Community
 
zoppeangelo
   
 
Creato da zoppeangelo il 25/03/2011

L'INTERNAZIONALISTA

sinistra comunista

CONTATTA L'AUTORE

Nickname: zoppeangelo
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Etą: 63
Prov: PV
 

AREA PERSONALE

 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ULTIME VISITE AL BLOG

luigi_siRavvedutiIn2BertRouggabriellilucagiocom1960zoppeangeloLord.Expansion.Drakegtibetclaudioz3cile54paperino61tocherobacontessaigypopDJ_PonhziFanny_Wilmot
 
 
Citazioni nei Blog Amici: 13
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Aprile 2014 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30        
 
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

 

N.2 /2014 PROGRAMMA COMUNISTA

Post n°441 pubblicato il 17 Aprile 2014 da zoppeangelo

 

E' uscito il n.2/2014 de "il programma comunista"

 

 

 

Consultate il nostro sito: www.partitocomunistainternazionale.org

 

 

 

 

 

 
 
 

Interrogarsi sul 12 Aprile

Post n°440 pubblicato il 17 Aprile 2014 da zoppeangelo

una sintesi sugli avvenimenti del 12 Aprile a Roma


Le immagini della feroce repressione di cui Polizia e Carabinieri sono stati autori in Piazza Barberini continuano a distanza di giorni a rimbalzare tra organi di stampa borghesi, blog e social network. La tonnara di Piazza Barberini consegna al movimento decine e decine di feriti e gli arresti di diversi compagni, a cui va tutta la nostra solidarietà. La mobilitazione per la scarcerazione di Lorenzo, Matteo, Simon e Ugo deve essere fin da subito forte e decisa.

Interrogarsi sul come è venuta a maturare la giornata del 12 Aprile e le stesse condizioni della repressione di Piazza Barberini è però il punto centrale da cui partire.

Il primo dato da osservare è che, in netta controtendenza con le giornate del 18-19 Ottobre, la partecipazione mobilitazione è stata molto bassa, con cifre che oscillano tra i 10.000 e i 20.000. Se le giornate di Ottobre, che pure erano nate intorno alla questione abitativa, avevano avuto la capacità di coagulare intorno a se alcuni settori delle avanguardie di classe e quindi di richiamare anche altri obbiettivi, altre parole d'ordine che non fossero esclusivamente quelle vertenziali della casa e del generico riferimento al reddito, per il 12 Aprile non è stato così.
Appiattire sul piano vertenziale della questione abitativa romana una mobilitazione che invece aveva bisogno di allargarsi ad altri obbiettivi, ad un altro piano di progetto politico, ha avuto come conseguenza la diserzione della massa dalla piazza.

La piazza del 12 ci consegna in negativo molte preziose lezioni, a partire dalla gestione delle dinamiche di piazza, ma passando anche per una più profonda analisi di come si devono far partire certe dinamiche, che non possono più essere pratiche di rappresentazione dello scontro, non si può più "giocare alla guerra", non si può più continuare a delegittimare le parole stesse, chiamando alla sollevazione, all'assedio, alla presa dei palazzi, quando le condizioni materiali e numeriche dicono l'esatto contrario.

La stessa autorappresentazione di certi settori del corteo e del movimento antagonista come i veri duri e puri, mentre tutti gli altri sarebbero illusi o illusionisti, riformisti o istituzionalisti, si declina sostanzialmente nello scontro fine a se stesso voluto e cercato con Polizia e Carabinieri. Con l'amara sorpresa, stavolta rispetto al 18-19, che le forze del disordine, forti anche della nostra esiguità numerica e dell'autoisolamento in cui si è venuta a costruire la giornata del 12, hanno reagito con più forza, sbaragliando la piazza in una manciata di minuti, distribuendo manganellate e facendo anche diversi arresti.

Su un altro versante, la costruzione del 12 Aprile ci conferma che non esiste mobilitazione di massa senza la massa. Questa tautologia ci serve a comprendere come non si possano lanciare cortei solo attraverso proclami e intorno a vertenze che stentano ad avere una dimensione nazionale anche solo all'interno della loro dinamica specifica.
Certo l'assenza dalla piazza del movimento operaio organizzato è uno dei fattori della riuscita minoritaria del corteo, ma non è l'unico: il corteo non ha avuto appeal nemmeno tra gli studenti e in ambienti di sinistre confuse.

