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gioh87
   
 
Creato da gioh87 il 09/11/2007

In punta di piedi...

I can't be who you are {...cinder and smoke You'll ask me to pray for rain,with ash in your mouth,You'll ask it to burn again... }

 

 

{ Avevo gli angoli della bocca sporchi di salsa al lampone...

 

 

Mettere pensieri immaginari nei posti vuoti che hai accanto. Seduta in attesa. Seduta da sola.
Il tempo segna un anticipo che non ti rappresenta.
Tremano i polsi a pensare che sia paura, tremano i piedi a pensare un viaggio a lungo andare sempre più vicino, sempre quotidiano. La frenesia delle colazioni veste di affabile noia.
E quello con cui si può salvare il cuore, è il cuore stesso.
Trascinato e crocifisso sulle coccarde di ogni processione di santi e candele.
E finisce così: anche la cera ti diventa amica.
 

 

 

 

 

 
 
 

{ Ti seguo lungo le vie inesistenti della mappa delle tue vertigini ... non ti fermi.

 

 

 

 

Questa inappropriata distanza silente ... è un soppruso che manifesta le più viscerali inclinazioni al tormento.
Al panico, al conforme senso d'inadeguatezza che prende così facilmente le mani quando si è sugli orli.
L'orlo tuo è stato ben scavato, contorno di timori e maledizioni.
I demoni si risvegliano nelle sere buie. In quelle fredde banchettano. In quelle oscure si vendono e fottono.
Alla luce del buio si fotte molto.
E le attese restano solo vane speranze di rinvio. 

 

 

 

 


 
 
 

{ Ti racconto una storia: "C'era una volta... una bugia di una notte di mezza estate e..."

 

 

 

Scambiarsi i piatti amari coi propri vicini. Decomporsi tra briciole e bava nelle mani altrui.
Destituire un cammino di vergogna e mestizia, tracciato di false prosperità umane appare come concetto divino da ca(r)pire. E la carta da parati sulle facce, intrise di dubbi e ipocrisia,
viene a sciogliersi se ci si sputa addosso troppo.
Perdono i confini le parole.
E' tutto un ridondante concerto di (in)controproduzioni e si confondono le cose belle nel fango del puzzo
di topografie di carni senza cuore  ... Si cessa di (ab)battere (su)i muri, si intrecciano fili di aghi e piombo.
Ci si rammenta poco la condizione necessaria del cuore e la ragione del cervello rapprende troppo le condizioni superbe; la presunzione ... amplifica i concetti sviati.
Virtù e premio non stanno nelle mani occasionali di un plauso mediocre.
Conforto e dignità non svaniscono come le parole dei vetri appannati.
Che striano via quel che resta delle parole, i fiati. 

 

 

 


 
 
 

{ Gli indicatori esausti del silenzio ...

 

 

 

Il [mio] cuore ... immerso! Come profilo di carpe liquide nello stagno vischioso dell'ego; l'altrui.
La volontà, prostituita alle mani misericordiose del boia di turno. Senza volto, senza corpo.
La parvenza emozionale di certe animi sconvolge. Atterrisce.
E mai ho conosciuto sorrisi più falsi; vita più falsa, di quella che sorride con le risate più piacevoli.
Un grande sorriso manifesto di un grande teatro. Una maschera adunca, una recita fetida.
Le orecchie sono campi di piaghe.
Gli occhi ulalano nella preghiera di ricevere le notti più oscure di questo gennaio.
C'è bisogno di riposo. C'è bisogno di atarassia. 

 

 

 


 
 
 

{ Sigillo le scatole coi nastri bi(o)adesivi ...

