L'AMOUR À PARIS...

ALLA GOLA...
Alla gola ti serra l’angoscia
dell’amore come se non dovessi
mai più essere amato.
( G. Apollinaire )
JE TE REGARDE...

HAIKU...
Getterò in mare
Il cuore che ha qualche
Desiderio.
LES AMOREUX...

Noi siamo un battito di ciglia.
Un respiro trattenuto.Tu, piuma e
macigno sul cuore.
JE PENSE À TOI...

“ Io te vurria mancà “ più del fiato in salita,
più di neve a Natale,
di benda su ferite,
più di farina e sale.
E nessun altro abbraccio potessi tu cercare,
in nessun altro odore addormentare.
“ Io ti vorrei mancare “
“ Io te vurria mancà “.
( Erri De Luca )
CATHERINE...

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Post n°331 pubblicato il 14 Marzo 2013 da kiss_and_knife
Se vuoi buttare le ore vissute insieme, non aggiungere altro. Basta il silenzio a cancellare le confessioni, il mare e tutto il resto. ( C. Bramanti ) |
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Post n°330 pubblicato il 10 Marzo 2013 da kiss_and_knife
Era una ragazza semplice, di quelle che sognano dietro ai libri e alle poesie, e se la vita è carogna non importa, una ragione buona per sorridere la trovi comunque. Era un tipo così. Ed era carina, questo bisogna dirlo,non del genere vistoso, quelle che ti giri a guardarle. Più semplice. Ma aveva qualcosa che ti accalappiava, niente da dire,ce l’aveva. Come una specie di limpidezza, di trasparenze. Era quel tipo di donna che quando ce L’hai tra le braccia, sai che lei è lì, proprio tra le tue braccia e da nessun altra parte. Non so se avete presente. Ma è una cosa rara. E bellissima, nel suo genere. ( A. Baricco ) |
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Post n°329 pubblicato il 27 Febbraio 2013 da kiss_and_knife
C’è stato un disco per me davvero importante nella vita, un disco al quale sono legatissima. Ed è “Fleurs “ di Franco Battiato. Un disco di cover, delicato, poetico, bellissimo. Quando avevo vent’anni ( o poco più ) credo di averlo consumato. Era un periodo in cui mi piaceva molto starmene a casa, per conto mio. Ricordo queste serate passate in camera, con la lampada accesa, una tazza di the alla vaniglia sulla scrivania…questo odore lieve in giro e la voce di Battiato che accompagnava questi momenti. Poi altri dischi, altre canzoni sue amate tanto, ma sempre io rimango legata a quell’album. Nonostante questo amore , non avevo mai avuto l’occasione di ascoltarlo in concerto. E lunedì, al teatro Augusteo di Napoli, ho voluto finalmente ascoltarlo. Non ha cantato molto. Meno di due ore di concerto. Non era nemmeno in grandissima forma. Ma non si può dire che non sia affascinante. Le canzoni nuove e quelle più datate si sono mischiate al suono forte e alla immagini alle sue spalle. Battiato oltre ad essere un grande maestro, è anche molto diretto e simpatico. A un certo punto, ha interrotto il concerto per chiedere a quelli del teatro di spegnere l’aria condizionata, pare che gli andasse sulla testa e ovviamente gli causava molto fastidio. In realtà, dal teatro hanno fatto sapere che non c’era l’aria condizionata, ma lui continuava a sentire questo spiffero. Così ha detto – Saranno spiriti ?!??! Mi farò portare un cappello allora ! Un signore dal pubblico gli ha prestato il suo e ha cantato con il suo berretto in testa, l’altra metà delle canzoni. “La cura” e “Ti vengo a cercare”, cantate meglio in altri momenti. Il maestro era febbricitante, ma tutto gli si perdona. Il pubblico non era dei migliori. Spesso noto che il pubblico vuole i pezzi più “popolari “. Per ballare, urlare, ammassarsi. E ci sta. Ci sta anche. Ma io quando vado a sentire un’artista, voglio sentire innanzitutto la sua voce, le sfumature che racchiude in sé, quella sera. Voglio leggere altro, qualcosa che conosco e qualcosa che non conosco ancora. Voglio uscire dal teatro più ricca di quando ci sono entrata. La ricchezza che ho ereditato lunedì, vive in queste parole. Difendimi dalle forze contrarie, …. ….