Il lavoro per la costruzione di una vertenza generale del mondo del lavoro è la strada maestra per ricostruire una mobilitazione che abbia una vera caratterizzazione di massa e che porti con sè quindi anche un progetto politico chiaro, fuori dal vertenzialismo e dal localismo e all'interno di una piu' generale opposizione al sistema capitalista e di un programma rivoluzionario di sua rottura e di suo superamento.

Questo lavoro ha come elemento cardine la costruzione del partito rivoluzionario, non c'è unificazione delle vertenze, non c'è progetto rivoluzionario che possa passare al di fuori della costruzione del partito.
Lo spontaneismo vive di stagioni, che possono essere floride come no, superare il movimentismo fine a se stesso è un compito quanto mai urgente, dato il livello di organizzazione dell'avversario.
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

 

 
 
 

LOTTE OPERAIE IN CINA

Post n°439 pubblicato il 16 Aprile 2014 da zoppeangelo

China Labour Bulletin 140410

Forte crescita delle proteste operaie dopo il capodanno lunare

Dal capodanno lunare, primi di febbraio, sono aumentati gli scioperi e le proteste operaie; registrati 119 casi nel solo marzo.

202 le lotte nel primo trimestre 2014, +31% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

- I servizi dei media cinesi si sono concentrati su vari importanti conflitti con multinazionali come Walmart e IBM, ma il movimento operaio continua ad avere un'ampia base, con proteste in un ampio arco di settori in tutta la Cina.

- Il manifatturiero continua ad essere il settore principale dei conflitti di lavoro, con il 35% di tutti gli scioperi e proteste nel primo trimestre 2014.

- Circa un terzo dei conflitti riguardano arretrati, e ¼ rivendica risarcimenti, il che fa pensare che molte fabbriche stanno ancora chiudendo o spostandosi senza riconoscere un adeguato trattamento di fine rapporto ai lavoratori.

- Relativamente rari gli scioperi per aumenti salariali, meno del 10% nel primo trimestre.

- 54 scioperi nei trasporti, fatti da autisti di taxi e bus, circa il 26% del totale;

- Gli scioperi nel manifatturiero sono concentrati nelle provincie costiere del S-E; il 55% di tutti gli scioperi di fabbrica del primo trimestre 2014 sono stati nel Guandong.

- Quelli dei trasporti e servizi sono distribuiti più egualmente su tutta la Cina.

- Dai dati si rileva che all'aumento dell'attivismo operaio le autorità locali hanno risposto con maggiore forza, con un molto maggior intervento poliziesco ed arresti.

- Nel primo trimestre 2014 la polizia è stata presente nel 45% delle lotte, contro l'11% dello stesso periodo 2013; gli arresti temporanei sono aumentati dal 3% del 2013 al 18% quest'anno.

------------------------

China Labour Bulletin 140220

Alla ricerca di un sindacato: il movimento operaio in Cina nel 2011-13

Negli ultimi anni i lavoratori cinesi hanno dimostrato di essere una forza collettiva forte, unificata e sempre più attiva hanno dimostrato la volontà e la capacità di opporsi agli abusi e all'arroganza dei dirigenti e di rivendicare migliori salari e condizioni di lavoro.

- Manca però ancora una vera organizzazione sindacale in grado di mantenere la solidarietà, contrattare direttamente con i capi e proteggere dalle rappresaglie i dirigenti operai.

- I lavoratori si rivolgono quindi a gruppi per i diritti del lavoro che li consiglino e sostengano le loro lotte, e al contempo fanno pressione sui sindacati ufficiali per farli cambiare.

- Il Bollettino ha registrato 1 171 scioperi e proteste operaie da metà 2011 alla fine del 2013, il 40% nel manifatturiero colpito dalla crisi globale e dal calo del ritmo di sviluppo economico della Cina.

- I salariati cinesi delle fabbriche hanno organizzato proteste contro salari o straordinari non pagati, tagli di bonus e benefici, rifiuto di pagare la previdenza sociale; ma anche per aumenti salariali, salari uguali per lavoro uguale, e contratti di lavoro adeguati.

- fuori dalle fabbriche, nei trasporti hanno scioperato per alti costi, regolamenti eccessivi e competizione iniqua; gli insegnanti per arretrati salariali, salari bassi e tentativi del governo di introdurre un sistema salariale legato alla produttività nelle scuole; i netturbini, tra i peggio retribuiti in Cina, hanno fatto numerosi scioperi e proteste a Guangzhou e hanno ottenuto un aumento.

- La polizia è intervenuta in circa il 20% delle proteste registrate e a volte ci sono stati scontri e arresti.

