissuta apre il cuore alla Grazia di Dio che libera dal pessimismo. Oggi più che mai evangelizzare vuol dire testimoniare una vita nuova, trasformata da Dio, e così indicare la strada”.

Fonte: Radio Vaticana

 
 
 

24 Maggio Festa di Maria Ausiliatrice

Post n°50 pubblicato il 24 Maggio 2012 da spassionato09
 
Tag: Maria

 

Oh Madre Santissima, mostraci la strada maestra che porta a tuo Figlio "Gesù"!

 
 
 

Salmo 33 Il Signore mi ha liberato da ogni paura.

Post n°49 pubblicato il 29 Giugno 2011 da spassionato09

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.

Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.

L’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia.

 
 
 

Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria

Post n°48 pubblicato il 26 Giugno 2010 da spassionato09

 
 
 

23 Maggio. Domenica di Pentecoste

Post n°47 pubblicato il 19 Maggio 2010 da spassionato09

 

Il Signore ce lo ha chiesto Domenica scorsa. Rimaniamo nella sua casa per ricevere lo Spirito Santo. Non mancate alla Solennità della Messa di Pentecoste.

Luca 24, 49. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto.

Nella Domenica di Pentecoste mantiene la sua promessa...

Dagli Atti degli Apostoli 2,1-11

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e proséliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».



 

 

 

 
 
 

ciao

Post n°46 pubblicato il 22 Aprile 2010 da fabrizia.70

Lentamente muore 

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
  giorno gli stessi percorsi,
  chi non cambia la marcia,
  chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
  chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
  chi preferisce il nero su bianco
  e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
  proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che
  fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
  davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
  chi e' infelice sul lavoro,
  chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
  chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
  consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
  chi non legge,
  chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia
  aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o
  della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
  chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non
  risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere
  vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto
  di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
  splendida felicita'.

Pablo Neruda

 
 
 

DOMENICA DELLA DIVINA MISERICORDIA. Seconda domenica di Pasqua. 11 Aprile 2010.

Post n°45 pubblicato il 08 Aprile 2010 da spassionato09

"Desidero che la prima domenica dopo Pasqua sia la Festa della Mia Misericordia. Figlia Mia, parla a tutto il mondo della Mia incommensurabile Misericordia! L'Anima che in quel giorno si sarà confessata e comunicata, otterrà piena remissione di colpe e castighi. Desidero che questa Festa si celebri solennemente in tutta la Chiesa." (Gesù a S. Faustina)

