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Post n°361 pubblicato il 19 Giugno 2013 da zoppeangelo
L'elezione di Hassan Rouhani al primo turno, a sorpresa, con 18.613.329 voti, pari al 50,71% dei voti validi, ha suscitato commenti prudenti sulla stampa estera. Dal punto di vista della strategia elettorale la vittoria è stata favorita dal ritiro, l'11 giugno, di Ha votato il 72,2% degli aventi diritto (36.704.156 su 50 milioni e mezzo di elettori) Al contrario del 2009, le elezioni si sono svolte in un clima di passività; dopo la frustrazione di due anni di inutili manifestazioni, l'elettorato ha espresso un voto "pragmatico e senza illusioni", un voto "per il cibo e non per la libertà" (Economist 17 giu13). Le attese, secondo il Guardian (16giu 2013) sono modeste: sostanzialmente la liberazione degli 800 detenuti per reati di opinione, fra cui i capi del Movimento verde Hossein Mousavi e Mehdi Karroubi, ma anche giornalisti, avvocati, attivisti dei diritti umani, bloggers, femministe, cristiani ecc. Rouhani è un uomo dell'establishment, ha un pedigree rivoluzionario impeccabile (giovane studente raggiunse a Parigi Khomeini, dopo il 1979, in Iran si dedicò alla riorganizzazione dell'esercito, ha partecipato come comandante alla guerra contro l'Iraq, viene anche decorato), ha scalato i vertici dello stato passando da vari incarichi nel Ministero della Difesa al Consiglio supremo della sicurezza nazionale fino al 2005, quando è stato allontanato per volere di Ahmadinejad. Ma è stato incaricato dei negoziati con l'AIEA e Khamenei l'ha voluto nell'Assemblea degli Esperti. Ha buoni rapporti sia coi riformisti alla Khatami, che con i liberisti rampanti come Rafsanjani , ma anche con Khameini (è un chierico), coi Guardiani della rivoluzione (ha fatto la guerra contro l'Iraq) e la destra religiosa. Ha ricoperto numerosi incarichi militari e di intelligence; difficile quindi che metta in discussione il potere economico dei Guardiani e dell'Esercito. Il potere del presidente in Iran è limitato e comunque condizionato da un lato da Khameini dall'altro dal binomio Esercito/Guardiani della Rivoluzione che controllano le imprese militar/statali. La crisi morde in profondità gli strati più poveri: Qualcuno ricorda che nel 1988 per uscire dal pantano della guerra con l'Iraq fu nominato comandante in capo dell'esercito Rafsanjani, "l'uomo dei pistacchi", l'affarista, un pragmatico che guidò il paese fuori dalla guerra. Oggi viene scelto un altro pragmatico, mediatore fra le fazioni, per portare il paese fuori della crisi, con l'obiettivo di abbassare l'inflazione e la disoccupazione. Non a caso mentre la gente festeggiava nelle strade, la Borsa iraniana ha fatto un balzo in avanti. La ripresa economica passa anche dalla fine delle sanzioni imposte dagli Usa; ma la discussione sulle sanzioni e collegata allo sviluppo delle trattative sul nucleare iraniano. Rouhani ha già in passato (nel 2006 con un articolo per Time Magazine) proposto una maggiore trasparenza riguardo alle procedure di arricchimento dell'uranio e un più facile accesso per gli ispettori della IAEA . Allora il suo più stretto collaboratore Seyed Hossein Mousavian fu accusato di tradimento da Ahmadinejad e costretto a fuggire negli Usa. Oggi Rouhani ha ribadito che l'Iran non può rinunciare al nucleare. Ha però criticato la rigidità e l'aggressività verbale dell'attuale negoziatore scelto da Ahmadinejad, cioè Saeed Salili, anche lui in corsa per la presidenza. Rouhani ha commentato che l'Iran ha bisogno delle centrali nucleari, ma anche di garantire condizioni di vita decorose alla popolazione e di far funzionare le loro fabbriche. (AT 18 giu "Washington split on Rouhani victory in Iran") Al G8 in Irlanda , dopo un meeting bilaterale con Putin, Obama ha dichiarato "cauto ottimismo" sul nuovo corso iraniano. Una richiesta di totale chiusura verso l'Iran viene invece da Netanyahu e dalla destra repubblicana statunitense.
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Post n°359 pubblicato il 11 Giugno 2013 da zoppeangelo
ELEZIONI COMUNALI: di Anna Lami
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Post n°358 pubblicato il 10 Giugno 2013 da zoppeangelo
Asia Times 130605 La Turchia in subbuglio - Et tu, Gul? Allora cadi, Erdogan Ft 130605 Un'influente figura religiosa rimprovera Erdogan --------------- [1] Il movimento Gulen è uno dei più influenti del mondo islamico, è legato alle tradizioni mistiche del sufismo. Il movimento di Gulen ha sostenuto l'ascesa al potere del partito l'AKP (Justice and Development Party).
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Post n°356 pubblicato il 07 Giugno 2013 da zoppeangelo
Da fondazionenenni.wordpress.com
Quando Giacomo Matteotti inizia la sua vita politica fa una scelta che lo pone in contrasto con la sua classe. Era un ricco agrario che sposò la causa dei contadini, dei diseredati, animato dalla fede nella giustizia sociale e nel riscatto degli esclusi che da plebe affamata e stracciona trasforma attraverso l'organizzazione di leghe e la scolarizzazione, in cittadini coscienti dei loro diritti. E' tanto consapevole delle sue responsabilità da accettarne le conseguenze fino al sacrificio della vita. Non per nulla così rispose a chi esaltava il suo coraggio nell'opporsi al fascismo: " Ora preparate la mia orazione funebre". Ripeto, vorrei tanto che un simile esempio fosse ben presente ai giovani e a chi opera per la cosa pubblica. A nessuno si chiede il sacrificio della vita, ma onestà e coerenza, si.
fonte il Pane e le Rose |
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Post n°354 pubblicato il 04 Giugno 2013 da zoppeangelo
MO, Turchia, rivolte, militari, curdi Asia Times 130603 La base economica della "primavera turca" - Al 2 giugno decine di migliaia di oppositori al regime turco di Erdogan hanno il controllo del centro di Istanbul, e la polizia si è ritirata. La rabbia dei manifestanti è contro la strisciante dittatura di Erdogan, con la graduale imposizione della legge islamica, l'incarcerazione di centinaia di oppositori e l'acquisizione di un enorme potere economico in monopoli corrotti controllati dal partito di Erdogan. - L'economia turca si basa su esportazioni a bassa-media tecnologia in Europa, paesi arabi e paesi ex Urss.
Dopo #occupygezi - Il potere di Erdogan si corrode - Dopo le forti proteste del fine settimana, le maggiori viste da tempo in Turchia, Erdogan ha accusato forze straniere di aizzare le proteste. Proteste nelle città tedesche - Migliaia manifestano contro Erdogan Rotta la tregua - Il PKK e l'esercito turco combattono
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Inviato da: zoppeangelo
il 14/06/2013 alle 15:33
Inviato da: RavvedutiIn2
il 14/06/2013 alle 14:55
Inviato da: paperino61to
il 13/06/2013 alle 17:36
Inviato da: Kitam_Worth
il 13/06/2013 alle 16:29
Inviato da: zoppeangelo
il 13/06/2013 alle 16:05