Community
 
zoppeangelo
   
 
Creato da zoppeangelo il 25/03/2011

L'INTERNAZIONALISTA

sinistra comunista

CONTATTA L'AUTORE

Nickname: zoppeangelo
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Etą: 62
Prov: PV
 

AREA PERSONALE

 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ULTIME VISITE AL BLOG

bizzina61nessunrimorso2013RavvedutiIn2zoppeangeloanna2010dgl0tftfyftyfbelieve45piccolacris3visitatore_anonimusVerinosigypopAMELL.SalicudSEMPLICE.E.DOLCE
 
 
Citazioni nei Blog Amici: 9
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Maggio 2013 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31    
 
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

 

HOLLANDE UN SOCIAL LIBERALE (QUASI) DICHIARATO

Post n°351 pubblicato il 17 Maggio 2013 da zoppeangelo

Francia, politica interna, economia

Libération 130517

Hollande, un social liberale (quasi) dichiarato

- Il presidente francese Hollande ha confermato la linea di politica economica social-liberale già mostrata a fine 2012:
o annunciato per le imprese un credito di imposta di €20MD per competitività e impiego (Cice);[1]
o ribadito l'impegno della Francia alla "serietà di bilancio", con riduzione della spesa pubblica, anziché aumento imposte, come nel precedente quinquennio;
o snellimento procedure burocratiche (choc semplificativo);
o per diversi ambiti varrà per l'Amministrazione il silenzio=assenso e non viceversa.
o annunciato un generico prolungamento dell'età pensionabile, con condanna delle "ineguaglianze tra regimi", preludio questo ad un allineamento di tutti i regimi a quello generale?
o Lo Stato mantiene la sua missione di "stratega dell'economia", ad es. con un piano di investimenti in settori d'avanguardia, che sarà presentato a giugno;
o rimane il sussidio di disoccupazione; le condizioni di accesso agli "impieghi futuri"[2] e ai "contratti di generazione"[3] saranno più flessibili.
- Sulla UE: è imprescindibile il duo Parigi-Berlino;
o l'integrazione europea è al di sopra degli orientamenti politici nazionali; il rischio per l'Europa è che le scelte nazionali vengano prima dell'interesse europeo.
- Force Ouvrière critica l'"assenza di riferimento al potere d'acquisto, motore dell'attività economica".
Le PMI lamentano la mancanza di un preciso impegno a nuovi prelievi e alla riduzione della spesa pubblica.

Faz 130516

Nonno di Francia, svegliati!
Michaela Wiegel

- Dopo che il suo partito socialista aveva criticato la Merkel di "intransigenza egoista", Hollande cerca di profilarsi con una "offensiva europea", parlando di indispensabilità del duo franco-tedesco:
o anche la Francia è decisa ad una Unione politica più approfondita;
entro due anni la UE tramite un governo economico europeo dovrà armonizzare le la legislazione fiscale e sociale e tributaria.
o Ha parlato di un governo economico europeo (con un suo presidente che si occupi solo di economia) che si riunisca mensilmente, di una unione per l'energia che coordini il passaggio a fonti energetiche sostenibile nella UE, senza affrontare la questione del nucleare francese.

[1] Il CICE si pone l'obiettivo di finanziare il miglioramento della competitività delle imprese con sforzi di investimento, ricerca, innovazione, formazione, reclutamento, ricerca di nuovi mercati, transizione ecologica ed energetica e ricostituzione dei loro fondi di gestione. Accessibile a tutte le imprese francesi, consente un risparmio sostanziale di imposta, equivalente per il 2013 al 4% della massa salariale, esclusi i salari superiori a 2,5 volte lo SMIC (Salaire Minimum Interprofessionnel de Croissance, Salario minimo intercategoriale di crescita, fissato per il 2012 a €9,40 lordi all'ora); dal 2014 sarà il 6%. (dal Portale Economia e Finanze del Gov. francese).
[2] L'«impiego futuro» è un contratto di durata indeterminata a determinata di 3 anni sovvenzionato dallo Stato al 75% dello SMIC nel settore non commerciale e del 35% nel settore commercial, volto in particolare ai giovani non diplomati. Concepito anzitutto per le comunità locali e le associazioni, è aperto anche alle imprese. É stato introdotto nel 2012 dal governo Ayrault.
[3] Il "contratto di generazione" consente alle imprese con meno di 300 salariati (pari al 99,5% del totale delle imprese francesi, che occupano il 56% dei salariati totali) di avere un premio (€4000/anno per 3 anni) per l'assunzione di un giovane (meno di 26 anni), se si impegna a non licenziare un lavoratore anziano (oltre i 57). (Cit)
[R+T]

 

 
 
 

La Turchia, dopo gli attacchi (di Reyhanli), fornirą armi alla Siria?