E' la più importante di tutte le forme di devozione alla Divina Misericordia. Gesù parlò per la prima volta del desiderio di istituire questa festa a suor Faustina a P³ock nel 1931, quando le trasmetteva la sua volontà per quanto riguardava il quadro: "Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l'immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia" (Q. I, p. 27). Negli anni successivi - secondo gli studi di don I. Rozycki - Gesù è ritornato a fare questa richiesta addirittura in 14 apparizioni definendo con precisione il giorno della festa nel calendario liturgico della Chiesa, la causa e lo scopo della sua istituzione, il modo di prepararla e di celebrarla come pure le grazie ad essa legate.
La scelta della prima domenica dopo Pasqua ha un suo profondo senso teologico: indica lo stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e la festa della Misericordia, cosa che ha notato anche suor Faustina: "Ora vedo che l'opera della Redenzione è collegata con l'opera della Misericordia richiesta dal Signore" (Q. I, p. 46). Questo legame è sottolineato ulteriormente dalla novena che precede la festa e che inizia il Venerdì Santo.
Gesù ha spiegato la ragione per cui ha chiesto l'istituzione della festa: "Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione (...). Se non adoreranno la Mia misericordia, periranno per sempre" (Q. II, p. 345).
La preparazione alla festa deve essere una novena, che consiste nella recita, cominciando dal Venerdì Santo, della coroncina alla Divina Misericordia. Questa novena è stata desiderata da Gesù ed Egli ha detto a proposito di essa che "elargirà grazie di ogni genere" (Q. II, p. 294).
Per quanto riguarda il modo di celebrare la festa Gesù ha espresso due desideri:
- che il quadro della Misericordia sia quel giorno solennemente benedetto e pubblicamente, cioè liturgicamente, venerato;
- che i sacerdoti parlino alle anime di questa grande e insondabile misericordia Divina (Q. II, p. 227) e in tal modo risveglino nei fedeli la fiducia.
"Sì, - ha detto Gesù - la prima domenica dopo Pasqua è la festa della Misericordia, ma deve esserci anche l'azione ed esigo il culto della Mia misericordia con la solenne celebrazione di questa festa e col culto all'immagine che è stata dipinta" (Q. II, p. 278).
La grandezza di questa festa è dimostrata dalle promesse:
- "In quel giorno, chi si accosterà alla sorgente della vita questi conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene" (Q. I, p. 132) - ha detto Gesù. Una particolare grazia è legata alla Comunione ricevuta quel giorno in modo degno: "la remissione totale delle colpe e castighi". Questa grazia - spiega don I. Rozycki - "è qualcosa di decisamente più grande che la indulgenza plenaria. Quest'ultima consiste infatti solo nel rimettere le pene temporali, meritate per i peccati commessi (...). E' essenzialmente più grande anche delle grazie dei sei sacramenti, tranne il sacramento del battesimo, poiché‚ la remissione delle colpe e dei castighi è solo una grazia sacramentale del santo battesimo. Invece nelle promesse riportate Cristo ha legato la remissione dei peccati e dei castighi con la Comunione ricevuta nella festa della Misericordia, ossia da questo punto di vista l'ha innalzata al rango di "secondo battesimo". E' chiaro che la Comunione ricevuta nella festa della Misericordia deve essere non solo degna, ma anche adempiere alle fondamentali esigenze della devozione alla Divina Misericordia" (R., p. 25). La comunione deve essere ricevuta il giorno della festa della Misericordia, invece la confessione - come dice don I. Rozycki - può essere fatta prima (anche qualche giorno). L'importante è non avere alcun peccato.
Gesù non ha limitato la sua generosità solo a questa, anche se eccezionale, grazia. Infatti ha detto che "riverserà tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia misericordia", poiché‚ "in quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto" (Q. II, p. 267). Don I. Rozycki scrive che una incomparabile grandezza delle grazie legate a questa festa si manifesta in tre modi:
- tutte le persone, anche quelle che prima non nutrivano devozione alla Divina Misericordia e persino i peccatori che solo quel giorno si convertissero, possono partecipare alle grazie che Gesù ha preparato per
la festa;
- Gesù vuole in quel giorno regalare agli uomini non solo le grazie salvificanti, ma anche benefici terreni - sia alle singole persone sia ad intere comunità;
- tutte le grazie e benefici sono in quel giorno accessibili per tutti, a patto che siano chieste con grande fiducia (R., p. 25-26).
Questa grande ricchezza di grazie e benefici non è stata da Cristo legata ad alcuna altra forma di devozione alla Divina Misericordia.
Numerosi sono stati gli sforzi di don M. Sopocko affinché‚ questa festa fosse istituita nella Chiesa. Egli non ne ha vissuto però l'introduzione. Dieci anni dopo la sua morte, il card. Franciszek Macharski con la Lettera Pastorale per la Quaresima (1985) ha introdotto la festa nella diocesi di Cracovia e seguendo il suo esempio, negli anni successivi, lo hanno fatto i vescovi di altre diocesi in Polonia.
Il culto della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua nel santuario di Cracovia - Lagiewniki era già presente nel 1944. La partecipazione alle funzioni era così numerosa che la Congregazione ha ottenuto l'indulgenza plenaria, concessa nel 1951 per sette anni dal card. Adam Sapieha. Dalle pagine del Diario sappiamo che suor Faustina fu la prima a celebrare individualmente questa festa, con il permesso del confessore.

 
 
 

Beata Anna Katharina Emmerick. Mistica, religiosa

Post n°44 pubblicato il 26 Marzo 2010 da spassionato09

Racconto del colpo di lancia che aprì il costato di Nostro Signore Gesù Cristo, dal quale uscì sangue ed acqua, ossia l'infinita misericordia di Dio per la redenzione dell'intera umanità. Confermata di recente da Gesù a Santa Faustina Kowalska.

Tratto dal libro: LA DOLOROSA PASSIONE DI NOSTRO SIGNORE GESU' CRISTO.

