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Patchwork

Tante piccole schegge di realtà. Uno sguardo disincantato sul mondo per cercare di conoscerlo e, se possibile, tentare di capirlo.

 

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POST SENZA COMMENTO

Post n°1193 pubblicato il 05 Maggio 2011 da review

 
 
 

CHE FINE HA FATTO LA CRITICA LETTERARIA?

Post n°1192 pubblicato il 30 Marzo 2011 da review
 

 

 

 

 

 

 

Vi piace leggere? Benissimo, fatelo, ma lasciate perdere le recensioni che trovate sui giornali o le espressioni che, nella manchette, enfatizzano fastidiosamente il successo nazionale o internazionale di un libro. Il numero di copie vendute purtroppo non è garanzia di qualità.

Perché non ci si può e non ci si deve più fidare dei critici letterari?

Un tempo chi si dedicava alla critica letteraria lo faceva solo ed esclusivamente perché amava i libri. Ma oggi il sistema editoriale è dominato da una logica perversa che coinvolge editori e critici, i quali stabiliscono di comune accordo di cosa parlare e cosa trasformare in caso letterario dell’anno.

Il critico letterario si è “riciclato” in esperto di strategie di mercato e come tale funge da tramite ideale tra gli uffici stampa delle case editrici e i giornali ai quali collabora. Non scrive più per aiutare il lettore a capire, ma scrive per compiacere gli editori, si comporta da “promoter” e da agente di vendita, non si preoccupa assolutamente di scoprire nuovi talenti, preferisce rinunciare al coraggio di parlare chiaramente,  e lo fa perché solo in questo modo gli viene riconosciuta dal sistema la sua fettina di “potere” e di  “visibilità”, enfatizzando libri che nessuno avrebbe mai dovuto pubblicare, che nessuno avrebbe mai dovuto leggere e che invece raccolgono  ampio successo mediatico e commerciale. Il critico letterario oggi parla prevalentemente del nulla, e parlando del nulla finisce anche per guadagnarci..

 

Una postilla. Il “Supplement Book World”, storico inserto editoriale domenicale del più diffuso e più antico giornale di Washington, il quotidiano “Washington Post”, non viene più pubblicato, seguendo l’esempio di altri  giornali, fra i quali anche  il “Los Angeles Times”. il San Francisco Chronicle continua ancora oggi a pubblicare un  piccolo supplemento letterario.

I giornali sono stati lenti a reagire ai cambiamenti della società.  Milioni di americani fanno parte di  club del libro, ma i giornali hanno fatto ben poco per concentrarsi sulle loro esigenze.  Nel frattempo un esercito di blogger ha riempito il vuoto lasciato dal giornalismo, garantendo, nel panorama editoriale, la presenza di un numero sempre maggiore di voci indipendenti in grado di offrire opinioni interessanti e credibili sul mondo dei libri.

La critica letteraria è ormai morta.

 
 
 

Sanremo. La Canalis, Belen e altre considerazioni

Post n°1191 pubblicato il 22 Febbraio 2011 da review

 

 

Pare che delle due sia stata Belen la preferita dai media. E la gente si accoda. A me Belen è sempre apparsa come un uccellino impaurito, statuaria, ma immobile, rigida anche nei tratti somatici del suo viso sempre un po’ contratto. Ha ballato e cantato, ma se non l’avesse fatto non avrebbe tolto né aggiunto proprio nulla alla propria prestazione. La Canalis mi è sembrata più a proprio agio nei vari abiti indossati con eleganza e con naturalezza. Più a proprio agio e meno “forzata” nei momenti di conversazione. Non posso pensare certo che abbia fatto una brutta figura, come da tanti si continua a dire. Ma si tratta di sensazioni personali e ognuno la pensa come crede più opportuno. E i protagonisti musicali? Tricarico e la Tatangelo non mi sono piaciuti. Il primo cantava per suo conto una canzonetta da Zecchino d’oro. La seconda, addobbata in un inutile e stravagante eccentrismo, si è data molto fa fare per molestare le mie orecchie con urla che di musicale avevano ben poco. Della Oxa e della Strabelli ho capito una o due parole, ma non ne ricordo alcuna. Bene chi ha vinto, ma anche l’immediata retroguardia non ha demeritato. Tra gli esclusi Max Pezzali è già in cima alle classifiche con “Il mio secondo tempo”. Buon per lui.

 
 
 

Amor omnia vincit. Ma è proprio e sempre così?

Post n°1190 pubblicato il 08 Febbraio 2011 da review

 

Nell’ultimo film di Carl Theodor Dreyer, “Gertrud” (1964), la protagonista è attorniata da uomini che la amano e che anche lei ha amato o ama. Ma  in questo concentrato di meccanicismo e di follia passionale, che  alla fine dimostra tutte le sue contraddizioni e  tutto il suo vuoto spirituale e morale, il rischio è quello di andare incontro a un destino ineluttabile. Gertrud, la protagonista, riesce ad evitare il gesto estremo dopo aver preso coscienza che è ormai arrivato il momento di rinunciare all’amore materiale per ritirarsi in una sorta di eremitaggio sentimentale tanto struggente quanto punitivo.

Passati i decenni, Gertrud un giorno riceve la visita di un amico, al quale confida quello che era stato ed era il segreto della propria vita: Amor Omnia. Carnefice di cuori, ma nello stesso tempo vittima dell’insensibilità degli uomini, Gertrud promette che alla sua morte tutto sarà immolato sull’altare del liebe. E sulla propria tomba il messaggio escatologico di una donna indomabile, che probabilmente ha perso, ma che sicuramente ha anche amato,  una lapide non con il proprio nome, ma con la scritta”Amor omnia”. Tutto è amore.Non una lastra di marmo, ma anemoni.