Post n°350 pubblicato il 15 Maggio 2013 da zoppeangelo

Mo, Siria, Turchia, Germania

Faz 130513
La Turchia, dopo gli attacchi (di Reyhanli), fornirà armi alla Siria?

Michael Martens, Istanbul

- Ankara ammette che l'abbattimento di Assad non significherà la fine della guerra;

o il comandante di gruppi di franchi tiratori di Aleppo sarebbe ormai finita la guerra contro Assad;

o la vera guerra in Siria sarà poi contro l'Iran e Hezbollah;

- Ora Assad può solo tentare di rafforzare la sua roccaforte sulla costa contro i sunniti:

o sarebbe in corso una pulizia etnica contro i sunniti nelle città costiere.

- Non è dato sapere come può essere posto fine alla guerra in Siria:

o la Turchia non intende farsi coinvolgere in una guerra per procura contro l'Iran, in un paese come la Siria con cui ha il confine più lungo, per lo meno senza il forte appoggio della Nato. Questo restringe le opzioni turche.

- Se dovesse intervenire militarmente, la Turchia non avrebbe la forza politica e militare sufficiente per imporre una soluzione pacifica,

- anche perché, al di là della maggioranza sunnita, oltre i seguaci di Assad anche altre etnie moderate non accoglierebbero volentieri le truppe turche:

o ad Aleppo vivono, ad es., circa 40 000 armeni.

- In Turchia è in corso un dibattito su come rispondere all'attacco a Reyhanli, il più pesante finora contro la Turchia, sferrato presumibilmente da Damasco:

o aumentano i favorevoli ad armare contro Assad quelle che ad inizio del conflitto si presentavano come "forze moderate", e poi radicalizzate.

- Gruppi estremisti stanno ottenendo risultati nella lotta contro Assad, e ne traggono rispetto e seguito;

- con il prolungarsi degli scontri aumentano i gruppi di cittadini armati,

o uniti solo perché lottano contro Assad.

o Il "Libero Esercito siriano" è solo una sigla dietro cui ci sono numerose formazioni armate, a volte solo di una valle, di una tribù, di alcuni villaggi.

o Nessuno conosce forza e obiettivi di questi vari raggruppamenti.

o La linea ufficiale fissata da Erdogan l'anno scorso (fornire generi alimentari, vestiti e farmaci, niente armi)

o non è stata di fatto rispettata già nel 2012, i servizi segreti MIT fornivano armi ai ribelli anti-Assad; si tratterebbe di armi leggere, secondo i guerriglieri del Nord Siria, non decisive per l'andamento degli scontri.

o Finora la Turchia ha esitato a fornire missili anti-aerei, per timore cadano nelle mani dei curdi siriani, contro i quali potrebbe a breve lanciare attacchi aerei, per evitare

o (con tutti i mezzi, come più volte ribadito da Erdogan) che si crei un secondo pseudo Stato curdo nella parte del Nord Siria a maggioranza curda, controllata da mesi dal Partito dell'Unione Democratica (PYD) curdo, stretto alleato (secondo Ankara agli ordini) del PKK.

- Viceversa il PKK, che negli ultimi decenni ha avuto un forte sostegno militare da Siria, Irak e Iran, non ha mai ottenuto armi anti-aeree,

- o perché Damasco, Baghdad e Tehran volevano evitare che cadessero nelle mani delle proprie minoranze curde.

------------------------

Gfp 130514
Ponti nel mondo islamico

- Come previsto dal programma di politica estera del 2002, elaborato dal governo del partito AKP del primo ministro Erdogan (Adalet ve Kalkınma Partisi), sfruttando le reti islamiche vicine alle nuove frazioni islamiche al potere, la Turchia ha rapidamente acquisito una crescente influenza nei vicini paesi arabo-islamici e nei paesi islamici europei (Bosnia-Herzegovina), in Nord Africa e Medio Oriente, e Asia, definito "neo-ottomanesimo",

o influenza accompagnata da una crescente attività economica nei paesi arabo-islamici

o 2007-2012 l'export turco verso Nord Africa e MO è salito dal 18% al 34% del totale).

o Secondo gli economisti nel 2050 la Turchia potrebbe essere una della 10 maggiori potenze economiche del mondo, (il suo PIL +9,2% nel 2010 e +8,8% nel 2011, +2,2% nel 2012).

 

- Anche per la crisi dell'euro, si indeboliscono invece le sue relazioni economiche con la UE: nel 2007 il 57% del suo export andava nell'area euro, nel 2012 solo il 40%).

o Solo la Germania mantiene la propria posizione di maggior partner economico complessivo della Turchia (dal 1980, con quasi $8,9 MD (anno?) è il maggior investitore estero, oltre che il suo maggior partner commerciale).