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Post n°328 pubblicato il 23 Febbraio 2013 da kiss_and_knife
Stamattina, verso mezzogiorno,camminavo per via Filangieri. Ero ferma davanti al cinema ( chiuso ) e spiavo le locandine per vedere se c’era qualche uscita interessante. Poi ho ripreso a camminare. Il cielo era nuvoloso e la strada affollata. D’improvviso, tra la folla scorgo un viso bellissimo, di come se ne vedono davvero pochi e rimango rapita da questa luce. L’uomo è di altezza media e bellissimo. Mi passa accanto, tra la folla. Non gli levo gli occhi da dosso. Ma lui è al telefono e ovviamente non si accorge minimamente di me. Anche la sua voce è bella, calda e profonda. L’odore suo,lieve, mi sfiora. Non gli rende giustizia la tv, penso. Da vicino Alessio Boni, è davvero meraviglioso. Da lasciare senza fiato. Così la mia mattinata grigia si è illuminata. Un vero e caldo raggio di sole. |
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Post n°327 pubblicato il 20 Gennaio 2013 da kiss_and_knife
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Post n°326 pubblicato il 15 Gennaio 2013 da kiss_and_knife
Quella mattinata passata a Monmatre. A girare per le strade, schivare i mille artisti in place du Tertre. Fermarsi a mangiare une crepe au sucre e poi rincorrersi tra i mille negozietti. Fermarsi davanti alla basilique du sacre coeur e godersi una vista spettacolare. Tutta Paris stesa dinnanzi a noi.. Ho fatto qualche passo indietro. Sono rimasta ferma. A guardarti soltanto. Le tue spalle ampie,la tua figura nobile. Stanotte ti ho sognato. Ho sognato quella mattina già vissuta insieme. Vorrei poter tornare indietro per spiegarti très mauvais Tutta l’emozione che mi hai regalato.. |
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Post n°325 pubblicato il 02 Dicembre 2012 da kiss_and_knife
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Post n°324 pubblicato il 20 Novembre 2012 da kiss_and_knife
Un cielo grigio,ieri, su Napoli e una pioggerella sottile a incorniciare un pomeriggio indimenticabile. Cammino a passo spedito, non mi va di aprire l’ombrello. Percorro via Crispi in pochi minuti e mi fermo al numero 86, all’istituto francese. Entro e sulle scale intravedo giù qualcuno del gruppo su Facebook. Qualcuno già lo conosco, altri li conoscerò con immenso piacere durante la serata. Sono in largo anticipo, ma ormai conosco le abitudini di Erri. E anche stavolta non si smentisce, arriva in anticipo . Si ferma a chiacchierare , a fare foto e a firmare copie con noi lettori. Gli presto la penna per firmare copie, ed è una penna a cui tengo e con piacere noterò , tempo dopo, che se l’è tenuta in tasca, che anche oggi magari è nelle sue mani e ci scriverà qualcosa. Erri De Luca, questo pomeriggio è qui per presentare il suo cortometraggio “ Il turno di notte lo fanno le stelle “ , interpretato da Enrico lo Verso e diretto da Edoardo Ponti. Entrambi partecipano all’evento. E si aggiunge anche la grande Isa Danieli, per leggere alcune pagine dell’ultimo libro di Erri. Si comincia in orario, alle 18, perché Erri è un napoletano “ svizzero”. Siedo in prima fila. Qualche posto più in là c’è Fiorenza , la sorella di Erri e Isa Danieli. Ed è subito lei a salire sul palco. Erri le tiene il microfono e alla sua maniera – una maniera magistrale- legge il secondo atto della commedia “ La doppia vita dei numeri “. Ascoltarla è un piacere. Gli applausi per lei sono profondi. E sentiti. Poi, il buio in sala. Erri si siede a terra a gambe incrociate. La proiezione ha inizio. Il cortometraggio dura circa 25 minuti , con una citazione iniziale di un verso del poeta Izet Sarajlic, che non può non entrarmi dentro per la bellezza e la semplicità. Quei 25 minuti mi sono sembrati un soffio, una piuma, qualcosa di assolutamente leggero, ma fortemente tangibile. Avevo sentito e letto critiche non propriamente entusiaste di questo cortometraggio, critiche che non