Creato da kiss_and_knife il 22/06/2009

Kiss and Knife

Baci. Graffi. Carezze e coltelli.

 

Paris sera toujours paris...

Post n°349 pubblicato il 30 Novembre 2014 da kiss_and_knife

Foto di kiss_and_knife


E’domenica mattina, 22 novembre. Sono seduta sul letto con la finestra aperta eguardo i tetti di Parigi. Si, anche quest’anno sono ritornata. Il mio cuorepulsa per questa città. Sono in un albergo di rue di Rivoli, al quinto piano.Sono seduta in camera dopo una buona petit déjeuner .

Quest’annonon sono andata nel mio piccolo studio, da Philippe. Lui era in giro per laFrancia con un tourné teatrale e c’erano problemi tecnici, diciamo così. Sonoarrivata ieri, verso del due del pomeriggio e quando sono uscita dalla metro misembrava che nemmeno un giorno fosse passato. Sembrava di stare a casa.

 

 

Hogirato tutta la domenica insieme ai parigini. Ho mangiato qualcosa di leggero apranzo e ho comprato un dolce nel pomeriggio, da Grosselin. Il tempo è bello esoleggiato. Mai visti giorni così a Parigi. Ieri , la prima cosa che horivisto, uscendo dalla metro, è stato l’Hotel de Ville. 

Ilnostro “ Hotel de Ville “.

 

 

Questolunedi piove. Piove appena esco. Anche se sono giorni decisamente più caldirispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Ho trovato un’offerta in questohotel molto buona. Sia la tassa di soggiorno che la petit déjeuner , sonocompresi nel prezzo. Ci sono cose buonissime a colazione e non ce la faccio amangiare tutto. Ma le ragazze di “Les couleurs des blés “ mi mancano da morire!

Cosìpasso a trovarle per pranzo e mangio un croque monsieur…che come lo fanno loronon lo fa nessuno….

 

Questigiorni ci volevano . me li sono regalati. L’anno scorso credevo di aver chiusoun periodo doloroso. Invece, quest’anno , ho conosciuto momenti ancora piùduri. E quando c’è tempesta, quando si calma anche solo per pochi istanti, ioso fare solo una cosa :mettermi su un treno, o aereo o auto e andare. Fossi inme viaggerai tutta la mia. E quando c’è tempesta , quando si calma anche soloper pochi istanti , quando la tempesta lo permette , io vengo a trovare ristoroper queste strade. Perché chi ama davvero un luogo, non dimentica la felicitàche vi ha conosciuto.

 

 

Oggicamminavo per Avenue de l’Opera e tutto mi era familiare. Quando sono rimastaqui un mese intero, tutte le mattine mi svegliavo di buon ora, passavo davantial consiglio di stato e poi arrivavo per questa strada e andavo a fare la spesaal Monoprix. Ricordo una grande sensazione di libertà..ricordo  l’abitudine , mai diventava davvero tale…eogni mattina mi meravigliavo di tutta quella bellezza. Come me ne meraviglioadesso. Anche se si tratta di bellezza familiare.

Anchela lingua la sento ancora più vicina e parlo con più facilità. Buttandomi ,senza pensarci su troppo come facevo un tempo. Seguo l’istinto…

 

 

Misono stancata da morire ! ma che bello fare shopping qui, trovo di tutto….cosecarinissime a prezzi davvero ottimi. Già lo sapevo. Infatti sono venuta con unagrossa valigia semivuota e quando ho lasciato il bagaglio, la signora che si èoccupata di imbarcarlo ha detto

- Maè solo 7 chili….lei ha pagato per venti chili !

- Silo so, ma al ritorno…le assicuro che saranno venti chili…devo fare shopping…

- Oraè tutto chiaro ! motivazione eccellente...-, ha detto.

Abbiamosorriso. ( e in effetti al ritorno…erano quasi venti chili !!!!)

Nonostantelo shopping felice , c’è stato per me un fortissimo dolore : non aver trovatoin nessun monoprix i palets intense della cot d’or ! In assoluto i mieibiscotti preferiti. Che dolore lancinante !

