l'isola che non c'èpensieri, emozioni, immagini di ciò che sono |
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il pensatore di pietra ( Caorle)
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Siamo fragili, fragili emozioni trasportate dal desiderio in siti sconosciuti. Siamo illusioni che non trovano ristoro. Siamo sempre soli, viaggiatori erranti Alla ricerca dei nostri medesimi pensieri
Ritorna lo spazio interiore, quel territorio ove ogni emozione è possibile, dove ogni cosa si trasforma, si colora, diviene semplicemente attuale.
Ecco, allora, che il vortice di quanto ci circonda diviene stimolo e motivo per non lasciarsi andare, per continuare a cvercare, per poter rincorrere quel sogno che è in nuce in ciascuno di noi.
Territori da esplorare come un cercatore d'oro, come un guerriero assetato, come, semplicemente, ciò che desidero essere
Hilal, luna nuova, come una sorta di inizio per non morire dentro, per trovare quel cammino ove la lucerna illumina la via...
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"LA TERRA SANTA"
Io sono certa che nulla più soffocherà la mia rima,
il silenzio l’ho tenuto chiuso per anni nella gola
come una trappola da sacrificio,
è quindi venuto il momento di cantare
una esequie al passato.
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Post n°88 pubblicato il 22 Marzo 2010 da guy124
Il dolore interiore, a volte, è così invadente che non lascia spazi, spiragli, possibilità. E’ talmente presente che occupa ogni goccia di sangue, imbibisce le lacrime che non sanno più contenerlo. Penetra, come violento fallo nell’abuso, si prende tutto, fa sanguinare, non appartiene all’urlo disperato soffocato nella gola, trova spazio nell’intimo seppur fragile desiderio di sopravvivenza, trasforma il respiro in perenne affanno di una vita che non vale più la pena respirare….il dolore interiore |
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Post n°87 pubblicato il 21 Marzo 2010 da guy124
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Post n°86 pubblicato il 11 Marzo 2010 da guy124
La luce percorre strade inconsuete ed ignote, si trasforma nei colori di questa alba colorata, magnificamente, dalla limpidezza, dalle pennellate di rosa tenue, azzurro, grigio e, di tanto in tanto, qualche sprazzo di bianco, candido. L'atmosfera è veramente intima, nel calore delle coperte, mentre fuori la neve ha invaso il giardino s'è adagiata sugli ulivi, riverbera al primo sole sui tetti delle case. Che strano, questa neve, in questo tempo dove, in realtà, dovrebbero sbocciare le prime gemme. Che strana questa evoluzione del tempo che scorre, che, inesorabile, ci si pone innanzi come un film in bianco e nero, attraverso fotogrammi che si susseguono...e noi, attoniti, nell'attesa di cogliere il segno, il colore, l'immagine che possa far parte, per sempre, del nostro intercedere, di ciò che intimamente desideriamo saziare. Come questa neve che presto svanirà e si trasformerà nelle gocce del nostro attimo fuggente, di ciò che in realtà vorremmo e non sappiam cogliere. Eppure che intensa felicità questo risveglio, quanta emozione si è insinuata fra le pieghe della pelle, quanta luce è entrata profondamente, dentro, nel mio io. Fatico a vestire questo corpo nudo e caldo, vorrei correre, così come sono, senza vincoli e travestimenti, sulla battigia di un lido senza nome ove la risacca è la melodia che accompagna i miei passi, ove solo la brezza che accarezza il volto è l'immagine di un bacio, languido e sensuale che si trasforma in liquido ancestrale. |
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Post n°85 pubblicato il 10 Marzo 2010 da guy124
Sembrano coriandoli questi frammenti d'emozione che si librano nel cielo terso, quasi cristallino. E' puzzle che concreta immagini, parole, pensieri e, come fuggenti, attimi senza tempo. Imprigionati in sè stessi ed intimamente accolti si dipanano ed ogni cosa è avvolta dal peso della perdita, dall'assenza, ora, di materialità, di dolore, di fisicità. E, come le tessere di quel puzzle, a poco a poco il disegno si ricompone, si trasforma, i colori si ripresentano, immagini di giorni, tempi lontani, sentieri vuoti nella landa senza fiori. Rimane, dentro,nel profondo, quel ricordo che trasforma, che accompagna i passi, lenti, che accarezza il cuore del calore di un tocco solo e sempre sognato. Un fiore perduto sul letto del fiume, lento,percorre l'acqua fredda, in questo inverno ove le foglie stentano a ritornare, avvinghiate, come il ricordo, al ramo che dona la vita. Poi quel fiore si allontana, diviene linea all'orizzonte, punto indefinito. Solo immagine dell'anima. Va Corri Lontano. Ed il fiume torna blu.