"Sei carnefici muniti di scale, vanghe, corde e pesanti sbarre di ferro, giunsero in cima al monte per spezzare le gambe ai moribondi. Gli amici di Gesù si allontanarono un poco. La Santa vergine soffrì nuove angosce al pensiero che essi avrebbero oltraggiato ancora il corpo del Figlio; infatti quegli uomini appoggiarono le scale alla Croce e scossero il santissimo corpo di Gesù. Essi fecero questo per provare se fosse ancora vivo, ma nonostante avessero visto benessimo che era bianco, freddo e rigido, non si convinsero della sua morte. Lo lasciarono per il momento e salirono sulle croci dei due ladroni. Con le pesanti mazze di ferro i due carnefici spezzarono ai ladroni le braccia al di sopra e al di sotto dei gomiti; un terzo spezzò loro le gambe...... Quando i carnefici ritornarono al corpo del Signore, gli amici di Gesù temettero che gli fossero spezzate le gambe. In questo momento Cassio ebbe un'improvvisa ispirazione, o si potrebbe dire un eccesso di zelo, con cui tolse ogni dubbio ai carnefici sulla morte di Gesù: spronò il suo cavallo verso il piccolo rialzo dove si trovava la Croce e fermandosi fra la Croce del buon ladrone e quella di Gesù, impugnò la lancia a due mani e la conficcò profondamente nel costato destro del Signore, trafiggendoli il cuore. Qaundo la ritirò, ne sgorgò un fiotto abbondante di sangue ed acqua, che sprizzò sul volto dell'ufficiale come una fontana di grazia. Il giovane centurione smontò da cavallo, cadde in ginocchio e si battè il petto, confessando ad alta voce Gesù Cristo. Mentre lodava Dio, egli recuperò la pienezza della vista e gli occhi della sua anima ottennero miracolosamente la luce della fede. Convertitosi a Cristo, si sentì umile di cuore e continuò a implorare l'Onnipotente..... Anche i soldati furono toccati dal miracolo; si gettarano spontaneamente in ginocchio e, battendosi il petto, confessarono Gesù come Dio."

 
 
 

Itinerario della gioia

Post n°43 pubblicato il 18 Febbraio 2010 da spassionato09

 

ITINERARIO DELLA GIOIA

11/14 marzo 2010 Licola (NA)

 Organizzato dalla Comunità "Il Mandorlo"

 

"Vedo un ramo di Mandorlo..." (Ger. 1,11)

La Comunità “Il Mandorlo è una Associazione pubblica di fedeli laici con personalità giuridica, costituita liberamente, formata da religiosi, famiglie e laici, con sede in Isernia.

Essa vuole essere una risposta ed una proposta alla chiamata di Dio a vivere più concretamente l’esperienza cristiana.

Gli scopi perseguiti:

·         La sequela di Cristo proposta dal Vangelo ed espressa nelle proprie costituzioni;

·         Vivere la presenza di Dio come esercizio attento a tutta la persona, in una accoglienza universale; l’ospitalità dovrà essere tra le prime disposizioni come possibilità di un incontro con Dio;

·         La formazione etica culturale e sociale della persona umana e cristiana;

·         La diffusione della Comunità ed in particolare la sua spiritualità;

·         Non si trascuri inoltre l’assistenza sociale, morale e materiale alla persona umana.

I principi cardini su cui fonda la spiritualità: l’accoglienza, la preghiera, la formazione, il lavoro, la condivisione, la fraternità, l’evangelizzazione, il servizio, la festa.

 

 
 
 

Medjugorje - Testimonianza della veggente Mirjana

Post n°42 pubblicato il 11 Febbraio 2010 da spassionato09

 

 
 
 

Tu sei la mia vita.

Post n°41 pubblicato il 05 Febbraio 2010 da spassionato09

 

 
 
 

Mercoledý della III settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

Post n°40 pubblicato il 27 Gennaio 2010 da spassionato09

    RIMANGO SEMPRE STUPITO DELL'ONNIPOTENZA
    DEL SIGNORE. LA SUA INFINITA SAPIENZA RIESCE
    A SCRUTARE LA PROFONDITA' DI OGNI NOSTRO
    CUORE. LEGGETE QUESTA PARABOLA E LA SUA
    SPIEGAZIONE. POI GIUDICATE VOI.