 

Nonmi sento bene. Ho mal di gola, raffreddore, dolori muscolari….troppi sbalzi ditemperatura. Mi tocca prendere qualche medicina per rimettermi in piedi …

 

 

Guardole persone intorno. I francesi al mattino sembrano marionette super veloci chescattano a lavoro. Velocissimi, efficienti. Ma la cosa che mi piace davvero diloro è che parlano. Quando sono seduti ai tavoli , si guardano negli occhi e siparlano davvero. A Napoli, vedo solo gente che guarda il cellulare…ed è triste.Infatti, riconosco subito gli italiani in giro. Sono quelli che si scattanoselfie improbabili per mostrarli in tempo reale su facebook. Quando ho presol’aereo, una donna si è fermata sulla scalette per salire, ha messo tra lelabbra una sigaretta per farsi un selfie sulla scaletta dell’aereo, mentre noi,dietro, dovevamo aspettare che la facesse finite con le sue stupidaggini.

Avreivoluto dirle : “ ma goditi questo momento, vivi, sei qui adesso. Vivi prima lecose e poi scatta le foto. “ Ma la gente preferisce apparire anziché essere evivere il momento che non tornerà. Io sono completamente diversa. Quandoviaggio o faccio qualcosa d bello, mi dedico solo al momento. Niente computer epoco telefono. Ci si deve dedicare ai luoghi.

 

Stamattinacammino da sola per queste strade. Ho lasciato mia sorella ai jardin du palaisroyal e io ho passeggiato sotto una pioggerellina. Sono passata davanti alconsiglio di stato, davanti alla palestra che vedeva tutte le mattine quandouscivo dallo studio di Philippe. Quanti ricordi !

Diun periodo bellissimo e spensierato. Quante cose cambiate eppure sempre uguali.

Erolibera, spensierata.  Ho camminato apasso spedito sentendomi parte del tutto. Ero serena e ho sentito chequell’attimo, seppur breve, mi sarebbe bastato.

Neavrei fatto tesoro, in quei giorni senza sole.

 

Michiami mentre sto mangiavo in un posto carino a St Michel . Metto da parte labaguette e ti racconto tutto. Anche quello che non sono riuscita a mettere inquesti fogli. Perché ho scritto poco e ho scattato poche foto, rispetto a tuttala bellezza che ho visto. Tutta la bellezza anche quella nascosta. Come quelladi incontrare facce note…che magari ho notato solo io. Ti racconto che George èancora li che chiede l’elemosina davanti al monoprix di St Michel…ha qualcheruga e qualche capello bianco in più, ma io me lo ricordo ancora che fu laprima persona ad aiutarmi qui cinque anni fa  

Nonspiaccicavo nessuna parole di francese e volevo prepararmi un caffè da sola almonoprix e scaldarmi una brioche …ma avevo problemi con la lingua…lui siavvicinò e non disse nulla…prese il bicchiere e mi mostrò quello che dovevofare, senza così chiedere nulla alle commesse.

George!George e il suo cane a st Michel. Ho notato che stavolta indossava gliocchiali.

Cosìcome sta ancora lì, a chatlet, a volte nella chiesa di St Eustache…e altrevolte al forum des halles…la signora di colore che parla da sola incessantemente.A volte ride, altre volte piange.

Lafaccia di certa gente è uno spettacolo. Della gente reale, intendo. Di quellaautentica.

Telo racconto….

 

Quandofinisco, esco e vado a comprare qualcosa da Six, poi spulcio da Mark&Spences food. E infine passo per il quartiere latino. Cammino a passoveloce , quando vedo un bel ragazzo dirmi

- Buonasera…

- Buonasera…macome fai a sapere che sono italiana ? di solito mi prendono per spagnola…

- Cel’hai scritto in fronte” made in Italy “

E’un ragazzo di Caserta e ha una pizzeria lì, con un amico. Gli dico che magariil giorno dopo ripasso. Mi lascia intanto il suo bigliettino da visita . non sisa mai. Magari un giorno potrei lavorare per loro !

 

Misveglio presto, cammino per il quartiere ebraico e poco prima delle dieci ,tutto è ancora tranquillo. L’aria fredda sul viso mi tempra, mi carezza. Unasensazione invincibile di libertà mi attraversa e mi riempie completamente. Perqualche minuto, mi pare di aver fermato il tempo e di non aver bisogno dialtro.