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Post n°84 pubblicato il 09 Marzo 2010 da guy124
Il vuoto contiene tutto ciò che deriva dai nostri desideri. Ci sono momenti in cui siamo smarriti nel deserto e vorremmo qualcosa che colmasse il silenzio. Ma siamo troppo presi a cercare questo qualcosa che non ci accorgiamo del tempo che scorre e di ciò che perdiamo lungo la strada ...ma questo è l'uomo ed il suo destino |
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Post n°83 pubblicato il 06 Marzo 2010 da guy124
Tutto scorre nella terra di nessuno, in quella fascia di vita neutra ove ogni cosa è avvolta da una cortina indefinita di niente, ogni azione o movimento tradiscono la fragilità dell'impotenza umana, di rincorse senza velocità, di paure senza inizio, di certezze limpide e reali. La nebbia avvolge e ristora, serve per celare l'inquietudine interiore, a non trovare la verità, così ricercata, per consentire ai nostri passi di inseguirsi ancora, di percorrere, ancora, nuovi sentieri nella vastità della mente, nella infinita sete del viaggiatore errante,nella consapevolezza dei limiti che ci sono propri e che non vogliam vedere ... |
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Post n°82 pubblicato il 10 Febbraio 2010 da guy124
Alle volte sono assente, viaggio con la mente attraverso lidi sconfinati, alla ricerca di una emozione che possa coinvolgere la mia mente ed elaborare la bellezza di ciò che mi circonda. Alle volte sono attraversato dalle nubi di quest'inverno che mi è entrato dentro, nel profondo, e cerco di gioire nel bianco candore della neve che copre le cose, le tiene in segrete armonie, le difende dalle impurità che quotidianamente vengo sciorinate ogni dove Alle volte ripercorro i sentieri di ciò che ho calpestato, di quanto ho accarezzato, di ogni cosa che abbia attraversato la mia mente ed il mio corpo Alle volte mi ritrovo a sognare lungo percorsi infiniti, privi di barriere, intrisi di ciò che può portare solo fantasia ed amore Alle volte mi vedo trapassato dalle lacrime di quanti soffrono e non sanno come risolvere ciò che fa loro male, ma anche dai sorrisi di chi, in un attimo di follia accoglie il seme e genera nuova vita Alle volte mi piacerebbe essere un aquila che vaga libera nel cielo, si libra maestosa e poi, vicino al lago si posa e comincia a camminare, sommessa e silenziosa... è bellissimo vedere le aquile che camminano riportano la vita ad una dimensione vivibile Attraverso ogni pensiero e solo il giorno che pervade sarà capace di comprendere questa strana ma concreta felicità |
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Post n°81 pubblicato il 29 Gennaio 2010 da guy124
Cammino sotto la pioggia, sento le gocce che penetrano le vesti, non mi sposto e non fuggo, attraverso le praterie del pensiero nella consapevolezza della gioia nel sentirmi una goccia, piccola ed infinitesimale. Gocce di pioggia mi avvolgono Sono le lacrime del cielo che si uniscono alle mie nella gioia del vento che accarezza il volto Un sorriso mi attraversa, è la vita che si insinua |
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Post n°80 pubblicato il 28 Gennaio 2010 da guy124