--------------------------

China Labour Bulletin 140403

Con la stagnazione della produzione diminuiscono gli incidenti nelle miniere di carbone in Cina

- Secondo i dati dell'Ente Statale cinese per la sicurezza sul lavoro (SAWS) nel 2013 gli incidenti e le vittime nelle miniere di carbone sono diminuiti del 24% rispetto al 2012 - per un totale di 598 incidenti e 1 049 vittime,

- non perché le miniere sono più sicure ma perché stanno rallentando produzione e consumo di carbone, e di conseguenza cala la pressione sui minatori, e vengono più facilmente rispettate le norme di sicurezza; la situazione dello sfruttamento e della sicurezza degli operai si rovescia se tornano a la domanda di carbone, i prezzi e possibilità di veloci profitti, aumentano ritmi, orari di lavoro, si aprono nuove miniere senza i controlli di sicurezza, o anche vecchie miniere abbandonate perché rendevano poco o quelle chiuse per violazione della sicurezza ...

- Non sembra che sia fondamentalmente modificato l'approccio centrato sul profitto da parte delle compagnie minerarie dopo la tragedia di Hegang 5 anni fa, con 108 vittime, per sete di profitto la direzione non ha evacuato la miniera dopo il rilevamento del gas, meccanismi e procedure di sicurezza erano stati chiusi o abbandonati.

- Poi ancora, 28 marzo 2010, 38 vittime nella miniera di Wangjialing;

- 14 dic. 2014, 22 minatori morti nella miniera di Baiyanggou nello Xinjiang, chiusa a giugno per violazione delle norme di sicurezza, e riaperta prima venisse messa a norma.

- Nella Mongolia interna, molte delle piccole miniere private hanno già chiuso.

- Nel 2012 in Cina sono stati registrati 15 grandi incidenti nelle miniere di carbone, scesi nel 2013 a 11; nessun incidente per quest'anno.

- In realtà anche quest'anno ci sono stati incidenti, solo la scorsa settimana (fine marzo 2014) 4 le vittime e 4 i feriti per un'esplosione di gas in una miniera della provincia S-O dello Yunnan.

- Il modo più efficace per promuovere la sicurezza nelle miniere è che i lavoratori, coloro che più hanno da perdere o da guadagnare, con le loro organizzazioni sindacali siano parte integrante del processo per la sicurezza, e che possano chieder l'arresto della produzione a fronte di un pericolo.

-------------------------

China Labour Bulletin 140414

Oltre diecimila lavoratori scendono in sciopero nella grande fabbrica di calzature di Dongguan

- Lunedì 14 aprile, sono scesi in sciopero almeno 10mila lavoratori delle industrie calzaturiere di Donnguan, proprietà di Yue Yuen Industrial, in protesta contro il mancato pagamento dal 2006 dei contributi sociali e per il fondo abitazioni dei suoi 70mila dipendenti. Si calcola che la società debba almeno 1 miliardo di yuan ai lavoratori.

- La protesta è continuata martedì con 40 000 scioperanti, e diverse migliaia hanno partecipato al corteo attraverso la città.

- Centinaia di poliziotti armati di manganelli hanno attaccato la manifestazione pacifica dei lavoratori e fermato una decina di loro che portavano gli striscioni, due di essi sono donne; quattro i lavoratori feriti.

- La protesta era scoppiata il 5 aprile, centinaia di lavoratori avevano bloccato un ponte. La proprietà si rifiuta di pagare gli arretrati per previdenza e fondo case e si è detta disposta solo a firmare nuovi contratti con tutti i suoi dipendenti il 1° maggio.

- Il gruppo Yue Yuen da alcuni anni starebbe spostando la produzione da Dongguan alle province interne e in Vietnam e Indonesia.

 

le traduzioni dal China Labour Bulletin sono di Pagine Marxiste

 

 
 
 

Sollevazione filo-russa – Molto pericolosa la situazione in Est Ucraina

Post n°438 pubblicato il 14 Aprile 2014 da zoppeangelo

Der Spiegel 140414

Sollevazione filo-russa - Molto pericolosa la situazione in Est Ucraina

- La rivolta filo-russa, con la richiesta di secessione da Kiev, ribolle soprattutto nelle città dell'estremo est dell'Ucraina, Donetz e Luhank, nel bacino del Donbass, dove l'economia è più forte ed è caratterizzata dall'industria del carbone e dell'acciaio. Se la situazione si aggrava il governo di Kiev non potrà evitare un contrattacco, con il rischio di una guerra civile. Nello scorso weekend a Slaviansk sono già morte diverse persone.