 

Chiamocasa. Sento i miei genitori. Mi sembrano così lontani e improvvisamente lisento così fragili, così invecchiati. Specie mia madre. La sua voce altelefono, sembra quella di una signora molto anziana e questo mi fa tenerezza,ma anche paura. Già, paura…

 

 

Nelpomeriggio me ne sono andata al centro Pompidou. Mi sono connessa percontrollare eventuali novità per l’aereo da prendere al ritorno. Ero seduta aun tavolo e c’erano accanto a me una decina di senzatetto. Uno alla miasinistra , c’ha provato. Alcuni erano alticci. Una donna voleva litigare con laragazza seduta difronte a lei. Mi guardavano un po’ straniti. Forse sichiedevano come mai , io lavata e profumata ero in mezzo a loro e non avevo unaconnessione con il cellulare come tutti i comuni mortali. Devo dire che ( aparte l’odore sgradevole ) ho trovato molto più interessanti loro che i “comuni mortali “.

 

Lamia ultima passeggiata serale me la godo fino all’ultimo respiro. Rubo l’aria espero di conservarne un po’ nei miei polmoni…

 

Sonoall’aeroporto di Orly. Mi sono dovuta svegliare alle sei . sono uscitadall’albergo alle sette e e mezza. Parigi era ancora buia. Sembrava dicamminare in piena notte c’era una leggera pioggerellina, le persone cheandavano a lavoro, qualche ragazzo che ci andava in velò. Ho camminato per StDenis, fino ad arrivare a Chatlet les halles. Non mi andava di fare due cambidi metro. Sono passata davanti alla chiesa di St Eustache , quando la campanaha suonato le otto. Ho guardato ogni piccolo particolare con stupore incantato.E avrei voluto congelare quei minuti, perché gli ultimi.

Orasto aspettano su una poltrona, che si apra il check in e anche se l’ho fatto online, devo consegnare il mio bagaglio da stiva. Una volta imbracata la valigia, me ne andrò a spasso per l’orly sud.Felice ancora una volta, di essere stata qui. Tra questa gente, per questiboulevards, che sempre e per sempre mi emozioneranno facendomi sentire cosìinspiegabilmente viva.

Perchépassano le stagioni, gli anni, le gioie e i dolori…ma Paris sera toujours Paris…

 
 
 

La torre bianca...

Post n°348 pubblicato il 11 Novembre 2014 da kiss_and_knife

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Sono chiusa in una torre bianca, altera.

Fatta di mura alte e invalicabili.

Una fortezza che solo

A guardami mette un po’ di paura.

Freddezza. Soggezione.

E’ questa l’immagine che viene fuori di me.

Una donna chiusa in un muro di cinta.

Mi ha fatto male, sentirmelo dire da te.

 
 
 

A te...

Post n°347 pubblicato il 11 Agosto 2014 da kiss_and_knife

Foto di kiss_and_knife

Aveva temuto di essere solo sesso per lei. Ma quando dormivano insieme non era mai “solo sesso”. Era la conquista del mondo. Era una fervida preghiera. Riconoscevano se stessi . Le anime, i corpi, i desideri di vita e la paura di morire. Era una festa per la vita.

Da “ una piccola libreria a Parigi “

Di Nina George

 
 
 

Alicante...

Post n°346 pubblicato il 11 Luglio 2014 da kiss_and_knife

Alicante.

 

Une orange sur la table

Ta robe sur le tapis

Et toi dans mon  lit

Doux présent du  present

Fraicheur de la nuit

Chaleur de ma vie.

J. Prévert

Foto di kiss_and_knife

 

Un’arancia sulla tavola

Il tuo vestito sul tappeto

E nel mio letto tu

Dolce presente del presente

Freschezza della notte

Calore della mia vita.