 

 

 

Che ce ne fossero di battiti cardiaci da riporre negli scatoli insieme agli addobbi di Natale. Sospesi tra una candela ed un pastore; dello stesso colore gelido dei cieli all'alba di gennaio. 
Dopo l'euforie le parole diventano fioche. Ed i pensieri c'è paura che appaiano fuori luogo. 
Le infanzie sono crudeli. Le altre ere sono superflue. 
S'mpara a morire troppo presto. A vivere forse solo per un minuto, in una vagina neutrale di delizie. 
Quante volte ho stretto i tuoi capelli? Quante volte ho passato la mano su pezzi di pelle più morbide della mia? 
E' sempre la stessa abitudine, sempre la stessa lotta per non scordare. 
E, intorno, mentre, si scolora ogni cosa.
 

 

 


 
 
 
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Giò... così si presentò sul palcoscenico della pausa tra una lezione e l'altra, una ragazza poco più che ventenne, con la vocazione per...ciò che non avrebbe mai potuto fare. Aveva chiesto, ma evidentemente erano domande al quale non si poteva rispondere.

Poi ci fu un segno,

si un segno...quel giorno di marzo. Restò per un attimo rapita da quello che le sue orecchie avevano udito mentre camminava confusamente andando verso la sua meta quasi se fosse un automa. Il suo modo di presentarsi non aveva mai suscitato una certa curiosità, perchè non era mai apparso chiaro se scherzasse o facesse sul serio. Ma in fin dei conti era un gioco piacevole. Riusciva a vedere quello che al più della gente sfuggiva, lei chiudeva gli occhi fissava nella sua mente una parola, un oggetto, lo sguardo di chi le stava davanti ed era come se leggesse i sottotitoli di un telefilm. 

Come ci riuscisse non lo so, ma lei lo sapeva fare.

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[ -gioh- ]

 

 

 

 

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TI AMO..

je t'aime

...

un soupir .. 

mon Amour..

et..

je voudrais imprimer les paroles

de mon coeur

dans l'aube de tes jours

pour pouvoir rester en toi

..

toujours

[ Giòh. ]

 

 

 

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e nient’altro sul cuore..
tra favole di luci inesplose
ricamo quella poesia che non ho mai scritto..
il sublime vivere.. “esserci”
incastonato a giorno sopra il mare
traghettato oltre il riverbero del tempo
che silente naviga infondo alla marea
e regalo al vento perle di pensieri
il dondolare lieve della mente 
la quiete che scorre incrociata alla mia bocca

che se io ritorno è perchè tu mi hai respirato dentro 
mi hai chiesto di “volare”..
mi hai chiesto vita, albòri di fiori spensierati
calma e silenzio come sui tasti del tuo piano..

e mentre componi a musica il mio verso
mi poso dolcemente e ascolto..
un arcobaleno di parole che ancora so creare
stelle antiche e vespri che mi albergano negli occhi..

.

.

[ poesia di: Odilia Liuzzi  ]
tutti i diritti sono riservati

 

 

 

 

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- "E adesso? sei viva?"

-"Più di prima!"

- "Come ti senti?"

- "Mi sento! è molto per me"

- "Lo so"

- "E' poco anche. è molto se guardo davanti, il buio. E' poco se guardo su"

- "Su ci sono le stelle"

- "Già, ci sono..."

-"Ma l'emozione di queste stelle...come fai a capire le stelle? come fai a leggerle? come puoi concepire qualcosa che non conosci? che non hai mai visto?"

-"Ci sono cose che è meglio non conoscere, mai!"

-"Le cose dei grandi?"

-"Quelle..."

-"E poi tutte le altre, quelle che non ti basta tutta una vita per conoscerle"

-"Come le stelle?"

-"come le stelle!"

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[ -image by deviantart.com- ]

 

 

 

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La poesia è il salvagente
cui mi aggrappo
quando tutto sembra svanire.
Quando il mio cuore gronda
per lo strazio delle parole che feriscono,
dei silenzi che trascinano verso il precipizio.
Quando sono diventato così impenetrabile
che neanche l'aria
riesce a passare.

.

.

 

 

 

[ Kahlil Gibran  ]

 

 

 

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