Profili che attraversano il tempo, immersi nel buio trasformano le ombre in immagini di colore, percorrono spazi ove solo chi agogna il piacere sa suggere l’emozione che vibra ed attraversa la pelle, che spera. Fragili sentori di infinito che trasformano la mente, la coartano in flussi concentrici, producono gemiti nel buio. Sogni che si fanno strada sino a quel culmine che non osa essere pronunciato…non osa essere pronunciato. Farfalla della notte in attesa di altro respiro altro fremito altro piacere |
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Post n°79 pubblicato il 27 Gennaio 2010 da guy124
Il ricordo, come presenza, attenda, interiore, profonda. Eppure non c'è vissuto, non esperienza personale ma solo racconti di chi ha tradotto la vita attraverso sofferenze inenarrabili ma, anche, capaci di far respirare, ancora, nonostante tutto. Penso, oggi, a ciò che si va a ricordare, in questo giorno, nero per l'umanità e per la dignità dell'uomo. Ho letto molte cose di chi ha vissuto, personalmente, quei giorni ove sembrava che il sole fosse oscurato, per sempre, dove il freddo di baracche inedite e lontane da qualsivoglia radice, era rifugio di vita, comunque, ancora... Come possiamo non ricordare ciò che è stato, le vicende che in questo momento neppure ci sfiorano se non appunto nel ricordo.E come facciamo a non fermarci per un attimo soltanto, a riflettere sulla fortuna che ci è propria, sulla possibilità di sorridere che abbiamo ogni giorno nonostante le nostre difficoltà, incertezze, delusioni, amarezze... come facciamo a non renderci conto che, infine, siamo coperti d'oro, siamo persone fortunate, che possono correre liberamente nei prati, affermare ciò che vogliamo, colorati della nostra stessa pelle, quale che sia il colore. Ecco, allora, che la mente vaga e finisce in campi di pomodori, arance o chissà cos'altro ove altri esseri umani, incolpevoli per la loro condizione, vengono sfruttati, dove si prostituiscono per pochi vili denari, eppur così importanti. Cosa ci ha insegnato, la storia... Nulla. L'uomo è un qualcosa di anomalo nel ciclo vitale del mondo, del mondo dei viventi. E' stupido e nella sua stupidità, attratta dalla presunzione di gloria e superiorità, continua a riprecorrere gli stessi errori, primigenei, originali, a questo punto non svincolabili dal limite proprio ed assoluto dell'essere, appunto, uomo. La storia è in continuo divenire eppure è sempre la stessa. Non servono proclami di bontà, generosità, di attenzione verso gli altri ( falsa?) se invece, poi, di fatto ciascuno di noi continua sempre e comunque a fare ciò che ha fatto e non si degna neppure di gettare lo sguardo ( anzi lo pone altrove) verso chi, in fondo, è semplicemente meno fortunato... perchè di altro colore, razza, bellezza? Proviamo a seminare nel nostro orto un piccolo seme di disponibilità, attenzione e sensibilità, vera e sincera. Facciamo, per noi e per chi ci sta vicino, un gesto vero. Quando impareremo ad amarci liberamente, semplicemente per ciò che siamo, senza i vincoli della stupidità di cui siamo intrisi?