- La Germania sta avviando un "dialogo strategico" con la Turchia, nel tentativo di assicurarsi un'influenza politica stabile su Ankara, anche pensando alla guerra in Siria:

o i media turchi vicini al governo parlano di sgretolamento della Siria e di un nuovo assetto territoriale del MO.

- La guerra in Siria ha bloccato le possibilità delle società turche di fare affari redditizi ma anche di utilizzare il paese per la loro espansione verso la penisola araba,

o per cui Ankara ha maggiore interesse di altri paesi a porre fine alla guerra, se occorre anche militarmente.

o I confini della Turchia potrebbero presto cambiare: è pensabile che la popolazione di lingua curda di Siria e Irak, dopo il previsto crollo dei rispettivi Stati, diventi la base di una "nuova Turchia" a carattere federale.

o Non è neppure da escludere che si possano riunire le regioni sunnite di Siria e Irak a creare un secondo Stato.

o Dopo il fallimento del tentativo fallito di stabilizzare il regime Assad, dall'agosto 2011 si punta sulla presa del potere da parte dei ribelli, cu cui cooperano tedeschi e turchi.

 

 
 
 

VECCHI E NUOVI BIGOTTI DEL CRETINISMO PARLAMENTARE

Post n°349 pubblicato il 13 Maggio 2013 da zoppeangelo

Chi decide sulle cose che contano????? Da un pezzo la UE ha cambiato le regole del gioco.Competenze cruciali sono passate ai poteri europei, ciò che resta dei poteri nazionali si è europeizzato , cioè decide in relazione con le istituzioni UE .E' in quel circuito che pesano le grandi concentrazioni dell'industria e della finanza ,siano tedesche,francesi, italiane o quant'altro .Le questioni della moneta sono materia della BCE ; il fisco e le leggi di bilancio passano al vaglio della Commissione e dell'Ecofin ; commercio estero e concorrenza sono competenza dei commissari europei .
In Italia nell'insufficienza politica che si trascina ,il paradosso dello squilibrio è che il parlamento è divenuto ancora più IRRILEVANTE ,EPPURE RACCOGLIE ANCORA ATTENZIONI PIU' OSSESSIVE . Più il centro delle decisioni reali appare sfuggente e remoto ,racchiuso nella relazione tra i governi e le tecnocrazie di Bruxelles e Francoforte , più si concentra in un parlamento impotente LA RETORICA DELLA SOVRANITA' DA DIFENDERE , E DELLA SOCIETA' CIVILE DA RAPPRESENTARE .Nella rincorsa di commissioni , mozioni, sotterfugi d'aula e puntiglio da regolamenti, il teatrino romano si conferma il proverbiale mulino di chiacchiere .Popolato da vecchi e nuovi bigotti del cretinismo parlamentare .

Paolo Rivetti
(lotta comunista numero 512 .pag.16)

 


"Oramai le istituzioni sono decadute al punto che se fossero sospese non e ne accorgerebbe nessuno ,in una situazioni del genere la competenza minima necessaria te la fai immediatamente .Tanto decidono il governo e Bruxelles .......Se un uomo intelligente e cinico come Mario Draghi dice all'Europa di non preoccuparsi che tanto innestiamo il pilota automatico , bè qualcosa vorrà dire "

Fausto Bertinotti , La Stampa 21 marzo 203

 

Ancora ricordo l'incontro che feci in Transatlantico con Giorgio Amendola.Mi accolse con affetto ci conoscevamo bene fin dai tempi dei convegni organizzati dal Mondo.Mi diede il benvenuto , " cè bisogno di facce nuove " mi disse e aggiunse " resterai deluso , perchè qui noi costruiamo castelli di sabbia ,neppure bagnata "

(elezioni politiche 1968 Scalfari eletto deputato incontra Amendola)

Eugenio Scalfari 17 marzo 2013

 

 
 
 

Genova, una nave abbatte la torre piloti 7 morti .

Post n°348 pubblicato il 08 Maggio 2013 da zoppeangelo


Terribile incidente in porto. Un gigante di 250 metri urta la torre durante il cambio turno. Almeno 7 morti, due dispersi e diversi feriti gravi.

In questi giorni si sono spese molte parole e atti di solidarietà in favore al carabiniere ferito gravemente a Roma ,giustissimo , mass-media e oppinione pubblica si sono spesi per la raccolta di fondi per sostenere la figlia e il milite ferito ,grandi interviste televisive su tutti i canali televisivi e fiumi di inchiostro sui quotidiani .

Nelle stesse ore un carabiniere veniva ucciso in una gioielleria durante una rapina ,domanda come mai i mass media non hanno dato risalto e assistenza alla famiglia del milite ucciso , come per il fatto di Roma ????????
Esistono forse carabinieri di serie A e serie B , no esiste solo la paura di disordini di piazza per una crisi economica assai grave , e quindi sbattiamo il cattivo in prima pagina e portiamo all'esaltazione la povera vittima .

