Creato da gioh87 il 09/11/2007

In punta di piedi...

I can't be who you are {...cinder and smoke You'll ask me to pray for rain,with ash in your mouth,You'll ask it to burn again... }

 

 

« { Nel giorno delle tempe...{ ...adoro l'odore del ... »

{ ...Seguendo i corsi di una perenne di(stin)zione

.

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... e (Lei) si controceva dal dolore.
Dentro al ventre di un veleno immortifero che lasciava germogliare e poi appassire.
Conduceva per i pendii di zucchero sintattico e lasciava alla polvere l'odore di saliva morta.
Croste di occhi in mezzo alle mani,
da lavare e mandar alla fogna. Mentre cresceva il ribrezzo per implicite inclinazioni
cui ribellarsi era l'unico bozzo agli angoli di quel sorriso ingenuo e malizioso.
Masticando solo l'odore d'incenso, si lasciava andare alle bestemmie più gentili.
Che le spezzavano le ossa del cuore,
con quella gentilezza. Che le facevano un po' -sempre- più male fino al centro del cervello.
Quello che copriva sempre,
quello da cui nascono le idee,
quello più esposto.

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Giò... così si presentò sul palcoscenico della pausa tra una lezione e l'altra, una ragazza poco più che ventenne, con la vocazione per...ciò che non avrebbe mai potuto fare. Aveva chiesto, ma evidentemente erano domande al quale non si poteva rispondere.

Poi ci fu un segno,

si un segno...quel giorno di marzo. Restò per un attimo rapita da quello che le sue orecchie avevano udito mentre camminava confusamente andando verso la sua meta quasi se fosse un automa. Il suo modo di presentarsi non aveva mai suscitato una certa curiosità, perchè non era mai apparso chiaro se scherzasse o facesse sul serio. Ma in fin dei conti era un gioco piacevole. Riusciva a vedere quello che al più della gente sfuggiva, lei chiudeva gli occhi fissava nella sua mente una parola, un oggetto, lo sguardo di chi le stava davanti ed era come se leggesse i sottotitoli di un telefilm. 

Come ci riuscisse non lo so, ma lei lo sapeva fare.

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[ -gioh- ]

 

 

 

 

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TI AMO..

je t'aime

...

un soupir .. 

mon Amour..

et..

je voudrais imprimer les paroles

de mon coeur

dans l'aube de tes jours

pour pouvoir rester en toi

..

toujours

[ Giòh. ]

 

 

 

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e nient’altro sul cuore..
tra favole di luci inesplose
ricamo quella poesia che non ho mai scritto..
il sublime vivere.. “esserci”
incastonato a giorno sopra il mare
traghettato oltre il riverbero del tempo
che silente naviga infondo alla marea
e regalo al vento perle di pensieri
il dondolare lieve della mente 
la quiete che scorre incrociata alla mia bocca

che se io ritorno è perchè tu mi hai respirato dentro 
mi hai chiesto di “volare”..
mi hai chiesto vita, albòri di fiori spensierati
calma e silenzio come sui tasti del tuo piano..

e mentre componi a musica il mio verso
mi poso dolcemente e ascolto..
un arcobaleno di parole che ancora so creare
stelle antiche e vespri che mi albergano negli occhi..

.

.

[ poesia di: Odilia Liuzzi  ]
tutti i diritti sono riservati

 

 

 

 

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- "E adesso? sei viva?"

-"Più di prima!"

- "Come ti senti?"

- "Mi sento! è molto per me"

- "Lo so"

- "E' poco anche. è molto se guardo davanti, il buio. E' poco se guardo su"

- "Su ci sono le stelle"

- "Già, ci sono..."

-"Ma l'emozione di queste stelle...come fai a capire le stelle? come fai a leggerle? come puoi concepire qualcosa che non conosci? che non hai mai visto?"

-"Ci sono cose che è meglio non conoscere, mai!"

-"Le cose dei grandi?"

-"Quelle..."

-"E poi tutte le altre, quelle che non ti basta tutta una vita per conoscerle"

-"Come le stelle?"

-"come le stelle!"

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[ -image by deviantart.com- ]

 

 

 

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La poesia è il salvagente
cui mi aggrappo
quando tutto sembra svanire.
Quando il mio cuore gronda
per lo strazio delle parole che feriscono,
dei silenzi che trascinano verso il precipizio.
Quando sono diventato così impenetrabile
che neanche l'aria
riesce a passare.

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[ Kahlil Gibran  ]

 

 

 

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