Creato da mauriziocamagna il 24/05/2006

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BOWLING

Post n°248 pubblicato il 13 Novembre 2014 da mauriziocamagna
 

Avete mai giocato a Bowling? Io si, una volta.

Potrei scrivere in due righe com'è andata, ma come ben sapete io amo dilungarmi all'infinito quindi le due righe diventano due paginette abbondanti, quindi mettetevi comodi e buon divertimento.

Avevo una coppia d'amici che si dilettavano, una volta alla settimana, in partite a questo impegnativo gioco, buttare giù una serie di birilli lanciando una pesantissima palla.

Sono marito e moglie, e sono la testimonianza del detto "Dio li fa e poi li accoppia".

M'invitavano sempre a giocare con loro, ma declinavo sempre l'invito, li avevo visti giocare e m'infastidiva quell'abbracciarsi ad ogni birillo che abbattevano, il loro stato mieloso urtava la mia solitudine, non avevo una fidanzata, non avevo una trombamica, non avevo nessuno, in compenso in quel periodo mi perseguitava una massiccia dose di sfiga.

Una sera sono stato invitato a cena a casa loro, doveva essere una serata per pochi intimi e cosi fu.

Ci ritrovammo a cenare in quattro, insieme a noi c'era una ragazza sconosciuta.

Fatte le debite presentazioni, m'avventai su una tavola imbandita con tante prelibatezze, devo ammettere che la mia amica era una cuoca da dieci e lode.

La serata trascorse in modo piacevole, l'amica che mi era stata presentata presentava un fisico all'altezza della cucina e in più gli risultai simpatico.

Al termine, ora di ripartire verso casa, sul paese era calato un nebbione di quelli che si tagliano con il coltello.

La ragazza di nuova conoscenza, Giovanna,  espresse il suo disappunto, doveva fare 30 chilometri per tornare a casa, io dovevo muovermi per 20 nella direzione opposta, ma siccome sono un gentiluomo proposi di farle da guida sino al suo paese, io davanti con la mia vettura e lei dietro.

Salutati gli amici comuni ci siamo avviati verso l'ignoto in mezzo alla nebbia.

Per fare quei venti chilometri impiegai mezz'ora, per tornare a casa mia ci vollero sessanta minuti, maledicendo il momento che avevo rifiutato i fari antinebbia con l'acquisto della vettura che mi portava a spasso.

La nota positiva è che Giovanna accettò di rivedermi la settimana successiva, io e lei soli senza amici comuni.

Insomma tutta quella strada in mezzo alla fitta nebbia aveva dato un risultato insperato, i miracoli possono accadere.

La settimana dopo andai a prenderla al paesello.

Classica serata conoscitiva, chiacchiere e gelato con panna.

Lei mandava dei chiari segnali d'interessamento, io li coglievo aspettando l'attimo propizio.

Sotto casa, nel riaccompagnarla, scatto il primo bacio sotto uno stellato cielo d'autunno inoltrato.

Passano un paio di giorni e ci siamo rivisti, ci raccontiamo qualcosa in più delle nostre vite, ma nulla di più, al momento di riaccompagnarla a casa prendiamo una stradina di campagna, e li furono baci seguiti dalle carezze.

La nostra storia romantica continuò, ci vedevamo un paio di volte alla settimana, e alla fine della serata le ruote della mia macchina prendeva sempre la strada di campagna.

Dopo i baci e le carezze si alzò il tiro e non solo quello, lei si dimostrò un'abile manipolatrice.

Dopo due mesi eravamo fermi al palo, lei manipolava e basta, belle serate, la ragazza era bella e spiritosa ma non si spingeva oltre.

Una sera squilla il telefono, Giovanna mi dice che i nostri amici in comune ci hanno invitato a giocare a bowling con loro, l'incontro è per  l'indomani.

Una partita a bowling non si rifiuta mai specialmente se in squadra hai una prosperosa compagna.

La sera stabilita siamo in pista, la prima partita giochiamo uomini contro donne, ma non c'è gara, loro ci strapazzano e il merito è tutto mio, sembra facile buttare giù quei maledetti birilli.

Facciamo una seconda partita e stavolta cambiamo squadra, giochiamo misti, marito e moglie contro di me e Giovanna.

La partita inizia, tirano i coniugi per primi e i birilli cadono tutti, loro si abbracciano e si baciano, noi stiamo a guardare.

Il mio tiro finisce troppo di lato, neanche un birillo, quello della mia compagna uguale, si preannuncia la disfatta.

Tirano nuovamente i nostri avversari, nuovamente i birilli cadono tutti.

Ci riproviamo noi, e finisce come il primo tiro, a vuoto.

Al terzo tiro Giovanna riesce ad abbattere un paio di birilli, io non sono da meno, il vento sta cambiando, stiamo entrando in partita.

Ci stanno stracciando comunque, e ogni volta che abbattono tutti i birilli si baciano e si abbracciano.

Tira Giovanna, questa volta la palla rimane in mezzo pista, la palla gira, gira, gira e colpisce i birilli al centro, Strike, cadono tutti, lei si gira e come fanno i nostri avversari mi abbraccia e mi bacia, appoggiando le sue poderose tette al mio petto.

Sotto il mio petto batte un cuore, e più sotto ancora batte qualcosa d'altro, diciamo che dopo quell'abbraccio c'è stato un rimescolamento di organi e non capivo più da che parte arrivavano le pulsazioni e le pulsioni.

La partita continua, anch'io riesco ad ammazzare tutti i birilli, vengo debitamente premiato con un "lingua in bocca" vorticoso.

Nonostante i nostri progressi veniamo sconfitti, pazienza.

Siamo pronti per tornare a casa, la coppia dei nostri amici ci salutano,  ripartiamo in direzione opposta.

Solita stradina ma questa volta, per colpa del Bowling, Giovanna ha male il polso, peccato perché c'era un birillo rimasto in piedi e io desideravo ardentemente il suo abbattimento.

Come dicevo prima i miracoli accadono, quella sera niente manipolazione, non mi dilungo nei particolari ma sappiate che ho fatto Strike, ed è stato un piacevole strike.

Io amo il bowling ma quella è stata la prima e ultima volta che ho giocato, però con Giovanna ci siamo rivisti, non è detto che un pessimo giocatore di Bowling sia anche un pessimo amante, a volte le ciambelle escono anche con il buco.

 
 
 
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