condivido affatto. Io l’ho trovato bellissimo. Semplicemente bellissimo. Scritto, diretto e interpretato magnificamente. Insomma, un piccolo cadeaux. Un pétit bijoux. (Tanto per citare la lingua che amo profondamente e che in questo pomeriggio sento parlare intorno a me.) Ne “ Il turno di notte lo fanno lo stelle”, un uomo e di una donna si incontrano per scalare una parete in montagna. Hanno superato un momento difficile in ospedale, mesi prima. E quella della scalata è una promessa e , insieme, una piccola rivincita. All’uomo è stato trapiantato il cuore di una giovane donna, che in qualche modo lui sente “madre “, perché ha ricevuto la vita una seconda volta. Ed è qui che arriva la frase più bella che ha sottolineato anche Edoardo Ponti: “ Hai il cuore di una donna, sarai un uomo migliore “ Quando si riaccendono le luci , Erri risale sul palco con Enrico e Edoardo. E sono parole, risposte alle domande che arrivano in sale. Ce ne sono varie, alcune banali ( perdonnez-moi ), ma tra le tante parole, ritorna il ricordo di Izet Sarajlic , poeta di Saraievo che ora dovrò assolutamente leggere, perché come non si può non leggere uno che nel 2000 scrive una lettera ad un amico ( Erri De Luca ) e scrive il giorno , il mese e l’anno, ma quell’anno 2000 lo scrive “ 1999+1 “ ? Impossibile, lo si deve leggere. Erri ricorda che durante la guerra per sopravvivere al freddo, Sarajlic fu costretto a bruciare i libri della sua biblioteca, si salvarono solo i libri di poesie perché la guerra finì prima. E mi fa pensare una cosa alla quale non avevo pensato. I libri sono indistruttibili. In un incendio sono bruciacchiati, ma restano compatti. E in acqua, non affondano, ma galleggiano. I libri sono indistruttibili, perché figli del legno. I tuoi, Erri, lo sono più di tutti, mi sono detta sottovoce.
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Post n°323 pubblicato il 09 Novembre 2012 da kiss_and_knife
Ogni volta che la donna era triste pensava a un luogo in particolare. E a certe mattine fresche d’agosto. Quando alzatasi di buon ora, scendeva le scale, apriva il cancello e attraversava la piccola J. J. Rousseau . Camminava a passo spedito. Girava a destra e percorreva rue Saint Honoré, passava davanti al consiglio di Stato per poi arrivare a Palais Royal. Ed era lì che trovava la sua pace. Si sedeva nel giardino, su una sedia, al sole. Si sedeva anche se piovigginava. In mezzo a quel verde,a quei fiori, si sentiva al sicuro. Ora, a distanza di mesi, quando sentiva arrivare la malinconia o il dolore o altre robe, chiudeva gli occhi e sognava di trovarsi in quel giardino. Respirava lentamente e se si concentrava,riusciva a vedere nitidamente quei colori. Riusciva a sentire il rumore impercettibile, ma costante, dell’acqua della fontana centrale. Sentiva il vento sul viso che portava con sé qualche goccia d’acqua che le bagnava la pelle. Sentiva l’odore. L’odore della vita. E della gioia,che in quella parte d’Europa, aveva vissuto. Un giorno avrebbe rifatto quelle strade, lo giurò a se stessa. Ora poteva solo aprire gli occhi, lasciare quella gioia e rituffarsi nella vita di tutti i giorni. Ogni cosa, ritorna. Promesso. |
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Post n°322 pubblicato il 31 Ottobre 2012 da kiss_and_knife
Mio padre diceva sempre “presto a letto e
presto alzato fanno un uomo sano, ricco
e fortunato “.
Luci spente alle 8 in casa nostra
ed eravamo in piedi all’alba con il profumo del caffè
della pancetta abbrustolita e delle uova
strapazzate.
Mio padre ha seguito questa routine di base
per tutta la vita ed è morto giovane, spiantato
e,penso, non tanto
fortunato.
Tenendo a mente questo, ho rifiutato il suo
consiglio che è
diventato , per me, tardi a letto e tardi alzato.
Ora, non sto dicendo che ho conquistato
il mondo ma ho evitato
un numero infinito di ingorghi mattutini
ho scansato insidie quotidiane
e ho incontrato qualche persona strana,
meravigliosa.