 

 
 
 

Ivano Fossati

Post n°345 pubblicato il 28 Marzo 2014 da kiss_and_knife



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Ha  parlato subito del libro, Ivano Fossati. “ Tretrecinque “, questo il titolo delsuo primo romanzo. Che non ho letto e che forse non leggerò. Mi è bastato sfogliare alcune pagine, leggere alcuni capitoli, nell’attesa che uno degli  amori della mia vita si materializzasse , per capire che non lo leggerò. E’scritto sicuramente bene, ma la storia non mi rapisce. Anche se lui, laracconta benissimo.

Indossa  un maglione beige e un pantalone scuro, gli immancabili occhiali da vista.

Siedo  in prima fila e non posso che osservare attentamente. Far scorrere gli occhi suogni centimetro di lui. E’ un uomo bellissimo, per me. E non dimostra gli anni  che ha.

Ledomande che gli vengono poste in sala hanno sempre a che vedere con la musica,con la sua scelta di abbandonare il palco. Il fatto è che noi che lo ascoltiamoda anni, ancora speriamo in un ripensamento.

Lui  risponde con intelligenza, verve, ironia. Con quella voce che per me è sempre “velluto che

vola“. …Con quella bellissima cadenza genovese.

Quando tutto è finito mi avvicino a lui per scambiare qualche parola ( seppure sciocca), per un autografo, una foto. E’ gentile. Gentilissimo.

- Che  piacere Ivano -, dico-, io sono Lucia….

- Ciao  Lucia…

- Aspetta  vengo accanto a te Ivano…quando mi ricapita più nella vita ?!??!

- Perché? potrebbe capitarti ancora !

Mentre  mi scattano una foto accanto a lui , dico alla fotografa:

- Fanne  due va, che con la sfiga che ho viene male la prima !

- No,Lucia -, mi dice guardandomi negli occhi. – Nessuno è sfigato nella vita e

Tantomeno tu…

Il  fatto è che lo dice con estrema serietà. E la cosa che mi colpisce è che io  l’avevo detto ironicamente…ma forse nel mio tono, seppure si trattava di una sciocchezza,  è come se fosse venuto fuori un malcontento e  un dolore che ultimamente mi porto sempre a spasso.

L’hadetto con serietà, come se sapesse che spesso mi sento “mancante”.

(Questo  mi ha fatto pensare anche a una cosa che detto parlando del suo libro, di  questo suo personaggio che non ha paura di osare, di cambiare, di  mettere le distanze.

Ha  detto “ Se la vita di una persona non gira in quel posto, evidentemente girerà  più lontano, da un’altra parte. Non abbiate paura delle distanze “ .)

- Sai-, dico, - anni fa ti ho incontrato proprio qui, in questa libreria mentre peri fatti tuoi compravi libri…e mi ci volle tanto coraggio per avvicinarti, mi  sembrava di disturbarti. Ma lo feci..

- -Disturbare ?!??! No ! E perché mai ? Facciamo una cosa , Lucia. Se mi  incontrerai ancora, disturbami ogni volta. Sempre !

Grazie  Ivano. Grazie per le parole. Per “ Carte da decifrare “. Per la tua voce che è  velluto che vola.

Per  il sorriso. La cadenza genovese. Di tutto. Grazie di tutto.

 

 
 
 

E di nuovo cambio casa...

Post n°344 pubblicato il 21 Marzo 2014 da kiss_and_knife


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  e gira e gira e girasi torna ancora in primavera

e mi trova che non ho concluso niente…

io l’ amore l’avevo in mente ma ho conosciuto solo gente

e posso solo andare avanti fintanto che nessuno è come me ...


Ivano Fossati

 
 
 

Ho bisogno delle tue mani, amore...

Post n°342 pubblicato il 10 Marzo 2014 da kiss_and_knife

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M’invade la follia

in questa notte che

non conosce riposo.

Sono gelosa.

Avida di ogni tuo passo.

Penso alla tua bocca

e il desiderio mi assale.

Voglio che sia ancora mia.

Voglio per me il tuo viso

i tuoi occhi

i tuoi respiri

la tua pancia

la tua lingua

la tua carne

il tuo cazzo.

Voglio il fracasso dei tuoi pensieri.

La magia dei tuoi sogni.

L’ombra delle tue paure.

Tutte le tue piccole malinconie

e perfino il più grande dolore.

