"L’acqua non è una merce- ha commentato il presidente IdV Antonio Di Pietro - ma un bene dell’umanità e, pertanto, appartiene a tutti. Per questo, l’IdV vigilerà affinché la volontà popolare espressa attraverso il voto referendario sia rispettata pienamente. Non consentiremo a nessuno di calpestare la democrazia e di sacrificare gli interessi collettivi in nome delle lobby e dei potenti."
Anche il senatore Stefano Pedica, presente in piazza insieme ai militanti IdV, è intervenuto nel merito: “L’Italia dei Valori ha aderito alla manifestazione contro chi vuole, con alchimie da delinquenti, privatizzare l'acqua dopo che oltre 27 milioni di cittadini hanno detto no con un referendum popolare. Sono con il popolo dell'acqua, per difendere i beni comuni e per difendere la Costituzione, minata dal governo precedente e da quello attuale. Partecipo per difendere il lavoro e per far rispettare l'articolo 1 che il ministro Fornero ha modificato trasformando la parola lavoro in precariato. Ma l’impegno dell’Italia dei Valori – conclude Pedica – non si ferma qui. Giovedì abbiamo organizzato un sit-in. Metteremo sulle fontanelle un cartello con scritto quali politici vogliono privatizzare l'acqua a partire da quelli locali”.
Basta con questa storia dell'acqua!!!
E' bene che si sappiano i nomi di coloro che vogliono rendere privato l'uso dell'acqua in modo che, se pervicacemente, dovessero continuare a volere privatizzarsene l'uso noi gli daremo IL FUOCO invece dell'acqua!
Francoleober



Anch´io trovo assurdo obbligare uno di 60 e piu´anni a lavorare e
poi avere in mezzo alla strada ragazzi di 20 anni senza lavoro…
Forse bisognerebbe trovare un equilibrio e anche quella equita´
con cui si sciacqua la bocca molto spesso il nostro presidente del
consiglio.
C´e´gente che anacronisticamente ha pensioni d´oro e altri che
magari hanno lavorato e prodotto di piu´hanno pensioni da fame
solo perche´sono nati qualche anno dopo.
E a tutt´oggi i politici ancora godono di privilegi.
A quando l´equita´?
Quando si ridimensioneranno le pensioni dei privilegiati e si
manderanno in pensione quelli che hanno ampiamente maturato
il diritto, creando posti di lavoro?
Invece di sprecare fiato a convincere la Merkel a fare elemosine,
il nostro Monti che si ritiene tanto orgoglioso, forse farebbe meglio
a rivedere il bilancio dello Stato, tagliando i moltissimi sprechi e
investendo i soldi dove c´e´piu´bisogno, senza la necessita´di
inventare nuove tasse e deprimere ulteriormente quella economia
che sono mesi che dichiara di voler far crescere.
E´possibile che un “professore” non capisca che se c´e´il
problema di un debito enorme la soluzione NON E´aumentarlo
facendo ulteriori debiti, ma cominciando a ridimensionare
le spese? Senza nuove tasse?
Anzi, in un periodo di recessione la misura primaria, quella per
la “vera crescita” e´proprio la riduzione delle tasse.
E non c´e´bisogno che lo stato “investa”, basta lasciare i soldi
agli italiani, sono sicura che questi investiranno e senza neppure
il bisogno di elargire “tangenti”
Sono perfettamente d'accordo. Da qui non si esce se non rimettendo l'EQUITA' al PRIMO POSTO per la risoluzione dei problemi del Paese.
Francoleober