Tra questi
il sottoscritto – uno che mio padre
non ha mai
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Post n°320 pubblicato il 18 Ottobre 2012 da kiss_and_knife
Lo stomaco brucia trafitto da mille spasmi. Resto seduta sul marciapiede a guardare il sole, un sole senza calore, che non scalda, che non vive, che non dà emozioni. Piedi. Piedi che mi passano davanti dietro sotto sopra a destra a sinistra. Piedi che non sanno camminare, mi camminano addosso. Sono colpevole di molte cose e forse merito qualche offesa. Sono improduttiva e forse merito la lacerazione. Sono orribile, alle volte, e forse merito la degradazione. Continuo a guardarmi intorno con vacua voracità. Il caldo torrido mi sputa in faccia. Luccico d’afa. Luccico di tristezza. Ci metto tanta buona volontà. Si, tanta buona volontà e mi alzo, finalmente. Vado nel bar di fronte, ma non compro nulla. Sopporto lo stomaco scaduto. Sopporto il cervello scaduto. Sopporto gli occhi scaduti. Sono un prodotto deteriorato. Entro in chiesa. Mi siedo ma non prego. Mi riposo e basta cercando di non pensare a niente. Ma non faccio altro che pensare che non deve pensare a nulla e mi rendo conto di quanto possa diventare pesante un pensiero, anche uno solo. Alle volte, tutto pesa. E nessuno lo capisce, tutti fanno finta di nulla. Nel buio cittadino ricerco le mie scarpe. Non le trovo. Me l’hanno rubate. Non so come fare. Poi penso, dicono che ci si abitui a tutto. Ma io non mi abituo ai miei piedi nudi. Faccio finta di camminare. Faccio finta di essere normale. Compro il panettone a Natale e l’uovo a Pasqua. Accendo la tivù e vado a teatro. Taglio i capelli e sorrido per convenzione. Faccio finta di essere normale.Faccio finta che vada tutto bene. E’ il nostro mestiere fare finta. Mi chiedo fino a quando resiteremo. Non so. In treno, sono tesa. Ho i nervi tesi per quello sciocco chiacchierìo “ da treno “. State zitti ! Non me ne frega niente di quello che hanno fatto ieri sera. Di quanti esami hanno dato nell’ultimo trimestre. Di quanto hanno pagato per le ultime vacanze. Non me ne frega un cazzo ! C’è bisogno di silenzio. E’ così difficile da capire ?!? Silenzio. Una parola bellissima e poco conosciuta. Ha la grazia del vento e io la dico a gran voce. Ma non la sento. Non sento più la mia voce. Non mi sento più. Chi sono ? Nessuno. Cosa faccio ? Niente. Cammini ? Cammino. Dove vai ? Da nessuna parte. Sei da sola ? Sola. Quanti anni hai ? Troppi o troppo pochi. Sei stanca ? Si. Cosa cerchi ? Cosa cerchi ? Cosa cazzo cerchi ??????? |
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Post n°319 pubblicato il 10 Ottobre 2012 da kiss_and_knife
Non patire d’insonnia, piuttosto vieni e conosci la terrazza di casa mia. sali senza paura. Godi. Cerca gatti grigi accarezzali. Avvilùppati in qualche ragnatela. Orina nelle bottiglie polverose. Scopri stenditoi odorosi, appèndivi desideri come lenzuola. Coccola i reggiseno, palpane i fondi con fervore suicida, scova nelle tasche di gonne e camicette. Sorridi, grida, trema. Trova la luna tra le calze nere E quando sarai assetato Bevi il mare delle mie mutandine. ( Lucia Rivadeneyra)
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Post n°318 pubblicato il 02 Ottobre 2012 da kiss_and_knife
e poi ci sono occhi che hanno la forma di un'oliva , che a guardarli da vicino rischi di perderti e di non tornare più indietro. il cuore altrove. |
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Post n°317 pubblicato il 02 Ottobre 2012 da kiss_and_knife
A questo mondo esistono mani bellissime. che sanno toccare ogni cosa in un modo che è un modo perfetto. sanno toccare il telefono, un anello su un tavolo, una penna, una forbice, la tua mano. certe mani sanno toccare in maniera precisa e unica. una maniera esatta e salvifica. certe mani sanno delineare il tuo corpo come mai nessuna mano prima.... |
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Post n°316 pubblicato il 01 Ottobre 2012 da kiss_and_knife
Quella notte lei non la dimenticherà mai. Fu la notte più bella della sua vita. Quando ci ripensa ha mille brividi. E darebbe dieci anni di vita pur di passarla ancora. Quella notte le pulsa ancora nelle tempie e nelle vene. Come mille rintocchi di campane lontane. |
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