Ho bisogno del tuo mondo

per cercare di capire il mio.

Renderlo, a poco a poco,

vivibile. Caldo. Degno di essere

conosciuto.

………. ………….. ………. ……..

Ho bisogno delle tue mani, Amore,

per staccarmi da questo assurdo morire.

 
 
 

Senza far rumore...

Post n°341 pubblicato il 03 Marzo 2014 da kiss_and_knife

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Nell’ultimo  periodo la donna passava molto tempo da sola. Si ritrovava a camminare perore,senza andare davvero da nessuna parte. Sembrava che tanto cammino  l’aiutasse in qualche modo a trovare un po’ di pace, in fondo a mille giornate  tumultuose.

Il  vento trai capelli, a pettinare via i pensieri.

Sprazzid’azzurro a rasserenare gli occhi stanchi.

E  il sole caldo a portare luce e calore.

E  altre volte, la pioggia battente a lavare via le delusioni.

Camminava  per ore. Camminava per il dispiacere.

Camminava  per rivolta. Camminava per piangere. E poi ridere.

E  poi scappare.

E  pensava agli ultimi due anni. A quanto erano stati duri e lunghi e muti.

Alle  delusioni avute da persone che credeva amici.

Al  vuoto che aveva ricevuto in cambio d’affetto che dentro aveva ombra d’amore.

Spesso  nelle sua passeggiate, pensava che forse si meritava tutto quello che era  accaduto.

Pensava  che non poteva ambire a nulla di meglio, a nullo di profondo.

Non  credeva più in niente. E ogni essere umano, ormai,  l’annoiava profondamente.

Un  brivido percorse la schiena. Si strinse tra le braccia forti.

S’incamminò  verso casa. Era tardi. Prese le chiavi dal cappotto .

Entrò  senza far rumore.

Senza  far rumore. Tre parole che potevano rappresentare tutta la sua esistenza.

 
 
 

Notte infinita...

Post n°340 pubblicato il 21 Febbraio 2014 da kiss_and_knife

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Ci  sono certe sere che provo una pena così

profonda,radicata, a cui non so dare una

giusta  spiegazione.

Sere  in cui il cuore mio è stravolto.

E  le orecchie serrate.

E  le braccia inermi.

E  gli occhi stanchi.

Le  labbra schiuse, ma senza dire.

Quelle  sere mi fanno tanta paura.

Più  passano gli anni e più aumentano.

Cercodi porre rimedio. Con un libro, una musica,

un  film, un quadro, un’immagine,

un  corpo da serrare al mio.

Spesso  ricevo lenimento. Ma è qualcosa di

temporaneo.Come lampi di luce in

Una  notte infinita.

 
 
 

La nuit blanche...

Post n°339 pubblicato il 14 Febbraio 2014 da kiss_and_knife

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Durantel a nuit blanche penso : Henry, amore  mio, ti posso amare meglio, adesso che non sei in grado di farmi male. Possoamarti più allegramente. Più scioltamente. Sono in grado di sopportare lospazio, la distanza e i tradimenti. Soltanto il migliore,il migliore e il più  forte.

Henry,il mio amore, il vagabondo, l’artista, l’infedele che mi ha amata così bene.

Credimi,niente è cambiato in me, nei tuoi confronti, a parte il mio coraggio.

Non  posso procedere con un unico amore per sempre.

La  mia testa è forte, la mia testa, ma per camminare, procedere nell’amore, ho  bisogno di miracoli, i miracoli dell’eccesso, del calore bianco, e di dualità !

Resta  qui, respirarmi tra i capelli, sul collo.

Dame non ti verrà alcun male. Nessuna critica, nessun giudizio. Ti porto nel mio  utero.

 

(Anais  Nin)

 
 
 

Non c'ero...

Post n°338 pubblicato il 05 Febbraio 2014 da kiss_and_knife


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La strada era semi deserta

per me .

Il sole picchiava forte.

Io camminavo piano

e non avevo coscienza

di me stessa.

Non c'ero.

Era l'unica cosa che sentivo.

 

 
 
 

Quinta lezione d'ebraico...