Mc 4,1-20
Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù cominciò di nuovo a insegnare lungo il mare.
Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una
barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a
terra lungo la riva. Insegnava loro molte cose con parabole e
diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, il seminatore
uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada;
vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno
sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il
terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e,
non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi
crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre parti caddero sul
terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero
il trenta, il sessanta, il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi
per ascoltare, ascolti!». Quando poi furono da soli, quelli che erano
intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole.
Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio;
per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole,
affinché guardino, sì, ma non vedano, ascoltino, sì, ma non
comprendano, perché non si convertano e venga loro
perdonato». E disse loro: «Non capite questa parabola, e come
potrete
comprendere tutte le parabole? Il seminatore semina
la Parola.
Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene
seminata la Parola,
ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana
e porta via la Parola
seminata in loro. Quelli seminati sul terreno
sassoso sono coloro che,
quando ascoltano la Parola, subito
l’accolgono con gioia, ma non
hanno radice in se stessi, sono
incostanti e quindi, al sopraggiungere
di qualche tribolazione o
persecuzione a causa della Parola,
subito vengono meno.
Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono
coloro che hanno
ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le
preoccupazioni del
mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le
altre passioni,
soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri
ancora
sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che
ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta,
il sessanta, il cento per uno».

Parola del Signore

 
 
 

San Giovanni Maria Vianney (Curato d'Ars)

Post n°39 pubblicato il 19 Gennaio 2010 da spassionato09

PENSIERI:
Si ama una cosa in proporzione del prezzo che ci è costata: giudicate da qui l'amore che Nostro Signore ha per la nostra anima che gli è costata tutto il suo sangue! Per questo, egli è affamato di comunicazioni e di relazioni con essa.

E' soprattutto la fiducia che Dio ci chiede. Quando egli è incaricato di tutti i nostri interessi, ne va della sua giustizia e della sua bontà nell'aiutarci e nel soccorrerci.

Ci lamentiamo di soffrire; avremmo maggiore ragione di lamentarci di non soffrire, poichè niente ci rende più simili a Nostro Signore. Oh, bella unione dell'anima con Nostro Signore Gesù Cristo mediante l'amore della sua croce!

L'unico e sicuro mezzo per piacere a Dio è di rimanere sottomesso alla sua volontà in ogni circostanza della vita. Per gli uni, è la malattia che li prova e li purifica; per gli altri, è la povertà; per questi, è l'ignoranza e il disprezzo che li accompagnano sfortunatamente tra gli uomini del mondo; per quelli i dolori interiori e morali; e per tutti, è la sofferenza varia e rappresentata in mille modi.