Ritornando sul grave incidente genovese mi pongo una seconda domanda ,le istituzioni i giornali i sindacati spenderanno mille parole certamente su questo grave incidente ,ma i mass media arriveranno ad esprime una solidarietà ( e fondi ) per i lavoratori genovesi nello stesso modo con cui si sono adoperati per il carabiniere di Roma ??????????????????????

 

 
 
 

Centinaia di migliaia gli schiavi in Europa

Post n°345 pubblicato il 05 Maggio 2013 da zoppeangelo

Centinaia di migliaia gli schiavi in Europa
Seimila accertati in Italia. La maggior parte provengono dalla Romania, Bulgaria, Cina, Estremo oriente e Africa
Prime vittime le donne

Nei 27 stati dell'Unione europea (Ue), tra il 2008 e il 2010, sono state identificate 23.632 vittime della tratta di esseri umani, di persone che vengono sistematicamente private della propria libertà e costrette a lavorare senza compenso, a mendicare per altri o a prostituirsi. Sono solo i casi accertati che rappresenterebbero solo una minima parte di quelli reali. Sono persone che vengono comprate e vendute nel fiorente mercato clandestino che garantisce lauti guadagni alle organizzazioni criminali e che cresce in parallelo con la crisi economica che colpisce i lavoratori e le masse popolari del continente. In altre parole nella progredita Europa esiste ancora la schiavitù.
La schiavitù dei nostri tempi è il titolo del rapporto Eurostat, il rapporto diffuso il 15 aprile dagli uffici della commissaria Ue agli Affari interni Cecilia Malström che ha denunciato il dato e delineato una situazione tremenda.
Secondo gli osservatori del comitato permanente sul trafficking, il traffico di esseri umani, istituito a Bruxelles presso la Commissione, si può ritenere credibile che il numero di persone ridotte in schiavitù siano parecchie centinaia di migliaia in tutta l'Unione. Mentre i soli casi accertati sono in costante crescita, dai 6.309 nel 2008 ai 7795 nel 2009 fino ai 9.528 nel 2010, con un incremento complessivo del 18%. A fronte di questo aumento si registra al contrario una diminuzione del 13% del numero delle incriminazioni dei responsabili dei traffici illegali, sempre nei tre anni presi in esame. In altre parole i moderni mercanti di schiavi agiscono senza intoppi da parte dei governi europei, stabiliscono sempre più fitti rapporti di affari con la criminalità organizzata e possono consolidare un fatturato stimabile nell'ordine di molti milioni di euro.
Il rapporto denuncia che le prime vittime del meccanismo della schiavitù sono le donne, ben il 68% delle quasi 24 mila ufficiali, il 17% uomini, il 12% ragazze e il 3% ragazzi.
La maggioranza delle vittime identificate sono state costrette alla prostituzione o alla schiavitù sessuale, il 62%, il lavoro nero coatto è al secondo posto col 25% dei casi; seguono in percentuali minori altre forme di sfruttamento schiavistico come la compravendita di bambini da impiegare come mendicanti o per l'orribile pratica del prelievo di organi. La maggior parte delle vittime identificate nei paesi dell'Unione europea provengono dalla Romania e dalla Bulgaria e sono prevalentemente di etnìa rom; altre vittime del commercio di schiavi provengono da paesi extraeuropei come la Cina, i paesi del Sud-est asiatico o dai paesi africani, Nigeria in testa.
Il fenomeno non è certo nuovo e si può dire che la Ue, molto attenta e pronta a intervenire in aiuto quando a soffrire sono le grandi banche o a punire nei casi di non rispetto dei paesi membri dei parametri di bilancio, solo di recente ha mosso qualche passo contro il fenomeno della schiavitù. Solo dal 2011 esiste una direttiva della Commissione e del Consiglio europei che prescrive misure nazionali di prevenzione e repressione del traffico di esseri umani che dovevano essere riprese nelle legislazioni degli Stati entro lo scorso 6 aprile. Il termine è scaduto e soltanto sei paesi l'hanno adottata: Repubblica Ceca, Lettonia, Finlandia, Ungheria, Polonia e Svezia.
Il governo italiano lo ha fatto parzialmente inserendo nella legislazione solo il reato di "traffico di esseri umani". Tanto è bastato per scoprire che in Italia c'è stata una percentuale relativamente alta dei casi di schiavitù accertati, più di 6 mila sui 24 mila venuti alla luce in tutta l'Unione nei tre anni presi in considerazione.

2 maggio 2013   (dal sito del PMLI)

 
 
 
Successivi »