Post n°337 pubblicato il 29 Gennaio 2014 da kiss_and_knife

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Quando  la parola si farà corpo

E  il corpo aprirà la bocca

E  pronuncerà la parola che l’ha creato,

abbraccerò  questo corpo e

lo  adagerò al mio fianco.

 

(Hezi Leskli )

 
 
 

Si regalano gli occhi...

Post n°336 pubblicato il 24 Gennaio 2014 da kiss_and_knife

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Fa  freddo. Le strade sono illuminate, festose in vista del Natale. Lei cammina  veloce. Si sistema la sciarpa e i guanti. Rabbrividisce, aggiustandosi lagonna. Il vento tende a far salire la stoffa e a farla sposare con lamicrofibra delle calze colorate. C’è traffico. Deve attraversare la strada.Rallenta i suoi passi. Da una stradina laterale scende un taxi. Le passa  accanto, lentamente. Si sente osservata. E infatti l’uomo seduto sul sedile  posteriore la sta guardando. Sente i suoi occhi sulle gambe e poi salire su,fino al suo viso e fermarsi nei suoi occhi scuri. Lo guarda anche lei, come  incantata, come ipnotizzata dagli occhi verdi dell’uomo. Lui ha la barba, conuna velatura di grigio. Ha la carnagione scura e i suoi occhi sembrano brillareancora di più.Non è che un attimo. Si direbbe, una cosa da niente. Ma si  guardano regalandosi gli occhi. Si  guardano lentamente in mezzo al caos e alla velocità della città. Siilluminano, di un sole che quel giorno non c’è.

Lei  accenna ad un sorriso…

 

 

 

Lei  non era bella. Non lo era mai stata . Forse solo da bambina. Fino aiventiquattro, venticinque anni, si era sentita quasi invisibile. Poi con glianni, aveva scoperto di piacere agli uomini. Non capiva cosa fosse. Aveva uncorpo morbido, avvolgente, materno. Caldo, ma non certo bello. Aveva gambetornite e spalle forti. Era femminile, ma in modo discreto. Silenzioso.

- Sonogli occhi, più di tutto-, le disse una volta un uomo al quale teneva molto.-hai occhi che frugano l’anima. E a me, mi hai stregato. Mi hai stregato subito.

Quando glielo diceva, lei sorrideva e un po’ arrossiva, mentre lui le carezzava le guance.

Aveva  notato, in effetti, che gli uomini la guardano soprattutto quando non indossava  gli occhiali scuri. Si fermavano sul velluto delle sue ciglia e poi giù, infondo, nella pece delle pupille.

 

 

Anche  l’uomo seduto nel taxi si è fermato lì, nei suoi occhi.

Rimane  fermo qualche secondo. Lei accenna ad un sorriso. Lui risponde.

Si regalano gliocchifino a quando l’auto parte. E il giorno ritorna ad essere senza sole.

Lei  si stringe nelle spalle e riprende i suoi passi solitari.

La  città continua ad essere festosa e illuminata, in vista dell’ennesimo Natale.

 
 
 

Non si elemosinano..

Post n°335 pubblicato il 22 Gennaio 2014 da kiss_and_knife

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Non  si elemosinano parole d’amore.

Se  non ti va di dirmele,non farlo.

Se  non te la senti

Di  portarmi la tua carezza,

tienila.

Io,piano piano,

smetterò  di aspettarla.

E,se un Dio mi assiste,

anche  di desiderarla.

 

(S. Santorelli )

 
 
 

Quartine...

Post n°333 pubblicato il 01 Agosto 2013 da kiss_and_knife

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Come sei bello quando sei eccitato!
come hai gli occhi più neri... così neri:
due nere notti che stanno in agguato
sopra i miei sensi, sopra i miei pensieri.



"Tu mandali a dormire i tuoi pensieri,
devi ascoltare i sensi solamente;
sarà un combattimento di guerrieri:
combatterà il tuo corpo e non la mente." 



“Non muoverti. Sta' ferma. Ho detto; ferma!
Che senta la tua fica fino in fondo
Bocciolo mio, ti innaffierò di sperma
Finché avrà fine il tempo e fine il mondo."


Patrizia Valduga

 
 
 
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