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Creato da violascoppia il 10/11/2008

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Comunicazione di servizio

Post n°354 pubblicato il 07 Febbraio 2012 da violascoppia

Questa sera sarò da sola a casa "nostra" a pulire. Mi sono comprata un pezzo di facaccia per cena. Una seratina per conto mio. A incassare il colpo che mi è arrivato ieri in ufficio: riduzione di stipendio e cassa integrazione. Per fortuna sono socia!

 
 
 

Tre giorni d’incanto

Post n°353 pubblicato il 06 Febbraio 2012 da violascoppia

Sì lo so, non ho tenuto conto dei consigli che mi sono stati dati. Ho riflettuto a lungo su tutta la questione. So che, se dovessi essere razionale e anche un po’ egoista (in modo sano) dovrei lasciarlo. Ma in questo momento non me la sento. Non me la sento proprio. Dopo tanti anni di solitudine sentimentale, durante i quali sono arrivata a non sentirmi nemmeno più una donna, ora per me è impossibile rinunciare all’unico affetto che sento di avere. Non sono felice. Ma, per il momento, accetto. E così, venerdì all’alba, sono rientrata nella mia piccola bolla d’amore e siamo partiti per la nostra, come sempre meravigliosa, vacanza a Parigi. Temperature allucinanti (come qui, probabilmente, ma noi eravamo sempre fuori), tutto bellissimo: la città, le passeggiate, i baci, le risate, l’albergo, le due cene guardandosi negli occhi, le carezze, l’intimità, gli abbracci, le cose che non ho mai fatto, come andare sulla ruota panoramica (mai! E’ troppo da turisti, ma noi siamo turisti amore) o fare la visita via Senna… E persino comprare le foto che ci hanno fatto! Abbiamo camminato tanto, scherzato tanto, parlato tanto, fatto l’amore, visto musei, panorami, negozi, gente… E’ stato il nostro primo viaggio all’estero, il primo viaggio in aereo e anche questo è stato emozionante. Mi è sembrato di tornare ragazza. I miei fantasmi sono arrivati solo durante la notte: sì, ho dormito per due giorni fino alle 8, ma continuando a sognare cose angosciati che mi svegliavano di colpo in un bagno di sudore e immediatamente sparivano dalla mia memoria. Poi è finito tutto. Al ritorno eravamo in due posti separati vicino ad altra gente. Sull’auto che mi riportava a casa non abbiamo più parlato ed ora fino a giovedì non lo vedrò più (lui ha una cena alla quale non può proprio rinunciare, martedì). La bolla è scoppiata. La vita è ritornata a scorrere, come sempre. E questo è il destino che devo imparare ad accettare.

 
 
 

I momenti davvero felici della mia vita

Post n°352 pubblicato il 26 Gennaio 2012 da violascoppia

Di certo, quando mi sono laureata, dopo due anni tostissimi di ricerca d’archivio e lavoro a casa, producendo una tesi in 3 volumi e di più di 1000 pagine. Certo, è stato un lavoro lungo e duro, ma premiato: 110 e lode e dignità di stampa. Con me c’era tutto il parentado, persino mia mamma, che di solito non lascia mai il lavoro.

Il top della felicità la raggiungevo, da bambina, in due momenti: quando andavo in altalena sulla spiaggia dell’Adriatico, in vacanza con nonna e cugini, e quando, nel fine settimana, a volte mi raggiungevano al mare i miei genitori (non hanno mai fatto ferie e quindi non siamo mai stati insieme da nessuna parte). Al loro arrivo passavo dal controllo stretto della nonnina a quello più rilassato dei miei, si andava a mangiare la pizza la sera (non si doveva cenare in pensione finalmente) e si faceva il bagno di mezzanotte!!!

Il primo bacio del mio primo fidanzato non si può certo scordare: mi tremavano le gambe, anche perché non me l’aspettavo. Poi l’ho lasciato, ma quel momento mi è rimasto nel cuore. Anche la prima volta che mio marito mi ha invitato a cenare con lui, all’università, è stato da tremarella: mai avrei pensato di potergli interessare, anche perché mi sembrava stesse dietro alla mia amica (moooolto più bella di me). Per il resto, in questo momento, non sono nella condizione psicologica giusta per vedere altri momenti davvero felici nella nostra vita insieme. Naturalmente la nascita di mio figlio: un’esperienza bellissima, tenerissima, dolcissima.

E’ stato un attimo di forte speranza, che assomiglia alla felicità, quando, in esaurimento nervoso, ridotta a un mucchio d’ossa e pelle, mi sono fatta abbracciare dallo psichiatra che mi aveva appena prescritto la cura che mi ha salvata.

Felicità era anche la notte di Santa Lucia che, nella mia città d’origine, portava i regali ai bambini, andare a sciare la domenica con i miei genitori e mio fratello, vedere una cucciolata di segugi appena nati, la prima vota che ho preso l’aereo (avevo 23 anni), quando per la prima volta, a 20 anni, ho fatto un mese di vacanza al mare con una mia amica, alcune serate trascorse a ridere a crepapelle con gli amici di mio marito.

Venendo al presente, ricordo come felice una passeggiata fatta con lui a Villa Genero il 21 marzo del 2009, poi la prima volta che ci siamo incontrati per stare insieme, l’entusiasmo che avevo quando ho capito di amarlo, la prima volta che abbiamo passato la notte insieme a Milano: era anche il mio compleanno, mi ha portato fuori a cena e, a sorpresa, mi ha fatto arrivare al tavolo una torta con candeline e una rosa: mi sono messa a piangere, nessuno aveva mai fatto una cosa simile per me. E poi, la settimana che abbiamo passato (incontrandoci la sera) in un residence (mio figlio era in vacanza con la scuola): è stato stupendo poter convivere per tanto tempo. I fine settimana a Venezia (2), le cene a Stresa (anche se i fine settimana a Stresa non sono mai stati del tutto fortunati), la serata a Palazzo Madama per una sfilata di moda (ho vinto anche un premio per un testo che ho scritto), il fine settimana del mio scorso compleanno in una beauty farm per addirittura 4 giorni… La prima volta che ho visto la casetta che abbiamo affittato per quando ci incontriamo e anche la prima volta che l’ho pulita. La spedizione da Ikea per comprare il necessario, le serate all’opera (soprattutto la prima, perché per me è stata una cosa totalmente nuova)… E tanti altri brevi momenti di relax e di risate che ci siamo regalati in questi due anni e mezzo. 

 
 
 

ODE AL GIORNO FELICE (Pablo Neruda)

Post n°351 pubblicato il 25 Gennaio 2012 da violascoppia

Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all’ultimo profondo angolino del cuore.

Camminando, dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
Sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.
Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice.

 

 

 
 
 

Una Poesia che, tanto tempo fa, lui mi ha dedicato

Post n°350 pubblicato il 13 Gennaio 2012 da violascoppia

Soltanto non sarebbe

La vita
sarebbe
forse più semplice
se io non ti
avessi mai incontrata

 

Meno sconforto
ogni volta
che dobbiamo separarci
meno paura
della prossima separazione
e di quella che verrà

 

E anche meno
di quella nostalgia impotente
che quando non ci sei
pretende l’impossibile
e subito
fra un istante
e che poi
giacché non è possibile
si sgomenta
e respira a fatica

 

La vita
sarebbe forse
più semplice
se io
non ti avessi incontrato
Soltanto non sarebbe la mia vita

Erich Fried

 
 
 
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