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Post n°78 pubblicato il 25 Gennaio 2010 da guy124
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Post n°77 pubblicato il 22 Gennaio 2010 da guy124
Passeggio nella notte in questa nebbia che avvolge, che cela i ricordi quasi offuscati, forse, solo lontani. Alberi secchi cristallizzati, si intravedono, come d’improvviso, scarni ed incolori si parano innanzi, prepotenti. Risuonano i passi sul selciato stanco ed il calore del respiro si confonde, si mescola, svanisce. Lento è il sogno che avanza, fragile il profumo del desiderio, sublime il sapore delle tue labbra che ancora porto dentro, il docile segno di un tempo senza tempo. Sento una voce che chiama Ed il mio nome diviene vento |
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Post n°76 pubblicato il 21 Gennaio 2010 da guy124
In verità siamo sempre alla ricerca di un perché, di una ragione, di qualcosa che dia un senso alla nostra esistenza….senza sapere, in fondo, che ogni minuto che passa nasconde sempre una nuova risposta che cerchiamo, inesorabilmente, di non vedere. Un auto che viaggia nella notte senza meta né motivo,ma viaggia all’infinito |
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Post n°75 pubblicato il 04 Gennaio 2010 da guy124
Altalena Un bimbo Oscilla pendolo Verso il cielo ritorna Attorno immagini sfuocate rosso,giallo, verde, marrone si susseguono Ritornano Sono come il ritmo dell’altalena Sorride il bimbo inconsapevole strumento della vita Ed altro giro si compie Ancora Corre l’altalena Ancora sorride,quest’uomo ma solo del ricordo di quell’altalena Ricordo Immagine Il volto di un bambino accarezzato dal vento un altalena Gioco della vita Buio che travolge Silenzio Staticità Profumo di muschio bianco Il seggiolino dell’altalena Vuoto Oscilla nel tempo Solitario Vuoto
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Post n°73 pubblicato il 29 Dicembre 2009 da guy124
Passo dopo passo ripercorro il tempo che si è addormentato e vive solo del ricordo di fragili emozioni che pervadono, estasiano, turbinano nel cuore come elementi determinanti per la vita che pulsa, dentro, dolcemente. Passi lontani che percorrono la battigia, alle volte coperti da quell'onda che, fredda e solitaria, li porta via con se nell'infinito, attraverso le gocce senza spazio che giungono in lidi ignoti, ricercati e, forse, mai trovati. Il vento che accarezza il volto, fa vibrare i capelli come la corda di un violino pizzicata dal musicista della vita, che cerca suoni, note e melodie idonee a scolpire il tempo, ad accarezzare la pelle che si contrae e poi si dona senza limiti.Orizzonti lontani, linee vicine al segreto desiderio di una carezza, solitaria e ancestrale, quasi magica, per carpire all'eccitazione ogni succo vitale, ogni porzione di spazio interiore che si sazia ma che ancora vuole. Occhi riverberano nella fioca luce del mattino, sento il fruscio di vesti che si allontana, acqua che scorre nella vasca ed il profumo di olii esotici pervade, attraversa ogni tempo, anche quello del ricordo, si trasforma in immagini che il sogno ha portato con sè, trova forme e piacere nella bianca carne, dipinta, lucida, profumata. Corre un treno in lontananza, sferraglia sui binari, ma il mio tempo non è chiuso in mete predestinate, in limiti che non consentono vie di fuga. Trasformo il tempo in uno spazio senza confini dove i corpi sono la melodia che avvinghia, dove le labbra riconoscono solo labbra, dove i liquidi sono linfa ricercata. Attraverso praterie sconfinate, nel piacere del desiderio che si trasforma in gemiti, carezze, suoni, torsioni, immagini,profumi,spezie che invadono la bocca quando il muschio la pervade. Sembra che ogni oggetto, in questa stanza, sia solo corollario, tutto è focalizzato in un corpo che diviene quasi liquido, in quell'urlo che chiama ancora, mai pago di quanto solo il desiderio sa sognare...Poi il silenzio, i respiri affannati, i corpi che, ritmicamente, pulsano, quasi silenziosi, quasi magici nell'attesa dell'incontro di occhi che, ora, sanno dove fermare i colori della luce.
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Post n°72 pubblicato il 28 Dicembre 2009 da guy124
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Post n°71 pubblicato il 24 Dicembre 2009 da guy124
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Post n°70 pubblicato il 22 Dicembre 2009 da guy124
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