STORIA

C’è sempre qualcosa di nuovo da dire su San Giovanni Maria Vianney (1786-1859), che è stato uno dei più grandi santi del XIX secolo. La sua vita presenta così tante diverse sfaccettature che c’è sempre una nuova lezione che possiamo trarne.
Nei primi decenni del XIX secolo è un seminarista povero. Povero non solo di beni ma d’intelligenza: la sua mente è piccola. Deve fare uno sforzo straordinario per seguire gli studi in seminario ed è bocciato per due volte all’esame finale. Le sue deficienze intellettuali preoccupano molto i superiori: lo si deve ordinare sacerdote? Finalmente,a trent’anni ce la fa per un pelo a passare l’esame, ed è ordinato.
Il vescovo manda questo sacerdote poco dotato in un paesino, il villaggio di Ars. Qui inizia una vita sacerdotale che, contro ogni attesa, illuminerà con la sua luce prima tutta l’Europa, poi tutto il mondo. Pio XI lo canonizzerà nel 1925 e sarà proclamato patrono di tutti i parroci cattolici.
Benché negli anni del seminario non avesse mostrato nessuna delle qualità naturali che caratterizzano un sacerdote eccezionale, diventa un magnifico prete, uno straordinario apostolo, un confessore di raro discernimento e un predicatore di profonda influenza sulle anime.
Che cos’era successo perché quel seminarista un po’ ottuso diventasse un sacerdote così straordinario ed efficiente? Risponde Santa Teresa di Lisieux (1873-1897): “Per l’amore non c’è nulla d’impossibile”. Quello che la santa vuole dire è che chi veramente ama Dio, Nostro Signore e Nostra Signora otterrà sempre i mezzi per compiere l’opera cui la Divina Provvidenza lo chiama. Questo si applica perfettamente a San Giovanni Maria Vianney. Per esempio, meditiamo sui suoi sermoni. Siamo di fronte a un predicatore straordinario. Si prepara le prediche meglio che può, poi se le studia. Ma quando le espone, parla con tanta convinzione, con tanto ardente amore per Dio, con parole così benedette che la grazia di questi sermoni si comunica e tocca tutti coloro che li ascoltano.
Non ho ancora citato un altro suo difetto: non ha una voce forte, e a quel tempo non ci sono microfoni, il che significa che le folle che si radunano ad Ars per ascoltarlo e riempiono la chiesa e anche il sagrato spesso non riescono a sentirlo. E tuttavia le cronache riferiscono di conversioni anche fra coloro che sentono qualche frase ma non la predica nella sua interezza. E perfino fra persone che non sentono una parola: basta loro vederlo.
Nella sua opera fondamentale “L’anima di ogni apostolato”, il benedettino dom Jean-Baptiste Chautard (1858-1935) riferisce questo episodio significativo. Un avvocato anticlericale va ad Ars sperando di ridere a spese di “quell’ignorante del parroco”. Ma torna a casa convertito. Agli amici che gli chiedono: “Ma dunque che cos’hai visto ad Ars?”, risponde:”Ho visto Dio in un uomo”. Cioè: la presenza di Dio si vedeva in San Giovanni Maria Vianney. Chiunque poteva accorgersi che Dio era con lui, anzi era in lui. Mi sembra che la testimonianza dell’avvocato anticlericale sul curato d’Ars – “Ho visto Dio in un uomo” – sia uno dei più gloriosi omaggi che si possano rendere a una creatura umana.
Le benedizioni che derivano dalle sue prediche e il carisma della sua parola si estendono per ogni dove, e tutta l’Europa comincia a venire pellegrina ad Ars. Questa è una delle ragioni per cui le conversioni di San Giovanni Maria Vianney sono innumerevoli.
È anche un martire del confessionale: ci passa ore e ore confessando e consigliando. Non ci rendiamo conto di quale martirio sia passare lunghe ore a sentire le sciocchezze morali che le persone commettono ogni giorno. In confessionale, segue il consiglio di sant’Alfonso Maria de’ Liguori (1696-1787), il quale raccomanda ai confessori di non avere fretta, di essere pazienti, di considerare ogni penitente come se fosse l’unica persona da ascoltare quel giorno e di aiutarlo a vincere i suoi peccati uno per uno. Così San Giovanni Maria Vianney sfida in battaglia tutti i peccati, insiste sulla pratica delle virtù, consiglia il buon comportamento, e spesso nega le assoluzioni. Sì: se non percepisce una seria volontà di correggersi, nega l’assoluzione al penitente.
Sconsiglia ai suoi parrocchiani la danza. Eppure le danze del suo tempo sono meno immorali e scandalose di certe danze di oggi: le sue parrocchiane ci vanno coperte e con le gonne lunghe. Chissà che cosa direbbe di certi balli del nostro secolo! Eppure nega l’assoluzione a chi non promette di astenersi da certi balli. Alcuni gli rispondono che andranno in un’altra chiesa dove non avranno difficoltà a farsi assolvere. A questi risponde: “Se altri preti vi vogliono aiutare ad andare all’Inferno, che se ne prendano la responsabilità”.
Questo santo straordinario passa tutta la sua giornata in Chiesa: sul pulpito, in confessionale o all’altare. Si potrebbe pensare che alla sera, tornato a casa, possa almeno godersi il meritato riposo. Niente affatto: comincia una nuova lotta, questa volta contro il Diavolo. Per decenni quasi ogni notte combatte il Diavolo – che chiama Grappino – che ogni notte lo assale fisicamente e lo tormenta con rumori assordanti e ingiurie. Nelle notti precedenti alla confessione di un peccatore particolarmente dominato dal Demonio, quest’ultimo si scatena particolarmente contro il Santo. Una volta dà perfino fuoco al suo materasso. In risposta, San Giovanni Maria Vianney ricorre sempre di più alla penitenza e alla preghiera per ottenere da Dio le grazie necessarie a convertire i peccatori.
È molto bello meditare su come la Divina Provvidenza, per accrescere ancora il suo apostolato, gli conceda il dono dei miracoli. In effetti, ne compie molti. Ma si guarda bene dall’attribuirli a se stesso. Costruisce nella sua chiesa un altare dedicato a Santa Filomena vergine e martire (secondo la tradizione 291-304, ma incertezze sui dati storici hanno portato alla sua rimozione dal calendario dei santi), cui attribuisce tutti i suoi miracoli.
Citerò solo un fatto straordinario che rivela il suo dono di leggere nelle anime, quello che tecnicamente si chiama il discernimento degli spiriti. Questo fatto è riferito da una sua penitente, una giovane che apparteneva alle Figlie di Maria. Va a confessarsi dal Curato d’Ars. Appena s’inginocchia, il Santo comincia a raccontarle la storia della sua vita.
“Ti ricordi di essere andata a ballare il tal giorno?”.
“Sì, me lo ricordo”.
“Ti ricordi che a un certo punto un bel ragazzo è entrato nella sala da ballo? Era elegante, sicuro di sé e ballava con diverse ragazze…”.
“Sì, me lo ricordo”.
“Ti ricordi che avevi una gran voglia di ballare con lui?”.
“Ricordo anche questo”.
“Ti ricordi di com’eri triste perché non ti ha chiesto di ballare?”.
“Sì”.
“Ti ricordi di avere guardato per caso le sue scarpe e di aver visto una strana luce bluastra che sembrava venire dai suoi piedi?”.
“Sì”.
Fino a questo punto gli eventi che descrive alla ragazza vengono dal suo dono soprannaturale del discernimento degli spiriti, perché umanamente non li poteva conoscere. Ma a questo punto fa una stupefacente rivelazione:
“Questo ragazzo in realtà era il Diavolo, che aveva preso forma umana per tentare diverse ragazze presenti. Non ha potuto avvicinarti perché come Figlia di Maria eri protetta dalla Madonna e avevi indosso la Medaglia Miracolosa”.
Questo episodio, così lontano dalla nostra sensibilità, è in realtà ricco di lezioni. Spiega la fama straordinaria che aveva nella regione, in Francia, in Europa e nel mondo intero come confessore capace di leggere nell’anima dei penitenti che andavano da lui a confessarsi.
Ci sono molti altri fatti straordinari che possiamo leggere nelle vite di San Giovanni Maria Vianney, e che c’inducono a chiedergli aiuto perché guarisca il clero cattolico di cui è il patrono dai mali che lo insidiano in questi tempi tristi e decadenti dominati da quello che molti chiamano “spirito del Concilio Vaticano II”. E perché gli dia il discernimento per evitare ogni lassismo e liberalismo nella morale e nei costumi.

