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Il RE DI PIETRA

Post n°31 pubblicato il 02 Dicembre 2006 da slans68
Foto di slans68

Il Piemonte porta nel nome il suo rapporto con la montagna, ai piedi del monte appunto e indissolubilmente legato ad esso. E quando si dice montagna l'associazione con il Monviso, la montagna per eccellenza del Piemonte, corre veloce alla mente. La foto che inserisco sul blog l'ho scattata, in compagnia di un carissimo amico, sulla Cima di Crosa (2531mt) domenica 26 novembre. Giornata serena, temperatura eccezionalmente mite per la stagione, nuvole in pianura sole sulle vette! Penso che l'immagine si commenti da sola.
Vi risparmio la retorica (che retorica che non é) dell'ascesa in montagna, della fatica, dell'amicizia e del rispetto che solo in quei luoghi acquistano un valore particolare, però ci tengo a sottolineare che andare in montagna significa anche cercare e capire noi stessi.
salut

 
 
 

ORGOGLIO

Post n°30 pubblicato il 15 Novembre 2006 da slans68


Riporto il testo di una lettera comparsa sul quotidiano LA STAMPA, il lettore si rivolge al sindaco di Torino ma il ragionamento può essere esteso a tutto il Piemonte. Lo voglio riportare perchè mi sembra lo specchio sincero e dignitoso del modo d'essere piemontesi. Un misurato ma forte orgoglio che tuttavia deve trovare una forma di rappresentazione politica, altrimenti l'orgoglio può tramutarsi in beffa e talvolta in danno.
salut

"Signor sindaco, perchè se la prende tanto per il comportamento di Prodi? Non ricorda quando l'allora ministro Maccanico promise L'Autorità delle comunicazioni a Torino e poi la dirottò su Napoli? Vede; Torino é una città che piace molto poco ai politici italiani, salvo quando devono venire a fare la spesa elettorale. Lei ricorda forse qualche grande avvenimento che si é verificato a Torino al quale sia stato dato risalto (pensi solo se il Salone del gusto si svolgesse a Roma o Milano); le stesse Olimpiadi sembra che siano state subite.
Il problema vero é che ci invidiano quanto facciamo, non ci perdonano la nostra capacità di continuare diritti per la nostra strada senza piangerci addosso, senza scendere in piazza, creando però qualcosa di nuovo che adesso abbiamo imparato a non farci portare più via".

 
 
 

NOTIZIE BUONE E MENO BUONE

Post n°29 pubblicato il 08 Novembre 2006 da slans68

Iniziamo con le notizie meno buone, i governatori delle Regioni del Nord Italia chiedono in nome del federalismo fiscale di poter imporre un "ticket di scopo" (meglio un sovrapprezzo) sui pedaggi autostradali delle tratte di loro competenza. Questo introito aggiuntivo permetterebbe la costruzione delle opere viarie che da anni non vengono iniziate per mancanza di fondi (per esempio la variante est della tangenziale di Torino).
Lo scopo appare in prima battuta nobile e condivisibile, c'è tuttavia un però: il federalismo fiscale non può prendere la brutta piega della tassazione aggiuntiva! Se i cittadini pagano le imposte anche per la costruzione delle strade e se lo stato non è in grado di costruirle, la Regione giustamente deve poter percorrere strade alternative (es ticket autostradale) ma deve contestualmente chiedere allo stato centrale che i propri cittadini paghino un po' meno tasse. Altrimenti in nome del federalismo chi viaggia in coda sulle autostrade del Nord, pagherà due volte. E questa non é cosa nè buona, nè giusta.
La notizia bella si chiama Claudio Marchisio (classe 1986) giovane centrocampista della Juventus, piemontese e torinese doc, che insieme agli altri giovani piemontesi del vivaio juventino dimostrano come sia possibile essere allo stesso tempo squadra con un respiro internazionale e testimoni del proprio territorio. Il modello Barcellona é l'esempio da seguire!

Salut


 
 
 

ANDIAMO A VEDERE LE CARTE

Post n°28 pubblicato il 31 Ottobre 2006 da slans68


Per conoscenza inserisco il testo dell'articolo comparso oggi su LA STAMPA.
La Bresso continua nelle sue performance giornalistiche, di cui mi sono già occupato nei commenti precedenti. Bluff propagandistico o reale esigenza di costruire in Piemonte un'autentica prospettiva politica regionalista? Vedremo, in ogni caso un esempio in più di come le tematiche legate all'autonomismo travalichino le appartenze ideologiche, per approdare sul terreno dei fatti concreti e dei problemi reali.
Il dovere di tutti coloro che credono nel regionalismo consiste nel rilanciare le proposte da qualsiasi parte provengano, consiste nell'andare a "vedere le carte".
Sull'argomento da registrare infine, il commento politicamente "ipocrita" di Roberto Cota segretario della Lega Nord, che parla dell'esistenza di una "questione piemontese"! Molto credibile detto da chi ha di fatto appaltato a Calderoli la gestione politica della Lega in Piemonte, facendola diventare una succursale della casa madre lombardo-varesotta.
Un articolo da leggere con piemontese moderazione ma da leggere.
Salut





TORINO
LA SFIDA DELLA PRESIDENTE: DOPO LO SCHIAFFO DI PRODI A TORINO, LA ZARINA AL CONTRATTACCO
Bresso: il mio federalismo
comincia sui binari
e vuole arrivare all’Università
«Voglio la responsabilità totale di aumentare o diminuire le tasse, di combattere l’evasione e l’elusione fiscale»
30/10/2006
intervista di Maurizio Tropeano

La goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha spinto la presidente della Regione, Mercedes Bresso, a chiedere ai suoi esperti di elaborare un progetto di federalismo «vero» incentrato sulla richiesta di poteri «esclusivi» nel campo universitario e della ricerca, in quello dell’istruzione e delle infrastrutture - «vogliamo che ci venga riconosciuto il potere di controllo sui binari delle ferrovie regionali» - è stato il metodo scelto da Romano Prodi per bocciare la candidatura di Torino e promuovere Milano. Un metodo «assolutamente sbagliato» perché non è «stata fatta una scelta motivata».
Secondo il governo, Milano aveva più possibilità di aggiudicarsi la vittoria finale. Non le sembra un motivo sufficiente per la scelta?
«Senza un confronto tra le varie opzioni, senza una riunione con i rappresentanti delle città candidate per spiegare la scelta è forte l’impressione che prima di un ragionamento sulla qualità dei progetti presentati all’interno del governo abbia prevalso una logica da giustizia distributiva: Torino ha già avuto, Milano no. E’ ora di rovesciare questo tavolo».
A parole tutti ne sono capaci. Che cosa fa la Regione?
«Noi e il sistema degli enti locali siamo in grado di produrre e vincere sfide di qualità. L’esempio è sotto gli occhi di tutti: l’Olimpiade. Possiamo replicare quella sfida a patto però che diventi effettiva la riforma del federalismo fiscale. Io voglio la responsabilità totale di aumentare o diminuire le tasse ma anche di combattere l’evasione e l’elusione fiscale».
Presidente, siamo ancora alle parole. Non c’è niente di più concreto?
«Parole? Noi abbiamo avviato il percorso che ci porterà all’applicazione effettiva dell’articolo 116 della Costituzione che assegna maggiori poteri alle Regioni. Domani è convocata una sessione speciale del Consiglio regionale che si occuperà dell’argomento. Sarà l’occasione per conoscere il pensiero dei vari gruppi politici. La giunta è intenzionata almeno in alcuni settori ad avvalersi dei poteri previsti dall’articolo 116».
Quali sono i settori dove la giunta vuole ottenere più poteri da Roma?
«Tutti quei settori che riteniamo strategici per favorire lo sviluppo del Piemonte. Partiamo da Università e ricerca. Gli atenei hanno l’autonomia e noi abbiamo intenzione di organizzare una rete per far diventare la nostra regione una delle sedi di punta per l’alta formazione. In buona parte d’Europa sono le regioni ad avere la competenza in questo settore. Noi vogliamo metterci in competizione con questi sistemi. Per questo pensiamo di trattare con Roma anche le competenze sull’Istruzione».
Una delle critiche più forti che l’Unione ha fatto del progetto della devolution è stata quella che avrebbe portato alla nascita di 20 tipi di istruzione pubblica. Che cosa è cambiato?
«Credo che all’interno di livelli essenziali di istruzione sia necessario riconoscere i diversi sistemi culturali ed economici esistenti in Italia. Per essere competitivi noi abbiamo la necessità di adeguare l’alta formazione ma anche l’istruzione secondaria e di base alle esigenze del territorio. Io non voglio introdurre lo studio della lingua piemontese ma discipline che permettano ai nostri studenti di confrontarsi con i loro coetanei europei».
Ci sono altri settori su cui il Piemonte vuole decidere da solo?
«La valorizzazione dei beni culturali, un settore che giudichiamo strategico per il nostro sviluppo. Per attuare serie politiche, però, serve avere la disponibilità di questi beni. Il governo deve mettere a disposizione gli strumenti giuridici che ci permettano di entrare in possesso di questi beni. La tutela resterebbe di competenza statale».
E le infrastrutture?
«Naturalmente. Chiediamo che sia completato il passaggio del controllo delle strade statali a livello regionale. Per quanto riguarda il Piemonte noi poi lo decentreremo alle province. Poi ci sono le ferrovie. Adesso abbiamo il potere di decidere l’orario e di trattare con le Ferrovie la puntualità e la pulizia dei convogli. Vogliamo di più: il controllo effettivo dei binari delle tratte regionali non interessate dal passaggio di convogli nazionali o internazionali. Solo così potremo progettare una vera rete di trasporto locale».
Alla faccia dell’Italia unita. Sta pensando ad un Piemonte autonomista?
«Il federalismo o è coraggioso o è un danno. Siamo a metà del guado ed è necessario completare il percorso avviato con la modifica dell’articolo 116 che prevede anche il riequilibrio fiscale. Dobbiamo reggere la concorrenze delle regioni estere e non di quelle italiane. Regioni più forti e competitive rendono più forte e competitiva tutta l’Italia».

 
 
 

LA STRADA E' ANCORA LUNGA!

Post n°24 pubblicato il 29 Ottobre 2006 da slans68


immagine


Come promesso ieri sono andato a sostenere la Juve nel difficile girone infernale della serie B. Vittoria di misura, clima primaverile, stadio quasi pieno. E' stata dura, il Frosinone ha lottato su ogni palla, tanto che alla fine ci è sembrato di vincere contro il Manchester United. Ambiente festoso e rilassato, molte famiglie con bambini, l'Olimpico è uno stadio piccolino ma inserito in un ambiente piacevole e comunque sempre meglio del desolato Delle Alpi. 200° goal di Alex Del Piero. Niente male, complimenti!
Da segnalare la presenza sugli spalti di due bandiere piemontesi, la mia e quella di un'altro valoroso tifoso in curva Scirea Sud.
Piccolo siparietto da raccontare: prima di entrare ho dovuto sborsare 5 euro per pargheggiare la macchina, durante il pagamento due addette alla società di riscossione dei ticket mi hanno chiesto se la bandiera che portavo con me era quella del Frosinone!!!!!
La strada verso l'identità è ancora lunga!
salut


 
 
 
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