Secondo Spiegel:

- L'obiettivo della Russia potrebbe essere l'integrazione del bacino industriale del Donbass, tradizionamente già legato dal punto di vista economico alla Russia. Gli esperti ritengono che la Russia non è però disposta a pagarne i costi:

- un lungo conflitto militare aperto, e gravi contrasti con l'Occidente, comprese pesanti sanzioni.

- Probabilmente Mosca cerca di destabilizzare la situazione nell'Est Ucraina, il che aprirebbe maggiori possibilità per una soluzione federale, e di legare maggiormente la regione alla Russia.

- Il governo provvisorio di Kiev: l'ultimatum che ha lanciato ai separatisti dell'Est, accusati di terrorismo, non ha sortito effetto alcuno.

- Il presidente ad interim, Turchinov, ha prospettato un referendum nazionale per il federalismo, forse cerca solo di prendere tempo e calmare gli animi.

- Nel CdS Onu, la Russia sembra sempre più isolata; nessuno degli altri 14 membri l'ha appoggiata in una seduta di emergenza.

Welt, 14.04.14

- Il vice-cancelliere tedesco (presidente SPD), Gabriel, accusa la Russia di aver ridestato una politica di potenza nazionalista; c'è il rischio di guerra, la Russia sarebbe pronta a portare i carri armati oltre i confini.

- Si sospetta che la Russia voglia intervenire con forze di sicurezza, come in Crimea, per preparare la secessione dell'Est Ucraina;

- Anche il governo tedesco riconosce che ci sono segnali di appoggio della Russia a gruppi armati separatisti.

- Giovedì 17 aprile previsti negoziati tra UE, Russia, Ucraina e USA sulla crisi ucraina;

- diversi ministri Esteri della UE respingono ancora ulteriori misure e sanzioni economiche contro la Russia.

--------------------

Cicero 140328

Crisi di Crimea - la Merkel deve porre limiti a Putin

L'autorevole rivista politica tedesca riferisce e sostiene la posizione presa dal presidente tedesco, Gauck:

- Sono falliti gli approcci della Germania per una soluzione multilaterale;

- ora il governo tedesco, la Merkel, deve assumere un ruolo leader, non deve aver paura di mandare segnali militari calcolati. La Germania deve "essere pronta a fare di più per quella sicurezza che per decenni è stata garantita da altri ... non sono convinto che si possa continuare a fare come prima".

È possibile? Cosa significa?

- La Germania può assumere un ruolo guida, perchè ne ha la forza economica, la base su cui poggia l'influenza politica internazionale di una grande potenza.

- Significa rappresentare interessi accettati al di fuori dei propri confini nazionali e regionali. Nel concreto della crisi in corso, significa prendere l'iniziativa e proporre un piano d'azione fattibile ai volonterosi.

- Ridefinire il concetto di sicurezza, che era corretto per gli stati falliti; ora si deve legare l'escalation di minacce di sanzioni a segnali militari calcolati, dispiegamento di truppe, manovre ai confini; il tutto con un lavoro di convinzione economico e politico verso Kiev.

- Questa crisi da oltre l'Ucraina, ne va della credibilità della Nato.

- Critica della rivista al vice-cancelliere (SPD), Gabriel, che eguaglierebbe l'assunzione di un ruolo leader con il ricorso a mezzi militari; Gabriel: "nessuno deve avere l'impressione che anche solo ipotizziamo un'opzione militare".

[R+T]

le traduzioni estere sono fornite da Pagine Marxiste

 

 
 
 

LA NOSTRA STORIA

Post n°437 pubblicato il 14 Aprile 2014 da zoppeangelo

Mirella Mingardo

1919 - 1923: COMUNISTI A MILANO

La Sinistra comunista milanese di Bruno Fortichiari e Luigi Repossi dalla formazione del PCd'I all'ascesa del fascismo
Introduzione di Dino Erba, Milano tra riformismo e massimalismo. Appendice: Profili biografici a cura di Dino Erba. Quaderni di Pagine Marxiste, Milano, 2011. Pagine 292

 

Ottobre 1917 - Wall Street 1929

La Sinistra Comunista italiana tra Bolscevismo
e Radicalismo: la tendenza di Michele Pappalardi
di Dino Erba

 

Giuseppe Mannucci  , Ubaldo Baldi 

Varcando un sentiero che costeggia il mare .L'avventurosa vita di Danilo Mannucci 

editrice Gaia 

la militanza rivoluzionaria di Danilo Mannucci

 

 
 
 
Successivi »