 
 
 

Richiesta di preghiere

Post n°38 pubblicato il 05 Gennaio 2010 da spassionato09

Sarò brevissimo. Ho bisogno urgente delle Vostre Preghiere. Confido in voi e in Gesù.

Con amore. VALERIO.

Christian Comments

 
 
 

Epifania del Signore.

Post n°37 pubblicato il 05 Gennaio 2010 da spassionato09

 

 

 
 
 

Don Tonino Bello

Post n°35 pubblicato il 29 Dicembre 2009 da spassionato09

Tanti auguri scomodi di un Vescovo

 
 
 

Seguiamo la Stella Polare.

Post n°34 pubblicato il 19 Dicembre 2009 da spassionato09

Al centro del mio cuore ci sei solo tu, Gesù!!!!!!!!!

 
 
 

Buon Natale!Franca

Post n°33 pubblicato il 19 Dicembre 2009 da framedgl2

 
 
 

San Giovanni della Croce.

Post n°32 pubblicato il 14 Dicembre 2009 da spassionato09

Pensiero di San Giovanni della Croce: "Dio, per innamorarsi di un'anima, non posa lo sguardo sulla sua grandezza, ma sulla grandezza della sua umiltà."

Memoria di san Giovanni della Croce, sacerdote dell’Ordine dei Carmelitani e dottore della Chiesa, che, su invito di santa Teresa di Gesù, fu il primo tra i frati ad aggregarsi alla riforma dell’Ordine, da lui sostenuta tra innumerevoli fatiche, opere e aspre tribolazioni. Come attestano i suoi scritti, ascese attraverso la notte oscura dell’anima alla montagna di Dio, cercando una vita di interiore nascondimento in Cristo e lasciandosi ardere dalla fiamma dell’amore di Dio. A Ubeda in Spagna riposò, infine, nel Signore. 
lui sostenuta tra innumerevoli fatiche, opere
e aspre tribolazioni. Come attestano i suoi scritti, ascese attraverso la notte oscura dell’anima alla montagna di Dio, cercando una vita di interiore nascondimento in Cristo e lasciandosi ardere dalla fiamma dell’amore di Dio. A Ubeda in Spagna riposò, infine, nel Signore.

 
 
 
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Data di creazione: 25/09/2009
 

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