 
 
 

EMPATIA

Post n°1189 pubblicato il 22 Gennaio 2011 da review

L'empatia è quella misteriosa capacità di "sentire l'altro", precondizione necessaria e indispensabile di ogni legame, affettivo e sociale.
Ma oggi di empatia in giro se ne vede sempre di meno. Nella società moderna si va sempre di più pericolosamente affermando il modello dell'individuo "autonomo" e l'altro viene sempre più frequentemente visto e sentito come un estraneo, come un limite, come un non-io di cui avere paura, al massimo da tollerare e dal quale, comunque, "smarcarsi".

Questa idea di "individuo assoluto", sciolto dalle relazioni, sta, purtroppo, sempre più radicandosi come modello di riferimento anche nell'universo femminile, accentuando così ulteriormente l'attuale crisi dei rapporti.

Ma quello dell'autonomia dal "maschile" non si è dimostrato, purtroppo per le donne, la via maestra per la libertà, e il prezzo che ne hanno pagato e che continueranno a pagarne è molto alto.

Solo nella relazione è possibile rafforzare la nostra "unicità", come elemento positivo, di crescita e di maturazione.

 
 
 

La felicità

Post n°1188 pubblicato il 17 Gennaio 2011 da review

 

A Epicuro (Samo, 341 a.C. – Atene, 271 a.C.) dobbiamo la fondazione di una delle maggiori scuole filosofiche del periodo ellenistico e romano, tuttavia destinata a un rapido declino in seguito alla rigida opposizione dei Padri della Chiesa e all’affermarsi del Cristianesimo.
Una delle sue opere più importanti è la “Lettera  a Meneceo”, che si apre con questa interessante considerazione.
” Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. A qualsiasi età  è bello occuparsi del benessere dell'animo nostro.
Chi sostiene che non è ancora giunto il momento di dedicarsi alla conoscenza di essa, o che ormai è troppo tardi, è come se andasse dicendo che non è ancora il momento di essere felice, o che ormai è passata l'età. Ecco che da giovani come da vecchi è giusto che noi ci dedichiamo a conoscere la felicità. Per sentirci sempre giovani quando saremo avanti con gli anni in virtù del grato ricordo della felicità avuta in passato, e da giovani, irrobustiti in essa, per prepararci a non temere l'avvenire.”

 
 
 

In questo inizio d'anno c'è veramente nell'aria qualcosa di nuovo?

Post n°1187 pubblicato il 07 Gennaio 2011 da review

 

 "C'è un quadro di Klee che s'intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L'angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l'infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è cosi forte che egli non può più chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta".

W. Benjamin, Angelus novus
Einaudi, 1962
pp. 76-77   
                                           
                                            

 Non si può certo negare l’alto tasso di pessimismo, che, in questo difficilissimo momento storico, ha coinvolto un po’ tutti. Non si può nemmeno affermare che questo pessimismo abbia raggiunto oggi il suo culmine e, quindi, potrebbe sembrare paradossale il solo atto di immaginare che le cose comincino ad andare bene, proprio quando si ha l’impressione che stiano invece andando sempre peggio. Ma probabilmente non è così e viene ragionevolmente da pensare che l’uomo funzioni proprio come suggerito dall’acquarello di Paul Klee.

 
 
 

F. De André - Le nuvole

Post n°1186 pubblicato il 29 Dicembre 2010 da review

 

 

 

 


Le Nuvole   

di   Fabrizio De Andrè            

 

 

Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardino con malocchio
 
Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell' airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri
 
Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volteti avvisano con rumore
 
Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai
 
Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono lì tra noi e il cielo

per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.

 
 
 

MA COME PARLI?

Post n°1185 pubblicato il 10 Dicembre 2010 da review

 

 

Non Si dice "...ci sono dei vicini di casa che per un motivo
o per l'altro NON SI RIESCONO mai ad incontrare".
Si dice "...ci sono dei vicini di casa che per un motivo o
per l'altro NON SI RIESCE mai ad incontrare, oppure che per un motivo o per l'altro NON RIESCONO mai ad incontrarsi."

Non si dice "...purtroppo i bambini SI CONTINUANO 
ad ammalare."
Si dice "...purtroppo i bambini continuano
AD AMMALARSI."

Non si dice "...che cosa DEVO AVERE PAURA?"
Si dice "...DI COSA devo avere paura?"

Non si dice"...il rosso è un colore CHE GRADISCE MOLTO Valentina.
Si dice "...il rosso è un colore MOLTO GRADITO da Valentina, oppure è un colre che Valentina GRADISCE MOLTO
,"

Non si dice QUELLO CHE HAI BISOGNO...
Si dice QUELLO DI CUI HAI BISOGNO
...

Non si dice COSA HAI AVANZATO nel frigo.
Si dice COSA TI E' AVANZATO nel frigo?

Non si dice SI CI RIESCE.
Si dice CI SI RIESCE.

Non si dice LA RIESCI A DESCRIVERE?
Si dice RIESCI A DESCRIVERLA?

 

 
 
 

Sesso o amore?

Post n°1184 pubblicato il 22 Novembre 2010 da review

Oggi la possibilità di fare del
sesso (non a pagamento) è facilmente
disponibile per chiunque ne abbia
desiderio.
Desiderio o bisogno inderogabile e incontrollabile?
Piacere sano o dipendenza malata e irrinunciabile, anche in presenza di
uno stabile rapporto di coppia,
naturalmente a prescindere dal
rapporto con il proprio partner, e da
soddisfare quando e dovunque se ne
presenti l'occasione?

 
 
 
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